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venerdì 22 dicembre 2017
Santa Viola Vergine Martire Veronese
Per quanto sia un nome molto
usato anche nelle sue varianti Violante, Violetta, Iole, della santa che porta
il nome di Viola si sa ben poco.
In L’Arena.it in data 16 agosto
2016 è stato scritto un articolo che attesta il culto per la Santa veronese, e
di recente ad opera degli alpini è stata restaurata la statua lignea già
collocata in Azzago che dal 1974 è stata ricollocata nella chiesetta a lei
dedicata e ricostruita.
La chiesetta si trova in via S.
Viola, non lontano dal colle omonimo e dal forte austriaco che porta il suo
nome, che fu costruito demolendo la primitiva chiesetta.
S. Viola è citata da un antico
studioso di agiografia Filippo Ferrari, il quale nel suo volume “Catalogus Sanctorum Italiae” edito a
Milano nel 1613, afferma di aver letto nelle «tavole» della Chiesa
veronese il nome di questa vergine e martire.
Oltre questo incerto dato
storico, esisto poi elementi leggendari presenti nell'agiografia prealpina: i
santi fratelli eremiti sui monti.
Secondo la leggenda popolare,
questa giovane di nome Viola si è ritirata sul monte di Azzago, mentre la
sorella Cristina sul Purga di Velo e il fratello Moro su quello di san Mauro di
Saline e che da questi monti comunicavano tra loro attraverso dei falò.
Esistono altri santi eremiti
simili in Lombardia, come nel comasco e nel lecchese.
Il luoghi di culto di S. Viola
sono Azzago di Grezzana e la chiesetta ricostruita dagli abitanti ai piedi del
monte, grazie all’intervento di Don Amedeo Tirapelle (parroco di Azzago dal
1940 al 1952) e benedetta l’8 agosto 1946 dal vescovo Girolamo Cardinale e, in
quell’occasione, la statua di Santa Viola venne trasportata in processione e
ricollocata com’era in origine. Nel 1974 gli alpini restaurarono la chiesetta e
la statua vi rimase.
![]() |
| particolare della statua venerata a Azzago (VR) |
mercoledì 20 dicembre 2017
Evviva la Venerabile Maria Antonia Samà!
Dal 2004 che attendevo questo momento, dopo la grazia
ricevuta dalla Monachella di San Bruno. Ed eccoci, dopo 13 anni la Chiesa ha
riconosciuto le virtù eroiche di Maria Antonia Samà.
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Maria Antonia
Samá, Laica; nata a Sant’Andrea Jonio (Italia) il 2 marzo 1875 e ivi morta
il 27 maggio 1953.
Il Santo Padre Francesco insieme al decreto di
Venerabilità per la Samà ha anche firmato decreti di miracolo, martirio e
venerabilità di altri testimoni della fede.
Tra tutti spicca il gesuita Alfonso de Barzana,
evangelizzatore del Perù, vissuto nel XVI secolo, morto a 67 anni a Cuzco; e il
Cardinale Stefano Wyszyński,
Metropolita di Gniezno e Varsavia, Primate di Polonia, vissuto nel XX secolo.
