venerdì 11 novembre 2016

Pensieri spirituali ...




Maria, vergine fedele, ci farà riscoprire il primato dell’iniziativa di Dio e dell’ascolto credente della sua Parola; nella sposa delle nozze messianiche potremo cogliere il valore della comunione che ci unisce come Chiesa mediante il patto sancito dal sangue di Gesù e approfondiremo la speranza del Regno che deve venire; Maria, madre del Crocifisso, ci condurrà a ripensare la carità per la quale egli si è consegnato alla morte per noi, la carità che è il distintivo del discepolo e da cui nasce la Chiesa dell’amore.

Card. Carlo Maria Martini
La Madonna del Sabato Santo, Lettera pastorale per l’anno 2000-2001

 

Mi hai invitato a soffermarmi sulla prima beatitudine, quella che raccoglie tutte le altre: “beati i poveri, perché di essi è il Regno di Dio”. La povertà mi fa paura, mi spaventa a morte. Il desiderio del Regno però è grande, palpabile, quasi una necessità che sento sulla pelle. Vivo il dramma della divisione, della sottile ma incessante guerra tra l’io e Dio, tra l’avere e l’essere. Mi conforta Signore pensarti compagno in questo viaggio: anche tu hai dovuto scegliere, neanche per te tutto era scontato. Da ricco che eri ti sei fatto povero per noi, pur essendo di natura divina non hai esitato a farti carne con il mondo e per il mondo. Anche per te il di-lemma tra la volontà del Padre e l’egoistico progetto di vita ha fatto colare lacrime di sangue. Ti ringrazio per aver scelto la via della fedeltà, per aver rifiutato potere e nazioni, per aver scelto la Parola piuttosto che il solo Pane. Anche per me il dramma si fa grave. La ricchezza, anche se nascosta, mi uccide giorno dopo giorno, come una lebbra mortale incancrenisce la voglia di fare, di dare anche tutto me stesso per il regno. Si, o Signore, la logica della sufficienza, del quieto vivere, del successo, dell’egoismo, dell’individualismo non mi lascia neanche un giorno, né mai (penso) mi abbandonerà. Aiutami Signore a non cedere! Fa che sulla mia strada possa ancora una volta incontrare modelli autentici di poveri per il vangelo, autentici testimoni della tua volontà, ne ho bisogno, ma con me anche tutta l’umanità.

Don Massimo Bignetti,
Dal diario spirituale (dal 3 gennaio 1994 al 25 aprile 1997)

sabato 5 novembre 2016

Santa Gaia, esiste?




GAIA, GAIANA, GAIANO, CAIO

 
Deriva dal praenomen latino Gaius, di origine etrusca e dal significato ignoto, o forse riconducibile al greco antico Γαῖα (Gaia). Alcune fonti gli danno il significato di "felice", una paretimologia provocata dall'associazione con il termine italiano "gaio" (che è però di derivazione germanica), oppure con il latino gaudere, "gioire".

Ai tempi dell'AnticaRoma Gaius era abbreviato in "C.", ed era il praenomen più diffuso, tanto che veniva usato per recitare la formula matrimoniale Ubi tu Gaius, ego Gaia, cioè "Dove tu sarai, Gaio, vi sarò anch'io, Gaia", e che la sua variante "Caio", in italiano, è arrivata a diventare un termine colloquiale per indicare una persona generica (assieme con Tizio, e analogamente all'inglese Jack). Venne usato in Gran Bretagna durante il periodo di dominazione romana, lasciando dietro di sé il nome gallese Kay (o Cai), la cui origine però non è del tutto certa. L'abbreviazione del praenomen Gaius in "C.", assai frequente nelle iscrizioni latine, è dovuta al fatto che la lettera G fu introdotta nell'alfabeto latino come segno distinto dalla C solo nei decenni finali del III sec. a.C.: i Romani continuarono dunque, per antica convenzione, ad abbreviare il prenome Gaius alla sola lettera C malgrado fosse a tutti chiaro che la corretta pronuncia implicasse la lettura del segno come una "G dura" (occlusiva velare sonora, [g]). Ne consegue che le traduzioni in italiano dei nomi antichi che non considerano tale fenomeno (come le forme Caio Giulio Cesare o Caio Cestio) sono da considerarsi del tutto erronee. Il nome compare brevemente nel Nuovo Testamento, portato da almeno quattro diversi personaggi.

