giovedì 1 agosto 2013

S. Alfonso M. De Liguori, prega per noi!

Giovedì della XVII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)


S. Alfonso M. De Liguori
Parrocchia di Padula (SA)

Alfonso de Liguori. Nacque a Marianella, presso Napoli, in una villa di famiglia, il 27 sett. 1696, da nobile famiglia. Otto figli, primo dei quali Alfonso. Il padre si impegno a fare del primogenito un perfetto cavaliere. Secondo un uso corrente tra la nobiltà, la sua istruzione umanistica oltre alle discipline d'obbligo, letterarie e scientifiche, volle che seguisse il disegno, la pittura, l'architettura, la poesia, la musica. Soprattutto la musica: si capisce perché S. Alfonso è famoso per aver scritto molte canzoni popolari … tra cui … “Tu scendi dalle stelle”.
 
Diventa avvocato… ebbe due fidanzate: Teresina, che non sposò perché andò a suora, e morì santamente nel 1724 (di cui scrisse una biografia); la seconda una duchessa della famiglia del Balzo che non sposo per sua scelta.
 
La svolta della vita si ebbe dopo una grave sconfitta in campo della giurisprudenza. S. Alfonso ebbe una svolta anche nella vita di pietà: verso il Santissimo Sacramento e la Vergine Maria.
 
Nel 1723, vestì l'abito talare e iniziò gli studi teologici. Il 21 dicembre 1726 è ordinato sacerdote e fu subito inviato a predicare gli esercizi spirituali, da cui uscì trionfale … è un nuovo inizio di vita: da allora la sua operosità è costituita dalla predicazione, incessante ed efficacissima, estesa per un trentennio ed oltre: dapprima in Napoli, e si rivolge al clero e al popolo, di tutto il Regno di Napoli. Da quest’opera nasce la Congregazione del SS. Redentore (i Redentoristi).
 
Come “Mosè eseguì ogni cosa come il Signore gli aveva ordinato: così fece”. S. Alfonso riporta alla legge di Dio il popolo del Regno di Napoli, attraverso la predicazione, gli scritti e la sua musica.
 
Come Mosè “nel primo giorno del primo mese … eretta la Dimora. … Prese la Testimonianza, la pose dentro l’arca, mise le stanghe all’arca e pose il propiziatorio sull’arca; poi introdusse l’arca nella Dimora, collocò il velo che doveva far da cortina e lo tese davanti all’arca della Testimonianza, come il Signore aveva ordinato”, così S. Alfonso costituì un popolo, la Chiesa, dimora di Dio, risvegliando in esso il senso della presenza eucaristica in cui è presente il Signore!
 
Come il pescatore che getta la rete e scarta i pesci cattivi: così S. Alfonso edifico il popolo di Dio al senso del bene e del male.
 
E come racconta il Vangelo, spronò il popolo di Dio all’amore di Dio, alla sua misericordia e a temere il suo giudizio: “Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti”.
 
S. Alfonso è come lo scriba divenuta discepolo del Regno: capace di proporre cose antiche in modo nuovo.
Ecco la sapienza pastorale.
S. Alfonso interceda per noi perché doni ai pastori della Chiesa, ai vescovi e ai sacerdoti questa sapienza! Amen.

 

martedì 30 luglio 2013

in viaggio (XIV) ...



Civita di Bagnoregio (VT)

Luogo della nascita di San Bonaventura francescano e Dottore della Chiesa.

lunedì 29 luglio 2013

in viaggio (XIII) ...



Trappa di Vitorchiano (VT)


"Nel monastero cistercense di Grottaferrata nel territorio di Frascati vicino a Roma, beata Maria Gabriella Sagheddu, vergine, che in tutta semplicità offrì la sua vita, terminata all’età di venticinque anni, per l’unità dei cristiani". (M.R. 23 aprile)

domenica 28 luglio 2013

in viaggio (XII) ...