Altri
decreti
BEATO
- il miracolo, attribuito all’intercessione
del Venerabile Servo di Dio Giovanni
Battista Fouque, Sacerdote diocesano; nato a Marsiglia (Francia) il 12
settembre 1851 e ivi morto il 5 dicembre 1926;
- il
miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Tiburzio Arnáiz Muñoz, Sacerdote
professo della Compagnia di Gesù, Fondatore delle Misioneras de las Doctrinas
Rurales; nato l’11 agosto 1865 a Valladolid (Spagna) e morto a Málaga (Spagna)
il 18 luglio 1926;
- il
miracolo, attribuito all’intercessione della Venerabile Serva di Dio Maria Carmen Rendiles Martínez,
Fondatrice dell’Istituto delle Siervas de Jesús de Venezuela; nata a Caracas
(Venezuela) l’11 agosto 1903 e ivi mo rta il 9 maggio 1977;
- il
martirio dei Servi di Dio Teodoro Illera
Del Olmo (al secolo: Cirillo),
Sacerdote professo della Congregazione di San Pietro in Vincoli, e 15 Compagni,
uccisi in odio alla Fede durante la persecuzione religiosa in Spagna nel 1 936 e nel 1937;
VENERABILE
- le virtù eroiche del Servo di Dio Paolo Smolikowski, Sacerdote professo
della Congregazione della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo; nato il 4
febbraio 1849 a Tver (Russia) e morto a Cra covia (Polonia) l’11 settembre 1926;
- le virtù
eroiche del Servo di Dio Patrizio Peyton,
Sacerdote professo della Congregazione di Santa Croce; nato il 9 gennaio 1909 a
Carracastle (Irlanda) e morto a San Pedro (Stati Uniti d’America) il 3 giugno
1992;
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Maria Anna di
San Giuseppe (al seco lo: Maria Anna de Manzanedo Maldonado),
Fondatrice dei Monasteri delle Suore Agostiniane Recollette; nata ad Alba de
Tormes (Spagna) il 5 agosto 1568 e morta a Madrid (Spagna) il 15 aprile 1638;
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Luisa Maria
Langstroth Figuera De Sousa Vadre Santa Marta Mesquita e Melo (Luiza Andaluz),
Fondatrice della Congregazione delle Ancelle di Nostra Signora di Fátima; nata
il 12 febbraio 1877 a Marvila (Portogallo)
e morta a Lisbona (Portogallo) il 20 agosto 1973;
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Anna del Salvatore
(al secolo: Marianna Orsi), Suora
professa della Congregazione delle Suore Figlie di Sant’Anna; nata ad Albareto
(Italia) il 22 febbraio 1842 e morta a Palermo (Italia) il 7 giugno 1885.
venerdì 8 dicembre 2017
Maria, Vergine Madre Immacolata
Il
Vangelo di Luca racconta di due nascite con l’annuncio angelico. Quello del
Battista a Zaccaria, nel Tempio a Gerusalemme; e quello di Gesù a Maria nella
sua casa di Nazareth.
Zaccaria
e Maria obbiettano sulla modalità della nascita.
Zaccaria
ricordando della sua vecchia e della vecchia e sterilità di sua moglie
Elisabetta.
Mentre
Maria facendo notare che è vergine: non
conosco uomo.
La
reazione di Dio è diversa.
Zaccaria
è punito, reso muto, Maria invece no! Perché questa differenza?
È
un discorso di memoria. Maria riconosce che nella storia della salvezza nessuna donna vergine è divenuta madre. Mentre Zaccaria non fa memoria che
nella storia d’Israele molti anziani e donne sterili hanno avuto il dono della
paternità e della maternità.
Siamo
così richiamati a far memoria della grande cose che Dio ha compiuto e compie.Non dobbiamo essere degli smemorati!
Ma
anche a pensare che Dio ascolta il desiderio del cuore nel momento in cui esso
serve a compiere grandi cose, e non per un piccolo bene.
Nel
foglio della messa, è riportato all’inizio, una frase di Efrem il Siro, autore
sacro del IV secolo:
Tutta bella sei Maria e la macchia
originale non è in te.
Questo
testo ci dice che già nel 300 dopo Cristo la Chiesa indivisa definiva Maria come l’Immacolata,
solo poi nel 1854 avviene il pronunciamento dogmatico.
Quindi
oggi celebriamo l’Immacolata Concezione
della Beata Vergine Maria.
Maria
Il
nome della fanciulla, della vergine, che riceve il saluto dell’angelo, quindi
riceve la visita di Dio.
Un
a giovane ragazza, Maria, di un paese della Galilea.
Maria
un nome dall’etimologia contesa. Quella più affascinante è relativa alla donna
egizia, facente parte del popolo di Israele, Maria sorella di Aronne e Mosè. Nome
che risuona come: che ama Dio e\o amata da Dio.
Significato
che dice molto alla solennità odierna.
Vergine
Termine
che dice semplicemente quello che abbiamo sentito nel Vangelo: non conosco uomo.
Ma
la verginità di Maria è dimensione della sua libertà disponibile, aperta, senza
preclusione ad accogliere la volontà di Dio, che risuona: avvenga per me secondo la tua parola.
