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mercoledì 14 marzo 2018
Tra i patroni degli agricoltori ...
Oltre al re d’Illiria, di nome Genzio, raffigurato su una banconota di 2000 lek albanesi, esiste anche San Genzio di Le Beaucet (XII secolo), venerato il 16 maggio. È uno dei patroni degli agricoltori con sant’Amalberga, sant’Antonio abate, san Benedetto abate, san Biagio di Sebaste, sant’Enrico IX re di Svezia, san Foca di Sinope, san Guido di Anderlecht, san Isidoro l’Agricoltore, san Leodovaldo di Avranches, san Leonardo di Nobiliacum, santa Notburga di Eben vergine, san Procopio di Sázava, santa Valburga di Heindenheim.
Cinque santi, due beati e sei venerabili
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| San Paolo VI, papa e San Oscar Arnolfo Romero Galdámez, vescovo |
Decreti del 6 marzo 2018
SANTI
Un sudamericano e quattro europei, di cui tre italiani.
–
il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini), Sommo Pontefice; nato a
Concesio (Italia) il 26 settembre 1897 e morto a Castel Gandolfo (Italia) il 6
agosto 1978;
–
il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Oscar Arnolfo Romero Galdámez, Arcivescovo di San Salvador,
Martire; nato a Ciudad Barrios (El Salvador) il 15 agosto 1917 e ucciso a San
Salvador (El Salvador) il 24 marzo 1980;
–
il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Francesco Spinelli, Sacerdote diocesano, Fondatore
dell’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento; nato a Milano
(Italia) il 14 aprile 1853 e morto a Rivolta d’Adda (Italia) il 6 febbraio
1913;
–
il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Vincenzo Romano, Sacerdote diocesano; nato a Torre del Greco
(Italia) il 3 giugno 1751 e ivi morto il 20 dicembre 1831;
–
il miracolo, attribuito all’intercessione della Beata Maria Caterina Kasper, Fondatrice dell’Istituto delle Povere
Ancelle di Gesù Cristo; nata il 26 maggio 1820 a Dernbach (Germania) ed ivi
morta il 2 febbraio 1898;
BEATI
Una europea e una sudamericana
–
il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Felicia di Gesù Sacramentato (al
secolo: Maria Felicia Guggiari Echeverría), Suora professa dell’Ordine dei
Carmelitani Scalzi; nata a Villarica (Paraguay) il 12 gennaio 1925 e morta a
Asunción (Paraguay) il 28 aprile 1959;
–
il martirio della Serva di Dio Anna
Kolesárová, Laica; nata a Vysoká nad Uhom (Slovacchia) il 14 luglio 1928 e
ivi uccisa in odio alla Fede il 22 novembre 1944;
VENERABILI
Cinque italiani e un polacco
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Bernardo
Łubieński, Sacerdote professo della Congregazione del Santissimo Redentore;
nato a Guzów (Polonia) il 9 dicembre 1846 e morto a Warszawa (Polonia) il 10
settembre 1933;
–
le virtù eroiche del Servo di Dio Cecilio
Maria Cortinovis (al secolo: Antonio Pietro), Religioso professo
dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; nato a Nespello (Italia) il 7 novembre
1885 e morto a Bergamo (Italia) il 10 aprile 1984;
–
le virtù eroiche della Serva di Dio Giustina
Schiapparoli, Fondatrice della Congregazione delle Suore Benedettine della
Divina Provvidenza di Voghera; nata a Castel San Giovanni (Italia) il 19 luglio
1819 e morta a Voghera (Italia) il 30 novembre 1877;
–
le virtù eroiche della Serva di Dio Maria
Schiapparoli, Fondatrice della Congregazione delle Suore Benedettine della
Divina Provvidenza di Voghera; nata a Castel San Giovanni (Italia) il 19 aprile
1815 e morta a Vespolate (Italia) il 2 maggio 1882;
–
le virtù eroiche della Serva di Dio Maria
Antonella Bordoni, Laica, del Terz’Ordine di San Domenico, Fondatrice della
Fraternità Laica delle Piccole Figlie della Madre di Dio ora Piccole Figlie
della Madre di Dio; nata il 13 ottobre 1916 ad Arezzo (Italia) e morta a Castel
Gandolfo (Italia) il 16 gennaio 1978;
–
le virtù eroiche della Serva di Dio Alessandra
Sabattini, Laica; nata il 19 agosto 1961 a Riccione (Italia) e morta a
Bologna (Italia) il 2 maggio 1984.
