lunedì 1 giugno 2026

1 giugno ... INIZIA IL MESE DEL SACRO CUORE

 




LITANIE DEL SACRO CUORE

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Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, pietà. Cristo, pietà.

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici.

Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altis­simo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amo­re abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pie­nezza della divinità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui il Padre si com­piacque abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, paziente e misericordio­so abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, propiziazione per i no­stri peccati abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vita e risurrezione no­stra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.


PREGHIAMO

O Dio Padre, che nel Cuore del tuo di­lettissimo Figlio ci dai la gioia di cele­brare le grandi opere del suo amore per noi, fa che da questa fonte inesauribi­le attingiamo l'abbondanza dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.


FONTE


domenica 31 maggio 2026

Cattolici e Giappone da Avvenire.it

                                           STUPENDO!

 


«Il segreto dell’evangelizzazione in Giappone è l’amicizia personale. Anche Gesù va presentato come un amico che ti guida. Attraverso noi sacerdoti, la gente deve sentire il calore di Dio». Incontriamo monsignor Andrea Lembo negli uffici della diocesi di Tokyo. Cinquantadue anni, originario di Treviglio (provincia di Bergamo, diocesi di Milano), dal 2009 missionario del Pime in Giappone, è dal 2023 vescovo ausiliare nella capitale nipponica. Affianca l’arcivescovo Tarcisio Isao Kikuchi, che accompagna la comunità cattolica giapponese dal 2017. «Con l’arcivescovo mi trovo benissimo. Mi vuole un bene dell’anima. Questo mi incoraggia molto». Lembo è anche direttore del centro culturale cattolico di Tokyo, Shinsei-Kaikan, dedicato a san Filippo Neri. «Nato nel 1936 come dormitorio per gli universitari, oggi è aperto a tutti. Ispirato all’insegnamento di Cristo, è pienamente addentro alla società, che è molto veloce, frenetica. È importante per un missionario conoscerne le dinamiche. Il rischio per i giovani è il ritorno a una visione imperialista. A seguito della revisione dei testi scolastici voluta da Shinzo Abe, il primo ministro del Giappone post bellico, le giovani generazioni imparano che la loro nazione non ha invaso, si è espansa, come è naturale fare durante una guerra. Fortunatamente l’imperatore Naruhito è una brava persona come lo era il padre Akihito, che ha abdicato nel 2019. La moglie è cattolica. E Akihito, quando nel 2011 c’è stato il grande terremoto, si è rivolto alla nazione dalla tv a reti unificate, e ha usato più volte la parola kibou , che significa speranza, cioè una parola cristiana».

 

Come si trova in Giappone?

«Ne sono innamorato. Questi sono gli anni più belli della mia vita. Quando il Pime mi ha prospettato il Paese del Sol Levante, avevo già 35 anni, sicché era una grande sfida, ma io ne fui felicissimo. I primi due anni sono serviti a imparare la lingua. Un’esperienza bellissima perché sono andato a vivere in una comunità di giovani, dove ho conosciuto tanti amici. Mi trovo bene con le persone, con la lingua, in questa cultura. Sento forte la grazia divina».

 

Come siamo messi a Battesimi?

«Diventare cristiani è una scelta individuale. Il Battesimo lo chiedono a seguito di esperienze, sia di dolore (la morte di una persona cara, la malattia fisica o psicologica), che positive. Per questo la nostra testimonianza è fondamentale».

 

E i matrimoni?

«Qui c’è un detto: si nasce shintoisti, ci si sposa cristiani, si muore buddisti. Il matrimonio in chiesa “va di moda”. In Cattedrale ne celebriamo anche di non cattolici. Diventa un viatico per parlare dell’amore di Dio che si incarna nell’amore di uno sposo e di una sposa, e che diventa fecondo quando nascono i figli. Lo chiamiamo “matrimonio cattolico”, perché c’è la presenza di Dio in mezzo a noi, ma è un semi sacramento, perché in Giappone non esiste il matrimonio religioso. In generale, i matrimoni sono in calo, perché la società è anziana, ma anche perché sono costosi. Io invito i giovani a fare comunque una cerimonia, anche semplice, senza il banchetto, perché il matrimonio rappresenta un cambio di vita. E questo cambio di vita, soprattutto per chi è cattolico, dev’essere portato all’altare, dove si fa esperienza dell’amore di Dio che si è donato a noi, così noi ci doniamo l’uno all’altro».

 

Lei è incaricato anche della pastorale degli stranieri.

«In Giappone ci sono un milione di cristiani, 500mila cattolici registrati, altrettanti non registrati perché non possiedono la cittadinanza. La comunità coreana è in espansione, è una Chiesa spumeggiante. Stanno arrivando i cinesi, proporzionalmente anche cristiani cattolici. Ma il forte numero sono i vietnamiti: 650mila, di cui il 10% sono cristiani cattolici. Sono un’onda. Vengono in chiesa ogni domenica; la chiesa è la loro seconda casa. Parlo di Messe da 1.200 persone. I preti devono iniziare a confessare un’ora prima. Quando il coro canta, tremano le pareti. Nelle zone rurali, a Messa trovi dieci giapponesi anziani e cinquanta giovani vietnamiti. La splendida comunità cristiana coreana aiuta a rinvigorire quella giapponese».