Verginità
che pare in contrasto con Maternità: ma l’esempio di Elisabetta, sterile, vale
anche per lei, se pur vergine, sarà madre: ciò che impossibile all’uomo, è
possibile a Dio, il Signore può tutto! Maria crede!
Maria,
Vergine e Madre, la nuova Eva che generà il nuovo Adamo, Gesù, in Lui una nuova
umanità salvata perché amata e nella via dell’amore trova la sua salvezza.
Salva
per carità e nella carità trova la via della salvezza.
Beata
Parola
che mi fa pensare alle Beatitudini e quindi all’essere discepolo.
Maria
è discepola. Beata perché a creduto, perché ha accolto la Parola di Dio e la
praticata, perché ha lascito che tutta la sua vita – il suo stesso corpo –
fosse di Dio, fosse carne per Dio.
Concezione
Cioè
concepita, nata, venuta al mondo.
Maria
è una creatura, una donna che aveva un papà e una mamma.
Racconta i Vangeli apocrifi che un
giorno un angelo predisse a Gioacchino la nascita di una figlia: Egli tornò a
Gerusalemme e incontrò Anna presso la Porta d’Oro. Il momento
dell’abbraccio-bacio tra i due sposi, segnò il
momento del concepimento di Maria ex osculo: «Ed ecco Gioacchino arriva con il suo gregge, Anna sta alla porta e lo
vede arrivare e accorrendo verso di lui lo abbraccia dicendo: "Ora
riconosco che il Signore mio Dio mi ha abbondantemente benedetta, perché ecco
che la vedova non è più vedova e che io che ero senza figli concepirò nel mio
seno"».
Una
concezione misteriosa, miracolosa, casta, per purificare così fin dal suo
concepimento la nuova stirpe di Adamo.
Immacolata
Maria
è senza peccato. È stata preservato dal peccato originale, quello di Adamo ed
Eva. Maria è carne santa.Un privilegio non per suo merito e ne per suo vanto, ma per noi!
È
nella prospettiva della morte e resurrezione di Gesù, e quindi per la salvezza
dell’umanità da Adamo a l’uomo che nascerà prima del compimento pasquale della
storia.
Maria
è Vergine Immacolata affinché noi arriviamo ad essere santi e immacolati
davanti a Cristo nella carità. Amen.martedì 28 novembre 2017
Da una curiosità ANSA... una riflessione
L'ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e il compagno, Eddy Testa, si sono uniti civilmente. La cerimonia si è svolta sabato scorso in gran segreto a Rivalta, nel Torinese, e a celebrarla è stato il sindaco di Sinistra Italiana, Nicola De Ruggiero, ex assessore regionale e amico della coppia. Lo si è appreso oggi in ambienti politici torinesi.
Vendola e Testa convivono dal 2004 e hanno un figlio, Tobia, nato in Canada con la tecnica della maternità surrogata da una donatrice. Il bambino è stato battezzato lo scorso anno in una chiesa della provincia di Latina.
(ANSA.it)
* * *
La notizia in se... Chi se ne frega! Ma è l'ultima frase che mi fa pensare.
Boh non ho risposte.. Non dite cosa c'entra il bambino, povero!
Ma se capitasse a me fare sto battesimo, e sapendo che le frase del rito hanno un senso e non sono solo parole, mi domando: è giusto farlo e non lasciare che il piccolo Tobia poi scelga lui? Questi due papà possono rispondere con coscienza voglio educare-battezzare nella fede della Chiesa che insieme abbiamo professato? (dice il rito!)
Possono dirlo con verità?
