domenica 14 giugno 2026

Santi del 14 giugno - XI domenica Anno A

 


Il 23 novembre 2020, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

– Il miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Mario Ciceri, Sacerdote diocesano; nato l’8 settembre 1900 a Veduggio (Italia) e morto a Brentana di Sulbiate (Italia) il 4 aprile del 1945.

Il Venerabile Servo di Dio Mario Ciceri nacque a Veduggio (Milano, Italia) l’8 settembre 1900. Fu ordinato sacerdote il 14 giugno 1924. Nominato coadiutore nella parrocchia di Sant’Antonino Martire a Brentana di Sulbiate, dove rimase per tutta la vita, dedicandosi, in particolare, ai giovani, alla gestione dell’Oratorio e alla cura dei malati, che seguiva con premura e assiduità. Nonostante i rischi, durante la Seconda Guerra Mondiale, realizzò molte opere di carità a favore di bisognosi, dei giovani partiti per il fronte, degli ebrei e dei ricercati dai militari nazi-fascisti, fino a rischiare la vita.


Parrocchia di S. Antonino in Brentana di Sulbiate (MB)

Il 9 febbraio 1945, nel pieno dell’attività pastorale, mentre andava in bicicletta, fu investito da un biroccio. Operato d’urgenza, la situazione andò aggravandosi.

Morì a Brentana di Sulbiate (Italia) il 4 aprile del 1945.

Il decreto sull’eroicità delle virtù venne promulgato il 1° dicembre 2016.

Per la Beatificazione del Venerabile Servo di Dio Mario Ciceri, la Postulazione della Causa ha presentato all’esame della Congregazione l’asserita guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, della piccola Raffaella Di Grigoli da “peritonite e sofferenza ischemica intestinale, fistole intestinali, fistola entero-cutanea, in paziente con megacolon congenito, gravemente denutrita” (Rel. Cons. Med., p. 192). L’evento accadde nel 1975 a Como (Italia). Il 16 settembre 1975, Raffaella, di sette anni di età, venne ricoverata all’Ospedale “Valduce” di Como con diagnosi di “dolicosigma” (anomalia del colon caratterizzata da un abnorme allungamento). Il 2 ottobre 1975 fu sottoposta a intervento chirurgico, durante il quale le fu asportata una parte del colon. Il 7 ottobre 1975 la situazione della paziente peggiorò e, il successivo 22 ottobre, si procedette ad un secondo intervento per rimuovere un’occlusione intestinale. Nonostante ciò, si ripresentarono gli stessi problemi intestinali. Poiché si temeva per la vita della bambina, il 30 ottobre 1975, il parroco le amministrò la Cresima in articulo mortis. Successivamente, si resero necessari altri due interventi chirurgici, eseguiti rispettivamente il 24 novembre 1975 e il 12 gennaio 1976. Nel frattempo la bambina presentò un deperimento organico, fino all’inatteso miglioramento. Il 4 febbraio 1976 fu dimessa dall’Ospedale in buone condizioni. In seguito la sanata ebbe una crescita normale e, nel 2005, divenne mamma di una bambina sana.
L’iniziativa di ricorrere all’invocazione del Venerabile Servo di Dio fu presa dalla zia materna, la quale organizzò una novena e informò delle condizioni della nipotina anche la sorella di Don Ciceri, che consegnò alla famiglia di Raffaella un foulard a lui appartenuto. La mamma di Raffaella portò il foulard in ospedale e lo pose più volte come reliquia sul corpo della figlia. Alle invocazioni al Venerabile Servo di Dio si aggiunsero i parenti. È dimostrato il nesso causale tra l’invocazione e la guarigione della piccola Raffaella.

 
L'urna del Beato esposta in chiesa parrocchiale il 13-14 giugno 2026

Don Mario Ciceri è stato proclamato beato il 30 aprile 2022 nel Duomo di Milano.



XI domenica Anno A 2026

Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore…



La compassione è il sentimento lasciamoci da Gesù per vivere in pienezza la nostra umanità.

La compassione è il motivo per cui Dio Padre manda il suo Figlio Gesù Cristo nella pienezza del tempo per farci ritornare ad essere figli e fratelli.

La compassione è il sentimento cristiano che ci spinge ad imitare Gesù per vivere a sua imitazione la figliolanza e la fraternità.



La compassione è medicina per curare la nostra umanità… la nostra disumanità, cagione di tanta sofferenza interiore e della sofferenza nei nostri fratelli e sorelle.



La compassione ci fa vivere guardando la Santa Umanità di Gesù. Senza di essa non siamo discepoli, figli, fratelli e apostoli.

Ma forse uomini e donne religiosi.

