domenica 30 gennaio 2011

Servo di Dio Augusto Tolton, sacerdote

Il Servo di Dio don Niccolò Olivieri, Santa Maddalena di Canossa e Santa Caterina Drexel, hanno in comune la grazia di essere protagonisti, in diverso modo, del cammino di santità di tre ex schiavi, che in ordine sono: la Serva di Dio Maria Giuseppina Benvenuti, Santa Giuseppina Bakhita e il Servo di Dio Padre Augusto Tolton.

Nel discorso di padre Augusto Tolton, tenuto al primo congresso cattolico negro del 1889 a Washington DC, egli così proclamava: “La Chiesa Cattolica deplora una doppia schiavitù: quella della mente e quella del corpo. Essa cerca di liberarci da entrambe. Io ero un povero schiavo ma i sacerdoti della Chiesa non mi disprezzarono. Fu attraverso l’influenza di uno di essi che sono diventato quello che sono stasera”

La Chiesa Cattolica, nel suo essere santa e peccatrice, è custode del messaggio di Cristo: liberare l’uomo da ogni schiavitù, in primis quella del peccato, e in secondo luogo rendere l’uomo, l’umanità libera da ogni giogo per renderla veramente nuova e santa ad immagine dell’uomo nuovo che è Gesù Cristo.

La seconda metà del secolo XIX vede i natali di tre fiori il color ebano della pelle e per la loro origine africana: due sudanesi e un afroamericano; due spose di Cristo e un “amico della sposo”, un sacerdote. Tre ex schiavi che percorrono la strada per il premio incorruttibile: la comunione vera, libera e liberante in Dio. La santità è una libertà che si gioca nella Verità. "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Gv 8, 32)

Era mia desiderio comporre un nuovo quaderno e far conoscere le due “sorelle” del Sudan, ex schiave e sante; ma poi la scoperta di Padre Tolton, il Nulla Osta della Congregazione per la Cause dei Santi in data 28 marzo 2010, con apertura ufficiale del processo diocesano il 24 febbraio 2011, nell’anno che ricorda il 125° dell’ordinazione sacerdotale di Padre Tolton avvenuta a Roma il 24 aprile 1886 nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, mi ha fatto pensare di mettere insieme questi tre esempi di santità.

Questa nuovo quaderno vuole raccontare le loro bellissime ed esemplari vite … “Non a noi la gloria, ma gloria a te o Dio, attraverso Gesù Cristo tuo Figlio e Nostro Signore. Padre e Figlio e Spirito Santo, tu sei Dio, che vivi e regni per sempre. Amen”


SERVO DI DIO PADRE AUGUSTO TOLTON
sacerdote diocesano
(1854-1897)




“La Chiesa Cattolica deplora una doppia schiavitù: quella della mente e quella del corpo. Essa cerca di liberarci da entrambe. Io ero un povero schiavo ma i sacerdoti della Chiesa non mi disprezzarono. Fu attraverso l’influenza di uno di essi che sono diventato quello che sono stasera”

Padre Augusto Tolton
(Da un discorso tenuto al primo congresso cattolico negro 1889 a Washington DC)

Padre Augusto Tolton ha la reputazione di essere il primo riconosciuto prete di origine africana negli Stati Uniti dato che suo padre e sua madre erano diretti discendenti di africani che erano stati portati qui come schiavi. L’ordinazione di Tolton fu considerata allo stesso tempo come un’anomalia e un avvenimento sensazionale nell’America del XIX secolo. L’ordinazione di un negro era generalmente ritenuta come qualcosa di inimmaginabile. Altri lo considerarono come una straordinaria conquista. Un prete di pelle nera vestito in abiti sacerdotali era una visione nuova per gli occhi americani, bianchi o neri, ed era ugualmente un’esperienza entusiasmante per i cattolici negri ricevere la Santa Comunione da un prete della loro stessa razza. Tolton era visto come un uomo eloquente e religioso, un’anima innocente, e riceveva ammirazione e rispetto da un lato, e dall’altro disprezzo e dileggio derivati dal clima di separazione razziale imposta a quel tempo.

La sua storia comincia con sua madre che sfugge la schiavitù in Brush Creek, Missouri, con i suoi tre bambini di notte eludendo i cacciatori di taglie confederati che venivano ricompensati per la cattura di schiavi fuggiti. Suo marito Peter Tolton aveva lasciato precedentemente la famiglia per combattere con le forze dell’Unione per la libertà dei negri nella guerra civile del 1861 ma era morto in un ospedale a St. Louis di dissenteria . Martha Jane Tolton attraversò il fiume Mississippi per andare ad Hannibal, Missouri, e poi continuò fino a Quincy, Illinois, dove si trovava una stazione della metropolitana. Là si sistemò con la sua famiglia. I Tolton erano stati battezzati cattolici per ordine della famiglia Elliott cui appartenevano nel Missouri e frequentarono varie Chiese a Quincy mentre Marta Tolton cercava di educare i suoi figli. Ma in ogni scuola che frequentava Augusto era guardato con sospetto e subiva minacce dai suoi compagni e dai genitori di questi. Fu espulso o allontanato successivamente da varie scuole finché un certo padre Peter McGirr ebbe compassione della famiglia e li accolse nella parrocchia e nella scuola di St. Peter a Quincy dove Augusto ricevette la prima Comunione e la Cresima.

Quando Augusto crebbe nella sua giovinezza svolse vari lavori per aiutare a sostentare la sua famiglia. Nel frattempo vari preti di Quincy come pure le suore di Nostra Signora, notarono la sua bravura e innocenza. Lo istruirono nel catechismo, nei classici e nelle lingue. I padri francescani, più tardi fecero sì che lui andasse al Quincy College. Qui Augusto fu assoggettato a sottili insulti e commenti di derisione a causa della sua razza. Ma con l’aiuto dei preti che lo assistevano e delle suore riuscì a sopportare questo ingiusto trattamento senza che lui reagisse, ma non senza lacrime. Padre McGirr e le suore erano decisi a mantenere il diritto dei negri per una educazione cattolica. Augusto primeggiava nelle valutazioni scolastiche al vertice della sua classe. Faceva la comunione ogni giorno e aiutava nell’educazione religiosa dei bambini negri della città.

