mercoledì 29 luglio 2026

Puglia – Calabria 2026: sulle tracce del culto dei Santi Cosma e Damiano

 





Carusi ca iuacanu n’menzu a na strata, sotto i palazzi del centro

in mezzo alla strada

gente che mangia, che beve, che piange

quando risente il suo accento

la storia è uguale

Sicilia e Calabria

da Bari fino a Sorrento

giri le case di tutti i parenti

perché se non vieni mi offendo

caru tutt’u munnu è paisi

ma il mio resta sempre al sud

guagliù quando scendi vuoi restare giù

 

(da Al mio Paese di Serena Brancale, con Levante e Delia)




Domenica 12 luglio

 

Andria

Cattedrale (XII secolo) e la sua cripta o San Pietro in Cattedrale (VII secolo). All'interno sono custodite le reliquie di San Riccardo, la Sacra Spina di Gesù e le mogli di Federico II, Isabella di Brienne ed Isabella d'Inghilterra[58]. Il campanile fu eretto su una vecchia torre longobarda del VII-VIII secolo;

Chiesa di Sant'Agostino (XIII secolo): costruita in origine dai Cavalieri templari, la chiesa passò successivamente ai Benedettini ed infine agli Agostiniani, che la ricostruirono dopo gli assedi del 1350. Il pregevole portale gotico risale al XIV secolo, mentre l'interno è barocco;

Santuario di Santa Maria dei Miracoli sviluppato su tre livelli. Il livello inferiore, la chiesa rupestre di Santa Margherita (IX secolo) è il più antico. La laura basiliana, include un'interessante sala a tre navate con decorazioni tratte dalla Genesi. In questa grotta è stata rinvenuta ed è presente tuttora l'icona bizantina della Madonna dei Miracoli. Il livello medio (Tempietto) (XVI secolo) ha tre arcate in marmi policromi. Di particolare interesse la cappella della Crocifissione con bellissimi affreschi. Il livello superiore del XVIII secolo fu progettato da Cosimo Fanzago (1591-1678).

Santuario della Madonna dell'Altomare (1598) e laura basiliana di Santa Sofia, all'interno la scultura "La Pietà dell'Altomare" di Luigi Enzo Mattei dichiarata insieme alle sue altre opere "Patrimonio per una cultura della pace" dall'UNESCO.

Uscita Andria-Barletta; dall’uscita del casello prendere a destra e proseguire diritto sino ad arrivare al Palazzo di Città. Svoltare a destra (Pendio San Lorenzo e poi Via Porta Nuova) e prima di imboccare Via Manthonè svoltare a destra: il Santuario Madonna dell’Altomare Andria è difronte a voi.

 

 Lunedì 13 luglio/1°

mattina

Alberobello

 

Santuario dei Santi Cosma e Damiano


MESSE FERIALI

dal 28 ottobre 2020 al 28 marzo 2021: ore 7:00 (momentaneamente soppressa) - 18:30

dal 30 marzo 2021 al 23 ottobre 2021: ore 7:00 - 19:30 tutti i giovedì dell'anno ore 9:00

CONTATTI

Piazza Curri, Alberobello

080 4321021

ORARIO APERTURA ore 6.30-20.00

MESSA FERIALE 7.00 e 19.30

 

PARCO - Via degli Scavi, 86-87, 72010 - Savelletri (BR)

MUSEO - Fasano (BR) – Savelletri- via delle Carceri s.n.

Telefono: 0804829056

Fasano

Il Museo “Giuseppe Andreassi”

Intitolato all’archeologo Giuseppe Andreassi, che ne fu direttore dal 1976 al 1985, il Museo è ubicato all’esterno del circuito murario difensivo del IV sec. a.C. che racchiude l’area dell’antica città di Gnathia e dialoga con l’area archeologica. Il percorso di visita si sviluppa in sette aree tematiche che accompagnano il visitatore a scoprire l’età del Bronzo e l’insediamento iapigio (gli Iapigi erano gli antichi abitanti della Puglia meridionale), l’epoca romana e paleocristiana, la presenza longobarda e le ultime tracce di frequentazione dell’area.

Una ricca collezione

All’interno delle sale è possibile incontrare oltre 3.000 reperti simbolo di ogni epoca in cui il centro fu abitato. Per la fase messapica vi sono i numerosi esemplari esposti di trozzella (vasi di piccole dimensioni con grossa pancia, piccolo piede e collo a tronco, risalenti al VI-III secolo a.C.), simbolo di questa cultura, caratterizzati da rotelle decorative sulle anse. Accanto alle pregevoli ceramiche apule a figure rosse, sono presenti numerosi vasi a vernice nera sovraddipinta nello stile di Gnathia. Alla fase romana appartengono la splendida testa in marmo di Attis (II secolo d.C.) con il tipico berretto frigio e il Mosaico delle Tre Grazie, proveniente dalla Basilica Civile, realizzato tra il III e il IV secolo d.C. Di squisita fattura è un prezioso anello d’oro con il castone a forma di tempietto che richiama l’edicola del Santo Sepolcro di Gerusalemme (fine VI - inizi VII secolo d.C.), testimonianza del transito di pellegrini durante l’età cristiana.

