Regio Diciotto
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mercoledì 24 giugno 2026
martedì 23 giugno 2026
Sant'Omar? Audomaro, Omero
Il nome Omar ha origini
antiche e un significato profondo. Si basa sul termine arabo 'umr (عمر),
che significa "vita", "lunga vita" o
"prosperità". Viene comunemente tradotto come "pieno di vita",
"longevo" o "fiorente".
È
tradizionalmente diffuso nel mondo islamico sunnita grazie a 'Umar ibn
al-Khattab, il secondo califfo dell'Islam e stretto collaboratore del
profeta Maometto.
Nelle
scritture ebraiche e nella Bibbia compare con sfumature simili legate alla
vitalità e alla longevità.
L'entrata di questo nome
nell'onomastica italiana è dovuta a diversi fattori: in parte si tratta di una
moda esotica, ma sono da considerare anche ragioni storiche, letterarie,
teatrali e cinematografiche; vanno ricordati anche il protagonista di un
romanzo cavalleresco inserito ne Le
mille e una notte e personaggi dello spettacolo come l'attore egiziano Omar
Sharif e il calciatore argentino Omar Sívori, che fra gli anni Cinquanta e
Sessanta godette di larga popolarità. Il nome viene comunque considerato raro,
e secondo dati raccolti negli anni Settanta, era diffuso principalmente al
Centro-Nord, specie in Emilia-Romagna.
Il nome è adespota, cioè non è portato da alcun santo. L'onomastico quindi si
festeggia il giorno di Ognissanti, che è il 1º novembre.
Però cercando tra i Santi, potrebbe
essere definito come il diminutivo di Audomaro
di Thérouanne (noto in Francia come saint-Omer;
in italiano anche sant'Omero, nato a Orval (600) e morto a Thérouanne il 1º
novembre 670: vescovo di Thérouanne dal re Dagoberto I e fondò l'abbazia di San
Bertino a Saint-Omer (Passo di Calais). Audomaro morì cieco e il suo corpo fu
inumato nella chiesa di Notre-Dame di Sithiu. Viene celebrato il 9 settembre.
Fonti
domenica 21 giugno 2026
XII domenica Anno A
L’orazione colletta propria di questa domenica ci introduce in sintesi nel tema biblico della giornata...
Dio AFFIDA a noi… DEBOLI …
Il tema della debolezza. Un tema di sempre. Quali sono le nostre debolezze?
DIO si FIDA di NOI
Non viviamo però le nostre debolezze come una paravento. Ma come un punto di partenza… per essere forti.
Alla nostra debolezza è affidato l’annuncio. Pensiamo alla debolezza dei Dodici!
Eppure Cristo era con loro.
DIO crede nella NOSTRA PAROLA PROFETICA
Quale annuncio profetico della Parola in questo XXI secolo? Quali profezia ha bisogno l’uomo e la Chiesa?
Ha bisogno della libertà della fede che va oltre … sia annuncio sincero e vero in primis per chi lo compie!
Una libertà della fede che non ha paura di essere solo in dodici… perché CREDE, SPERA e AMA
Amen.
sabato 20 giugno 2026
Tradizioni popolari ... CAPRACOTTA
A Capracotta, nella Chiesa di S. Maria in Cielo Assunta, sull'altare di san Sebastiano, opera di Mattia Pizzella, sono esposti sei scarabattoli in legno dorato e vetro contenenti i resti mortali di alcuni martiri cristiani del II-III secolo che pagarono con la vita il rifiuto delle pratiche pagane. Le sculture fanno parte di una larga produzione fiorente nel XVIII secolo e consistono in cinque reliquiari a busto e una grossa teca, che fanno pensare ad un'identità di mano. Le reliquie furono donate nel 1676 al clero locale da Andrea Capece Piscicelli il quale, avendo acquistato il feudo di Capracotta, il 29 ottobre 1674 ne era diventato il primo duca.
