Regio Diciotto
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sabato 4 luglio 2026
giovedì 2 luglio 2026
La TUNICA è lacerata!
"Lacerare
la tunica inconsutile di Cristo
è
un peccato di estrema gravità".
(Papa
Leone XIV)
“Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito
come una sola è la speranza
alla quale Dio vi ha chiamati”
(Efesini 4, 4)
mercoledì 1 luglio 2026
martedì 30 giugno 2026
Trepidanti affidiamo ai Santi Martiri l'unità della Chiesa!
O beati martiri,
o grappoli umani della vite di Dio,
il vostro vino inebria la Chiesa;
luci gloriose e divine,
che avete accettato con gioia tutti i tormenti
e vinto gli iniqui carnefici;
gloria alla potenza che vi ha assistito
quando combatteste!
Il Dio venuto per la nostra salvezza
abbia pietà di noi.
(Rabbula di Edessa, Inni)
lunedì 29 giugno 2026
Santi Pietro e Paolo 29 giugno 2026
Mentre
Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio
una preghiera per lui.
In
questo giorno anche noi preghiamo per il successore di Pietro: Leone XIV.
L'angelo
disse: «Metti il mantello e seguimi!».
Il
racconto di liberazione dell'apostolo Pietro risuona come una guarigione.
Quando Gesù guariva e sanava i malati.
In più
qui c'è la chiamata a seguire.
È già
la terza volta che il Signore richiama il suo apostolo a seguirlo.
Noi seguiamo
Pietro, che a sua volta segue Gesù.
Noi
seguiamo Gesù con Pietro.
Questa
è l'unità della Chiesa intorno a Pietro: seguire Gesù.
Anche
Paolo racconta di un seguire Gesù e di un essere stato liberato per portare
l'annuncio del Vangelo.
Il
Signore mi ha liberato da ogni paura.
Il
Signore da cosa mi deve liberare?
tu sei
Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi
non prevarranno su di essa.
Credo
che la grande paura che abita alcuni discepoli di Gesù, forse anche noi, è che
il demonio vinca!
Ricordiamo
però le parole di Gesù a Pietro
tu sei
Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi
non prevarranno su di essa.
Infine oggi era il giorno in cui i preti ambrosiani celebravano la loro prima messa. Questo luogo ha accolto i primi vagiti al ministero di molti sacerdoti nativi.
Vivi o
defunti, preti felici o infelici, nel ministero o non
Quelli
censiti dal 1889 ad oggi sono 35
Li
affidiamo al buon pastore
Gesù
pensaci tu!
Amen.
domenica 28 giugno 2026
giovedì 25 giugno 2026
S. Costanza ... tra S. Donato e Roscioli
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| Santa Costanza Martire di S. Donato V. C. |
Nel 1756, i resti mortali furono portati a San Donato e nell'entusiasmo generale, vennero
accolti con "onori regali". Da allora Santa Costanza è stata innalzata, assieme a San Donato
d'Arezzo, a co-patrona della nostra cittadina. Ogni ultima domenica di agosto i sandonatesi,
molto legati al suo culto, le tributano solenni festeggiamenti.
![]() |
| Santa Costanza Martire di Rosciolo dei Marsi |
Il culto è così forte che ha portato anche a un gemellaggio ufficiale tra la comunità di Rosciolo e quella di San Donato Val Comino, dove si venera un'omonima Santa Costanza.
La proloco di Rosciolo dei Marsi scrive:
Nel nostro paese ogni prima domenica di settembre viene
celebrata la festa di Santa Costanza, in ricordo della traslazione dei suoi
Santi resti mortali (anno 1814).
Va però detto che le due comunità venerano due sante con lo stesso nome, ma sono due persone diverse.
Sono due corpisanti delle catacombe.
mercoledì 24 giugno 2026
martedì 23 giugno 2026
Sant'Omar? Audomaro, Omero
Il nome Omar ha origini
antiche e un significato profondo. Si basa sul termine arabo 'umr (عمر),
che significa "vita", "lunga vita" o
"prosperità". Viene comunemente tradotto come "pieno di vita",
"longevo" o "fiorente".
