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venerdì 8 novembre 2019
Mix Canzoni Italiane 2019 ... - 53 alla fine!
0:01 Playa 3:15 Una Volta Ancora 6:08 Pensare Male 9:36 Jambo 12:11 Dove e Quando 15:21 Senza Pensieri 18:25 Margarita 21:23 Mambo Salentino 23:56 Arrogante 27:10 Italiani In Vacanza 24:47 Maradona Y Pelé (un errore di titolazione nel video) 33:11 Tequila E San Miguel 36:25 Senza Farlo Apposta 40:00 Soldi 43:20 Mademoiselle 46:29 La Hit Dell'estate 49:38 Ostia Lido 52:31 L'altra Dimensione 54:36 La Ragazza Con Il Cuore Di Latta 58:00 Vivere Tutte Le Vite 1:01:40 Calipso 1:04:56 Piccola Stella
giovedì 7 novembre 2019
Signore, da chi andremo?
Disse allora Gesù ai Dodici: «Forse anche
voi volete andarvene?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu
hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo
di Dio». Rispose Gesù: «Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi
è un diavolo!». Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi
infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.
(Gv
6,67-70).
mercoledì 6 novembre 2019
Vergine Maria, liberaci!
La
Parrocchia della Santissima Trinità in Valperga (TO). La
più antica notizia della chiesa si trova in una convenzione del 1454 fra il
comune di Cuorgnè ed i Conti di Valperga conservata nell'archivio comunale di
Cuorgnè. La chiesa originale era costituita da due parti, una ad una sola
navata con sei cappelle laterali inserite nel muro; la seconda a tre navate con
l'altare maggiore in fondo. Il primo ampliamento fu del Choro nel 1710; il
secondo ampliamento è stato quasi un rifacimento della chiesa. La chiesa venne
portata a tre navate ed arricchita di una degna facciata su disegno di Costanzo
Michela di Agliè. La chiesa pervenne alla definitiva configurazione, com'è tutt
'oggi, con un terzo ampliamento (1831): quello delle due grandi cappelle ora
dette della Madonna della Liberazione e del Sacro Cuore (quest’ultima ricca di
dipinti del pittore valperghese Felice Barucco). Si pervenne ad un restauro
radicale con il parroco don Vincenzo Rubatto: nel 1967 si iniziò con il
ripristino degli stucchi e la decorazione di volte e cupole. Tra il 1968 e 1971
si provvide al rivestimento in marmo dei pilastri e la sostituzione di alcune
vetrate, nel 1973 la sistemazione delle ampie cappelle laterali, infine nel 1974
il rifacimento del pavimento in marmo su disegno del parroco stesso.
L’inaugurazione avvenne il 3 marzo 1974. Notevole l’altar maggiore dalle
perfette linee barocche, ideate da Costanzo Michela, il pulpito del 1765, opera
dello scultore Cristoforo Serra, l’artistico portale del 1790.
Lateralmente sono
presenti 6 cappelle: cappella del
battistero (vasca in marmo su pilastrino e piramide in legno di forma
ottagonale), cappella del Crocifisso detta dei Perini, cappella del Sacro
Cuore, cappella di S. Vincenzo de Paoli, cappella di S. Margherita e Santi
Antonio, cappella della Madonna Liberatrice. La Canonica ha particolari che la
fanno risalire al ’600: facciata barocca verso il cortile con una splendida
scala semiesterna. Fu acquistata per il parroco dalla Comunità nel 1830, dopo
il trasferimento delle attività parrocchiali dalla chiesa di S. Giorgio alla
SS. Trinità. Notevoli alcuni interni per i graziosi soffitti e l’antico pozzo
dell’androne. Suggestivo il camminamento coperto verso la sacrestia. Nella parte
rustica annessa alla canonica, un tempo adibita a depositi e cantina, sono
stati ricavati recentemente i locali per le attività di oratorio
Altare dedicato alla B.V.
della Liberazione fine XVII e inizio XVIII secolo legno intagliato, dipinto,
dorato h 450 x 250 (circa). L’altare è collocato nella navata sinistra della
Chiesa con una mensa in muratura e pittura su intonaco e stucco, con paliotto
in tessuto nel fronte. Al centro entro una cornice dorata vi è un dipinto su
seta raffigurante Maria Liberatrice attribuito a Padre Bonaventura Belli da Palazzuolo. Sulla cimasa vi è un dipinto
su tela raffigurante San Francesco di Sales. L’altare poggia su una pedana
lignea.
