domenica 17 marzo 2013

Riflessione ...






Spero che il vostro entusiasmo per il Santo Padre Francesco, non si spenga mai... io ho la sensazione di troppa enfasi, smodata, idealista, spero che Egli non abbia a fare o a dire cose troppo cattoliche da far smontare l'entusiasmo.... credo che ascoltandolo le abbia già dette, ma nel frastuono di questi giorni sfuggono.
Il richiamo alla povertà della Chiesa, ci richiama tutti, la Chiesa siamo tutti: ed allora facciamoci un esame di coscienza su come viviamo la virtù della povertà e non come vogliamo che debbano viverla gli altri nella Chiesa. Da papa Francesco si comprende che per “cambiare” bisogna per prima “cambiarsi”. Qui allora ci sta bene il monito di questa V domenica di Quaresima: Gesù ha misericordia per al donna, certo, ma gli dice «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più», quindi la esorta ad essere diversa da come era prima di quell'incontro... ecco il frutto della Misericordia.
Poi oggi il S. Padre ci ha detto che siamo noi che non chiediamo la misericordia: certo ci ha esortati a vivere con costanza il sacramento della Confessione. E poi infine all'inizio dell'Angelus, ci ha detto ben due volte che oggi è il GIORNO DEL SIGNORE ... decliniamo il significato.... come cristiani dobbiamo ridare valore alla domenica ... sapete non è scontato – quanti cristiani non vivevo l’incontro settimanale con Gesù - ciò è evidente anche le dice in modo velato, ma lo capiamo oppure siano solo travolti dall'enfasi?
Io sono felice per il Papa perché non è italiano, è figlio di emigrati - Salvini a detto che se eleggevano Scola era una occasione per il Nord :( - e infine credo sia quello che ci vuole perché dono della Spirito alla Chiesa … al di là di tutti i pronostici dei media!

Rammentate… quando lo hanno annunciato la folla per pochi secondi è andata in tilt, una manciata di secondi di silenzio, perché si attendevano altro (forse Scola) …

sabato 16 marzo 2013

Un pensiero ...





"La verità cristiana è attraente e persuasiva perché risponde al bisogno profondo dell’esistenza umana, annunciando in maniera convincente che Cristo è l’unico Salvatore di tutto l’uomo e di tutti gli uomini. Questo annuncio resta valido oggi come lo fu all’inizio del cristianesimo, quando si operò la prima grande espansione missionaria del Vangelo"

(Papa Francesco)

venerdì 15 marzo 2013

Zaccheo, santo?





Salve,
Ho notato dal Suo sito che si occupa di agiografia, Con il presente messaggio, gradirei sapere se Zaccheo, il noto personaggio biblico presente solo nel Vangelo di Luca 19, 1-10, è santo per la Chiesa Cattolica.

* * *

Gent.mo
"non è menzionato nel Martirologio Romano", ma questo non lo preclude dal culto. Ci sono santi, come Miro di Canzo o Gerardo da Monza, che pur non essendo nel M.R. sono molto venerati localmente. Nel caso di Zaccheo, come molti altri santi del N.T., ebbero culto nella tradizione Orientale, pressappoco che nullo in quella Occidentale. Altre esempi sono la Samaritana, Lazzaro il mendico, ma lo stesso Costantino imperatore, che non è del N.T., non ebbe molta diffusione di culto: in Italia, ad esempio, è venerato in Sardegna.
Altro caso particolare è Giobbe, dell'A.T., che è contenuto nel M.R. ed ebbe un culto popolare diffuso, oggi tramontato.

Venerdì della IV settimana di Quaresima




Santa Luisa de Marillac e
S. Vincenzo de' Paoli

«Certo, voi mi conoscete e sapete di dove sono. Eppure non sono venuto da me stesso, ma chi mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo da lui ed egli mi ha mandato».