Il Parco archeologico di Egnazia

Quello di Egnazia è il Parco Archeologico più esteso della Puglia. In stretto dialogo con il Museo, custodisce reperti architettonici risalenti alla fase messapica, come le mura di difesa e le necropoli, con le tombe a camera monumentali. La visita alla città antica si snoda lungo un percorso tra i resti di edifici romani e paleocristiani. È ben visibile il tratto urbano lastricato della Via Traiana, che divide lo spazio degli edifici pubblici dai quartieri residenziali e artigianali. Lungo la via Traiana sono individuabili la piazza del mercato, l’anfiteatro, l’area sacra dedicata al culto delle divinità orientali Attis e Cibele, la basilica civile, le terme e il criptoportico. Di epoca successiva sono le imponenti strutture delle basiliche paleocristiane: la Basilica meridionale e la Basilica episcopale, erette sul tessuto urbano romano.

Una passeggiata sui fondali marini

Grazie ad un allestimento scenografico che sembra trascinare il visitatore nelle profondità dei fondali marini, la nuova sezione “Egnazia e il mare" è un'esperienza unica. Sviluppata intorno a reperti fisici, video multimediali e la proiezione interattiva di uno specchio d’acqua la nuova ala del Museo - inaugurata nel 2022 - è dedicata al rapporto della città con il mare e all’archeologia subacquea quale strumento di conoscenza, in grado di svelare la storia dei popoli attraverso il recupero di oggetti sopravvissuti ad antichi naufragi.

ORARIO

Museo (Lun-Ven) ore 8.30-19.30

Parco (Lun-Ven) ore 8.30-13.30

BIGLIETTO (biglietteria ore 8.30-18.30) 10.00 €

 

Il percorso espositivo, diviso in 7 sezioni, narra le vicende che hanno caratterizzato la ricerca archeologica ad Egnazia e l’evoluzione storica del sito dal XVI sec. a.C. fino al XIII secolo d.C., momento in cui l’area viene abbandonata.
I reperti e le immagini illustrano le peculiarità del primo insediamento di capanne in Età del Bronzo, l’influenza della cultura iapigia e messapica, di cui la Tomba delle Melagrane rappresenta un eccezionale esempio di tomba a camera dipinta di IV secolo a.C.; infine la fase romana e quella paleocristiana con la città che diventa sede vescovile. L’ultima sezione raccoglie le testimonianze relative alla presenza longobarda e alle ultime tracce di frequentazione dell’area. Della città romana si possono ammirare i resti della Via Traiana, della Basilica Civile con l’aula delle Tre Grazie, del Sacello delle divinità orientali, della piazza porticata, del criptoportico e delle terme. Tra gli edifici di culto cristiano, sorti tra il IV ed il VI sec. d.C., si segnalano la Basilica Episcopale con il battistero e la Basilica Meridionale, originariamente pavimentate con mosaici.


pomeriggio


Parco Rupestre

"Lama D'Antico, San Giovanni e San Lorenzo"

Strada Provinciale Fasano-Savelletri - Contrada Sarzano 72015 Fasano

 

Il Parco Rupestre Lama D’Antico ospita uno dei più suggestivi insediamenti rupestri della Puglia; all’interno di esso è possibile esplorare le diverse strutture che dovevano far parte del villaggio (X-XVI secolo d.C.): l’imponente chiesa scavata nella roccia, le grotte abitazioni e quelle legate al lavoro.

Nell’area del Parco rientrano anche le incantevoli chiesette rupestri di San Lorenzo e San Giovanni dalle splendide e vivaci decorazioni pittoriche. L’intero percorso si svolge all’interno di un incantevole paesaggio naturale animato da uliveti e profondamente immerso nella macchia mediterranea.

 

Dal 16 MAGGIO al 30 SETTEMBRE il Parco rupestre LAMA D'ANTICO è visitabile tutti i giorni dalle ore 16.00 alle ore 20.00 

La prenotazione è necessaria per visitare al di fuori degli orari di apertura o per visite guidate al 3283597517

Martedì 14 luglio/2°

 

mattina/pomeriggio

 

Taranto

Cattedrale S. Cataldo

Piazza Duomo

APERTURA 8:30–12:45, 16:30–20

Museo Diocesano

martedì - venerdì ore 9:00 alle 15:00.

Museo archeologico

via Cavour 10

APERTURA dalle ore 8:30 alle ore 19:30

(ultimo ingresso prenotabile alle ore 19:00).

Taranto Vecchia

Chiesa Santi Cosma e Damiano

Casa di S. Egidio

PRANZO

 

Martina Franca


Mercoledì 15 luglio/3°

 

mattina

 

Fasano

Per chi viene da nord Autostrada A14 (Adriatica), per chi viene da Napoli Autostrada A16, uscire al casello Bari Nord e percorrere la SS 16 in direzione sud fino a Fasano.