Nei paesi francofoni e in Libano è diffusa la
devozione alla Madonna della Liberazione. Forniamo di seguito la traduzione
delle litanie in suo onore.
Signore
pietà
Cristo
pietà
Signore pietà
Cristo ascoltaci
Cristo esaudiscici
Padre
del Cielo che sei Dio
Figlio
redentore del mondo, che sei Dio
Spirito
Santo, che sei Dio
Santa
Trinità, unico Dio
abbi pietà di noi
Santa
Maria della Liberazione
Prega per noi
Santa
Maria della Vittoria,
Santa
Maria, su cui si è posata la Potenza dell’Altissimo
Santa
Maria, più valente di Ester e Giuditta
Santa
Maria, il cui Figlio ha schiacciato la testa a satana
Donna
vestita di sole, invulnerabile agli attacchi di satana
Santa
Maria, che ci proteggi contro il dragone furioso
Santa
Maria, rifugio dei peccatori
Santa
Maria, liberatrice e salute degli infermi
Santa
Maria, speranza dei disperati
Santa
Maria, che hai fatto esultare san Giovanni Battista nel seno materno
Santa
Maria, protettrice delle donne incinte e delle partorienti
Dal
potere e dalle tentazioni di satana
Vergine Maria,
liberaci
Dalla
seduzione degli idoli e dalle false dottrine
Dalle
possessioni diaboliche
Dalle
illusioni pericolose e dallo spirito del male
Dagli
operatori dell’occulto
Dai
patti satanici che rendono schiavi di satana
Dall’idolatria,
dallo spiritismo e dal satanismo
Dalle
sette, dall’occultismo e dalle società segrete
Dagli
inganni della divinazione e dalle false predizioni
Dalle
visioni fasulle e dai sogni ingannatori
Da
ogni maledizione
Dai
malefici e da ogni pratica occulta
Da
ogni spirito di morte, di suicidio e di omicidio
Dalle
malattie di origine malefica
Dai
flagelli devastanti
Dalla
fame, dalla violenza e dalla guerra
Dagli
incidenti mortali
Dalle
malattie contagiose
Dalla
sterilità
Da
ogni minaccia contro i bambini nel grembo materno
Dai
parti difficili e da ogni trauma infantile
Dalle
perversioni che minacciano i bambini
Dalle
angosce dell’anima e dai mali fisici
Dai
mali ereditari
Dalla
scomparsa misteriosa di persone care
Dai
blocchi mentali ed affettivi
Dall’empietà
Dall’ateismo
e dalla cultura di morte
Dalle
tentazioni contro la fede
Dalle
comunioni sacrileghe
Dalla
disperazione e dallo scoraggiamento
Dallo
spirito di paura
Dalla
tiepidezza nel servizio di Dio
Dallo
spirito di orgoglio e di dominazione
Dall’ostinazione
nel peccato
Dal
peccato contro lo Spirito Santo
Dal
rifiuto di perdonare i nemici
Dai
pensieri di odio e dai pensieri impuri
Dagli
inganni del diavolo nell’ora della morte
Dalle
sofferenze del Purgatorio
Dalla
dannazione eterna
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo
Perdonaci, Signore
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo
Esaudiscici,
Signore
Agnello
di Dio che togli i peccati del mondo
Abbi pietà di noi,
Signore
Cristo
vincitore della morte
Ascoltaci
Cristo
vincitore di satana
Esaudiscici
Spirito
Santo liberatore
Ascoltaci
Spirito
Santo consolatore
Esaudiscici
Dio
Padre Onnipotente
Ascoltaci
Dio
Padre Onnipotente
Liberaci dal
Maligno
O
Maria concepita senza peccato
Prega per noi che
ricorriamo a te
Prega
per noi Santa Maria della Liberazione
Affinché siamo
liberati da tutte le tribolazioni
Preghiamo
Ti
lodiamo o Padre, per il tuo amore, la tua misericordia, la tua potenza, e per
la vittoria del sangue dell’Agnello, tuo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo.