Adoratori degli idoli di questo mondo o dell'idolo che il nostro io, ma senza coscienza.



Il Signore che ancora una volta ci ha chiamati alla sua mensa, Parola e Pane, nutra la nostra fame di felicità per essere un regno di sacerdoti e una nazione santa

non smemorati, ma certi che

quando eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio

per cui

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

Perché la compassione è gratuità e gratitudine.

Amen.

sabato 13 giugno 2026

Rosario per i sacerdoti 2026

 


Nel nome del Padre…

O Dio vieni a salvarci...

 

La santità che ci è richiesta è un abbandono fiducioso: lasciarci trasformare dal suo Santo Spirito. Eppure proprio qui emerge il grande paradosso della nostra vita sacerdotale: siamo chiamati a partecipare alla stessa santità di Dio, ma portiamo questo tesoro in vasi di creta (cfr 2Cor 4,7), siamo limitati e imperfetti, spesso segnati da debolezze e stanchezze, talvolta da ferite. Come può un cuore umano, così vulnerabile, rispondere a una chiamata così alta? Il sacerdote vive questa tensione, ma sa dove trovare pace: nel costato aperto del Signore Gesù.  (Leone XIV)

 

Nel 1° Mistero Luminoso si contempla il Battesimo di Gesù al Giordano.

O Madre dell'Eterno Sacerdote - noi adoriamo Gesù che manifesta al Giordano la sua divinità. Noi lodiamo il sacerdote che custodisce la divinità di Cristo e dona nel sacramento del Battesimo la grazia della figliolanza divina. Vi chiediamo di concedere ai sacerdoti la sapienza di esortare la famiglie al dono del Battesimo dei loro bambini – fin dai primi giorni di vita – e a noi la grazia della fedeltà battesimale.

 

Nel 2° Mistero Luminoso si contempla il Miracolo alle Nozze di Cana.

O Sposa dello Spirito Santo che con Gesù l'Eterno Sacerdote operaste il primo segno del suo Amore per noi. Noi lodiamo il sacerdote custode della dignità del Sacramento del Matrimonio. Con Voi preghiamo per la fedeltà dei coniugi e chiediamo a Gesù che i suoi sacerdoti sappiano custodire nella preghiera e con le parole i coniugi in crisi di fede. E per noi domandiamo la fedeltà alla nostra vocazione. (1)

 

 

Nel 3° Mistero Luminoso si contempla l’Annuncio del Regno.

O Madre dell'Eterno Sacerdote - noi adoriamo Gesù che manifesta ai discepoli l’avvento del suo Regno con parole e miracoli. Noi lodiamo il sacerdote che opera nel mondo per l’avvento del Regno di Dio. Domandiamo per ogni sacerdote la fedeltà al sacramento ricevuto affinché “adveniat Regnum Tuum” e per noi la perseveranza nella fede.

 

Nel 4° Mistero Luminoso si contempla la Trasfigurazione del Signore

O Gloriosa Regina del Clero; - noi adoriamo con Voi Gesù trasfigurato che esorta i discepoli a custodire la gioia nel dolore. Con voi ammiriamo i sacerdoti che custodiscono con gioia le fatiche del ministero pastorale e la castità della vita. Per loro domandiamo il dono della perseveranza e per noi la gioia dopo il dolore.

 

Nel 5° Mistero Luminoso si contempla l’Istituzione dell’Eucaristia

O Gloriosa Regina della Chiesa e Madre del Gesù Sacramentato, noi adoriamo con Voi la SS. Trinità nell'atto donarci la sua presenza nell’Ostia Santa. Preghiamo con Voi per i sacerdoti perché rendendosi conto di ciò che fanno, imitino ciò che celebrano e conformino la loro vita al mistero della Croce di Cristo Signore. E per noi chiediamo il dono di un devoto e quotidiano saluto al Santissimo Sacramento".

 

Salve Regina….

 

(1) Già editato il  24 maggio 2012, con Corredentrice, qui corretto perché sebbene il titolo sia stato usato da alcuni papi in passato, la Congregazione per la Dottrina della Fede in Mater populi fidelis ha ribadito in una nota ufficiale che Maria non è "Corredentrice". Questo titolo è ufficialmente evitato per ragioni pastorali ed ecumeniche, al fine di non oscurare l'unicità di Cristo come unico Mediatore e Redentore.

lunedì 1 giugno 2026

1 giugno ... INIZIA IL MESE DEL SACRO CUORE

 




LITANIE DEL SACRO CUORE

.........................................................................................

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, pietà. Cristo, pietà.

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici.

Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altis­simo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amo­re abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pie­nezza della divinità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui il Padre si com­piacque abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, paziente e misericordio­so abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, propiziazione per i no­stri peccati abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vita e risurrezione no­stra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.