 

Per quanto riguarda l’onomastica circa Gaia, Gaio, Gaiano, Gaiano e Caio, c’è un’ampia scelta.

 

San Gaiano diacono martire in Romania (IV secolo, 10 aprile)

San Gaiano martire in Numidia (Algeria), socio dei Santi Agapio, Secondino e soci (III secolo, 29 aprile)

San Gaiano martire ad Ancira, socio dei Santi Eustochio prete e compagni (III-IV secolo, 23 giugno)

San Gaiano martire in Dalmazia, socio dei Santi Venazio vescovo e compagni (III secolo, 1 aprile), venerati in Istria

San Caio Papa, deposto nel cimitero di Callisto sulla via Appia (III secolo, 22 aprile, MR)

Beato Caio di Corea, martire in Giappone, catechista (1571 – 1624, 15 novembre, MR)

San Caio di Corinto, personaggio del N.T., ospite di s. Paolo durante il soggiorno dell'apostolo a Corinto nel 57 o 58 d.C., da lui battezzato personalmente in segno di distinzione, era venerato il 4 ottobre nel Martirologio Romano insieme con San Crispo archisinagogo di Corinto.

La città fu tutta in agitazione e si precipitarono in massa nel teatro, trascinando con sé i Macèdoni Gaio e Aristarco, compagni di viaggio di Paolo. (At 19,29)

Lo accompagnavano Sòpatro di Berea, figlio di Pirro, Aristarco e Secondo di Tessalònica, Gaio di Derbe e Timòteo, e gli asiatici Tìchico e Tròfimo. (At 20,4)

Vi saluta Gaio, che ospita me e tutta la comunità. Vi salutano Erasto, tesoriere della città, e il fratello Quarto. (Rm 16,23)

Ringrazio Dio di non avere battezzato nessuno di voi, eccetto Crispo e Gaio. (1Cor 1,14)

Io, il Presbìtero, al carissimo Gaio, che amo nella verità. (3Gv 1,1)

Universalmente ammessa è l'identità fra il Caio delle due epistole paoline citt.: in 1 Cor. 1, 14 si ricorda la distinzione del battesimo che s. Paolo concesse, a Corinto, soltanto a Caio, a Crispo, e alla famiglia di Stefana; in Rom. 16, 23 si loda l'ospitalità concessa da Caio all'apostolo e s'inviano i suoi saluti ai fedeli di Roma, che evidentemente conoscevano Caio come persona facoltosa e virtuosa. Meno pacifica è l'identità fra il Caio "macedone" di Atti 19, 29, rapito e malmenato a Efeso a causa di Paolo da furibondi dimostranti capeggiati dall'argentiere Demetrio, e il Caio di Derbe (in Licaonia) ricordato in At 20, 4 fra i compagni di Paolo nel viaggio a Gerusalemme del 58. Certamente diverso da tutti gli omonimi biblici è il Caio destinatario della lettera e discepolo dell'evangelista, che ne loda l'ospitalità (erronea identificazione col Caio di Corinto, fatta da San Beda).

Per quanto riguarda la celebrazione dei santi di nome Caio nei martirologi, il comportamento delle Chiese orientali merita qualche attenzione. I menologi greci, tacendo di Crispo, celebrano un s. C. il 4 (o 5) novembre nonché il 30 giugno, nella festa comune a tutti i santi del N.T.; il Martirologio di Rabban Slibà ricorda Caio il 5 novembre semplicemente come discepolo di s. Paolo. L'indeterminatezza potrebbe essere intenzionale, dato l'incrociarsi di varie tradizioni relative a Caio: infatti i menologi greci lo indicano come apostolo o come uno dei settanta discepoli del Signore secondo il canone dello Ps. Ippolito, nonché come vescovo di Efeso, successore immediato di San Timoteo: invece, secondo una tradizione risalente a Origene, Caio sarebbe stato il primo vescovo di Tessalonica. Quest'ultima tradizione appare assai dubbia ai Bollandisti, i quali la attribuiscono alla confusione di Caio di Corinto con Caio il macedone, peraltro assai difficilmente imputabile a Origene che, commentando Rom 16, 23, non può aver avuto in mente che Caio di Corinto. Non si può non lodare, anche in questo caso, la sobrietà del Martirologio Romano che, in assenza di dati certi, si astiene dall'assegnare a Caio una determinata sede vescovile e non festeggia che Caio di Corinto, sulla base di 1 Cor. 1,14, senza neppure accennare all'ovvia identificazione col Caio di Rom 16, 23.