Per chi viene da sud (Lecce-Brindisi), percorrere la SS 379 in direzione nord fino a Fasano.

Per chi viene dalla Calabria o dalla Sicilia, seguire la SS 106 (Jonica) in direzione Taranto procedendo per Martina Franca, Locorotondo e poi Fasano.

 

 

Chiesa Madre

San Giovanni Battista

 

ORARIO (CHIESA CHIUSA PER CANTIERE)

CONTATTI

 

mattina

 

 

Santuario Madonna di Pozzo Faceto - Fasano

La storia di questo luogo è intimamente legata a un episodio miracolistico. Infatti, la primitiva fondazione di una cappella, sorta nel XIV secolo, è intrisa di leggenda. Sembrerebbe che la Madonna sia apparsa ad alcuni contadini per indicargli un luogo dove scavare un pozzo (da qui Puteo Faceto). Proprio nel corso di tali lavori si ritrovarono in una sorta di grotta il cui sfondo presentava un affresco della Vergine con il Bambino, con ogni probabilità doveva trattarsi di antica chiesa rupestre.

In conseguenza di questo “miracolo” si decise di erigere una cappella in un periodo compreso tra il XIV e il XV secolo. Infatti, la navata di destra di oggi è la più antica, quella di sinistra venne edificata nel 1717. Da allora di tempo ne è passato e tale Madonna è entrata nei cuori non solo degli abitanti del posto. Tanto che, nel 1784, la Madonna del Pozzo venne eletta protettrice e patrona della Città di Fasano, oggi insieme a San Giovanni Battista.

Devi sapere che la devozione nei confronti della Beata Vergine del Pozzo si intreccia, in modo importante con l’episodio del 2 giugno 1678, durante il quale i pirati turchi furono respinti dalla coraggiosa resistenza degli abitanti del luogo. Tale capacità difensiva venne attribuita alla Madonna, che i cittadini di Fasano elessero, come propria patrona e alla quale viene reso, ogni anno, omaggio con una rievocazione storica di quell’assedio.

Il culto è molto vivo nella comunità che tradizionalmente si reca in processione al Santuario, in occasione della festa del giovedì in Albis, quando il sindaco dona alla Vergine un cero votivo in segno di venerazione e ringraziamento. L’icona di tipo bizantina è oggi visibile sull’altare maggiore. Un’immagine in cui è centrale una Madonna col Bambino, raffigurata a mezza figura, con un’acconciatura di stampo cortese, che raccoglie i capelli con nastri sulla nuca. La Vergine indossa una corona gigliata di chiaro stile occidentale–angioino. Il Bambino, in piedi, poggia la guancia destra su quella sinistra della Madre, che lo abbraccia dolcemente. L’atteggiamento di grande tenerezza ascrive l’immagine al tipo dell’Eleousa, in atteggiamento amoroso, volto a suscitare la pietà popolare.

All’interno del santuario spiccano, oltre alla citata icona, anche alcune pregevoli statue in pietra. La larga facciata, che ingloba l’antico ricovero dei pellegrini che doveva ospitare i numerosi pellegrini che giungevano al Santuario – ti si presenterà con un ingresso più grande, elegantemente delimitato da un timpano arcuato. A fianco all’ingresso del Santuario si trova il famoso pozzo. Il sagrato conserva le ultime due stazioni di una via Crucis settecentesca, forse tra le più antiche d’Italia, che prosegue tracciando il percorso della Strada delle Croci, la via che a poca distanza dal Santuario, prosegue in direzione Fasano.

 

ORARIO 7.30-21.00

 

MESSE ESTIVA FERIALE ore 19.30

 

Chiesa Madonna del Rosario

Antico convento delle monache carmelitane, detto impropriamente "teresiane", costruito nel 1628, oggi il suo antico chiostro è luogo centrale della vita cittadina.

In origine la chiesa faceva parte del monastero seicentesco di San Giuseppe, di proprietà delle monache carmelitane di clausura. La storia del monastero cominciò nel 1604 quando Giovanni Calefati dispose per testamento il lascito di duemila ducati da impiegare nella costruzione di un monastero di “Donne Monache” a Fasano. Pochi anni dopo iniziarono i lavori per la costruzione della chiesa e dei locali annessi, la costruzione del fabbricato però si interruppe per mancanza di fondi. Nel frattempo (1681), le due germane di origine spagnola Palma e Francesca La Itta y Loio fondarono il Conservatorio di terziarie teresiane e in un decennio le religiose raggiunsero le trenta unità, accrescendo con la loro dote il patrimonio del Conservatorio. Ben presto la casa dei La Itta si rivelò inadeguata ad accoglierle tutte, per cui il Parlamento dell'Università di Fasano cedette alle suore il convento ancora incompleto da 85 anni. I lavori di completamento e ristrutturazione sono documentati fino al 1774.