È
tradizionalmente diffuso nel mondo islamico sunnita grazie a 'Umar ibn
al-Khattab, il secondo califfo dell'Islam e stretto collaboratore del
profeta Maometto.
Nelle
scritture ebraiche e nella Bibbia compare con sfumature simili legate alla
vitalità e alla longevità.
L'entrata di questo nome
nell'onomastica italiana è dovuta a diversi fattori: in parte si tratta di una
moda esotica, ma sono da considerare anche ragioni storiche, letterarie,
teatrali e cinematografiche; vanno ricordati anche il protagonista di un
romanzo cavalleresco inserito ne Le
mille e una notte e personaggi dello spettacolo come l'attore egiziano Omar
Sharif e il calciatore argentino Omar Sívori, che fra gli anni Cinquanta e
Sessanta godette di larga popolarità. Il nome viene comunque considerato raro,
e secondo dati raccolti negli anni Settanta, era diffuso principalmente al
Centro-Nord, specie in Emilia-Romagna.
Il nome è adespota, cioè non è portato da alcun santo. L'onomastico quindi si
festeggia il giorno di Ognissanti, che è il 1º novembre.
Però cercando tra i Santi, potrebbe
essere definito come il diminutivo di Audomaro
di Thérouanne (noto in Francia come saint-Omer;
in italiano anche sant'Omero, nato a Orval (600) e morto a Thérouanne il 1º
novembre 670: vescovo di Thérouanne dal re Dagoberto I e fondò l'abbazia di San
Bertino a Saint-Omer (Passo di Calais). Audomaro morì cieco e il suo corpo fu
inumato nella chiesa di Notre-Dame di Sithiu. Viene celebrato il 9 settembre.
Fonti
domenica 21 giugno 2026
XII domenica Anno A
L’orazione colletta propria di questa domenica ci introduce in sintesi nel tema biblico della giornata...
Dio AFFIDA a noi… DEBOLI …
Il tema della debolezza. Un tema di sempre. Quali sono le nostre debolezze?
DIO si FIDA di NOI
Non viviamo però le nostre debolezze come una paravento. Ma come un punto di partenza… per essere forti.
Alla nostra debolezza è affidato l’annuncio. Pensiamo alla debolezza dei Dodici!
Eppure Cristo era con loro.
DIO crede nella NOSTRA PAROLA PROFETICA
Quale annuncio profetico della Parola in questo XXI secolo? Quali profezia ha bisogno l’uomo e la Chiesa?
Ha bisogno della libertà della fede che va oltre … sia annuncio sincero e vero in primis per chi lo compie!
Una libertà della fede che non ha paura di essere solo in dodici… perché CREDE, SPERA e AMA
Amen.
sabato 20 giugno 2026
Tradizioni popolari ... CAPRACOTTA
A Capracotta, nella Chiesa di S. Maria in Cielo Assunta, sull'altare di san Sebastiano, opera di Mattia Pizzella, sono esposti sei scarabattoli in legno dorato e vetro contenenti i resti mortali di alcuni martiri cristiani del II-III secolo che pagarono con la vita il rifiuto delle pratiche pagane. Le sculture fanno parte di una larga produzione fiorente nel XVIII secolo e consistono in cinque reliquiari a busto e una grossa teca, che fanno pensare ad un'identità di mano. Le reliquie furono donate nel 1676 al clero locale da Andrea Capece Piscicelli il quale, avendo acquistato il feudo di Capracotta, il 29 ottobre 1674 ne era diventato il primo duca.
Il primo reliquiario (al centro) raffigura san Fabiano I (200-250) con le mani sul petto e il volto sollevato. Alla morte di Antero, 20° papa della Chiesa di Roma, il laico Fabiano accorse per assistere all'elezione del nuovo pontefice, che a quel tempo si svolgeva per acclamazione all'aperto. Quando una colomba bianca si posò sul suo capo, il popolo di Roma vide in quell'evento un segno dello Spirito Santo e nominò Fabiano pontefice. Nel III secolo il cristianesimo era bellissimo, come ogni cosa che possiede la virtù della giovinezza, e molto variegato, tuttavia agiva in un mondo pagano che perseguitava le comunità cristiane venutesi a creare nelle grandi città dell'Impero. Fabiano, infatti, venne costretto a far sacrifici agli dèi e, al suo rifiuto, fu incarcerato e lasciato morire di fame e di stenti. La sua memoria liturgica ricorre il 20 gennaio, assieme a quella di san Sebastiano, patrono di Capracotta.
