sabato 25 febbraio 2017

San Ciriaco di Roma

 




S. Ciriaco D. M.
compatrono di Filetto (SA)
Tra i santuari dell'Orbe italico uno è dedicato al Santo diacono e martire di Roma, in Irpinia, a Torre Le Nocelle (AV).
 
Qui il culto ebbe inizio con l'arrivo di alcune reliquie nel 1635 (data sospetta, visto che siamo in piena epoca di corpi santi.... ma Dio solo sa di chi sono quelle sacre ossa ... per noi sono di San Ciriaco di Roma!).
 
Per certo sappiamo che le reliquie del Martire sono presenti a Roma e la sacra testa è nella Chiesa di S. Maria in Via Lata, luogo da dove arrivarono nel XVII - per dare vigore al culto - a Torre Le Nocelle (AV).


 

In questa località irpina è anche conservato il sangue del Martire e il miracolo della liquefazione avviene puntualmente



S. Ciriaco D.M.
patrono di Torre Le Nocelle (SA)

Il culto è presente in varie parti dell'Europa, grazie anche alla traslazione di alcune reliquie a Neuhausen (Germania).


Chi è S. Ciriaco?

S. Ciriaco fu Diacono illustre della Chiesa di Roma con i Papi Marcellino e Marcello (296-309). In quei tempi il Diacono aveva molta parte nella Chiesa: predicazione, amministrazione dei santi sacramenti, aiuto ai poveri e agli ammalati. Perciò Ciriaco come Diacono operò numerose conversioni alla fede cattolica e guarì molti infermi; egli a Roma era conosciuto da tutti per il suo zelo, per la sua carità e per il suo amore al servizio dei bisognosi, tutto facendo per amore di Gesù Cristo.

Noi qui vogliamo ricordare tre fatti della sua vita a Roma. Quando Diocleziano costruì le terme a Roma, Ciriaco era uno dei cristiani che l'imperatore costrinse ai lavori. Ciriaco nei lavori ed in carcere si distinse per la sua carità ed il servizio. Poi, essendo Artemia, figlia di Diocleziano, ammalata e l'imperatore avendo saputo che solo Ciriaco potesse guarirla, lo fece liberare dal carcere e dai lavori e lo pregò di guarirgli la figlia. Ciriaco, commosso, guarì Artemia e ne cacciò il demonio che la affliggeva. In seguito a questo fatto Artemia volle il Santo Battesimo e Diocleziano donò al Diacono Ciriaco una casa a Roma. Anche la famiglia del re persiano Sapore aveva lo stesso male e Diocleziano con la moglie Serena, avendone avuta richiesta da Sapore, inviarono Ciriaco in Persia dove operò la guarigione di Giobbia, liberandola dal demonio. Essa stessa, il padre Sapore e molti persiani si fecero battezzare. Sapore voleva regalare a Ciriaco molte ricchezze ma il Diacono non accettò e fece ritorno a Roma dopo 45 giorni di digiuno. Due anni dopo questo fatto Diocleziano morì e Massimiano, geloso e adirato per la conversione della sorella Artemia, fece togliere la casa a Ciriaco e lo fece incarcerare. Il pretore Carpazio non riuscì a far cedere nell'idolatria Ciriaco e i suoi compagni e dopo averlo legato sul cavalletto torturatore e versato pece bollente sul corpo lo fece decapitate insieme a Largo, Smaragdo ed altri compagni. (FONTE)
 



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È patrono della città di Ciriè (TO), di Torre Le Nocelle (AV), ed compatrono di Filetto (SA).

Il culto a Ciriè ha una curiosità: perché qui lo si era anche definito appartenente alla legione tebea, ma questa definizione non trova nessun riscontro locale.







San Seriè, in dialetto piemontese, da cui la toponomastica, è venerato con una sagra agostana.
















PREGHIERA

O glorioso S. Ciriaco, voi che dal Pontefice
S. Marcellino per il vostro zelo foste elevato
alla dignità di Diacono della Chiesa Romana
e che sopportaste con santa intrepidezza
gli slogamenti delle membra,
i laceramenti della carne,
la pece bollente, e la morte stessa, volgete il
vostro sguardo verso di noi,

ed otteneteci la grazia
di  mantenerci sempre immobili nella nostra fede
malgrado tutte le tentazioni del demonio

e di vivere così conformi
al nostro Divino modello da meritarci
una beata eternità.

Sì, o Martire insigne,
oggi la Chiesa vi glorifica
fate sentire anche a noi la potenza del vostro braccio
anche a noi mostrate la misericordia divina.
Cosi sia.

Gloria.

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