Il 3 maggio 1694 le suore s'insediarono con grande solennità nel Monastero, alla presenza una numerosa folla di cittadini. Dopo l'insediamento, la Priora chiese al Papa di rendere di clausura il Convento, così nel 1698 Innocenzo XII dispose che il Conservatorio diventasse Monastero Carmelitano sotto il titolo di San Giuseppe, non secondo lo stile teresiano ma sotto la protezione della carmelitana fiorentina S. Maria Maddalena de' Pazzi. In esso visse una Venerabile, Madre Rosa Maria Serio (1674-1726), sua figlia spirituale. Della Madre Rosa Maria è possibile esista un richiamo in un affresco, molto danneggiato, nell'antica chiesa di Santa Maria della Grazia.

Nel 1873, dopo la proclamazione dell'Unità d'Italia, le leggi dello Stato sopprimono le Congregazioni religiose, incamerando nelle proprietà statali il loro patrimonio. Il monastero, divenuto proprietà del demanio, viene dato al Comune di Fasano. Alle monache è consentito di rimanervi fino al 4 dicembre 1908 in attesa di nuovi ordini, ma l'età avanzata e le malattie le costringono a chiedere al Papa nel maggio 1908 il permesso (accordato con Decreto del 1º giugno successivo) di uscire dal Monastero prima della scadenza.

Nel 1908 le monache lasciarono il monastero e tre anni dopo venne ceduto dal comune alla confraternita del Santissimo Rosario, la stessa che ha in custodia la chiesa di San Nicola. Nel 1919 il chiostro del convento subì modifiche e restauri divenendo una piazza nella quale fu ospitato il mercato ortofrutticolo (piazza del Mercato Coperto) e venne dotato di una fontana marmorea in stile littorio al centro tra due lunghi porticati. Nel 2004 la struttura è diventata una galleria commerciale chiamata "Portici delle Teresiane".

La chiesa presenta l'interno ad unica navata e conserva alcuni elementi claustrali (delle grate e un'apertura nel muro per la distribuzione della comunione alle monache che assistevano alla messa nel coretto, oggi adibito a sacrestia).

L'altare principale è dedicato alla Madonna del Rosario, la cui immagine, realizzata nel 1656 dalla popolazione per voto in seguito al salvataggio da una pestilenza, è situata in una nicchia in vista.


Santi Cosma e Damiano

 

Le nicchie laterali ospitano altre sculture: a sinistra san Vincenzo Ferrer, i Santi Medici e Gesù nell'orto (statua portata in processione durante i riti della Settimana Santa); a destra Madonna Addolorata, Madonna del Carmine e Gesù Bambino di Praga, quest'ultimo vestito di un abito opera di sarte e ricamatrici locali.

Nella chiesa vi sono anche dipinti di scuola napoletana, tra le quali una tela di San Francesco che riceve le stimmate e un grande affresco che raffigura la Pentecoste

 

ORARIO

CONTATTI

 

Portici delle Teresiane

Tra i tanti beni di interesse artistico che caratterizzano il centro storico di Fasano vi è un vero e proprio cammeo d’arte che dovrai necessariamente ammirare. Quasi stessi partecipando ad una caccia al tesoro, ti offriamo un primo indizio. Ti dovrai recare al numero civico 7 dei Portici delle Teresiane, nel centro urbano delle terre di Fasano, prossimo al centro storico. In questo locale, l’intera parete a destra è interamente occupata da un affresco secentesco, mirabilmente restaurato. Nell’ex convento questa stanza – oggi sede della locale sezione della “Società di Storia Patria delle Puglia – era atrio del portone principale si trova un affresco che rappresenta una nota scena della Genesi, ossia la Cacciata dei progenitori dall’Eden. Una raffigurazione che forse doveva far da avvertimento ai fedeli. L’angelo dalla spada infuocata, simbolo della giustizia divina, caccia Adamo ed Eva che si lasciano alle spalle l’albero della vita, intorno a cui è avvolto un serpente dal volto umano. L’immagine di un Santo, accompagnato da un leone, in modo chiaro si coglie a sinistra. Di certo si trattava delle raffigurazioni per intero di sant’Elia. Interessante anche il pavimento della stessa stanza, che reca un’incisione, mentre la volta è ornata. La ristrutturazione ci permette di ammirare l’interessante apparato decorativo e strutturale dell’ambiente, con la presenza di una piccola nicchia in cui era alloggiata la ruota degli esposti, la bussola girevole in legno attraverso cui venivano abbandonati i neonati indesiderati e, in tal modo, accolti dalle miserevoli mani delle monache. Quindi, un ambiente da vedere questo che rappresenta una sorta di fonte imprescindibile per conoscere e studiare l’ex-Convento di Clausura seicentesco intitolato a San Giuseppe, un tempo assegnato alla Regola di Santa Maria Maddalena dei Pazzi.

