lunedì 11 novembre 2019

Bartolomeo da Simeri e Martino di Tours, santi della Chiesa indivisa!



 icona del maestro Ivan Polverari

Martirologio Romano, 11 novembre: Nel monastero di Grottaferrata nei pressi di Frascati, vicino a Roma, san Bartolomeo, abate, che, nato in Calabria, fu compagno di san Nilo, del quale avrebbe in seguito composto la Vita, e gli fu accanto quando, ormai prossimo alla morte, fondò nel territorio di Frascati un monastero organizzato secondo la disciplina ascetica dei Padri orientali, che egli consolidò durante il suo governo facendone una scuola di scienza e arte.


Martirologio Romano, 11 novembre: Memoria di san Martino, vescovo, nel giorno della sua deposizione: nato da genitori pagani in Pannonia, nel territorio dell’odierna Ungheria, e chiamato al servizio militare in Francia, quando era ancora catecumeno coprì con il suo mantello Cristo stesso celato nelle sembianze di un povero. Ricevuto il battesimo, lasciò le armi e condusse presso Ligugé vita monastica in un cenobio da lui stesso fondato, sotto la guida di sant’Ilario di Poitiers. Ordinato infine sacerdote ed eletto vescovo di Tours, manifestò in sé il modello del buon pastore, fondando altri monasteri e parrocchie nei villaggi, istruendo e riconciliando il clero ed evangelizzando i contadini, finché a Candes fece ritorno al Signore.



Preghiera per l’unità dei Cristiani

Signore Gesù Cristo, che alla vigilia della tua passione hai pregato perché tutti i tuoi discepoli fossero uniti perfettamente come tu nel Padre e il Padre in te, fa’ che noi sentiamo con dolore il male delle nostre divisioni e che lealmente possiamo scoprire in noi e sradicare ogni sentimento d’indifferenza, di diffidenza e di mutua astiosità.
Concedici la grazia di poter incontrare tutti in te, affinché dal nostro cuore e dalle nostre labbra si elevi incessantemente la tua preghiera per l’unità dei cristiani, come tu la vuoi e con i mezzi che tu vuoi.
In te che sei la carità perfetta, fa’ che noi troviamo la via che conduce all’unità nell’obbedienza al tuo amore e alla tua verità. Amen.


domenica 10 novembre 2019

San Leone Magno è un luogo!




Martirologio Romano, 10 novembre: Memoria di san Leone I, papa e dottore della Chiesa: nato in Toscana, fu dapprima a Roma solerte diacono e poi, elevato alla cattedra di Pietro, meritò a buon diritto l’appellativo di Magno sia per aver nutrito il gregge a lui affidato con la sua parola raffinata e saggia, sia per aver sostenuto strenuamente attraverso i suoi legati nel Concilio Ecumenico di Calcedonia la retta dottrina sull’incarnazione di Dio. Riposò nel Signore a Roma, dove in questo giorno fu deposto presso san Pietro.

San Leone Magno è un luogo del cuore! Piazza Udine, parrocchia di San Leone Magno. Qui i primi i passi del cammino.

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. (Gv 6,56-57).

sabato 9 novembre 2019

UNA DATA CHE HA CAMBIATO IL MONDO!




Il 9 novembre 1989, cadeva il Muro di Berlino, che per tanto tempo ha tagliato in due la città ed è stato simbolo della divisione ideologica dell’Europa e del mondo intero. La caduta avvenne all’improvviso, ma fu resa possibile dal lungo e faticoso impegno di tante persone che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita. Tra questi, un ruolo di protagonista ha avuto il santo Papa Giovanni Paolo II. Preghiamo perché, con l’aiuto del Signore e la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, si diffonda sempre più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitate e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione. Dove c’è un muro, c’è chiusura di cuore. Servono ponti, non muri!

Papa Francesco

venerdì 8 novembre 2019

Mix Canzoni Italiane 2019 ... - 53 alla fine!




