domenica 21 giugno 2026

XII domenica Anno A




«O Dio, che affidi alla nostra debolezza l'annuncio profetico della tua parola, sostienici con la forza del tuo Spirito, perché non ci vergogniamo mai della nostra fede, ma confessiamo con tutta franchezza il tuo nome davanti agli uomini»

L’orazione colletta propria di questa domenica ci introduce in sintesi nel tema biblico della giornata...

Dio AFFIDA a noi… DEBOLI …

Il tema della debolezza. Un tema di sempre. Quali sono le nostre debolezze?

Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie debolezze, negli oltraggi, nelle difficoltà, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: infatti quando sono debole, è allora che sono forte.

DIO si FIDA di NOI

Non viviamo però le nostre debolezze come una paravento. Ma come un punto di partenza… per essere forti.

Alla nostra debolezza è affidato l’annuncio. Pensiamo alla debolezza dei Dodici!

Eppure Cristo era con loro.

DIO crede nella NOSTRA PAROLA PROFETICA

Quale annuncio profetico della Parola in questo XXI secolo? Quali profezia ha bisogno l’uomo e la Chiesa?

Ha bisogno della libertà della fede che va oltre … sia annuncio sincero e vero in primis per chi lo compie!

Una libertà della fede che non ha paura di essere solo in dodici… perché CREDE, SPERA e AMA



"Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra".


Amen.

sabato 20 giugno 2026

Tradizioni popolari ... CAPRACOTTA

 


A Capracotta, nella Chiesa di S. Maria in Cielo Assunta, sull'altare di san Sebastiano, opera di Mattia Pizzella, sono esposti sei scarabattoli in legno dorato e vetro contenenti i resti mortali di alcuni martiri cristiani del II-III secolo che pagarono con la vita il rifiuto delle pratiche pagane. Le sculture fanno parte di una larga produzione fiorente nel XVIII secolo e consistono in cinque reliquiari a busto e una grossa teca, che fanno pensare ad un'identità di mano. Le reliquie furono donate nel 1676 al clero locale da Andrea Capece Piscicelli il quale, avendo acquistato il feudo di Capracotta, il 29 ottobre 1674 ne era diventato il primo duca.

Il primo reliquiario (al centro) raffigura san Fabiano I (200-250) con le mani sul petto e il volto sollevato. Alla morte di Antero, 20° papa della Chiesa di Roma, il laico Fabiano accorse per assistere all'elezione del nuovo pontefice, che a quel tempo si svolgeva per acclamazione all'aperto. Quando una colomba bianca si posò sul suo capo, il popolo di Roma vide in quell'evento un segno dello Spirito Santo e nominò Fabiano pontefice. Nel III secolo il cristianesimo era bellissimo, come ogni cosa che possiede la virtù della giovinezza, e molto variegato, tuttavia agiva in un mondo pagano che perseguitava le comunità cristiane venutesi a creare nelle grandi città dell'Impero. Fabiano, infatti, venne costretto a far sacrifici agli dèi e, al suo rifiuto, fu incarcerato e lasciato morire di fame e di stenti. La sua memoria liturgica ricorre il 20 gennaio, assieme a quella di san Sebastiano, patrono di Capracotta.

Il secondo reliquiario (secondo da sx) raffigura san Feliciano di Foligno (160-249) col volto in estasi. Le mani sono entrambe sul petto ma la sinistra tiene la palma del martirio. Feliciano fu un missionario ante litteram: evangelizzò un pezzo d'Italia centrale quando questa era terra di conquista per la nuova e definitiva religione. Feliciano fu infatti l'evangelizzatore di vaste zone dell'Umbria: Assisi, Bevagna, Foligno, Norcia, Perugia, Plestia, Spello, Spoleto, Trevi. Dopo un periodo a Roma tornò ai nativi colli, dove era stato acclamato vescovo. Ricevette dal papa il privilegio del pallio (un'insegna riservata di diritto solo al pontefice e agli arcivescovi metropoliti) e il suo episcopato durò ben 56 anni. Morì martire in tardissima età, sotto Decio. La memoria liturgica di san Feliciano ricorre il 24 gennaio.

