mercoledì 20 maggio 2020

VIAGGIO VIRTUALE tra i santuari d’Italia: Lissone



Lasciamo Saronno, e sulla SP527, raggiungiamo Monza e da qui Lissone (MB).
Dal cimitero cittadino si percorre – a piedi – la strada che conduce alla Prepositurale, la Gèsa Grànda, e si arriva alla piccola chiesa del Borgo.
Santuario della Madonna del Borgo sorge in uno dei rioni centrali più antichi di Lissone, chiamato il Borgo, ed è una piccola chiesa dedicata alla Vergine Assunta, nata da un'immagine della Madonna dipinta da secoli su un muro, conforto per i pellegrini e i contadini di passaggio. La sua costruzione risale al XVI secolo e quando l'edificio venne visitato da San Carlo Borromeo nel corso di una visita pastorale nel 1576, fu per sua indicazione restaurato ed abbellito, sopra l'altare venne posta la statua della Vergine, probabile dono dello scultore Bernardino Arosio: singolare in quanto appartiene allo stile delle Madonne vestite.
Nei primi del Seicento il cardinal Federico Borromeo la visitò nuovamente e trovandola tanto ben messa e accompagnata da una fede e devozione viva, scrisse

"... affinché il popolo si infiammi ancora maggiormente nella venerazione della Beata Vergine e aumenti il concorso dei fedeli a questo Oratorio, raccomandiamo che tutti i fedeli di questo luogo ogni giorno dedicato alla Beata Vergine e inoltre ogni sabato, si raccolgano verso sera in questo Oratorio per farvi la solita devozione, e ivi cantino le litanie e l'antifona della Beata Vergine per poterla sempre avere loro avvocata e patrona ...".

Il Santuario è una delle tappe del Cammino di Sant'Agostino.

Sancta Maria, Regina in caelum assumpta, ora pro nobis

Preghiamo perché cresca in noi il desiderio del Cielo
Preghiamo per l’Italia
Preghiamo per il nostro Arcivescovo Mario

Beata Colomba da Rieti, prega per noi



Rieti, 2 febbraio 1467, Perugia, 20 maggio 1501, Angiolella Guadagnoli fu da subito chiamata Colomba, perché al fonte battesimale le si avvicinò proprio una colomba e ciò fu interpretato come segno di predilezione divina. Fin dall'infanzia, viste le severe penitenze che si infliggeva e la vita di preghiera che conduceva, fu considerata una piccola santa. Promessa in sposa a un nobile quando aveva appena 12 anni, rifiutò risolutamente il matrimonio d'alto lignaggio e sette anni dopo, nonostante l'opposizione della famiglia, vestì l'abito di terziaria domenicana. Si mise, poi, in cammino verso Siena, la patria del suo modello di vita, santa Caterina. Una serie di avversità la bloccò, però, a Perugia, dove rimase e fondò un monastero dedito all'educazione delle fanciulle nobili, chiamato delle "Colombe". Dal 1488 al 1501, data della morte, si adoperò per sanare le discordie della città (fu ascoltata consigliera dei potenti Baglioni, i signori di Perugia). E la salvò dalla peste nel 1494. Il culto è stato riconosciuto da Urbano VIII nel 1627. 


Il quadro, forse dal Monastero di S. Agnese in Rieti (seconda metà XVII secolo, olio su tela 139x89 cm, Musei Civici Rieti), raffigura la Beata inginocchiata in preghiera che chiede intercessione divina perché la peste non mieta più vittime. Il momento rappresentato è quello dell’accoglimento della supplica simbolicamente espresso dal cherubino che ripone la spada nel fodero, segno che la strage cesserà.



Beata Colomba da Rieti, prega per noi
20 maggio 2020