mercoledì 6 luglio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




Santuario gorettiano di Corinaldo (AN)


6 luglio
SANTA MARIA GORETTI
vergine e martire

Maria, nata a Corinaldo (Ancona) nel 1890, emigrò con la famiglia a Ferriere di Conca (Latina) dove ancora dodicenne, vittima di una crudele aggressione, preferì morire piuttosto che perdere la sua purezza (Nettuno, Roma, 6 luglio 1902). Fu canonizzata da Pio XII nel 1950, presente il suo aggressore al quale prima di spirare aveva perdonato.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)




Il Battistero di Corinaldo (AN)

Martirologio Romano, 6 luglio: Santa Maria Goretti, vergine e martire, che trascorse una difficile fanciullezza, aiutando la madre nelle faccende domestiche; assidua nella preghiera, a dodici anni, per difendere la sua castità da un aggressore, fu uccisa a colpi di pugnale vicino a Nettuno nel Lazio.



Le sacre reliquie a Nettuno (LT)



la sacra reliquia di Corinaldo (AN)

martedì 5 luglio 2011

MARTIR MIRIFICUS AMBROSIUS - Parte 2





Cattedrale di Ferentino



IL MARTIRE AMBROGIO

Chi è martire Ambrogio centurione romano? È il patrono di Ferentino. Ligure di nascita, mentre era a Milano, conobbe il preside Publio Daciano, che lo iscrisse alla milizia e lo proclamò centurione della cavalleria. Giunto con l'esercito a Ferentino, per ordine di Diocleziano, Daciano cominciò una feroce persecuzione contro la comunità cristiana della città; ma grande fu il turbamento del Preside quando scoprì che Ambrogio il suo fidato centurione, era anche lui cristiano. Daciano tentò dapprima di convincerlo ad abiurare, ma quando si accorse dell'inutilità dei tentativi, sottopose Ambrogio ad un processo. Nessuna violenza piegò la fede del Centurione, che preferì morire piuttosto che tradire Cristo. Il martirio avvenne il 16 agosto dell'anno 304, nella località del Monticchio.
Il corpo del martire Ambrogio fu abbandonato dai carnefici, ma nottetempo i cristiani della comunità ferentinate lo recuperarono e gli diedero degna sepoltura. Il sepolcro di Ambrogio fu segretamente custodito fino alla pacificazione religiosa del 313, quando con l'editto di ;Milano Costantino concesse la libertà di culto al cristiani.

La memoria del martirio di Ambrogio, rimasta viva tra i ferentinati. Finalmente poté essere celebrata in piena libertà. Fu recuperato il corpo di Ambrogio e trasportato, come attesta la tradizione, nella chiesa di S. Agata dove rimase per alcuni secoli; fino a quando le scorrerie saracene non misero in pericolo la sicurezza del luogo. Per proteggere le reliquie del Santo, i ferentinati le trasportarono nella chiesa di S. Maria Maggiore, da dove nel 1108 furono prelevate per essere collocate in un tempio più degno: la nuova cattedrale, edificata sull'acropoli dal vescovo Agostino (1106-1113).
Le venerate spoglie furono riposte nella splendida cappella intitolata al martire Ambrogio, sita nella navata destra. La cappella fu abbellita da fregi cosmateschi ed era pavimentata con lastre di marmo. Un'elegante balaustra marmorea, opera di Paolo. marmorario romano, indicava con una sinuosa scrittura onciale il carattere sacro del luogo:

MARTIR MIRIFICUS IACET HIC AMBROSIUS INTUS
(qui dentro giace il mirabile martire Ambrogio)

L'iscrizione continua fornendo altre indicazioni. Il pontefice, sotto il quale avvenne la traslazione delle ossa di S. Ambrogio, fu Pasquale II (1099-1118), essendo vescovo (pastor pius) della chiesa ferentinate Agostino; la prima inventio (ritrovamento) delle ossa del Martire era avvenuta al tempo di Pasquale I (817-824). così come testimoniava l'atitentica conservata nell'urna funeraria, che l'altare gelosamente racchiudeva.
La cura della cappella di S. Ambrogio fu affidata, sicuramente dal XIII secolo, alla più antica confraternita ferentinate, quella dello Spirito Santo.
La comunità cristiana di Ferentino ab immemorabili riconobbe in S. Ambrogio il suo protettore. Come ci testimonia la tradizione il santo Patrono nell'829 salvò con un prodigio (tramutò migliaia di lumache in un esercito di armati) la città dalle scorribande dei saraceni; intervenne a scongiurare la distruzione di Ferentino al tempo di Enrico VI di Svevia (XII sec.), figlio di Federico Barbarossa; sostenne la resistenza che i ferentinati opposero ai fratelli Giovanni e Vello Caetani, conti di Fondi, che intendevano impadronirsi della città (XIV sec.); infine scampò Ferentino dal pericolo dei terremoti, che nel XVIII secolo si verificarono nel territorio.
La devozione a S. Ambrogio fu testimoniata non solo dall'edificazione della cappella a lui intitolata nella cattedrale, ma anche dall'intitolazione in S. Lucia, una delle chiese più antiche di Ferentino (XI sec.), di un altare al Martire. Quest'ultima cappella era affrescata con l'immagine del titolare attorniato da altri santi.
Nel territorio di Ferentino, nel castrum di Selvamolle, nel 1328 è documentata l'esistenza di una chiesa eretta in onore di S. Ambrogio, il cui beneficiato, don Andrea, abate di S. Giovanni Evangelista.
La devozione al santo Patrono fu così radicata nel ferentinati che ebbe suggello anche nel corpus statutario comunale. Tra le feste da rispettare e celebrare nel Comune era quella di S. Ambrogio nella ricorrenza del suo martirio, il 16 di agosto (anno 303 o 304 d.C.)
Nel 1397 Bonifacio IX volle premiare la devozione verso S. Ambrogio, concedendo l'indulgenza plenaria a chi facesse visita al sepolcro del Martire nei giorni 15 e 16 agosto di ogni anno.

