giovedì 10 febbraio 2011

Martiri Bambini? Le Pasque di Sangue?


PREFAZIONE

“I santi non conoscono le frontiere, le nazioni; non conoscono nessuna divisione né appartenenza. Loro sono al di sopra di tutti e per tutti! I santi sono il legame più forte tra la terra e il cielo, e ancora tra i popoli stessi. Loro sono i nostri rappresentanti davanti al Signore e mediatori tra i popoli. Loro portano pace laddove c’è discordia e degli sconosciuti fanno amici”

(S. B. Stefan, Arcivescovo di Ohrid e di Macedonia)


INTRODUZIONE

Questo articolo - tratto da un mio corposo QUADERNO n. 10 - tratta di un tema agiografico molto particolare e che in questo periodo storico contrasta con il dialogo religioso con i "fratelli maggiori”: così scrivevo nel mio primo lavoro di ricerca pubblicato, come sempre, in edizione propria il 4 novembre 2005. Certo è, che questo tema agiografico risulta interessante, curioso e spinoso. In questo ultimo periodo c’è una riscoperta di questi culti (sic!), la nascita di comitati pro - culto e infine la pubblicazione di un libro, “Pasque di sangue” di Ariel Toaff, che stato ritirato dal commercio (sic!).

Interessante una lettera che ho ricevuto in data 22 aprile 2009 da don Ugolino Giugni, facente parte del “Comitato San Simonino di Trento”, ecco uno stralcio:

“Siamo convinti che il culto del fanciullo di Trento (e non solo) sia stato sacrificato per ragion di stato, probabilmente qualcuno deve aver pensato che il dialogo fra diverse religioni sarebbe stato più fluido e spedito cancellando San Simonino, il Beato Andrea da Rinn, ecc.

Vorremo anche precisare che per noi del comitato, come per qualsiasi cattolico che si rispetti, non c’è nulla di più offensivo che paragonare San Simonino alla propaganda antisemita se non addirittura nazista, come purtroppo ordinariamente accade quando si parla del “Simonino da Trento”.

Sarebbe forse giusto cancellare qualsiasi santo e beato martirizzato in odio alla fede Cattolica? Noi pensiamo di no…”

Ad ognuno la sua sentenza.




UN ELENCO DI FANCIULLI
Vittime
“dell’omicidio rituale” (*)

  1. Adam di Bristol (Inghilterra), XIII secolo

  2. Andrea da Rinn, 1462, 12 luglio, culto approvato

  3. Arnoldo (Aroldo) di Gloucester, 1168, 25 marzo, culto approvato
  4. Corrado Scolaro di Weissensee, 1303
  5. Cristoforo della Guardia, 1491, 26 settembre, culto approvato.
  6. Domenichino del Val, 1250, 31 agosto, culto approvato

  7. Elisabetta di Punia
  8. Enrico di Monaco di Baviera, 1345
  9. Erberto di Huntingdon, 1180

  10. Gabriele il Bambino da Belostok (Chiesa Orientale), 1690, 20 aprile, culto approvato
  11. Giovanni di Witow
  12. Giovannino Costa da Volpedo, 2 aprile 1468, culto approvato
  13. Guglielmo (William) di Norwich, 1144, m. 24 marzo, culto approvato

  14. Lorenzino Sossio da Marostica, 1485, m. 15 aprile, culto approvato

  15. Luigi (o Ludovico) Von Bruck di Ravensburg, + 1429, m. 30 aprile, culto approvato
  16. Mattia Tillich,
  17. Michele de' Giacobi,
  18. Michele di Suppenfeld
  19. Riccardo di Pontoise o di Parigi, 1179, 25 marzo, culto approvato

  20. Roberto di St. Edmundsbury, 1181

  21. Rodolfo di Berna, 1294, 17 aprile, culto approvato

  22. Sebastiano da Porto Buffolo (VI), 1480
  23. Simone di Trento, 1475, 24 marzo, culto approvato e inserito nel M.R.

  24. Simonino da Vilna (Lituania), 1592
  25. Ugo di Lincoln (“il piccolo Ugo”), 1255, 27 giugno, culto approvato

  26. Varnerio (Werner) di Oberwesel o di Bacharach, 1287, 19 aprile, culto approvato


(*) Nel libro “Pasque di Sangue” di A. Toaff sono citati altri casi, rimasti però senza nome proprio del bambino\a.