Il secondo reliquiario (secondo da sx) raffigura san Feliciano di Foligno (160-249) col volto in estasi. Le mani sono entrambe sul petto ma la sinistra tiene la palma del martirio. Feliciano fu un missionario ante litteram: evangelizzò un pezzo d'Italia centrale quando questa era terra di conquista per la nuova e definitiva religione. Feliciano fu infatti l'evangelizzatore di vaste zone dell'Umbria: Assisi, Bevagna, Foligno, Norcia, Perugia, Plestia, Spello, Spoleto, Trevi. Dopo un periodo a Roma tornò ai nativi colli, dove era stato acclamato vescovo. Ricevette dal papa il privilegio del pallio (un'insegna riservata di diritto solo al pontefice e agli arcivescovi metropoliti) e il suo episcopato durò ben 56 anni. Morì martire in tardissima età, sotto Decio. La memoria liturgica di san Feliciano ricorre il 24 gennaio.
Il terzo reliquiario (secondo da dx) raffigura sant'Aurelia d'Alessandria (240-260) che, nella mano sinistra, tiene un libro chiuso, e la destra poggiata sul petto. Anche Aurelia appartiene alla fitta schiera di martiri del cristianesimo nella Roma precostantiniana. Fu infatti tradotta in tribunale, di fronte al giudice Secondiano, con l'accusa «di professare il credo cristiano». Le venne chiesto di bruciare l'incenso agli idoli ma Aurelia perseverò nella fede in Cristo, venendo condannata a morte per decapitazione. Prima che la condanna fosse eseguita, assistette a un supplizio forse peggiore, quello di veder decapitare la madre e la zia. Il dì seguente, 2 dicembre 260, Aurelia fu tratta dal carcere e, condotta lì dove giacevano i corpi decollati della madre e della zia, le fu spiccato il capo dal busto. La memoria liturgica di sant'Aurelia ricorre il 2 dicembre.
Se i primi tre busti presentano una didascalia col nome del santo raffigurato, i restanti scarabattoli ne sono invece sprovvisti, tuttavia le fonti storiche menzionano almeno altri cinque martiri: san Costanzo, san Cristanziano, san Faustino, santa Margherita e san Sebastiano.
Francesco Mendozzi
Non credo che la spiegazione dell'articolo sia la verità, sicuramente è sincera.
Guardando le foto sono tutti santi giovani, molto belli.
Ma ad esempio ... nella realtà Feliciano di Foligno è barbuto!
Li chiamerei i corpisanti di Capracotta o Santi Martiri di Caprocotta.
venerdì 19 giugno 2026
Maria un tenera MADRE
Come a Pinè di Montagnaga e Caravaggio, così a Fivazzano e Reggio Emilia.
- La miracolata: Margherita Caugliana, un'umile donna del posto, era gravemente inferma e costretta a letto da circa 18 anni.
- La richiesta: Avendo saputo dei miracoli attribuiti alla Madonna di Reggio, chiese a un vicino di portarle un'immagine sacra da Reggio Emilia, ma l'uomo dimenticò la commissione.
- L'apparizione: Tornato a Fivizzano il 5 maggio 1596, l'uomo confessò la dimenticanza alla donna. Mentre Margherita pregava in lacrime, sul soffitto della stanza comparve prodigiosamente una grande stampa della Madonna della Ghiara.
- La guarigione: Subito dopo l'evento, la donna guarì miracolosamente dalla sua infermità.
- Oggi sul luogo del prodigio sorge la Chiesetta dell'Apparizione, mentre l'immagine è custodita nella Parrocchia-Santuario
















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