 
Dolce Madre della Madre di Dio,
Sant'Anna, donna della fede,
in Te l'attesa dei secoli giunge alla soglia del Mistero:
Tu sei l'alba che prepara il giorno dell'incontro,
Tu la speranza che si apre al compimento,
Tu la vigilia delle nozze in cui cielo e
terra si sono incontrati in Tua Figlia Maria,
arca dell'alleanza e terreno dell'avvento di Dio fra noi.
Intercedi per noi, perché come Te siamo fedeli nell'attesa,
uomini e donne di speranza, aperti al dono dell'Eterno,
docili nella fede e generosi nell'amore.
Col Tuo amore di Madre della Madre di Dio,
chiedi a Cristo di esaudire le attese vere del nostro cuore
e accompagnaci nel seguire Lui, luce della vita, 
nella fedeltà di ogni giorno,
verso i pascoli della bellezza eterna,
dove con Maria e tutti i Santi ci attendi anche Tu,
nella gioia senza ombre e
senza tramonto della patria del cielo. Amen.
 
S. Ecc. Mons. Bruno Forte

sabato 27 luglio 2013

in viaggio (XI) ...



ampolla del sangue di
S. Pantaleone M. M.
patrono di Montauro (CZ)


"A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, san Pantaleone, martire, venerato in Oriente per avere esercitato la sua professione di medico senza chiedere in cambio alcun compenso". (M.R. 27 luglio).

Il sangue del S. Martire in questa data, si liquefa. Anche quest'anno è avvenuto il miracolo, nelle mie mani!
Che stupore...
 
S. Pantaleone M. M.
patrono di Montauro (CZ)
 

venerdì 26 luglio 2013

in viaggio (X) ...




Nata a Stalettì, sulla riviera jonica nella diocesi di Catanzaro-Squillace, il 7 luglio 1924, Concetta Lombardo, dopo solo sette mesi, rimane orfana di padre, Gregorio, bracciante agricolo, morto in un incidente di lavoro. La sua fede sincera e semplice le dava la forza di dedicarsi alle fatiche domestiche, ai lavori stagionali dei campi e agli impegni del suo mestiere di sarta per aiutare la madre, Giovanna, a mandare avanti la famiglia, composta oltre che da lei da una sorella più grande, Angelina. Oltre agli impegni familiari Concetta partecipa attivamente alle iniziative pastorali della diocesi: esemplare giovane dell'Azione Cattolica e catechista, aveva professato la Regola del Terzo Ordine Francescano.

Impegnata attivamente in parrocchia, in lei apparivano ben chiari i segni delle sue doti naturali: un carattere dolce, mite, affabile, servizievole ed umile. Caratteristiche che tutti, nel piccolo centro calabrese, ammiravano insieme alla sua singolare avvenenza fisica. Trascorse i suoi anni di adolescente in un tempo anche molto difficile segnato dagli eventi e dalle conseguenze della seconda guerra mondiale. In questo periodo la madre le propone il matrimonio con un giovane del luogo che Concetta vedeva bene: con lui voleva costruire una famiglia. Ma il matrimonio svanisce: il ragazzo parte per la Germania  in cerca di lavoro e ben presto si sposa con una tedesca. Scossa da questa storia non abbandona comunque l'idea di costruire la sua femminilità con un amore benedetto dal Sacramento del matrimonio.

Un desiderio e un sogno che, però, non riesce a realizzare: di lei si innamora un uomo, Vincenzo Messina, sposato con figli, fruttivendolo e gestore di uno spaccio di carne in un comune vicino a Stalettì. Dopo aver conosciuto Concetta, Messina diventa amico della famiglia tanto che battezza la primogenita della sorella di Concetta. Questo fa si che il fruttivendolo visita spesso la casa dei Lombardo innamorandosi perdutamente di Concetta. Questo "amore", non corrisposto, preoccupa la famiglia Lombardo che corre ai ripari respingendo il Messina come indegno di "comparaggio" e della loro fiducia, per l'inammissibile comportamento.




Ma Messina continuava e, sempre più insistentemente, chiedeva alla giovane Concetta di andare a convivere insieme: una proposta che lei considerava peccaminosa e disonorante: pur di non peccare preferiva morire, come è successo la mattina del 22 agosto del 1948 quando, ad un ennesimo rifiuto di Concetta, il Messina la colpisce a morte con due revolverate, togliendosi lui stesso la vita poco dopo con la stessa arma. Un fatto che suscitò molto scalpore e molti considerarono la morte di Concetta, come un vero martirio oltre che modello di fermezza cristiana e di fedeltà evangelica, da additare come esempio luminoso al mondo di oggi.