S. Varniero (Werner) di Oberwesel
(o di Bacharach), martire




CONCLUSIONE

La questione agiografica - ci sono molto pagine sul web sull'argomento - è sorprendente. Cosa dire in conclusione?

Voglio rifarmi alla prefazione e al sottotitolo: i santi “degli sconosciuti fanno amici”.

La questione storica sui “piccoli martiri” è enorme, ma credo che come ogni Santo va collocato nella sua epoca.

Mi fa terrore se intorno a questi culti si nascondesse chissà quale pensiero sull’uomo e su Dio.

Però intorno ai “piccoli martiri” può nascere un cuore nuovo che dice: mai più!

Mai più …

Fare guerra nel nome di Dio
Inventare “storie” per giustificare la diversità dell’altro
Nascondere la Verità con l’ignoranza
Emettere giudizi sul passato e custodire rancori del passato

La storia ci aiuti a vivere il futuro!

“Cristo, tu proclami beato chi ascolta la parola di Dio e la mette in pratica; fa' che ci confrontiamo con le tue parole custodendole nel cuore a imitazione della Vergine Madre”.

(dal Benedizionale)



 
 

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano







10 febbraio
SANTA SCOLASTICA, vergine
MEMORIA

Scolastica (Norcia, Perugina, c. 480 – Monte Cassino, Frosinone, c. 547) ci è nota dai «Dialoghi» di san Gregorio Magno. Vergine saggia, antepose la carità e la pura contemplazione alle semplici regole e istituzioni umane, come manifestò nell’ultimo colloquio con il suo fratello san Benedetto, quando con la forza della preghiera «potè di più, perché amò di più». La sua «deposizione» il 10 febbraio è ricordata dal «Calendario marmoreo» di Napoli (sec. IX) e dal martirologio di Usuardo (c. 870).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 10 febbraio: Memoria della deposizione di santa Scolastica, vergine, che, sorella di san Benedetto, consacrata a Dio fin dall’infanzia, ebbe insieme con il fratello una tale comunione in Dio, da trascorrere una volta all’anno a Montecassino nel Lazio un giorno intero nelle lodi di Dio e in sacra conversazione.

Santa Sotere vergine e martire






Martirologio Romano, 11 febbraio: A Roma sulla via Appia nel cimitero che ne porta oggi il nome, santa Sotére, vergine e martire, che, come attesta sant’Ambrogio, disdegnando per fede la nobiltà di stirpe e gli onori, non obbedì all’ordine di immolare agli idoli, non piegò il capo sotto i colpi di servili oltraggi e, condannata a morire trafitta con la spada, non aborrì la morte.

La Chiesa Ambrosiana ricorda questa antica e gloriosa martire romana nel Calendario Ambrosiano urbano della Sede Metropolitana il 9 febbraio con il grado di memoria per la Basilica di San’Ambrogio.

mercoledì 9 febbraio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






9 febbraio
SANTA GIUSEPPINA BAKHITA, vergine

Santa Giuseppina Bakhita nacque nei pressi del villaggio di Jebel Agilere nella regione di Darfur in Sudan intorno all’anno 1868. Rapita e venduta più volte in mercati di schiavi, soffrì fin da fanciulla una crudele schiavitù. Finalmente liberata, a Venezia diventò cristiana e si fece religiosa presso le Figlie della Carità (Canossiane). Visse a Schio, in provincia di Vicenza, aiutando tutti. Lì morì nel 1947.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 8 febbraio: Santa Giuseppina Bakhita, vergine, che, nata nella regione del Darfur in Sudan, fu rapita bambina e, venduta più volte nei mercati africani di schiavi, patì una crudele schiavitù; resa, infine, libera, a Venezia divenne cristiana e religiosa presso le Figlie della Carità e passò il resto della sua vita in Cristo nella città di Schio nel territorio di Vicenza prodigandosi per tutti.

