Serva di Dio
MARIA MARCHETTA
Grassano, Matera, 16
febbraio 1939 - 7 aprile 1966
La
santità di un’anima passa certamente attraverso la sofferenza sia fisica che
spirituale; sembra nel leggere e studiare le biografie di tante belle figure di
anime sante o avviate al riconoscimento della loro santità, che essa sia una
costante obbligata nella loro vita; questo ci porta a qualche riflessione. Ma
se un santo o santa ha certamente sofferto, tutti quelli che soffrono sono
santi? Cioè la malattia e la sofferenza sono normalmente causa di santità?
Certamente no, perché per ogni anima che ha raggiunta la beatitudine attraverso
la sofferenza, ve ne sono tantissime che hanno solo sofferto e basta, ma di
loro non vi sono perenni ricordi. Ripetendo un concetto chiarissimo del grande
Dottore della Chiesa s. Agostino che dice: “Non è la pena che fa un martire, ma
la causa”; è evidente che la pena la subiscono anche delinquenti e malfattori,
ma essi non diventano martiri, ma è la ’causa’, cioè la motivazione e lo
spirito per cui si soffre a dare il merito del martirio e della santità. Maria
Marchetta è una di queste anime, per 14 anni restò sofferente a letto, ma non è
questo che la rese eccezionale, ma “il come” ci restò a vivere e soffrire.
Antonio
Borrelli (3)
LA
SPIRITUALITÀ DI MARIA ...
Un
primo aspetto della spiritualità di Maria è quello eucaristico-mariano. Il dono
più grande che le si potesse fare era quello di portarle l'Eucarestia che riceveva
con profondo raccoglimento e impressionante prolungato silenzio. Era il momento
in cui Gesù la educava e le dava la forza di portare con serenità e coraggio la
propria croce. Due volte ha partecipato a pellegrinaggi di ammalati a Lourdes,
dove più che chiedere la guarigione, si abbandona tra le braccia della Madre:
"Ho detto alla Madonna come vuoi tu", scrive al suo padre spirituale.
Il Rosario era la sua compagnia abituale che spesso recitava con le persone che
andavano a visitarla.
...
UNA SPIRITUALITÀ DELLA SOFFERENZA
Dall'amore
all'Eucarestia e alla Madonna, Maria attinge la sua forza di vivere la sua
sofferenza quotidiana, anzi cresce nella consapevolezza del valore salvifico
della Croce.
"Mio Dio, il mio cuore è colmo di infinita riconoscenza per avermi
fatto capire la necessità e la bellezza della sofferenza", scriverà
nel suo diario. Altezza spirituale che nasce dalla coscienza di avere, nella
sua condizione, un compito ed una missione da compiere: edificare la chiesa con
l'offerta quotidiana del suo sacrificio.
"Io
sto bene così", rispondeva a chi cercava di consolarla;
è lo stato di quiete di chi ha accettato con fede lieta il disegno di Dio nella
propria vita.
...
UNA SPIRITUALITÀ ECCLESIALE-ECUMENICA
Maria,
nel cammino spirituale, si è sentita al centro della vita della Chiesa, non
spettatrice ma da protagonista. Le lettere scritte al Papa Paolo VI e al
Primate anglicano Michael Ramsey sono rivelatrici del suo spirito ecclesiale ed
ecumenico. "Le sono grato per sue preghiere durante il mio incontro con San
Paolo VI e mi fa piacere della sua intenzione di lavorare e pregare per l'unità
cristiana", le scrive cosi Ramsey. Spiritualmente libera dal corpo
martoriato, partecipa e fa propri i grandi problemi della Chiesa universale, si
occupa anche della vita della sua parrocchia, vuole essere catechista e offrire
la sua preghiera per ogni iniziativa in modo da sentirsi anche lei parte attiva
della comunità di appartenenza. Muore con questo forte anelito verso l'unità
della Chiesa, fulgido esempio di amore per la Chiesa Corpo Mistico di Cristo a
cui volentieri ha offerto la sua sofferenza e il sacrificio supremo della sua
stessa vita. (2)
PREGHIERA
O beata Trinità
____________________________
(3) Santi e Beati
