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venerdì 16 ottobre 2015
giovedì 15 ottobre 2015
Altri FILM ...
un film su San Pio X
un film su San Francesco di Paola
un film su Lourdes (1943)
un film su Bernadette e Lourdes
Ave Mater Dei!
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Parrocchia San Giovanni alla Bicocca Milano |
Preghiera alla Madonna di Oropa
O Madre di Dio e Madre nostra Maria,
che hai scelto la Conca di Oropa
per collocarvi la tua prodigiosa immagine,
strumento della Divina Misericordia
per i molti che ti invocano:
continua la tua materna assistenza a favore di noi,
del popolo cristiano e dell’umanità tutta.
Sostienici
perché la nostra testimonianza
dilati il Regno di Dio,
nella Chiesa, nella famiglia,
nella scuola nella società.
Conforta i giusti nel divino servizio,
conduci a penitenza i peccatori,
ottieni consolazione agli afflitti e salute agli infermi.
La tua materna bontà avvalori la nostra preghiera
per coloro che ci hanno preceduto nella via dell’eternità .
E noi continueremo ad amarti, invocarti e benedirti.
O Regina potente e pietosa del Sacro Monte di Oropa.
Ave Maria…
Regina del Monte di Oropa, prega per noi.
che hai scelto la Conca di Oropa
per collocarvi la tua prodigiosa immagine,
strumento della Divina Misericordia
per i molti che ti invocano:
continua la tua materna assistenza a favore di noi,
del popolo cristiano e dell’umanità tutta.
Sostienici
perché la nostra testimonianza
dilati il Regno di Dio,
nella Chiesa, nella famiglia,
nella scuola nella società.
Conforta i giusti nel divino servizio,
conduci a penitenza i peccatori,
ottieni consolazione agli afflitti e salute agli infermi.
La tua materna bontà avvalori la nostra preghiera
per coloro che ci hanno preceduto nella via dell’eternità .
E noi continueremo ad amarti, invocarti e benedirti.
O Regina potente e pietosa del Sacro Monte di Oropa.
Ave Maria…
Regina del Monte di Oropa, prega per noi.
"Muoio figlia della Chiesa"
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(icona Carmelo di Firenze) |
Santa Teresa d'Avila (1515 - 2015)
1 - Speranza mia, Padre mio, mio Creatore, mio vero Signore e Fratello, quando penso a quello che Voi dite, cioè, che le vostre delizie sono nell'abitare con i figliuoli degli uomini, la mia anima s'inonda di gioia. Signore del cielo e della terra, ov'è il peccatore che dopo tali parole possa ancora disperare? Forse, Signore, che non avete altri con cui deliziarvi per venir da un verme così ributtante come son io? Quando vostro Fi...glio fu battezzato, si udì che Voi vi compiacevate in Lui. Gli siamo forse uguali Signore?
Oh, immensa misericordia! Oh, favore infinitamente superiore ai nostri meriti! E noi, mortali, ce ne scorderemo? - Signore, voi che conoscete ogni cosa, pensate alla nostra debolezza e non dimenticatevi della nostra immensa miseria!
1 - Speranza mia, Padre mio, mio Creatore, mio vero Signore e Fratello, quando penso a quello che Voi dite, cioè, che le vostre delizie sono nell'abitare con i figliuoli degli uomini, la mia anima s'inonda di gioia. Signore del cielo e della terra, ov'è il peccatore che dopo tali parole possa ancora disperare? Forse, Signore, che non avete altri con cui deliziarvi per venir da un verme così ributtante come son io? Quando vostro Fi...glio fu battezzato, si udì che Voi vi compiacevate in Lui. Gli siamo forse uguali Signore?
Oh, immensa misericordia! Oh, favore infinitamente superiore ai nostri meriti! E noi, mortali, ce ne scorderemo? - Signore, voi che conoscete ogni cosa, pensate alla nostra debolezza e non dimenticatevi della nostra immensa miseria!
2 - Considera, anima mia, con che gioia ed amore il Padre riconosce suo Figlio e il Figlio suo Padre; contempla l'ardore con cui lo Spirito Santo si unisce ad Essi, e come nessuno dei Tre possa separarsi da tanto amore e conoscenza, formando essi una cosa sola: si conoscono, si amano e si compiacciono a vicenda. Ora, che bisogno v'è del mio amore? Perché lo volete, o mio Dio? Che ci guadagnate con esso? - Oh, siate per sempre benedetto, mio Dio! Tutte le creature vi lodino, e con lodi senza fine, come senza fine siete Voi!
