domenica 11 novembre 2018

Sant'Alice, prega per noi!



ALICE|ADELAIDE

Deriva dal francese antico Aliz o Aalis, forma tronca di Adelais, a sua volta un diminutivo di Adelaide (che significa "di nobile stirpe", "nobile").

In alcuni casi viene ricondotto invece al greco ἁλυκή (halykḗ) da ἁλυκός (halykós), ovvero "[di acqua] salata, marina", "del mare.

Divenne molto comune in Francia nel XII secolo, ed è successivamente diventato ancora più celebre grazie all'Alice dei libri di Lewis Carroll e del film Disney da essi tratto.

In Inghilterra venne importato dai Normanni, e il suo uso aumentò considerevolmente dopo che la regina Vittoria lo diede a sua figlia, Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha.

La forma latina Alicia, inizialmente usata solo nei testi latini, cominciò a divenire di uso comune dal XVIII secolo.

Secondo l'ISTAT, Alice è uno dei dieci nomi più attribuiti alle nuove nate in Italia dal 2000 al 2016.

 


9 gennaio, beata Alix Le Clerc (o Alessia, o Alice), cofondatrice delle Canonichesse di Sant'Agostino della Congregazione di Nostra Signora

5 febbraio, sant'Adelaide (o Alice), badessa del monastero di Vilich, presso Colonia

11 novembre, beata Alice Kotowska, professa della Congregazione delle Suore della Resurrezione, martire della persecuzione in Polonia

16 dicembre, Sant' Adelaide, sposa, madre, nonna e Regina d’Italia e Imperatrice del Sacro Romano Impero
 

BEATA ALIX LE CLERC

Alix (Alessia o Alice) Le Clerc, in religione madre Maria Teresa di Gesù (Remiremont, 2 febbraio 1576 – Nancy, 9 gennaio 1622), è stata una religiosa francese, fondatrice delle Canonichesse di Sant'Agostino della Congregazione di Nostra Signora. È stata proclamata beata da papa Pio XII nel 1947.

Appartenente a un'agiata famiglia borghese della Lorena, condusse in giovinezza una vita mondana. Verso i vent'anni si stabilì a Hymont, dove conobbe in canonico Pietro Fourier, parroco di Mattaincourt, che divenne il suo direttore spirituale.

Emise il voto di castità e avviò un'opera per l'educazione delle fanciulle: nel giugno del 1596 aprì una scuola a Poussay e nella notte di Natale del 1597, insieme con quattro compagne, diede inizio a una nuova congregazione di religiose insegnanti. Le suore della congregazione aumentarono rapidamente di numero e poterono aprire scuole in tutta la Lorena e anche fuori (Verdun, Chalon).

La Santa Sede approvò l'istituto nel 1615; la prima professione ebbe luogo il 2 dicembre 1618.

Alix Le Clerc fu eletta superiora generale a vita, ma rinunciò alla carica prima di morire per spegnersi come semplice monaca presso la casa di Nancy.

Il processo diocesano per la beatificazione di Alix Le Clerc fu aperto a Saint-Dié-des-Vosges il 3 dicembre 1885 e proseguì a Nancy. La causa di beatificazione fu introdotta il 21 febbraio 1899. Fu proclamata beata da papa Pio XII il 4 maggio 1947.

Il suo elogio si legge nel Martirologio Romano al 9 gennaio.

A Nancy in Francia, beata Maria Teresa di Gesù (Alessia) Le Clerc, vergine, che creò insieme a san Pietro Fourier la Congregazione delle Canoniche regolari di Nostra Signora, sotto la regola di sant’Agostino, per l’educazione della gioventù femminile.

I suoi resti, scomparsi durante la rivoluzione francese, furono ritrovati nel 1950 e, riconosciuti autentici dalla Congregazione dei riti, furono traslati nella cappella del monastero di Nancy.

La sua immagine ci è giunta attraverso un ritratto postumo fatto realizzare dai duchi di Lorena; è ritratta anche in incisioni di Weyen, Van Lochom e Nicole e in una medaglia di Cornelis Galle.
 

B. ALICE KOTOWSKA

La beata Alice (al battesimo Maria Jadwiga Kotowska), professa della Congregazione delle Suore della Resurrezione di Nostro Signore Gesu' Cristo, nacque a Varsavia, Polonia, il 20 novembre 1899 e morì a Piasnica presso Wejherowo l'11 novembre 1939. Fu beatificata da Giovanni Paolo II a Varsavia (Polonia) il 13 giugno 1999 con altri 107 martiri polacchi.

Il Martirologio Romano la celebra l’11 novembre:

Nella cittadina di Laski Piasnica presso la città di Wejherowo in Polonia, beata Alicia Kotowska, vergine della Congregazione delle Suore della Risurrezione del Signore e martire, che durante la guerra morì fucilata per avere strenuamente difeso la sua fede in Cristo.