Ti lodiamo per nostra madre, l’Immacolata Vergine Maria. Accorda a tutti noi
che ricorriamo alla sua materna protezione, la liberazione dai mali che ci
affliggono. Liberaci dalla potenza delle tenebre affinché viviamo nella libertà
dei figli di Dio e nella gloria di Cristo Risorto. Amen.
martedì 5 novembre 2019
Era l'ultimo sabato di Aprile del 1001!
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| FOTO 1 |
L’origine
dell’Incoronata di Foggia si perde quasi nella notte dei tempi e sempre si è tramandata
con amore e costanza da generazione a generazione.
Pur
trattandosi di “un’antica e costante
tradizione”, le fonti letterarie che abbiamo in nostro possesso risalgono
appena al secolo XVII; le fonti archivistiche invece attestano la sua esistenza
già affermata e di una certa importanza fin dal 1140 con il diploma reale di Ruggero II del 24 Novembre di quell’ anno.
Tutti
gli autori pongono a fondamento di tutto sono posti i fatti straordinari che
sarebbero avvenuti nel bosco del Cervaro l’ultimo
sabato di Aprile del 1001, presso Foggia, con la concomitanza del
ritrovamento della prodigiosa immagine che da sempre richiama una grande
moltitudine di fedeli. La Beata Vergine Maria apparve all’alba dell’ultimo
sabato di aprile del 1001, su una grande quercia,
ad un signore che si trovava a caccia
nel bosco del fiume Cervaro e gli mostrò la Statua, chiedendo che venisse
posta in venerazione in un’apposita chiesa da costruire sul luogo dell’apparizione,
assicurando che sarebbe stata larga di grazia verso chiunque l’avesse pregata
davanti a quel Simulacro.
Sopraggiunse
un contadino, che la tradizione
chiama
Strazzacappa, appese ad un ramo della quercia la sua caldarella
trasformata, con un pò di olio, in rustica lampada. Fu costruita la prima
chiesa che l’affluenza numerosa di pellegrini e le tante grazie concesse per
l’intercessione della Madonna, fecero rapidamente cambiare in un tempio, con
annesso convento ed opere di carità.
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| FOTO 5 |
Monaci
bizantini detti comunemente basiliani, San Guglielmo da Vercelli con i suoi
monaci di Montevergine ed i Cistercensi si susseguirono nella cura pastorale
del Santuario dell’Incoronata dal secolo XI al secolo XVI.
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| FOTO 4 |
Nel
secolo XVII l’Incoronata divenne commenda cardinalizia finché all’inizio del
secolo XIX fu tolta alla giurisdizione dell’autorità ecclesiastica dal governo
napoleonico, che ne affidò la gestione ai laici: fu il periodo più brutto che
attraversò il Santuario fino ad un quasi completo abbandono,
facendo così
diminuire di molto l’affluenza dei pellegrini.
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| FOTO 2 |
Finalmente
nel 1939 l’Incoronata ritornò alla diocesi di Foggia nella persona del Vescovo,
monsignor Fortunato Farina, che nell'aprile del 1950 lo affidò ai Figli della
Divina Provvidenza, fondati da Don Luigi Orione: essi costruirono il nuovo
Santuario ed il grande complesso architettonico che lo circonda dando grande
sviluppo alla devozione alla Madonna, offrendo calorosa accoglienza ai
pellegrini che sono sempre più andati crescendo nel corso degli anni perché
hanno trovato piena disponibilità per i sacramenti della Riconciliazione e
della Comunione, per gli incontri spirituali, per le loro devozioni e per ogni
esigenza materiale e spirituale.