Papa Francesco aveva detto: "Quello di mons. Ricca: ho fatto quello che il Diritto Canonico manda a fare, che è la investigatio previa. E da questa investigatio non c’è niente di quello di cui l’accusano, non abbiamo trovato niente di quello. Questa è la risposta. Ma io vorrei aggiungere un’altra cosa su questo: io vedo che tante volte nella Chiesa, al di fuori di questo caso ed anche in questo caso, si vanno a cercare i “peccati di gioventù”, per esempio, e questo si pubblica. Non i delitti, eh? i delitti sono un’altra cosa: l’abuso sui minori è un delitto. No, i peccati. Ma se una persona, laica o prete o suora, ha fatto un peccato e poi si è convertito, il Signore perdona, e quando il Signore perdona, il Signore dimentica e questo per la nostra vita è importante. Quando noi andiamo a confessarci e diciamo davvero: “Ho peccato in questo”, il Signore dimentica e noi non abbiamo il diritto di non dimenticare, perché corriamo il rischio che il Signore non si dimentichi dei nostri [peccati]. E’ un pericolo quello. Questo è importante: una teologia del peccato. Tante volte penso a San Pietro: ha fatto uno dei peggiori peccati, che è rinnegare Cristo, e con questo peccato lo hanno fatto Papa. Dobbiamo pensare tanto. Ma, tornando alla Sua domanda più concreta: in questo caso, ho fatto l’investigatio previa e non abbiamo trovato. Questa è la prima domanda. Poi, Lei parlava della lobby gay. Mah! Si scrive tanto della lobby gay. Io ancora non ho trovato chi mi dia la carta d’identità in Vaticano con “gay”. Dicono che ce ne sono. Credo che quando uno si trova con una persona così, deve distinguere il fatto di essere una persona gay, dal fatto di fare una lobby, perché le lobby, tutte non sono buone. Quello è cattivo. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega in modo tanto bello questo, ma dice - aspetta un po’, come si dice… - e dice: “non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società”. Il problema non è avere questa tendenza, no, dobbiamo essere fratelli, perché questo è uno, ma se c’è un altro, un altro. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante lobby. Questo è il problema più grave per me. E La ringrazio tanto per aver fatto questa domanda. Grazie tante!"
Quindi cercano Gesù, mi domando?
Educarenno il piccolo Tobia a cercare Gesù?
Questo mi domando!
mercoledì 15 novembre 2017
Enea: figlio di Dio e servo di Maria
Beato Enea da Faenza
15 novembre
Il culto è accertato dall’esistenza di un affresco, ora nel vescovado, nella Chiesa dei Servi di Maria a Faenza. Altre opere d’arte lo raffiguravano con altri beati dell’Ordine dei Serviti. Nulla si conosce della sua vita, secondo alcuni è moro il 15 novembre 1437. Questa potrebbe essere la data della memoria liturgica. Il culto non è ancora stato riconosciuto dalla S. Sede: si può dire che è beato per volontà di popolo!
15 novembre
Il culto è accertato dall’esistenza di un affresco, ora nel vescovado, nella Chiesa dei Servi di Maria a Faenza. Altre opere d’arte lo raffiguravano con altri beati dell’Ordine dei Serviti. Nulla si conosce della sua vita, secondo alcuni è moro il 15 novembre 1437. Questa potrebbe essere la data della memoria liturgica. Il culto non è ancora stato riconosciuto dalla S. Sede: si può dire che è beato per volontà di popolo!
martedì 14 novembre 2017
Decreti 8 novembre 2017
BEATI
- il martirio del Servo di Dio Giovanni Brenner, Sacerdote diocesano;
nato il 27 dicembre 1931 a Szombathely (Ungheria) e ucciso in odio alla Fede il
15 dicembre 1957 a Rabakethely (Ungheria);
- il martirio della Serva di Dio Leonella Sgorbati (al secolo: Rosa),
Suora professa dell’Istituto delle Missionarie della Consolata; nata il 9
dicembre 1940 a Rezzanello di Gazzola (Italia) e uccisa in odio alla Fede il 17
settembre 2006 a Mogadiscio (Somalia);
VENERABILI
- le virtù eroiche del Servo di Dio Giovanni Paolo I (Albino Luciani),
Sommo Pontefice; nato il 17 ottobre 1912 a Forno di Canale, oggi Canale
d’Agordo (Italia) e morto il 28 settembre 1978 nel Palazzo Apostolico in
Vaticano;
- le virtù eroiche del Servo di Dio Gregorio Fioravanti (al secolo:
Lodovico), Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori, Fondatore della
Congregazione delle Suore Francescane Missionarie del Sacro Cuore; nato a
Grotte di Castro (Italia) il 24 aprile 1822 e morto in Gemona (Italia) il 23
gennaio 1894;
- le virtù eroiche del Servo di Dio Tommaso Morales Pérez, Sacerdote
professo della Compagnia di Gesù, Fondatore degli Istituti Secolari Cruzados
e Cruzadas de Santa María; nato a Macuto (Venezuela) il 30 ottobre 1908
e morto il 1° ottobre 1994 ad Alcalá de Henares (Spagna);
- le virtù eroiche del Servo di Dio Marcellino da Capradosso (al secolo:
Giovanni Maoloni), Laico professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; nato
il 22 settembre 1873 a Villa Sambuco di Castel di Lama (Italia) e morto il 26
febbraio 1909 a Fermo (Italia);
- le virtù
eroiche della Serva di Dio Teresa
Fardella, vedova De Blasi, Fondatrice dell’Istituto delle Suore Povere,
Figlie di Maria della Santissima Incoronata; nata a New York (Stati Uniti
d’America) il 24 maggio 1867 e morta il 26 agosto 1957 a Trapani
E poi
- le virtù eroiche del Beato Bernardo di Baden, Marchese di
Baden; nato tra la fine del 1428 e gli inizi del 1429 nel castello di Hohenbaden
(Germania) e morto il 15 luglio 1458 a Moncalieri (Italia);
Amo l'Italia!