 
S. ADELAIDE DI VILICH

Adelaide, nota anche come Alice (Geldern, 960 circa – Colonia, 5 febbraio 1015), è stata una badessa e santa tedesca, venerata dalla Chiesa cattolica.

Studiò a Colonia, al monastero di Sant'Orsola; alla morte del fratello, i genitori destinarono una parte dell'eredità di questo alla costruzione del monastero di Vilich (vicino a Bonn) in cui Alice sarebbe dovuta diventare prima badessa. Così avvenne e, per le sue doti, Alice fu nominata, intorno all'anno mille, badessa anche del monastero di Santa Maria a Colonia di cui era stata badessa, fino alla morte, la sorella Bertranda. Nel 994 aveva adottato per il primo monastero la regola di San Benedetto. Dopo la morte avvenuta nel 1015, fu sepolta a Vilich e iniziò a diffondersi il culto, essendole stati attribuiti numerosi miracoli ed essendo nota le sue opere di carità per i poveri.

Il 27 gennaio 1966 papa Paolo VI ne riconobbe il culto. Il Martirologio romano ne celebra la memoria il 5 febbraio:

A Colonia in Lotaringia, oggi in Germania, sant’Adelaide, prima badessa del monastero di Vilich, in cui introdusse la regola di san Benedetto, e poi del monastero di Santa Maria di Colonia, dove morì.


S. ADELAIDE IMPERATRICE

Nata nel 931 da Rodolfo, re di Borgogna, e da Berta, figlia di Burcardo, duca di Svevia, Adelaide all'età di sei anni rimane orfana di padre e nel 947 sposa Lotario, re d'Italia. Rimasta vedova dopo soli tre anni di matrimonio, viene perseguitata e messa in prigione da Berengario II del Friuli, che si era impadronito del regno d'Italia, essendosi lei rifiutata di sposarne il figlio. Liberata da Ottone I, lo sposerà e ne avrà tre figli, tra cui il futuro Ottone II. Nel 962 papa Giovanni XII la incorona unitamente a suo marito Ottone I. Dopo la morte di questi esercita la tutela del minorenne Ottone III, suo nipote, reggendo l'impero. Attenta agli ultimi e agli indigenti, Adelaide è in stretti rapporti con il movimento di riforma di Cluny, specialmente con gli abati Maiolo e Odilone, il quale ne compone la «Vita». Costruisce chiese e monasteri, beneficando particolarmente i cenobi di Peterlingen, San Salvatore di Pavia e Selz. In quest'ultimo monastero benedettino, da lei fondato presso Strasburgo, Adelaide si ritira fino alla morte nel 999. Presto venerata come santa in Alsazia, viene canonizzata da Urbano II nel 1097.  (Avvenire)

Il Martirologio Romano, la ricorda il 16 dicembre: A Selz vicino a Strasburgo in Lotaringia, nell’odierna Francia, sant’Adelaide, imperatrice, che mostrò sobria giocondità verso i familiari, decorosa compostezza con gli estranei, instancabile pietà verso i poveri, munifica generosità nell’onorare le chiese di Dio.
 
FONTE:
Martirologio Romano
Wikipedia
L'Avvenire

giovedì 8 novembre 2018

Decreti 7 novembre 2018




Madonna della Provvidenza Soccorrente
Fara Sabina (RI)
 
 
Mettendo insieme l'intelligenza nell'anima e l'anima nel corpo, Dio compose l'universo, affinché l'opera che Egli realizzava fosse per sua natura la più bella possibile e la più buona. Così, secondo un ragionamento probabile, si deve dire che questo mondo è un essere vivente, dotato di anima e di intelligenza, generato ad opera della provvidenza di Dio
(Platone, Timeo, 30B)
 

 

 

8 italiani, di cui 2 beati; 1 lituano, beato; 12 spagnoli, di cui 10 beati martiri; 1 statunitense, beato martire; 1 filippino; 1 equadoregna

 

Decreto sulle virtù eroiche e sulla conferma del culto da tempo immemorabile (beatificazione “equipollente”) del Servo di Dio Michele Giedrojć, Laico professo dell’Ordine di Sant’Agostino; nato a Giedrojce (Lituania) intorno all’anno 1420 e morto a Cracovia (Polonia) il 4 maggio 1485.

