domenica 15 luglio 2012

LA MARTIRE FORTUNATA ROMANA, la “Santa” di Baucina (PA)

 

“Nel Martirologio Romano l'unico riferimento attendibile relativo alla Vergine Martire Santa Fortunata venerata a Baucina e quello che narra di una giovane fanciulla convertita al cristianesimo vissuta a Palestrina vicino Roma intorno al 200 D.C. catturata dalle milizie romane mentre da Palestrina si recava a Roma. La piccola Fortunata veniva martirizzata a Roma, dopo aver affrontato molti dei supplizi annoverati tra i carnefici "Boia" romani, nel mese di ottobre del 200 D.C”.

Così il sito web “santafortunata.org” introduce la vita della Martire Fortunata.
Siamo alla solita confusione tra “corpi santi” e martiri elencati nel Martirologio Romano.

Il Martirologio Romano antico, al 14 ottobre, menziona il martirio di Fortunata a Cesarea di Palestina durante la persecuzione di Diocleziano e aggiunge che il suo corpo fu in seguito trasportato a Napoli in Campania.




Quindi la prima confusione è che il Martirologio Romano non parla di Palestrina in Lazio, patria del Martire San Agapito (…18 agosto 274), ma di Cesarea di Palestina, il territorio che vide i primi passi del Cristianesimo e della Chiesa.



 
Chi è allora la Martire venerata a Baucina (PA)?

La venerazione della Martire Fortunata risale al 29 gennaio 1790, quando il Vescovo Saverio Cristiani, autenticando il “corpo santo” di nome Fortunata, pone l’inizio del culto della Martire, fino allora rimasto sepolto nella catacomba di Ciriaca.

È il periodo storico culla del culto delle reliquie estratte dalle catacombe romane: un po’ per riscoperta in quel percorso di rivalutazione della storia e un po’ in risposta al dilagare delle correnti protestanti che negavano il culto dei santi e delle loro autentiche reliquie.
Queste cosiddetti “corpi santi” o martiri delle catacombe, furono prelevate e inviate in dono e per devozione un po’ dappertutto in Europa e nel Nuovo Mondo.
Promotori di questi “sacri viaggi” erano ecclesiastici, dignitari pontifici, semplici sacerdoti o religiosi, oppure anche nobili signori che operavano il trasferimento del sacro deposito presso le loro zone d’origine o di possedimento, dando così inizio a devozioni locali molto forti verso il Martire delle reliquie.
In alcuni casi la storia personale del santo martire, perlopiù inesistente o non provata o leggendaria, veniva compilata da sacerdoti scrittori, a volte con molta fantasia, a volte facendo diventare il santo martire originario del luogo oppure vista l’omonimia con un altro Martire del “Martyrologium Romanum” componevano il mosaico: noi abbiamo le ossa e il Martirologio ha i dati storici.
Questo però creo confusione e spesso moltiplico i corpi di Martiri, oppure ne diede uno a quel Martire di cui non c’era il corpo.

La Martire Fortunata di Baucina entra in questa logica dare un corpo ad un Martire o dare una storia ad un corpo: questo si deduce dall’introduzione suddetta alla vita della Martire Fortunata.

Cosa avvenne nel 1790?

 
Ecco la prova inconfutabile.
 
FR. SAVERIO CRISTIANI
dell’Ordine degli eremiti di S. Agostino
Per grazia di Dio e della Sede Apostolica
Vescovo di Porfirio – Prefetto della Sagrestia Apostolica
Prelato domestico e Assistente al Soglio Pontificio

Attestiamo senza dubbio alcuno a tutti che vedranno il presente documento che le Sacre Reliquie tolte dal cimitero di SANTA CIRIACA, custodito dal S.mo D.N.PP., esaminato e riconosciuto dalla Sacra Congregazione delle Indulgenze e delle Sacre Reliquie da noi donate a maggior gloria di Dio Onnipotente e a venerazione dei suoi Santi, è il SACRO CORPO con VASO di SANGUE di SANTA FORTUNATA  MARTIRE, collocato in urna di legno ricoperta di carta colorata ben sigillata da un nostro piccolo sigillo, ed abbiamo permesso nel nome del Signore a tutti coloro cui riguarda, di tenere presso di se la presente reliquia, di donarla ad altri e di esporla alla pubblica venerazione in qualunque chiesa, oratorio o cappella ma senza Ufficio, e Messa, secondo il decreto della Sacra Congregazione dei Riti, edito 11 agosto 1691. Abbiamo ordinato di applicare agli stessi questo documento sottoscritto di nostro pugno, confermato dal nostro sigillo.

Roma, il Giorno 29 Mese gennaio 1790


Il corpo e il “Vaso con il Sangue”, vennero estratti dalle Catacombe di S. Ciriaca, ed autenticati da Fr. Saverio Cristiani, e rimasero a Roma in una cassetta, probabilmente deposta presso l’autorità ecclesiastica competente fino con ogni probabilità al gennaio - febbraio 1790.
 
