| Parrocchia S. Bartolomeo Brugherio (MB) |
17 luglio
SANTA MARCELLINA, vergine
MEMORIA
Marcellina nacque a Roma (o, secondo altre fonti, a Treviri) da famiglia patrizia verso il 327 e si convertì in gioventù al cristianesimo. Fu maestra di fede per i fratelli minori, Satiro e Ambrogio, soprattutto dopo la morte della madre. Nel giorno di Natale del 353, ricevette il velo verginale da Papa Liberio in San Pietro in Vaticano. Nel 374, all'elezione episcopale del fratello Ambrogio, si trasferì con lui e Satiro a Milano. Nella città lombarda Marcellina continuò la vita comunitaria con le compagne venute da Roma, secondo una pia tradizione nella campagna milanese, zona in cui poi nacque la cittadina di Brugherio. Morì nel 397, pochi mesi dopo Ambrogio, e fu sepolta nella basilica ambrosiana.
(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)
Martirologio Romano, 17 luglio: A Milano, santa Marcellina, vergine, sorella del vescovo sant’Ambrogio, che ricevette a Roma nella basilica di San Pietro il velo della consacrazione da papa Liberio nel giorno dell’Epifania del Signore.
Girolamo Miani, giovane patrizio veneziano, all’età di 25 anni ottenne dal Maggior Consiglio la castellania di un forte posto all’imboccatura della valle del Piave: Castelnuovo presso Quero. Vi si recò nella primavera del 1511, e provvide alla sua fortificazione. Ma i sogni di gloria svanirono all’alba del 28 agosto 1511 quando la guarnigione del castello dovette arrendersi di fronte alle forze preponderanti dei coalizzati. Il castellano fu gettato in prigione e vi rimase, incatenato, per un mese. Ma, nella notte tra il 27 e il 28 settembre la speranza rifiorì nel cuore del prigioniero per un fatto insperato.
Agli occhi di Girolamo, illuminati dallo Spirito, apparve la grande emergenza del momento: la riforma della Chiesa. Egli si accinse ad affrontare questa impresa entrando nella logica di Dio che sceglie ciò che è debole nel mondo per confondere i forti . Alla scuola di Gesù Crocifisso entrò in un itinerario spirituale che, in 17 anni di ricerca della Volontà di Dio lo portò gradualmente a spogliarsi di ogni sicurezza umana per conformarsi sempre meglio a Cristo nudo in croce. Il beato Giovanni Paolo II ci ha ricordato, però, che lo Spirito Santo «lungi dal sottrarre alla storia degli uomini le persone che il Padre ha chiamato, le pone a servizio dei fratelli e le orienta a svolgere particolari compiti in rapporto alle necessità della Chiesa e del mondo» . Ardendo di amore per Dio e la Chiesa Girolamo impegnò tutto se stesso nella contemplazione e nell’azione caritativa, accompagnato sempre dalla sua amica povertà. Privilegiò l’azione a vantaggio degli orfani con i quali volle creare delle piccole oasi di cristiani riformati che sarebbero state fermento vivo nella generale riforma della Chiesa. Il suo esempio attrasse altri che, come lui, rinunciarono a tutto per seguire Cristo Crocifisso e servire i poveri. Sorge la Compagnia dei servi dei poveri riconosciuta poi dalla Chiesa come Ordine dei Chierici Regolari Somaschi. Anche essi, come il Fondatore, mostrano la loro offerta a Cristo servendo i poveri.