– il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Edvige Carboni, Laica; nata a Pozzomaggiore (Italia) il 2 maggio 1880 e morta a Roma il 17 febbraio 1952;

– il miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Benedetta Bianchi Porro, Laica; nata a Dovadola (Italia) l’8 agosto 1936 e morta a Sirmione del Garda (Italia) il 23 gennaio 1964;

 – il martirio dei Servi di Dio Angelo Cuartas Cristóbal e 8 Compagni, Alunni del Seminario di Oviedo; uccisi in odio alla Fede a Oviedo (Spagna) tra il 1934 e il 1937;

– il martirio del Servo di Dio Mariano Mullerat i Soldevila, Laico e Padre di famiglia; nato a Santa Coloma de Queralt (Spagna) il 24 marzo 1897 e ucciso in odio alla Fede a El Pla, vicino ad Arbeca (Spagna) il  13 agosto 1936;

– il martirio del Servo di Dio Giacomo Alfredo Miller, Fratello professo dell’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane; nato a Stevens Point (Stati Uniti d’America) il 21 settembre 1944 e ucciso in odio alla Fede a Huehuetenango (Guatemala ) il 13 febbraio 1982;

– le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni Jacono, Arcivescovo titolare di Mocisso, già Vescovo di Caltanissetta; nato a Ragusa (Italia) il 14 marzo 1873 e ivi morto il 25 maggio 1957;

– le virtù eroiche del Servo di Dio Alfredo Maria Obviar, Primo Vescovo di Lucena e Fondatore della Congregazione delle Missionarie Catechiste di Santa Teresa del Bambin Gesù; nato a Lipa (Filippine) il 29 agosto 1889 e morto a Lucena (Filippine) il 1° ottobre 1978;

– le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni Ciresola, Sacerdote diocesano, Fondatore della Congregazione delle Povere Ancelle del Preziosissimo Sangue – Cenacolo della Carità; nato a Quaderni di Villafranca (Italia) il 30 maggio 1902 e morto a Quinto di Valpantena (Italia) il 13 aprile 1987;

– le virtù eroiche del Servo di Dio Luigi Bosio, Sacerdote diocesano; nato ad Avesa (Italia) il 10 aprile 1909 e morto a Verona (Italia) il 27 gennaio 1994;

– le virtù eroiche del Servo di Dio Luigi Maria Raineri, Chierico professo della Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo, Barnabiti; nato a Torino (Italia) il 19 novembre 1895 e morto a Crespano del Grappa (Italia) il 24 novembre 1918;

– le virtù eroiche della Serva di Dio Raffaella della Passione (al secolo: Raffaella Veintemilla Villacís), Fondatrice della Congregazione delle Agostiniane Figlie del Santissimo Salvatore; nata a Quito (Ecuador) il 22 marzo 1836 e morta a Lima (Perú) il 25 novembre 1918;

– le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Antonia  di Gesù (al secolo: Maria Antonia Pereira y Andrade), Monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi; nata a El Penedo (Spagna) il 5 ottobre 1700 e morta a Santiago de Compostela (Spagna) il 10 marzo 1760;

– le virtù eroiche della Serva di Dio Arcangela Badosa Cuatrecasas, Religiosa professa della Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo; nata a Sant Joan les Fonts (Spagna) il 16 giugno 1878 e morta a Elda (Spagna) il 27 novembre 1918;

– le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Addolorata del Sacro Costato (al secolo: Maria Pasqualina Luciani), Religiosa professa della Congregazione delle Suore della Passione di Gesù Cristo; nata a Montegranaro (Italia) il 2 maggio 1920 e morta a Teramo (Italia) il 23 luglio 1954;

– le virtù eroiche del Servo di Dio Lodovico Coccapani, Laico, dell’Ordine Francescano Secolare; nato a Calcinaia (Italia) il 23 giugno 1849 ed ivi morto il 14 novembre 1931.

venerdì 19 ottobre 2018

San Luca il cerbero!



Cerbero nella mitologia greca era uno dei mostri a guardia dell'ingresso degli inferi su cui regnava il dio Ade. È un mostruoso cane a tre teste.

Ogni tanto queste cose mitologiche si trovano anche nella realtà.

Non sapevo che l’evangelista Luca fosse un cerbero! Sì ha tre teste!

Una si trova a Praga, una in San Pietro in Vaticano e una a Cremona, chiesa di San Luca.

 a sx
VATICANO
a dx
PRAGA





 
CREMONA
 

mercoledì 17 ottobre 2018

Santi in Basilicata!



Oggi ho dovuto spiegare che S. Eufemia di Calcedonia (patrona di Irsina - Matera) non è la sorella di Sant'Innocenzo martire tebeo (patrono di Grassano - Matera). Si confonde la fraternità di sangue con quella nella fede. Il popolo di Dio... è da evangelizzare!
 

martedì 16 ottobre 2018

Perla della Chiesa Ambrosiana!


 
Quanto bene c'è nel mondo, quanto il Signore ha prediletto gli umili tra i figli suoi!

"La natura vive animata dal soffio onnipossente di lui, sorride del gaudio di lui, s'oscura per l'ira di lui, e in mezzo alle mille vicende è giovane ancora, com'è perennemente giovane il sorriso di Dio".
(Beato Contardo Ferrini).

giovedì 11 ottobre 2018

Serie Veronica, aggiornamenti!



