martedì 2 novembre 2010

CORONINO DEI MORTI



Anime del Purgatorio
Parrocchia di S. Lucia
Mistretta (ME)





V) Adjutorium nostrum in nomine Domini.
R) Qui fecit cœlum et terram. ~ De profundis.

I. Consideriamo lo stato compassionevole delle povere anime del Purgatorio. Elleno sono giuste, amiche di Dio, e destinate al Cielo: trovansi rinchiuse in orrida prigione, sotto la sferza della divina Giustizia, acerbamente tormentate, senza poter far opera che sia loro di merito, e stanno con somma pietà rivolte a noi, chiedendo l’ajuto delle nostre orazioni
Un’Ave con 10 Pater ed in fine Requiem.

II. Consideriamo quanto facilmente possiamo noi per mezzo delle nostre orazioni, aiutare le anime del Purgatorio, e l’obbligo che per natura abbiamo di suffragarle, perché, se esse sono in stato di non poter più ajutarsi da sè medesime, quanto ragionevole e giusta cosa è il pregare l’Altissimo per quelle anime che tanto sospirano di tosto uscire da quell’incendio di fuoco e di entrare nel Paradiso a godere la bella vista di Dio.
Un’Ave con 10 Pater ed in fine Requiem.

III. Consideriamo che le anime soccorse giunte che saranno in cielo, come spose singolarmente amate da Dio, intercederanno col massimo impegno presso sua divina Maestà per chi con tanta pietà liberolle dalle pene atroci del Purgatorio. In verità, questo dovrebbe essere a noi motivo bastante per suffragar abbondantemente quelle anime, onde mandarle ben presto al cielo, dove non cesseran mai di esserci particolari avvocate fervidentissime interceditrici presso il Signore.
Un’Ave con 10 Pater ed in fine Requiem.

Termineremo la Corona di nostro Signore Gesù Cristo con offerirla alle sue santissime piaghe, perché risulti in refrigerio delle anime purganti, e in particolare di quelle che sono state devote di questo santo esercizio.

Un’Ave, con 3 Pater, e in fine Req. ecc.
Di più il Salmo Miserere conchiudendolo col Req.
Dopo aver recitato la seguente


Orazione per tutti i Defunti

Fidelium Deus omnium Conditor et Redemptor, animabus famulorum, famularumque tuarum, remissionem cunctorum tribue peccatorum, ut indulgentiam quam semper optaverunt piis supplicationibus consequantur. Qui vivis et regnas etc.

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