Successivamente le reliquie della Martire Fortunata furono consegnate il 14 febbraio 1790 al parroco di Baucina con la suddetta lettera di autentica.
Il corpo santo venne dapprima custodito nella Chiesa Madre di Baucina, successivamente, traslato definitivamente nella Chiesa di Maria Santissima del Lume al Collegio di Maria.

Verso il 1840 le reliquie vennero ricomposte nel simulacro che attualmente si può vedere e venerare nell’artistica urna.
Il 9 aprile 1870 fu proclamata compatrona del paese, insieme a San Marco Evangelista.

Nel 1880 il Vicario Foraneo Don Pietro Traina, chiese ed ottenne dalla Sacra Congregazione dei Riti il permesso di poter celebrare la Messa Solenne in onore della Martire Fortunata: ciò è documentato da un’appendice manoscritta apposta successivamente sull'originale della sempre medesima autentica del 1790.

La sua festa liturgica è fissata al 14 febbraio, giorno dell’arrivo delle reliquie a Baucina; mentre la festa patronale si svolge la seconda domenica di settembre.

Concludendo. La Martire Fortunata venerata Baucina (PA) è martire della catacomba di Ciriaca (San Lorenzo al Verano), estratta nel 1790, o almeno autenticata in quell’anno, ma non ha nulla a che fare con la Martire omonima di Cesarea di Palestina (di cui l’odierno Martirologio Romano – 2001 - non riporta più nessuna memoria) e tanto meno con una fantomatica Martire di Palestrina, che non è mai esistita.

Due curiosità.
Prima. L’autentica che autorizza la venerazione della Martire Fortunata è la stessa di quella della Martire Candida di Milazzo; difatti è un prestampato compilato nelle parti mancanti, cioè: nome, catacomba, descrizione corpo e data.

Eccola:

 
Seconda. Esiste un altro “corpo santo” di nome FORTUNATA, identificato come la martire di Cesarea di Palestina, ma estratto dal cimitero di Calepodio ed autenticato dal Rev. Don Giacomo Severino, Canonico della Chiesa di San Marco in Roma, il quale donò il “corpo santo” a Padre Taddeo Ocampo, Commissario del Collegio di Propaganda Fide di Moquegua, che era in visita a Roma nei primi mesi del 1796. Dal 1798 la Martire Fortunata è venerata a Moquegua in Perù. La curiosità poi si infittisce e sfocia nel campanilismo e nell’ignoranza: la Curia Vescovile e il parroco di Moquegua hanno scritto alla S. Sede una petizione perché proibisca il culto della Martire Fortunata di Baucina, in quanto un falso, supponendo che il vero corpo è in loro possesso.


Concludendo, per la buona pace di tutti: Moquegua e Baucina hanno due corpi di due martiri delle catacombe che nulla hanno a che fare con la Martire di Cesarea di Palestina.




Santa Fortunata martire
Moquegua, Perú


Infine. I sogni, i miracoli e tutta la fede che circonda il culto della Martire Fortunata a Baucina, sono doni del Signore che racconta la sua Gloria attraverso i suoi Santi e le loro autentiche reliquie. Amen!


BIBLIOGRAFIA E SITI

* AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
* C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
* Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2012
* Sito web di preguntasantoral.es
* Sito web di santafortunata.org
* Sito web di santibeati.it
* Sito web di velar.it "Collana Blu"

XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)




“Donaci, o Padre,
di non avere nulla di più caro del tuo Figlio,
che rivela al mondo il mistero del tuo amore
e la vera dignità dell’uomo …”

Così abbiamo pregato all’inizio della Messa attraverso la prima orazione o colletta.

In essa è sintetizzato il messaggio della Parola di Dio or ora ascoltata.

Qual è la cosa più preziosa che abbiamo?
Cosa ci è di più caro?
Chi mostra l’amore di Dio all’umanità?
Chi da vera dignità all’uomo?

“Benedetto Dio,
Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato”. (Fil 1)

La lettera dell’Apostolo Paolo risponde alle nostre domande di fede.

Gesù è il tesoro, Egli rivela a noi il mistero dell’amore attraverso la Pasqua, Egli ci insegna la vera dignità umana.

Poi la prima orazione prosegue:

“colmaci del tuo Spirito,
perché lo annunziamo ai fratelli
con la fede e con le opere”.

Questa conclusione della Colletta ci fa affermare: la GRAZIA è sorgente di questa scoperta-conformazione, non per un mero egoismo ma per amore, affinché sia annunciato ai fratelli, in parole e con la vita, così che tutti in Cristo siamo beati, cioè felici.





E cos’è la felicità?

Diciamocelo con San Francesco d’Assisi:
“beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male”.

Felici quegli uomini che la morte troverà operanti nella santa volontà di Dio, perché la morte eterna non farà loro male. Felicità è vivere l’obbedienza dell’Amore in attesa del compimento del Regno.