Il primo reliquiario (al centro) raffigura san Fabiano I (200-250) con le mani sul petto e il volto sollevato. Alla morte di Antero, 20° papa della Chiesa di Roma, il laico Fabiano accorse per assistere all'elezione del nuovo pontefice, che a quel tempo si svolgeva per acclamazione all'aperto. Quando una colomba bianca si posò sul suo capo, il popolo di Roma vide in quell'evento un segno dello Spirito Santo e nominò Fabiano pontefice. Nel III secolo il cristianesimo era bellissimo, come ogni cosa che possiede la virtù della giovinezza, e molto variegato, tuttavia agiva in un mondo pagano che perseguitava le comunità cristiane venutesi a creare nelle grandi città dell'Impero. Fabiano, infatti, venne costretto a far sacrifici agli dèi e, al suo rifiuto, fu incarcerato e lasciato morire di fame e di stenti. La sua memoria liturgica ricorre il 20 gennaio, assieme a quella di san Sebastiano, patrono di Capracotta.
Il secondo reliquiario (secondo da sx) raffigura san Feliciano di Foligno (160-249) col volto in estasi. Le mani sono entrambe sul petto ma la sinistra tiene la palma del martirio. Feliciano fu un missionario ante litteram: evangelizzò un pezzo d'Italia centrale quando questa era terra di conquista per la nuova e definitiva religione. Feliciano fu infatti l'evangelizzatore di vaste zone dell'Umbria: Assisi, Bevagna, Foligno, Norcia, Perugia, Plestia, Spello, Spoleto, Trevi. Dopo un periodo a Roma tornò ai nativi colli, dove era stato acclamato vescovo. Ricevette dal papa il privilegio del pallio (un'insegna riservata di diritto solo al pontefice e agli arcivescovi metropoliti) e il suo episcopato durò ben 56 anni. Morì martire in tardissima età, sotto Decio. La memoria liturgica di san Feliciano ricorre il 24 gennaio.
Il terzo reliquiario (secondo da dx) raffigura sant'Aurelia d'Alessandria (240-260) che, nella mano sinistra, tiene un libro chiuso, e la destra poggiata sul petto. Anche Aurelia appartiene alla fitta schiera di martiri del cristianesimo nella Roma precostantiniana. Fu infatti tradotta in tribunale, di fronte al giudice Secondiano, con l'accusa «di professare il credo cristiano». Le venne chiesto di bruciare l'incenso agli idoli ma Aurelia perseverò nella fede in Cristo, venendo condannata a morte per decapitazione. Prima che la condanna fosse eseguita, assistette a un supplizio forse peggiore, quello di veder decapitare la madre e la zia. Il dì seguente, 2 dicembre 260, Aurelia fu tratta dal carcere e, condotta lì dove giacevano i corpi decollati della madre e della zia, le fu spiccato il capo dal busto. La memoria liturgica di sant'Aurelia ricorre il 2 dicembre.
Se i primi tre busti presentano una didascalia col nome del santo raffigurato, i restanti scarabattoli ne sono invece sprovvisti, tuttavia le fonti storiche menzionano almeno altri cinque martiri: san Costanzo, san Cristanziano, san Faustino, santa Margherita e san Sebastiano.
Francesco Mendozzi
Non credo che la spiegazione dell'articolo sia la verità, sicuramente è sincera.
Guardando le foto sono tutti santi giovani, molto belli.
Ma ad esempio ... nella realtà Feliciano di Foligno è barbuto!
Li chiamerei i corpisanti di Capracotta o Santi Martiri di Caprocotta.
venerdì 19 giugno 2026
Maria un tenera MADRE
Come a Pinè di Montagnaga e Caravaggio, così a Fivazzano e Reggio Emilia.
- La miracolata: Margherita Caugliana, un'umile donna del posto, era gravemente inferma e costretta a letto da circa 18 anni.
- La richiesta: Avendo saputo dei miracoli attribuiti alla Madonna di Reggio, chiese a un vicino di portarle un'immagine sacra da Reggio Emilia, ma l'uomo dimenticò la commissione.
- L'apparizione: Tornato a Fivizzano il 5 maggio 1596, l'uomo confessò la dimenticanza alla donna. Mentre Margherita pregava in lacrime, sul soffitto della stanza comparve prodigiosamente una grande stampa della Madonna della Ghiara.