Il simulacro. Per quanto riguarda le immagini Beata Vergine Maria
venerata a Foggia si è tentato da anni di studiarne la storia e di raccoglierne
il più possibile nella diversa figurazione e provenienza: tutto è stato
raccolto nell'archivio dell’Incoronata. L’ iconografia dell’Incoronata è da
porre in relazione alle narrazioni che si sono tramandate nei vari paesi e alle
laudi popolari che ne rievocano il fatto. Nella collezione dell’archivio del
santuario predomina in senso assoluto, e maggiormente nelle immaginette più
antiche, la figura del boscaiolo o del misero bifolco che prega devotamente e
offre con generosità l’olio per allestire un’improvvisata lampada alla Madre
celeste che si è degnata di venire incontro ai suoi umili e perseguitati figli.
Sono stati tramandati cinque tipi d’immagini:
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| FOTO 3 |
- La quercia con la
statua poggiata sul fogliame, e ai piedi il contadino con i buoi (1);
- Immagini che
mostrano ai piedi della quercia il solo nobile cacciatore con i suoi cani (5);
- Immagini che
mostrano sia il nobile cacciatore che il contadino (4);
- Immagini che
raffigurano solo la Vergine (3);
- Immagini che
mostrano le “Due Madonne”, l’una accanto all'altra e che si rifanno alla
narrazione di Matteo Romano che racconta come la Vergine sarebbe apparsa
lasciando una Statua perché la venerassero e le costruissero una chiesa (2).
- Immagine
che mostra la Vergine sulla quercia e ai piedi l’Arcangelo Michele e S. Nicola
Vescovo di Myra (6).
I luoghi di culto.
Foggia,
Apricena, San Bartolomeo in Galdo, Serracapriola, Bagnoli del Trigno (2), Pietracupa,
S. Elena Sannita, Agnone, S. Polo Matese, Roccamandolfi, Toro, Capracotta,
Troia, Carovilli, Faifoli, Roccaspromonte, Lavello. Melfi, Canosa, Santa Croce
di Magliano, S. Agata di Puglia, Trani, Mattinata, Campobasso, … eccetera.
Maria dell'Incoronata o quanto sei
bella!
Alzo gli occhi al Cielo - vedo una
stella
Maria dell'Incoronata, quanto sei
bella
N'Angelu dal Cielo - a me è calato:
va a visitar Maria - l'Incoronata
Venenn erba erba - e erbicella
ammà venì a truvà - Maria la
Zingarella
Venenti da ogni parte chi muti e
struppiati
che li guarisce - Maria l'Incoronata
...
Maria gloriosa nostra - deh senti
questa voce
che s'appresiente a Te - Maria prega
per me!
lunedì 4 novembre 2019
Ero carcerato e siete venuti a trovarmi!
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| Aggiungi didascalia |
"Venite, benedetti del Padre mio
perché ero carcerato e siete venuti a trovarmi" (cfr. Mt 25)
Il 6 novembre la Chiesa ricorda S. Leonardo.
Leonardo nacque in Gallia da una
famiglia di nobili franchi nel castello di Vandôme, nel villaggio di Corroi
presso Orléans all'epoca dell'imperatore Anastasio I Dicoro. È lo stesso re
Clodoveo al quale i genitori di Leonardo sono stretti da vincoli d'amicizia a
fargli da padrino la notte di Natale del 496, quando Clodoveo, mantenendo la
promessa fatta alla consorte Clotilde prima della battaglia di Tolbiaco,
insieme alla sua corte abiurò i riti pagani, facendosi battezzare.
Della giovinezza di Leonardo non si
hanno molte notizie. Si sa solamente ch'egli giovanotto rifiutò di dedicarsi
alla carriera cavalleresca per seguire gli insegnamenti dell'allora arcivescovo
di Reims, Remigio che lo aveva tenuto a battesimo.
Il re dei Franchi Salii, Clodoveo,
gli diede il privilegio, concesso già a Remigio, di liberare i prigionieri che
avesse incontrato e ritenuto innocenti. E Leonardo sfruttò questa opportunità
liberando un gran numero di persone ridotte in condizioni miserevoli e prive di
libertà.
Per
le vicende che lo videro restituire la libertà a molti prigionieri, è
considerato il patrono dei carcerati, insieme ad altri santi come ad esempio S. Giuseppe Cafasso e la Beata Enrichetta Alfieri.