 

Com’è il rapporto con le altre fedi?

«È un rapporto quotidiano, perché molte famiglie sono miste. Dal punto di vista liturgico, la Chiesa giapponese si è molto allineata con il mondo shintoista. E i nostri cimiteri accolgono le ceneri di tutti (qui è obbligatoria la cremazione). Il dialogo è continuo, a livello istituzionale, ma anche personale. Sono molto amico di un monaco buddista con il quale organizziamo conferenze a due voci su temi condivisi, quali la figura materna di Dio, la vita eterna, su elementi carichi di simbolismo quali acqua e fuoco. Naturalmente teniamo ferme le differenze, non annacquiamo».

 

Quanto pesa ancora la vicenda delle due bombe atomiche?

«Prima della seconda Guerra mondiale, il Giappone era fortemente imperialista, tutto centrato sull’imperatore. Si è espanso in Corea, in Manciuria, nelle Filippine, in Indonesia, comportandosi con le popolazioni come i nazisti. Anche la Chiesa ne ha fatto le spese. I giapponesi non si sarebbero mai fermati senza le due atomiche. Quella di Nagasaki ha colpito la cattedrale. C’è chi dice che l’obiettivo fosse il cuore della cristianità. Non lo sappiamo, ma è molto toccante per noi preti andare al memoriale della pace, costruito proprio dove c’era la cattedrale. Vi sono custodite le statue rovinate, i rosari e i calici sciolti dalla temperatura, ci sono i video con le testimonianze delle persone – molti cattolici – che hanno vissuto quei giorni».

FONTE

SAN VINCENZO MARTIRE di Acate - (6)

Finalmente! Dal 2012 che era certo ... 

La questione del corposanto di Acate è quasi risolta.

Dico QUASI perché?


Il suddetto libro chiude la questione SARAGOZZA una volta per tutte!

Rimane aperta una questione: CHI È IL SANTO MARTIRE VINCENZO DI ACATE?

Il libro pone la chiavi di lettura del fatto. Il SANTO MARTIRE è un corposanto.

Però poi compie un capitombolo volendo farlo diventare un fantomatico Vincenzo di Persia. È un’ipotesi però contradditoria a quanto detto prima. Perché?


Va detto, come ben dice il libro, che se è un corposanto e non un santo corpo (p. 30).

Se questo è assodato non può essere allora nemmeno come ipotesi il così detto martire persiano, di cui Martirologi, antecedenti il Boldetti, e successivi non parlano per nulla. Nemmeno l’eccellente Bibliotheca Sanctorum che affossa questa possibilità.









Va anche detto che la definizione SUPINA e sul FIANCO è una teoria non fondata, ma solo la casualità per alcuni corpisanti.








Per riguarda che sia di NOME PROPRIO il dubbio rimane perché nessuna autentica, compresa quella pubblicata nel libro (p.27) e già presente sul BLOG 2023, conferma che sia VINCENZO.


Per cui RIMANIAMO NELLA VERITÀ certa.

 

Un martire dei primi secoli, testimone di Cristo.

Un martire di Roma, segno di comunione con il Santo Padre… in questi tempi poi molto importante.

Un santo esclusivo di Acate: Vincenzo di Acate.

Che bello questo!

 

W S. Vincenzo martire di Acate.



Va anche detto che tutta questa verità è venuta fuori grazie al desiderio di Verità e Fede di don Damiano Grenci, che ha scritto molto e confutato ogni farla teoria sul Martire di Acate, da cui certamente la ricerca ha avuto inizio e il libro ha tratto notizie.



pagina 36 del Libro, già nel BLOG  2015

Si vedano le seguenti pagini web

2012

2015

2016

2017 - SAN VINCENZO MARTIRE di PARABITA

2017

ALTRO 2017

2018

2023

2025

 

CORPI SANTI di cartantica.it

S. VINCENZO M. DI CUSAGO di cartantica.it


Ed altri su cartantica.it

 

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O beati martiri,

o grappoli umani della vite di Dio,

il vostro vino inebria la Chiesa;

luci gloriose e divine,

che avete accettato con gioia tutti i tormenti

e vinto gli iniqui carnefici;

gloria alla potenza che vi ha assistito

quando combatteste!

Il Dio venuto per la nostra salvezza

abbia pietà di noi.

(Rabbula di Edessa, Inni)

 

Grazie, Dott. Luigi Denaro.

martedì 5 maggio 2026

Santità del 5 maggio

 




1730 dal martirio: s. Lanno martire nella Tuscia.

 


Di origini germaniche, nasce probabilmente a Colonia intorno al 279 d.C. Di nobile famiglia, entrò adolescente nell’esercito romano; discese quindi in Italia dove abbracciò la fede cristiana. Nell’allora Castrum Bassanelli, oggi Vasanello, regnante l’imperatore Diocleziano, nel dies natalis del 5 maggio 296, pagò con la decapitazione il rifiuto di rinunciare alla fede cristiana e sacrificare alle divinità pagane.