Negli Statuti medievali, il cui codice più antico in nostro possesso risale alla metà del XV secolo. non si fa menzione della festa del 1° maggio in onore di S. Ambrogio. Nel calendimaggio si giocava ad candiculas. La "cristianizzazione" della festa ancora paganeggiante del 1° maggio e il suo riferimento esclusivo a S. Ambrogio si deve al vescovo Ennio Filonardi (1612-1644), in conseguenza dell'inventio (ritrovamento) delle reliquie del Martire, avvenuta il 27 aprile 1639.
Possediamo l'atto notarile, redatto dal notaio Giovanni Battista Pietroconte, che fu chiamato a presenziare al lavoro di indagine nell'altare della cappella di S. Ambrogio, sita in cattedrale.
Per tradizione si credeva che lì fossero conservate le reliquie del Martire ed il 27 aprile 1639, mercoledì, si volle appurare la loro reale esistenza. Tolta la mensa, questi videro che l'altare era cavo e nel suo interno conteneva tre urne. La prima di cristallo conteneva ossa e un foglio di carta: l'autentica. Una seconda urna era di porcellana e conteneva le insegne militari di Ambrogio; la terza teca, di piombo, conteneva altre ossa del martire.
Divulgata la notizia, si ebbe gran concorso di popolo in cattedrale, preceduto dalle Autorità comunali. Il vescovo Filonardi, arrivato nella cappella, intonò il Te Deun laudamus e indisse una solenne processione di ringraziamento per la domenica successiva, il 1° maggio.

Il suo corpo, ritrovato nella chiesa di S. Agata durante il pontificato di Pasquale 1 (817-24), fu trasferito nella chiesa di S. Maria Maggiore, entro le mura. Sotto l'altare centrale della Cattedrale di Ferentino, sono conservati in un'urna di cristallo del XVII secolo, i resti di S. Ambrogio martire patrono della città.

Una statua in argento ritrae il Santo nelle sue vesti di centurione romano. I festeggiamenti religiosi ricadono il 16 agosto ed il 1° di maggio quelli civili, in relazione al ritrovamento del corpo del Santo avvenuto nel 1639.

Nel 1641 si fece anche la domanda per avere sette giorni di fiera, dal 1° al 7 Maggio di ogni anno.

Si pensò subito anche ad una statua, ideata, però, come reliquiario, per contenere parte delle Sacre Ossa del Santo, come in realtà è stato fatto.

Essa fu commissionata al valente argentiere romano Fantino Taglietti nel 1640 e l'anno seguente la Civica Amministrazione poté già darla in consegna ai canonici della Cattedrale: infatti fu benedetta dal Vescovo Mons. Ennio Filonardi il 30 Aprile 1641.

I Ferentinesi vollero che la statua rappresentasse S. Ambrogio come era raffigurato nel quadro attribuito al Cavalier d'Arpino, che era nella Cappella a lui dedicata.

Per questo lo vediamo a cavallo, per dare il "segno del trionfo", della vittoria sulla morte subita e dell'ingresso nella gloria, così come venivano accolti a Roma i condottieri che tornavano da imprese vittoriose.

Rivestito, inoltre, della divisa di soldato romano, per far notare ancora meglio anche la sua fortezza nella fede come soldato di Cristo, in mano porta la palma, simbolo della vittoria raggiunta subendo il martirio, e con l'altra sostiene un " cartiglio " con l'emblema del Comune di Ferentino, per attestare la sua dignità di patrono della città.

Normalmente i " cartigli o cartelli " sono come dei nastri o fogli messi in mano alle statue, su cui sono riportate delle espressioni caratteristiche riferite al personaggio stesso.

La statua di S. Ambrogio che è situata sul Duomo di Milano ci mostra il Santo nel tipico atteggiamento del martire, mentre subisce la sua passione.

La sofferenza del soldato legato vi è delineata con intenso realismo dalla contorsione delle membra e del busto.

Non si sa, invece, che fine abbia fatto una statuina di S. Ambrogio, in metallo prezioso, con scritte e dediche, opera dell'artista Filippo Borgognoni, che la Comunità locale donò al papa Gregorio XVI, quando venne in visita a Ferentino il 3 Maggio del 1843.


BIBLIOGRAFIA E SITI
  • AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
  • AA. VV. (Sofia Boesh Gajano, Letizia Ermini Pani e Gioacchino Giammara) - I Santi Patroni del Lazio (Latina-Frosinone-Rieti-Viterbo) - Società Romana di Storia Patria, 2003-2007
  • C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
  • Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2011
  • Sito Web di cattedraleferentino.org
  • Sito Web di comune.ferentino.fr.it
  • Sito web di ferentino.org
  • Sito Web di menteantica.it
  • Sito Web di parrocchiasantagata.com

MARTIR MIRIFICUS AMBROSIUS - Parte 1

  





INTRODUZIONE

Andrea, Anita, Kevin, Caterina, Edoardo, Melissa, Gaia e molto altri sono i nomi utilizzati dai genitori dell’Arcidiocesi di Milano. Ogni tanto appare il nome Carlo, ma il nome Ambrogio non è per ora presente nei nomi di battesimo dei bambini.