Impressionati dall’intelligenza e dalla devozione di Augusto, vari preti cercarono di far entrare Augusto in seminario ma ciò risultò impossibile. Dopo vari tentativi rivolgendosi ai seminari diocesani e religiosi da alcuni dei quali non si ebbe alcuna risposta mentre da altri si ebbe un cortese rifiuto specificando che il seminario non era pronto a prendere uno studente negro, i padri francescani attraverso il loro superiore generale riuscirono dopo mesi e mesi di attesa a far accettare Augusto nel collegio gestito dalla Propaganda Fide che preparava seminaristi da inviare in tutto il mondo come missionari. Là Augusto incontrò altri seminaristi africani e seminaristi da tutto il mondo desiderosi di servire, un giorno, la Chiesa come sacerdoti. All’età di 26 anni Augusto andò a Roma per proseguire gli studi verso il sacerdozio nel 1880. Sei anni più tardi il 24 aprile 1886 fu ordinato sacerdote nella basilica di S. Giovanni in Laterano in Roma.

Quelli che lo seguivano nel seminario ritenevano che non avrebbe potuto avere successo negli Stati Uniti per la situazione razziale e l’anticattolicesimo prevalente in quel momento. Pensando che sarebbe stato mandato in Africa, il Cardinale prefetto Giovanni Simeoni sorprese Tolton insistendo che lui tornasse in America. “l’America è stata definita la nazione più illuminata; vedremo se merita tale onore. Se l’America non ha mai visto un prete nero, ne deve vedere uno ora” disse il Cardinale.

Infatti Tolton fu il primo e avrebbe portata la croce di quel fatto durante tutto il suo sacerdozio. Il 18 luglio 1886 padre Tolton arrivò a Quincy e celebrò la sua prima messa davanti a una grande folla di bianchi e negri nella chiesa di S. Bonifacio a Quincy. Fu assegnato il giorno dopo come pastore alla chiesa di S. Giuseppe, una piccola povera parrocchia negra nella stessa città. La parrocchia si era sviluppata dalle classi di catechismo che lui aveva cominciato precedentemente. I bianchi lo cercavano per consigli e frequentavano le sue messe attratti dai suoi sermoni e dalla sua bontà. Col passare del tempo ciò suscitò la gelosia degli altri sacerdoti della comunità e anche di alcuni pastori protestanti che temevano che Tolton facesse del proselitismo o che comunque diffondesse il cattolicesimo tra i neri (”Papismo”).
Padre Augusto fu ammonito alla luce di questi sospetti dal decano del clero locale, una situazione che alla fine il decano riportò al vescovo per una soluzione. Osservazioni che gettavano discredito furono fatte riguardo a padre Tolton in città da alcuni che lo vedevano impegnato a creare una situazione di inaccettabile mescolanza delle razze, anche se non era per niente così. Difatti un gran numero di bianchi veniva volontariamente da Tolton per la S. Messa ed i Sacramenti. Padre Tolton si abituò alle avversità durante la sua breve vita. A parte molti impegni di conferenze anche a un pubblico di soli bianchi, lui visse in un mondo chiuso immerso in povertà e abbandono, un mondo separato dove i negri erano condannati a vivere. Allo stesso tempo come prete si veniva a trovare tra due comunità, una bianca e una nera, e le diverse emozioni tra queste due comunità. Era un’epoca in cui si lottava per avviare il processo di integrazione degli uomini e delle donne dalla pelle nera.

Schiavi ed ex schiavi del XIX secolo avevano una partecipazione approssimativa nella vita sociale americana. Non c’erano leggi che garantissero la loro presenza nella società al riparo da vessazioni. I diritti civili non erano ancora stati coniati nella coscienza sociale popolare. Qualsiasi diritto era ritenuto essere il privilegio dei bianchi in America. Molta di questa apartheid era presente nella pratica se non nella teoria, sfortunatamente, delle varie comunità cattoliche e protestanti.

La carriera sacerdotale di Tolton fu ostacolata dall’isolamento e dalle difficoltà economiche. Le sue lettere a madre Caterina Drexel tradiscono molto delle sue pene in un’era intollerante dal punto di vista sociale. Ciò si dimostrò di enorme peso e potrebbe avere influito su di lui sia fisicamente che dal punto di vista emotivo.
Padre Tolton tuttavia rimase fedele ai suoi voti sacerdotali e rimase un simbolo di lealtà, dignità sacerdotale e costanza in mezzo a tanta sofferenza. Essendo rimasto solo per tanti anni e avendo sparso i semi della Verità; riguardo alla sua razza egli cercò di spiegare che la Chiesa Cattolica aveva i mezzi e le risorse per migliorare il triste destino dei neri in America durante il periodo della Ricostruzione. Tolton cercò pure di imprimere sulla comunità nera un senso di speranza e di fiducia in se stessi attraverso l’educazione e una fede concreta.

“Lavorerò e mi dedicherò fintanto che Dio mi concede vita poiché comincio a vedere che io ho i poteri e le benedizioni per resistere dappertutto e dovunque io vada”.
(Lettera di padre Tolton a madre Caterina Drexel, 5 giugno 1891)

Sentendo che il suo lavoro era notevolmente ridotto a Quincy, decise di accettare, con il permesso dei suoi superiori della Propaganda Fide a Roma, l’invito dell’arcivescovo Patrick Feehan di Chicago di andare a lavorare nella nuova comunità di cattolici negri nel 1889. Nella zona meridionale di Chicago padre Tolton cominciò nel seminterrato della centrale chiesa di S. Maria a svolgere il suo ministero tra i negri già avviato da padre Joseph Rowles sotto il nome di S. Agostino. C’era la spinta per una comunità per i cattolici neri così che padre Tolton ne diresse i lavori di costruzione al numero 36 di Dearborn Street con donazioni da bianchi solidali. La chiesa ebbe ritardi nella costruzione e ricevette il titolo di chiesa di S. Monica. Ma la costruzione di questa chiesa non andò oltre il completamento del suo piano seminterrato dove la comunità si raccoglieva sotto un tetto provvisorio.

Padre Gus (da Augustus) come era chiamato familiarmente era una figura familiare nelle strade e nei viali del ghetto nero. Portò speranza e conforto ai morenti e promesse di giorni migliori ai viventi. Padre Tolton era ben accetto in Chicago dai sacerdoti e dal popolo, tuttavia, era solo nel cercare di dare una qualche sembianza di comunità cattolica nel povero terreno dei quartieri degradati della parte sud della città. Sfortunatamente il suo ministero fu di durata relativamente breve.

