giovedì 22 ottobre 2026

Sergnano ... e la sua Madonna del Binengo

 


IL SANTUARIO

È stato eretto a santuario diocesano “Santuario Madonna del Binengo” l’8 settembre 2023.

Oggi questa zona agreste del Santuario del Binengo è compresa nel Parco Regionale del fiume

Serio che ne tutela la bellezza naturalistica circostante, unendo la grazia di un ambiente in armonia con la flora e la fauna tipiche della pianura allo splendore degli antichi affreschi mariani che arricchiscono l’interno della chiesa, manifestando e mantenendo quell’equilibrio originario tra raccoglimento spirituale e semplicità dei ritmi di vita quotidiana.

Un edificio sacro era già presente nel XV secolo, quando la chiesa era sottoposta alla giurisdizione del parroco di san Pietro in città (Crema), ed è citato unito a una piccola abitazione del custode. A partire dal 1567, però, la cura e la giurisdizione della chiesa passa dal parroco di san Pietro in città agli amministratori della comunità di Sergnano e da questo momento si ipotizza anche un importante rinnovamento artistico.



IL NOME

Storicamente, l’esistenza antica di questo luogo è attestata da documenti medievali dove compare con la dicitura Albeningo (1022), Albernegum (1192), per poi trasformarsi in Albinengo nei documenti di metà Settecento e ne Il Binengo nelle carte dell’Istituto Geografico Militare d’inizio Novecento. L’origine del nome, secondo studiosi e storici del dialetto, della lingua e della tradizione delle zone cremasche, cremonesi e bergamasche, sarebbe da collegare con il termine di origine tedesca bine/ bina e indicherebbe una parte della vicinia di Sergnano oppure, secondo un’origine latina nella radice e longobarda nella desinenza -engo, indicherebbe nello specifico una zona di riparo e di “chiuse” atta a trattenere e convogliare le acque vicine in funzione agricola, per l’utilizzo durante la stagione secca attraverso canali d’irrigazione.

 

LA FACCIATA

L’aspetto attuale del Santuario del Binengo si presenta semplice nella facciata a capanna rivolta a est, decorata da un’elegante serliana nella parte centrale, al di sotto del timpano triangolare incorniciato da mattoni in cotto tipico della tradizione lombarda e con un porticato a tre arcate sul fronte, aggiunto successivamente alla struttura cinquecentesca, a cui si accede da due brevi scalinate che sottolineano i dolci pendii tipici della zona lungo le rive del fiume Serio; negli archi del sottoportico, al di sopra delle due finestrelle laterali all’ingresso, si intravedono dipinti di santi (san Pietro e sant’Antonio) e formelle quattrocentesche di terracotta tipiche dell’arte fittile lombarda della zona (Madonna col Bambino), mentre nella lunetta sopra il portone d’accesso è affrescata l’immagine di Maria con il bambino in braccio e l’iscrizione Monstra Te esse Matrem. Il campanile si trova a ovest, sul lato sinistro del presbiterio ed è decorato con cornici, bifore ed elementi in cotto, come le balaustre attorno al cono della copertura, che ingentiliscono il suo aspetto di piccola torre.


GLI AFFRESCHI

Gli affreschi sono stati circoscritti dagli storici dell’arte agli anni compresi tra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo e l’esecuzione attribuita a maestranze locali (vicini alla maniera pittorica di Aurelio Buso), con l’uso di cartoni e riferimenti a stampe di artisti noti all’epoca a livello europeo. Le scene sulle pareti laterali sono poste al di sopra di una fascia dipinta a finte incrostazioni marmoree, cornici e zoccolature ed elegantemente inquadrate e svincolate tra loro, presentando episodi e personaggi religiosi diversi, santi invocati contro le malattie, per una salute sia fisica sia spirituale, presenze tipiche dei luoghi boschivi di transito. Nella zona presbiteriale sono descritti momenti della vita di Maria, a cui è dedicato il Santuario e di cui ogni anno si festeggia la solennità nel giorno della nascita con celebrazioni che coinvolgono tutta la comunità sergnanese.