1. Santa Possidonia martire romana - Fanano (MO)

2. Sante Fosca Martire e Anseride pia donna – Nonantola (MO)

3. San Gregorio martire romano – Locarno (Svizzera)

4. Sant'Eutiche martire romano - Sovana (GR)
 
 

5. San Zenone tribuno martire romano - Finale Emilia (MO)

6. Santa Clementina martire romana - Correggio (RE)

7. San Vittore martire romano - Marmorta di Molinella (BO)

8. San Clemente martire romano - San Martino Spino (MO)

9. San Teodoro martire romano - Monteleone di Orvieto (TR)

10. San Macario abate, detto "delle fave" - Redù di Nonantola (MO)

11. Beata Simona Catulli da Canzo

12. Santa Matronilla martire romana – Mogliano Veneto (TV)

13. Beata Teodolinda regina d’Italia - Chiesa Ortodossa di Torino

14. San Macedonio martire romano – Avellino (AV)

15. San Clementino martire romano – Avellino (AV)

16. San Feliciano martire romano – Asso (CO)

17. San Procolo confessore – Lubriano (VT)

18. San Proclo di Bisignano

19. Santa Colomba vergine e martire romana – Onano (VT)

20. San Trifone martire in Frigia – Onano (VT)

21. Beati Sposi Martiri Corea: Giovanni e Lutgarda

22. San Fabrizio martire spagnolo

23. Sant’Amico di Fiastra

24. Sant’Amico da Rambona

25. Santa Redenta martire romana – Agra (VA)

26. Santi Marco, Giacinto e Basilia martiri romani – Collesano (PA)

27. San Damiano monaco nuovo martire - Chiesa Bizantina

28. San Giovanni vergine martire - Chiesa Ortodossa di Romania

29. Beata Colomba vergine di Rieti – Napoli (NA)

30. San Cristoforo martire di Licia – Brugherio (MB)

31. Sant’Eugenio vescovo transalpino – Diocesi di Milano

32. Sant’Eugenio vescovo transalpino – Diocesi di Milano

33. Sant’Eugenio vescovo transalpino – Diocesi di Milano

34. Santi Valeria, Gervasio e Protasio – Mornico (BG)

35. Beata Colomba vergine di Rieti

36. Beata Colomba vergine di Rieti

37. Beata Colomba vergine di Rieti

38. Beata Colomba vergine di Rieti

39. Santa Liviana martire romana – Rieti (RI)

40. San Baldovino abate - Rieti (RI)

41. Santo Stefano da Rieti

42. San Probo da Rieti

43. Santa Cristina martire romana – Bellinzona Novarese (NO)

44. Santa Cristina martire romana - Bellinzona Novarese (NO)

45. San Pacifico martire romano - Bellinzona Novarese (NO)

46. San Pacifico martire romano - Bellinzona Novarese (NO)

47. San Bonifacio martire romano – Forlì (FC)

48 Sant'Agata martire sarda – Cagliari (CA)

49. Santa Giovanna martire sarda – Cagliari (CA)

50. Sant’Ienato martire sardo - Cagliari (CA)

51. San Bonifacio martire sardo - Cagliari (CA)

52. San Furioso martire sardo - Cagliari (CA)

53. Santa Vittoria martire sarda - Cagliari (CA)

54. Santa Rosalia vergine - Cagliari (CA)

55. Sant’Anania martire di Orgosolo (NU)

56. Santa Sicilia martire sarda - Cagliari (CA)

57. San Viviano vescovo martire - Cagliari (CA)

58. San Vito martire romano – Lapio (AV)

59. San Vito martire – Lapio (AV) (fuori formato)
 

Serie MG - aggiornamenti!



01. Santa Margherita d'Antiochia (unico in piedi)
02. San Primitivo Martire – Chiesa S. Lucia al Monte in Napoli
03. San Vittore Martire - Santuario dell'Immacolata in Frattamaggiore (NA)
04. Santa Sabazia Vergine e Martire- Chiesa di Gesù e Maria delle monache in Napoli
05. San Silvano Martire - Santiago de Compostella (Spagna)