Ecco l’arringa difensiva di Gesù di fronte al mormorare del popolo:
“Alcuni abitanti di Gerusalemme dicevano: «Non è costui quello che cercano di uccidere? Ecco, egli parla liberamente, eppure non gli dicono nulla. I capi hanno forse riconosciuto davvero che egli è il Cristo? Ma costui sappiamo di dov’è; il Cristo invece, quando verrà, nessuno saprà di dove sia»”.

Infatti i capi del popolo “Cercavano allora di arrestarlo, ma nessuno riuscì a mettere le mani su di lui”. Per quale motivo infastidiva Gesù?
Lo descrive bene la prima lettura, Sapienza al cap. 2:
“si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro l’educazione ricevuta.
Proclama di possedere la conoscenza di Dio
e chiama se stesso figlio del Signore.
È diventato per noi una condanna dei nostri pensieri;
ci è insopportabile solo al vederlo,
perché la sua vita non è come quella degli altri,
e del tutto diverse sono le sue strade.
Siamo stati considerati da lui moneta falsa,
e si tiene lontano dalle nostre vie come da cose impure.
Proclama beata la sorte finale dei giusti
e si vanta di avere Dio per padre”.

Questa parola del libro della Sapienza tocca anche il nostro cuore, ci mettono alle strette: ci richiamano ad un profondo esame di coscienza.
Che azioni compio? Che legge seguo? Che eduzione ho ricevuto e che educazione propongo? Conosco Dio come lo conosce il Figlio? Dio è per me Padre? Seguo la vita del Signore oppure seguo quella di altri? Sono anche io una moneta falsa? Sono annoverabile tra i giusti: sull’esempio dei tanti uomini e donne che hanno seguito Gesù? Dio è per me Padre?

Ma torniamo al Vangelo. Gesù continuava a insegnare liberamente “perché non era ancora giunta la sua ora”.
Qual è l’ora di Gesù?
Dal giorno del primo miracolo a Cana, Gesù pensa a quest'ora; l'ora della sua morte come vertice della sua missione salvifica, come momento decisivo della sua obbedienza al Padre. L'ha sempre avuta presente, quest'ora; un giorno disse: "C'è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto" (Lc 12,50). Ma all'avvicinarsi, ne sente tutta la paura: "Ora l'anima mia è turbata; e che devo dire? Padre, salvami da quest'ora?".

È il momento del suo Getsemani, quando sudando sangue e pieno d'angoscia, dirà: "Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà" (Lc 22,42). Qui, ormai alla vigilia di quel momento, affronta con decisione il suo destino: "Ma per questo sono giunto a quest'ora! Padre, glorifica il tuo nome".

L’ora di Gesù è quella della sua passione, e quella del dono totale della sua vita.
Anche noi abbiamo la nostra “ora” alla luce dell’ora di Gesù. Anche noi partecipiamo alla sua passione e come abbiamo pregato con il Salmo 33:
“il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore”.

Per l’intercessione di Santa Luisa de Marillac – vedova e fondatrice delle “Vincenziane” - il Signore ci renda forti, disponibili, mansueti nel vivere la nostra “ora” in conformità alla sua, perché anche la nostra vita sia un atto d’amore per il Regno di Dio. Amen.

mercoledì 13 marzo 2013

papa Francesco






“Fratelli e sorelle, buonasera. Voi sapete che il dovere del conclave era quello di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali lo siano andati a prendere quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Grazie per l’accoglienza. E prima di tutto vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito Benedetto XVI: preghiamo tutti insieme per lui perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. (Padre nostro, Ave Maria) “E adesso incominciamo questo cammino, vescovo e popolo, un cammino di fratellanza. Preghiamo per tutto il mondo perché ci sia una fratellanza. Mi auguro che questo cammino di Chiesa che oggi iniziamo sia fruttuoso per la evangelizzazione di questa città. Vi chiedo una preghiera perché il Signore benedica il vostro vescovo”. Una preghiera silenziosa, e proprio in un silenzio surreale viste le migliaia di persona a San Pietro, i fedeli pregano con il papa. “Grazie per l’accoglienza, pregate per me. Domani andrò a pregare la Madonna.
Buona notte e buon riposo”.