Gennaro o Firmino?
Quanto ho
incontrato questo errore iconografico ho subito sorriso, ripensando all’articolo del Sig. Giovanni
Mascia, che ricordavo di aver letto su S. Mercurio.
C’è però una
differenza.
L’iconografia codificata per il santino cromolitografico di S.
Mercurio, è quella un soldato martire, certo che richiama la statua di Toro, ma che a sua volta è un soldato martire codificato: poteva essere San … Martire,
chiunque!
È poi il
contorno iconografico che lo definisce quale santo patrono di Toro, perché
oltre a riprodurre la statua ivi venerata, c’è sullo sfondo il paese. Ma questo
è comprensibile per chi conosce S. Mercurio di Toro e la stessa cittadina di
Toro
Nel caso invece di San Gennaro e San
Firmino, oltre lo sfondo, che è Napoli e il Vesuvio, il santo vescovo ha gli
attributi iconografici del vescovo beneventano (ampolle del sangue) che
non sono elementi generici per qualunque vescovo - come la mitria e il
pastorale - e poi c'è la mano benedicente: evidente richiamo all’intercessione
del vescovo martire sulla città partenopea nel mettere a tacere la furia del Vesuvio
(che nell’iconografia sta eruttando!)
Per cui
questa iconografia non può essere utilizzata per un altro santo vescovo.
Nel caso
di S. Mercurio e S. Fermo, essendo un generico soldato martire una certa modifica
grafica può essere applicata usando lo stesso cliscé per più santi martiri. Certo
non è la via maestra per l’iconografia di un santino, sono più della linea che
esso effigi il simulacro locale, per cui il santino della Sagdos di Milano (1941)
ha evidentemente subito questo processo. La stessa identica cosa la si può dire
per il santino di S. Vittore patrono di Asigliano Vercellese. Qui è ancora può
evidente il lavoro di modifica iconografica, che per giunta lo rende simile a
S. Espedito per il fatto di innalzare la croce, che nell’iconografia del
martire di Militene porta la scritta “hodie”.
Quindi
infine va evidenziato che essendo la ditta a Milano è abbastanza plausibile che,
avendo il cliscé e ricevendo un ordine successivo per un santo martire – qual è
Fermo o Vittore – molto venerato in Lombardia, l’abbia usato – se pur
modificato e in modo arbitrare – per creare un nuovo santino. Con buona pace
dell’infuocato Sig. Giovanni Mascia.
Senza
nessun oltraggio, S. Gennaro benedica e così spenga l’eruzione verbale!
Due domandi finali.
Ma se vogliamo fare confronti anche la statua di San Mercurio e di San Sostene (Napoli 1817) si richiamano, a dimostrazione che sono iconografie di Santi Martiri che poi vengono codificate con il culto e le esigenze locali.
PS. Se volete sorridere un po', leggete i commenti: tra preoccupazioni e conclusioni assurde .. tutto partendo da un santino!
Due domandi finali.
Perché
stampare a Milano nel 1941 un santino e non a Napoli ad esempio?
La stamperia di Milano aveva finito i grafici o gli artisti tanto da non poter inventare una nuova iconografia oppure giocava al risparmio?
La stamperia di Milano aveva finito i grafici o gli artisti tanto da non poter inventare una nuova iconografia oppure giocava al risparmio?
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| Sostene di S. Sostene (CZ) |
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| Mercurio di Toro (CB) |
Ma se vogliamo fare confronti anche la statua di San Mercurio e di San Sostene (Napoli 1817) si richiamano, a dimostrazione che sono iconografie di Santi Martiri che poi vengono codificate con il culto e le esigenze locali.