3 - Rallégrati, anima mia, per esserci chi ama il tuo Dio come merita; rallegrati per esserci chi conosce la sua bontà e potenza, e ringrazialo per aver Egli inviato sulla terra il suo unico Figliuolo che così bene lo conosce, con la protezione del Quale puoi avvicinarti al tuo Dio e pregarlo. Se Egli trova in te le sue delizie, non permettere che le cose della terra t'impediscano di trovare il Lui le tue e di rallegrarti delle sue grandezze. Giacché tanto merita di essere amato e lodato, pregalo che ti dia di contribuire almeno un poco nel far celebrare il suo nome, onde tu possa dire con verità: La mia anima loda ed esalta il Signore.
[SANTA TERESA D'AVILA,
Opere, Esclamazioni dell'anima a Dio,
Postulazione Generale O. C. D., Roma, 1981]
3 - Rallégrati, anima mia, per esserci chi ama il tuo Dio come merita; rallegrati per esserci chi conosce la sua bontà e potenza, e ringrazialo per aver Egli inviato sulla terra il suo unico Figliuolo che così bene lo conosce, con la protezione del Quale puoi avvicinarti al tuo Dio e pregarlo. Se Egli trova in te le sue delizie, non permettere che le cose della terra t'impediscano di trovare il Lui le tue e di rallegrarti delle sue grandezze. Giacché tanto merita di essere amato e lodato, pregalo che ti dia di contribuire almeno un poco nel far celebrare il suo nome, onde tu possa dire con verità: La mia anima loda ed esalta il Signore.
[SANTA TERESA D'AVILA,
Opere, Esclamazioni dell'anima a Dio,
Postulazione Generale O. C. D., Roma, 1981]
lunedì 12 ottobre 2015
Due interessanti FILM ...
Due eventi storici che certamente la TV non farà mai vedere.
... dopo i fatti del sacco di Roma all'epoca del goto Alarico (410 d.C.)
... la guerra di Vienna, l'Islam e il Beato Marco d'Aviano (1683)
Sant'Edvige regina, prega per noi!
Martirologio Romano, 16 ottobre: Santa Edvige, religiosa, che, di origine bavarese e duchessa di Polonia, si dedicò assiduamente nell’assistenza ai poveri, fondando per loro degli ospizi, e, dopo la morte del marito, il duca Enrico, trascorse operosamente i restanti anni della sua vita nel monastero delle monache Cistercensi da lei stessa fondato e di cui era badessa sua figlia Gertrude. Morì a Trebnitz in Polonia il 15 ottobre.
(15 ottobre: Nel monastero di Trebnitz nella Slesia, in Polonia, anniversario della morte di santa Edvige, religiosa, la cui memoria si celebra domani).
La Chiesa di Milano, ricorda la memoria in data odierna a causa della memoria secondo il Proprio diocesano del Beato Contardo Ferrini, celebrata il 16 ottobre.
«Il 16 ottobre 1978, memoria liturgica della santa Edvige di Slesia, durante il Conclave, dopo la mia elezione, il Primate del Millennio mi ha detto: "Ora devi condurre la Chiesa nel Terzo Millennio". E per questo motivo, miei cari sono venuto in Polonia. Sono venuto al Congresso Eucaristico di Wroclaw. Sono venuto per andare a Gniezno alle celebrazioni del Millennio di sant'Adalberto. Sono venuto per chiedere su questi itinerari millenari la grazia di poter compiere quella missione che forse la Divina Provvidenza mi ha affidato nelle parole del grande Primate del Millennio. Ma, cari miei, gli anni passano e voi dovete supplicare Dio in ginocchio affinché io possa riuscirci».
(San Giovanni Paolo II, Omelia nella spianata di Gorzow 2 giugno 1997)
domenica 11 ottobre 2015
XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
In
questa domenica l’esempio proposto per accogliere
il Regno di Dio, dopo il bambino, è il
povero.
«Quanto è difficile, per quelli che
possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!»
Gesù ci vuole tutti poveri? Ma in
che senso?
Se uno si è guadagnato con giustizia e onesta la sua
ricchezza non entrerà nel Regno di Dio?