papa Francesco

Camilla, tra i testimoni di Gesù

"I santi … lineamenti del volto di Cristo".
(D.M.G)


Santa Camilla di Auxerre
(3 marzo)

iconografia liberamente intepretata

Camilla. Deriva dal cognomen latino Camillus. Presso i romani, il camillus e la camilla erano fanciulli di condizione libera che assistevano il sacerdote durante i riti sacri. Il termine ha probabilmente origine etrusca ed orientale. Nell'Eneide di Virgilio, Camilla è una vergine guerriera a capo dei Volsci. (Wikipedia)


Sante, Beati e Cause in corso

Beata Angela Maria (Sofia Camilla) Truszkowska (1825 - 1899) vergine e fondatrice (10 ottobre)
Santa Camila Battista da Varano (1458 - 1524), vergine clarissa (31 maggio, festeggiata il 2 giugno)
Santa Camilla di Auxerre (V secolo), vergine (3 marzo)
Beata Camilla Gentili di Rovellone (XV secolo – 1486), sposa e martire (26 luglio, festeggiata il 27 luglio)
Serva di Dio Camilla Pio di Savoia (1440 – 15 aprile 1504), vergine badessa, detta “beata”.
Serva di Dio Camilla Orsini Borghese (Maria Vittoria), vergine religiosa (1603 – 14 marzo 1685)
Serva di Dio Camilla Estermann (1881 – 21 novembre 1944), martire, laica della diocesi di Linz (Austria), OFS


“O dolce Gesù mio, se sono tanto belle le opere delle tue mani, che sarà allora il tuo volto splendente? Mostrati a me, lasciati vedere, Signore mio benigno! Perché mi fai tanto spasimare? Tu solo sei la mia vita, la mia speranza, tutto l’amore del cuore e dell’anima mia. Perché mi celi, perché mi nascondi la tua santissima faccia?”

(S. Camilla Battista da Varano, Autobiografia, cap. X).

lunedì 11 marzo 2013

Santi e Beati 2013





“La santità non consiste nel sapere molto o meditare molto; il grande segreto della santità consiste nell'amare molto”.

(S. Tommaso d'Aquino)
 

7 Aprile
Ven. Cristoforo di S. Caterina Fernández de Valladolid

13 Aprile
Ven. Luca Passi

21 Aprile
Ven. Nicolò Rusca

4 Maggio
Ven. Francesca de Paula de Jesus (Chica)

11 Maggio
Ven. Luigi Novarese




12 Maggio (Canonizzazioni)
Bb. Antonio Primaldo e soci
B. Laura Montoya Upegui
B. Maria Guadalupe García Zavala

25 Maggio
Ven. Giuseppe Puglisi

9 Giugno
Ven. Zofia Czeska-Maciejowska
Ven. Małgorzata Łucja Szewczyk

15 giugno
Ven. Odoardo Focherini

21 settembre
Ven. Tommaso Olera da Acerbis

28 Settembre
Ven. Miroslav Bulešić

13 ottobre
Ven. Martiri della Guerra civile in Spagna

domenica 10 marzo 2013

IV DOMENICA DI QUARESIMA - LAETARE (ANNO C)





Un altro tema di conversione – ripercorrendo il cammino di domenica scorsa – è quello della dignità della persona.

In questa IV Domenica di Quaresima, l’intento della Parola è quello di comunicarci la gioia: è la gioia di Israele che rientra nella terra promessa – dopo “l’infamia dell’Egitto” – e fa festa celebrando la Pasqua, come memoria della liberazione ottenuta da Dio per mezzo del suo servo Mosè.

Il Salmo, nel suo ritornello, ci ha fatto pregare “Gustate e vedete com’è buono il Signore”: siamo al giro di boa della Quaresima e la gioia pasquale, che è la gioia per la salvezza, frutto del nostro cammino di conversione, si fa sentire in tutta la sua dolcezza.