Durante la prima settimana di luglio del 1897 Chicago fu colpito da un’ondata di calore per cui molte persone persero la vita sopraffatte dalla calura di quei giorni. I giornali facevano elenchi dei nomi dei morti ogni giorno. Ritornando da un ritiro spirituale per sacerdoti a Bourbonnais, Illinois, il 9 luglio, padre Tolton scese dal treno e fu travolto colto da temperatura di 45° di caldo che ardeva sulla città. Secondo il Chicago Daily News, “il reverendo Augusto Tolton, parroco della chiesa cattolica romana di S. Monica, al 36 di Dearborn Street, è morto al Mercy Hspital alle 8,30 della sera, vittima di un colpo di calore”. Aveva in progettato di fare varie visite a malati nella sua parrocchia prima di mezzogiorno. Aveva 43 anni.

I giornali riferirono di migliaia di persone, assieme con sua madre e sua sorella, a rendere omaggio al defunto sacerdote sia alla chiesa di S. Monica dove era esposto solennemente, che a Quincy dove per una sua precedente richiesta voleva essere sepolto. Un’imponente pietra tombale a forma di croce in anni successivi fu eretta sopra la sua tomba nel cimitero di S. Pietro.

Padre Augusto Tolton dimostrò cosa lo spirito umano può compiere nonostante insormontabili difficoltà, nel suo caso i mali del razzismo e della discriminazione. Padre Tolton dimostrò che i neri potevano essere fedeli impegnati ma anche ministri del Signore e che la comunità cattolica nera ha molto da offrire alla Chiesa se ha il riconoscimento e le opportunità per utilizzare le sue capacità e i suoi talenti. Rimane compito della Chiesa ora riconoscere la sua santità per l’edificazione della Chiesa stessa.

Il ministero pastorale per i negri continuò nella chiesa di S. Monica fino al 1945 quando la chiesa, allora non finita, fu rasa al suolo. La parrocchia fu unita alla parrocchia di S. Elisabetta dove le sorelle del SS. Sacramento di madre Caterina Drexel continuarono a svolgere il ministero dell’educazione nella scuola parrocchiale.

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PREGHIERA PER LA CAUSA DI PADRE AUGUSTO TOLTON

O Dio, ti ringraziamo per il tuo servo e sacerdote Padre Augusto Tolton che lavorò fra di noi in tempi di contraddizione, tempi che furono sia belli che paradossali. Il suo ministero contribuì a gettare le fondamenta per una assemblea veramente cattolica nella fede nel nostro tempo. Noi restiamo nell’ombra del suo ministero. Possa la sua vita continuare a ispirarci e a istillare in noi la fiducia e la speranza per una nuova evangelizzazione della chiesa che noi amiamo.

Padre del cielo, le sofferenze di padre Tolton nello svolgere il suo servizio gettano luce sui nostri dolori; li vediamo così attraverso il prisma della passione e morte di Tuo Figlio. Se sarà la tua volontà o Dio, rendi gloria al tuo servo padre Tolton accordandomi la grazia che ora chiedo per la
intercessione, (nominare la richiesta), così che tutti possano conoscere la bontà di questo prete la cui memoria rimane nella chiesa che lui amò.

Completa quello che hai cominciato in noi così che possiamo lavorare per il raggiungimento del
Tuo regno. Non a noi la gloria, ma gloria a te o Dio, attraverso Gesù Cristo tuo figlio e Nostro Signore. Padre e Figlio e Spirito Santo, tu sei Dio, che vivi e regni per sempre. Amen

Vescovo Joseph N. Perry

Imprimatur : Francis cardinal George, OMI - Arcidiocesi di Chicago, 2010

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SINTESI DELLA VITA DI PADRE AUGUSTO TOLTON

1851
Martha Jane Chisley e Peter Paul Tolton celebrano le nozze nella chiesa di San Pietro, Brush Creek, Missouri
1 APRILE 1854
Augusto Tolton nasce in Missouri da Martha Jane Chisley e Peter Paul Tolton
12 GIUGNO 1870
Prima Comunione e Cresima di Tolton nella chiesa di S. Pietro a Quincy
21 FEBBRAIO 1880
Tolton parte per Roma
8 NOVEMBRE 1885
Tolton è ordinato diacono a Roma
24 APRILE 1886
Tolton è ordinato prete nella basilica di S. Giovanni in Laterano a Roma
25 APRILE 1886
Prima messa nella basilica di S. Pietro a Roma
7 LUGLIO 1886
Prima messa dalle suore francescane a Hoboken, New Jersey
18 LUGLIO 1886
Prima messa alla chiesa di S. Bonifacio a Quincy
25 LUGLIO 1886
Nominato parroco nella chiesa di S. Giuseppe a Quincy
19 DICEMBRE 1889
Comincia il ministero nell’arcidiocesi di Chicago
9 LUGLIO 1897
Muore al Mercy Hospital di Chicago
12 LUGLIO 1897
Funerale nella chiesa di S. Monica al 36 di Dearborn street a Chicago
13 LUGLIO 1897
Funerale nella chiesa di S. Pietro a Quincy

Per riferire grazie spirituali o fisiche ottenute attraverso la preghiera per intercessione di Padre Augusto Tolton, scrivete a:

Ufficio del Cardinale - Arcidiocesi di Chicago
835 N. Rush Street, Chicago, Illinois 60611 - USA

PENSIERI SULLA SANTITÀ


"Nei Santi, il Signore manifesta vividamente agli uomini la sua presenza e il suo volto"

(Lumen Gentium)

"Guardiamo i santi, ma non soffermiamoci troppo a contemplarli, piuttosto contempliamo con loro Colui la cui contemplazione ha riempito la loro vita (...) Prendendo da ciascuno quel che ci sembra più conforme alle parole e agli esempi di nostro Signore Gesù, nostro solo e vero modello".

(beato Carlo di Gesù)

" i Santi... ciotole di terracotta in cui bere a piccoli sorsi il Cielo" (Damiano Grenci)

"i Santi... briciole di pane che danno il gusto del Pane di Vita: Cristo Signore". (Damiano Grenci)

“Le reliquie (dei santi) ci indirizzano a Dio stesso: è Lui infatti che con la forza della sua grazia, concede, ad esseri fragili, il coraggio di testimoniarlo davanti al mondo. Invitandoci a venerare i resti mortali dei santi e dei martiri, la Chiesa non dimentica che in definitiva si tratta di povere ossa umane che appartengono a persone visitate dalla potenza viva di Dio. Le reliquie sono tracce di questa presenza invisibile ma reale che illumina le tenebre del mondo, manifestando il regno dei cieli che è dentro di noi. Esse gridano con noi e per noi: “Maranathà!”, “Vieni Signore Gesù”.

