mercoledì 26 settembre 2012

Gloriosi Santi Cosma e Damiano ...



26 settembre
LITANIE IN ONORE DEI SANTI MEDICI

Signore, pietà (Signore, pietà)
Cristo, pietà (Cristo, pietà)
Signore, pietà (Signore, pietà )

Santi Medici, 
Cosma e Damiano, pregate per noi
Santi Medici, seguaci di Cristo,
Santi Medici, ammirabili per virtù,
Santi Medici, splendenti di bontà,
Santi Medici, ferventi nell'amore,
Santi Medici, adorni di umiltà,
Santi Medici, modelli di mansuetudine,
Santi Medici, strenui difensori della fede,
Santi Medici, apostoli della verità,
Santi Medici, disprezzatori del mondo,
Santi Medici,
bramosi delle ricchezze del cielo,
Santi Medici,
instancabili eroi della carità,
Santi Medici,
propugnatori della gloria di Dio,
Santi Medici, cultori della scienza,
Santi Medici,
esempio e protettori dei medici,
Santi Medici,
curatori delle anime e dei corpi,
Santi Medici,
specchio di vera fratellanza,
Santi Medici, di grande misericordia,
Santi Medici, sollievo dei miseri,
Santi Medici, fortezza dei deboli,
Santi Medici rifugio dei tribolati,
Santi Medici, speranza degli infermi,
Santi Medici, potenti nel patrocinio,
Santi Medici, avvocati dei peccatori,
Santi Medici, debellatori dei demoni,
Santi Medici, lieti e forti nei tormenti,
Santi Medici,
eroici testimoni del Vangelo,
Santi Medici,
liberati dal profondo del mare,
Santi Medici,
mirabilmente scampati dal fuoco,
Santi Medici,
trionfatori di ogni tirannide,
Santi Medici, fedeli fino alla morte,
Santi Medici, concittadini degli Angeli,
Santi Medici, dispensatori di grazie,

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
esaudiscici, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
pietà di noi, o Signore

Preghiamo: O Dio onnipotente, concedi a noi, che imploriamo il patrocinio dei tuoi santi martiri, Cosma e Damiano, di essere liberati, per la loro intercessione, da tut­ti i mali che ci minacciano. Per Cristo, nostro Signore. Amen.


PS. visita il bellismo BLOG sui Santi Cosma e Damiano, dove troverai molti immagine dei Santi venerate in Italia. Invia l'iconografia del tuo paese al Blog così da completarlo. GRAZIE!


martedì 25 settembre 2012

LA PICCOLA VIA (4)





«Qual è la via che vuoi insegnare alle anime?» chiese Madre Agnese alla sorella sul letto di morte.
E lei rispose: «È il cammino della fiducia e del totale abbandono».

Accettare le spine

«Il vero amore si nutre di sacrifici,
e più l’anima rifiuta a sé le soddisfazioni naturali,
più la sua tenerezza diventa forte e disinteressata».
(da “Consigli e Ricordi”)

La piccola anima però sa che non le sono richiesti grandi sacrifici, né situazioni difficili o eroiche: c’è tanto bisogno di piccoli atti d’amore nella vita! Per cogliere e offrire una rosa bisogna spesso accettare di pungersi alle spine: questo è Amore. A volte scegliamo una vita spoglia e gelida solo per evitare delle punture e così pian piano il cuore diventa amaro e siamo vecchi e stanchi: l’infanzia spirituale non è durata!

Testi tratti da “La Piccola Via dell’Infanzia Spirituale”
Santuario di S. Teresa di Gesù Bambino - Verona

NOVENA AI SANTI MEDICI (9)





25 settembre
PREGHIERA AI SANTI MEDICI
(Santuario di Bitonto, Bari)

Gloriosi Medici Cosma e Damiano, Martiri della chiesa di Dio, decoro e vanto della città di Bitonto, all'inizio di questa giornata ed in questo tempio in cui si venerano le vostre sacre e miracolose immagini, eleviamo a Dio l'umile ma ardente preghiera perché vengano esauditi i bisogni spirituali e temporali nostri e di tutti i devoti che fanno incessante ricorso al vostro potente patrocinio.