 

Oggi i Portici delle Teresiane sono una galleria commerciale, in origine la struttura era il chiostro del convento che nel 1919 venne mutato in piazza con al centro una fontana di marmo realizzata in stile littorio tutta da ammirare.

 

Chiesa di San Nicola

La chiesa di San Nicola è una chiesa edificata fuori dalla cinta muraria della città di Fasano per volontà del nobile Donato Antonio Paternò nel 1596. Il committente lasciò inoltre espresso sul suo testamento la volontà di dedicare la chiesa al santo di Myra, e per la causa donò 700 ducati di diverse monete.

Nel 1887 la chiesa diventò di proprietà del principe Vincenzo Telesio, che la restaurò dedicandola alla Vergine del Rosario come voto di ringraziamento per la guarigione della moglie.

Successivamente la chiesa passò in cura alla confraternita di Maria santissima del Rosario, che la custodisce ancora oggi assieme all'omonima chiesa.

Tra le opere presenti vi sono un altorilievo in pietra rappresentante San Nicola, un organo ottocentesco e statue in cartapesta di produzione leccese (San Domenico, Cristo Risorto, Santa Caterina e i Santi Medici Cosma e Damiano).

Ogni anno presso la chiesa di San Nicola viene inoltre organizzata dalla confraternita la festa dei Santi Medici, il cui culto è particolarmente diffuso nel territorio circostante e comprende il pellegrinaggio a piedi al santuario di Alberobello. VENGONO QUI ESPOSTI QUELLI DELLA CHIESA DEL ROSARIO.

 

ORARIO

CONTATTI

 

Madonna de La Salette

c/o Congrega S. Francesco da Paola

Chiesa di S. Francesco di Paola Piazza Aldo Moro, Fasano

 

ORARIO

Mercoledì 9.00-10.30

 

pomeriggio

Tempietto di Seppannibale - Fasano

 

Il Tempietto di Seppannibale, conosciuto originariamente come chiesa di San Pietro lo Petraro si trova a Fasano, sulla strada per Monopoli, nei pressi di un tratto sostitutivo dell'antica via Appia Traiana.

Si trova all'interno del complesso fortificato della Masseria Seppannibale Grande ed è una piccola chiesa altomedievale, realizzata tra la fine del VIII e gli inizi del IX secolo.

Il tempietto, a pianta quadrangolare, è di appena otto metri di lato, e presenta tre navate scandite da archi su pilastri e semipilastri, con una copertura della navata centrale costituita da due cupole in asse impostate su mensole e nicchiette angolari. Per le sue caratteristiche rappresenta un unicum nell'architettura longobarda pugliese. È particolarmente celebre per i resti di affreschi di scuola beneventana (VIII sec.), che ritraggono scene bibliche ed episodi dell'Apocalisse di Giovanni, accompagnati da elementi naturalistici come fiori rossi sullo sfondo, in linea con altri capolavori dell'arte longobarda in Puglia.

In due donazioni (1086 e 1099) Goffredo, conte di Conversano, donò la chiesetta di San Pietro Beterano all'abate Lorenzo di Monopoli.

Il nome "Seppannibale" deriva probabilmente dal diminutivo di Giuseppe Annibale, membro della famiglia Indelli, proprietaria della contrada negli ultimi due secoli. Il complesso, di proprietà privata, è accessibile al pubblico previa prenotazione e fa parte di un'ampia area archeologica che testimonia un'occupazione del territorio che si estende dall'età romana all'età altomedievale.

Negli anni novanta, Gioia Bertelli, docente di archeologia paleocristiana e altomedievale presso il dipartimento di studi classici e cristiani dell'Università degli Studi di Bari, si è occupata delle indagini archeologiche dell'edificio religioso e dell'insediamento correlato ad esso.

Nella zona antistante alla chiesa sono emerse tracce di un abitato tardo antico, la cui fase di vita è compresa tra il IV e l'VII secolo. Le strutture tardoantiche si appoggiavano su muri di età precedenti (molto probabilmente di età romana, per il ritrovamento di monete degli imperatori Vespasiano, Antonino Pio e Commodo).

Al di sotto dell'edificio sacro sono state rinvenute tracce di muratura, forse un recinto sacro, con la presenza di animali (testa di un cervide, capretta integra, capro intero con nella bocca un chiodo di bronzo, una moneta e nei pressi una lucerna). La datazione è approssimabile all'inizio dell'impero.

Le ricerche condotte tra il 2003 e il 2006 hanno permesso di ricostruire la storia del sito, evidenziando un primo insediamento di età repubblicana, seguito da un periodo di espansione altomedievale e infine da una riqualificazione del sito con la costruzione del tempietto.