Ma cos’è il Regno di Dio?
Cosa vuol dire essere povero?
L’evangelista
Matteo nell’elenco delle
Beatitudini ci ricorda:
«Beati i poveri in spirito, perché
di essi è il regno dei cieli.
(Mt 5,3)
Si
può dire che c'è una povertà materiale e una povertà spirituale, due volti della stessa virtù evangelica.
Diceva
Papa Francesco (22\3\2013):
Come sapete, ci sono vari motivi
per cui ho scelto il mio nome pensando a Francesco di Assisi, una personalità
che è ben nota al di là dei confini dell’Italia e dell’Europa e anche tra coloro
che non professano la fede cattolica. Uno dei primi è l’amore che Francesco
aveva per i poveri. Quanti poveri ci
sono ancora nel mondo! E quanta sofferenza incontrano queste persone! Sull’esempio
di Francesco d’Assisi, la Chiesa ha
sempre cercato di avere cura, di custodire, in ogni angolo della Terra, chi
soffre per l’indigenza e penso che in molti dei vostri Paesi possiate
constatare la generosa opera di quei cristiani che si adoperano per aiutare i
malati, gli orfani, i senzatetto e tutti coloro che sono emarginati, e che così
lavorano per edificare società più umane e più giuste.
Ma c’è anche un’altra povertà! È la povertà spirituale dei nostri giorni,
che riguarda gravemente anche i Paesi considerati più ricchi. È quanto il mio Predecessore, il caro e
venerato Benedetto XVI, chiama la “dittatura del relativismo”, che lascia
ognuno come misura di se stesso e mette in pericolo la convivenza tra gli
uomini. E così giungo ad una seconda ragione del mio nome. Francesco
d’Assisi ci dice: lavorate per edificare la pace! Ma non vi è vera pace senza
verità! Non vi può essere pace vera se ciascuno è la misura di se stesso, se
ciascuno può rivendicare sempre e solo il proprio diritto, senza curarsi allo
stesso tempo del bene degli altri, di tutti, a partire dalla natura che
accomuna ogni essere umano su questa terra.
Ma
ritorniamo al Vangelo odierno
che cosa devo fare per avere in
eredità la vita eterna?
Eredità e vita eterna.
Noi
sappiamo che gli eredi sono i famigliari.
Per
ereditare da Cristo, per essere dei
suoi, bisogna appartenere a lui e non alle cose.
La
povertà allora è una libertà dal possedere,
che frena la dimensione dell’ego umano,
che è egoismo, egocentrismo, ecc.. per dare la possibilità di essere svuotati, a mani vuote per sapere accogliere l’eredità:
la salvezza di Cristo.
Ma
questo ci fa pensare ad una prospettiva
solo escatologica, della pienezza dei tempi, o come diciamo noi
banalizzando e semplificando, alla fine del mondo.
Ma
la salvezza, il desiderio salvifico del
Padre in Cristo è già ora, nasce dal saper donare, dal saper amare, dal
saper vivere nella sapienza divina la vita che ci è donata.
Solo
così si capisce la frase:
venne in me lo spirito di sapienza.
La preferii a scettri e a troni, stimai un nulla la ricchezza al suo confronto,
non la paragonai neppure a una gemma inestimabile, perché tutto l’oro al suo confronto è come un
po’ di sabbia e come fango sarà valutato
di fronte a lei l’argento. L’ho amata
più della salute e della bellezza, ho
preferito avere lei piuttosto che la luce, perché lo splendore che viene da lei non tramonta.
Oppure:
«Una cosa sola ti manca: va’, vendi
quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni!
Seguimi!».
La povertà allora è buon uso dei
beni, libertà dalla
cupidigia, essere a mani vuote per accogliere l’altro e per accoglie il dono di
Dio. Per accogliere tutto quello che Dio permette che si compia, perché in Lui tutto ha un significato di vita eterna.
La povertà è lasciarsi condurre, è credere che esiste una Provvidenza Divina, che
Dio è un Buon Pastore, e che la buona notizia del Vangelo è capace, se è
vissuta, di creare giustizia, equità, di dare ad ognuno il suo, perché
non c’è nessuno che abbia lasciato
casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per
causa del Vangelo, che non riceva già ora, in questo tempo, cento volte tanto
in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e
la vita eterna nel tempo che verrà.
