venerdì 9 ottobre 2026

Commiato al defunto....

 


un luttino

È la nuova moda che la matrigna Tv ci ha consegnato.

Spesso offerto dalle messe con esequie di drammi o di personaggi … che se non sono famosi li rende famosi la Tv!

Alcune volte, lodevoli e cristiani, ma spesso è molto mondani e insensati.

È raro che i commiati siano fatti per uomini e donne, da uomini e donne, che elogiano la fede e le virtù umane e cristiane.

Non parliamo poi dei santi proclamati con questi commiati, conclusi dall’applauso dei presenti!

Si confonde la carità per una decente umanità.

Poi ci sono i commiati dove si elegia una virtù, un esempio. Non tanto per esaltare il defunto ma per esortare i presenti.

Chissà se qualcuno arriverà a dire che era un fervente e praticante cristiano, impegnato ecclesialmente e civilmente come cristiano per esortare gli astanti?

Va però detto che i commiati non sono dovuto nella messa con esequie.


domenica 4 ottobre 2026

La vigna....

 


Il tema della vigna ricorre nella prima lettura e nel vangelo.

La vigna è la casa, la proprietà del Signore che viene affidata agli uomini perché prosperi.

È del Signore, non è dell'uomo.

La vigna è il Regno di Dio di cui noi partecipiamo e ne gustiamo i frutti.

Noi stessi siamo frutti del Regno e noi stessi produciamo frutti per il Regno!

Liberiamoci dal senso di proprietà, siamo affittuari e non erediti perché in affittuari.

L'eredità è donata solo a chi è disposto ad essere frutto e a produrre frutto per il Regno e non per sé.

 

Come custodisci, nutri, fruttifichi e fai fruttificare la vigna del Signore?

Ti senti parte di questa vigna o solo spettatore?

Mangi solo i suoi frutti oppure aiuti a produrre frutti affidandoti alla Grazia di Dio?

 

Concludo con un racconto della vita di S. Francesco.

 

Un giorno San Francesco camminava alla volta di Rieti, ma quando giunse alle porte della città, la folla era così tanta che egli non volle entrarvi. Se ne andò allora ad una chiesa che si trovava a circa due miglia dalle mura.

La folla che lo seguiva per vederlo e per ascoltare la sua parola, per rifocillarsi, coglieva l'uva dalla vigna che circondava la casa del prete di quella chiesa. Costui era disperato per il danno che subiva e quasi si era pentito di aver dato ospitalità al Santo.

Ma il Signore rivelò il dispiacere del povero prete a Francesco e questi chiamò a sé il prete e gli chiese:

"Carissimo Padre, quante botticelle di vino ti rende questa vigna negli anni migliori?"

"Dodici" rispose il prete.

"Io ti prego allora - disse il Santo - di sopportare pazientemente, per i giorni che io desidero rimanere qui, che tutti possano cogliere quest'uva. Da parte di Gesù, ti prometto che la vigna ti renderà non dodici, ma venti botticelle!"

Per diversi giorni fu un andare e venire di gente. Tutti coglievano l'uva e, alla fine, quando S. Francesco se ne andò, rimasero sui tralci solo pochi grappoli. Venuto il tempo della vendemmia, il prete raccolse quel poco o nulla che era rimasto, lo mise nel tino e lo pigiò. Quando fu il tempo della spillatura, il buon prete cavò il vino nuovo e, come gli aveva promesso il grande Santo, riempì venti botticelle di vino squisito.

 

Per cui fratelli e sorelle

non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.

 

Ricordiamoci che la Vigna, il Regno… sono di Dio!

Amen.


sabato 3 ottobre 2026

Patrono della provincia di Monza

 


Urna con le reliquie del beato - Duomo di Monza


Per la provincia di Monza: Lo Spirito di sapienza e di consiglio che animò la vita e le opere del BEATO LUIGI TALAMONI, sacerdote, si effonda e fecondi la vita ecclesiale e civile di questo territorio perché ogni suo figlio e ogni sua figlia siano sale della terra e luce del mondo, preghiamo.