(S. S. Benedetto XVI)

“Dimmi i santi che ami e io ti dirò la santità che speri” (Card. José Saraiva Martins)

“La santità non è frutto di scelta umana. Non la si può valutare con criteri umani, né stabilire con procedure umane… la santità appartiene a Dio. i santi non sono che uomini di Dio. Con un loro modo particolare, definiscono il quadro delle relazioni tra Dio e umanità, con criteri che solo Dio stabilisce. La santità trascende gli angusti confini delle nostre divisioni, dei nostri scismi. L’unità della Chiesa la si raggiunge e realizza grazie alla loro dignità, che diventa comprensibile solo in questo mondo. I santi fanno così da ponte nelle relazioni interecclesiali, non solo perché intercedono per la Chiesa, ma perché attingono la loro bontà da quella fonte unica, che è il solo Signore; sono il fondamento della sua Chiesa Una e Santa.”

(S. E. Chrisostomos Konstantinidis, Metropolita di Efeso)

“I santi non conoscono le frontiere, le nazioni; non conoscono nessuna divisione né appartenenza. Loro sono al di sopra di tutti e per tutti! I santi sono il legame più forte tra la terra e il cielo, e ancora tra i popoli stessi. Loro sono i nostri rappresentanti davanti al Signore e mediatori tra i popoli. Loro portano pace laddove c’è discordia e degli sconosciuti fanno amici.”

(S. B. Stefan, Arcivescovo di Ohrid e di Macedonia)

“La devozione ai santi ha un significato speciale per il fatto che essi sono contemporanei: ci richiamano che il mistero di Cristo è presente a noi. (…) Il miracolo più grande che io conosca… il miracolo è il dimostrare della potenza con cui Iddio “mena per il naso” tutti, facendo cose grandi senza il concorso di nessuno! Perciò guardatevi dal prendere in giro i nomi dei santi e invece siatene devoti. La prima devozione deve essere ai santi contemporanei nostri… attraverso di essi, vuole (la Chiesa) insegnare quello che è importante per la Chiesa oggi”.

(don Luigi Giussani, sacerdote ambrosiano, fond. di CL)


Ogni anno, nel tempo delle Rogazioni, i canonici di Notre-Dame avevano l’abitudine di portare in processione per le vie della capitale le principali reliquie del loro tesoro, e la chiesa di San Lazzaro era una di quelle che essi visitavano. La vigilia di una di queste processioni, San Vincenzo disse alla sua comunità: “Ci disponiamo a ricevere queste sante reliquie, come se i santi medesimo, di cui sono le reliquie, ci facessero l’onore di venirci a visitare; onoreremo così Dio nei santi, e lo supplicheremo di renderci partecipi delle grazie che ha riversato tanto abbondantemente nelle anime loro”

(Conferenze di san Vincenzo de’ Paoli, 32)

“Non hai ancora capito, Milano mia, che fu precisamente per mezzo del Santo Chiodo della Croce di Gesù Cristo, che devotamente conservi e adori, che fosti ultimamente liberata dalla peste? Chi può contare quanti benefici ricevono e quante grazie continuamente ottengo(le popolazioni) per l’intercessione dei santi dei quali venerano le reliquie? … In tanti modi Gesù Cristo ha glorificato i suoi santi; … ha onorato come parti del suo corpo le reliquie, compiendo miracoli ed elargendo benefici per merito loro”.

(San Carlo Borromeo in Memoriale ai milanesi)

“Innumerevoli ceneri di Santi noi vedemmo opposte nell’urbe Rotulea, o Valeriano, pontefice di Cristo. Vuoi forse conoscere le epigrafi opposte sui singoli locali ed i rispettivi nomi? Sarebbe difficile per me il ricordarli tutti. Sì grande è il numero dei santi che massacrò l’empio furore della Roma Troiana quand’era ancora dedita al culto dei Patrii Numi. Moltissimi sepolcri sono insigniti, è vero, di laconiche scritte o si fregiano di epigrafi coi nomi dei martiri. Ma ci sono altresì delle tombe enepigrafi, dove incede del nome, c’è solo il numero delle vittime. Quanti corpi di Santi giacciono in quei poliandri lo puoi sapere solo dalla cifra segnata sulla tomba, giacché su di essa non vi leggeresti alcun altro nome. Ricordo d’aver saputo che in un cementero, sotto una stessa pietra tombale riposano le reliquie di ben settanta martiri. I loro nomi Cristo solo conosce, giacché egli li rese degni della sua amicizia”.
(Prudenzio, IV secolo)

“Un segno perenne, ma oggi particolarmente eloquente, della verità dell'amore cristiano è la memoria dei martiri. Non sia dimenticata la loro testimonianza. Essi sono coloro che hanno annunciato il Vangelo dando la vita per amore. Il martire, soprattutto ai nostri giorni, è segno di quell'amore più grande che compendia ogni altro valore. La sua esistenza riflette la parola suprema pronunciata da Cristo sulla croce: «Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Lc 23, 34). Il credente che abbia preso in seria considerazione la propria vocazione cristiana, per la quale il martirio è una possibilità annunciata già nella Rivelazione, non può escludere questa prospettiva dal proprio orizzonte di vita. I duemila anni dalla nascita di Cristo sono segnati dalla persistente testimonianza dei martiri.

Questo secolo poi, che volge al tramonto, ha conosciuto numerosissimi martiri soprattutto a causa del nazismo, del comunismo e delle lotte razziali o tribali. Persone di ogni ceto sociale hanno sofferto per la loro fede pagando col sangue la loro adesione a Cristo e alla Chiesa o affrontando con coraggio interminabili anni di prigionia e di privazioni d'ogni genere per non cedere ad una ideologia trasformatasi in un regime di spietata dittatura. Dal punto di vista psicologico, il martirio è la prova più eloquente della verità della fede, che sa dare un volto umano anche alla più violenta delle morti e manifesta la sua bellezza anche nelle più atroci persecuzioni.