Ma io sono in cammino in questa
prospettiva di povertà che il Vangelo mi propone?
Mi adopero perché sia lo stile
della nuova umanità che è nata dalla Pasqua di Gesù?
Amen
venerdì 9 ottobre 2015
Venerdì della XXVII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
![]() |
| San Dionigi V. M. (questa foto molto presente nel web è mia opera prima e dopo l'elaborazione su pianeta) |
Gesù
e il demonio.
La
lotta è in azione e noi siamo il campo di battaglia. Il nostro cuore è il ring.
Noi sappiamo che Gesù sarà il vincitore alla fine, al compimento del Regno.
Ma
noi saremo vincitori con Lui?
È
certezza che Gesù vincerà e noi saremo vittoriosi con Lui?
Si
lo saremo se ci faremo vincere da Lui, dalla sua Grazia, dal suo desiderio di
Salvezza.
Il
profeta Gioèle ci dice di essere vigilanti per il giorno del compimento del
Regno.
Una
certezza ci viene dall’antifona del Vangelo:
Ora il principe di questo mondo sarà
gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me.
Gesù
vincerà! In attesa della vittoria facciamo attirare da Gesù crocifisso e
risorto, facciamo vincere dalla sua Pasqua.
L’esempio
del Santo Martire Dionigi è entusiasmante!
Secondo
la Legenda Aurea di Jacopo da
Varagine, Dionigi è convertito da Paolo ad Atene, nel suo viaggio verso Roma,
passa dalla città greca di Kroton, dove da inizio alla sede episcopale di
Crotone, e poi è inviato dal papa ad evangelizzare le Gallie: qui predica la
buona notizia del Vangelo.
Conclude
la sua vita con il martirio, ma la sua morte è una vittoria, infatti da
decapitato cammino con la sua testa tra le mano. Sulla sua tomba fu poi
edificata la santa Genoveffa di Parigi la basilica di Montmartre, cioè l’abbazia
di San Denis, luogo dell’adorazione eucaristica perpetua nella capitale
francese.
Concludo
con una curiosità. In un tempo di gusto per i nomi stranieri chi chiama la
figlia Denis, non sa che in realtà è un nome maschile e in italiano suona come
Dionigi o Dionisio.
Il
Signore per l’intercessione del vescovo San Dionigi ci conceda di essere
vittoriosi nella sua vittoria.
Amen.
giovedì 8 ottobre 2015
San Felice, chi?
Commentando l'articolo
VENERATO DA
SECOLI,… ESALTANO LA «SAPIENZA», «LA FEDE» ED IL «MARTIRIO».
Il libro non dice la Sapienza del Santo, semmai
che è testimone della Parola, del Verbo fatto carne, ed è annunciatore in
parole ed opere del Signore Gesù, la Sapienza Eterna incarnata .
MA CHI È STATO «SAN FELICE»? ….. SAN BASILIO M. (PLACANICA).
Quanto scritto è sensato, ma la domanda si pone:
chi veramente porto la reliquia? Esistono documenti? Si può supporre che siano
ossa di un martire Felice, semplicemente e non attribuibile a nessun martire
del Martirologio e dei Sinassari?
Per secoli chi hanno venerato in quel mezzobusto?
Anche a Montauro esiste un mezzobusto di S. Alessandro, ma chi è? Un martire,
semplicemente un martire non identificabile. Oppure come per le reliquie di San
Vittore venerate a Davoli, quelle ossa arrivarono da Roma. Quindi un
sconosciuto testimone della fede nella Roma dei primi quattro secoli?
DA TEMPO
ANTICHISSIMO, A MONTEPAONE ED A GASPERINA, SONO VENERATI S. FELICE E S.
INNOCENZO, IDENTICI I MOTIVI ICONOGRAFICI, EGUALE – NEL PETTO – LA CUSTODIA
DELLE LORO «RELIQUIE», COMUNE LA LORO STORIA.
Questo stile iconografico non può essere preso
come criterio agiografico, se no bisognerebbe accumunare a loro i succitato S.
Alessandro venerato a Montauro e il San Giusto, patrono di Palermiti.
LA NOSTRA
PERSONALE CONVINZIONE, PIÙ CHE IPOTESI, … SANTO BASILIO SCAMARDÌ.