Al centro di questo lieto annuncio gioioso si colloca la parabola detta del “figliol prodigo”, o del “padre misericordioso”. Si tratta della nostra dignità filiale ritrovata: senso di tutto il cammino quaresimale, tornare ad essere figli nel Figlio.
È una parabola ben conosciuta: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane… Il figlio maggiore… Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Dopo pochi giorni, il figlio più giovane partì per un paese lontano... vivendo in modo dissoluto”. (Lc 15)
Il figlio minore decide di tornare a casa, e crede di aver  compromesso la propria dignità a causa del peccato commesso verso Dio e verso il padre: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati” (Lc 15).
Ma il padre non da’ retta a queste parole e ordina subito una festa che è quasi una glorificazione del figlio ritornato: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi” (Lc 15,22-23). Egli si affretta così a ripristinare esteriormente i segni di quella inalienabile dignità che il figlio credeva di avere perduta per sempre.
Al centro del messaggio della parabola, sta quindi la rivelazione della dignità della persona.
Il peccato non cancella, ma allontana dalla dignità naturale di ogni persona. In generale il male non cancella la dignità della persona, ma copre quella dignità.
La dice anche la Costituzione italiana, articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità ...”
Un cammino di conversione e di perdono elimina il male e il peccato facendo riemergere la dignità nascosta!
La dignità umana è perciò essenzialmente divina e filiale, inalienabile, indistruttibile come il “carattere” sacramentale impresso dal Battesimo.
Come un gioiello che il fango può solo sporcare, essa non va perduta a causa dei peccati che si commettono, ma solo offuscata nel suo splendore.
Per questo il padre della parabola non può permettere al figlio di completare la sua confessione con la terribile frase: “Trattami come uno dei tuoi salariati” (Lc 15)
Ci si può allora chiedere come questo figlio “più giovane” abbia potuto pensare una cosa simile, sia di suo padre che di se stesso.
Il fatto è che nemmeno quando stava in casa conosceva la persona di suo padre, altrimenti non se ne sarebbe andato con quella richiesta ed in quel modo. Egli credeva che la sua dignità era la sua illimitata libertà, ma la sua libertà era vera solo dentro un relazione di paternità. Di conseguenza, egli non poteva nemmeno avere una coscienza piena della propria dignità di figlio.
“Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione” (2 Cor 5)
In effetti poi, pur essendo egli “ritornato in sé” (Lc 15,17), aveva fatto un esame di coscienza superficiale, riconoscendo solamente la propria ingratitudine e il peccato commesso, ma non aveva colto la luce della verità del suo rapporto profondo con il padre. Non si era riconciliato, ma si era solo accusato!
Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor 5)
Spinto dalla fame, egli aveva ragionato da “figlio maggiore”, senza porsi dal punto di vista del cuore del padre. La fame non poteva essere sufficiente a fargli capire la propria dignità di figlio, dal padre immensamente amato. Doveva fare l’esperienza sconvolgente di un’accoglienza che mai si sarebbe aspettato: “Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò” (Lc 15).
Capì in quel momento che la vera “sostanza” del padre, il suo vero “patrimonio”, era il suo immenso cuore, e la gioia di sapersi suo figlio: solo l’amore suscita dignità!
Il perdono è il più alto grado dell’amore!
Concludo con un pensiero di San Giovanni Crisostomo: “niente ci fa somigliare tanto a Dio come l’essere sempre disposti a perdonare”. Amen.

sabato 9 marzo 2013

Domenico Savio, santo fanciullo!





Martirologio Romano, 9 marzo: A Mondonio in Piemonte, san Domenico Savio, che, fin dalla fanciullezza di animo dolce e lieto, ancora adolescente percorse speditamente la via della cristiana perfezione.

Caterina Vegri da Bologna





Martirologio Romano, 9 marzo: A Bologna, santa Caterina, vergine dell’Ordine di Santa Chiara, che, insigne nelle arti liberali, ma ancor più illustre per le virtù mistiche e il cammino di perfezione nella penitenza e nell’umiltà, fu maestra delle sacre vergini.