Sulle pareti laterali del presbiterio si concentrano scene della vita di Maria: grandi affreschi con la Natività di Maria e l’Adorazione dei magi, lunette con la Presentazione di Maria al Tempio e la Fuga in Egitto.

Vicino alle piccole porte laterali che immettono in ambienti adibiti a sagrestia e deposito, sono affrescate le effigi si santa Lucia che tiene in una mano la palma del martirio e nell’altra un punteruolo con gli occhi infilzati (Lucia di Siracusa) e santa Caterina d’Alessandria elegantemente abbigliata e con gli attributi della palma del martirio e della ruota dentata. 

Sulla volta del presbiterio sono dipinte le scene del Sogno di Giuseppe, il Ritrovamento di Gesù al Tempio, l’Incoronazione della Vergine e vari simboli mariani. Al centro dell’arco trionfale è poco visibile la scena dell’Assunzione di Maria, di cui si intravede il capo, molto danneggiata, alla presenza degli apostoli presentati a gruppi sui due lati con una certa vivacità; a unione dei due lati dell’arco si trova una traversa lignea con crocifisso cinquecentesco, usanza tipica del periodo antico e degli oratori campestri. Al di sotto, lateralmente, entro finte nicchie dipinte, sono affrescati san Giovanni Battista e santo Stefano diacono.



Sulle pareti della navata, tra le varie scene di santi, si distingue la rappresentazione di un momento di intima condivisione quotidiana della vita della
Sacra Famiglia: nel primo riquadro del lato sinistro, subito dopo essere entrati dal portone d’accesso, possiamo ammirare Giuseppe, Maria e Gesù giovinetto intenti a lavorare nel loro ambiente domestico, la bottega, rispettivamente l’uno come falegname, l’altra come filatrice e tessitrice e il figlioletto come aiutante nei lavori di pulizia. Singolare la presenza sullo sfondo di una torre in costruzione, forse rimando ai titoli mariani di “turris davidica” e di “turris eburnea”.

Proseguendo con i riquadri sulla parete a sinistra dell’ingresso, si vede la figura di san Francesco col saio, il crocifisso e le stigmate, assorto in preghiera in un paesaggio di delicatezza cromatica, nel cui sfondo è rappresentata la scena precedente del santo inginocchiato davanti a una grotta che riceve i segni dall’angelo quasi nascosto tra le nubi fosche del cielo.

Il terzo riquadro rappresenta sant’Orsola, avvolta da un enorme disco luminoso e omaggiata da due angeli della corona e della palma, mentre tiene una bandiera simbolo di vittoria e dispiega le braccia e accoglie sotto la sua veste in segno di protezione gruppi di vergini in abiti monacali.

Lo spazio che si avvicina alla parete dell’arco trionfale è spoglio di pitture ma accoglie due strappi di affreschi provenienti da cappelle demolite della chiesa principale di san Martino. Passando alla parete destra, osservando il grande riquadro vicino al presbiterio, in una sezione del quale è stata aperta una piccola finestrella, si vede la scena della Madonna in trono tra i santi Eligio, Sebastiano, Rocco e un Martire (?). Segue il dipinto della Visione di san Francesco (Antonio?) che riceve il Bambino da Maria assisa su una nube splendente in una mandorla di luce.

Superando una porta laterale, il riquadro attiguo raffigura sant’Antonio abate col bastone e il fuoco, di fronte alla Madonna allattante il Bambino. 

La scena attigua ritrae san Bartolomeo in primo piano col coltello insanguinate mentre in lontananza si intravede la scena del suo martirio, lo scorticamento nei pressi di un albero, su un fondale di paesaggio verdeggiante e dai colori delicati e sfumati.

Infine, sulla parete di controfacciata, ai lati dell’ingresso, in parte danneggiati dall’apertura delle finestrelle, sono dipinti san Gerolamo penitente col petto ferito in evidenza mentre tiene la pietra e osserva in venerazione il crocifisso di fronte, accompagnato da un mansueto leoncino con le fattezze del viso antropomorfe, e sant’Eurosia, protettrice delle viti, dei raccolti e a difesa dei temporali e delle tempeste, inginocchiata in preghiera, coi lunghi capelli sciolti (come Maria Maddalena), rivolta alla vetta rocciosa da cui scende un luminosissimo angelo per porle la corona e la palma del martirio. 