martedì 8 febbraio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






8 febbraio
SAN GIROLAMO EMILIANI
MEMORIA

Girolamo (Venezia 1486 – Somasca, Bergamo, 8 febbraio 1537), convertitosi dopo una giovinezza dissipata, si dedicò con ardore al servizio dei poveri, degli infermi e dei fanciulli abbandonati, interessandosi anche alla riabilitazione morale delle mondane. Fondò la Società dei servi dei poveri (Somaschi). Morì del morbo contratto servendo gli appestati.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 8 febbraio: San Girolamo Emiliani, che, dopo una giovinezza violenta e lussuriosa, gettato in carcere dai nemici, si convertì a Dio; si dedicò, quindi, appieno, insieme ai compagni radunati con lui, a tutti i miserabili, specialmente agli orfani e agli infermi; fu questo l’inizio della Congregazione dei Chierici Regolari, detti Somaschi; colpito in seguito dalla peste mentre curava i malati, morì a Somasca vicino a Bergamo.

La santità di nome "ANGELICA"

Il significato del nome
Deriva dal greco ànghelos "messaggero", come il più comune Angela, e rispecchia la devozione e il culto per gli angeli. Alcune opere letterarie, come l'Orlando Furioso di L.Ariosto, hanno contribuito alla sua diffusione. L'onomastico si festeggia il 27 gennaio per Sant'Angela Merici o per i Santi Arcangeli (29 settembre, "la corte Angelica") in quanto non esiste nessuna santa o beata con il nome di "Angelica", che commemorata nel Martirologio Romano.



Angelica da Milazzo, detta “beata”
6 dicembre
Sec. XVI




Il ramo dell'Ordine dei Minimi fondato nel '500 da San Francesco di Paola, ebbe il proprio Terz'Ordine, aperto ai laici, uomini e donne. Al Terz'Ordine di San Francesco di Paola appartenne la “beata” Angelica, morta nel 1559. Era nata a Milazzo, bellissima di aspetto, sensibile e virtuosa, la giovane di Milazzo avrebbe dovuto, nei desideri della famiglia, seguire il destino di tante altre sue coetanee, scegliendosi uno sposo, o meglio accettando quello a lei destinato dai parenti, per formare una famiglia terrena. Angelica vi resistette con ostinazione caparbia, più forte delle lusinghe e anche delle minacce, che non le mancarono, almeno in un certo periodo della sua vita. Nei momenti di più grave tensione, ricorreva al Crocifisso, implorandone l'aiuto. Venne esaudita dalla Croce con una croce, cioè con una gravissima malattia, che mise in pericolo la sua stessa vita. Fu allora che, per voto, indossò l'abito del Terz'Ordine di San Francesco di Paola. In quell'abito, come entro una mistica corazza, si sentì sicura di poter restare per sempre nello stato desiderato.
Superata la malattia, però, le insistenze e le pressioni ritornarono. Ma successivamente divorata da un tumore maligno, la sua bellezza si mutò in ribrezzo, mentre la sofferenza sempre più lancinante le affinava lo spirito, consumandone il corpo come un fuoco fino alla morte.


Maria Angelica Mastroti di Papasidero, detta “beata”
26 maggio
(Papasidero 1851, Castelluccio Superiore 1896)




Visse in odore di santità. A sei anni si ammalò di tubercolosi che la costrinse all'immobilità per ben 13 anni. Quando tutti erano in attesa della sua imminente fine, fu miracolata nel 1870. Non cessarono, però, i suoi patimenti: un calcolo alla vescica le procurò indicibili sofferenze fino al 1873 quando un secondo intervento soprannaturale bnon la liberò dal male; ma il suo desiderio di espiazione la indusse a mortificare il suo corpo facendo uso di cilici, giacigli di spine e sottoponendosi a lunghi digiuni. La sua vita ascetica le procurò frequenti estasi durante le quali colloquiava con la Madonna e il figlio che aveva tra le braccia. Il coinvolgimento spirituale ebbe anche conseguenze fisiche. Infatti una ferita da cui sgorgava spesso sangue si aprì spontaneamente sul costato e non si rimarginò più. Nel 1890, per seguire il suo nipote Nicola avviato al sacerdozio, si trasferì a Castelluccio Superiore (Pz) dove continuarono a verificarsi fatti prodigiosi che coinvolsero la sua persona, tanto che la fama si sparse in tutti i paesi limitrofi. A Castelluccio si spense il 26 Maggio del 1896. La sua tomba è ancora oggi meta di pellegrinaggi di numerosi fedeli.