Il nome Ambrogio deriva dal greco Ambròsios e significa "immortale".

Certo il nome fa pensare al grande Dottore della Chiesa venerato come vescovo della città di Milano, di cui è patrono della diocesi, detta appunta ambrosiana, e della città di Milano.

Il Martirologio Romano custodisce la sua memoria nella data del 7 dicembre: Memoria di sant’Ambrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa, che si addormentò nel Signore il 4 aprile, ma è venerato in particolare in questo giorno, nel quale ricevette, ancora catecumeno, l’episcopato di questa celebre sede, mentre era prefetto della città. Vero pastore e maestro dei fedeli, fu pieno di carità verso tutti, difese strenuamente la libertà della Chiesa e la retta dottrina della fede contro l’arianesimo e istruì nella devozione il popolo con commentari e inni per il canto.

Il Martyrologium Romanum custodisce il ricordo di altri santi di nome Ambrogio:

Sant' Ambrogio Abate
Martirologio Romano, 2 novembre: Nel monastero di Saint-Maurice-en-Valais nell’odierna Svizzera, sant’Ambrogio, abate, che fu dapprima superiore del monastero della Île-Barbe vicino a Lione e, trasferito poi in questa sede per l’insigne fama della sua condotta di vita religiosa, vi istituì l’usanza della lode perenne.

Beato Ambrogio da Benaguacil sacerdote e martire
Martirologio Romano, 26 agosto: A Valencia sempre in Spagna, beato Ambrogio (Luigi) Valls Matamales, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini e martire, che per il sangue versato durante la persecuzione meritò di essere partecipe del banchetto eterno.

Sant’Ambrogio Edoardo Barlow sacerdote dell’Ordine Benedettino, martire
Martirologio Romano, 10 settembre: A Londra in Inghilterra, sant’Ambrogio Edoardo Barlow, sacerdote dell’Ordine di San Benedetto e martire, che per ventiquattro anni consolidò nella fede e nella pietà i cattolici nella regione di Lancaster e, arrestato mentre predicava nel giorno della Pasqua del Signore, dopo la prigione, fu condannato a morte sotto il re Carlo I perché sacerdote e impiccato a Tyburn.

Beato Ambrogio Fernandes religioso dei Gesuiti, martire
Martirologio Romano, 7 gennaio: A Suzuta in Giappone, beato Ambrogio Fernández, martire: recatosi in Oriente spinto da ricerca di guadagno, fu poi ammesso come religioso nella Compagnia di Gesù e, dopo aver patito molte privazioni, morì in carcere per Cristo.

Beati Ambrogio Francesco Ferro e soci martiri
Martirologio Romano, 3 ottobre: Sulla riva del fiume Uruaçu vicino a Natal in Brasile, beati Ambrogio Francesco Ferro, sacerdote, e compagni, martiri, vittime della repressione perpetrata contro la fede cattolica.

Beati Ambrogio Leone Lorente Vicente e soci religiosi e martiri
Martirologio Romano, 23 ottobre: Nella cittadina di Benimaclet sempre nel territorio di Valencia in Spagna, beato Ambrogio Leone (Pietro) Lorente Vicente, Fiorenzo Martino (Alvaro) Ibáñez Lázaro e Onorato (Andrea) Zorraquino Herrero, religiosi dell’Istituto dei Frati delle Scuole Cristiane e martiri, che sempre nella medesima persecuzione sparsero il sangue per Cristo.

Beati Ambrogio Maria da Torrente e soci martiri
Martirologio Romano, 18 settembre: A Montserrat nella stessa regione in Spagna, beati martiri Ambrogio (Salvatore) Chuliá Ferrandis e Valentino (Vincenzo) Jaunzarás Gómez, sacerdoti, e Francesco (Giusto) Lerma Martínez, Riccardo (Giuseppe) López Mora e Modesto (Vincenzo) Gay Zarzo, religiosi del Terz’Ordine di San Francesco degli Incappucciati della beata Vergine Addolorata, che sempre nella medesima persecuzione ricevettero la corona del martirio per la testimonianza data a Cristo.

Beato Ambrogio Sansedoni religioso dell’Ordine Domenicano
Martirologio Romano, 20 marzo: A Siena, beato Ambrogio Sansedoni, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che fu discepolo di sant’Alberto Magno e, benché uomo versato nella dottrina e nella predicazione, si mostrò nello stesso tempo semplice verso tutti.

La monumentale opera della Bibliotheca Sanctorum contiene altri santi e beati (non che Servi di Dio e Venerabili) che hanno il nome Ambrogio. Tra costoro mi volevo soffermare su colui che ha “sul alto meridionale del Duomo di Milano (terzo pilone esterno, primo ordine di statue)”, una sua statua: il martire Ambrogio centurione romano.

È un’opera “dello scultore Carlo Simonetta: raffigura Ambrogio sofferente mentre, legato a un palo, subisce la passione”.