- La guarigione: Subito dopo l'evento, la donna guarì miracolosamente dalla sua infermità.
- Oggi sul luogo del prodigio sorge la Chiesetta dell'Apparizione, mentre l'immagine è custodita nella Parrocchia-Santuario
martedì 16 giugno 2026
S. APALIA, il corposanto di Campagna in Campania
Se cercate sul web QSCRAS_aprile-2021 troverete una straordinaria ricerca, meticolosa e affascinante curata da don Sergio Capone: i Quaderni Storici della Custodia per le Sacre Reliquie, una collana di studi dell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.
Qui entrerete il quaderno iniziale che contiene una curiosità agiografica.
O beati martiri,
o grappoli umani della vite di Dio,
il vostro vino inebria la Chiesa;
luci gloriose e divine,
che avete accettato con gioia tutti i tormenti
e vinto gli iniqui carnefici;
gloria alla potenza che vi ha assistito
quando combatteste!
Il Dio venuto per la nostra salvezza
abbia pietà di noi.
(Rabbula di Edessa, Inni)
lunedì 15 giugno 2026
domenica 14 giugno 2026
Santi del 14 giugno - XI domenica Anno A
Il 23 novembre 2020, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:
– Il miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Mario Ciceri, Sacerdote diocesano; nato l’8 settembre 1900 a Veduggio (Italia) e morto a Brentana di Sulbiate (Italia) il 4 aprile del 1945.
Il Venerabile Servo di Dio Mario Ciceri nacque a Veduggio (Milano, Italia) l’8 settembre 1900. Fu ordinato sacerdote il 14 giugno 1924. Nominato coadiutore nella parrocchia di Sant’Antonino Martire a Brentana di Sulbiate, dove rimase per tutta la vita, dedicandosi, in particolare, ai giovani, alla gestione dell’Oratorio e alla cura dei malati, che seguiva con premura e assiduità. Nonostante i rischi, durante la Seconda Guerra Mondiale, realizzò molte opere di carità a favore di bisognosi, dei giovani partiti per il fronte, degli ebrei e dei ricercati dai militari nazi-fascisti, fino a rischiare la vita.
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Parrocchia di S. Antonino in Brentana di Sulbiate (MB) |
Il 9 febbraio 1945, nel pieno dell’attività pastorale, mentre andava in bicicletta, fu investito da un biroccio. Operato d’urgenza, la situazione andò aggravandosi.
Morì a Brentana di Sulbiate (Italia) il 4 aprile del 1945.
Il decreto sull’eroicità delle virtù venne promulgato il 1° dicembre 2016.
Gesù, vedendo le
folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non
hanno pastore…
La compassione è il
sentimento lasciamoci da Gesù per vivere in pienezza la nostra umanità.
La compassione è il
motivo per cui Dio Padre manda il suo Figlio Gesù Cristo nella pienezza del
tempo per farci ritornare ad essere figli e fratelli.
La compassione è il
sentimento cristiano che ci spinge ad imitare Gesù per vivere a sua imitazione
la figliolanza e la fraternità.
La compassione è
medicina per curare la nostra umanità… la nostra disumanità, cagione di tanta
sofferenza interiore e della sofferenza nei nostri fratelli e sorelle.
La compassione ci fa
vivere guardando la Santa Umanità di Gesù. Senza di essa non siamo discepoli,
figli, fratelli e apostoli.
Ma forse uomini e
donne religiosi.
Adoratori degli idoli
di questo mondo o dell'idolo che il nostro io, ma senza coscienza.
Il Signore che ancora
una volta ci ha chiamati alla sua mensa, Parola e Pane, nutra la nostra fame di
felicità per essere un regno di sacerdoti e una nazione santa
non smemorati, ma
certi che
quando eravamo nemici,
siamo stati riconciliati con Dio
per cui
Gratuitamente avete
ricevuto, gratuitamente date
Perché la compassione
è gratuità e gratitudine.
Amen.
sabato 13 giugno 2026
Rosario per i sacerdoti 2026
Nel nome del Padre…
O Dio vieni a
salvarci...