SUGGERIMENTI

Guarda il film di animazione
 "Alla ricerca della felicità" (1940) e
il film "La ricerca della felicità" (2006)


Leggi il Libro:



Il segreto di riuscita della spiritualità pastorale vissuta da Gesù e da sua Madre è uno solo, e cioè: cercare, trovare e vivere insieme il mysterium (l’amore di Dio) nel ministerium (l’azione pastorale), nell’esercizio delle attività quotidiane svolte in servizio del Padre e dei fratelli. Se è stato così per il Figlio e per la Madre, così potrà e dovrà essere per tutti noi cristiani, discepoli di Cristo e figli di Maria. Vivere il mysterium nel ministerium: non si tratta di uno slogan pubblicitario, ma di un principio-cardine di natura teologica e di una idea-madre fondamentale e fondante, oltre che di una chiave di lettura ascetica; certamente di un segreto di riuscita spirituale, appunto, col quale si è aiutati a coltivare e a sviluppare la spiritualità nuova elaborata dal Signore Gesù nel decimo capitolo del Vangelo di Giovanni.

sabato 14 luglio 2012

Pisapia e le coppie di fatto

E' la vecchia politica che vuole cambiare il Paese senza la società civile


MILANO, sabato, 14 luglio 2012 (ZENIT.org).- «Preoccupa la scelta della giunta del sindaco Pisapia e dell’assessore Maiorino, che ha approvato in commissione consiliare un testo per l’istituzione del registro delle unioni civili», commenta Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari.

«Un atto essenzialmente inutile per i milanesi, come riconosciuto anche da alcuni membri della giunta e confermato dal risultato deludente dei registri dove sono stati istituiti, ma finalizzato a sollevare una vertenza di carattere nazionale. «E quando diciamo “inutile” non lo facciamo per pregiudizio, ma per evidenza, perché l’accesso a coppie non sposate era già stato consentito, dall’Amministrazione comunale, senza bisogno di un registro.

E poi la fretta di chiudere tutto entro luglio, come se fosse una priorità assoluta, dimenticando anche di ascoltare i Consigli di Zona, luogo di democrazia partecipativa fortemente promosso da Pisapia in campagna elettorale. Ma evidentemente alla Commissione non interessava il parere dei Consigli di Zona perché non interessava il parere della società civile!

«Perché non abbiamo visto lo stesso impegno e la stessa urgenza per inserire misure fiscali e tariffarie di favore alle famiglie con figli, in una Milano in cui la pressione fiscale sulle famiglie è cresciuta in modo così forte? «Si tratta di una fuga in avanti dall’anima fortemente ideologica che in un momento in cui la crisi economica ci chiama all’unità non fa bene a nessuno» conclude Belletti.

«Temi così controversi meritano di essere lasciati ad un nuovo scenario sociale e politico dove anche i valori e le scelte strategiche del Paese verranno riproposte all’attenzione dei cittadini. Basta con la vecchia politica e la vecchia burocrazia, che cambia il Paese a colpi di decreti, atti amministrativi, emendamenti notturni».

venerdì 13 luglio 2012

San Vitaliano, il "Santo" di Catanzaro




San Vitaliano
Basilica dell'Immacolata, Catanzaro


Tra poco si avvicina il 16 luglio e per i catanzaresi è la festa del gran patrono: Vitaliano di Capua.



San Vitaliano
Cattedrale, Catanzaro


“Sentite, come me, squilli di trombe, scalpiccìo tumultuoso di gente e trepestìo di cavalli? E’ Papa Callisto II, che ritorna tra noi, qui, a Catanzaro, per sentire cosa diciamo di lui!

Così, con il suo ormai noto, affabulante parlare, Cesare Mulè coinvolge i lettori dell’ ultima sua fatica letteraria, “San Vitaliano Disvelato” edita da “La Rondine”, ricca di corredo iconografico, frutto di viaggi e peripezie nella impegnativa ricerca di documenti necessari alla storicizzazione innovativa della vita del santo patrono. Volendo caratterizzare questo scritto, lo si potrebbe definire come una storia di San Vitaliano narrata attraverso le persone e le gesta della città di Catanzaro, oppure come una storia di Catanzaro vista attraverso la storia religiosa del suo Santo Patrono, perché la venerazione verso San Vitaliano non si può esprimere solo attraverso il culto locale, ma è necessario ricorrere anche alla ricerca storica.
Mulè colma una grave lacuna esistente nella nostra diocesi, la quale possedeva del suo santo patrono solo uno scarno libretto con pochissime, imprecise notizie, ed evidenzia, tra l’altro, la testimonianza evangelica del santo, che perdonò chi lo aveva ignobilmente calunniato, e del quale è scritto che ammoniva i potenti, aiutava i deboli, convertiva i peccatori, rassodava i convertiti, ed a tutti era giovamento e soccorso.
La biografia del santo, morto ad oltre 70 anni il 16 luglio di un anno compreso fra il 660 e il 700, è tratta da antiche cronache necessariamente incerte e lacunose.