Il terzo reliquiario (secondo da dx) raffigura sant'Aurelia d'Alessandria (240-260) che, nella mano sinistra, tiene un libro chiuso, e la destra poggiata sul petto. Anche Aurelia appartiene alla fitta schiera di martiri del cristianesimo nella Roma precostantiniana. Fu infatti tradotta in tribunale, di fronte al giudice Secondiano, con l'accusa «di professare il credo cristiano». Le venne chiesto di bruciare l'incenso agli idoli ma Aurelia perseverò nella fede in Cristo, venendo condannata a morte per decapitazione. Prima che la condanna fosse eseguita, assistette a un supplizio forse peggiore, quello di veder decapitare la madre e la zia. Il dì seguente, 2 dicembre 260, Aurelia fu tratta dal carcere e, condotta lì dove giacevano i corpi decollati della madre e della zia, le fu spiccato il capo dal busto. La memoria liturgica di sant'Aurelia ricorre il 2 dicembre.

Se i primi tre busti presentano una didascalia col nome del santo raffigurato, i restanti scarabattoli ne sono invece sprovvisti, tuttavia le fonti storiche menzionano almeno altri cinque martiri: san Costanzo, san Cristanziano, san Faustino, santa Margherita e san Sebastiano.
Francesco Mendozzi



Non credo che la spiegazione dell'articolo sia la verità, sicuramente è sincera.

Guardando le foto sono tutti santi giovani, molto belli. 

Ma ad esempio ... nella realtà Feliciano di Foligno è barbuto!


Con nomi di santi del Martirologio, ma sono reliquie catacombali sistemate in questi bellisismi reliquiari a busto.

Li chiamerei i corpisanti di Capracotta o Santi Martiri di Caprocotta.


venerdì 19 giugno 2026

Maria un tenera MADRE

 

Come a Pinè di Montagnaga e Caravaggio, così a Fivazzano e Reggio Emilia.

L'apparizione del 5 maggio 1596 si riferisce al miracolo mariano avvenuto a Fivizzano (Massa-Carrara), in Lunigiana. L'evento è strettamente legato alla devozione della Madonna della Ghiara di Reggio Emilia.


Ecco cosa accadde:
  • La miracolata: Margherita Caugliana, un'umile donna del posto, era gravemente inferma e costretta a letto da circa 18 anni.
  • La richiesta: Avendo saputo dei miracoli attribuiti alla Madonna di Reggio, chiese a un vicino di portarle un'immagine sacra da Reggio Emilia, ma l'uomo dimenticò la commissione.
  • L'apparizione: Tornato a Fivizzano il 5 maggio 1596, l'uomo confessò la dimenticanza alla donna. Mentre Margherita pregava in lacrime, sul soffitto della stanza comparve prodigiosamente una grande stampa della Madonna della Ghiara.
  • La guarigione: Subito dopo l'evento, la donna guarì miracolosamente dalla sua infermità.
  • Oggi sul luogo del prodigio sorge la Chiesetta dell'Apparizione, mentre l'immagine è custodita nella Parrocchia-Santuario

martedì 16 giugno 2026

S. APALIA, il corposanto di Campagna in Campania

 

Se cercate sul web QSCRAS_aprile-2021 troverete una straordinaria ricerca, meticolosa e affascinante curata da don Sergio Capone: i Quaderni Storici della Custodia per le Sacre Reliquie, una collana di studi dell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Qui entrerete il quaderno iniziale che contiene una curiosità agiografica.

La reliquia del cranio di S. Apalia V. e M. è custodita nella Cattedrale di Campagna all'interno di un mezzo busto in argento e rame dorato, realizzato dall'orafo Orazio Scoppa nel 1636. Il reperto proviene dalle Catacombe di Priscilla a Roma (1620) ed è stato arricchito nei secoli da diverse documentazioni storiche che ne attestano l'autenticità.

Una preziosissima notizia che farebbe venire voglia di trovare l'iconografia della Santa Martire.
Magari si potrebbe ... ma quando mai!