* La numerazione inizia con il n° 6



06. Santa Filomena Vergine e Martire – Campagnola (CE) – non è un corpo intero, solo reliquia su un simulacro
07. San Benedetto Martire – Chieri (TO)
08. Sant’Onorato Martire – Alife (CE)
09. Santa Colomba Vergine e Martire – Ceccano (FR)
10. San Clemente Martire - Parr. S. Giovanni Battista in S. Giovanni a Teduccio in Napoli
11. Santa Vittoria Vergine e Martire – Cimier (Francia)
12. San Felicissimo Martire – Montella (AV)
13. San Tarcisio Martire – S. Maria dei Ruppi in Napoli (è un corpo santo?)
14. Santa Gennara Vergine e Martire – Capua (CE)
15. San Claudio Martire – Capua (CE)
16. Santa Clementina Vergine e Martire – Caturano (CE)
17. San Massimo Martire – Faicchio (BN)
18. Santa Cristina Vergine e Martire – S. Maria di Monteverginella in Napoli
19. San Modestino Martire – Monza (cattiva stampa)
20. Sant’Onorato Martire – Caltabelotta (AG)
21. San Liberatore Martire – Marigliano (NA)
22. Sant’Esuperanzio Martire – Ischia (NA)
23. Santa Maria Goretti V. M. - Chiesa SS. Annunziata in Sparanise (CE) (Statua in legno distesa)
24. Santa Vincenza Vergine e Martire – Salemi (TP)
25. San Benedetto Martire – Chiesa di S. Agostino in Roma
26. San Benigno Martire – Erice (TP)
27. Santa Leonzia Vergine e Martire – S. Francesco a Ripa in Roma
28. San Giusto Martire (La Coruna - Spagna)
29. San Felice Martire - Chiesa di S. Giovanni Battista in S. Giovanni Gemini (AG)
30. Santa Celestina Vergine e Martire – Alcamo (TP)
31. Santa Filocia Vergine e Martire – Cinisi (PA)
32. Santa Vittoria Vergine e Martire – Basilica di S. Maria sopra Minerva in Roma
33. San Teofilo Martire – Castelbuono (PA) (cattiva stampa)
34. San Sabianiano Martire – Terriciola (PI)
35. Santa Nigella Vergine e Martire – Caprarola (VT)
36. San Rustico Martire (errore di stampa) - San Giocondo Martire, Policastro Bussentino – SA)
37. San Benedetto Martire - Chiesa di S. Giovanni Battista (Corsica, Francia)
38. San Candido Martire - Parrocchia di S. Giovanni Battista e S. Stefano in Choroszoz (Polonia)
39. Sant’Adiutore Martire - Chiesa Francescana di Wexford (Irlanda)
40. San Romano Martire – Parrocchia di San Romano in Roma
41.Santa Asela Vergine e Martire – Parrocchia di Maria SS. Immacolata in Puebla (Messico)
42.Santa Teodora Vergine e Martire – Collegiata di S. Maria Maddalena in Atrani (SA)
43.Santa Candida Vergine e Martire – Basilica di S. Pietro ad Arem in Roma
44. San Liberato Martire – Chiesa di S. Pasquale Baylon in Pietramelara (CE)
45. Santa Reparata Vergine e Martire – Chiesa dei PP. Redentoristi in Teano (CE)
46. San Costanzo Martire – Parrocchia di S. Maria Maggiore in Itri (LT)
47. San Donato Martire – Parrocchia di S. Maria Assunta in Ruvo del Monte (PZ)
48. San Feliciano Martire – Chiesa del Purgatorio in Cava dei Tirreni (SA)
49. San Felice Martire – Parrocchia di S. Giovanni Battista in Poggio Bustone (RI)
50. San Clemente Martire – Parrocchia di San Clemente in Torella del Sannio (CB)

mercoledì 26 settembre 2018

Impariamo da questi due fratelli!





Oggi ricorre la memoria liturgica dei santi medici e martiri Cosma e Damiano. Impariamo da questi due fratelli, la testimonianza cristiana della propria fede nella cura instancabile e gratuita, offerta a quanti erano afflitti da infermità. Per la loro intercessione, il Signore dia conforto e salute a tutti coloro che sono nella sofferenza e nella malattia ed ispiri generosità e spirito di servizio a quanti sono preposti alle cure sanitarie.

(Papa Francesco, 26 settembre 2018)

venerdì 21 settembre 2018

L'office de l'ane!





a la cour du Roi Jesus vous aurez l'office de l'ane
nella corte del re Gesù avrai l'ufficio dell'asino
 