Voi constatate in quanti, sofferenti nel corpo e nell'anima, vi si rivolgono con fiducia da ogni parte affinché possiate intercedere con sollecitudine presso il Signore per la guarigione dalla malattia e per la piena salute dello spirito.
Così come la vostra scienza medica ha guarito dal male fisico, così vi esortiamo con intensità di cuore affinché la vostra carità lenisca oggi le piaghe dell'anima e restituisca ad ognuno il dono della grazia divina.
Insigni, Santi Fratelli, ottenete per tutti, in questa giornata, celesti e consolanti benedizioni. Ma in modo speciale fate che esse discendano sulla Chiesa, sul Papa, sul nostro Vescovo, sulle nostre famiglie, sui devoti tutti e su quanti generosamente concorrono, con la preghiera e col sostegno materiale, ad edificare il Santuario intitolato ai vostri nomi e a testimoniare, in forme sempre nuove e consone ai tempi, la carità verso i fratelli affinché possano così essere celebrati, nel tempo imperituri, la vostra memoria e il memoriale di Cristo, cui avete voluto generosamente conformarvi a maggior gloria di Dio. Amen

"Un patrimonio inestimabile" ...





Martedì della XXV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
FESTA di SAN’ANATALONE e
TUTTI I SANTI VESCOVI MILANESI


“Il cuore del re è un corso d’acqua in mano al Signore:
lo dirige dovunque egli vuole.
Agli occhi dell’uomo ogni sua via sembra diritta,
ma chi scruta i cuori è il Signore”. (Pr 21)

Il cuore… mi amerai con tutto il cuore … Il Signore guarda il cuore … il cuore è in mano al Signore … il Signore scruta i cuori.

Nell'antichità il cuore è considerato sede dell'anima umana.

Chiedere allora al Signore di custodire il cuore significa indirizzare la nostra vita secondo le sue vie e nei suoi progetti. Perché non abbiamo a ingannarci, infatti all’“uomo ogni sua via sembra diritta”.
Essere uomini secondo il cuore di Dio, cioè in sintonia con Dio, vuol dire accogliere la volontà del Padre come l’ha accolta il Figlio.

Cuore di Gesù, umile e mite, rendimi il mio cuore simile al Tuo!
Cioè fa sì, o mio Gesù, che sia sempre tra “coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica” (Lc 8).
La parola cuore alla luce del Vangelo raffigura la nostra intimità-famigliarità con Dio, così come la ebbero la madre e i suoi discepoli.

La fede è arrivata fino noi perché un cuore appassionato di Cristo ha percorso le strade del mondo fino a giungere nella nostra pianura; un cuore pieno di ardore, come quello che ebbero i discepoli di Emmaus “lungo la via, quando spiegava le Scritture”, che ha cominciato a seminare il seme della buona notizia di Cristo, poi ha battezzato, poi ha costruito, poi ha organizzato la comunità cristiana che di giorno in giorno cresceva di numero. Nacque così la Chiesa ambrosiana.

Oggi celebriamo la memoria di questi cuori appassionati per Cristo, che hanno un nome, una storia, sono Sant’Anatalo e i santi vescovi della Chiesa di Milano, Caio, Castriziano, Calimero, Mona, Mirocle, Materno, Marolo, eccetera, ben 38.

Scrive il Cardinale nella lettera pastorale: “La fede in Cristo è adesione fiduciosa: è la decisione di orientare a Dio le forze della propria persona (intelligenza, volontà, affetti), in una parola tutto l’io, il “cuore” … La fede in Cristo è appartenenza: non si può ridurre la fede a una opinione personale né a una convinzione da seppellire nel privato… la sequela di Cristo domanda sempre l’appartenenza alla Chiesa … attraverso la comunità cristiana, che in concreto ha i tratti della nostra Chiesa locale, riceviamo il lascito dei padri, diventiamo eredi, come ci ha ricordato il Papa, di un patrimonio inestimabile».

Celebrare Sant’Anatalo e i santi vescovi della Chiesa di Milano, oggi 25 settembre, è custodire l’eredità dei nostri padri, l’appartenenza alla Chiesa che in concreto ha i tratti della nostra Chiesa locale, la Chiesa Ambrosiana.

Accostarsi a questa santità vuol dire costatare la possibilità dell’esistenza di un vita buona così come Dio la sogna, guardando il Figlio.