PS. Se volete sorridere un po', leggete i commenti: tra preoccupazioni e conclusioni assurde .. tutto partendo da un santino!
"Stolto pregiudizio"
Per tutti i laici e i sacerdoti che mormorano sul Romano Pontefice.
Il demonio vi sta usando per dividere la sua S. Chiesa dal suo interno!
Rev.mo Signore Mons. Dario Edoardo Viganò
Prefetto della Segreteria per la Comunicazione
Città del Vaticano, 7 febbraio 2018
Reverendissimo Monsignore,
La ringrazio per la sua cortese lettera del 12 gennaio e per l'allegato dono degli undici piccoli volumi curati da Roberto Repole.
Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi.
I piccoli volumi mostrano, a ragione, che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento. Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi una breve e densa pagina teologica perché in tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo, anche solo per ragioni fisiche, non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti. Sono certo che avrà comprensione e la saluto cordialmente.
Suo, Benedetto XVI
La ringrazio per la sua cortese lettera del 12 gennaio e per l'allegato dono degli undici piccoli volumi curati da Roberto Repole.
Plaudo a questa iniziativa che vuole opporsi e reagire allo stolto pregiudizio per cui Papa Francesco sarebbe solo un uomo pratico privo di particolare formazione teologica o filosofica, mentre io sarei stato unicamente un teorico della teologia che poco avrebbe capito della vita concreta di un cristiano oggi.
I piccoli volumi mostrano, a ragione, che Papa Francesco è un uomo di profonda formazione filosofica e teologica e aiutano perciò a vedere la continuità interiore tra i due pontificati, pur con tutte le differenze di stile e di temperamento. Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi una breve e densa pagina teologica perché in tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo, anche solo per ragioni fisiche, non sono in grado di leggere gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti. Sono certo che avrà comprensione e la saluto cordialmente.
Suo, Benedetto XVI
venerdì 9 marzo 2018
Servo di Dio P. Sebastiano Siracusa
Ogni
tanto quando si mette in ordine si trovano cose che ci si ricordava di avere.
Sebastiano
Siracusa nasce a Caltabellotta, provincia di Agrigento, nell’ottobre 1554 da
Francesco e Maria Agostina. Fu battezzato il 20 ottobre 1554. Nel 1579 entra
nel convento dei carmelitani di Caltabellotta, dove nel 1592 venne nominato
Priore, in seguito ebbe affidato diversi incarichi in altri centri carmelitani
della Sicilia, a Mazara del Vallo e a Trapani come Maestro dei Novizi e Vicario
Priore ed anche incarichi a livello diocesano. Nel febbraio 1606 P. Sebastiano
venne nominato primo priore del convento di Sant’Angelo di Licata, costruito
anni prima.
P.
Sebastiano, uomo di una profonda vita spirituale densa di preghiera e di
meditazione, che gli permetteva di fare delle prediche che attiravano gli animi
dei fedeli che in gran numero accorrevano a lui. Quando il Vangelo è cibo, la
bocca parla della pienezza del cuore!
Era
devoto della Passione del Signore, tanto che teneva al collo un Crocefisso di
rame e nel santino che lo raffigura ha il crocefisso stretto tra le mani e con
lo sguardo a meditare le sofferenze di Cristo.
P.
Sebastiano fu devoto di Sant’Angelo, ed uno famigliare – come dice S. Paolo noi
siamo concittadini dei santi e familiari
di Dio- tanto da chiamarlo il fratuzzo.
La permanenza a Licata fu breve, difatti assalito da forte febbre, morì il 18
novembre 1606.
Fu
sepolto presso il pozzo di Sant’Angelo – come suo desiderio – ma nel 1682 venne
compiuta una ricognizione canonica e il Padre Generale dell’Ordine Carmelitano
ripose le ossa in cassetta sigillata nella Chiesa del Carmine presso
la cappella di Sant’Elia. Negli anni '70 fu trasferita nuovamente nella Chiesa
di Sant’Angelo, nel primo altare della navata destra.
Subito
dopo la morte fu aperto la causa di canonizzazione, ma ad oggi la causa non è
contenuta - per ora - nell'Index Status
Causarum, ma solo nella memoria dei licatesi.
mercoledì 24 gennaio 2018
Patrono dei Giornalisti!