0:01 Playa 3:15 Una Volta Ancora 6:08 Pensare Male 9:36 Jambo 12:11 Dove e Quando 15:21 Senza Pensieri 18:25 Margarita 21:23 Mambo Salentino 23:56 Arrogante 27:10 Italiani In Vacanza 24:47 Maradona Y Pelé (un errore di titolazione nel video) 33:11 Tequila E San Miguel 36:25 Senza Farlo Apposta 40:00 Soldi 43:20 Mademoiselle 46:29 La Hit Dell'estate 49:38 Ostia Lido 52:31 L'altra Dimensione 54:36 La Ragazza Con Il Cuore Di Latta 58:00 Vivere Tutte Le Vite 1:01:40 Calipso 1:04:56 Piccola Stella

giovedì 7 novembre 2019

Signore, da chi andremo?



Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!». Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici. 

(Gv 6,67-70).

mercoledì 6 novembre 2019

Vergine Maria, liberaci!





La Parrocchia della Santissima Trinità in Valperga (TO). La più antica notizia della chiesa si trova in una convenzione del 1454 fra il comune di Cuorgnè ed i Conti di Valperga conservata nell'archivio comunale di Cuorgnè. La chiesa originale era costituita da due parti, una ad una sola navata con sei cappelle laterali inserite nel muro; la seconda a tre navate con l'altare maggiore in fondo. Il primo ampliamento fu del Choro nel 1710; il secondo ampliamento è stato quasi un rifacimento della chiesa. La chiesa venne portata a tre navate ed arricchita di una degna facciata su disegno di Costanzo Michela di Agliè. La chiesa pervenne alla definitiva configurazione, com'è tutt 'oggi, con un terzo ampliamento (1831): quello delle due grandi cappelle ora dette della Madonna della Liberazione e del Sacro Cuore (quest’ultima ricca di dipinti del pittore valperghese Felice Barucco). Si pervenne ad un restauro radicale con il parroco don Vincenzo Rubatto: nel 1967 si iniziò con il ripristino degli stucchi e la decorazione di volte e cupole. Tra il 1968 e 1971 si provvide al rivestimento in marmo dei pilastri e la sostituzione di alcune vetrate, nel 1973 la sistemazione delle ampie cappelle laterali, infine nel 1974 il rifacimento del pavimento in marmo su disegno del parroco stesso. L’inaugurazione avvenne il 3 marzo 1974. Notevole l’altar maggiore dalle perfette linee barocche, ideate da Costanzo Michela, il pulpito del 1765, opera dello scultore Cristoforo Serra, l’artistico portale del 1790.
Lateralmente sono presenti 6 cappelle: cappella del battistero (vasca in marmo su pilastrino e piramide in legno di forma ottagonale), cappella del Crocifisso detta dei Perini, cappella del Sacro Cuore, cappella di S. Vincenzo de Paoli, cappella di S. Margherita e Santi Antonio, cappella della Madonna Liberatrice. La Canonica ha particolari che la fanno risalire al ’600: facciata barocca verso il cortile con una splendida scala semiesterna. Fu acquistata per il parroco dalla Comunità nel 1830, dopo il trasferimento delle attività parrocchiali dalla chiesa di S. Giorgio alla SS. Trinità. Notevoli alcuni interni per i graziosi soffitti e l’antico pozzo dell’androne. Suggestivo il camminamento coperto verso la sacrestia. Nella parte rustica annessa alla canonica, un tempo adibita a depositi e cantina, sono stati ricavati recentemente i locali per le attività di oratorio
Altare dedicato alla B.V. della Liberazione fine XVII e inizio XVIII secolo legno intagliato, dipinto, dorato h 450 x 250 (circa). L’altare è collocato nella navata sinistra della Chiesa con una mensa in muratura e pittura su intonaco e stucco, con paliotto in tessuto nel fronte. Al centro entro una cornice dorata vi è un dipinto su seta raffigurante Maria Liberatrice attribuito a Padre Bonaventura Belli da Palazzuolo. Sulla cimasa vi è un dipinto su tela raffigurante San Francesco di Sales. L’altare poggia su una pedana lignea.


Nei paesi francofoni e in Libano è diffusa la devozione alla Madonna della Liberazione. Forniamo di seguito la traduzione delle litanie in suo onore.