 
Dar dell’asino a qualcuno non è propriamente un complimento. Ma, tutto sommato, neppure una grossa offesa. L’asino è sì cocciuto, perso nei suoi pensieri, intento solo a ruminare o a girare in tondo legato alla ruota. Ma è allo stesso tempo un grande lavoratore, insensibile alla fatica, capace di incassare senza batter ciglio un bel po’ di poco gentili frustate. È cocciuto, anche nel senso di essere risoluto e affidabile. Chiedetelo ai contadini o agli alpini di una volta! Non per niente Sansone è facendo roteare con violenza una mandibola d’asino che farà fuori «mille uomini» (Gdc 15,15; versetto citato e applicato a Francesco da papa Gregorio IX nella bolla di canonizzazione dello stesso Francesco, Mira circa nos 3: FF 2722). Non è simpatico a prima vista, non trova posto facilmente tra i peluche dei bambini, ma alla lunga è persino coccoloso e morbidoso da accarezzare. Forse è per questo, e perciò non solo con intento denigratorio o negativo, che Francesco chiama il suo corpo «frate asino» (2Cel 116: FF 703). Certo, secondo la mentalità del tempo, c’era da sottomettere, punire, tenere a freno, vincere le tentazioni, tenersi lontano dalla lussuria. E Francesco in tutto questo non si tirò certo indietro, anzi. “Corpo” diventava sinonimo di “carne”, e “carne” di “peccato”. Così la filosofia, e la teologia. Del resto, tra povertà estrema e situazioni igieniche che erano quel che erano, c’era anche ben poco di cui occuparsi o con cui trastullarsi.
Ma Francesco è troppo meravigliato dell’incarnazione di Gesù da restarsene semplicemente allineato col sentire comune (e infatti lui l’asino, e il bue, ce lo mette nel presepe di Greccio; LegM 10,7: FF 1186). Il corpo è, deve essere qualcos’altro. Deve aver a che fare con il nostro spirito, tanto che non ne potremmo fare senza: «E rivolgendosi al corpo, cominciò a dirgli tutto lieto: “Rallegrati, frate corpo, e perdonami: ecco, ora sono pronto a soddisfare i tuoi desideri, mi accingo volentieri a dare ascolto ai tuoi lamenti!”» (2Cel 211: FF 800).
È un “asino” che può persino portare Cristo (Mt 21,2), non solo nell’umiltà, ma nella regalità (Zc 9,9)! E, se all’inizio per colpa di un asino, Francesco e i suo primi compagni dovranno sloggiare dal tugurio di Rivotorto (1Cel 43: FF 398), alla fine, dopo il dono delle stimmate, un altro asino porterà anche lui, perso ormai in Dio, dalla Verna, via Sansepolcro, fino ad Assisi (2Cel 98: FF 685).
Per concludere, e forse pensando all’asino vero e proprio e a frate asino, che nel giorno di Natale, «per riverenza al Figlio di Dio, posto a giacere quella notte dalla beata Vergine Maria nella mangiatoia tra il bove e l’asino, in quella notte ognuno dia da mangiare in abbondanza ai fratelli buoi e asinelli» (CAss 14: FF 1560)!
Anche la sete dell’ “asino” è superiore al sabato: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi?» (Lc 13,15). Tant’è che anche della loro sete il Creatore si preoccupa (Sal 104,10-11).
 
(Alfabeti improbabili. A zonzo tra Bibbia e Fonti Francescane/3)

Fra Fabio Scarsato, OFM Conv.

domenica 9 settembre 2018

Pensieri sulla Parola di Dio ...




XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO B

Il Vangelo e la prima lettura di questo domenica ci aiutano a fare una riflessione: quanto è grande la mia speranza?

La pagina del profeta Isaia è come un vento fresco durante una giornata afosa.

È la descrizione del Regno di Dio che avanza, che delinea il suo essere presente in mezzo a noi.

Il Regno di Dio non chiedi clamori, non chiede urla in piazza, chiedi di aprirsi al suo divenire. «Effatà», cioè: «Apriti!».

Affermava Papa Benedetto:

“Il significato storico, letterale di questa parola: quel sordomuto, grazie all’intervento di Gesù, ‘si aprì’; prima era chiuso, isolato, per lui era molto difficile comunicare; la guarigione fu per lui un’‘apertura’ agli altri e al mondo, un’apertura che, partendo dagli organi dell’udito e della parola, coinvolgeva tutta la sua persona e la sua vita: finalmente poteva comunicare e quindi relazionarsi in modo nuovo”.

Riaffermo: relazionarsi in modo nuovo, chi si apre a Cristo si relaziona in un modo nuovo.

Continua Papa Benedetto:

“Ma tutti sappiamo la chiusura dell’uomo, il suo isolamento, non dipende solo dagli organi di senso. C’è una chiusura interiore, che riguarda il nucleo profondo della persona, quello che la Bibbia chiama il ‘cuore’. È questo che Gesù è venuto ad ‘aprire’, a liberare, per renderci capaci di vivere pienamente la relazione con Dio e con gli altri”.

«Effatà», cioè: «Apriti!», è il gesto che tutti noi battezzati abbiamo ricevuto dopo l’immersione nel sacro fonte:

il sacerdote, toccando la bocca e le orecchie del neo-battezzato dice: Effatà, pregando che possa presto ascoltare la Parola di Dio e professare la fede. Mediante il Battesimo, la persona umana inizia a ‘respirare’ lo Spirito Santo.

Ecco il respiro di speranza che viene oggi proclamato: lo Spirito che guidò Isaia, lo Spirito che accompagna Gesù; lo Spirito che guida i battezzati.