PREGHIAMO

O Dio Padre, che nel Cuore del tuo di­lettissimo Figlio ci dai la gioia di cele­brare le grandi opere del suo amore per noi, fa che da questa fonte inesauribi­le attingiamo l'abbondanza dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.


FONTE


domenica 31 maggio 2026

Cattolici e Giappone da Avvenire.it

                                           STUPENDO!

 


«Il segreto dell’evangelizzazione in Giappone è l’amicizia personale. Anche Gesù va presentato come un amico che ti guida. Attraverso noi sacerdoti, la gente deve sentire il calore di Dio». Incontriamo monsignor Andrea Lembo negli uffici della diocesi di Tokyo. Cinquantadue anni, originario di Treviglio (provincia di Bergamo, diocesi di Milano), dal 2009 missionario del Pime in Giappone, è dal 2023 vescovo ausiliare nella capitale nipponica. Affianca l’arcivescovo Tarcisio Isao Kikuchi, che accompagna la comunità cattolica giapponese dal 2017. «Con l’arcivescovo mi trovo benissimo. Mi vuole un bene dell’anima. Questo mi incoraggia molto». Lembo è anche direttore del centro culturale cattolico di Tokyo, Shinsei-Kaikan, dedicato a san Filippo Neri. «Nato nel 1936 come dormitorio per gli universitari, oggi è aperto a tutti. Ispirato all’insegnamento di Cristo, è pienamente addentro alla società, che è molto veloce, frenetica. È importante per un missionario conoscerne le dinamiche. Il rischio per i giovani è il ritorno a una visione imperialista. A seguito della revisione dei testi scolastici voluta da Shinzo Abe, il primo ministro del Giappone post bellico, le giovani generazioni imparano che la loro nazione non ha invaso, si è espansa, come è naturale fare durante una guerra. Fortunatamente l’imperatore Naruhito è una brava persona come lo era il padre Akihito, che ha abdicato nel 2019. La moglie è cattolica. E Akihito, quando nel 2011 c’è stato il grande terremoto, si è rivolto alla nazione dalla tv a reti unificate, e ha usato più volte la parola kibou , che significa speranza, cioè una parola cristiana».

 

Come si trova in Giappone?

«Ne sono innamorato. Questi sono gli anni più belli della mia vita. Quando il Pime mi ha prospettato il Paese del Sol Levante, avevo già 35 anni, sicché era una grande sfida, ma io ne fui felicissimo. I primi due anni sono serviti a imparare la lingua. Un’esperienza bellissima perché sono andato a vivere in una comunità di giovani, dove ho conosciuto tanti amici. Mi trovo bene con le persone, con la lingua, in questa cultura. Sento forte la grazia divina».

 

Come siamo messi a Battesimi?

«Diventare cristiani è una scelta individuale. Il Battesimo lo chiedono a seguito di esperienze, sia di dolore (la morte di una persona cara, la malattia fisica o psicologica), che positive. Per questo la nostra testimonianza è fondamentale».

 

E i matrimoni?

«Qui c’è un detto: si nasce shintoisti, ci si sposa cristiani, si muore buddisti. Il matrimonio in chiesa “va di moda”. In Cattedrale ne celebriamo anche di non cattolici. Diventa un viatico per parlare dell’amore di Dio che si incarna nell’amore di uno sposo e di una sposa, e che diventa fecondo quando nascono i figli. Lo chiamiamo “matrimonio cattolico”, perché c’è la presenza di Dio in mezzo a noi, ma è un semi sacramento, perché in Giappone non esiste il matrimonio religioso. In generale, i matrimoni sono in calo, perché la società è anziana, ma anche perché sono costosi. Io invito i giovani a fare comunque una cerimonia, anche semplice, senza il banchetto, perché il matrimonio rappresenta un cambio di vita. E questo cambio di vita, soprattutto per chi è cattolico, dev’essere portato all’altare, dove si fa esperienza dell’amore di Dio che si è donato a noi, così noi ci doniamo l’uno all’altro».

 

Lei è incaricato anche della pastorale degli stranieri.

«In Giappone ci sono un milione di cristiani, 500mila cattolici registrati, altrettanti non registrati perché non possiedono la cittadinanza. La comunità coreana è in espansione, è una Chiesa spumeggiante. Stanno arrivando i cinesi, proporzionalmente anche cristiani cattolici. Ma il forte numero sono i vietnamiti: 650mila, di cui il 10% sono cristiani cattolici. Sono un’onda. Vengono in chiesa ogni domenica; la chiesa è la loro seconda casa. Parlo di Messe da 1.200 persone. I preti devono iniziare a confessare un’ora prima. Quando il coro canta, tremano le pareti. Nelle zone rurali, a Messa trovi dieci giapponesi anziani e cinquanta giovani vietnamiti. La splendida comunità cristiana coreana aiuta a rinvigorire quella giapponese».