Signore pietà
Cristo pietà
Signore pietà
Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici
Padre del Cielo che sei Dio
Figlio redentore del mondo, che sei Dio
Spirito Santo, che sei Dio
Santa Trinità, unico Dio
abbi pietà di noi

Santa Maria della Liberazione
Prega per noi
Santa Maria della Vittoria,
Santa Maria, su cui si è posata la Potenza dell’Altissimo
Santa Maria, più valente di Ester e Giuditta
Santa Maria, il cui Figlio ha schiacciato la testa a satana
Donna vestita di sole, invulnerabile agli attacchi di satana
Santa Maria, che ci proteggi contro il dragone furioso
Santa Maria, rifugio dei peccatori
Santa Maria, liberatrice e salute degli infermi
Santa Maria, speranza dei disperati
Santa Maria, che hai fatto esultare san Giovanni Battista nel seno materno
Santa Maria, protettrice delle donne incinte e delle partorienti

Dal potere e dalle tentazioni di satana
Vergine Maria, liberaci
Dalla seduzione degli idoli e dalle false dottrine
Dalle possessioni diaboliche
Dalle illusioni pericolose e dallo spirito del male
Dagli operatori dell’occulto
Dai patti satanici che rendono schiavi di satana
Dall’idolatria, dallo spiritismo e dal satanismo
Dalle sette, dall’occultismo e dalle società segrete
Dagli inganni della divinazione e dalle false predizioni
Dalle visioni fasulle e dai sogni ingannatori
Da ogni maledizione
Dai malefici e da ogni pratica occulta
Da ogni spirito di morte, di suicidio e di omicidio
Dalle malattie di origine malefica
Dai flagelli devastanti
Dalla fame, dalla violenza e dalla guerra
Dagli incidenti mortali
Dalle malattie contagiose
Dalla sterilità
Da ogni minaccia contro i bambini nel grembo materno
Dai parti difficili e da ogni trauma infantile
Dalle perversioni che minacciano i bambini
Dalle angosce dell’anima e dai mali fisici
Dai mali ereditari
Dalla scomparsa misteriosa di persone care
Dai blocchi mentali ed affettivi
Dall’empietà
Dall’ateismo e dalla cultura di morte
Dalle tentazioni contro la fede
Dalle comunioni sacrileghe
Dalla disperazione e dallo scoraggiamento
Dallo spirito di paura
Dalla tiepidezza nel servizio di Dio
Dallo spirito di orgoglio e di dominazione
Dall’ostinazione nel peccato
Dal peccato contro lo Spirito Santo
Dal rifiuto di perdonare i nemici
Dai pensieri di odio e dai pensieri impuri
Dagli inganni del diavolo nell’ora della morte
Dalle sofferenze del Purgatorio
Dalla dannazione eterna

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Perdonaci, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Esaudiscici, Signore
Agnello di Dio che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi, Signore
Cristo vincitore della morte
Ascoltaci
Cristo vincitore di satana
Esaudiscici
Spirito Santo liberatore
Ascoltaci
Spirito Santo consolatore
Esaudiscici
Dio Padre Onnipotente
Ascoltaci
Dio Padre Onnipotente
Liberaci dal Maligno
O Maria concepita senza peccato
Prega per noi che ricorriamo a te
Prega per noi Santa Maria della Liberazione
Affinché siamo liberati da tutte le tribolazioni

Preghiamo
Ti lodiamo o Padre, per il tuo amore, la tua misericordia, la tua potenza, e per la vittoria del sangue dell’Agnello, tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo. Ti lodiamo per nostra madre, l’Immacolata Vergine Maria. Accorda a tutti noi che ricorriamo alla sua materna protezione, la liberazione dai mali che ci affliggono. Liberaci dalla potenza delle tenebre affinché viviamo nella libertà dei figli di Dio e nella gloria di Cristo Risorto. Amen.


martedì 5 novembre 2019

Era l'ultimo sabato di Aprile del 1001!