San Vitaliano
Sparanise, Caserta


Eletto vescovo di Capua, come religioso dolce ed insieme severo, è creduto vescovo anche di Benevento. Il Pastore, nella sua missione esercitata per sette anni, incontrò la reazione subdola di un gruppo di giovani scapestrati, anzi dediti a libertinaggio, che complottarono per danneggiarne la figura, bruttandola di condotta non confacente alla dignità ed integrità di Pastore. Vitaliano, dopo essersi discolpato in pubblico, sdegnato, si allontanò dalla città; ma i suoi persecutori, temendo di essere tardivamente scoperti, lo raggiunsero e, chiusolo in un sacco di pelle, lo buttarono nel mare o nel fiume Garigliano, o Volturno, per annegarlo. Il turpe disegno, però, non ebbe esito mortale. La corrente lo condusse alla spiaggia di Ostia, dove alcuni pescatori incuriositi uncinarono il galleggiante, portandolo a bordo della loro barca e, con pietoso sorpresa, scorsero il vegliardo e lo ristorarono. Intanto, a Capua, per sei mesi e venti giorni si protrasse la siccità desertando i campi e provocando carestie e malattie. I suoi abitanti addebitarono la mancanza di pioggia a punizione per l'offesa recata all'uomo di Dio e si diedero a ritrovarlo. Ciò avvenne in un sito lontano; trovatolo, lo esortarono a ritornare nella città che aveva voluto lasciare. Il prelato accolse tali premure e bene accolto dai fedeli riprese le funzioni; subito copiosa si sparse la pioggia, ristorando la campagna. L’uomo di Dio, lasciata per la seconda volta Capua, si ritirò in un luogo appartato, in solitudine, nella meditazione e nella preghiera; poi, riprese il suo peregrinare. Da quel tempo il luogo prese il toponimo di San Vitaliano, divenne cittadina operosa e bene ordinata.

San Vitaliano
Eremo S. Vitaliano
Casola di Casertavecchia

Ormai ben oltre i 70 anni di età, il nostro Santo lascio' questa terra e fu debitamente sepolto. Ma nel tempo se ne persero le tracce sino a quando alcuni pastori, notando un tumulo di pietre, lo rinvennero suscitando la pregressa devozione: molti bisognosi pietosamente pregarono impetrando e ottenendo miracoli. Si formò così un profondo culto che indusse il vescovo Giovanni di Benevento a realizzare un degno luogo di sicuro.
Papa Callisto II, trovandosi in sosta a Benevento per recarsi in Calabria, rese omaggio alle reliquie attratto dall’eco dei miracoli da lui ottenuti. In questo ricordo, essendo a Catanzaro per consacrare la Cattedrale, pensò di meglio solennizzare l’evento facendone traslare i resti. Così San Vitaliano, già vescovo di Capua, venne proclamato patrono della Città, in un giorno solenne in cui il Papa aveva con sé - secondo le Cronache del Santuario di Montevergine- ventiquattro cardinali e uno stuolo di vescovi, abati e prelati, il che rinforza la veridicità della discussa Bolla catanzarese di consacrazione della Cattedrale sottoscritta, quindi, da una vera delegazione di fede .




Tanta magnificenza era rappresentativa della missione impersonata da Callisto II e dell'importanza del segno che in modo solenne egli attribuiva al ruolo che Catanzaro avrebbe dovuto svolgere, per incoraggiare e rafforzare la presenza della Chiesa latina. In questo scenario è riconosciuta, in modo inappellabile, la diocesi di Catanzaro come pilastro di latinità.
La devozione al santo nella chiesa cattedrale è da allora sempre stata intensa, anche se discreta: San Vitaliano protegge e le sue reliquie danno pegno e pregio: i fedeli sono rassicurati e protetti dal mediatore.


San Vitaliano 
S. Vitaliano, Napoli


Nel periodo fra la fine del XVI e l'inizio del secolo seguente, nella triste circostanza di una scossa di terremoto, fiduciosamente il popolo si rivolse a San Vitaliano e, anche successivamente, nel 1763 per il perdurare di una lunghissima siccità e carestia: il patrono della Città sempre vigilò e protesse, tanto che il vescovo Fiorentini sottolinea che non vi fu mai pubblica calamità che abbia colpito la nostra povera terra, in cui la fede dei catanzaresi, invocato l'aiuto del suo potente Patrono, figura buona e soccorrevole, non ne ebbe tutela .


San Vitaliano
Gagliano di Catanzaro


Dal prezioso testo di Mulè emerge come la sola storia civile non sia sufficiente. Essa si deve accompagnare alla storia religiosa, al racconto delle idee e dei sentimenti. Così la città si sacralizza nella memorizzazione delle persone che ivi sono vissute degnamente, divenendo comunità operosa , salda e civile .





Siamo tutti grati al prof. Mulè, le cui fatiche sempre più arricchiscono il patrimonio culturale del nostro territorio e aiutano a riscoprire la nostra identità, valore imprescindibile per poter vivere nell’era della globalizzazione, confrontandoci sì con altre civiltà, ma senza dimenticare chi siamo e quale grandezza abbiano le nostre radici cristiane : ci auguriamo quindi che la città di Catanzaro impari ad investire denaro ed energie per accrescere ricerche e studi onorando con sicura configurazione storica la missione di san Vitaliano, suo vero, mirabile patrono, piuttosto che, più miseramente, vacue e piccanti baldorie”.