Per leggere lo scritto "Le sette armi spirituali"
L'udenzia generale del 29 dicembre 2010 
di Benedetto XVI su Caterina Vegri

giovedì 7 marzo 2013

Giovedì della III settimana di Quaresima

missa pro eligendo pontifice




«Questo ordinai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici”. (Ger 7)

Il Sommo Romano Pontefice ha il compito di custodire il popolo di Dio fedele nella fedeltà di Colui che ha detto “io sarò il vostro Dio”.
Egli è la sentinella che indica la strada affinché il popolo santo di Dio abbia la pienezza della felicità qui ed ora, e per l’eternità.
Il compito del Sommo Pontefice è indicare in Cristo e nella sua legge la vera felicità.
Egli è eletto a nome di tutta la Chiesa, dal Collegio dei Cardinali, di educare il popolo di Dio secondo gli insegnamenti del Signore nostro Gesù Cristo di cui Egli è Vicario in terra.
Il Sommo Pontefice è custodite dell’unità della Chiesa affinché Essa possa non cadere in rovina a causa dell’opera divisoria del nemico invidioso.

Alcune domande:
Chi elegge il Sommo Pontefice?
I cardinali elettori.
"Chi ha creato gli attuali cardinali elettori?

Dei 117 cardinali elettori che hanno diritto a partecipare al Conclave 50 sono stati  creati da Giovanni Paolo II e 67 da Benedetto XVI.

L’età media è molto alta. Dei 117 che hanno diritto, sono 74 i cardinali che hanno da settanta anni in su. Trentotto hanno un età compresa tra 60 e sessantanove anni. Solo cinque hanno un età inferiore ai sessant’anni.

Il più giovane è l’indiano Baselios Cleemis Thottunkal con 53 anni. Il più anziano è il cardinale Walter Kasper che compirà ottanta anni domani 5 marzo.

L’appartenenza per zona geografica vede l’Europa in testa con 61 porporati. Segue l’America con 33, di cui 17 dal Nordamerica, 3 dall’America centrale- Caraibi e 13 dal Sudamerica. Sono 11 all’Asia e 11 dall’Africa. Uno solo dall’Oceania.

Chi può essere eletto Romano Pontefice?

Per essere eletto Romano Pontefice, il candidato ad validitatem deve:
- essere un battezzato (ex aqua et Spiritu Sancto) nella Chiesa Cattolica o in essa accolto.
- di sesso maschile
- non sposato.

Quindi o un Vescovo cattolico (quindi anche i Cardinali sono inclusi se già possiedono l'Episcopato), o un Presbitero cattolico, o un Diacono cattolico oppure ...anche un laico cattolico purché battezzato e di sesso maschile.

L'ultimo non cardinale, senza alcun ordine sacro, eletto al pontificato romano fu Leone VIII (4 dicembre 963). Fu consacrato vescovo il 6 dicembre 963. Fu successore di Pietro dal 6 dicembre 963 al 1 marzo 965.

L'ultimo non cardinale, con il solo ordine del diaconato, eletto al pontificato romano fu Gregorio X (1 settembre 1271). Fu prima ordinato presbitero e successivamente consacrato vescovo il 27 marzo 1272. Fu successore di Pietro dal 27 marzo 1272 al 10 gennaio 1276.

L'ultimo cardinale, con il solo ordine del diaconato, eletto al pontificato romano fu Leone X (9 marzo 1513). Fu ordinato sacerdote il 15 marzo e consacrato vescovo il 17 marzo. Fu successore di Pietro dal 17 marzo 1513 al 1 dicembre 1521.

L'ultimo cardinale, con il solo ordine del presbiterato, eletto al pontificato romano fu Gregorio XVI (2 febbraio 1831). Consacrato vescovo il 6 febbraio, fu successore di Pietro dal 6 febbraio 1831 al 1 giugno 1846.

L'ultimo cardinale, con l'ordine episcopale, eletto al pontificato romano è Benedetto XVI.