------- PARTE 2 (QUI)



BIBLIOGRAFIA E SITI
  • AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
  • AA. VV. (Sofia Boesh Gajano, Letizia Ermini Pani e Gioacchino Giammara) - I Santi Patroni del Lazio (Latina-Frosinone-Rieti-Viterbo) - Società Romana di Storia Patria, 2003-2007
  • C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
  • Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2011
  • Sito Web di cattedraleferentino.org
  • Sito Web di comune.ferentino.fr.it
  • Sito web di ferentino.org
  • Sito Web di menteantica.it

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





Parrocchia di S. Antonio Maria Zaccaria e S. Giuseppe
Bareggia di Lissone e Macherio (MB)




5 luglio
SANT’ANTONIO MARIA ZACCARIA sacerdote
MEMORIA

Nasce a Cremona nel 1502. Nel 1524 si laurea in medicina a Padova. Ma poi, tornato a Cremona, decide di spiegare Vangelo e dottrina a grandi e piccoli. Viene consacrato prete nel 1528. Cappellano della contessa Ludovica Torelli, la segue a Milano nel 1530. Qui trova sostegno nello spirito d'iniziativa di questa signora e in due amici milanesi sui trent'anni come lui: Giacomo Morigia e Bartolomeo Ferrari. Rapidamente nascono a Milano tre novità, tutte intitolate a san Paolo. Già nel 1530 egli fonda una comunità di preti soggetti a una regola comune, i Chierici regolari di San Paolo. Milano li chiamerà Barnabiti, dalla chiesa di San Barnaba, loro prima sede. Poi vengono le Angeliche di San Paolo, primo esempio di suore fuori clausura. San Carlo Borromeo ne sarà entusiasta, ma il Concilio di Trento prescriverà loro il monastero. Terza fondazione: i Maritati di San Paolo, con l'impegno apostolico costante dei laici sposati. Denunciato come eretico e come ribelle Antonio va a Roma: verrà assolto. Durante un viaggio a Guastalla, il suo fisico cede. Lo portano a Cremona, dove muore a poco più di 36 anni. Nel 1891 il corpo sarà traslato a Milano in San Barnaba, e nel 1897 la Chiesa lo proclamerà santo. A lui si devono anche le Quarantore pubbliche, con esposizione del Santissimo Sacramento, e i tocchi di campana ogni venerdì alle 15, che ricordano l’ora della morte di Cristo.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 5 luglio: Sant’Antonio Maria Zaccaria, sacerdote, che fondò la Congregazione dei Chierici regolari di San Paolo o Barnabiti allo scopo di rinnovare la vita dei fedeli e a Cremona in Lombardia fece ritorno al Salvatore.

lunedì 4 luglio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






4 luglio
SANTA ELISABETTA di PORTOGALLO

Elisabetta d’Aragona (c. 1271 – Estremoz, Portogallo, 4 luglio 1336), figlia di Pietro, futuro re di Aragona, e sposa dodicenne di Dionigi re di Portogallo, sostenne con eroica abnegazione prove e difficoltà, e agì come angelo di pace per appianare gravi dissidi sorti nell’ambito della famiglia e del regno. Rimasta vedova (1325) e divenuta terziaria francescana, visse gli ultimi anni nel colloquio con Dio e nella carità verso i poveri.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 4 luglio: Santa Elisabetta, che, regina del Portogallo, fu esemplare nell’opera di pacificazione tra i re e nella carità verso i poveri; rimasta vedova del re Dionigi, abbracciò la regola tra le monache del Terz’Ordine di Santa Chiara nel cenobio di Estremoz in Portogallo da lei stessa fondato, nel quale, mentre era intenta a far riconciliare suo figlio con il genero, fece poi ritorno al Signore.

domenica 3 luglio 2011

1892-2011: l’inizio educativo di Luigi Orione



3 Luglio 1892. Il chierico Luigi Orione è tutto proteso alla salvezza cristiana dei giovinetti di Tortona, mediante il suo primo Oratorio festivo San Luigi.



Preghiera a San Luigi Orione
O Santissima Trinità,
Padre, Figlio e Spirito Santo,
ti adoriamo e ti ringraziamo per l'immensa carità
che hai diffuso nel cuore di San Luigi Orione
e per averci dato in lui l'apostolo della carità,
il padre dei poveri, il benefattore
dell'umanità dolorante e abbandonata.
Concedici di imitare l'amore ardente
e generoso che San Luigi Orione
ha vissuto per te, per la cara Madonna,
per la Chiesa, per il Papa e per tutti gli afflitti.
Signore, per i suoi meriti e la sua intercessione
concedici le grazie che ti domandiamo,
per sperimentare la tua Divina Provvidenza
che si fa’ viva nelle nostre vite.
San Luigi Orione,
prega per noi!

"Imparate da me"

ECCE HOMO, Ostra Vetere, Chiesa San Francesco


XIV domenica del tempo per annum
3 luglio 2011

Dopo le grandi festività dell’anno liturgico di queste ultime due domeniche, successive al Tempo Pasquale, la SS. Trinità e la Solennità del Corpo e Sangue di Cristo, eccoci in una normale domenica del TEMPO PER ANNUM, cioè del tempo per ogni girono dell’uomo che vuole mettere Cristo come Speranza della vita.
Un tempo liturgico TINTO di VERDE (non perché è leghista… Dio ce ne liberi!), segno di vita e di speranza, per cui un tempo tinto della Speranza Cristiana, frutto della vittoria gloriosa di Cristo, la Pasqua!

Scrive a tal proposito l’Arcivescovo eletto di Milano, Cardinale Angelo Scola, nella sua lettera SALUTO A MILANO: “Gesù Risorto accompagna veramente il cristiano nella vita di ogni giorno e il Crocifisso è oggettivamente speranza affidabile per ogni uomo e ogni donna”.

Il Vangelo in XIV domenica del tempo per annum ci illumina con la grande lode di Gesù, il Figlio Unigenito, a Dio, il Padre Onnipotente: qui siamo richiamati a essere FIGLI nel FIGLIO Gesù Cristo.