San Valentino Martire (Belvedere Marittimo)





Gent.mo,
Vincenzo Pitaro,

finalmente un articolo con tutti i dati che da tempo cercavo sul Martire Valentino venerato da Belvedere Marittimo. GRAZIE!

Come dice "quella lettera", le reliquie e il sangue non sono del famoso Valentino ma di un altro omonimo "trovato col suo nome proprio", che fa parte di quella lunga schiera di martiri delle catacombe o corpi santi custoditi in molte chiese l'Urbe e dell'Orbe cristiano.

Di corpi simili ne ho ben censiti 46 venerati in Italia e all'estero.
Molti venerati il 14 febbraio, ma l'unico corpo del patrono degli innamorati è quello di Terni.
C'è poi un omonimo presbitero e martire, di cui si parla nel Martirologio Romano antico, che solo Iddio sa dove è sepolto, anche se molti dei 46 corpi delle catacombe vengono identificati con questo ... non si poteva certo identificarlo con il vescovo ternano :)

Ma, concludendo questo è un corpo santo cioè (legga questo link)
Saluti!

Santa Lupercilla, la "Santa" di Crodo



Quando ero volontario della comunità Marco Riva, conobbi un giovane di Crodo.
Nei nostri dialoghi parlavamo di tutto, e un giorno parlando di santi mi disse: “la santa del mio paese non la conosci”. E chi è?






Santa Lupercilla, una martire romana, che fa parte di quella schiera di martiri che vengono denominati "corpi santi" o "martiri delle catacombe". Spesso per questi corpi di cui non si conosce nulla, tranne il nome, si ricostruisce una presunta o fantastica vita. In questo caso si dice che faceva parte del famiglia cristiana del console Pammachio composta da 42 persone e che subirono il martirio nel 233, sotto Alessandro Severo.





Nel 1819 nella catacomba romana di San Callisto sulla Via Appia fu trovato il corpo di un individuo che dall'analisi delle ossa era una bambina di circa 7 o 8 anni. Il nome posto sulla lapide a chiusura del loculo era LUPERCILLA.

Le sacre spoglie furono traslate ed autenticate, successivamente dopo la ricomposizione in un stupendo simulacro di cera, furono deposte nella Chiesa Parrocchiale di Santo Stefano di Crodo (VB).

Da allora la seconda domenica di luglio, i crodesi festeggiano la compatrona Santa Lupercilla.

Tra i “corpi santi”, quello di S. Lupercilla è uno dei più belli e tra i miei preferiti.

Un saluto a quel giovane crodese!

giovedì 12 luglio 2012

Santa Urania Martire








"Non a caso, infatti, ogni battezzato acquista il carattere di figlio a partire dal nome cristiano, segno inconfondibile che lo Spirito Santo fa nascere «di nuovo» l’uomo dal grembo della Chiesa"

(S. S. Benedetto XVI)








Quando la passione per i santini è un caccia al tesoro.
L'immaginetta:






E dici chi è?
Leggi il retro è scopri:

SANTA URANIA MARTIRE
1 SETTEMBRE

Poi cerchi nell’Enciclopedia dei Santi, in altri libri su libri, poi vai sul web e leggi:
“7 novembre, santa Urania, martire con Sant'Archelao in Egitto”

Ed affermi: non è quella del santino. È un’altra.

Però un bel nome, cristiano, da mettere ad una bambina ... meglio che quei nomi da nulla che si usano adesso!

Alle ore 22,00 del 12 luglio 1858 ...







Nell’aprile 1858, Zelia Guérin incrocia sul ponte Saint-Léonard un giovane la cui andatura la colpisce… È Luigi Martin, di professione orologiaio. Tre mesi più tardi, alle ore 22,00 del 12 luglio 1858, ha luogo il loro matrimonio civile ; due ore dopo, a mezzanotte del 13 luglio, nell’intimità della chiesa di Notre-Dame, i due giovani si uniscono in matrimonio, celebrato da don Hurel, parroco di Saint-Léonard. L’amore che nutre per suo marito è evidente nelle sue lettere : “Tua moglie che ti ama più della sua vita” , “Ti abbraccio così come ti amo” … Non sono soltanto parole : la loro gioia è di essere uniti e di condividere tutto ciò che riserva la vita, sotto lo sguardo di Dio.



Icona famiglia Martin di Paolo Orlando
Chiesa S. Maria del Carmelo, Trieste



"Che cosa ho mai fatto, perché Iddio mi abbia circondata di cuori tanto amorosi! Non ho fatto che rispondere all'ultimo sguardo di una madre che amavo molto. Ho creduto di capirlo quello sguardo, che nulla potrà mai farmi dimenticare. Da quel giorno, ho cercato di sostituire colei che Dio vi aveva rapita, ma ahimè, nulla può sostituire una simile madre!... Ah, il fatto è che i tuoi genitori, mia piccola Teresa, sono di quelli che si possono chiamare santi, e che meritano di generare dei santi".