Cuore di Gesù, umile e mite, rendimi il mio cuore simile al Tuo!

lunedì 24 settembre 2012

LA PICCOLA VIA (3)





«Qual è la via che vuoi insegnare alle anime?» chiese Madre Agnese alla sorella sul letto di morte.
E lei rispose: «È il cammino della fiducia e del totale abbandono».

L’amore: unico mezzo per giungere alla perfezione

«Io non conosco altro mezzo per giungere alla perfezione
fuorché l’Amore ...
Amare!
È per questo che è fatto il nostro cuore».
(lettera a M. Guérin, luglio 1890)

A volte, dopo aver accolto l’invito evangelico, può nascere in cuore la paura d’esser rimasti soli, come bambini sperduti nel vortice di uomini che parlano un altro linguaggio: quello del successo, dell’interesse, dell’egoismo.
Ma il bene crea dei legami più forti di quelli del male.
Coloro che hanno scelto Cristo formano l’immensa famiglia dei Santi, unita per l’eternità: in cielo e in terra.

Testi tratti da “La Piccola Via dell’Infanzia Spirituale”
Santuario di S. Teresa di Gesù Bambino - Verona

NOVENA AI SANTI MEDICI (8)






24 settembre
PREGHIERA AI SANTI MEDICI
(Santuario di Eboli, Salerno)

O gloriosi Martiri di Cristo, Santi Cosma e Damiano, che faceste dell’arte medica salutare strumento di straordinaria carità e mezzo di apostolato tra i pagani, noi ricorriamo fiduciosi alla vostra potente intercessione.  Voi che avete  sigillato con il martirio la vostra fede, il vostro servizio ai poveri, otteneteci dal Signore fede ferma e operosa, carità fervente, salute di mente e di corpo, zelo per la gloria di Dio e per il bene dei nostri fratelli.

Così, dopo una vita sinceramente cristiana, possiamo avere una morte santa, che ci congiunga a Voi  e a tutti i beati nell’eterna visione di Dio, sommo bene e gaudio dei viventi. Amen.

domenica 23 settembre 2012

LA PICCOLA VIA (2)





«Qual è la via che vuoi insegnare alle anime?» chiese Madre Agnese alla sorella sul letto di morte.
E lei rispose: «È il cammino della fiducia e del totale abbandono».

Sulla terra c’è sempre un po’ di luce

«La mia vita è fatta tutta di confidenza e di amore
e non capisco le anime
che hanno paura d’un così tenero Amico».
(lettera a P. Roulland, 9.5.1897)

Diventare bambini: liberarsi da tutte le incrostazioni, da tutto ciò che ci rende meno spontanei, più calcolatori, egoisti. Non chiudere gli occhi davanti alle difficoltà della vita, ma guardare la vita con altri occhi.
Ridiventare capaci di fiducia, d’apertura, di Amore.
L’amore dei bambini è senza condizioni come quello di Dio.
Solo lo sguardo puro d’un bambino può intuire che sulla terra –nonostante ogni oscurità- c’è sempre un po’ di luce che scende dal cielo: ciò basta per poter sperare contro ogni possibile delusione.

Testi tratti da “La Piccola Via dell’Infanzia Spirituale”
Santuario di S. Teresa di Gesù Bambino - Verona

XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)





"Per arrivare a raggiungere l'ultimo nostro fine bisogna seguire il divin Capo, il quale non per altra via vuol condurre l'anima eletta se non per quella da lui battuta; per quella, dico, dell'abnegazione e della Croce" (San Pio da Pietrelcina)

In questa XXV domenica del tempo per annum abbiamo ancora ascoltato un annuncio di Passione a cui fa eco la prima lettura:

“Tendiamo insidie al giusto, che per noi è d’incomodo
e si oppone alle nostre azioni;
… Condanniamolo a una morte infamante…” (Sap 2)

Gesù educa i suoi discepoli al vero volto di Dio, essi però “non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo”.

Hanno TIMORE di chiedere, eppure il Signore Gesù gli aveva raccomandato “Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”. (Mt 7,7)

E loro chiusi nei loro pensieri e nelle loro congetture: “avevano discusso tra loro chi fosse più grande”. (Mc 9)

Vedendo la loro fatica di comprendere, Gesù li conduce alla scoperta del volto di Dio con altre tre categorie: l’ultimo, il servo e il bambino.