A chiusura di questa lode c’è scritto: “imparate da me che sono mite e umile di cuore” (Mt 11).

Gli domando, io per noi:
Perché imparare da te, Gesù?
Cosa dobbiamo imparare da te, Gesù?
Cosa ci serve imparare da te, Gesù?

Cerco nella Parola di Dio di questa domenica una risposta.
Perche? Perché “troverete ristoro per la vostra vita” e “vivrete”. Così il vangelo e l’Apostolo Paola rispondo alla nostra domanda.
Cosa? “Egli è giusto e vittorioso, umile, cavalca un asino.. annuncerà la pace” (Zc 9)
Ma poi chi appartiene al Signore, scrive l’Apostolo Paolo, ha lo “Spirito di Cristo”.
C’è infatti un canto che così recita:

T.: Lo Spirito di Cristo
fa fiorire il deserto,
torna la vita.
Noi diventiamo testimoni di luce.

1 Non abbiamo ricevuto
uno spirito di schiavitù,
ma uno spirito di amore,
uno spirito di pace,
nel quale gridiamo:
abbà Padre, abbà Padre!

2 Lo Spirito che
Cristo risuscitò,
darà vita ai nostri corpi,
corpi mortali, e li renderà
strumenti di salvezza,
strumenti di salvezza.

Avere lo Spirito di Cristo vuole dire avere lo STILE di Cristo. Manifestare nella nostra umanità la divinità di Cristo: cioè la bellezza dell’umanità di Cristo.

Scrive ancora a tal proposito l’Arcivescovo eletto di Milano, Cardinale Angelo Scola, nella sua lettera SALUTO A MILANO: “Infatti, la ragion d’essere della Chiesa, popolo di Dio in cammino, è lasciar risplendere sul suo volto Gesù Cristo, Luce delle genti.”

Proprio per questo dobbiamo imparare di Cristo: per vivere e non morire. Infatti – scrive Paolo ai Romani – “se… mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete”. Che vuole dire che dobbiamo diventare figli nel Figlio,e quando detto fin d’ora.

Anche S. Teresa d’Avila, ci viene in aiuto con il suo motto: “Moro perché non moro”. Cioè: se non muore il vecchio Adamo non può vivere in me il nuovo Adamo, Cristo.

Sia il tempo estivo, un tempo di grazia, in cui rinvigorire la fede e la propria adesione a Cristo, mettendo anche noi, come l’Apostolo Tommaso (oggi è 3 luglio), mettiamo gli occhi e le mani nelle sulle sue ferite per non essere increduli ma credenti. “Cristo è la via dell’uomo” (Benedetto XVI).

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






3 luglio
SAN TOMMASO APOSTOLO
FESTA

Tommaso è l’apostolo che espresse la solidarietà al Cristo nell’ultimo viaggio verso Gerusalemme con le parole: «Andiamo anche noi a morire con lui» (Gv 11, 16). Fu in seguito a sua domanda sulla via al padre che il Signore affermò: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14, 5-6). Riparò alla sua incredulità sulla risurrezione del Signore con la professione di fede fatta otto giorni dopo: «Mio Signore e mio Dio» (Gv 20, 24-29). Il martirologio geronimiano (sec. VI) ricorda la traslazione del suo corpo a Emessa, Siria, (attualmente Turchia) il 3 luglio.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 3 luglio: Festa di san Tommaso, Apostolo, il quale non credette agli altri discepoli che gli annunciavano la resurrezione di Gesù, ma, quando lui stesso gli mostrò il costato trafitto, esclamò: «Mio Signore e mio Dio». E con questa stessa fede si ritiene abbia portato la parola del Vangelo tra i popoli dell’India.

venerdì 1 luglio 2011

Primo Venerdì del Mese di Luglio 2011



Comunità Pastorale “Epifania del Signore” - parrocchia San Paolo Apostolo – Brugherio


Solennità DEL SACRO CUORE 2011
AdorazioNE eucaristica

(Dopo l’esposizione)
ADORAZIONE COMUNITARIA
“Eterna è la sua misericordia”

ATTO DI FEDE
(a cori alterni, celebrante e assemblea)

Tu sei santo, Signore Dio unico.
Tu sei forte e grande.
Tu sei l’Altissimo, Re onnipotente.
Tu sei il Padre santo, Re del cielo e della terra.
Tu sei il bene, tutto il bene, il sommo bene.
Tu sei amore e carità.
Tu sei sapienza e umiltà.
Tu sei pazienza e bellezza.
Tu sei sicurezza e pace.
Tu sei gaudio e letizia.
Tu sei la nostra speranza.
Tu sei giustizia e temperanza.
Tu sei ogni nostra ricchezza.
Tu sei la nostra vita eterna.
Grande e ammirabile Signore.
Dio onnipotente.
Misericordioso Salvatore.
Misericordioso Salvatore.
(da  una preghiera di San Francesco d’Assisi)

ATTO DI LODE
ANTIFONA: “Eterna è la sua misericordia”
SALMO 135

Lodate il Signore, egli è buono,
   eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio degli dei:
   eterna è la sua misericordia.

Lodate il Signore dei signori:
   eterna è la sua misericordia.

Egli solo ha compiuto meraviglie:
   eterna è la sua misericordia.

Ha creato i cieli con sapienza:
   eterna è la sua misericordia.

Ha stabilito la terra sulle acque:
   eterna è la sua misericordia.