(Celina Guerin, 1891)







ATTO DI OFFERTA ALL'AMORE MISERICORDIOSO DI DIO

O Dio! Trinità Beata, desidero Amarti e farti Amare, lavorare per la glorificazione della Santa Chiesa salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che soffrono in Purgatorio. Desidero adempiere perfettamente la tua volontà e arrivare al grado di gloria che mi hai preparato nel tuo regno, in una parola, desidero essere Santa, ma sento la mia impotenza e ti chiedo, o Dio, di essere tu stesso la mia Santità.
Poiché mi hai amato fino a donarmi il tuo unico Figlio perché fosse mio Salvatore e mio Sposo, i tesori infiniti dei suoi meriti sono miei, te li offro con letizia, supplicandoti di non guardarmi che attraverso il Volto di Gesù e nel suo Cuore ardente d'Amore.
Ti offro anche tutti i meriti dei Santi che sono in Cielo e sulla terra, i loro atti d'Amore e quelli dei Santi Angeli. Infine ti offro, o Beata Trinità, l'Amore e i meriti della Santa Vergine, mia madre, proprio a lei consegno la mia offerta, pregandola di presentartela. Il Suo Divin Figlio, mio Sposo Amato, nei giorni della sua vita mortale, ci disse: «Tutto ciò che domanderete a mio Padre, in nome mio, Egli ve lo darà!». Sono dunque certa che esaudirai i miei desideri. Lo so, o Dio, più vuoi donare, più fai desiderare. Sento nel mio cuore desideri immensi ed è con fiducia che ti domando di venire a prendere possesso della mia anima. Ah! Non posso ricevere la Santa Comunione così spesso come lo desidero, ma, Signore, tu non sei l'Onnipotente? Rimani in me, come nel tabernacolo, non allontanarti mai dalla tua piccola ostia...
Vorrei consolarti per l'ingratitudine dei cattivi e supplicarti di togliermi la libertà di dispiacerti; se per debolezza qualche volta cado, all'istante il tuo Sguardo Divino purifichi la mia anima consumando tutte le mie imperfezioni, come il fuoco che trasforma tutto in se stesso...
Ti ringrazio, mio Dio, per tutte le grazie che mi hai accordato, in particolare per avermi fatta passare per il crogiolo della sofferenza. E' con gioia che ti contemplerò all'ultimo giorno con in mano lo scettro della Croce. Poiché ti sei degnato di farmi partecipe di questa Croce così preziosa, spero in Cielo di rassomigliarti e di vedere brillare sul mio corpo glorificato le sacre stigmate della tua Passione...
Dopo l'esilio della terra, spero di venire a gioire di te nella Patria, ma non voglio ammassare meriti per il Cielo, voglio solo lavorare per tuo amore, con l'unico intento di piacerti, di consolare il tuo Sacro Cuore e di salvare delle anime che ti ameranno eternamente.
Alla sera di questa vita, mi presenterò davanti a te con le mani vuote, non ti chiedo infatti, Signore, di contare le mie opere. Tutte le nostre giustizie sono imperfette ai tuoi occhi. Voglio quindi rivestirmi della tua stessa Giustizia e ricevere dal tuo Amore il possesso eterno di Te stesso. Non voglio altro Trono e altra Corona che te, o Amato!...
Ai tuoi occhi il tempo è nulla, un solo giorno è come mille anni, tu puoi quindi, in un istante, prepararmi a comparire dinanzi a te.
Per vivere in un atto di perfetto Amore io mi offro vittima d'olocausto al tuo Amore misericordioso, supplicandoti di consumarmi senza sosta, lasciando traboccare nella mia anima i flutti di tenerezza infinita racchiusi in te e così io divenga Martire del tuo Amore, o Dio! Questo martirio, dopo avermi preparata a comparire dinanzi a te, mi faccia infine morire e la mia anima si slanci, senza ritardi, nell'eterno abbraccio del tuo Amore Misericordioso.
lo voglio, o Amato, ad ogni battito del cuore rinnovarti quest'offerta un numero infinito di volte, fino a che, svanite le ombre, io possa dirti di nuovo il mio Amore in un Faccia a Faccia eterno!

Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo


mercoledì 11 luglio 2012

Bicentenario della Nascita

1812 - 2012




Maria Cristina di Savoia, figlia del re Vittorio Emanuele I e di Maria Teresa d’Asburgo, ricevette dai pii genitori una solida formazione cristiana. Nel 1832 sposò Ferdinando II, re delle Due Sicilie, e nel duplice stato di moglie e di regina fu modello luminoso di ogni virtù. Vera madre dei poveri, seppe farsi carico delle sofferenze del suo popolo, per la cui promozione ideò ardite opere sociali. Morì ancora giovane, dopo aver dato alla luce il primogenito Francesco, tra l’unanime compianto della famiglia reale e del popolo napoletano. Fu sepolta nella basilica di Santa Chiara in Napoli. Il 6 maggio 1937 papa Pio XI dichiarò eroiche le sue virtù.





I SANTI MARTIRI DI CORDOVA





Sant'Abbondio di Cordova
11 luglio
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sant’Abbondio, sacerdote, che durante la persecuzione dei Mori, interrogato dal giudice, sostenne in audaci risposte le ragioni della fede e, suscitata immediata indignazione, fu messo a morte e poi esposto ai morsi di cani e fiere perché fosse divorato.