Hanno detto di lei. "Con assoluta umiltà Concetta Lombardo viene a ricordarci che non si costruisce la storia se non si hanno delle certezze. Ci vogliono chiari punti di riferimento, raggiunti, certo, in piena libertà, ma assolutamente necessari. Sono i valori che danno un senso alla vita e per i quali si deve essere disposti a dare tutto": così mons. Antonio Cantisani, presidente emerito della Conferenza episcopale calabra, parla di Concetta Lombardo, catechista dell'Azione cattolica e terziaria francescana, indicandola come una testimonianza per i giovani d'oggi. Lombardo, infatti, per difendere la sua purezza, è stata uccisa da un uomo sposato che desiderava averla

La grandezza di Concetta Lombardo sta soprattutto nella sua semplice vita cristiana con al centro la Parola di Dio e la sua volontà che lei cerca avidamente e fedelmente. La sua vita "grida – ha sottolineato mons. Antonio Cantisani che nel 1990 ha voluto fortemente l'apertura della causa di beatificazione – che sull'impegno pastorale di una seria preparazione alla famiglia come comunità d'amore, non si può transigere". Il suo esempio, come quello di tanti, di "creatura coerenti a tutti i costi con la propria dignità e la propria coscienza, ci da il diritto di guardare con piena fiducia al domani dell'umanità".

Ci vogliono queste persone che sanno valorizzare la "ferialità" facendo con amore le cose "ordinarie": quel "dovere che è proprio di ciascuno secondo la specifica vocazione. E' più che mai vero che niente è piccolo quando è grande il cuore che dona". Oggi le spoglie mortali di Concetta Lombardo, traslate nella chiesa matrice di Stalettì, sono meta di numerosi pellegrini, provenienti da varie parti della regione mentre la documentazione diocesana del processo canonico sulla vita, le virtù e la fama di martirio della Lombardo sono all'esame della Congregazione per le Cause dei Santi. (FONTE)

giovedì 25 luglio 2013

in viaggio (IX) ...





Non si hanno notizie certe sull’origine del Santuario Maria Santissima di Termini di Gasperina (CZ).
 
E’ probabile che l’edificio sia stato costruito su un rudere più antico a forma di torre. Con la denominazione “Termini” è indicata la fine - il termine - della giurisdizione della Certosa di Serra San Bruno, che a Gasperina possedeva una grangia.
 
 
 
 
La chiesetta è legata alla tradizione che la vuole sorgere in seguito al ritrovamento di una statua della Madonna. Essa fu ritrovata infatti nel mar Jonio nel 1800.
 
Il santuario si trova in una posizione particolarmente panoramica dal colle di Santa Maria con vista sul golfo di Squillace.

mercoledì 24 luglio 2013

in viaggio (VIII) ...

 
 
 
 
Il Santuario della Madonna delle Grazie, sorge nel comune di Torre di Ruggiero (CZ), nel cuore delle serre calabresi.

Il Santuario trae le sue origini al tempo dell'iconoclastia, quando i monaci basiliani, in fuga dall'oriente fondarono in questo luogo una "Dacia basilina", dove nel corso dei secoli fu sempre cara la devozione verso la Madre di Dio.

Il 17 aprile del 1677 due ragazze del luogo, Isabella Cristello e Antonia De Luca, andarono al Santuario per pregare e qui mentre erano raccolte Isabella guarì dal male che da tempo l'affliggeva e contemporaneamente le due giovani assistevando alla visione celestiale della Vergine che chiedeva di essere in quel luogo "riverita dai popoli vicini e lontani" e da quel luogo Lei avrebbe dispensato abbondanti le sue grazie e i suoi favori.
 
Il silenzio sul Santuario calò a causa del devastane terremoto che il 5 febbraio del 1783.

Dopo 74 anni la Madre di Dio, apparendo alla contadina torrese, Pascale Luna, chiede la ricostruzione del Santuario. Mancavano i mezzi necessari e così il popolo piano piano dimenticò la promessa della ricostruzione.
Il pomeriggio del 10 aprile 1858, sabato in albis, il contadino Francesco Arone mentre lavorava il terreno nei pressi del Santuario vide zampillare una polla d'acqua e ricordandosi che proprio in quel luogo la tradizione ricordava una fonte, si dissetò e si lavò gli arti doloranti guarendo all'istante. Commosso dal prodigio corse in paese e i torresi capirono che era l'ennesimo segno voluto dalla Santa Vergine per ricostruire il suo Santuario. L'8 maggio dello stesso anno la curia vescovile di Squillace autorizzò la ricostruzione della Chiesa che in tempi brevissimi per quel periodo fu ultimata e consacrata l'8 settembre 1858.
 