Che la Calabria abbia un
presenza di culti orientali è certo, come la Puglia, la Sicilia, eccetera. Però
questa sovrapposizione di identità per omonimia è azzardata. Difatti il santo Martire
patrono di Gasperina, risulta un diacono dall’iconografia, detto compagno di
martirio di papa Sisto a Roma.
Per di più i santi citati
come martiri orientali sono anche inseriti nel Martirologio Romano (Ed. 2001)
il 17 giugno con il seguente testo: A
Pojani in Macedonia, nell’odierna Albania, santi Isauro, Innocenzo, Felice,
Ermia, Pellegrino e Basilio, martiri.
Come poter dire che il
diacono di Gasperina, sia il compagno di martirio del “milite” di Montepaone?
Supposizioni azzardate,
fantasia che nasce dall’omonimia.
Credo che la soluzione sia nel capire da dove vengono
le reliquie, chi si è venerato fino ad oggi in quel simulacro. Forse è uno di
quel gruppo di martiri macedoni, forse, ma non perché vicino c’è un omonimo di
nome Innocenzo, ma perché così lo si venerava da secoli, che le sue reliquie
veramente vengono dall’Oriente, non per supposizione vengano dall’est
cristiano, e non in epoca recente (1600
in poi) da Roma.
Concludo con un aneddoto popolare che mi raccontava
mio nonno. Mi diceva che alcuni santi venerati nella costa ionica era fratelli
– e me ne faceva i nomi – solo dopo crescendo ho capito che quel racconto
popolare aveva la sua scintilla di storicità nel fatto che a Isca sullo Jonio
si venerava San Marziale, uno dei sette figli di Felicita, matrona e martire
romana, per cui l’aneddoto popolare era un falso storico, una rilettura della
realtà attraverso ciò che si sapeva su San Marziale.
mercoledì 7 ottobre 2015
Nuovi Decreti: 5 Beati e 7 Venerabili
-
il martirio dei Servi di Dio Valentino Palencia Marquina, Sacerdote
diocesano, e 4 Compagni, uccisi in odio alla Fede il 15 gennaio 1937 nei pressi
di Suances (Spagna);
-
le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni Folci, Sacerdote diocesano e
Fondatore dell’Opera del Divin Prigioniero; nato il 24 febbraio 1890 a Cagno
(Italia) e morto a Valle Colorina (Italia) il 31 marzo 1963;
- le virtù eroiche del Servo di Dio Francesco Blachnicki, Sacerdote diocesano; nato a Rybnik (Polonia)
il 24 marzo 1921 e morto a Carlsberg (Germania) il 27 febbraio 1987;
- -le virtù eroiche del Servo di Dio Giuseppe Rivera Ramírez, Sacerdote diocesano; nato a Toledo
(Spagna) il 17 dicembre 1925 ed ivi morto il 25 marzo 1991;
- le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni Emanuele Martín del Campo, Sacerdote diocesano; nato a
Lagos de Moreno (Messico) il 14 dicembre 1917 e morto a Jalapa (Messico) il 13
agosto 1996;
- le virtù eroiche del Servo di Dio Antonio Filomeno Maria Losito, Sacerdote professo della
Congregazione del Santissimo Redentore; nato a Canosa di Puglia (Italia) il 16
dicembre 1838 e morto a Pagani (Italia) il 18 luglio 1917;
- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Benedetta Giuseppa Frey (al secolo: Ersilia Penelope), Monaca
professa dell’Ordine Cistercense; nata a Roma il 6 marzo 1836 e morta a Viterbo
(Italia) il 10 maggio 1913;
- le virtù eroiche della Serva di Dio Anna Chrzanowska, Laica, Oblata delle Orsoline di San Benedetto;
nata a Varsavia (Polonia) il 7 ottobre 1902 e morta a Cracovia il 29 aprile
1973.
domenica 4 ottobre 2015
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)
Il Signore Dio plasmò dal suolo ogni
sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse
all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse
chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così
l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti
gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse.
Ma
all’uomo non basta possedere, l’uomo
ha bisogno di corrispondenza.
Un
esempio nella relazione con il divino.
L’uomo pagano possiede il divino in un idolo, ma il suo vero senso religioso ha
la sua risposta nella corrispondenza con un Dio che si fa uomo per appagare la
sete di divino e di eterno che è nell’uomo.
Gli presentavano dei bambini … e
disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è
come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non
accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso».