Santi Adolfo e Giovanni di Cordova
27 settembre
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Adolfo e Giovanni, fratelli, che durante la persecuzione dei Mori, al tempo del re ‘Abd ar-Rahman II, furono coronati dal martirio per Cristo.

Santi Amatore, Pietro e Ludovico di Cordova
30 aprile
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Amatore, sacerdote, Pietro, monaco, e Ludovico, che, durante la persecuzione dei Mori, furono crudelmente uccisi per non aver smesso di predicare apertamente il Vangelo di Cristo.

Sant'Argimiro monaco di Cordova
28 giugno
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sant’Argimíro, martire, che, monaco di ormai avanzata età, durante la persecuzione dei Mori, sotto il regno di Maometto II, ricevette dal giudice l’ordine di rinnegare Cristo e, rimasto fermo nel confessare la sua fede, fu posto vivo sul cavalletto e trapassato con la spada.

Sant'Aurea vergine di Cordova
19 luglio
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Aurea, vergine, sorella dei santi martiri Adolfo e Giovanni, che, durante la persecuzione dei Mori, condotta davanti al giudice cedette per timore, ma pentitasi subito, superò il nemico in un nuovo combattimento con l’effusione del suo sangue.

Santa Benilde di Cordova
15 giugno
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Benilde, martire, morta, in età già avanzata, durante la persecuzione dei Mori.

Santa Colomba vergine di Cordova
17 settembre
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Colomba, vergine e martire, che durante la persecuzione dei Mori professò spontaneamente la sua fede davanti al giudice e al consiglio cittadino e fu prontamente decapitata con la spada davanti alle porte del palazzo.

Beato Commendatore di Cordova
Mercedario, 3 settembre
Il beato Commendatore mercedario, cavaliere laico, detto di Cordova perché qui operò la sua attività apostolica di redenzione; rimasto anonimo nel nome, in Spagna come un novello San Sebastiano professo la sua fede cattolica durante la persecuzione dei Mori. L’Ordine dei Mercedari lo ricorda il 3 settembre.

San Fandila sacerdote di Cordova
13 giugno
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Fandíla, sacerdote e monaco, che, durante la persecuzione dei Mori, sotto il regno di Maometto I, fu decapitato per la fede in Cristo.

Sante Flora e Maria vergini di Cordova
24 novembre
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sante Flora e Maria, vergini e martiri, che durante la persecuzione dei Mori furono gettate in carcere insieme a sant’Eulogio e poi trafitte con la spada.

Sant'Isacco monaco di Cordova
3 giugno
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sant’Isacco, martire, che, monaco, durante la dominazione dei Mori, spinto non da un umano impulso, ma da ispirazione divina, sceso dal cenobio di Tábanos si presentò nel foro al giudice per disputare con lui circa la vera religione e fu per questo condannato a morte.

Santa Laura vergine di Cordova
19 ottobre
Badessa del monastero di Santa Maria di Cuteclara, presso Cordova in Spagna. Si narra che durante l'occupazione musulmana rifiutò di abiurare la propria fede cristiana: condotta davanti ad un giudice islamico, fu processata e condannata a morire in un bagno di pece bollente. Dopo tre ore di atroci dolori, diede la sua anima a Dio. Era l'anno 864.

Santa Leocrizia vergine di Cordova
15 marzo
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Leocrizia, vergine e martire, che, nata da famiglia mora, progredì di nascosto nella fede di Cristo e, arrestata in casa insieme a sant’Eulogio, fu decapitata quattro giorni dopo il martirio di lui, passando così alla gloria eterna.

San Paolo diacono di Cordova
20 luglio
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Paolo, diacono e martire, che istruito dall’esempio e dalla parola di san Sisenando, non ebbe timore di rimproverare davanti ai principi e alle autorità dei Mori la vanità del loro culto, venendo ucciso per aver confessato Cristo come vero Dio.

San Pelagio di Cordova
26 giugno
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Pelagio, martire, che, all’età di tredici anni, per aver conservato la fede in Cristo e la castità contro le lascive lusinghe del re dei Mori ‘Abdul ar-Rahman III, per ordine di costui fu fatto a pezzi con delle tenaglie di ferro, portando così a termine il suo glorioso martirio.

San Perfetto sacerdote di Cordova
18 aprile
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Perfetto, sacerdote e martire, che, per aver inveito contro la dottrina musulmana e professato con fermezza la fede cristiana, fu rinchiuso in carcere dai Mori e poi trafitto con la spada.

Santa Pomposa vergine di Cordova
19 settembre
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santa Pomposa, vergine e martire, che, durante la persecuzione dei Mori, fuggì di nascosto dal monastero di Peñamelaria dopo avere appreso del martirio di santa Colomba; giunta a Córdova, professò impavida davanti al giudice la sua fede in Cristo e, decapitata senza indugio con la spada davanti alle porte del palazzo, ottenne la palma del martirio.

