IL SANTUARIO
È stato eretto a santuario
diocesano “Santuario Madonna del Binengo” l’8 settembre 2023.
Oggi questa zona agreste del
Santuario del Binengo è compresa nel Parco Regionale del fiume
Serio che ne tutela la bellezza
naturalistica circostante, unendo la grazia di un ambiente in armonia con la
flora e la fauna tipiche della pianura allo splendore degli antichi affreschi
mariani che arricchiscono l’interno della chiesa, manifestando e mantenendo
quell’equilibrio originario tra raccoglimento spirituale e semplicità dei ritmi
di vita quotidiana.
Un edificio sacro era già presente
nel XV secolo, quando la chiesa era sottoposta alla giurisdizione del parroco
di san Pietro in città (Crema), ed è citato unito a una piccola abitazione del
custode. A partire dal 1567, però, la cura e la giurisdizione della chiesa
passa dal parroco di san Pietro in città agli amministratori della comunità di
Sergnano e da questo momento si ipotizza anche un importante rinnovamento
artistico.
IL NOME
Storicamente, l’esistenza antica di
questo luogo è attestata da documenti medievali dove compare con la dicitura
Albeningo (1022), Albernegum (1192), per poi trasformarsi in Albinengo nei documenti
di metà Settecento e ne Il Binengo nelle carte dell’Istituto Geografico
Militare d’inizio Novecento. L’origine del nome, secondo studiosi e storici del
dialetto, della lingua e della tradizione delle zone cremasche, cremonesi e
bergamasche, sarebbe da collegare con il termine di origine tedesca bine/ bina
e indicherebbe una parte della vicinia di Sergnano oppure, secondo un’origine
latina nella radice e longobarda nella desinenza -engo, indicherebbe nello
specifico una zona di riparo e di “chiuse” atta a trattenere e convogliare le acque
vicine in funzione agricola, per l’utilizzo durante la stagione secca
attraverso canali d’irrigazione.
LA FACCIATA
L’aspetto attuale del Santuario del
Binengo si presenta semplice nella facciata a capanna rivolta a est, decorata
da un’elegante serliana nella parte centrale, al di sotto del timpano
triangolare incorniciato da mattoni in cotto tipico della tradizione lombarda e
con un porticato a tre arcate sul fronte, aggiunto successivamente alla
struttura cinquecentesca, a cui si accede da due brevi scalinate che
sottolineano i dolci pendii tipici della zona lungo le rive del fiume Serio;
negli archi del sottoportico, al di sopra delle due finestrelle laterali
all’ingresso, si intravedono dipinti di santi (san Pietro e sant’Antonio) e
formelle quattrocentesche di terracotta tipiche dell’arte fittile lombarda della
zona (Madonna col Bambino), mentre nella lunetta sopra il portone d’accesso è
affrescata l’immagine di Maria con il bambino in braccio e l’iscrizione Monstra
Te esse Matrem. Il campanile si trova a ovest, sul lato sinistro del
presbiterio ed è decorato con cornici, bifore ed elementi in cotto, come le
balaustre attorno al cono della copertura, che ingentiliscono il suo aspetto di
piccola torre.
GLI AFFRESCHI
Gli affreschi sono stati circoscritti
dagli storici dell’arte agli anni compresi tra la fine del XVI e i primi
decenni del XVII secolo e l’esecuzione attribuita a maestranze locali (vicini
alla maniera pittorica di Aurelio Buso), con l’uso di cartoni e riferimenti a
stampe di artisti noti all’epoca a livello europeo. Le scene sulle pareti
laterali sono poste al di sopra di una fascia dipinta a finte incrostazioni
marmoree, cornici e zoccolature ed elegantemente inquadrate e svincolate tra
loro, presentando episodi e personaggi religiosi diversi, santi invocati contro
le malattie, per una salute sia fisica sia spirituale, presenze tipiche dei
luoghi boschivi di transito. Nella zona presbiteriale sono descritti momenti
della vita di Maria, a cui è dedicato il Santuario e di cui ogni anno si
festeggia la solennità nel giorno della nascita con celebrazioni che
coinvolgono tutta la comunità sergnanese.
Sulle pareti laterali del presbiterio si concentrano scene della vita di Maria: grandi affreschi con la Natività di Maria e l’Adorazione dei magi, lunette con la Presentazione di Maria al Tempio e la Fuga in Egitto.
Vicino alle piccole porte laterali che immettono in ambienti adibiti a sagrestia e deposito, sono affrescate le effigi si santa Lucia che tiene in una mano la palma del martirio e nell’altra un punteruolo con gli occhi infilzati (Lucia di Siracusa) e santa Caterina d’Alessandria elegantemente abbigliata e con gli attributi della palma del martirio e della ruota dentata.
Sulla volta del presbiterio sono dipinte le scene del Sogno di Giuseppe, il Ritrovamento di Gesù al Tempio, l’Incoronazione della Vergine e vari simboli mariani. Al centro dell’arco trionfale è poco visibile la scena dell’Assunzione di Maria, di cui si intravede il capo, molto danneggiata, alla presenza degli apostoli presentati a gruppi sui due lati con una certa vivacità; a unione dei due lati dell’arco si trova una traversa lignea con crocifisso cinquecentesco, usanza tipica del periodo antico e degli oratori campestri. Al di sotto, lateralmente, entro finte nicchie dipinte, sono affrescati san Giovanni Battista e santo Stefano diacono.
Proseguendo con i riquadri sulla parete a sinistra dell’ingresso, si vede la figura di san Francesco col saio, il crocifisso e le stigmate, assorto in preghiera in un paesaggio di delicatezza cromatica, nel cui sfondo è rappresentata la scena precedente del santo inginocchiato davanti a una grotta che riceve i segni dall’angelo quasi nascosto tra le nubi fosche del cielo.