Ha fatto i grandi luminari:
   eterna è la sua misericordia.

Il sole per regolare il giorno:
   eterna è la sua misericordia.

La luna e le stelle per regolare la notte:
   eterna è la sua misericordia.

Percosse l’Egitto nei suoi primogeniti:
   eterna è la sua misericordia.

Da loro liberò Israele:
   eterna è la sua misericordia.

Con mano potente e braccio teso:
   eterna è la sua misericordia.

Divise il Mar Rosso in due parti:
   eterna è la sua misericordia.

In mezzo fece passare Israele:
  eterna è la sua misericordia.
Travolse il faraone e il suo esercito nel Mar Rosso:
   eterna è la sua misericordia.

Guidò il suo popolo nel deserto:
   eterna è la sua misericordia.

Percosse grandi sovrani:
   eterna è la sua misericordia.

Uccise re potenti:
   eterna è la sua misericordia.

Seon, re degli Amorrei:
   eterna è la sua misericordia.

Og, re di Basan:
   eterna è la sua misericordia.

Diede in eredità il loro paese:
   eterna è la sua misericordia.

In eredità a Israele suo servo:
   eterna è la sua misericordia.

Nella nostra umiliazione, si è ricordato di noi:
   eterna è la sua misericordia.

Ci ha liberato dai nostri nemici:
   eterna è la sua misericordia.

Egli dà il cibo ad ogni vivente:
   eterna è la sua misericordia.

Lodate il Dio del cielo:
   eterna è la sua misericordia.   




ATTO DI RINGRAZIAMENTO
(insieme)
O Gesù, nostro Dio e Salvatore, noi ti adoriamo presente nell’Eucaristia e ti esprimiamo la nostra riconoscenza per i benefici che, nella tua bontà, continui a concederci.
Grazie, o Signore, della vita soprannaturale che ci doni, delle ricchezze spirituali che hai messo a nostra disposizione, dei mezzi che ci offri per realizzare l’ideale della nostra vita.
Grazie della vita fisica, della salute del corpo e delle cose buone che abbiamo goduto; dell’intelligenza e del desiderio di sapere che hai posto in noi; delle buone ispirazioni con le quali ci guidi dal di dentro.
Grazie anche dei dolori e degli insuccessi che ci affinano, ci purificano e ci uniscono di più a te; dei contrattempi e delle incomprensioni che irrobustiscono la nostra pazienza.
Grazie di tutto, perché tutto è provvidenziale, tutto giova, se siamo saggi, alla nostra santificazione, giacche tu fai cooperare tutto al bene di coloro che ti amano.

PREGHIERA COMUNE

Raccolti davanti al Signore, chiediamogli che la nostra vita sia viva testimonianza della fede che professiamo, e diciamo insieme:

Rendici tuoi testimoni, o Signore.

- O Gesù, che ci hai scelti e chiamati, fa’ che siamo profondamente convinti della nostra fede e la testimoniamo con la parola e con le opere di giustizia e di carità. Noi ti preghiamo:

- O Gesù, che hai detto ai tuoi discepoli: ”Voi siete il sale e la luce del mondo”, fa’ che il nostro esempio cristiano risplenda davanti agli uomini, perché vedendo le nostre opere buone, rendano gloria al Padre che è nei cieli. Noi ti preghiamo:
- O Gesù, che hai detto ai tuoi discepoli: ”Amatevi l’un l’altro, perché da questo conosceranno che siete miei discepoli e il mondo crederà in me”, fa’ che testimoniamo davanti a tutti il nostro amore fraterno e la nostra unità. Noi ti preghiamo:

- O Gesù, che hai costituito la tua Chiesa porto di salvezza e prolungamento della tua vita, fa’ che tutta la comunità cristiana viva secondo il tuo Vangelo e diventi luce e speranza per le genti. Noi ti preghiamo:

ORAZIONE
O Signore, che ci vuoi tuoi testimoni nel mondo, vieni in aiuto della nostra debolezza e della nostra viltà e concedici di realizzare il tuo messaggio di amore, di verità, di giustizia e di pace, e costruire così il tuo regno dove tu sia conosciuto e amato, e dove tutti si ritrovino uniti in te, che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.

ADORAZIONE PERSONALE
“Tu ci sei necessario”