Santi Rodrigo (Ruderico) sacerdote e Salomone, fratelli di Cordova
13 marzo
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, passione dei santi Ruderico, sacerdote, e Salomone, martiri: il primo, rifiutatosi di credere che Maometto fosse vero profeta inviato dall’Onnipotente, fu gettato in carcere, dove incontrò Salomone, che in precedenza aveva per qualche tempo aderito alla religione maomettana, e insieme portarono gloriosamente a termine la loro prova con la decapitazione.

Santi Rogelio e Serviodeo di Cordova
16 settembre
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Rogello, monaco anziano, e Servidio (‘Abdallah), giovane, che, giunti dall’Oriente, condannati a morte per aver coraggiosamente predicato Cristo di fronte ai Saraceni, furono, senza alcun loro cedimento, amputati di mani e piedi e morirono, infine, decapitati.

San Sandalio di Cordova
3 settembre
Martirologio Romano: A Córdova in Spagna, san Sandalio, martire.

San Secondino di Cordova
20 aprile
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Secondino, martire.

San Sisenando diacono di Cordova
16 luglio
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Sisenando, diacono e martire, sgozzato dai Mori per la fede in Cristo.

San Teodemiro monaco di Cordova
25 luglio
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Teodemiro, monaco di Carmona e martire ancor giovane durante la persecuzione dei Mori.

San Witesindo di Cordova
15 maggio
Martirologio Romano: Presso Córdova nell’Andalusia in Spagna, commemorazione di san Vitesindo, martire, che per timore dei Mori abbandonò la fede cristiana, ma, rifiutatosi poi di praticare pubblicamente il loro culto, fu ucciso in odio alla fede cristiana.  

San Zoilo di Cordova
27 giugno
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, san Zóilo, martire.

Santi Pietro, Valabonso, Sabiniano, Vistremondo, Abenzio e Geremia monaci di Cordova
7 giugno

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Pietro, sacerdote, Valabonso, diacono, Sabiniano, Vistremondo, Abenzio e Geremia, monaci, che durante la persecuzione dei Mori morirono sgozzati per Cristo.

Santi Acisclo e Vittoria di Cordova
17 novembre

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sant’Acisclo, martire.

Santi Anastasio, Felice e Digna di Cordova
14 giugno

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Anastasio, sacerdote, Felice, monaco, e Digna, vergine, che morirono tutti insieme nello stesso giorno: Anastasio, avendo confessato davanti ai consoli Mori la sua fede cristiana, fu prontamente trafitto con la spada e, insieme a lui, anche Felice, di origine gétula, che aveva professato nelle Asturie la fede cattolica e conduceva vita monastica; Digna, ancor giovanissima, che all’uccisione dei suoi compagni aveva coraggiosamente espresso biasimo verso il giudice, fu senza indugio decapitata.

Beato Nicola Alberga da Cordova
sacerdote francescano
10 luglio

Martirologio Romano: A Damasco in Siria, passione dei beati martiri Emanuele Ruíz, sacerdote, e compagni, sette dell’Ordine dei Frati Minori e tre fratelli fedeli della Chiesa Maronita, che, con l’inganno consegnati ai nemici da un traditore, furono sottoposti per la fede a varie torture e conclusero il loro martirio con una morte gloriosa.

Santi Cristoforo e Leovigildo monaci di Cordova
20 agosto

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Leovigildo e Cristoforo, monaci, che, durante la persecuzione dei Mori, professarono spontaneamente la fede in Cristo davanti al giudice e furono

Santi Elia sacerdote, Paolo e Isidoro  monaci di Cordova
17 aprile

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Elia, anziano sacerdote, Paolo e Isidoro, monaci di ancor giovane età, uccisi durante la persecuzione dei Mori per aver professato la fede cristiana.

Santi Emila diacono e Geremia di Cordova
15 settembre
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Emíla, diacono, e Geremia, che, durante la persecuzione dei Mori, dopo essere stati a lungo lasciati a marcire in carcere, conclusero con la decapitazione il loro martirio per Cristo.
Sant'Eulogio sacerdote di Cordova
11 marzo

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, sant’Eulogio, sacerdote e martire, decapitato con la spada per avere proclamato apertamente la fede in Cristo.

Santi Fausto, Gennaro e Marziale di Cordova
13 ottobre

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi Fausto, Gennaro e Marziale, martiri, che adornano la città come tre corone.

Santi Gumesindo sacerdote e Servidio monaco di Cordova
13 gennaio

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Gumesindo, sacerdote, e Servidio, monaco, che, essendosi professati cristiani davanti ai capi e ai giudici dei Mori, morirono per la fede in Cristo.

Santi Natalia (Sabigoto) ed Aurelio, sposi e altri di Cordova
27 luglio

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Giorgio, diacono e monaco siro, Aurelio e Sabigoto (Natalia), coniugi, e Felice e Liliosa, ugualmente coniugi, che durante la persecuzione dei Mori, mossi dal desiderio di testimoniare la fede in Cristo, gettati in carcere non cessarono mai di lodare Cristo e morirono, infine, decapitati.

San Sancio di Cordova
5 giugno

Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, beato Sancio, martire, che adolescente, condotto prigioniero dalla cittadina di Albi e istruito alla corte del re, durante la persecuzione dei Mori non esitò a patire il martirio per la fede in Cristo.