Eppure dopo 5 anni ... APALIA si è fatta trovare in un rigattiere di SOLOFRA.

ECCOLA.....


santa APALIA v. e m.
Litografia 1870 ca. CAMPAGNA SALERNO


O beati martiri,

o grappoli umani della vite di Dio,

il vostro vino inebria la Chiesa;

luci gloriose e divine,

che avete accettato con gioia tutti i tormenti

e vinto gli iniqui carnefici;

gloria alla potenza che vi ha assistito

quando combatteste!

Il Dio venuto per la nostra salvezza

abbia pietà di noi.

(Rabbula di Edessa, Inni)

domenica 14 giugno 2026

Santi del 14 giugno - XI domenica Anno A

 


Il 23 novembre 2020, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare i Decreti riguardanti:

– Il miracolo, attribuito all’intercessione del Venerabile Servo di Dio Mario Ciceri, Sacerdote diocesano; nato l’8 settembre 1900 a Veduggio (Italia) e morto a Brentana di Sulbiate (Italia) il 4 aprile del 1945.

Il Venerabile Servo di Dio Mario Ciceri nacque a Veduggio (Milano, Italia) l’8 settembre 1900. Fu ordinato sacerdote il 14 giugno 1924. Nominato coadiutore nella parrocchia di Sant’Antonino Martire a Brentana di Sulbiate, dove rimase per tutta la vita, dedicandosi, in particolare, ai giovani, alla gestione dell’Oratorio e alla cura dei malati, che seguiva con premura e assiduità. Nonostante i rischi, durante la Seconda Guerra Mondiale, realizzò molte opere di carità a favore di bisognosi, dei giovani partiti per il fronte, degli ebrei e dei ricercati dai militari nazi-fascisti, fino a rischiare la vita.


Parrocchia di S. Antonino in Brentana di Sulbiate (MB)

Il 9 febbraio 1945, nel pieno dell’attività pastorale, mentre andava in bicicletta, fu investito da un biroccio. Operato d’urgenza, la situazione andò aggravandosi.

Morì a Brentana di Sulbiate (Italia) il 4 aprile del 1945.

Il decreto sull’eroicità delle virtù venne promulgato il 1° dicembre 2016.

Per la Beatificazione del Venerabile Servo di Dio Mario Ciceri, la Postulazione della Causa ha presentato all’esame della Congregazione l’asserita guarigione miracolosa, attribuita alla sua intercessione, della piccola Raffaella Di Grigoli da “peritonite e sofferenza ischemica intestinale, fistole intestinali, fistola entero-cutanea, in paziente con megacolon congenito, gravemente denutrita” (Rel. Cons. Med., p. 192). L’evento accadde nel 1975 a Como (Italia). Il 16 settembre 1975, Raffaella, di sette anni di età, venne ricoverata all’Ospedale “Valduce” di Como con diagnosi di “dolicosigma” (anomalia del colon caratterizzata da un abnorme allungamento). Il 2 ottobre 1975 fu sottoposta a intervento chirurgico, durante il quale le fu asportata una parte del colon. Il 7 ottobre 1975 la situazione della paziente peggiorò e, il successivo 22 ottobre, si procedette ad un secondo intervento per rimuovere un’occlusione intestinale. Nonostante ciò, si ripresentarono gli stessi problemi intestinali. Poiché si temeva per la vita della bambina, il 30 ottobre 1975, il parroco le amministrò la Cresima in articulo mortis. Successivamente, si resero necessari altri due interventi chirurgici, eseguiti rispettivamente il 24 novembre 1975 e il 12 gennaio 1976. Nel frattempo la bambina presentò un deperimento organico, fino all’inatteso miglioramento. Il 4 febbraio 1976 fu dimessa dall’Ospedale in buone condizioni. In seguito la sanata ebbe una crescita normale e, nel 2005, divenne mamma di una bambina sana.
L’iniziativa di ricorrere all’invocazione del Venerabile Servo di Dio fu presa dalla zia materna, la quale organizzò una novena e informò delle condizioni della nipotina anche la sorella di Don Ciceri, che consegnò alla famiglia di Raffaella un foulard a lui appartenuto. La mamma di Raffaella portò il foulard in ospedale e lo pose più volte come reliquia sul corpo della figlia. Alle invocazioni al Venerabile Servo di Dio si aggiunsero i parenti. È dimostrato il nesso causale tra l’invocazione e la guarigione della piccola Raffaella.