Inondati dalla grazia nel prossimo anno giubilare, potremo con maggior forza innalzare l'inno di ringraziamento al Padre e cantare: Te martyrum candidatus laudat exercitus. Sì, è questo l'esercito di coloro che «hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell'Agnello» (Ap 7, 14). Per questo la Chiesa in ogni parte della terra dovrà restare ancorata alla loro testimonianza e difendere gelosamente la loro memoria. Possa il Popolo di Dio, rinforzato nella fede dagli esempi di questi autentici campioni di ogni età, lingua e nazionalità, varcare con fiducia la soglia del terzo millennio. L'ammirazione per il loro martirio si coniughi, nel cuore dei fedeli, con il desiderio di poterne seguire, con la grazia di Dio, l'esempio qualora le circostanze lo richiedessero”.

(Incarnatione Mysterium, 13)

“Il Concilio Vaticano II ricorda che «la Chiesa, secondo la tradizione, venera i Santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini».[323] L’espressione “reliquie dei Santi” indica anzitutto i corpi – o parti notevoli di essi – di quanti, vivendo ormai nella patria celeste, furono su questa terra, per la santità eroica della vita, membra insigni del Corpo mistico di Cristo e tempio vivo dello Spirito Santo (cf. 1 Cor 3, 16; 6, 19; 2 Cor 6, 16). Poi, oggetti che appartennero ai Santi, come suppellettili, vesti, e manoscritti, e oggetti che sono stati messi a contatto con i loro corpi o i loro sepolcri, quali olï, panni di lino (brandea), ed anche con immagini venerate.
Il rinnovato Messale Romano ribadisce la validità dell’«uso di collocare sotto l’altare da dedicare le reliquie dei Santi, anche se non martiri».Poste sotto l’altare, le reliquie indicano che il sacrificio delle membra trae origine e significato dal sacrificio del Capo,[326] e sono espressione simbolica della comunione nell’unico sacrificio di Cristo di tutta la Chiesa, chiamata a testimoniare, anche con il sangue, la propria fedeltà al suo Sposo e Signore.
A questa espressione cultuale, eminentemente liturgica, se ne aggiungono molte altre di indole popolare. I fedeli infatti amano le reliquie. Ma una pastorale illuminata sulla venerazione dovuta ad esse non trascurerà di:
- assicurarsi della loro autenticità; là, dove essa sia dubbia, le reliquie dovranno, con la dovuta prudenza, essere ritirate dalla venerazione dei fedeli;
- impedire l’eccessivo frazionamento delle reliquie, non consono alla dignità del corpo umano; le norme liturgiche, infatti, avvertono che le reliquie devono essere «di grandezza tale da lasciare intendere che si tratta di parti del corpo umano»;
- ammonire i fedeli a non lasciarsi prendere dalla mania di collezionare reliquie; ciò nel passato ha avuto talvolta conseguenze deprecabili;
- vigilare perché sia evitata ogni frode, ogni forma di mercimonio, e ogni degenerazione superstiziosa.
Le varie forme di devozione popolare alle reliquie dei Santi, quali sono il bacio delle reliquie, l’ornamento con luci e fiori, la benedizione impartita con esse, il portarle in processione, non esclusa la consuetudine di recarle presso gli infermi per confortarli e avvalorarne la richiesta di guarigione, devono essere compiute con grande dignità e per un genuino impulso di fede. Si eviterà in ogni caso di esporre le reliquie dei Santi sulla mensa dell’altare: essa è riservata al Corpo e al Sangue del Re dei martiri”.

(Direttorio su Pietà popolare e liturgia, 2002, nn. 236-237)

"Nulla infatti più dei martiri è prossimo ai misteri di Cristo: essi hanno in comune con il Cristo il Corpo e lo Spirito, il tipo di morte e tutto. Mentre erano in vita il Cristo era in loro, dopo la morte non abbandona le loro spoglie. È unito alle anime, ma è congiunto e commisto anche a questa polvere sorda; anzi, se è dato di trovare e di possedere il Salvatore in qualcuna delle realtà visibili, ciò è possibile proprio nelle ossa dei santi.

Perciò, giunto al tempio, il vescovo apre loro le porte con le medesime parole con le quali avrebbe introdotto il Cristo e infine rende loro quasi gli stessi onori che ai santi doni. Del resto - scrive sempre Cabasilas - queste ossa sono vero tempio di Dio e vero altare, mentre il tempio fabbricato dalla mano dell'uomo non è che un'imitazione del vero. Ecco perché era conveniente collocare queste ossa in quell'edificio e servirsi di esse per completare la consacrazione del tempio, come la nuova legge porta a compimento l'antica".
(Nicola Cabasilas, liturgo sec. XIV)

"Anche quando l'anima non è più presente, c 'è una forza nei corpi dei santi".
(san Cirillo di Alessandria, Catechesis)

"I Santi erano pieni di Spirito Santo in vita, e la grazia dello Spirito Santo è inseparabilmente presente alle loro anime e ai loro corpi nei sepolcri"
(San Giovanni Damasceno, De imaginibus, 1,19)

Siate santi,
perché io,
il Signore vostro Dio,
sono santo.
(Lv 19,2)

Ci sono i Santi e i santi...
I Santi sono quelli canonizzati, catalogati, inventariati nel nostro calendario...
E poi ci sono i santi:
Quelli che sanno dire la verità a rischio della loro situazione professionale, o della loro vita.
Quelli che osano agire secondo la loro anima e coscienza, procedendo magari a ritroso rispetto all'ordine stabilito.
Quelli che si rifiutano di far concessioni alla disonestà e alla ipocrisia.
Quelli che si impegnano in nome di Gesù.
Quelli che consacrano la loro vita a contemplare Dio.
Quelli che dedicano un po' del loro tempo agli altri.
Quelli che dedicano tutto il loro tempo agli altri.
Quelli che sanno guardare con amore chiunque, comunque sia, com'è.
Quelli che credono che nel peggiore individuo c'è sempre una briciola di buono.
Quelli che hanno sempre la porta, le orecchie, il cuore aperti.
Quelli che fanno sempre con coscienza e buonumore un lavoro fastidioso.
Quelli che danno amabilmente un buon sorriso, anche quando sono giù di morale.
(A. Vanderstraten - Jesus - 1986)

“La santità è una disposizione del cuore che ci rende umili e piccoli fra le braccia di Dio, consci della nostra debolezza, e fiduciosi fino all’audacia nella sua bontà di Padre”
(S. Teresa di Gesù Bambino, Novissima verba, 3 agosto 1897)

“Come una goccia d’acqua mescolata a molto vino, sembra perdersi scomparire del tutto, perché assume il sapore e il colore del vino, e come un ferro rovente e incandescente diviene molto simile al fuoco e perde il suo aspetto originario, e come l’aria inondata dalla luce del sole, si trasforma nella stessa luminosità della luce, a tal punto che non sembra più illuminata ma appare essa stessa luce, così è necessario che nei santi (in noi) ogni affezione umana si liquefaccia, in qualche ineffabile modo, in se stessa, e che si trasformi totalmente nella volontà di Dio. altrimenti come potrebbe avvenire che Dio sarà tutto in tutte le cose, se nell’uomo restasse qualcosa dell’uomo? Rimarrà certamente la sua sostanza, ma sotto un’altra forma, sotto un’altra gloria, sotto un’altra potenza”. (san Bernardo di Chiaravalle, L’amore di Dio, nn. 28-29).