San
Francesco di Sales
Patrono dei giornalisti e degli operatori dei media
Che cosa abbiano da spartire i mezzi
di comunicazione sociale con un vescovo e teologo del ‘600 sarà difficilmente
comprensibile da chi considera tout court l’età della Controriforma come
trionfalistica e clericale.
Capacità di andare controcorrente,
lungimiranza, modernità, dunque, di cui Francesco di Sales aveva già dato prova
nel primo confronto col mondo riformato. A mezzi classici come la predicazione
e la disputa teologica egli ne aveva escogitato uno, davvero particolare:
pubblicazione di fogli volanti (i cosiddetti manifesti) che, pensati come mezzo
di catechesi e informazione religiosa, potevano raggiungere tutti attraverso
l’affissione murale o la consegna ai singoli usci. A toni polemici e
atteggiamenti severi Francesco preferì inoltre il metodo del dialogo e della
dolcezza, seguendo la massima: «Se sbaglio, voglio farlo per troppa bontà
piuttosto che per troppo rigore».
Fu dunque una giusta valutazione
quella che indusse Pio XI a proclamare Francesco di Sales, il 26 gennaio 1923,
patrono di «tutti quei cattolici, che con la pubblicazione o di giornali o di
altri scritti illustrano, promuovono e difendono la cristiana dottrina» (Enc.
Rerum omnium). E all’indomani del Vaticano II Paolo VI volle nuovamente additare
il vescovo di Ginevra come modello dei giornalisti cattolici nella lettera
apostolica Sabaudie gemma. È diventata poi tradizione che il testo del
messaggio pontificio in occasione della Giornata mondiale per le comunicazioni
sociali venga pubblicato proprio in concomitanza con la memoria liturgica del
santo (24 gennaio). (FONTE)
* * *
PREGHIERA DEL GIORNALISTA
Signore, Tu mi hai chiamato a servire
il prossimo attraverso i mezzi dell’informazione. Donami di farlo sempre
nell’obbedienza alla verità, con il coraggio di pagare di persona affinché essa
non sia mai tradita. Aiutami anche a coniugare la verità con la carità, per non
ferire mai la dignità di nessuno e promuovere in tutto, per quanto a me
possibile, la giustizia e la pace. Che io non faccia preferenze di persone, e
sappia proporre le mie idee con umiltà, onestà e libertà di cuore. Donami di
essere anche così un testimone dell’amore, che viene da Te, verità che libera e
salva. Tu, che con Dio Padre vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen
(Bruno Forte, vescovo)
mercoledì 17 gennaio 2018
Der ehrwürdige!
Andrea Erhart nasce a
Pfronten-Kreuzegg (Diocesi di Augusta - Germania) il 25 novembre 1696. Fornaio,
alla morte del padre raggiunge Roma, 1718, dove continuò la sua attività. Il 4
novembre 1724 entra tra i cappuccini a Palanzana (Viterbo) come fratello laico.
Trascorse la sua vita fratesca a Roma svolgendo diversi uffici. Muore a
Frascati il 7 ottobre 1762. Il processo fu introdotto a Roma e Augusta. Il 7
marzo 1781 fu concesso il decreto relativo, mentre il 24 settembre 1785 fu
firmato il decreto di non culto. Il decreto di validità giuridica degli Atti fu
firmato il 30 settembre 1852. È Venerabile. L’11 giugno 2008 il parroco di
Kempten ha mostrato interesse per la Causa chiedendo sia ripresa. La
Postulazione ha indicato le condizioni e i documenti necessari per la
riapertura della Causa. Nuova sollecitazione nel settembre 2012. (FONTE)
La causa non è contenuta - per ora - nell'Index Status Causarum, ma solo nell'archivio dell'Ordine.
Interessante pagina sul Venerabile fra Giorgio da Augusta è QUI.
venerdì 29 dicembre 2017
Un santo coraggioso e totale: Tommaso Becket
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| San Tommaso Becket, patrono di Mottola (TA) |
Il prossimo 2018 celebrerà i 900 anni della
nascita di San
Tommaso Becket (1118 – 1170), “santo
coraggioso e totale”,
e mi sono messo alla ricerca dei luoghi di culto e dell’iconografia del Santo.