 

**Anche se chiusa è possibile ammirare l’interno.


Monopoli

Museo della Cripta di Romualdo (Via N. Argento, 3)

Il Museo della Cripta Romanica è allestito negli ambienti sotterranei della Concattedrale, dedicata alla Madonna della Madia, protettrice di Monopoli. Il suggestivo percorso espositivo, sospeso sull’area archeologica, pone in collegamento gli ambienti sotterranei in corrispondenza dell’abside e del transetto della chiesa settecentesca nei quali, grazie alle ricerche svolte durante gli interventi di restauro, sono state riportate in luce testimonianze rilevanti, utili alla ricostruzione della storia più antica della città. Sono visibili sul piano di roccia le buche da palo relative all’abitato di capanne sorto nell’età del bronzo (XV sec. a. C.), mentre si conservano intatti in una piccola area i livelli di frequentazione dell’età del ferro (XI-VIII sec. a. C.). Ubicate nei vari ambienti vi sono tombe del V e del III secolo a. C. ed anche resti del sepolcreto altomedievale, da riferire alla prima chiesa sorta in quest’area. A tali testimonianze si sovrappose l’edificio romanico realizzato nel XII secolo per volere del vescovo Romualdo (demolito per fare spazio alla basilica attuale) di cui si conservano i resti della cripta.

Il particolare allestimento consente di visionare i reperti nello stesso luogo nel quale sono stati rinvenuti e di ripercorrere a ritroso la storia della città. Sono esposti i reperti rinvenuti con gli scavi archeologici condotti sia in questo sito che in altre chiese del centro storico, la chiesa di S. Maria Amalfitana e la chiesa di S. Pietro. Dal territorio provengono pure i materiali relativi a due collezioni private donate al museo, la Collezione Brigida, costituita dai reperti recuperati nella prima metà del Novecento durante lo svolgimento dell’attività di ispettore onorario dal cav. V. Brigida e la Collezione Capitanio, costituita con la raccolta dei reperti affiorati sporadicamente durante le lavorazioni agricole nei terreni di interesse archeologico di S. Michele in Frangesto, di proprietà della famiglia. Sono esposti inoltre fonti battesimali, capitelli, archivolti, cenotafi ed altri elementi architettonici rivenienti dalla demolizione della cattedrale romanica, tra i quali va segnalato il bellissimo architrave in pietra che narra la storia della salvazione (la crocifissione, deposizione e resurrezione di Cristo) risalente all’XI secolo. Completa l’esposizione la raccolta di sculture barocche in legno, a ripercorrere la storia dell’arredo sacro e della devozione barocca. Il percorso di visita si conclude nella cripta della Confraternita del Santissimo Sacramento, luogo deputato alla mummificazione e alla celebrazione dei rituali della confraternita. Il museo, accessibile dal fianco della Concattedrale, è a pochi metri dal Museo Diocesano e dalla Chiesa del Purgatorio. Va segnalato anche che la monumentale cattedrale barocca nei cui sotterranei è allestito il museo, è ricca di opere d’arte importanti, tele del De Mura, sculture del Sammartino (autore del Cristo velato nella cappella dei Sansepolcro a Napoli), argenti, ex voto.

 

ORARIO ESTIVO

Basilica Cattedrale

Tutte le Chiesa

ore: 8:00 – 21:00

 

CONTATTI

Museo 3342631998

Cattedrale

080 742253

cattedralemonopoli@libero.it

 

“Madonna della Madia, Stella del mattino, guida della Chiesa verso la verità, la vita.

Ti chiamerò luce, ti chiamerò speranza. Ave Maria, Ave Maria.

Madonna della Madia, nostra sorella e madre, mostra a noi tuo Figlio, segno di grazia e perdono.

Ti chiamerò vita, ti chiamerò certezza.

Madonna della Madia, venuta a noi dal mare, sei madre premurosa di questa città che a te s’affida.

Ti chiamerò pace, ti chiamerò fortezza.

Madonna della Madia, Monopoli ti loda: canta a te il suo grazie, narra le gioie, le sue pene.

Ti chiamerò madre, ti chiamerò dolcezza.”

(Don Armando Dorsi

 

Giovedì 16 luglio/4°

mattina

Museo archeologico nazionale della Sibaritide, Località Casa Bianca


MUSEO CHIUSO!

 Sibari, frazione di Cassano Allo Ionio CS

BIGLIETTO

Intero: 5 euro

Ridotto 18-25 anni: 2 euro

Gratuito: età <18 anni e altre gratuità previste dalla legge

Il biglietto consentirà l’ingresso al Museo archeologico nazionale della Sibaritide in tutte le sue sezioni espositive e all’Area archeologica Parco del Cavallo limitatamente al percorso indicato in loco.

 

Il Museo archeologico nazionale della Sibaritide conserva e valorizza i reperti provenienti dall’area archeologica di Sybaris-Thurii-Copiae e, più in generale, dall’intero territorio della Sibaritide.

 

Il museo espone, infatti, numerosi reperti che raccontano l’evoluzione di questo territorio nei secoli e attraverso cui è possibile ricostruire molti aspetti della vita sociale, economica e culturale dei popoli che abitarono questa regione nell’antichità. 