Sarò testimone della speranza nella misura in cui respirerò a pieni polmoni nello Spirito Santo, lo Spirito del Risorto. Lo Spirito è nella Parola di Dio; nella Chiesa in quanto madre.

Il discepolo pieno di speranza è un discepolo che non guarda le apparenze, non deduce partendo da un particolare, ma guarda l’uomo e il mondo con gli occhi di Dio.

Dio non ha forse scelto i poveri agli occhi del mondo, che sono ricchi nella fede ed eredi del Regno, promesso a quelli che lo amano?

Non vogliamo tanto fare del moralismo sui poveri o sulla povertà (ognuno però ci pensi!), ma partendo dai poveri che vengono descritti come coloro che amano il Regno di Dio - siamo così tornati al punto di partenza del nostro discorso - domandiamoci: amo il Regno di Dio? Amo sempre il progetto di Dio? Amo respirare nel Suo respiro? Amen.

sabato 8 settembre 2018

Per un progetto stupendo!


Maria SS. Bambina
Parrocchia S. Maria Nascente in Rezzago

Questo è infatti il giorno in cui il Creatore dell’universo ha costruito il suo tempio, oggi il giorno in cui, per un progetto stupendo, la creatura diventa la dimora prescelta del Creatore.
(S. Andrea di Creta, vescovo)

venerdì 7 settembre 2018

La Santa di Baucina: FORTUNATA MARTIRE ROMANA



“Nel Martirologio Romano l'unico riferimento attendibile relativo alla Vergine Martire Santa Fortunata venerata a Baucina e quello che narra di una giovane fanciulla convertita al cristianesimo vissuta a Palestrina vicino Roma intorno al 200 D.C. catturata dalle milizie romane mentre da Palestrina si recava a Roma. La piccola Fortunata veniva martirizzata a Roma, dopo aver affrontato molti dei supplizi annoverati tra i carnefici "Boia" romani, nel mese di ottobre del 200 D.C”.

Così il sito web “santafortunata.org” introduce la vita della Martire Fortunata.
Siamo alla solita confusione tra “corpi santi” e martiri elencati nel Martirologio Romano.


Il Martirologio Romano antico, al 14 ottobre, menziona il martirio di Fortunata a Cesarea di Palestina durante la persecuzione di Diocleziano e aggiunge che il suo corpo fu in seguito trasportato a Napoli in Campania.

Quindi la prima confusione è che il Martirologio Romano non parla di Palestrina in Lazio, patria del Martire San Agapito (18 agosto 274), ma di Cesarea di Palestina, il territorio che vide i primi passi del Cristianesimo e della Chiesa.
 
Chi è allora la Martire venerata a Baucina (PA)?

La venerazione della Martire Fortunata risale al 29 gennaio 1790, quando il Vescovo Saverio Cristiani, autenticando il “corpo santo” di nome Fortunata, pone l’inizio del culto della Martire, fino allora rimasto sepolto nella catacomba di Ciriaca.

È il periodo storico culla del culto delle reliquie estratte dalle catacombe romane: un po’ per riscoperta in quel percorso di rivalutazione della storia e un po’ in risposta al dilagare delle correnti protestanti che negavano il culto dei santi e delle loro autentiche reliquie.
Queste cosiddetti “corpi santi” o martiri delle catacombe, furono prelevate e inviate in dono e per devozione un po’ dappertutto in Europa e nel Nuovo Mondo.
Promotori di questi “sacri viaggi” erano ecclesiastici, dignitari pontifici, semplici sacerdoti o religiosi, oppure anche nobili signori che operavano il trasferimento del sacro deposito presso le loro zone d’origine o di possedimento, dando così inizio a devozioni locali molto forti verso il Martire delle reliquie.
In alcuni casi la storia personale del santo martire, perlopiù inesistente o non provata o leggendaria, veniva compilata da sacerdoti scrittori, a volte con molta fantasia, a volte facendo diventare il santo martire originario del luogo oppure vista l’omonimia con un altro Martire del “Martyrologium Romanum” componevano il mosaico: noi abbiamo le ossa e il Martirologio ha i dati storici.
Questo però creo confusione e spesso moltiplico i corpi di Martiri, oppure ne diede uno a quel Martire di cui non c’era il corpo.

La Martire Fortunata di Baucina entra in questa logica dare un corpo ad un Martire o dare una storia ad un corpo: questo si deduce dall’introduzione suddetta alla vita della Martire Fortunata.

Cosa avvenne nel 1790?
 
Ecco la prova inconfutabile.
 