La
santità che ci è richiesta è un abbandono fiducioso: lasciarci trasformare dal
suo Santo Spirito. Eppure proprio qui emerge il grande paradosso della nostra
vita sacerdotale: siamo chiamati a partecipare alla stessa santità di Dio, ma
portiamo questo tesoro in vasi di creta (cfr 2Cor 4,7), siamo limitati e
imperfetti, spesso segnati da debolezze e stanchezze, talvolta da ferite. Come
può un cuore umano, così vulnerabile, rispondere a una chiamata così alta? Il
sacerdote vive questa tensione, ma sa dove trovare pace: nel costato aperto del
Signore Gesù. (Leone XIV)
Nel 1° Mistero
Luminoso si contempla il Battesimo di Gesù al Giordano.
O Madre dell'Eterno
Sacerdote - noi adoriamo Gesù che manifesta al Giordano la sua divinità. Noi
lodiamo il sacerdote che custodisce la divinità di Cristo e dona nel sacramento
del Battesimo la grazia della figliolanza divina. Vi chiediamo di concedere ai
sacerdoti la sapienza di esortare la famiglie al dono del Battesimo dei loro
bambini – fin dai primi giorni di vita – e a noi la grazia della fedeltà
battesimale.
Nel 2° Mistero
Luminoso si contempla il Miracolo alle Nozze di Cana.
O Sposa dello Spirito Santo che con Gesù l'Eterno Sacerdote operaste il primo segno del suo Amore per noi. Noi lodiamo il sacerdote custode della dignità del Sacramento del Matrimonio. Con Voi preghiamo per la fedeltà dei coniugi e chiediamo a Gesù che i suoi sacerdoti sappiano custodire nella preghiera e con le parole i coniugi in crisi di fede. E per noi domandiamo la fedeltà alla nostra vocazione. (1)
Nel 3° Mistero
Luminoso si contempla l’Annuncio del Regno.
O Madre dell'Eterno
Sacerdote - noi adoriamo Gesù che manifesta ai discepoli l’avvento del suo
Regno con parole e miracoli. Noi lodiamo il sacerdote che opera nel mondo per
l’avvento del Regno di Dio. Domandiamo per ogni sacerdote la fedeltà al
sacramento ricevuto affinché “adveniat
Regnum Tuum” e per noi la perseveranza nella fede.
Nel 4° Mistero
Luminoso si contempla la Trasfigurazione del Signore
O Gloriosa Regina del
Clero; - noi adoriamo con Voi Gesù trasfigurato che esorta i discepoli a
custodire la gioia nel dolore. Con voi ammiriamo i sacerdoti che custodiscono
con gioia le fatiche del ministero pastorale e la castità della vita. Per loro
domandiamo il dono della perseveranza e per noi la gioia dopo il dolore.
Nel 5° Mistero
Luminoso si contempla l’Istituzione dell’Eucaristia
O Gloriosa Regina
della Chiesa e Madre del Gesù Sacramentato, noi adoriamo con Voi la SS. Trinità
nell'atto donarci la sua presenza nell’Ostia Santa. Preghiamo con Voi per i
sacerdoti perché rendendosi conto di ciò che fanno, imitino ciò che celebrano e
conformino la loro vita al mistero della Croce di Cristo Signore. E per noi
chiediamo il dono di un devoto e quotidiano saluto al Santissimo
Sacramento".
Salve Regina….
lunedì 1 giugno 2026
1 giugno ... INIZIA IL MESE DEL SACRO CUORE
LITANIE DEL SACRO CUORE
.........................................................................................
Signore, pietà. Signore, pietà.
Cristo, pietà. Cristo, pietà.
Signore, pietà. Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici.
Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi
Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altissimo abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amore abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pienezza della divinità abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, in cui il Padre si compiacque abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, paziente e misericordioso abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, propiziazione per i nostri peccati abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, vita e risurrezione nostra abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi
Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.
Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.
PREGHIAMO
O Dio Padre, che nel Cuore del tuo dilettissimo Figlio ci dai la gioia di celebrare le grandi opere del suo amore per noi, fa che da questa fonte inesauribile attingiamo l'abbondanza dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.







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