 
 
La nuova statua della Madonna delle grazie fu un dono di Vittorio Emanuele II.
La festa principale della Madonna si celebra ogni 8 settembre.
 
 
 
 
PREGHIERA ALLA SANTA VERGINE

O tesoro dei torresi! Vergine Santissima delle grazie. Tu, in questi tempi di poca fede e di empietà trionfante hai voluto rinnovare in tuo seggio di Regina e di Madre dov'eri con singolar culto da remotissimi tempi venerata, e, riedificato il tuo tempio sopra gli antichi ruderi, con la ricomparsa della fonte prodigiosa, dimostrando così la tu particolare protezione per i tuoi diletti figli di Torre di Ruggiero e per tutti quelli che con viva fede vengono qui a venerarti.
Tu come Madre amorosissima, con le tue acque salutari spargi dappertutto i tesori delle tue celesti misericordie. Deh, O Maria, da questo luogo da te prescelto, rivolgi anche su di me gli occhi tuoi benigni ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mostrati anche a me come a tanti tuoi devoti ti sei dimostrata Vera Madre di misericordia. Impetrami dal Divin Figlio la grazia che ti domando (.......), mentre con tutto il cuore ti saluto e ti invoco: Madre mia tenerissima, sovrana tesoriera e dispensatrice di tutte le grazie. Amen.
O splendore delle calabrie, che sul dolce colle di Torre di Ruggiero, volesti erigere il tuo trono, Vergine Santissima delle grazie, a te con l'inno che ti glorifica, s'innalza la mia invocazione. Tu, che da secoli spargi da qui copiose le tue grazie sui figli che sanno rivolgersi al tuo cuore con fervore di umiltà e fermezza di fede; tu che a mille e mille mostrasti i tuoi prodigi, onde i ciechi videro, i muti parlarono, gli storpi camminarono davanti al tuo tabernacolo, ascolta la mia preghiera ed intercedi presso il tuo Divin Figlio che mi conceda la grazia di cui ho bisogno! E davanti a te faccio solenne promessa di compiere ogni sforzo per esserne degno, affinché la misericordia che mi avrai concessa si tramuti in luce di bene per l'anima mia e si diffonda ovunque per abbagliare i peccatori facendoli volgere alla tua glorificazione eterna ed universale. Concedi o Vergine delle grazie di Torre di Ruggiero, al peccatore che ti implora questo segno della tua tenerezza, esaudisci la mia preghiera. Amen. Salve Regina....

martedì 23 luglio 2013

in viaggio (VII) ...




S. Maria del Bosco
Serra San Bruno (VV)



Ave, Maria,
gratia plena,
Dominus tecum,
Benedicta tu
in mulieribus,
et benedictus fructus
ventris tui, Jesus.
Sancta Maria, Mater Dei,
ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora
mortis nostrae.
Amen.

lunedì 22 luglio 2013

Regina dei Martiri, prega per noi!




Madonna dello Scoglio
S. Domenica di Placanica (RC)

* * *

Ave Maria...
Santa Maria,
Madre di Dio
prega per noi.

 
* * *

Santi Martiri Cosma e Damiano
Riace (RC)

in viaggio (VI) ...





Mariantonia Samà nasce il 2 marzo 1875 a S. Andrea Jonio, un ridente paese adagiato su verdi colline, sospeso tra cielo e mare in dolce declivio verso la sua incontaminata costa. (FONTE: sito web)
 
             Mariantonia, orfana di padre morto prima della sua nascita, trascorre la fanciullezza e la prima giovinezza soccorrendo la madre Marianna nei quotidiani impegni tipici del ceto contadino.
 
All’età di quindici anni circa, rientrando a casa a conclusione di una faticosa giornata di lavoro, dopo aver bevuto in una “gurna”(pozza), in prossimità del fiume Salubro,  viene invasa da uno spirito immondo che ne strazia il corpo el’anima per cinque lunghi anni trasformando la fanciulla in una energùmena.
 