DALLE “CONFERENZE” DI SAN TOMMASO D’AQUINO, DOTTORE DELLA CHIESA.
Fu necessario che il Figlio di Dio soffrisse per noi? Molto, e possiamo parlare di una duplice necessità: come rimedio contro il peccato e come esempio nell’agire.
Fu anzitutto un rimedio, perché è nella passione di Cristo che troviamo rimedio contro tutti i mali in cui possiamo incorrere per i nostri peccati.
Ma non minore è l’utilità che ci viene dal suo esempio. La passione di Cristo infatti è sufficiente per orientare tutta la nostra vita. Chiunque vuol vivere in perfezione non faccia altro che disprezzare quello che Cristo disprezzò sulla croce e desiderare quello che egli desiderò. Nessun esempio di virtù infatti è assente dalla croce. Se cerchi un esempio di carità, ricorda: ”Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv. 15,13).
Questo ha fatto Cristo sulla croce. E quindi, se egli ha dato la sua vita per noi, non ci deve essere pesante sostenere qualsiasi male per lui.
Se cerchi un esempio di pazienza, ne trovi uno quanto mai eccellente sulla croce. La pazienza infatti si giudica grande in due circostanze: o quando uno sopporta pazientemente grandi avversità, o quando si sostengono avversità che si potrebbero evitare, ma non si evitano.
Ora Cristo ci ha dato sulla croce l’esempio dell’una e dell’altra cosa. Infatti “quando soffriva non minacciava” (1 Pt. 2,23) e come un agnello fu condotto alla morte e non aprì la sua bocca (cfr. At. 8,32).Grande è dunque la pazienza di Cristo sulla croce: ”Corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia” (Eb. 12,2).
Se cerchi un esempio di umiltà guarda il crocifisso: Dio, infatti, volle essere giudicato sotto Ponzio Pilato e morire.
Se cerchi un esempio di obbedienza segui colui che si fece obbediente al Padre fino alla morte: ”Come per la disobbedienza di uno solo, cioè di Adamo, tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rm. 5,19).
Se cerchi un esempio di disprezzo delle cose terrene, segui colui che è il re dei re e il Signore dei signori, “nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Col. 2,3). Egli è nudo sulla croce, schernito, sputacchiato, percosso, coronato di spine, abbeverato con aceto e fiele.
Non legare dunque il tuo cuore alle vesti e alle ricchezze, perché “si sono divise tra loro le mie vesti” (Gv. 19,24); non agli onori, perché ho provato gli oltraggi e le battiture (cfr. s. 53,4); non alla dignità, perché intrecciata una corona di spine, la misero sul mio capo (cfr. Mc. 15,17) non ai piaceri, perché “quando avevo sete, mi hanno dato da bere aceto” (Sal. 68,22).

DALLE “LETTERE” DI SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE, VERGINE.
Mi sembra che il grande desiderio di nostro Signore che il Sacro Cuore venga onorato in modo particolare, abbia lo scopo di rinnovare nelle anime gli effetti della sua redenzione. Infatti il suo Sacro Cuore è una fonte inesauribile che cerca solo di riempire i cuori umili, vuoti, distaccati da ogni cosa e sempre pronti a sacrificarsi per rendergli piacere.
Questo cuore divino è una fonte inesausta, dalla quale scendono ininterrottamente tre canali: il primo è quello della misericordia verso i peccatori e porte loro lo spirito di contrazione e di penitenza. Il secondo è quello della carità e scorre per portare aiuto a tutti i miserabili che si trovano  in qualche necessità, e particolarmente a coloro che tendono alla perfezione: essi vi troveranno la forza per superare gli ostacoli. Il terzo è quello dell’amore e della luce per gli amici perfetti, che egli desidera unire a se stesso, per comunicare loro la sua scienza e i suoi desideri, perché per una via o per l’altra, si consacrino totalmente alla sua gloria.
Questo Cuore divino è un abisso di bene, in cui i poveri devono riversare le loro necessità. E’ un abisso di gioia, dove bisogna gettare tutte le nostre tristezze. E’ un abisso di umiliazione per il nostro orgoglio, un abisso di misericordia per gli infelici, e un abisso di amore, in cui bisogna seppellire tutte le nostre miserie.
Non avrete quindi che da unirvi in tutte le vostre azioni al Sacro Cuore di nostro Signore, all’inizio per disporvi, al termine per ripagare. Per esempio, vi sentite incapaci di pregare? Accontentatevi di offrire la preghiera che il Divin Salvatore fa per noi nel sacramento dell’altare. Offrite i suoi slanci per riparare tutte le vostre imperfezioni. Ripetete durante ogni vostra azione: ”Mio Dio, io faccio o soffro questa cosa nel Sacro Cuore del vostro divin Figlio, e secondo le sue sante intenzioni che vi offro per riparare tutto ciò che di impuro e di imperfetto c’è nel mio operare. “E così nelle diverse situazioni della vita. Quando vi toccherà qualche pena, afflizione o mortificazione, dite a voi stessi: ”Accetta ciò che il Sacro Cuore di Gesù ti manda per unirti a lui.”.
Soprattutto cercate di conservare la pace del cuore, che supera qualsiasi tesoro. Il mezzo per arrivare a questo consiste nel non aver più volontà propria, ma quella di questo divin Cuore al posto della nostra, lasciando che voglia per noi tutto ciò che può aumentare la sua gloria, contenti di sottometterci e di abbandonarci a lui in ogni cosa.

Dal "Diario" di Santa Faustina Kowaslka, VERGINE
Rientrata a Plock, il 22 febbraio 1931, nella sua camera ha una visione di Gesù che così descrive: “La sera, stando nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che vidi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. Muta tenevo gli occhi fissi sul Signore; l’anima mia era presa da timore, ma anche da gioia grande. Dopo un istante, Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te! Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella e poi nel mondo intero”.

“TU CI SEI NECESSARIO” (servo di Dio papa Paolo VI)
O Cristo, nostro unico Mediatore,
Tu ci sei necessario per venire in comunione con Dio Padre,
per diventare con te, che sei suo Figlio unico e Signore nostro,
suoi figli adottivi,
per essere rigenerati nello Spirito Santo.
Tu ci sei necessario,
o solo vero Maestro delle verità recondite e indispensabili della vita, per conoscere il nostro essere e il nostro destino,
la via per conseguirlo.
Tu ci sei necessario,
o Redentore nostro,
per scoprire la nostra miseria morale e per guarirla;
per avere il concetto del bene e del male e la speranza della santità;
per deplorare i nostri peccati e per averne il perdono.
Tu ci sei necessario,
o Fratello primogenito del genere umano,
per ritrovare le ragioni vere della fraternità fra gli uomini,
i fondamenti della giustizia, i tesori della carità,
il bene sommo della pace.
Tu ci sei necessario,
o grande Paziente dei nostri dolori,
per conoscere il senso della sofferenza e per dare ad essa un valore d’espiazione e di redenzione.
Tu ci sei necessario,
o Vincitore della morte,
per liberarci dalla disperazione e dalla negazione
e per avere certezza che non tradisce in eterno.
Tu ci sei necessario,
o Cristo, o Signore, o Dio con noi,
per imparare l’amore vero e per camminare nella gioia
e nella forza della tua carità la nostra via faticosa,
fino all’incontro finale con te amato,
con te atteso, con te benedetto nei secoli.