Il Dio rivelato da Cristo è colui che da primo si fa ultimo, da Signore si fa servo, da Dio si fa uomo. Ecco il Dio da accogliere, ecco il Dio da comprendere e da annunciare, ma solo nella morte di Croce e nella Resurrezione ci sarà la coscienza che Gesù è il Messia l’inviato dal Padre.

“chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato” (Mc 9).

In questa conoscenza di Dio, e nella sua accoglienza, Gesù pone la conoscenza di sé!

Questo volto di Dio, l’ultimo, il servo e il bambino, ci portano alla spiritualità della PICCOLA VIA.

Scrive S. Teresina di Gesù Bambino:
«I fanciulli non si dannano».
(da “Consigli e Ricordi”)

Perciò i fanciulli non si dannano.
Non si dannano perché l’unica loro caratteristica è quell’apertura di cuore che impedisce l’indurimento e il rifiuto.
Non si dannano perché la loro fiducia è tale da superare qualsiasi abisso.
Non si dannano perché portano nelle loro mani innocenti tutto il sangue di Cristo innocente.
Non si dannano perché invocano con la loro stessa esistenza la maternità di Maria.
Non si dannano perché a un bambino Dio può aprire sempre le braccia.

Ma torniamo al Vangelo.
I dodici avevo un desiderio, “discutevano tra loro chi fosse il più grande”, l’apostolo Giacomo ci esorta a conoscersi e a desiderare alla luce delle sapienza che vien dall’alto.

“la sapienza che viene dall’alto anzitutto è pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera”. (Gc 3)

La Croce è la chiave attraverso cui comprenderemo il volto di Dio e il volto dell’uomo.

Infine, nell’annuncio di Passione, Gesù afferma: “Il Figlio dell’uomo viene consegnato” (Mc 9). Gesù vien offerto dal Padre (“colui che mi ha mandato”), questo ci insegna a vivere anche noi l’atteggiamento del dono o meglio dell’offerta.
Un esercizio liturgico: viviamo, sempre, il gesto dell’offertorio come luogo in cui noi ci offriamo con Cristo al Padre, affidandoci alla premura paterna di Dio in Cristo Gesù.


 



Concludendo.
Nel film “La vita è bella” Guido Orefice (Benigni) cameriere alla dipendenze del zio albergatore, cerca di imparare il mestiere. Guido chiede allo zio come ci si deve comportare verso la clientela: “Ma quant’è che ci si deve inchinare?”. Lo zio risponde: “Guarda i girasoli; si inchinano al sole, ma se ne vedi un po’ troppo inchinato, significa che è morto. Tu stai servendo, ma non sei un servo. Servire è l’arte suprema. Dio è il primo servitore. Dio serve gli uomini, ma non è servo degli uomini”.

Stiamo attenti a non asservire Dio a nostri desideri e alle nostre discussioni di potere, Gesù infatti ci ricorda: “vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri” (Gv 15)

NOVENA AI SANTI MEDICI (7)



Chiesa della S. Famiglia
S. Teresa a Riva (ME)


23 settembre
PREGHIERA AI SANTI MEDICI
(Parrocchia dei Santi Medici a Teano)

Eccoci chinati dinanzi a voi con la più grande devozione, o Gloriosi Santi Cosma e Damiano. Dal trono di gloria al quale foste da Dio innalzati, volgete a noi pietosi il vostro sguardo.
Vi supplichiamo di impetrarci tutte le grazie necessarie per l'adempimento dei nostri doveri e per tutti i nostri bisogni. Voi da gelosi custodi di purezza, otteneteci di vivere sempre puri, conformi allo stato nel quale Dio ci ha chiamati. Voi celesti Medici, liberateci da tante terribili infermità. Voi invitti martiri della nostra Fede, impetrateci fede viva, fortezza cristiana, perfetta conformità alla volontà di Dio.
Proteggete l'Augusto Pontefice Romano, il nostro Vescovo, i Sacerdoti e tutti quelli che ricorrono alla vostra intercessione. Impetrateci, infine, quella filiale e costante devozione che voi stessi nutriste verso la tenerissima Madre nostra Maria e verso Gesù Sacramentato; così siamo certi di raggiungervi nel Cielo per cantare sempre le ineffabili misericordie del Signore.
Amen.