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L’origine dell’Incoronata di Foggia si perde quasi nella notte dei tempi e sempre si è tramandata con amore e costanza da generazione a generazione.
Pur trattandosi di “un’antica e costante tradizione”, le fonti letterarie che abbiamo in nostro possesso risalgono appena al secolo XVII; le fonti archivistiche invece attestano la sua esistenza già affermata e di una certa importanza fin dal 1140 con il diploma reale di Ruggero II del 24 Novembre di quell’ anno.
Tutti gli autori pongono a fondamento di tutto sono posti i fatti straordinari che sarebbero avvenuti nel bosco del Cervaro l’ultimo sabato di Aprile del 1001, presso Foggia, con la concomitanza del ritrovamento della prodigiosa immagine che da sempre richiama una grande moltitudine di fedeli. La Beata Vergine Maria apparve all’alba dell’ultimo sabato di aprile del 1001, su una grande quercia, ad un signore che si trovava a caccia nel bosco del fiume Cervaro e gli mostrò la Statua, chiedendo che venisse posta in venerazione in un’apposita chiesa da costruire sul luogo dell’apparizione, assicurando che sarebbe stata larga di grazia verso chiunque l’avesse pregata davanti a quel Simulacro.
Sopraggiunse un contadino, che la tradizione chiama
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Strazzacappa, appese ad un ramo della quercia la sua caldarella trasformata, con un pò di olio, in rustica lampada. Fu costruita la prima chiesa che l’affluenza numerosa di pellegrini e le tante grazie concesse per l’intercessione della Madonna, fecero rapidamente cambiare in un tempio, con annesso convento ed opere di carità.
Monaci bizantini detti comunemente basiliani, San Guglielmo da Vercelli con i suoi monaci di Montevergine ed i Cistercensi si susseguirono nella cura pastorale del Santuario dell’Incoronata dal secolo XI al secolo XVI.
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Nel secolo XVII l’Incoronata divenne commenda cardinalizia finché all’inizio del secolo XIX fu tolta alla giurisdizione dell’autorità ecclesiastica dal governo napoleonico, che ne affidò la gestione ai laici: fu il periodo più brutto che attraversò il Santuario fino ad un quasi completo abbandono,
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facendo così diminuire di molto l’affluenza dei pellegrini.
Finalmente nel 1939 l’Incoronata ritornò alla diocesi di Foggia nella persona del Vescovo, monsignor Fortunato Farina, che nell'aprile del 1950 lo affidò ai Figli della Divina Provvidenza, fondati da Don Luigi Orione: essi costruirono il nuovo Santuario ed il grande complesso architettonico che lo circonda dando grande sviluppo alla devozione alla Madonna, offrendo calorosa accoglienza ai pellegrini che sono sempre più andati crescendo nel corso degli anni perché hanno trovato piena disponibilità per i sacramenti della Riconciliazione e della Comunione, per gli incontri spirituali, per le loro devozioni e per ogni esigenza materiale e spirituale.

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Il simulacro. Per quanto riguarda le immagini Beata Vergine Maria venerata a Foggia si è tentato da anni di studiarne la storia e di raccoglierne il più possibile nella diversa figurazione e provenienza: tutto è stato raccolto nell'archivio dell’Incoronata. L’ iconografia dell’Incoronata è da porre in relazione alle narrazioni che si sono tramandate nei vari paesi e alle laudi popolari che ne rievocano il fatto. Nella collezione dell’archivio del santuario predomina in senso assoluto, e maggiormente nelle immaginette più antiche, la figura del boscaiolo o del misero bifolco che prega devotamente e offre con generosità l’olio per allestire un’improvvisata lampada alla Madre celeste che si è degnata di venire incontro ai suoi umili e perseguitati figli. Sono stati tramandati cinque tipi d’immagini:

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- La quercia con la statua poggiata sul fogliame, e ai piedi il contadino con i buoi (1);
- Immagini che mostrano ai piedi della quercia il solo nobile cacciatore con i suoi cani (5);
- Immagini che mostrano sia il nobile cacciatore che il contadino (4);
- Immagini che raffigurano solo la Vergine (3);
- Immagini che mostrano le “Due Madonne”, l’una accanto all'altra e che si rifanno alla narrazione di Matteo Romano che racconta come la Vergine sarebbe apparsa lasciando una Statua perché la venerassero e le costruissero una chiesa (2).
Immagine che mostra la Vergine sulla quercia e ai piedi l’Arcangelo Michele e S. Nicola Vescovo di Myra (6).