“A Dio piace innaffiare la sua messe con il sangue dei martiri: oh, fossi io trovata degna del martirio”. (Geltrude Li, giovane cinese, da una lettera, febbraio 1952)

“La santità è intimità con Dio, è imitazione di Cristo, povero, casto, umile; è amore senza riserve alle anime e donazione al loro vero bene; è amore alla Chiesa che è santa e ci vuole santi, perché tale è la missione che Cristo le ha affidato”.
(Presbiterorum Ordinis, 33)

“La vita dei santi è norma di vita e noi possiamo seguire sulle loro orme risplendenti, per così dire, una specie di sentiero di integrità, aperto dalla loro virtù”
(sant’Ambrogio)

“Dio vuole che tutti, nel loro stato, si facciano santi”
(Ven. Giuseppe Frassinetti)

“I Santi pensavano che il Signore non volesse loro bene, quando passavano alcuni giorni senza soffrire”

(servo di Dio P. Giuseppe Calvi)

“Il santo è in questo mondo, ha l’anima legata alla terra, ma non permette che la terra gli tarpi il suo volo sublime. Il santo vive, conversa con il mondo e nello stesso tempo la sua mente e il suo cuore sono rapiti in Dio. il santo è nel mondo, ma ogni cosa considera come un’ambra; è nel mondo, ma dinanzi alla bellezza di Cristo è rapito e, innamorato, corre sulle orme profumate delle sue Virtù, esclamando con San Paolo: “Tutto per me è fango; altro non desidero che di raggiungere Gesù e unirmi a Lui”.

(Venerabile P. Pio Giocondo Lorgna O.P.)

“La santità è una virtù generale che ordina gli atti di tutte le altre virtù al bene divino: è una virtù generale che suppone la mondezza del cuore e la fermezza della volontà.
Mondezza: cioè il dominio delle nostre passioni, il profondo orrore del peccato.
Fermezza: cioè l’immobile e costante possesso della volontà, che dona a Dio tutto l’essere proprio.
Rettitudine di mente – mondezza di cuore – fermezza di volontà: ecco ciò che forma il santo!”

(Venerabile P. Pio Giocondo Lorgna O.P.)

“Quanto si apprende dalla conoscenza delle virtù dei Santi! È uno stimolo alla perfezione, alla perseveranza….
La devozione dei Santi è un canale privilegiato per affidare noi stessi all’azione provvidente di Dio, origine di ogni grazia”
(San Giuseppe Moscati)

Una maestra di una scuola materna aveva portato la sua classe a visitare una chiesa con le figure dei santi sulle vetrate luminose.

Ritornati dalla visita, il parroco domandò ai bambini: "Sapete chi sono i santi?"

Un bambino rispose:
"Sì, sono quelli che fanno passare la luce!"

Stupenda definizione: i santi fanno passare la luce di Dio che continua ad illuminare la terra...

“La luce dei giusti porta gioia, la lampada dei malvagi si spegne. L’insolenza provoca litigi, ma la sapienza sta con chi accetta consigli.” (Pr 13,9-10)

(anonimo)

“L’esempio della morte dei martiri ci commuove (nous touche), perché essi sono «nostre membra» (Rm 12,5). Noi abbiamo un legame comune con loro; la loro risolutezza può formare la nostra, non già soltanto con l’esempio, ma perché forse essa ha meritato la nostra. Non c’è niente di simile negli esempi dei pagani: non abbiamo legami con loro”.

(Blaise Pascal, Pensieri, n. 481)

“A molti sembra che i Santi siano lontani. Ma essi sono lontani da coloro che si sono allontanati, e sono invece vicinissimi a chi osserva i comandamenti di Cristo e possiede la grazia dello Spirito santo. Nei cieli tutto vive e si muove per mezzo dello Spirito Santo. Ma anche sulla terra c’è lo Spirito Santo. Vive nella nostra Chiesa, opera nei sacramenti, ispira la sacra Scrittura, vive nelle anime dei fedeli. Lo Spirito Santo unisce tutti gli uomini, per questo i santi sono vicini a noi. E quando noi li preghiamo essi, nello Spirito Santo, ascoltano le nostre preghiere, e le nostre anime percepiscono la loro intercessione per noi. Così fortunati e beati siamo noi, Cristiani, perché il Signore ci ha donato la vita nello Spirito Santo…
Signore Misericordioso insegna a tutti noi, per mezzo dello Spirito Santo, a vivere secondo la tua volontà, così che tutti nella tua luce conosciamo te vero Dio, perché senza la tua luce non possiamo capire la pienezza del tuo amore. Illuminaci con la tua grazia ed essa riscalderà i nostri cuori affinché noi Ti amiamo”.
(san Silvano del Monte Athos)

"L'avvenire degli uomini non è mai chiaro, perché tutti i loro peccati corrodono tutti i sentieri della storia e inducono una dialettica intricata di cause e di effetti, di errori e di nemesi, di esplosioni e di interruzioni. La certezza che i santi continueranno ad accompagnare gli uomini è una delle poche garanzie dell'avvenire"

(Card. Giuseppe Siri - Il primato della verità, 154)

"Si dice talora che oggi ci sono troppe beatificazioni. Ma questo, oltre a rispecchiare la realtà, che per grazia di Dio è quella che è, corrisponde anche al desiderio espresso dal Concilio. Il Vangelo si è talmente diffuso nel mondo e il suo messaggio ha messo così profonde radici, che proprio il grande numero di beatificazioni rispecchia vividamente l'azione dello Spirito Santo e la vitalità che da Lui scaturisce nel campo più essenziale per la Chiesa, quello della santità. È stato infatti il Concilio a mettere in particolare rilievo la chiamata universale alla santità"

(Beato Giovanni Paolo II, 13-VI- 1994, Concistoro straordinario per il Giubileo del 2000)

“I santi hanno permesso che si creassero dei nuovi modelli culturali, nuove risposte ai problemi e alle grandi sfide dei popoli, nuovi sviluppi di umanità nel cammino della storia. Quella dei santi "è un'eredità da non disperdere - ha più volte insistito Giovanni Paolo II -, ma da consegnare a un perenne dovere di gratitudine e a un rinnovato proposito di imitazione”

“Il fenomeno dei santi e della santità cristiana, crea uno stupore che non è mai venuto meno nella vita della Chiesa e che non può non sorprendere anche un osservatore laico”.