beata Angelica di Caicle
eremita sul monte Guardia a Bologna
sec. XII

Angelica, figlia di Caicle e di Bologna, compare sulla scena dei nostri documenti il 30 luglio 1192: nel documento che porta questa data Angelica (che ha presumibilmente un'età dai 20 ai 28 anni) dichiara di volersi dedicare completamente al servizio di Dio nella solitudine, quindi di condurre una vita eremitica (una scelta religiosa molto diffusa nel contesto del grande movimento di rinnovamento spirituale e di riforma della Chiesa dei secoli XI - XII); elegge come luogo del proprio ritiro un terreno di sua proprietà sul Monte della Guardia e manifesta l'intenzione di costruirvi un romitorio, vale a dire una casa per sé e per le altre eremite che vorranno unirsi a lei, e, se il Signore lo vorrà, una chiesa. Poiché una comunità religiosa ha bisogno di assistenza sacerdotale (per l'amministrazione dei sacramenti e per le celebrazioni liturgiche, se c'è una chiesa), Angelica cede la sua proprietà ai Canonici di Santa Maria di Reno e San Salvatore in cambio dell'assistenza sacerdotale; tuttavia si riserva l'usufrutto e la rendita dei beni ceduti e di altri che potrà ereditare o ricevere in dono finalizzandoli alla crescita della sua fondazione religiosa.


serva di Dio Maria Angelica Álvarez Icaza
(1887-1977)




Con Maria Angelica Álvarez Icaza (1887-1977), religiosa contemplativa dell’Ordine della Visitazione Santa Maria, il Continente latino-americano fa il suo passo da gigante nelle vie dello spirito, allineandosi alla secolare tradizione europea, costellata di celebri figure di mistici. Il Messico dei primi decenni del XX secolo esalta la sua tormentata storia nell’esistenza di una claustrale, che vive nell’intimo martirio d’amore la sanguinosa vicenda della sua patria. In lei confluisce limpido il carisma dell’Ordine della Visitazione, ispirato alla dottrina del Fondatore, san Francesco di Sales, Dottore del Divino Amore, che addita nel monte Calvario la dimora della sue Figlie. Altrettanto trasparente il richiamo all’esperienza di santa Margherita Maria Alacoque, onde Maria Angelica Álvarez Icaza si pone nella scia delle discepole predilette del Sacro Cuore del Verbo Incarnato.


Venerabile Angelica Durà



La Venerabile è terziaria mercedaria a Valenza. Morì in odore di santità dopo che la Vergine Maria gli rivelò il giorno della sua morte. L’Ordine Mercedario la ricorda il 22 aprile.


serva di Dio Maria Angelica Pérez
(1897-1932)




Serva di Dio Maria Crescenzia, argentina, è religiosa professa della Congregazione delle Figlie di Nostra Signora dell'Orto, (1897-1932). È una Suora Gianellina.



serva di Dio Madre M. Luigia Angelica Clarac
(Auch 1817 - Moncallieri 1887)




Madre Maria Luigia Angelica Clarac, già Figlia della Carità si San Vincenzo de Paoli, è nata ad Auch (Francia) il 17 aprile 1817 e tornata a Dio in Moncallieri (To) il 21 giugno 1887. La nostra data di fondazione risale al 3 maggio 1871, giorno in cui, attraverso un provvidenziale e misterioso disegno di Dio, la Madre Clarac lasciava la sua Congregazione e, nella sofferenza del distacco, dava origine ad una nuova famiglia religiosa. Luogo di nascita dell’istituto è la città di Torino, in via S. Pio V, dove, accanto alla cappella dedicata alla Madonna venerata col titolo: "Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù", riposano le spoglie mortali della fondatrice, di cui è in corso la causa di canonizzazione.



venerabile Angelica Giovanna Maria di Gesù
(1861 – 1935)




Madre Angelica Giovanna di Gesù, al secolo Flora Bracaval, è nata a Mouscron (Belgio) il 3 maggio 1861. Entra tra le Angeliche di San Paolo, fondata da sant’Antonio Maria Zaccaria, e ben presto fu riconosciuta come degna delel più alte cariche dell’istituto Angelico. Dal 1919 al 1932 fu la superiora generale e diffuse la Congregazione il Italia, Brasile e Belgio. Muore in fa di santità ad Arienzo (CE) il 26 gennaio 1935.