Il terzo riquadro rappresenta sant’Orsola, avvolta da un enorme disco luminoso e omaggiata da due angeli della corona e della palma, mentre tiene una bandiera simbolo di vittoria e dispiega le braccia e accoglie sotto la sua veste in segno di protezione gruppi di vergini in abiti monacali.
Lo spazio che si avvicina alla parete dell’arco trionfale è spoglio di pitture ma accoglie due strappi di affreschi provenienti da cappelle demolite della chiesa principale di san Martino. Passando alla parete destra, osservando il grande riquadro vicino al presbiterio, in una sezione del quale è stata aperta una piccola finestrella, si vede la scena della Madonna in trono tra i santi Eligio, Sebastiano, Rocco e un Martire (?). Segue il dipinto della Visione di san Francesco (Antonio?) che riceve il Bambino da Maria assisa su una nube splendente in una mandorla di luce.
Superando una porta laterale, il riquadro attiguo raffigura sant’Antonio abate col bastone e il fuoco, di fronte alla Madonna allattante il Bambino.
La scena attigua ritrae san Bartolomeo in primo piano col coltello insanguinate mentre in lontananza si intravede la scena del suo martirio, lo scorticamento nei pressi di un albero, su un fondale di paesaggio verdeggiante e dai colori delicati e sfumati.
Infine, sulla parete di controfacciata, ai lati dell’ingresso, in parte danneggiati dall’apertura delle finestrelle, sono dipinti san Gerolamo penitente col petto ferito in evidenza mentre tiene la pietra e osserva in venerazione il crocifisso di fronte, accompagnato da un mansueto leoncino con le fattezze del viso antropomorfe, e sant’Eurosia, protettrice delle viti, dei raccolti e a difesa dei temporali e delle tempeste, inginocchiata in preghiera, coi lunghi capelli sciolti (come Maria Maddalena), rivolta alla vetta rocciosa da cui scende un luminosissimo angelo per porle la corona e la palma del martirio.
Sopra al portale d’ingresso, come un saluto e un appunto per chi si appresta a congedarsi dal momento di ristoro e preghiera, si trova affrescata la scena di san Martino che dona il mantello a un povero malato, in lontananza la città di Amiens: un gesto di connessione tra i santi titolari delle altre chiese del paese (san Martino e san Rocco): un solerte esempio affinché i pellegrini, continuando il loro cammino, nella vita quotidiana con solidarietà, protetti dalla compassione dei santi e accompagnati dall’amore della Madonna.
IL
ROSARIO
Misteri
degli Inizi della nostra fede
Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;
le creature del mondo sono portatrici di salvezza,
in esse non c'è veleno di morte,
né il regno dei morti è sulla terra.
La giustizia infatti è immortale.
Sì, Dio ha creato l'uomo per l'incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
(Sap 1,13-15; 2,23)
PRIMO
MISTERO
L'Annunciazione
L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai
trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e
lo chiamerai Gesù.
Pater
10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!
SECONDO
MISTERO
La
Visitazione
Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.
Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo
grembo.
Pater
10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!
TERZO
MISTERO
Sogno
di Giuseppe e sua paternità
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli
aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli
la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.
Pater
10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!
QUARTO
MISTERO
La
Nascita a Betlemme
Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto
in fasce, adagiato in una mangiatoia.
Pater
10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!
QUINTO
MISTERO.
L'Adorazione
dei magi
Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua
madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli
offrirono in dono oro, incenso e mirra.
Pater
10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!
Salve
Regina
LITANIE
LAURETANE
Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.
Santa Maria, prega per noi.
Santa Madre di Dio,
Santa Vergine delle vergini,
Madre di Cristo,
Madre della Chiesa,
Madre della misericordia
Madre della divina grazia,
Madre della speranza
Madre purissima,
Madre castissima,
Madre sempre vergine,
Madre immacolata,
Madre degna d'amore,
Madre ammirabile,
Madre del buon consiglio,
Madre del Creatore,
Madre del Salvatore,
Madre di misericordia,
Vergine prudentissima,
Vergine degna di onore,
Vergine degna di lode,
Vergine potente,
Vergine clemente,
Vergine fedele,
Specchio della santità divina,
Sede della Sapienza,
Causa della nostra letizia,
Tempio dello Spirito Santo,
Tabernacolo dell'eterna gloria,
Dimora tutta consacrata a Dio,
Rosa mistica,
Torre di Davide,
Torre d'avorio,
Casa d'oro,
Arca dell'alleanza,
Porta del cielo,
Stella del mattino,
Salute degli infermi,
Rifugio dei peccatori,
Conforto dei migranti,
Consolatrice degli afflitti,
Aiuto dei cristiani,
Regina degli Angeli,
Regina dei Patriarchi,
Regina dei Profeti,
Regina degli Apostoli,
Regina dei Martiri,
Regina dei Confessori,
Regina delle Vergini,
Regina di tutti i Santi,
Regina concepita senza peccato originale,
Regina assunta in cielo,
Regina del santo Rosario,
Regina della famiglia,
Regina della pace.
Agnello di Dio che togli i peccati del
mondo, perdonaci, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del
mondo, ascoltaci, o Signore.
Agnello di Dio che togli i peccati del
mondo, abbi pietà di noi.
Prega per noi, Santa Madre di Dio.
E saremo degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo.
Concedi ai tuoi fedeli,
Signore Dio nostro,
di godere sempre la salute del corpo e dello spirito,
per la gloriosa intercessione
di Maria santissima, sempre vergine,
salvaci dai mali che ora ci rattristano
e guidaci alla gioia senza fine.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.


