Esperio
(Exuperio) e Zoe di Attalia (Antalya), schiavi, ebbero due figli che educarono
alla fede cristiana.
Nel
II secolo la questione della carne offerta agli idoli come segno di comunione
ad essi era un problema serio.
Così
Zoe ed Esperio e con i loro due figli Ciriaco e Teodulo si rifiutarono di
mangiare carne consacrata agli idoli del loro padrone Catallo, per cui furono
condannati dal loro padrone a essere bruciati vivi sulla pira o nel forno della
casa: era il 127 dell’era cristiana.
Il
MARTIROLOGIO ROMANO li commemora il 2 maggio:
Ad Antalya in Panfilia, nell’odierna
Turchia, santi martiri Espéro e Zoe, coniugi, e i loro figli Ciriaco e Teodúlo,
che, come si racconta, sotto l’imperatore Adriano, essendo schiavi di un
pagano, tutti, per ordine del loro stesso padrone, furono dapprima percossi e
crudelmente torturati per avere apertamente professato la fede cristiana;
infine, gettati in un forno infuocato, resero la loro anima a Dio.
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