Parrocchie,
culto e curiosità
ESTERO
1. Canterbury,
Kent, UK
2. Canton, MI, USA
3. Billingham,
UK
ITALIA
1. Castelletto
Cervo BI
2. Padova (PD)
3. Verona (VR)
4. Cabriolo di
Fidenza (PR)
5. Pallerone
di Aulla (MS)
6. Corenno
Plinio di Dervio (LC)
Altri luoghi
di culto
1. Saint
Gervais, Rouen (Francia)
2. San
Giorgio, Como (reliquie del mento)
3. San
Tommaso Becket, Caramanico Terme (PE)
4. Contrada
San Tommaso, Parrocchia S. Maria Assunta, Fossalto (CB)
5. Convento-Santuario
S. Tommaso, Montedinove, Ascoli Piceno (alcune reliquie)
6. Duomo di
Monreale (PA), mosaico del 1180 circa
7. Mottola
(TA), patrono, Parrocchia S. Maria Assunta (due reliquie)
Curiosità
Coro S. Tommaso - Chiesa Madre, Marsala (TP)
venerdì 22 dicembre 2017
Tre giorni e sarà Natale!
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| opera Franz Anton Maulbertsch (XVIII secolo) |
Tre
giorni e sarà Natale!
Quando
si è piccoli, questa attesa è piena di gioia trepidante!
Le
letture di questo giorno sono piene di gioia, una gioia che nasce dalla
gratitudine: infatti Dio è molto generoso
con noi, e noi siamo invitati a riconoscere sempre i suoi benefici, il suo
amore misericordioso, la sua pazienza e bontà.
Questo
consapevolezza ci invita a vivere in uno stile nuovo, proprio del Vangelo: vivere
un incessante ringraziamento.
Anna,
la madre di Samuele, è gioiosa per il dono del figlio. Una felicità che le dona
una tale pienezza e soddisfazione da renderla libera nel donarsi e nel ridonare
ciò che ha ricevuto: Anch'io lascio che
il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per
il Signore.
Maria,
la madre di Gesù, è felice perché gusta le promesse di Dio, si ora si compiono:
Il
saper rendere grazie in Maria, produce pace: perché Dio ha promesso per sempre.
Sia
questo nostro nuovo giorno pieno di gioia riconoscente, liberante e pacificante!
Amen.
Santa Viola Vergine Martire Veronese
Per quanto sia un nome molto
usato anche nelle sue varianti Violante, Violetta, Iole, della santa che porta
il nome di Viola si sa ben poco.
In L’Arena.it in data 16 agosto
2016 è stato scritto un articolo che attesta il culto per la Santa veronese, e
di recente ad opera degli alpini è stata restaurata la statua lignea già
collocata in Azzago che dal 1974 è stata ricollocata nella chiesetta a lei
dedicata e ricostruita.
La chiesetta si trova in via S.
Viola, non lontano dal colle omonimo e dal forte austriaco che porta il suo
nome, che fu costruito demolendo la primitiva chiesetta.
S. Viola è citata da un antico
studioso di agiografia Filippo Ferrari, il quale nel suo volume “Catalogus Sanctorum Italiae” edito a
Milano nel 1613, afferma di aver letto nelle «tavole» della Chiesa
veronese il nome di questa vergine e martire.
Oltre questo incerto dato
storico, esisto poi elementi leggendari presenti nell'agiografia prealpina: i
santi fratelli eremiti sui monti.
Secondo la leggenda popolare,
questa giovane di nome Viola si è ritirata sul monte di Azzago, mentre la
sorella Cristina sul Purga di Velo e il fratello Moro su quello di san Mauro di
Saline e che da questi monti comunicavano tra loro attraverso dei falò.
Esistono altri santi eremiti
simili in Lombardia, come nel comasco e nel lecchese.