 
L'urna del Beato esposta in chiesa parrocchiale il 13-14 giugno 2026

Don Mario Ciceri è stato proclamato beato il 30 aprile 2022 nel Duomo di Milano.



XI domenica Anno A 2026

Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore…



La compassione è il sentimento lasciamoci da Gesù per vivere in pienezza la nostra umanità.

La compassione è il motivo per cui Dio Padre manda il suo Figlio Gesù Cristo nella pienezza del tempo per farci ritornare ad essere figli e fratelli.

La compassione è il sentimento cristiano che ci spinge ad imitare Gesù per vivere a sua imitazione la figliolanza e la fraternità.



La compassione è medicina per curare la nostra umanità… la nostra disumanità, cagione di tanta sofferenza interiore e della sofferenza nei nostri fratelli e sorelle.



La compassione ci fa vivere guardando la Santa Umanità di Gesù. Senza di essa non siamo discepoli, figli, fratelli e apostoli.

Ma forse uomini e donne religiosi.

Adoratori degli idoli di questo mondo o dell'idolo che il nostro io, ma senza coscienza.



Il Signore che ancora una volta ci ha chiamati alla sua mensa, Parola e Pane, nutra la nostra fame di felicità per essere un regno di sacerdoti e una nazione santa

non smemorati, ma certi che

quando eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio

per cui

Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

Perché la compassione è gratuità e gratitudine.

Amen.

sabato 13 giugno 2026

Rosario per i sacerdoti 2026

 


Nel nome del Padre…

O Dio vieni a salvarci...

 

La santità che ci è richiesta è un abbandono fiducioso: lasciarci trasformare dal suo Santo Spirito. Eppure proprio qui emerge il grande paradosso della nostra vita sacerdotale: siamo chiamati a partecipare alla stessa santità di Dio, ma portiamo questo tesoro in vasi di creta (cfr 2Cor 4,7), siamo limitati e imperfetti, spesso segnati da debolezze e stanchezze, talvolta da ferite. Come può un cuore umano, così vulnerabile, rispondere a una chiamata così alta? Il sacerdote vive questa tensione, ma sa dove trovare pace: nel costato aperto del Signore Gesù.  (Leone XIV)

 

Nel 1° Mistero Luminoso si contempla il Battesimo di Gesù al Giordano.

O Madre dell'Eterno Sacerdote - noi adoriamo Gesù che manifesta al Giordano la sua divinità. Noi lodiamo il sacerdote che custodisce la divinità di Cristo e dona nel sacramento del Battesimo la grazia della figliolanza divina. Vi chiediamo di concedere ai sacerdoti la sapienza di esortare la famiglie al dono del Battesimo dei loro bambini – fin dai primi giorni di vita – e a noi la grazia della fedeltà battesimale.

 

Nel 2° Mistero Luminoso si contempla il Miracolo alle Nozze di Cana.

O Sposa dello Spirito Santo che con Gesù l'Eterno Sacerdote operaste il primo segno del suo Amore per noi. Noi lodiamo il sacerdote custode della dignità del Sacramento del Matrimonio. Con Voi preghiamo per la fedeltà dei coniugi e chiediamo a Gesù che i suoi sacerdoti sappiano custodire nella preghiera e con le parole i coniugi in crisi di fede. E per noi domandiamo la fedeltà alla nostra vocazione. (1)

 

 

Nel 3° Mistero Luminoso si contempla l’Annuncio del Regno.