Se l'eletto è scelto tra coloro che non hanno l'Episcopato e che quindi, una volta eletto, dovrà essere ordinato Vescovo, dobbiamo includere le indicazioni che vengono date per la nomina di un nuovo Vescovo ma che avrebbero solo un valore orientativo: - Saldezza di fede, buoni costumi, pietà, zelo delle anime, saggezza, prudenza, virtù umane e ogni altra qualità che dimostri l'attitudine del Soggetto all'adempimento del suo ufficio.

- Buona reputazione
- L'età di almeno 35 anni
- Almeno 5 anni di presbiterato
- Laurea o almeno licenza in sacra Scrittura, Teologia o Diritto Canonico, conseguite in un Istituto di Studi Superiori approvato dalla Sede Apostolica, (quest'ultime disposizioni non sono vincolanti per l'elezione canonica ma hanno solo valore indicativo)". (www.zenit.it)

Un pensiero dall’Udienza generale del 27 febbraio:
“Quando, il 19 aprile di quasi otto anni fa, ho accettato di assumere il ministero petrino, ho avuto la ferma certezza che mi ha sempre accompagnato: questa certezza della vita della Chiesa dalla Parola di Dio. … E’ stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa, e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua. E il Signore non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa è stata ed è una certezza, che nulla può offuscare. Ed è per questo che oggi il mio cuore è colmo di ringraziamento a Dio perché non ha fatto mai mancare a tutta la Chiesa e anche a me la sua consolazione, la sua luce, il suo amore”.

Concludo con un pensiero dal saluto di congedo ai Cardinali il 28 febbraio 2013:
Prima di salutarvi personalmente, desidero dirvi che continuerò ad esservi vicino con la preghiera, specialmente nei prossimi giorni, affinché siate pienamente docili all’azione dello Spirito Santo nell’elezione del nuovo Papa. Che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui. E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza”.

All’intercessione dei Santi Martiri di Cartagine, Perpetua, Felicita e soci – che la liturgia oggi ricorda - affidiamo il cammino della Chiesa in questo mese di marzo. Amen.

mercoledì 6 marzo 2013

Mercoledì della III settimana di Quaresima

missa pro eligendo pontifice




“Ma bada a te e guàrdati bene dal dimenticare le cose che i tuoi occhi hanno visto, non ti sfuggano dal cuore per tutto il tempo della tua vita: le insegnerai anche ai tuoi figli e ai figli dei tuoi figli»” (Dt 4)

Il Sommo Romano Pontefice ha il compito di custodire la memoria della fede, quella vista dagli occhi e dal cuore dell’Apostolo Pietro. Egli è eletto a nome di tutta la Chiesa, dal Collegio dei Cardinali, di insegnare ai figli dei figli della Chiesa i comandi del Signore nostro Gesù Cristo di cui Egli è Vicario in terra.

Alcune domande:
Chi elegge il Sommo Pontefice?
I cardinali elettori.

"Chi ha creato gli attuali cardinali elettori?

Dei 117 cardinali elettori che hanno diritto a partecipare al Conclave 50 sono stati  creati da Giovanni Paolo II e 67 da Benedetto XVI.

L’età media è molto alta. Dei 117 che hanno diritto, sono 74 i cardinali che hanno da settanta anni in su. Trentotto hanno un età compresa tra 60 e sessantanove anni. Solo cinque hanno un età inferiore ai sessant’anni.

Il più giovane è l’indiano Baselios Cleemis Thottunkal con 53 anni. Il più anziano è il cardinale Walter Kasper che compirà ottanta anni domani 5 marzo.

L’appartenenza per zona geografica vede l’Europa in testa con 61 porporati. Segue l’America con 33, di cui 17 dal Nordamerica, 3 dall’America centrale- Caraibi e 13 dal Sudamerica. Sono 11 all’Asia e 11 dall’Africa. Uno solo dall’Oceania.

Chi può essere eletto Romano Pontefice?

Per essere eletto Romano Pontefice, il candidato ad validitatem deve:
- essere un battezzato (ex aqua et Spiritu Sancto) nella Chiesa Cattolica o in essa accolto.
- di sesso maschile
- non sposato.

