domenica 15 febbraio 2026

Ascolta, Padre, la nostra preghiera!

 



Nelle ricette c'è l'acronimo "q.b.".

 

Nella prima lettura leggiamo:

Se vuoi osservare

i suoi comandamenti,

essi ti custodiranno.

 

Gesù parla ai discepoli: coloro che vivevano un quotidiano intenso con lui.

Si propone come Maestro (io vi dico), e propone di osservare la legge di Dio perché in essa si è custoditi.

Non è una osservanza formale, ma uno stile che va in profondità.

Propone uno stile che varca le profondità del cuore e della mente: non è un accontentarsi.

 

Se questo non accade, se l’abitudine prevale sull’inquietudine, è perché anche nella Chiesa esiste ed è ormai consolidato il fenomeno del fare il minimo indispensabile.

(Come confessarsi solo per Pasqua!).

 

Ma nella fede della non esiste la modica quantità o il quanto basta (q.b. come nelle ricette!).

La fede è un modo di amare e l’amore, finché resta vivo, è forte come la morte, e cioè senza misura.

Gesù si propone come Maestro con un criterio di verità e di vero bene verso di sé: non può chiedere il minimo indispensabile, ma è senza misura, con tutto se stesso, come sulla Croce.

E la croce è l'apice del suo essere luce delle genti… se ci ricordiamo di domenica scorsa!

Quindi… Lascia che la sua Parola attecchisca in te e il resto viene da sé, con la naturalezza di un seme che germoglia.

Ad esempio: devi saper dire si o no, perché è per la verità e per il bene.

Attenti! La menzogna si costruisce con molte parole, invece la sincerità chiede poche parole: “il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno”.


«Se oggi non riusciamo più in nulla – (affermava Ratzinger nel 1970) –, è solo perché tutti siamo troppo preoccupati di affermare solo noi stessi».

Ecco, questo fa il Vangelo nella vita di un essere umano: lo libera dall’ossessione di sé e lo restituisce a sé stesso.

Ecco il compimento che Gesù dice di voler portare.

Amen.