Sopra al portale d’ingresso, come un saluto e un appunto per chi si appresta a congedarsi dal momento di ristoro e preghiera, si trova affrescata la scena di san Martino che dona il mantello a un povero malato, in lontananza la città di Amiens: un gesto di connessione tra i santi titolari delle altre chiese del paese (san Martino e san Rocco): un solerte esempio affinché i pellegrini, continuando il loro cammino, nella vita quotidiana con solidarietà, protetti dalla compassione dei santi e accompagnati dall’amore della Madonna.


IL ROSARIO

 

Misteri degli Inizi della nostra fede

 

Dio non ha creato la morte

e non gode per la rovina dei viventi.

Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;

le creature del mondo sono portatrici di salvezza,

in esse non c'è veleno di morte,

né il regno dei morti è sulla terra.

La giustizia infatti è immortale.

Sì, Dio ha creato l'uomo per l'incorruttibilità,

lo ha fatto immagine della propria natura.

(Sap 1,13-15; 2,23)

 

PRIMO MISTERO

L'Annunciazione

L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

Pater 10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!

 

SECONDO MISTERO

La Visitazione

Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.

Pater 10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!

 

TERZO MISTERO

Sogno di Giuseppe e sua paternità

Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

Pater 10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!

 

QUARTO MISTERO

La Nascita a Betlemme

Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia.

Pater 10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!

 

QUINTO MISTERO.

L'Adorazione dei magi

Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.

Pater 10 Ave Gloria – Madre del Salvatore, prega per noi!

 

Salve Regina

LITANIE LAURETANE

 

Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà.
Cristo, ascoltaci.
Cristo, esaudiscici.

 

 

Santa Maria, prega per noi.

Santa Madre di Dio,
Santa Vergine delle vergini, 
Madre di Cristo, 
Madre della Chiesa, 

Madre della misericordia

Madre della divina grazia,

Madre della speranza
Madre purissima, 
Madre castissima, 
Madre sempre vergine, 
Madre immacolata, 
Madre degna d'amore, 
Madre ammirabile, 
Madre del buon consiglio, 
Madre del Creatore, 
Madre del Salvatore, 
Madre di misericordia, 
Vergine prudentissima, 
Vergine degna di onore, 
Vergine degna di lode, 
Vergine potente, 
Vergine clemente, 
Vergine fedele, 
Specchio della santità divina, 
Sede della Sapienza, 
Causa della nostra letizia, 
Tempio dello Spirito Santo, 
Tabernacolo dell'eterna gloria, 
Dimora tutta consacrata a Dio, 
Rosa mistica, 
Torre di Davide, 
Torre d'avorio, 
Casa d'oro, 
Arca dell'alleanza, 
Porta del cielo, 
Stella del mattino, 
Salute degli infermi, 
Rifugio dei peccatori, 

Conforto dei migranti,

Consolatrice degli afflitti, 
Aiuto dei cristiani, 
Regina degli Angeli, 
Regina dei Patriarchi, 
Regina dei Profeti, 
Regina degli Apostoli, 
Regina dei Martiri, 
Regina dei Confessori, 
Regina delle Vergini, 
Regina di tutti i Santi, 
Regina concepita senza peccato originale, 
Regina assunta in cielo, 
Regina del santo Rosario, 
Regina della famiglia, 
Regina della pace.

 

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, ascoltaci, o Signore.

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.

 

Prega per noi, Santa Madre di Dio. 

E saremo degni delle promesse di Cristo.

 

Preghiamo. 
Concedi ai tuoi fedeli, 
Signore Dio nostro, 
di godere sempre la salute del corpo e dello spirito, 
per la gloriosa intercessione 
di Maria santissima, sempre vergine, 
salvaci dai mali che ora ci rattristano 
e guidaci alla gioia senza fine. 
Per Cristo nostro Signore. 
Amen.