 

Com’è il rapporto con le altre fedi?

«È un rapporto quotidiano, perché molte famiglie sono miste. Dal punto di vista liturgico, la Chiesa giapponese si è molto allineata con il mondo shintoista. E i nostri cimiteri accolgono le ceneri di tutti (qui è obbligatoria la cremazione). Il dialogo è continuo, a livello istituzionale, ma anche personale. Sono molto amico di un monaco buddista con il quale organizziamo conferenze a due voci su temi condivisi, quali la figura materna di Dio, la vita eterna, su elementi carichi di simbolismo quali acqua e fuoco. Naturalmente teniamo ferme le differenze, non annacquiamo».

 

Quanto pesa ancora la vicenda delle due bombe atomiche?

«Prima della seconda Guerra mondiale, il Giappone era fortemente imperialista, tutto centrato sull’imperatore. Si è espanso in Corea, in Manciuria, nelle Filippine, in Indonesia, comportandosi con le popolazioni come i nazisti. Anche la Chiesa ne ha fatto le spese. I giapponesi non si sarebbero mai fermati senza le due atomiche. Quella di Nagasaki ha colpito la cattedrale. C’è chi dice che l’obiettivo fosse il cuore della cristianità. Non lo sappiamo, ma è molto toccante per noi preti andare al memoriale della pace, costruito proprio dove c’era la cattedrale. Vi sono custodite le statue rovinate, i rosari e i calici sciolti dalla temperatura, ci sono i video con le testimonianze delle persone – molti cattolici – che hanno vissuto quei giorni».

FONTE

SAN VINCENZO MARTIRE di Acate - (6)

Finalmente! Dal 2012 che era certo ... 

La questione del corposanto di Acate è quasi risolta.

Dico QUASI perché?


Il suddetto libro chiude la questione SARAGOZZA una volta per tutte!

Rimane aperta una questione: CHI È IL SANTO MARTIRE VINCENZO DI ACATE?

Il libro pone la chiavi di lettura del fatto. Il SANTO MARTIRE è un corposanto.

Però poi compie un capitombolo volendo farlo diventare un fantomatico Vincenzo di Persia. È un’ipotesi però contradditoria a quanto detto prima. Perché?


Va detto, come ben dice il libro, che se è un corposanto e non un santo corpo (p. 30).

Se questo è assodato non può essere allora nemmeno come ipotesi il così detto martire persiano, di cui Martirologi, antecedenti il Boldetti, e successivi non parlano per nulla. Nemmeno l’eccellente Bibliotheca Sanctorum affossa questa possibilità.









Va anche detto che la definizione SUPINA e sul FIANCO è una teoria non fondata, ma solo la casualità per alcuni corpisanti.








Per quanto riguarda che sia di NOME PROPRIO il dubbio rimane perché nessuna autentica, compresa quella pubblicata nel libro (p.27) e già presente sul BLOG 2023, conferma che sia VINCENZO.


Per cui RIMANIAMO NELLA VERITÀ certa.

 

Un martire dei primi secoli, testimone di Cristo.

Un martire di Roma, segno di comunione con il Santo Padre… in questi tempi poi molto importante.

Un santo esclusivo di Acate: Vincenzo di Acate.

Che bello questo!

 

W S. Vincenzo martire di Acate.



Va anche detto che tutta questa verità è venuta fuori grazie al desiderio di Verità e Fede di don Damiano Grenci, che ha scritto molto e confutato ogni farla teoria sul Martire di Acate, da cui certamente la ricerca ha avuto inizio e il libro ha tratto notizie.



pagina 36 del Libro, già nel BLOG  2015

Si vedano le seguenti pagine web

2012

2015

2016

2017 - SAN VINCENZO MARTIRE di PARABITA

2017

ALTRO 2017

2018

2023

2025

 

CORPI SANTI di cartantica.it

S. VINCENZO M. DI CUSAGO di cartantica.it


Ed altri su cartantica.it

 

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O beati martiri,

o grappoli umani della vite di Dio,

il vostro vino inebria la Chiesa;

luci gloriose e divine,

che avete accettato con gioia tutti i tormenti

e vinto gli iniqui carnefici;

gloria alla potenza che vi ha assistito

quando combatteste!

Il Dio venuto per la nostra salvezza

abbia pietà di noi.

(Rabbula di Edessa, Inni)

 

Grazie, Dott. Luigi Denaro.