Ma come si può vivere l’invito di
Gesù?
Non
tutti possiamo andare in carcere a trovare i detenuti. E allora? C’è un modo per
superare l'ostacolo. Come? Assistere coloro che vivono la visita ai carcerati.
"Quando mai ti abbiamo
visto...in carcere e non ti abbiamo assistito?" (Cfr. Mt 25).
Chi
vuole vivere quest’opera di misericordia può sostenere le associazioni caritative che assistono i carcerati.
domenica 3 novembre 2019
Come Zaccheo!
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| S. Papulo Martire 3 novembre |
La Parola di Dio di questa prima domenica di novembre
è ricca di tante provocazioni e di profonde affermazioni.
Tu ami tutte le
cose che esistono e non provi disgusto per nessuna delle cose che hai creato;
tu correggi a poco a poco quelli che sbagliano e li ammonisci ricordando loro
in che cosa hanno peccato, perché, messa da parte ogni malizia, credano in te,
Signore.
Eppure,
Signore, l’uomo può provare disgusto di sé o di un altro uomo, e non crede che
messo da parte ogni male, possa essere tuo discepolo.
Riguardo alla
venuta del Signore nostro Gesù Cristo … fratelli, non lasciarvi troppo presto
confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche
lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già
presente.
Eppure, Signore, quando gente, ignorando questa
esortazione dell’Apostolo Paolo, si è allontana dalla fede cattolica, aderendo
a sette o gruppi religiosi fasulli. Bene diceva S. Girolamo sull’ignoranza
verso la S. Scrittura!
Eppure nulla è perduto. Zaccheo è l’esempio.
Zaccheo, piccolo, non solo di statura; malvagio – era capo dei pubblicani e ricco – ma
Signore, il tuo spirito incorruttibile è
in tutte le cose, ed era anche in lui, e lavorava, tanto che cercava di vedere chi era Gesù.
E per riuscire, vivere questo desiderio, sale su un
albero, quindi supera sé stesso, il suo limite, ed accoglie l’invito: scendi subito, perché oggi devo fermarmi a
casa tua.
Lui scese in
fretta, pieno di gioia, accoglie Gesù nella sua casa; ma la folla mormora:
è un peccatore. La folla non si
accorge del suo desiderio, vede solo il suo peccato.
Gesù invece vede anche il suo desiderio. Lo ammonisce,
ma nell’ammonirlo lo ama, Zaccheo, amato, accoglie la salvezza e non solo
ripaga il suo male, ma compie il bene.
Signore, in questo nostro cammino, verso il compimento
di noi stessi, ravviva in noi il desiderio di vederti, di accoglierti ogni
giorno, e la grazia di sentirci amati da te, per accoglie la salvezza - che sei
Tu - non solo per non fare il male, ma compiere in te e con te il bene! Amen.
I santi di questo giorno, come sempre, sono tanti!
Il grande e umile Martino di Porres. Una santa tra le madri: Silvia, madre di Gregorio Magno. Un santo il cui nome è tutto un progetto: Amico di Avellana. Infine tra i martiri della Tuscia: Valentino e Ilario di Viterbo.
sabato 2 novembre 2019
venerdì 1 novembre 2019
Decreto pontificio: la memoria facoltativa della Beata Maria Vergine di Loreto sia iscritta nel Calendario Romano il 10 dicembre
La
venerazione per la Santa Casa di Loreto è stata, fin dal Medioevo, l’origine di
quel peculiare santuario frequentato, ancora oggi, da numerosi fedeli
pellegrini per alimentare la propria fede nel Verbo di Dio fatto carne per noi.
Quel santuario ricorda il mistero dell’Incarnazione e spinge tutti coloro che
lo visitano a considerare la pienezza del tempo, quando Dio mandò il suo
Figlio, nato da donna, e a meditare sia le parole dell’Angelo nunziante
l’Evangelo, sia le parole della Vergine che rispose alla divina chiamata.
Adombrata di Spirito Santo, l’umile serva del Signore è divenuta casa della
divinità, immagine purissima della santa Chiesa.