San Caio vescovo di Milano, sarebbe stato discepolo di san Barnaba e vescovo di Milano per ventidue anni, dal 63 all'85 (27 settembre, MR)

Santi Caio e Cremenzio di Saragozza, martiri (III secolo, 16 aprile, MR)

Santi Caio ed Alessandro martiri ad Apamea, in Frigia, nell’odierna Turchia (II-III secolo; 10 marzo, MR)

Santi Dasio, Zotico e Caio (Gaio) martiri a Nicomedia, in Bitinia, nell’odierna Turchia (IV secolo, 21 ottobre, MR)

Santi Dionigi, Fausto, Caio, Pietro, Paolo e compagni martiri in Alessandria d’Egitto (II-III secolo, 3 ottobre, MR)

Santi Ermete e Caio martiri nella Mesia, nelle odierne terre comprese tra Romania e Bulgaria (IV secolo, 4 gennaio, MR)

Santi Ottato, Engrazia, Caio, Crescenzio e compagni martiri di Saragozza (IV secolo, 16 aprile, MR)

San Gaio di Salerno, martire con Fortunato e Ante (III secolo, già nel MR il 28 agosto; 30 agosto)

San Caio presbitero e martire romano, reliquie catacombali nella cripta del Seminario di Venegono (VA)

San Caio martire romano, reliquie catacombali nella parrocchia San Germano in Palazzolo Vercellese (XVII secolo, I domenica di Settembre)

Sante Ripsima, Gaiana e compagne martiri in Armenia (IV secolo, 29 settembre, MR)
 
 
FONTI
* Sito Wikipedia
* Dizionario ragionato dei Santi, Ed. Ancora
* Archivio 1977 - 2016 di DMG
* Sito Santibeati
* Enciclopedia dei Santi, Ed. Città Nuova
 

lunedì 31 ottobre 2016

Oh Madre, che pensi?





Oh Madre, che pensi? Oh Figlio, che guardi? Cosa turba il vostro cuore? Quale annuncio lo ha scosso? Egli è qui … come segno di contraddizione … a te una spada trafiggerà l'anima. Siamo caduti, sollevaci! Siamo trafitti, consolaci con gli occhi tuo misericordiosi, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. E tu Gesù, abbi pietà di noi peccatori. Amen

domenica 16 ottobre 2016

Quattro nuovi Venerabili .... due italiane






- le virtù eroiche del Servo di Dio Luigi Zambrano Blanco, Sacerdote diocesano e Fondatore dell’Istituto Secolare Hogar de Nazareth; nato il 23 dicembre 1909 e morto il 14 febbraio 1983;

- le virtù eroiche del Servo di Dio Tiburzio Arnáiz Muñoz, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; nato l’11 agosto 1865 e morto il 18 luglio 1926;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Teresa Spinelli, Fondatrice della Congregazione delle Suore Agostiniane Serve di Gesù e Maria; nata il 1° ottobre 1789 e morta il 22 gennaio 1850;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Costanza Panas (al secolo: Agnese Pacifica), Monaca professa delle Clarisse Cappuccine del Monastero della città di Fabriano; nata il 5 gennaio 1896 e morta il 28 maggio 1963.

lunedì 10 ottobre 2016

Santa Maya ... esiste?



In nomix.it si legge:

Si tratta di un nome presente in varie culture e pertanto si riscontrano molteplici etimologie: con questo termine veniva infatti designato il popolo Maya, che abitava il Centro-America nel periodo antecedente l'arrivo di Cristoforo Colombo e quindi prima della colonizzazione europea; in sanscrito significa "illusione" ed è il nome della madre di Buddha; nella mitologia greca Maia è una delle Pleiadi (assume il significato di "madre o nutrice") mentre in quella romana è la dea della primavera; ed infine in ebraico significa "acqua".