INTENZIONI DI PREGHIERA
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
ANNO 2011 - Luglio

INTENZIONE GENERALE
"Perché i cristiani contribuiscano ad alleviare, specialmente nei paesi più poveri, la sofferenza materiale e spirituale degli ammalati di Aids".
INTENZIONE MISSIONARIA
"Per le religiose che operano nei territori di missione, affinché siano testimoni della gioia del Vangelo e segno vivente dell'amore di Cristo".
INTENZIONE DEI VESCOVI
"Perché lo Spirito Santo sorregga coloro che si dedicano al volontariato cristiano: il loro amore verso chi è nel bisogno contribuisca all'edificazione di una società più giusta e fraterna".
INTENZIONE MARIANA
La Vergine Madre ci ottenga un cuore puro e generoso.

ALCUNE PREGHIERE
- “O Sacramento di misericordia! O segno di unita! O vincolo di amore! Chi desidera vivere, qui trova dove vivere, e trova di che vivere; si accosti e creda: divenga parte di questo corpo e sarà vivificato. Non disdegni la comunione con gli altri fedeli, non sia un male di cui vergognarsi, sia profondamente unito a tutto il corpo, che è la Chiesa. Viva di Dio, viva con Dio, viva per Dio. Lavori ora sulla terra, per regnare poi in cielo. Amen”. (S. Agostino)

- O Cuore divino, carne della carne immacolata della Vergine Santissima; Cuore ricco delle Sue virtù e delle potenze del Padre; Cuore, tesoro inesauribile di speranze, il cui fuoco proietta su tutti i cuori del mondo, di questo mondo così pieno di fango e di superbia, guardami: sono un povero peccatore.
Dolce Cuore, ricco di amore e di speranza, concedi carità a chi è freddo, a chi è tiepido, a chi dubita sulla Tua presenza, a chi adora altri dèi all’infuori di Te, unico e vero Dio.
Aiuta le sterili a partorire, … ai separati e ai divorziati ad osservare la Tua legge affinché i figli siano formati dal proprio Padre e dalla propria Madre.

O Cuore adorabile di Gesù, effondi le fiamme del Tuo amore su quanti ancora non Ti conoscono e su quanti che, pur avendoTi conosciuto, Ti hanno abbandonato, sui passionali, sui vendicativi, sull’omicida e sul suicida. Abbi pietà quando li incontri a giudizio.
Manda la Tua potente benedizione sui capi del governo perché cambino la lotta nella pace. Soccorri, come un fratello amoroso, Figlio di una Madre misericordiosa, tutti quei figli e quelle figlie che si trovano in quelle terre invase dalla guerra e dalla distruzione. Ricevi quei figli ingiustamente colpiti dalla morte nella larghezza del Tuo Cuore con il perdono delle loro colpe.

O Cuore adorabile del mio Gesù, fa che Ti ami ogni giorno sempre di più. Dammi la Tua santa benedizione, e Tu, che tutto vedi e a tutto provvedi, risolvimi quello di cui ora ho tanto bisogno. Amen. (Autore anonimo)

- Quando Gesù trionferà pienamente nelle nostre anime?
Quando verrà e non ci abbandonerà mai più,
e sarà vinta per sempre la lotta col male?

Potessi fermare tutta la mia vita accanto al Tabernacolo e pregare, unicamente pregare.
Poter celebrare una lunga santa Messa e salvare tutti gli uomini:
una santa Messa che mi faccia Cristo col Cristo
sull’altare della Calvario. (Padre Mario Borzago sacerdote e martire in Laos)

- “Signore Gesù, quando mi inginocchio davanti all'Eucarestia sento il profumo di Betlemme, respiro il mistero dell'umiltà di Dio e provo vergogna per l'orgoglio che è dentro di me e che continuamente esplode nelle rivalità tra le persone e nelle vergognose guerre che insanguinano i  popoli.
Gesù, donami una briciola della Tua umiltà! Signore Gesù, quando mi  inginocchio davanti all'Eucarestia capisco che Tu ci ami perché sei  buono e non perché noi  meritiamo il Tuo amore.
Nel cenacolo tutto parlava di tradimento e Tu, con un  gesto di puro amore, donasti l'Eucarestia all'umanità: a questa umanità che continuamente Ti tradisce!
Gesù, donami una briciola del Tuo amore!
Signore Gesù, accanto all'Eucarestia si sente il mormorio dell'acqua che Tu versasti sui piedi degli apostoli e, attraverso di loro, versasti sui piedi di ciascuno di noi.
Signore, arrossisco a  motivo dell'egoismo che ancora abita in me e soffro per lo spettacolo  del mondo d'oggi, che moltiplica divertimenti frivoli invece di moltiplicare le opere di misericordia.

Signore, donami una goccia d'acqua dell'ultima Cena!” E donaci di essere santi: discepoli innamorati dell'Eucarestia! (Cardinale Angelo Comastri)