Amo l'Italia!
È un sentimento così forte in me che quando sono in giro tra i suoi monti e colli, fiumi o valli, o guardo il mare che la bagna, mi commuovo.
Ma sapere che non sarà ai mondiali di calcio, mi dà una certa soddisfazione. Infatti non amo un pallone che rotola su un campo, ma amo quel campo!
Sono contento perché non si ama una terra solo quando gioca a calcio, ma la si ama sempre!
Non sono italiano solo quando devo tifare la nazionale ai mondiali, ma sono italiano ...perché il buon Dio mi ha fatto nascere qui e questo è per me un vanto.
Vorrei un'Italia più unita, più amata e rispettata dai suoi cittadini.
Vorrei degli italiani che si rammaricassero perché in qualche paese non c'è ancora l'acqua, come se mancasse a tutti; e gioissero per una cosa bella che accade in un altro dei suoi paesi, come accadesse dovunque.
Questo è un popolo!
È un sentimento così forte in me che quando sono in giro tra i suoi monti e colli, fiumi o valli, o guardo il mare che la bagna, mi commuovo.
Ma sapere che non sarà ai mondiali di calcio, mi dà una certa soddisfazione. Infatti non amo un pallone che rotola su un campo, ma amo quel campo!
Sono contento perché non si ama una terra solo quando gioca a calcio, ma la si ama sempre!
Non sono italiano solo quando devo tifare la nazionale ai mondiali, ma sono italiano ...perché il buon Dio mi ha fatto nascere qui e questo è per me un vanto.
Vorrei un'Italia più unita, più amata e rispettata dai suoi cittadini.
Vorrei degli italiani che si rammaricassero perché in qualche paese non c'è ancora l'acqua, come se mancasse a tutti; e gioissero per una cosa bella che accade in un altro dei suoi paesi, come accadesse dovunque.
Questo è un popolo!
Credo che un anno senza mondiali farà solo bene.
"E bacio questi sassi e queste zolle,
Che fien lodate e chiare eternamente"
(Giacomo Leopardi)
"E bacio questi sassi e queste zolle,
Che fien lodate e chiare eternamente"
(Giacomo Leopardi)
sabato 4 novembre 2017
domenica 29 ottobre 2017
L'inglese martire in africa
Martirologio Romano, 14
novembre: Ad Algeri nell’Africa
settentrionale, san Serapione, che, primo nell’Ordine della beata Maria della
Mercede, meritò di ottenere la palma del martirio lottando per la liberazione
dei prigionieri cristiani e la predicazione della fede.
Di origine inglese, San
Serapio, nacque verso l'anno 1179. Entra nell’esercito ed è presente nella
corte d'Austria. Nel 1217 partecipa alla crociata in Terra Santa e poi fu
destinato alla guerra contro i Mori in Spagna. Qui conobbe S. Pietro Nolasco e commosso
dalla carità dei Mercedari, nel 1222 ricevere l'abito di cavaliere laico
dell'Ordine. Le sue qualità lo fecero nominato maestro dei novizi. Uomo di
grande fede, insegnò più con la vita, che con le parole, forgio religiosi
illustri, tra questi: San Raimondo Nonnato.