Il nome compare in numerose classifiche estere dei nomi più usati per i nuovi nati. È presente ad esempio nella top 50 di Regno Unito, Canada, Australia e nella top 100 degli Stati Uniti, Francia e Norvegia.
 

In wikipedia.org si legge:

Tanto il nome "Maia" quanto le sue varianti "Maja" e "Maya" possono avere differenti origini, tutte valide, identificanti cioè nomi omografi provenienti da diverse culture:

Maia

  • Nome ripreso dalla mitologia greca, dove era portato da una delle Pleiadi, Maia[1]; è scritto in greco Μαια ed il significato è ignoto, forse "nutrice", "madre" (derivato dal suono onomatopeico fatto dai neonati, come "mamma"). È in uso anche in georgiano, scritto მაია (Maia o Majja). Da questa figura prendono il nome sia la stella Maia che l'asteroide 66 Maja; per significato, questo nome può essere accostato all'ungherese Emese
  • Nome proveniente dalla mitologia romana, dove era portato dalla dea della primavera moglie di Vulcano, Maia[4]. Il suo nome in latino significa "colei che porta crescita"[2] oppure "colei che è grande" (correlato a Magno, "grande"[2]); da qui deriva il nome del mese di maggio[4][5]
  • Forma basca del Nome Maria

Maja


Maya

  • Nome indiano, basato sul sanscrito माया (maya) che significa "illusione": è un nome alternativo della dea Durga e venne portato anche dalla madre del Gautama Buddha, la regina Maya
  • Nome inglese, variante di Maia (etimologia greca); può anche fare riferimento al popolo Maya
  • Nome ebraico, scritto in tale lingua מַיָּה (Maia) e basato su מַיִם (mayim), che significa "acqua"


Nel Libro I Santi siciliani di Carlo Gregorio, edizioni Intilla, il nome Maya è quello della beata madre di S. Eustochia di Messina.

Maya Romano Colonna Calafato (in religione Mascalda) è figlia del barone di Fiumedinisi, Nicolò Romano Colonna, e nasce nel 1407.

Desiderosa di farsi religiosa fu data in sposa ad un ricco commerciante, Bernardo Confino detto Calafato. Donna assennata e di grande fede, dopo la morte del marito nel 1448, da cui ebbe 4 figli (Mita venerata come Beata Franceschina, e Smeralda venerata come Santa Eustochia), e già terziaria francescana, donna di grande carità, entrò in clausura nel Monastero di Montevergine, dove già si trovavano le figlie.

Partecipò alla riforma della Monastero operato dalla figlia Santa Eustochia, seguendo l’opera e sostenendola con i suoi beni.

Morì santamente il 17 ottobre 1482.  Negli Annales Minorim è ricordata come Maya, ma è più comunemente conosciuta come Beata Mascalda. Le sue reliquie sono nel monastero di Montevergine di Messina. La memoria liturgica è il 17 ottobre.

sabato 8 ottobre 2016

Pellegrinaggio in Sicilia Orientale



 
Sesto giorno a Catania. Oggi rivisita ai luoghi di S. Agata, e visita al bel museo diocesano. Poi escursione sulla costa fino a Brucoli (SR).

venerdì 7 ottobre 2016

Pellegrinaggio in Sicilia Orientale

 
 
 
Quinto giorno a Catania, oggi visita a Mili San Pietro, Taormina e Trecastagni.
Giornata spettacolare per bellezza e sentimenti.
Mili S. Pietro, borgo devoto a San Sostene, pittoresco e devoto il santuario da cui si vede la valle del Mili, lo stretto e la Calabria.

Taormina è un gioiello! Hanno fatto forza sulla bellezza, e questo ripaga. Chiese, vie, panorami tutto una bellezza, con ordine e civiltà.