Poiché a nulla valgono le preghiere dei Sacerdoti di S. Andrea e dei Frati Minori del vicino Convento di Badolato la baronessa Enrichetta Scoppa, che segue con amore cristiano le vicende del popolo andreolese, nel mese di giugno dell’anno 1894 organizza il trasferimento di Mariantonia presso la Certosa di Serra dove si pratica l’esorcismo. Quattro suoi dipendenti, dopo otto ore di viaggio attraverso un viottolo di montagna, depositano davanti al portone della Certosa la cassa in cui viaggia l’ossessa, amorevolmente accompagnata anche dalla madre. Allo scadere di cinque ore ininterrotte di preghiere l’inferma si alza, è finalmente libera dallo spirito immondo e, grata, abbraccia la statua del Santo Patrono; diviene così per tutti la “malatina di San Bruno”.
 
Trascorrono serenamente due anni, poi una terribile malattia la costringe definitivamente a letto in posizione supina con le gambe rattrappite e le consente solo l’uso parziale della mano destra. E’ una giovinetta di 22 anni.
 
 
 
 
Nell’imperscrutabile disegno divino, alcune donne collaborano con la madre nell’assistenza all’inferma, poi alla sua morte, avvenuta nel 1909, ne assumono completamente il carico. La Baronessa Scoppa, il Marchese Lucifero e tutte le altre famiglie provvedono al suo sostentamento in modo così liberale che, con i prodotti superflui, è possibile beneficare molte altre persone bisognose. I Sacerdoti del luogo e i Padri Redentoristi si avvicendano nel portare la comunione quotidiana e nell’assistenza spirituale; le Suore Riparatrici del Sacro Cuore ne curano il corpo, che rimane indenne da piaghe nonostante la decennale degenza, e, soprattutto, lo spirito occupandosi di quella formazione religiosa che le consente di ricevere con voti privati il velo nero della Congregazione; da quel momento la “malatina di San Bruno” viene ricordata come “monachella di San Bruno”.
 
Mariantonia accetta la volontà di Dio ed offre al bel Gesù le sofferenze che di giorno in giorno si fanno più terribili e nella settimana santa sono intollerabili;  nasce, così, il fulgido esempio di devozione filiale al Cristo Crocifisso che ella, in estasi, contempla dal suo letto di dolore. Il martirio la porta nella maturità a penetrare e comprendere la volontà del Padre e la ricolma di doni celestiali che trasfonde, riconoscente, su tutti coloro che fiduciosi le si rivolgono: il dono delle guarigioni, della profezia, dell’estasi, dell’introspezione, del profumo, della bilocazione e dell’apparizione.
 
 
 
 
 
 
La fama di santità della “monachella” si diffonde rapidamente ed il tugurio in un vico (oggi via Mariantonia Samà) di Via Cassiodoro, di fronte alla Chiesa Matrice, in cui ella vive diviene meta di un ininterrotto pellegrinaggio, particolarmente in periodi difficili per la vita personale o anche comunitaria quali la seconda guerra mondiale o il terremoto del 1947; per tutti una parola di speranza (“stai tranquilla” o “devi avere fiducia ) se la richiesta è destinata ad essere esaudita; oppure di conforto (“ dovete pregare e fare la volontà di Dio”) se il volere del Padre non è conforme ai desideri individuali; o ancora di tenera sollecitudine per tutti i compaesani ( non temete il nostro protettore S.Andrea proteggerà il paese dalle bombe).
 
Nel primo mattino del 27 maggio 1953, a seguito di un malessere più accentuato, Mariantonia emette l’ultimo respiro. Le sue carni dopo circa sessanta anni di degenza sono fresche vellutate e profumano di fiori. Le esequie si svolgono nel pomeriggio alla presenza di tutti gli andreolesi e di molti abitanti dei paesi vicini; la bara scoperta attraversa le vie del paese e dopo la cerimonia religiosa viene accompagnata    al Cimitero nella Cappella delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore dove la mattina del 29 maggio viene tumulata.
 
Il 3 agosto 2003 i resti mortali di Mariantonia vengono traslati nella Chiesa Matrice di S. Andrea Jonio durante una solenne cerimonia religiosa ed acclamata santa dall’incontenibile folla accorsa.
 
 
 
 
 
 
23 ottobre 2009
 
 
 
 
 
Gennaio
2013
 
 

Il Tribunale Ecclesiastico di Genova conclude i suoi lavori e trasmette la documentazione alla Congregazione per le Cause dei Santi in Roma.
 
La Congregazione per le Cause dei Santi rilascia il Decreto di Validità.
 
Di seguito il Postulatore, aiutato da un collaboratore esterno e sotto la guida del Relatore, procederà all'elaborazione della "Positio super vita, virtutibus et fama sanctitatis".
 

domenica 21 luglio 2013