“I santi sono come dei fari; hanno indicato agli uomini le possibilità di cui l'essere umano dispone”

“In un mondo che cambia, i santi non solo non restano spiazzati storicamente o culturalmente, ma - mi pare di dover concludere - stanno diventando un soggetto ancor più interessante e attendibile. In un'epoca di caduta delle utopie collettive, in un'epoca di diffidenza e di inappetenza di quanto è teorico e ideologico sta sorgendo una nuova attenzione verso i santi, figure singolari nelle quali si incontra non una teoria e neanche semplicemente una morale, ma un disegno di vita da narrare, da scoprire con lo studio, da amare con la devozione, da attuare con la imitazione.
Di questo risveglio di attenzione verso i santi non c'è che da rallegrarsi perché i santi sono di tutti, sono un patrimonio dell'umanità che si sporge oltre se stessa in uno sviluppo che mentre onora l'uomo rende anche gloria a Dio, perché "gloria di Dio è l'uomo vivente" (s. Ireneo di Lione)”.
(Card. José Saraiva Martins)

"Compito primario della Chiesa è accompagnare i cristiani sulle vie della santità. (...) La Chiesa è "la casa della santità", e la carità di Cristo, effusa dallo Spirito Santo, ne costituisce l'anima"

(Beato Giovanni Paolo II - AAS, vol. XCIV, 3 maggio 2002, n. 5).

"I più grandi personaggi della storia non sono i conquistatori ma i Santi". (Henry Bergson)

“Nella "grande schiera di santi e di martiri" che include "Pontefici ben noti alla storia o umili figure di laici e religiosi, da un continente all'altro del globo la santità è apparsa più che mai la dimensione che meglio esprime il mistero della Chiesa. Messaggio eloquente che non ha bisogno di parole, essa rappresenta al vivo il volto di Cristo"

(Beato Giovanni Paolo II in Novo Millennio ineunte)

"Nella vita di quelli che, sebbene partecipi della nostra natura umana, sono tuttavia trasformati nell'immagine di Cristo (Cfr 2 Cor 3, 18), Dio manifesta vividamente agli uomini la sua presenza e il suo volto. In loro è egli stesso che ci parla e ci mostra il segno del suo regno, verso il quale, avendo davanti a noi un tal nugolo di testimoni (Cfr Ebr 12, 1) e una tale affermazione della verità del Vangelo, siamo potentemente attirati"
(Lumen Gentium, 50)

"Per fare di un uomo un santo occorre solo la Grazia. Chi dubita di questo non sa cosa sia un santo né cosa sia un uomo".
(Blaise Pascal, Pensieri)

“La santità è una libertà che si gioca nella Verità. "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Gv 8, 32)”.

(Damiano Grenci)

