San Sostene di Calcedonia è venerato come martire del IV secolo. Secondo la tradizione agiografica, era originario di Calcedonia, in Bitinia, l'odierna Kadıköy, e inizialmente apparteneva all'ambiente pagano e militare dell'Impero romano. La sua conversione sarebbe avvenuta dopo aver assistito alla fermezza con cui Santa Eufemia di Calcedonia affrontò il martirio. Sostene è ricordato insieme a San Vittore di Calcedonia e la sua memoria ricorre il 10 settembre.
Le notizie sulla vita di Sostene provengono soprattutto dalla tradizione agiografica e non consentono di ricostruire con certezza storica tutti gli episodi della sua esistenza.
Secondo il racconto tradizionale, Sostene era originario di Calcedonia e aveva intrapreso la carriera militare. Sarebbe stato un uomo di particolare forza e coraggio e avrebbe prestato servizio nell'esercito romano sotto l'imperatore Massimiano.
La svolta decisiva della sua vita sarebbe
avvenuta durante la persecuzione contro i cristiani. Sostene ricevette l'ordine
di occuparsi di Eufemia, giovane di Calcedonia che si rifiutava di
rinnegare la propria fede.
Secondo la tradizione, Sostene rimase
profondamente colpito dalla serenità e dalla fermezza con cui
Eufemia affrontava le sofferenze. La giovane, pur essendo sottoposta a torture,
continuava a professare la fede in Cristo.
Quella testimonianza avrebbe provocato in
Sostene una profonda trasformazione interiore. Colpito dalla fede della
martire, abbandonò le proprie convinzioni precedenti e si convertì al
cristianesimo.
La conversione di Sostene non rimase
segreta. Egli avrebbe confessato pubblicamente di essere diventato cristiano,
attirando così su di sé l'ostilità delle autorità.
Il console
Prisco, secondo la tradizione, cercò di convincerlo a rinunciare alla
nuova fede. Sostene però rimase fermo nella professione di Cristo e rifiutò le
promesse di ricompense e di salvezza personale.
Fu quindi arrestato e
sottoposto a interrogatori e torture. Le fonti
agiografiche raccontano che venne flagellato e torturato con uncini, ma che
sopportò le sofferenze senza rinnegare la fede appena abbracciata.
Non riuscendo a
ottenere la sua apostasia, le autorità decisero di condannarlo a morte. Secondo
la tradizione, Sostene fu destinato ad essere gettato alle belve
nell'anfiteatro.
Il racconto agiografico
narra però che le belve non lo assalirono. Questo episodio venne interpretato
dai cristiani come un miracolo della protezione divina.
La mancata esecuzione della condanna non
comportò tuttavia la liberazione del martire. Le autorità decisero infatti di
ricorrere a un'altra forma di esecuzione.
Il martirio
Sostene venne infine condannato al rogo.
Secondo la tradizione, fu bruciato vivo insieme a San Vittore di
Calcedonia, anch'egli ricordato come martire.
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Cristiani
Il martirio viene collocato nel IV
secolo, in un periodo nel quale le comunità cristiane dell'Asia Minore
furono più volte sottoposte a persecuzione. La tradizione locale di Calcedonia
conserva il ricordo di numerosi martiri appartenenti a questo periodo.
Il culto a Calcedonia
Il culto di Sostene si sviluppò nella
Chiesa antica e rimase legato soprattutto a Calcedonia. Il suo nome
compare nei calendari e nei martirologi insieme a quello di altri martiri della
città.
Il 10 settembre è il giorno tradizionalmente dedicato a Sostene e Vittore. La stessa data è tuttora indicata nel calendario dei santi per San Sostene di Calcedonia.
Il culto
Una particolare devozione a San Sostene si
è sviluppata in Calabria. Il comune di San Sostene, in
provincia di Catanzaro, porta il suo nome e lo venera come patrono.
Secondo la tradizione locale, la reliquia
del martire sarebbero state portate nel territorio dai monaci
basiliani che vi si stabilirono nel corso dell'alto Medioevo. La devozione al
Santo si è mantenuta nei secoli e la festa patronale viene celebrata la
domenica successiva al 10 settembre.
Altro luogo di particolare devozione è
nella città metropolita di Messina: Mili
S. Pietro.
Secondo la tradizione locale il culto fu
portato dal monachesimo orientale ed in posizione soprelevata rispetto alla
località, che guarda il mare e la costa ionica calabrese, c’è un piccolo
santuario.
Infine tracce di culto si trovano a Piacenza presso la Basilica di S.
Eufemia.
San Sostene e San
Sostene da Corinto
È importante non confondere questo martire
con San Sostene da Corinto, personaggio del I secolo ricordato nel
Nuovo Testamento e venerato il 28 novembre. Quest'ultimo viene
identificato dalla tradizione con il capo della sinagoga di Corinto menzionato
negli Atti degli Apostoli e con il Sostene che Paolo presenta
come suo collaboratore all'inizio della Prima Lettera ai Corinzi.
Si tratta quindi di due figure
distinte: Sostene di Corinto appartiene all'età apostolica, mentre Sostene
di Calcedonia è venerato come martire del IV secolo.
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