 
Bibliografia e Siti

- AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
- C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
- Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2011
- Sito Web di santibeati.it

lunedì 7 febbraio 2011

Le reliquie di San Sostene martire di Calcedonia


sacra urna con le reliquie ex ossibus
Basilica di S. Eufemia in Piacenza





"Anche quando l'anima non è più presente, c 'è una forza nei corpi dei santi".
(san Cirillo di Alessandria)

Nella stesura del libro “Sostene di Calcedonia. Testimone di Cristo” non avevo notizie circa le reliquie del Martire.

A dire il vero avevo sempre venerato una reliquia del Santo custodita nella Parrocchia di S. Maria del Monte in San Sostene (CZ).

Nella mia precedente ricerca e poi successivamente ho scoperto tracce del culto del S. Martire, nei seguenti luoghi:

o       Roccella Jonica (RC), loc. S. Sostene, chiesa omonima
o       San Sostene (CZ), Parrocchia di S. Maria del Monte
o       Mili San Pietro (ME), santuario di San Sostene
o       Waterford (NJ – USA), Saint Anthony Church
o       Piacenza, Basilica di Santa Eufemia
o       Irsina (MT), Duomo

Questi sono i luoghi più significativi con tracce del culto del Martire di Calcedonia.

Diversamente invece si può dire circa l’iconografia del Santo. Tranne Roccella Jonica e Irsina, gli altri centri del culto hanno una ricca testimonianza iconografica.

In modo particolare la Basilica di Santa Eufemia in Piacenza è quella che contiene anche opere pittoriche che ritraggono il compagno di martirio, cioè San Vittore di Calcedonia. Il quale è anche raffigurato in una statua di gesso – 35 cm - di proprietà dell’autore.

Ritorniamo però alla questione delle reliquie.

Nella Parrocchia di S. Maria del Monte in San Sostene (CZ) c’è un reliquiario ligneo antropomorfo (braccio) con all’interno una reliquia ex ossibus del Martire. Il cartiglio contenuto afferma: “POLLEX S. SOSTHENIS M.”



santa reliquia ex ossibus
Parrocchia di S. Maria del Monte in San Sostene (CZ)



Secondo la Relazione di Bianca Capone Ferrari presentata al 22° Convegno di Ricerche Templari curato dalla L.A.R.T.I. il 25 e 26 settembre 2004 a Trieste, anche a Irsina (MT) ci sono tracce di reliquie dei Santi martiri calcedonesi.

Infine la più sorprendente scoperta è quella relativa a Piacenza, presso la Basilica di Santa Eufemia.

Scrive nel 1881 il beato Giovanni Battista Scalabrini in una lettera autografa in occasione della ricognizione delle reliquie di santa Eufemia:

“il 7 del suddetto mese di gennaio abbiamo posto in quell’urna le stesse reliquie prelevate dall’Arca in Pietra, che nel gennaio dello stesso scorso anno 1880, in occasione della Sacra Visita Pastorale, trovammo situata sotto l’Altare Maggiore del medesimo Tempio dalla parte del coro e nella quale abbiamo eseguito la ricognizione canonica di quelle reliquie, conservate con alcuni resti dei Santi martiri Sostene e Vittore.
Vi sono reliquie e con pezzetti di ceneri della Santa e dei suddetti Santi.
Il 10 di questo mese la stessa arca in Pietra è stata posta nel luogo primitivo …. 29 maggio 1881. Giovanni Battista Vescovo”
Questa lettera documenta così la presenza delle reliquie di San Sostene a Piacenza

Ma poi… È sempre il beato vescovo Scalabrini che nel suo discorso, tenuto il 9 gennaio 1881, a conclusione dei festeggiamenti per la ricognizione delle reliquie di Santa Eufemia, afferma:

“(Eufemia) Sappiamo che molti guadagnò Essa alla fede di Cristo durante la vita, e tra essi Sostene e Vittore, dei quali troviamo insigni reliquie nell’urna istessa della martire, come ci narrava la tradizione e le memorie storiche dei nostri padri”

Ad oggi l’urna delle Sante Reliquie è posta nel luogo dove la ripose il beato Giovanni Battista Scalabrini.

Infine una piccola ed insignificante reliquia ex linteis è custodita dall’autore, e proviene dal reliquiario di San Sostene nel paese omonimo del catanzarese.