Il luoghi di culto di S. Viola
sono Azzago di Grezzana e la chiesetta ricostruita dagli abitanti ai piedi del
monte, grazie all’intervento di Don Amedeo Tirapelle (parroco di Azzago dal
1940 al 1952) e benedetta l’8 agosto 1946 dal vescovo Girolamo Cardinale e, in
quell’occasione, la statua di Santa Viola venne trasportata in processione e
ricollocata com’era in origine. Nel 1974 gli alpini restaurarono la chiesetta e
la statua vi rimase.
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| particolare della statua venerata a Azzago (VR) |
mercoledì 20 dicembre 2017
Evviva la Venerabile Maria Antonia Samà!
Dal 2004 che attendevo questo momento, dopo la grazia
ricevuta dalla Monachella di San Bruno. Ed eccoci, dopo 13 anni la Chiesa ha
riconosciuto le virtù eroiche di Maria Antonia Samà.
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Maria Antonia
Samá, Laica; nata a Sant’Andrea Jonio (Italia) il 2 marzo 1875 e ivi morta
il 27 maggio 1953.
Il Santo Padre Francesco insieme al decreto di
Venerabilità per la Samà ha anche firmato decreti di miracolo, martirio e
venerabilità di altri testimoni della fede.
Tra tutti spicca il gesuita Alfonso de Barzana,
evangelizzatore del Perù, vissuto nel XVI secolo, morto a 67 anni a Cuzco; e il
Cardinale Stefano Wyszyński,
Metropolita di Gniezno e Varsavia, Primate di Polonia, vissuto nel XX secolo.
Altri
decreti
BEATO
- il miracolo, attribuito all’intercessione
del Venerabile Servo di Dio Giovanni
Battista Fouque, Sacerdote diocesano; nato a Marsiglia (Francia) il 12
settembre 1851 e ivi morto il 5 dicembre 1926;
- il
miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Tiburzio Arnáiz Muñoz, Sacerdote
professo della Compagnia di Gesù, Fondatore delle Misioneras de las Doctrinas
Rurales; nato l’11 agosto 1865 a Valladolid (Spagna) e morto a Málaga (Spagna)
il 18 luglio 1926;
- il
miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Carmen Rendiles Martínez,
Fondatrice dell’Istituto delle Siervas de Jesús de Venezuela; nata a Caracas
(Venezuela) l’11 agosto 1903 e ivi mo rta il 9 maggio 1977;
- il
martirio dei Servi di Dio Teodoro Illera
Del Olmo (al secolo: Cirillo),
Sacerdote professo della Congregazione di San Pietro in Vincoli, e 15 Compagni,
uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1 936 e nel 1937;
VENERABILE
- le virtù eroiche del Servo di Dio Paolo Smolikowski, Sacerdote professo
della Congregazione della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo; nato il 4
febbraio 1849 a Tver (Russia) e morto a Cra covia (Polonia) l’11 settembre 1926;
- le virtù
eroiche del Servo di Dio Patrizio Peyton,
Sacerdote professo della Congregazione di Santa Croce; nato il 9 gennaio 1909 a
Carracastle (Irlanda) e morto a San Pedro (Stati Uniti d’America) il 3 giugno
1992;
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Maria Anna di
San Giuseppe (al seco lo: Maria Anna de Manzanedo Maldonado),
Fondatrice dei Monasteri delle Suore Agostiniane Recollette; nata ad Alba de
Tormes (Spagna) il 5 agosto 1568 e morta a Madrid (Spagna) il 15 aprile 1638;
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Luisa Maria
Langstroth Figuera De Sousa Vadre Santa Marta Mesquita e Melo (Luiza Andaluz),
Fondatrice della Congregazione delle Ancelle di Nostra Signora di Fátima; nata
il 12 febbraio 1877 a Marvila (Portogallo)
e morta a Lisbona (Portogallo) il 20 agosto 1973;
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Anna del Salvatore
(al secolo: Marianna Orsi), Suora
professa della Congregazione delle Suore Figlie di Sant’Anna; nata ad Albareto
(Italia) il 22 febbraio 1842 e morta a Palermo (Italia) il 7 giugno 1885.
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