Quindi o un Vescovo cattolico (quindi anche i Cardinali sono inclusi se già possiedono l'Episcopato), o un Presbitero cattolico, o un Diacono cattolico oppure ...anche un laico cattolico purché battezzato e di sesso maschile.

L'ultimo non cardinale, senza alcun ordine sacro, eletto al pontificato romano fu Leone VIII (4 dicembre 963). Fu consacrato vescovo il 6 dicembre 963. Fu successore di Pietro dal 6 dicembre 963 al 1 marzo 965.

L'ultimo non cardinale, con il solo ordine del diaconato, eletto al pontificato romano fu Gregorio X (1 settembre 1271). Fu prima ordinato presbitero e successivamente consacrato vescovo il 27 marzo 1272. Fu successore di Pietro dal 27 marzo 1272 al 10 gennaio 1276.

L'ultimo cardinale, con il solo ordine del diaconato, eletto al pontificato romano fu Leone X (9 marzo 1513). Fu ordinato sacerdote il 15 marzo e consacrato vescovo il 17 marzo. Fu successore di Pietro dal 17 marzo 1513 al 1 dicembre 1521.

L'ultimo cardinale, con il solo ordine del presbiterato, eletto al pontificato romano fu Gregorio XVI (2 febbraio 1831). Consacrato vescovo il 6 febbraio, fu successore di Pietro dal 6 febbraio 1831 al 1 giugno 1846.

L'ultimo cardinale, con l'ordine episcopale, eletto al pontificato romano è Benedetto XVI.

Se l'eletto è scelto tra coloro che non hanno l'Episcopato e che quindi, una volta eletto, dovrà essere ordinato Vescovo, dobbiamo includere le indicazioni che vengono date per la nomina di un nuovo Vescovo ma che avrebbero solo un valore orientativo: - Saldezza di fede, buoni costumi, pietà, zelo delle anime, saggezza, prudenza, virtù umane e ogni altra qualità che dimostri l'attitudine del Soggetto all'adempimento del suo ufficio.

- Buona reputazione
- L'età di almeno 35 anni
- Almeno 5 anni di presbiterato
- Laurea o almeno licenza in sacra Scrittura, Teologia o Diritto Canonico, conseguite in un Istituto di Studi Superiori approvato dalla Sede Apostolica, (quest'ultime disposizioni non sono vincolanti per l'elezione canonica ma hanno solo valore indicativo)". (www.zenit.it)

Concludo con un pensiero dal saluto di congedo ai Cardinali il 28 febbraio 2013:
"Vorrei lasciarvi un pensiero semplice, che mi sta molto a cuore: un pensiero sulla Chiesa, sul suo mistero, che costituisce per tutti noi - possiamo dire - la ragione e la passione della vita. Mi lascio aiutare da un’espressione di Romano Guardini, scritta proprio nell’anno in cui i Padri del Concilio Vaticano II approvavano la Costituzione Lumen Gentium, nel suo ultimo libro, con una dedica personale anche per me; perciò le parole di questo libro mi sono particolarmente care. Dice Guardini: La Chiesa “non è un’istituzione escogitata e costruita a tavolino…, ma una realtà vivente… Essa vive lungo il corso del tempo, in divenire, come ogni essere vivente, trasformandosi… Eppure nella sua natura rimane sempre la stessa, e il suo cuore è Cristo”. … “Prima di salutarvi personalmente, desidero dirvi che continuerò ad esservi vicino con la preghiera, specialmente nei prossimi giorni, affinché siate pienamente docili all’azione dello Spirito Santo nell’elezione del nuovo Papa. Che il Signore vi mostri quello che è voluto da Lui. E tra voi, tra il Collegio Cardinalizio, c’è anche il futuro Papa al quale già oggi prometto la mia incondizionata reverenza ed obbedienza”.



All’intercessione di Santa Coletta di Corbie, riformatrice del XIV secolo, e alla beata Rosa da Viterbo, penitente del XIII secolo – che la liturgia oggi ricorda - affidiamo il cammino della Chiesa in questo mese di marzo. Amen.