Infine Trecastagni con il bel santuario ai Santi Martiri di Lentini, in pietra lavica, alle pendici dell'Etna.

giovedì 6 ottobre 2016

Pellegrinaggio in Sicilia Orientale





Quarto giorno a Catania, oggi vista a Messina. Città portuale, con collegamenti al continente... ma non così SPORCA come Catania. Molto traffico, ma a confronto a Milano e l'hinterland, è calma.
Qui, come a Siracusa, si usa il casco.... Catania emancipati!

Il top di Messina è stato per me S. Annibale e S. Eustochia, poi mi sono rilassato per quasi 2 ore in duomo, come meditazione e preghiera.





Questa mattina presa autostrada CT-ME e l'inciviltà di CT è stata come una colata di lava incandescente! Ma lo sapete che ci sono i casellanti abusivi al casello che stando a piedi in piena tangenziale, prendendo il biglietto per te e ti chiedono la mancia... fortuna loro che non gli ho schiacciati con l'auto, avrei chiesto anche i danni.
Questa pratica è conosciuta anche a Messina, me lo raccontava il custode al Santuario di S. Eustochia!
Cataniiiaaaaa un pò di civiltà!
 
 

mercoledì 5 ottobre 2016

Pellegrinaggio in Sicilia Orientale





Terzo giorno a Catania, oggi visita alla bella città di Santa Lucia. Febbre 37++4 e tanto mal di schiena https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v5/fcb/1/16/1f641.png:( La città è bella, anche nella periferia, difatti la Madonna della Lacrime non è in centro, ma è un ben tenuto... quindi Catania emancipati! Ho visto 2 catacombe.... che splendore! Anche il Duomo, se pur a pagamento, come a Milano, vale 2 euro di ingresso... Finalmente oggi ho mangiato l'arancina o arancino :) dipende di che Sicilia sei. Vistta in S. Lucia alla Badia la mostra di Mattia Preti :)

martedì 4 ottobre 2016

Pellegrinaggio in Sicilia Orientale





Secondo giorno a Catania, la febbre è scesa, 37+3, oggi ho venerato S. Agata, e pomeriggio di riposo, perchè la mattinata è stata vissuta con 38+6 di febbre. Rotta la macchina fotografica, x cui basta foto.

lunedì 3 ottobre 2016

Pellegrinaggio in Sicilia Orientale





Primo giorno a Catania con febbre 38++ tutto bello, ma sud disordinato, ma lo so già, visita guidata con un sant'uomo di Lentini nei luoghi dei SS. Martiri. Poi messa alla Chiesa Madre. Albergo a Catania bello, zona terribile, eppure è 1 km da S. Agata... Quanto disordine :(
Se fossi in periferia di Cologno Monzese o a Bresso zona parco nord, ma ad 1 km dal Duomo ..  non posso accettare il disordine e lo sporco. Solo piazza Duomo e via Etnea è ok, ma gira una via dietro.... e vedi. Due donne che mi hanno accompagnato (catanesi) si sono giustificate per il degrado ... dando la colpa al sindaco. Poi qui nessuno usa il casco in moto, diciamo che Catania è bella, ok... ma ha bisogno di educazione civica, che non significa poi cordialità o ospitalità tipica del sud. Il centro di Napoli, visto 2 anni fa non era così... ed è Napoli.

giovedì 29 settembre 2016

Martire per Cristo ad opera dell'Islam





San Procopio fu l'ultimo Vescovo dell'allora famoso ed importante centro siciliano, come il suo protovescovo San Pancrazio, San Procopio fu martirizzato. Allora la Sicilia fu oggetto di conquista degli eserciti islamici e Taormina capitolò a seguito del feroce assedio operato dalle truppe berbere e per tale centro fù la fine in quanto l'esercito berbero razziò e distrusse tutto ciò che fu possibile razziare e distruggere, oltre ad averucciso centinaia di cristiani che non vollero convertirsi all'Islam. Taormina, come del resto altri centri siciliani come Siracusa, Tindari, Lipari, Triocala, Lilibeo... non ritornarono mai più al loro antico splendore. San Procopio fu martirizzato ad opera del sanguinario Hibraìm che con le sue mani gli strappò il cuore dal petto, era l'1 agosto 903.

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Per le preghiere di San Procopio, Signore Gesù Cristo, Dio nostro, abbi misericordia di noi. Amen!