Il
bambino, il piccolo, il povero è nella Sacra Scrittura il modo per accogliere la corrispondenza di Dio.
È la relazione di amore
materna-paterna di Dio, con cui il
Signore si avvicina alla creatura per elevarla al disegno del Creatore.
Ma dall’inizio della creazione …
C’è un sogno di Dio che va rispristinato, che va riportato nel suo
compimento. Cristo, il Dio vicino, è venuto a dare la misura della sua
realizzazione. È venuto a dare pienezza.
Per questo l’uomo lascerà suo padre e
sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non
sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha
congiunto.
Il
tema del matrimonio entra con forza in questa domenica. Nei prossimi giorni
vivremo il Sinodo della Famiglia, lasciamo a quel tempo la riflessione sulle
questioni serie e dolorose sul tema, e noi chiediamoci:
Quando
un uomo e una donna si sposano sognano di divorziare?
Certo
che no!
Eppure
oggi la paura del definitivo è presente. Se no non sarebbero tante coppie di
credenti - che potendo celebrare il matrimonio nella fede - decidono di
convivere.
È
la paura che nasce dal fatto che tutto dipende da te… e Dio?
Eppure Dio ti propone l’eternità come
misura!
«Beati
piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!». (Lc 11,28)
Il Signore ci invita a accogliere la sapienza che
sgorga dalla sua parola, perché ogni suo insegnamento è saggio e conduce l’uomo
al vero bene e al bello.
C’è
quindi una parola divina sul matrimonio che è salda così come è forte e
inscindibile l’alleanza tra Dio e il suo popolo.
La
novità cristiana sul matrimonio è sorprendente.
Gesù
non solo definisce che è frutto della durezza di cuore la possibilità mosaica
di divorzio dell’uomo dalla donna, ma pone una luce nuova che la donna può
ripudiare l’uomo!
«Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio
verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette
adulterio».
Quando
si incolpa il Cristianesimo di maschilismo è evidente che non lo si conosce:
c’è un’ignoranza evidente nella conoscenza dell’insegnamento di Gesù Cristo.
Il
problema vero è che ci sono cristiani che hanno portato nel Cristianesimo la
loro cultura non cristianizzata confondendo la norma (la tradizione – la
cultura) con la legge divina.
La
radicalità di Gesù sul matrimonio nasce dalla stessa radicalità di Gesù nel
vivere la volontà del Padre: il suo sì è fino alla morte.
“Quel Gesù, che fu fatto di poco inferiore agli angeli, lo vediamo
coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per
la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti”.
Il
matrimonio è via per la santificazione dell’uomo e della donna, cioè è la strada più comune per
vivere la pienezza del Vangelo.
S. Francesco d’Assisi spiega: "O sposi, non vi dico:
amatevi reciprocamente di amore naturale, perché di ciò sono capaci anche le
tortorelle; né vi dico: amatevi di un amore umano, perché anche i pagani hanno
praticato questo amore. Ma vi dico, secondo il grande Apostolo (Paolo): mariti
amate le vostre mogli come Gesù ama la Chiesa. Mogli, amate i vostri mariti,
come la Chiesa ama il suo Salvatore".
Solo un cristianesimo capace di amare come
Cristo, è un cristianesimo che si è liberato della durezza del cuore, e è
proiettato nella misura di Dio.
Colui che santifica e coloro
che sono santificati provengono tutti da una stessa origine; per questo non si
vergogna di chiamarli fratelli.
Perché l’amore del Cristo ci possiede
Amen.
martedì 22 settembre 2015
Santi Maurizio e compagni martiri
S. Innocenzo Martire della Legione Tebea,
compagno di San Maurizio (22 settembre),
patrono di Grassano (MT)
O glorioso san Maurizio, che, deliziandovi di conversare col santo vescovo di Gerusalemme, vi deliziaste più ancor degli elogi ch’egli vi fece del Cristianesimo, per cui lo abbracciaste senza ritardo, o con la saviezza dei vostri discorsi e con la santità dei vostri costumi animaste tutti i soldati da voi dipendenti ad imitare il vostro esempio, così nel professar senza indugio la Religione Cristiana, come nell'adempierne con esattezza tutti i doveri, impetrate a noi tutti la grazia di non conversare giammai se non con chi può farci migliori, e di procurare con ogni sforzo l’edificazione e la salute di tutti i nostri fratelli.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.
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