 

I materiali più antichi appartengono alle comunità indigene che popolavano la Sibaritide prima dell’arrivo dei coloni greci, a partire dal II millennio a.C. Con queste comunità i Greci entrarono in contatto alla fine dell’VIII secolo a.C., quando partirono dall’Acaia, nel nord del Peloponneso, e approdarono sulle coste ioniche per fondare Sybaris; in soli due secoli di vita questa divenne uno dei centri più importanti della Magna Grecia e del Mediterraneo, famosa per la sua ricchezza e raffinatezza.  Dopo la sua violenta distruzione, sulle rovine nacque una nuova città di fondazione greca chiamata Thurii. Nel corso del V e IV secolo a.C., Thurii instaurò intensi rapporti economici e culturali con gli abitati indigeni che le facevano da corona, popolati dai Brettii. Con l’inizio del II secolo a.C., l’arrivo di Roma in Magna Grecia segnò una nuova fase storica: Thurii venne trasformata nella colonia romana di Copiae, entrando nell’orbita politica, militare ed economica dell’Urbe e del suo impero. Visitare il museo significa, dunque, fare un percorso che attraversa la storia della Sibaritide, testimone del continuo incontro tra civiltà diverse, percorrendo un itinerario che attraversa secoli e secoli di storia.

ORARIO SCAVI

Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 20.00

 

MUSEO CHIUSO!

 

CONTATTI

Centralino: tel. 337 1591152

Segreteria del Direttore: tel. 337 1575558

(dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 17:00)

E-MAIL: pa-kr-sibari@cultura.gov.it

PEC: pa-kr-sibari@pec.cultura.gov.it

 

pomeriggio

 

Campo di Concentramento, Ferramonti di Tarsia, Viale R. Pacifici, 14, 87040 Ferramonti CS

 

Il museo è aperto, su appuntamento, tutti i giorni della settimana inclusa la domenica.

Per prendere appuntamento scrivere all'indirizzo: museomemoria.ferramonti@virgilio.it

 

Ben poco è rimasto delle baracche del campo di concentramento Ferramonti. Gli unici edifici conservati, anche se in cattive condizioni, sono alcuni magazzini visibili oltre la strada.  

Le collezioni del Museo della Memoria Ferramonti di Tarsia sono ospitate negli uffici del campo, appositamente restaurati ed inaugurati il 25 aprile 2004.

All’esterno del campo è interessante l’albero d’ulivo che fu donato al Museo dal Keren Kayemeth Leisrael. Proveniente dalla Collina dei Giusti di Gerusalemme, è dedicato al rabbino Riccardo Pacifici che tanto si impegnò nel sostegno psicologico e religioso degli internati di Ferramonti.

 

La sala d’accesso al Museo della Memoria raccoglie le fotografie e i documenti di presentazione alla storia del Ferramonti.
Alle pareti sono esposte fotografie del campo e delle baracche, riprodotte su legno e raggruppate per soggetto, oltre ai ritratti fotografici dei direttori Paolo Salvatore e Mario Fraticelli e dei gruppi di primi internati. Interessanti sono le fotografie che richiamano alla memoria le visite del rabbino Riccardo Pacifici, dell’ing. Israele Kalk, del nunzio apostolico Francesco Borgoncini-Duca, e del frate cappuccino Callisto Lopinot, a cui era stata affidata l’assistenza spirituale di tutti gli internati. Nella prima teca sono conservati documenti relativi alle leggi razziali, alla costruzione del campo, nonché oggetti personali, come una coperta di lana ed una scatola di chinino, di cui gli internati erano costretti a fare largo uso. La seconda teca conserva tutti i libri pubblicati su Ferramonti.  

La seconda sala espone foto di gruppi d’internati: gli ebrei fermati nei porti italiani, quelli libici, quelli del Pentcho e gli ortodossi di Tripoli. Altre foto ricordano le attività preminenti degli internati: partite di calcio, concerti musicali e immagini di scolaresche con i loro docenti.

La teca centrale conserva, tra gli altri documenti, i fogli coi tredici obblighi degli internati, firmati il 10 luglio del 1940 dal commissario di polizia e primo direttore del campo Paolo Salvatore.

Nella terza sala sono esposte fotografie di gruppo degli internati ebrei, jugoslavi, cinesi e francesi e documenta momenti particolari della vita a Ferramonti dopo la sua liberazione.

Numerose sono le foto di cerimonie, feste e matrimoni organizzate nel campo durante i mesi di gestione degli Alleati. Alcuni pannelli accolgono inoltre le immagini dei danni inferti alla città di Cosenza durante i bombardamenti e le fotografie delle lapidi degli ebrei e degli antifascisti che morirono nel campo.

http://www.museoferramonti.eu/

 

Venerdì 17 luglio/5°

Rossano

mattina

Museo Diocesano e del Codex

via Arcivescovado, 5 87067 Rossano (Cs)

tel./fax.0983.525263/ cell. 3404759406

info@museocodexrossano.it


APERTURA ESTIVA
1 luglio al 7 settembre: 9:30-13:00 16:00-20:00
Giorno di chiusura
Lunedì (escluso lunedì di agosto)

TARIFFARIO
7 EURO BIGLIETTO INTERO

5 EURO BIGLIETTO RIDOTTO (Residenti nel comune di Corigliano–Rossano; gruppi minimo 20 pax; soci AMEI, FAI e ICOM; membri del clero e seminaristi; forze dell'ordine e giornalisti non in servizio).