Concludo con un pensiero di S.S. Benedetto XVI:

“Le reliquie (dei santi) ci indirizzano a Dio stesso: è Lui infatti che con la forza della sua grazia, concede, ad esseri fragili, il coraggio di testimoniarlo davanti al mondo. Invitandoci a venerare i resti mortali dei santi e dei martiri, la Chiesa non dimentica che in definitiva si tratta di povere ossa umane che appartengono a persone visitate dalla potenza viva di Dio. Le reliquie sono tracce di questa presenza invisibile ma reale che illumina le tenebre del mondo, manifestando il regno dei cieli che è dentro di noi. Esse gridano con noi e per noi: “Maranathà!”, “Vieni Signore Gesù”.








Bibliografia

- AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
- Archivio Parrocchia San Pietro in Mili, S. Pietro Superiore (ME)
- Archivio Parrocchia Santa Maria del Monte “Pignatelli”, S. Sostene (CZ)
- Bianca Capone Ferrari - Relazione presentata al 22° Convegno di Ricerche Templari curato dalla L.A.R.T.I. il 25 e 26 settembre 2004 a Trieste - dal Sito Web di Irsina.net
- Bollandisti , Acta Sanctorum Septembris, Tomus III , p. 488
- C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
- Corrao Gaia – Eufemia. Una ragazza martire per Cristo: supplemento a “Il Nuovo Giornale”, settimanale diocesano di Piacenza-Bobbio” – n. 32, 15 settembre 2006
- D. M. Grenci - I. Coletti, San Sostene martire, dattiloscritto
- Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, Vol. II, pp. 954-957
- Grenci Damiano Marco - “Sostene di Calcedonia. Testimone di Cristo”, pp. 140, 30 illustrazioni in b\n, Ed. Tip. Rossini (Busto Arsizio - VA).
- Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2011
- Jacopo da Varagine, Leggenda Aurea, Libreria Editrice Fiorentina, Voll. 2, pp. 630- 632
- Lupoli Michele Arcangelo - Novena in onore di Santa Eufemia vergine e martire calcedonese, protettrice della città di Montepeloso (Irsina) – Ed. Comitato Feste Patronali, 2000
- Parrocchia di Sant’Eufemia. Istituto Paritario sant’Eufemia – Sant’Eufemia e la Basilica a lei dedicata: testimonianze di fede, storia e arte – Ed. Parrocchia di Sant’Eufemia, 2003
- Parrocchia San Pietro Apostolo Mili San Pietro (ME) – Vivere San Sostene – opuscolo in proprio, 2007
- Racco - Scali, Guida a Roccella Jonica, Ed. Brenner
- RR. PP. Benedettini - Parigi, Vies des Saintis et des Bienheureux, Ed. Letouzey et Ane, 1952, Tome IX, pp. 199. 338-341
- Vita dei Santi - San Sosteno, discepolo di San Paolo – pp. 1139-1140

domenica 6 febbraio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano



San Paolo Miki


6 febbraio
SAN PAOLO MIKI e COMPAGNI martiri
MEMORIA

Il 5 febbraio 1597 a Nagasaki, Giappone, furono martirizzati tre gesuiti, tra i quali Paolo Miki, diciassette laici giapponesi, dei quali due ragazzi di undici e tredici anni, e sei francescani spagnoli. Appesi alla croce, prima di essere finiti a colpi di spada, stupirono i presenti per la gioia di essere associati alla passione di Cristo. San Paolo Miki prima di morire, tiene l’ultima predica, invitando tutti a seguire la fede in Cristo; e dà il suo perdono ai carnefici. Andando al supplizio, ripete le parole di Gesù in croce: "In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum". Il beato Pio IX nel 1862 li eleverà agli onori degli altari.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 6 febbraio: Memoria dei santi Paolo Miki e compagni, martiri, a Nagasaki in Giappone. Con l’aggravarsi della persecuzione contro i cristiani, otto tra sacerdoti e religiosi della Compagnia di Gesù e dell’Ordine dei Frati Minori, missionari europei o nati in Giappone, e diciassette laici, arrestati, subirono gravi ingiurie e furono condannati a morte. Tutti insieme, anche i ragazzi, furono messi in croce in quanto cristiani, lieti che fosse stato loro concesso di morire allo stesso modo di Cristo.