Il menzionato santuario, strettamente
vincolato alla Sede Apostolica, lodato dai Sommi Pontefici e universalmente
conosciuto, ha saputo illustrare in modo eccellente, nel corso del tempo, non meno di Nazaret in Terra Santa, le
virtù evangeliche della Santa Famiglia. Nella Santa Casa, davanti all’effige
della Madre del Redentore e della Chiesa, Santi e Beati hanno risposto alla
propria vocazione, i malati hanno invocato consolazione nella sofferenza, il
popolo di Dio ha iniziato a lodare e a supplicare Santa Maria con le Litanie
lauretane, note in tutto il mondo. In modo particolare quanti viaggiano in
aereo hanno trovato in lei la celeste patrona.
Alla luce di tutto questo, il Sommo
Pontefice Francesco ha decretato con la sua autorità che la memoria facoltativa della Beata Maria Vergine di Loreto sia iscritta
nel Calendario Romano il 10 dicembre, giorno in cui vi è la festa a Loreto,
e celebrata ogni anno.
Tale celebrazione aiuterà tutti,
specialmente le famiglie, i giovani, i religiosi, a imitare le virtù della
perfetta discepola del Vangelo, la Vergine Madre che concependo il Capo della
Chiesa accolse anche noi con sé.
La nuova
memoria dovrà quindi apparire in tutti i Calendari e Libri liturgici per la
celebrazione della Messa e della Liturgia delle Ore; i relativi testi liturgici
sono allegati a questo decreto e le loro traduzioni, approvate dalle Conferenze
Episcopali, saranno pubblicate dopo la conferma di questo Dicastero. Nonostante
qualsiasi cosa in contrario.
Dalla sede della Congregazione per il Culto
Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 7 ottobre 2019, memoria della Beata
Maria Vergine del Rosario.
Roberto Card. Sarah
Prefetto
Prefetto
+Arthur Roche
Arcivescovo Segretario
Arcivescovo Segretario
mercoledì 30 ottobre 2019
900 anni: Gerardo La Porta e Potenza
San
Gerardo La Porta da Piacenza, vescovo di Potenza: novecento anni legano la città lucana
con il suo vescovo e patrono; difatti Gerardo fu vescovo della città dal 1111
al 1119.
Come mai da Piacenza a
Potenza? Forse alla volta dei luoghi santi, ma giunto a Potenza decise di
dedicarsi alla vita apostolica.
Il suo ardore fu tale
che, la sede episcopale vacante dal 1099, fu concessa a Gerardo: venne
consacrato vescovo ad Acerenza nel 1111. Resse la diocesi con tale fervore e
con fama di santità che il suo successore Manfredo ne scrisse una Vita, e a solo
un anno dalla morte, nel 1120, papa Callisto II lo proclamò santo a viva voce; immediatamente la popolazione
potentina iniziò a venerare il santo. Il santo vescovo è stato inserito nel Martirologio Romano in data 30 ottobre: A Potenza, san Gerardo, vescovo.
Le
sacre ossa di S. Gerardo riposano sotto l'altare a lui dedicato
nella Chiesa Cattedrale di Potenza. Il Santo viene onorato, in modo
particolare, il 30 ottobre, giorno
della sua morte, e il 30 maggio a ricordo della traslazione delle sue ossa,
fatta dal Vescovo Oberto nel 1250.
martedì 29 ottobre 2019
In solitudine e preghiera, la vergine Ermelinda del Brabante
Ermelinda nasce nel VI secolo a Lovenjoul nel Brabante (Belgio),
da nobili genitori legati alla stirpe dei Pipini: Ermeonoldo ed Armensinda.
Fin
da giovane si mise alla ricerca di solitudine
e silenzio, allontanandosi dalla vita agiata e ricca della sua famiglia,
votandosi alla verginità per il Regno di Dio. In questa ricerca si fermò presso
il villaggio di Beauvechain, dove nella preghiera notturna presso la chiesa
locale viveva il suo desiderio di solitudine e preghiera. Lotto contro due
pretendenti, fratelli e signori del luogo, che volevano rapirla in chiesa di
notte, ma avvertita dal suo angelo custode, fuggi e partì per Meldert, dove morì a 48 anni, nella
seconda metà del VI secolo, di cui è patrona. È commemorata il 29 ottobre, ma il suo nome non è
inserito nel Martirologio Romano.