I luoghi di culto.
Foggia, Apricena, San Bartolomeo in Galdo, Serracapriola, Bagnoli del Trigno (2), Pietracupa, S. Elena Sannita, Agnone, S. Polo Matese, Roccamandolfi, Toro, Capracotta, Troia, Carovilli, Faifoli, Roccaspromonte, Lavello. Melfi, Canosa, Santa Croce di Magliano, S. Agata di Puglia, Trani, Mattinata, Campobasso, … eccetera.

Maria dell'Incoronata o quanto sei bella!
Alzo gli occhi al Cielo - vedo una stella
Maria dell'Incoronata, quanto sei bella
N'Angelu dal Cielo - a me è calato:
va a visitar Maria - l'Incoronata
Venenn erba erba - e erbicella
ammà venì a truvà - Maria la Zingarella
Venenti da ogni parte chi muti e struppiati
che li guarisce - Maria l'Incoronata ...
Maria gloriosa nostra - deh senti questa voce
che s'appresiente a Te - Maria prega per me!

lunedì 4 novembre 2019

Ero carcerato e siete venuti a trovarmi!



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"Venite, benedetti del Padre mio perché ero carcerato e siete venuti a trovarmi" (cfr. Mt 25)
Il 6 novembre la Chiesa ricorda S. Leonardo.
Leonardo nacque in Gallia da una famiglia di nobili franchi nel castello di Vandôme, nel villaggio di Corroi presso Orléans all'epoca dell'imperatore Anastasio I Dicoro. È lo stesso re Clodoveo al quale i genitori di Leonardo sono stretti da vincoli d'amicizia a fargli da padrino la notte di Natale del 496, quando Clodoveo, mantenendo la promessa fatta alla consorte Clotilde prima della battaglia di Tolbiaco, insieme alla sua corte abiurò i riti pagani, facendosi battezzare.
Della giovinezza di Leonardo non si hanno molte notizie. Si sa solamente ch'egli giovanotto rifiutò di dedicarsi alla carriera cavalleresca per seguire gli insegnamenti dell'allora arcivescovo di Reims, Remigio che lo aveva tenuto a battesimo.
Il re dei Franchi Salii, Clodoveo, gli diede il privilegio, concesso già a Remigio, di liberare i prigionieri che avesse incontrato e ritenuto innocenti. E Leonardo sfruttò questa opportunità liberando un gran numero di persone ridotte in condizioni miserevoli e prive di libertà.
Per le vicende che lo videro restituire la libertà a molti prigionieri, è considerato il patrono dei carcerati, insieme ad altri santi come ad esempio S. Giuseppe Cafasso e la Beata Enrichetta Alfieri.
Ma come si può vivere l’invito di Gesù?
Non tutti possiamo andare in carcere a trovare i detenuti. E allora? C’è un modo per superare l'ostacolo. Come? Assistere coloro che vivono la visita ai carcerati.
"Quando mai ti abbiamo visto...in carcere e non ti abbiamo assistito?" (Cfr. Mt 25).
Chi vuole vivere quest’opera di misericordia può sostenere le associazioni caritative che assistono i carcerati.

domenica 3 novembre 2019

Come Zaccheo!