 

Rossano definita capitale bizantina calabrese

La cattedrale è aperta fino alla ore 20.00

Altre chiese bizantine solo esterno!!!!

ROSSANO vista dall'alto abbarbicata sulla rupe, fondata nel VI secolo d.C. dai Bizantini su un'altura formidabile a controllo dell'entroterra e della costa, in alto a destra si intravede il golfo di Sibari.

UBICAZIONE - La collocazione della città è stato l'elemento principale per la sua sicurezza e crescita, ovvero il suo arroccamento sui rilievi a dominio ed a controllo della costa ionica nord calabrese e del territorio intorno.

Questa condizione naturale la incoronerà come città fortificata per antonomasia.

Nel suo bellissimo cento storico sono presenti tra i monumenti più antichi di epoca bizantina in Calabria, ovvero piccoli edifici di culto, tra questi l'oratorio di San Marco e la chiesa della Panaghia "la Santissima" opere create tra il IX e primi decenni dell'XI secolo d.C. e entrambe configurate a navata unica, diremo a pianta centrale.

L'oratorio di San Marco IX secolo d.C. è ubicato su uno sperone roccioso dominante un nucleo di laure monastiche, al giorno d'oggi non più esistenti a causa di dissesti geologici susseguitisi nell'arco degli ultimi secoli. Il suo piccolo ambiente era punto di riferimento e di aggregazione per i monaci delle lauree intorno ma anche per i fedeli, infine l'edificio conserva anche un'abside tripartito.

La Panaghia XI secolo d.C. possiede un abside unico e insieme a quello tripartito di San Marco sono rivolti verso est (verso Bisanzio), come prassi configurativa delle chiese di rito greco-bizantino.

Di importanza storico-artistica è anche la millenaria cattedrale dell’Achiropita, edificata in una prima fase nel VI secolo d.C., per poi assumere una seconda fase di cambiamenti strutturali avvenuti nel IX secolo d.C. e infine ultimi apporti strutturali avvenuti tra XVIII-XIX secolo.

In questo grande edificio di culto vi è custodita una immagine della Madonna con il Bambino risalente tra il VII e VIII secolo d.C., detta appunto Achiropita riferita ad un dipinto creato "non da mani umane".

Probabilmente il dipinto è opera creata dei monaci basiliani, che occuparono questi luoghi nell'VIII secolo d.C., in quanto questa parte di territorio assoggettato da Bisanzio non vigeva l'iconoclastia, ovvero il divieto di creare immagini dipinte riferite a figure sacre, utili ad accompagnare la loro fede.

Questo modus operandi dell'iconoclastia fu voluto dall'Imperatore Bizantino Leone III Isaurico, ma questo è un racconto a parte, ne parlerò. Sul pavimento vi sono frammenti di un mosaico tardo bizantino.

 

Sabato 18 luglio/6°

S. Andrea dello Ionio

BEATA MARIA ANTONIA SAMÀ

Domenica 19 luglio/7°

....

Lunedì 20 luglio/8°

....

Martedì 21 luglio/9°

Davoli

FESTA SAN VITTORE MARTIRE

 

Mercoledì 22 luglio/10°

Bivongi

 

Dalla statale jonica arrivati al bivio per Stilo proseguire sulla destra fino ad incontrare il cartello che indica la direzione del monastero. Non lasciatevi spaventare dalla strada. È meno peggio di quanto sembri. Sono pochi chilometri con bellissimi scorci. Arriverete in un posto veramente particolare e ora bellissimo. Questo è l'unico monastero ortodosso da questa parte d'Europa. Da diversi anni è attiva una comunità di monaci proveniente dal monte Athos di nazionalità rumena. Hanno salvato la chiesa e stanno trasformando in un giardino questo luogo abbandonato. Splendido il lavoro fatto nella chiesa rispettando i canoni ortodossi. Splendido il lavoro fatto intorno con l'attivazione di bagni pubblici e la massa a punto di abitazioni in pietra e la creazione di orti. Si vive in un'atmosfera veramente spirituale.

 

Maria SS. Mamma Nostra – Bivongi

La Cattolica di Stilo

Chiesa San Giovanni - Stilo

Eremo Madonna della Stella – Pazzano

SS. Salvatore - Pazzano

Santuario Ss. Cosma e Damiano – Riace

 

Giovedì 23 luglio/11°

Soverato

Venerdì 24 luglio/12°

Serra S. Bruno

Sabato 25 luglio/13°

Santuario della Misericordia, Davoli

 

Domenica 26 luglio/14°

Montauro, S. Pantaleone

Lunedì 27 luglio/15°

Verso casa