* * *
Spirito
Santo, Spirito di silenzio,
Tu
che rimani l’ospite silenzioso della nostra anima, comunicaci il fervore del
Tuo silenzio.
Tu
che operi tanto efficacemente nell’intimo di noi stessi, senza scosse e senza
rumore, liberaci dall’agitazione superficiale e portaci a raggiungere il
silenzio della Tua azione in profondità.
Tu
che vuoi concentrare su Dio il nostro sguardo e la nostra attenzione, chiudi il
nostro cuore e le labbra alla dissipazione e riconduci l’anima, costantemente,
al centro della sua vita intima.
Tu
che fai udire le Tue ispirazioni mormorate sottovoce, aiutaci a non soffocarle
con troppe parole e pensieri umani, e fa regnare in noi il silenzio che Ti
ascolta.
Tu
che manifesti la Tua presenza con discrezione e ne doni il gusto soltanto alle
anime che sanno tacere, donaci il gusto di un silenzio interiore che ci riempia
del contatto con Te e ci dia un’altissima stima della Tua ineffabile vicinanza.
Tu
che vuoi aprirci alla contemplazione delle cose divine, insegnaci a meditarle e
a conservarle nel nostro spirito con un’attenzione silenziosa ma tanto più
penetrante. Spirito santo, degnati di creare in noi un a silo di pace e di
silenzio, affinché tutto il nostro essere diventi dimora di Dio. Amen.
(Preghiera delle Suore di N. S. del
Cenacolo)
martedì 22 ottobre 2019
San Giovanni Paolo II, prega per noi!
1978 l'anno dei 3 papi
San Paolo VI
Venerabile Giovanni Paolo I
San Giovanni Paolo II
San Paolo VI
Venerabile Giovanni Paolo I
San Giovanni Paolo II
Ecco la musica di quell'anno!
In quell'anno, 22 ottobre, un discorso pontificio indimenticabile.
venerdì 18 ottobre 2019
«Ecumenismo dei confessori e dei martiri»
L’occidente cristiano non conosce in larga scala la persecuzione anticristiana
ottomana, perché non ha subito la dominazione. Solo casi circoscritti di
martiri ad opera dei saraceni: Cordova, Otranto e Taormina.
L’oriente cristiano avendo subito la dominazione ottomana ha molti e
significativi santi martiri.
Tra
costoro Zlata tra i martiri bulgari
vittima della dominazione ottomana durata 5 secoli.
Zlata
è nata a Slatino, diocesi di Muglen. Bella d’aspetto e di cuore, ebbe una
esistenza con non poche prove e sofferenze. Tutto accadde in un giorno qualunque,
in gesto quotidiano, la raccolta della legna nel bosco, che la fede di Zlata mi
messa alla prova fino al martirio. Vista la sua bellezza un giovane turco sorprendendola
nel bosco, sola, la rapì, una fuitina,
diremmo noi, ma contro la volontà di Zlata. Matrimonio e conversione alla fede
maomettano le stavano stretti: si rifiutò. Alcune donne turche tentarono di
convincerla con ogni sorta di promessa, ma neppure le torture verso i suoi
familiari le fecero cambiare idea. Con l'aiuto di Dio Zlata sopportò ogni
tortura, e morì impiccata il 18 ottobre 1795. Il suo corpo fu disperso, per
nascondere il misfatto. La festa è celebrata presso la Chiesa Ortodossa
Bulgara.
«San Nicola fa parte dell’ampia
schiera di cristiani perseguitati, che comprende anche» molti fedeli dell’epoca
odierna. «Oggi tutte le Chiese hanno i loro confessori e i loro martiri. I
cristiani non sono perseguitati perché appartenenti a una specifica
confessione, ma perché cristiani».
È il tema sempre attuale dell’«ecumenismo
dei confessori e dei martiri».
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