FR. SAVERIO CRISTIANI
dell’Ordine degli eremiti di S. Agostino
Per grazia di Dio e della Sede Apostolica
Vescovo di Porfirio – Prefetto della Sagrestia Apostolica
Prelato domestico e Assistente al Soglio Pontificio

Attestiamo senza dubbio alcuno a tutti che vedranno il presente documento che le Sacre Reliquie tolte dal cimitero di SANTA CIRIACA, custodito dal S.mo D.N.PP., esaminato e riconosciuto dalla Sacra Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie da noi donate a maggior gloria di Dio Onnipotente e a venerazione dei suoi Santi, è il SACRO CORPO con VASO di SANGUE di SANTA FORTUNATA  MARTIRE, collocato in urna di legno ricoperta di carta colorata ben sigillata da un nostro piccolo sigillo, ed abbiamo permesso nel nome del Signore a tutti coloro cui riguarda, di tenere presso di se la presente reliquia, di donarla ad altri e di esporla alla pubblica venerazione in qualunque chiesa, oratorio o cappella ma senza Ufficio, e Messa, secondo il decreto della Sacra Congregazione dei Riti, edito 11 agosto 1691. Abbiamo ordinato di applicare agli stessi questo documento sottoscritto di nostro pugno, confermato dal nostro sigillo.

Roma, il Giorno 29 Mese gennaio 1790
 
Il corpo e il “Vaso con il Sangue”, vennero estratti dalle Catacombe di S. Ciriaca, ed autenticati da Fr. Saverio Cristiani, e rimasero a Roma in una cassetta, probabilmente deposta presso l’autorità ecclesiastica competente fino con ogni probabilità al gennaio - febbraio 1790.
 
Successivamente le reliquie della Martire Fortunata furono consegnate il 14 febbraio 1790 al parroco di Baucina con la suddetta lettera di autentica.
Il corpo santo venne dapprima custodito nella Chiesa Madre di Baucina, successivamente, traslato definitivamente nella Chiesa di Maria Santissima del Lume al Collegio di Maria.

Verso il 1840 le reliquie vennero ricomposte nel simulacro che attualmente si può vedere e venerare nell’artistica urna.
Il 9 aprile 1870 fu proclamata compatrona del paese, insieme a San Marco Evangelista.

Nel 1880 il Vicario Foraneo Don Pietro Traina, chiese ed ottenne dalla Sacra Congregazione dei Riti il permesso di poter celebrare la Messa Solenne in onore della Martire Fortunata: ciò è documentato da un’appendice manoscritta apposta successivamente sull'originale della sempre medesima autentica del 1790.

La sua festa liturgica è fissata al 14 febbraio, giorno dell’arrivo delle reliquie a Baucina; mentre la festa patronale si svolge la seconda domenica di settembre.

Concludendo. La Martire Fortunata venerata Baucina (PA) è martire della catacomba di Ciriaca (San Lorenzo al Verano), estratta nel 1790, o almeno autenticata in quell’anno, ma non ha nulla a che fare con la Martire omonima di Cesarea di Palestina (di cui l’odierno Martirologio Romano – 2001 - non riporta più nessuna memoria) e tanto meno con una fantomatica Martire di Palestrina, che non è mai esistita.

Due curiosità.
Prima. L’autentica che autorizza la venerazione della Martire Fortunata è la stessa di quella della Martire Candida di Milazzo; difatti è un prestampato compilato nelle parti mancanti, cioè: nome, catacomba, descrizione corpo e data.
 

Seconda. Esiste un altro “corpo santo” di nome FORTUNATA, identificato come la martire di Cesarea di Palestina, ma estratto dal cimitero di Calepodio ed autenticato dal Rev. Don Giacomo Severino, Canonico della Chiesa di San Marco in Roma, il quale donò il “corpo santo” a Padre Taddeo Ocampo, Commissario del Collegio di Propaganda Fide di Moquegua, che era in visita a Roma nei primi mesi del 1796. Dal 1798 la Martire Fortunata è venerata a Moquegua in Perù. La curiosità poi si infittisce e sfocia nel campanilismo e nell’ignoranza: la Curia Vescovile e il parroco di Moquegua hanno scritto alla S. Sede una petizione perché proibisca il culto della Martire Fortunata di Baucina, in quanto un falso, supponendo che il vero corpo è in loro possesso.



Concludendo, per la buona pace di tutti: Moquegua e Baucina hanno due corpi di due martiri delle catacombe che nulla hanno a che fare con la Martire di Cesarea di Palestina.


Infine. I sogni, i miracoli e tutta la fede che circonda il culto della Martire Fortunata a Baucina, sono doni del Signore che racconta la sua Gloria attraverso i suoi Santi e le loro autentiche reliquie. Amen!


BIBLIOGRAFIA E SITI

* AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
* C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
* Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2012
* Sito web di preguntasantoral.es
* Sito web di santafortunata.org
* Sito web di santibeati.it
* Sito web di velar.it "Collana Blu"