Segno del vanto nella croce del Signore...






"Quanto a me... non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo" (Gal 6, 14).

Non è forse proprio il "vanto della Croce" ciò che maggiormente risplende in Padre Pio? Quanto attuale è la spiritualità della Croce vissuta dall'umile Cappuccino di Pietrelcina! Il nostro tempo ha bisogno di riscoprirne il valore per aprire il cuore alla speranza.




In tutta la sua esistenza, egli ha cercato una sempre maggiore conformità al Crocifisso, avendo ben chiara coscienza di essere stato chiamato a collaborare in modo peculiare all'opera della redenzione. Senza questo costante riferimento alla Croce non si comprende la sua santità.

Nel piano di Dio, la Croce costituisce il vero strumento di salvezza per l'intera umanità e la via esplicitamente proposta dal Signore a quanti vogliono mettersi alla sua sequela (cfr Mc 16, 24). Lo ha ben compreso il Santo Frate del Gargano, il quale, nella festa dell'Assunta del 1914, scriveva:




"Per arrivare a raggiungere l'ultimo nostro fine bisogna seguire il divin Capo, il quale non per altra via vuol condurre l'anima eletta se non per quella da lui battuta; per quella, dico, dell'abnegazione e della Croce" (Epistolario II, p. 155).

(Beato Giovanni Paolo II)

sabato 22 settembre 2012

LA PICCOLA VIA (1)





«Qual è la via che vuoi insegnare alle anime?» chiese Madre Agnese alla sorella sul letto di morte.
E lei rispose: «È il cammino della fiducia e del totale abbandono».

Betlemme: prima tappa della Piccola Via

«Farsi piccoli vuol dire riconoscere il proprio nulla,
tutto aspettare da Dio ...
non cercare ricchezze, non inquietarsi di nulla ...
non attribuire a se stessi le virtù che si praticano».
(da “Consigli e Ricordi”)

Se noi potessimo stringere tra le braccia il Bambino di Betlemme, come ci sarebbe più facile comprendere Dio, il suo amore e la sua volontà nei nostri riguardi.
Teresa l’ha intuito: il suo cammino di santità partì da lì, dalla capanna di Betlemme.
Non c’è un fanciullo in quella mangiatoia? Dio non ha scelto di farsi bambino per venirci incontro?
Ebbene, Teresa seguirà lo stesso cammino: ha compreso che per incontrare un Dio Bambino non c ‘è altra strada che farsi piccoli.
Non ricordavamo più le parole di Cristo: «Se non vi farete piccoli ... non entrerete nel regno dei cieli»?

Testi tratti da “La Piccola Via dell’Infanzia Spirituale”
Santuario di S. Teresa di Gesù Bambino - Verona

NOVENA AI SANTI MEDICI (6)



Chiesa di San Michele Arcangelo
Castellaneta (TA)


22 settembre
PREGHIERA AI SANTI MEDICI
(Parrocchia di San Gerolamo a Castrovillari, CS)

Con tutta l'umiltà del nostro cuore vi onoriamo e veneriamo, o Santi Martiri di Gesù Cristo, Cosma e Damiano. Con la Chiesa universale greca e latina vi rendiamo tributo di lode e di onore e non cesseremo di invocarvi in ogni nostro bisogno spirituale e temporale.

Vi preghiamo, o Santi e gloriosi Martiri, che come in vita, esercitando l'arte sanitaria con ammirevole carità e dedizione curaste le infermità più insanabili e le malattie più pericolose, non tanto per mezzo di medicamenti quanto con l'invocazione del nome di Gesù Cristo, così ora volgete su di noi i vostri occhi pietosi e vedendo quanti mali spirituali e corporali ci affliggono venite in nostro soccorso. Assisteteci, vi preghiamo, nelle malattie ed in ogni nostra tribolazione.

Non lo chiediamo solamente per noi, ma per tutti i nostri parenti, per le nostre famiglie, per i nostri amici e nemici, affinché, guariti nel corpo e nell'anima, possiamo dare gloria a Dio ed onore a voi, nostri Santi avvocati e protettori. Amen.