Suo grande desiderio era
operare con l’Ordine opere di redenzione e sebbene non fosse sacerdote, riuscì
a portarne moltissime a Cristo. La sua missione di redenzione si compì ad
Algeri, e fu pegno per alcuni schiavi in pericolo, ma la somma pattuita per il
riscatto non arrivò in tempo e i Mori lo inchiodarono ad una croce di S. Andrea
e lo squartarono crudelmente: era il 14 novembre 1240.
La conferma del culto,
già diffuso nell’Ordine, ebbe luogo nel 1625 ad opera di papa Urbano VIII e
venne canonizzato nel 1743 da papa Benedetto XIV. La sua memoria liturgica cade
il 14 novembre.
Ecco una vita che
corrisponde fino in fondo al comandamento dell’Amore. Non muore per solo per un
accanimento verso un ideale, ma perché amando Dio Padre, offre la sua vita per
riscattare dalla schiavitù e dare libertà ai figli dello stesso Padre,
fratelli nello stesso Cristo:
Come
io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti
sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri.
domenica 22 ottobre 2017
San Felice di Roma - Calepodio
In
Italia presso il borgo di San Felice al Lago (già Figadelli) in provincia e
diocesi di Bergamo è venerato San Felice Martire.
Chi
è questo S. Martire che dal 1927 prende il nome questo paese sul lago di
Endine?
San
Felice al Lago è frazione del comune di Endine Gaiano (BG).
La
parrocchia di S. Michele Arcangelo custodisce le sue reliquie dal XVII secolo,
estratte dalla catacomba di Calepodio e autenticate nel 1684.
Chi
è appassionato dell’argomento, sa bene di cosa stiamo parlando: è un corpo santo o martire delle catacombe.
Il
Martire delle Catacombe è un corpo santo identificato tra le
sepolture delle catacombe romane o in altre necropoli cristiane, che traslato e
autenticato dalla competente autorità ecclesiastica, tra la fine del XVI secolo
e la seconda metà del XIX secolo, fu inviato ed è venerato in modo privato o
pubblico nelle chiese dell’Urbe e dell’Orbe, come segno di comunione nella fede
cattolica ed esempio di testimonianza cristiana.
San
Felice di Calepodio è festeggiato quale patrono della frazione l’ultima
domenica di agosto insieme all’Arcangelo Michele.
L’immagine
che raffigura i due patroni è alquanto curiosa. Si ha la sensazione che il
pittore abbia voluto dare al santo Martire il volto di qualcuno, perché è strano
trovare un martire delle catacombe calvo. Il Martire regge con la mano sinistra la palma del
martirio e con la mano destra indica la Vergine Madre, Madonna del Buon
Consiglio, chiesetta in cui è custodita l’opera.
mercoledì 11 ottobre 2017
Sant'Emmanuela?
Ma non mi fai gli auguri di buon onomastico, oggi è santa Emmanuela?
Così oggi mi è stato
rimproverato.
Eh! Ma non esiste nessuna
Sant’Emmanuela.
No, no, c’è!
Mah! Cerco."L'onomastico può essere festeggiato l'11 ottobre in memoria di santa Maria Soledad Torres Acosta, al secolo Bibiana Antonia Manuela, fondatrice delle Serve di Maria Ministre degli Infermi", si legge su Wikipedia.
Questo accostamento è non consono con l'onomastica, se no ad esempio il 23 settembre si può festeggiare l'onomastico di Francesco, perché San Pio da Pietrelcina (commemorato il 23 settembre) è al secolo Francesco Forgione, e gli esempi sono molti.
Per cui il rimando onomastico deve avere come riferimento i santi di nome Emanuele\Manuele (es. Sant’Emanuele di Anatolia, 26 marzo) o alla beata martire di Madrid: Emanuela del Sacro Cuore di Gesù (al secolo Manuela Arriola Uranga), commemorata il 10 novembre.
Quindi l'11 ottobre non è Sant'Emmanuela!
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