S. Papulo Martire
3 novembre

La Parola di Dio di questa prima domenica di novembre è ricca di tante provocazioni e di profonde affermazioni.
Tu ami tutte le cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato; tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato, perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore.
Eppure, Signore, l’uomo può provare disgusto di sé o di un altro uomo, e non crede che messo da parte ogni male, possa essere tuo discepolo.
Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo … fratelli, non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente.
Eppure, Signore, quando gente, ignorando questa esortazione dell’Apostolo Paolo, si è allontana dalla fede cattolica, aderendo a sette o gruppi religiosi fasulli. Bene diceva S. Girolamo sull’ignoranza verso la S. Scrittura!
Eppure nulla è perduto. Zaccheo è l’esempio.
Zaccheo, piccolo, non solo di statura; malvagio – era capo dei pubblicani e ricco – ma Signore, il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose, ed era anche in lui, e lavorava, tanto che cercava di vedere chi era Gesù.
E per riuscire, vivere questo desiderio, sale su un albero, quindi supera sé stesso, il suo limite, ed accoglie l’invito: scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua.
Lui scese in fretta, pieno di gioia, accoglie Gesù nella sua casa; ma la folla mormora: è un peccatore. La folla non si accorge del suo desiderio, vede solo il suo peccato.
Gesù invece vede anche il suo desiderio. Lo ammonisce, ma nell’ammonirlo lo ama, Zaccheo, amato, accoglie la salvezza e non solo ripaga il suo male, ma compie il bene.

Signore, in questo nostro cammino, verso il compimento di noi stessi, ravviva in noi il desiderio di vederti, di accoglierti ogni giorno, e la grazia di sentirci amati da te, per accoglie la salvezza - che sei Tu - non solo per non fare il male, ma compiere in te e con te il bene! Amen.


I santi di questo giorno, come sempre, sono tanti!
Il grande e umile Martino di Porres. Una santa tra le madri: Silvia, madre di Gregorio Magno. Un santo il cui nome è tutto un progetto: Amico di Avellana. Infine tra i martiri della Tuscia: Valentino e Ilario di Viterbo.

venerdì 1 novembre 2019

Decreto pontificio: la memoria facoltativa della Beata Maria Vergine di Loreto sia iscritta nel Calendario Romano il 10 dicembre



La venerazione per la Santa Casa di Loreto è stata, fin dal Medioevo, l’origine di quel peculiare santuario frequentato, ancora oggi, da numerosi fedeli pellegrini per alimentare la propria fede nel Verbo di Dio fatto carne per noi. Quel santuario ricorda il mistero dell’Incarnazione e spinge tutti coloro che lo visitano a considerare la pienezza del tempo, quando Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, e a meditare sia le parole dell’Angelo nunziante l’Evangelo, sia le parole della Vergine che rispose alla divina chiamata. Adombrata di Spirito Santo, l’umile serva del Signore è divenuta casa della divinità, immagine purissima della santa Chiesa.
Il menzionato santuario, strettamente vincolato alla Sede Apostolica, lodato dai Sommi Pontefici e universalmente conosciuto, ha saputo illustrare in modo eccellente, nel corso del tempo, non meno di Nazaret in Terra Santa, le virtù evangeliche della Santa Famiglia. Nella Santa Casa, davanti all’effige della Madre del Redentore e della Chiesa, Santi e Beati hanno risposto alla propria vocazione, i malati hanno invocato consolazione nella sofferenza, il popolo di Dio ha iniziato a lodare e a supplicare Santa Maria con le Litanie lauretane, note in tutto il mondo. In modo particolare quanti viaggiano in aereo hanno trovato in lei la celeste patrona.
Alla luce di tutto questo, il Sommo Pontefice Francesco ha decretato con la sua autorità che la memoria facoltativa della Beata Maria Vergine di Loreto sia iscritta nel Calendario Romano il 10 dicembre, giorno in cui vi è la festa a Loreto, e celebrata ogni anno.
Tale celebrazione aiuterà tutti, specialmente le famiglie, i giovani, i religiosi, a imitare le virtù della perfetta discepola del Vangelo, la Vergine Madre che concependo il Capo della Chiesa accolse anche noi con sé.
La nuova memoria dovrà quindi apparire in tutti i Calendari e Libri liturgici per la celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore; i relativi testi liturgici sono allegati a questo decreto e le loro traduzioni, approvate dalle Conferenze Episcopali, saranno pubblicate dopo la conferma di questo Dicastero. Nonostante qualsiasi cosa in contrario.
Dalla sede della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 7 ottobre 2019, memoria della Beata Maria Vergine del Rosario.
Roberto Card. Sarah
Prefetto
+Arthur Roche
Arcivescovo Segretario