O Madre dell'Eterno Sacerdote - noi adoriamo Gesù che manifesta ai discepoli l’avvento del suo Regno con parole e miracoli. Noi lodiamo il sacerdote che opera nel mondo per l’avvento del Regno di Dio. Domandiamo per ogni sacerdote la fedeltà al sacramento ricevuto affinché “adveniat Regnum Tuum” e per noi la perseveranza nella fede.

 

Nel 4° Mistero Luminoso si contempla la Trasfigurazione del Signore

O Gloriosa Regina del Clero; - noi adoriamo con Voi Gesù trasfigurato che esorta i discepoli a custodire la gioia nel dolore. Con voi ammiriamo i sacerdoti che custodiscono con gioia le fatiche del ministero pastorale e la castità della vita. Per loro domandiamo il dono della perseveranza e per noi la gioia dopo il dolore.

 

Nel 5° Mistero Luminoso si contempla l’Istituzione dell’Eucaristia

O Gloriosa Regina della Chiesa e Madre del Gesù Sacramentato, noi adoriamo con Voi la SS. Trinità nell'atto donarci la sua presenza nell’Ostia Santa. Preghiamo con Voi per i sacerdoti perché rendendosi conto di ciò che fanno, imitino ciò che celebrano e conformino la loro vita al mistero della Croce di Cristo Signore. E per noi chiediamo il dono di un devoto e quotidiano saluto al Santissimo Sacramento".

 

Salve Regina….

 

(1) Già editato il  24 maggio 2012, con Corredentrice, qui corretto perché sebbene il titolo sia stato usato da alcuni papi in passato, la Congregazione per la Dottrina della Fede in Mater populi fidelis ha ribadito in una nota ufficiale che Maria non è "Corredentrice". Questo titolo è ufficialmente evitato per ragioni pastorali ed ecumeniche, al fine di non oscurare l'unicità di Cristo come unico Mediatore e Redentore.

lunedì 1 giugno 2026

1 giugno ... INIZIA IL MESE DEL SACRO CUORE

 




LITANIE DEL SACRO CUORE

.........................................................................................

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, pietà. Cristo, pietà.

Signore, pietà. Signore, pietà.

Cristo, ascoltaci. Cristo, ascoltaci.

Cristo, esaudiscici. Cristo, esaudiscici.

Padre Celeste, che sei Dio abbi pietà di noi

Figlio Redentore del mondo, che sei Dio abbi pietà di noi

Spirito Santo, che sei Dio abbi pietà di noi

Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, Figlio dell'Eterno Padre abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, formato dallo Spirito Santo nel seno della Vergine Maria abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, unito alla Persona del Verbo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, maestà infinita abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tempio santo di Dio abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tabernacolo dell'Altis­simo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, casa di Dio e porta del cielo abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fornace dì carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di giustizia e di carità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pieno di bontà e di amo­re abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, abisso di ogni virtù abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, degno di ogni lode abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, re e centro di tutti i cuori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, tesoro inesauribile di sapienza e di scienza abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui abita tutta la pie­nezza della divinità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, in cui il Padre si com­piacque abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, dalla cui pienezza noi tutti abbiamo ricevuto abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, paziente e misericordio­so abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, generoso verso tutti quelli che ti invocano abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, fonte di vita e di santità abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, colmato di insulti abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, propiziazione per i no­stri peccati abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, annientato dalle nostre colpe abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, obbediente fino alla morte abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, trafitto dalla lancia abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vita e risurrezione no­stra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, pace e riconciliazione nostra abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, vittima per i peccatori abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, salvezza di chi spera in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, speranza di chi muore in te abbi pietà di noi

Cuore di Gesù, gioia di tutti i santi abbi pietà di noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi pietà di noi.

Gesù, mite e umile di cuore, Rendi il nostro cuore simile al tuo.


PREGHIAMO

O Dio Padre, che nel Cuore del tuo di­lettissimo Figlio ci dai la gioia di cele­brare le grandi opere del suo amore per noi, fa che da questa fonte inesauribi­le attingiamo l'abbondanza dei tuoi doni. Per Cristo nostro Signore. Amen.


FONTE