Santi fratelli, sante sorelle e famiglie di Santi



Beato Pipino il Vecchio o di Landen (21 febbraio), sposo di Santa Ita o Iduberga (8 maggio), padre di Santa Gertrude di Nivelle (17 marzo) e di Santa Begga (17 dicembre), antenato di San Carlo Magno
Santa Begga (17 dicembre), sposata con Ausegils, fratello di San Clodulfo (8 giugno), i due figli di Sant’Arnolfo di Metz (18 luglio)
santi Cirillo e Metodio (14 febbraio e 9 marzo), fratelli
San Riccardo Re (7 febbraio), padre di San Willibaldo (7 luglio), San Wunibaldo (18 dicembre) e S. Walburga (25 febbraio).
San Isidoro di Siviglia (4 aprile), fratello di San Leandro di Siviglia (13 marzo), San Fulgenzio di Ecija (14 gennaio) e Santa Florentina (28 agosto).
San Domenico Pham Trong Kham, padre di San Giuseppe Pham Trong Ta (entrambi 13 gennaio).
San Simeone di Gerusalemme (27 aprile), figlio di S. Cleofa (25 settembre) e Santa Maria di Cleofa (24 aprile).
Sante Costanza di Vercelli e Santa Esuperia di Vercelli (entrambe 18 febbraio) sorelle di San Costanzo vescovo di Vercelli (14 maggio)
Sant'Enrico II Imperatore (13 luglio), sposo di Santa Cunegonda (3 marzo)
Sant'Irene d'Ungheria imperatrice (13 agosto), figlia di San Ladislao re d'Ungheria (30 giugno)
San Ladislao d'Ungheria (30 giugno), padre di S. Stefano di Ungheria (16 agosto) e nonno di S. Emerico d'Ungheria (4 novembre).
Beata Gisella d'Ungheria regina, poi badessa (7 maggio), sposa del primo re d’Ungheria Stefano il Santo (16 agosto), madre di S. Emerico (4 novembre)
Sant'Emerico d’Ungheria principe (4 novembre), figlio di Santo Stefano d'Ungheria (16 agosto) e della beata Gisella (7 maggio), che è sorella dell'imperatore Sant’Enrico II (13 luglio)
Beati Ezechiele Huerta Gutiérrez e Salvatore Huerta Gutiérrez laici e martiri messicani (3 aprile)
Sant’Isa (Ysay, Paisis) martire in Egitto, con la sorella Santa Tecla (4 dicembre)
Sant’Apollonio martire, figlio della martire Tecla e nipote di S. Isa (4 dicembre), martiri in Egitto
San Isacco martire in Armenia con il fratello San Giuseppe d’Armenia, figli di un principe arabo, pagano, e di una cristiana armena (22 gennaio)
San Isacco principe armeno, fratello di San Hamazasp, figli di Gagik, martiri (8 aprile)
Beata Isabella di Francia, badessa, (22 febbraio) figlia di Santa Bianca di Castiglia regina di Francia (2 dicembre) e sorella di San Luigi IX (Ludovico) re di Francia (25 agosto)
San Ludovico (Luigi IX) Re di Francia (25 agosto), figlio di Santa Bianca di Castiglia regina di Francia (2 dicembre) e fratello della beata Isabella di Francia, badessa, (22 febbraio)
Santa Waltrudis di Mons (9 aprile), moglie di San Vicente Maldegario (14 luglio) e, quindi, genitori di San Landeric (17 aprile), San Dentelin (14 luglio), Santa Aldetrude (25 febbraio) e santa Madelberta (7 settembre). È la sorella santa Aldegunda di Maubege (30 gennaio).
San Ruperto di Bingen, figlio della beata Berta di Bingen (entrambi 15 maggio).
San Paolo Wu, padre di San Giovanni Battista Wu Mantang e zio di San Paolo Wu Wanshu (tutti e tre il 29 giugno), martiri in Cina.
beata Giacinta Marto (20 febbraio), sorella del Beato Francesco Marto (4 aprile), veggenti di Fatima
Santa Cesira (Cesaria, 12 gennaio) di Arles sorella di S. Cesario di Arles (27 agosto)
Santa Marta sorella dei Santi Maria e Lazzaro di Betania (29 luglio), amici di Gesù
San Paolo Chong Hasang, martire laico coreano, figlio di Agostino e fratello Carlo martiri in Corea (20 settembre)
Beata Bartolomea Carletti da Chivasso, clarissa, nipote del beato Angelo Carletti da Chivasso (11 aprile)
Santa Caterina di Svezia (24 marzo), figlia di Santa Brigida di Svezia (23 luglio), vedova
San Luigi Guanella (24 ottobre), fratello della Serva di Dio Caterina Guanella (13 giugno), religiosa
Santa Fiorentina Vergine (28 agosto), sorella di tre santi: Leandro, Fulgenzio e Isidoro di Siviglia
Santi Firmato di Auxerre, fratello di Santa Flavina di Auxerre (5 ottobre)
San Gregorio I papa detto Magno (3 settembre), figlio di Santa Silvia (3 novembre)
San Giudicaele (Judicaël) re di Bretagna (17 dicembre), fratello di San Giudoco (Giudioco) di Piccardia, prete ed eremita (13 dicembre)
Santa Clotilde de Francia (3 giugno) e suo nipote San Clodoaldo (7 settembre).
San Eusebio di Gaza, fratello dei Santi Nestabus, Zeno e Nestore (8 settembre).
Santi Benedetto da Norcia (21 marzo e 11 luglio) e sua sorella Santa Scolastica, vergine (10 febbraio)
Santa Sinforosa di Roma (18 luglio), madre dei Santi Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio (tutti il 18 luglio) e sposa di San Getulio (10 giugno), martiri
San Vigilio di Trento (26 giugno), fratello dei Santi Claudiano e Magoriano e figlio di Santa Massenzia o Massenza
Beati Giuseppe degli Atti (25 agosto) e il fratello Ugo degli Atti (26 luglio, nell’Ordine Silvestrino il 27 luglio), monaci OSBCS
san Domencio di Guzman, figlio della beata Giovanna de Aza e fratello del beato Manes
San Luigi Gonzaga (21 giugno) zio delle Venerabili Cinzia, Olimpia e Gridonia Gonzaga, vergini
Santa Teresa di Lisieux (1 ottobre), figlia dei beati Luigi e Zelia Martin (29 luglio e 28 agosto)
San Eusebio di Vercelli (2 agosto), fratello di S. Eusebia (15 ottobre), e figlio di Santa Restituta (17 maggio)
Santa Chiara da Montefalco (17 agosto), sorella della beata Giovanna, vergini, monache agostiniane
Sante Flora e Marta (Maria) martiri a Cordova (24 novembre) sorelle del diacono e martire San Wallabonso
Santa Prassede di Roma vergine e martire (21 luglio), sorella di Santa Pudenziana (Potentiana) di Roma vergine e martire (19 maggio), figlie di san Pudente Senatore (19 maggio)
Santa Rusticiana di Roma, sposa di San Severino Manlio Boezio filosofo e martire (23 ottobre), e sorella della Sante Galla e Proba (le sante sorelle sono ricordate il 23 ottobre)
Santi Donaziano e Rogaziano, fratelli e martiri a Nantes (24 maggio)
Santa Giulitta martire a Iconio, madre del piccolo martire San Quirico (16 giugno)
San Conone (Cuono) e padre di San Conello, martiri ad Iconio (29 maggio)
Santi Adriano martire a Nicomedia, sposa di Santa Natalia, martire (8 settembre)
Sant’Ippolito sacerdote e martire, fratello di Sant’Adria che sposo di Santa Paolina martire, sono genitori dei santi Neone e Maria, detti “Martiri Greci” (2 dicembre)
San Pantaleone di Nicomedia in Bitinia (27 luglio), medico e martire, figlio di Santa Eubule (Sinassario Costantinopolitano, 30 marzo)
Sant’Elena imperatrice (18 agosto), madre di San Costantino imperatore (21 maggio)
Santa Monica vedova (27 agosto), madre di San’Agostino d’Ippona (28 agosto), vescovo e dottore della Chiesa
San Gilberto (6 giugno), marito della Beata Poncia e padre della Beata Petronilla (entrambi 24 ottobre)
Santa Maria Lang Yangzhi, madre di San Paolo Lang Fu (entrambi il 16 luglio), martiri
Santa Lucia Wang Wangzhi, madre di San Andrea Wang Tianqing (20 luglio), martiri in Cina
Beato Simone Bokusai Kiota, sposo della Beata Maddalena (16 agosto), martiri
San Abraham, sposo di Santa Sara (entrambi il 9 ottobre), padre di San Isacco (25 marzo)
Beato Tommaso Gengoro, sposo della Beata María Gengoro, padre del Beato Giacomo Gengoro (tutti e tre il 16 agosto)

Sant’Anna matrona (26 luglio), sposa di San Gioacchino (26 luglio), poi sposa anche di San Cleofa (25 settembre) e successivamente di San Sàlome o Salomas; madre di Maria Vergine (la Madre di Gesù, il Cristo) che sposò San Giuseppe di Nazaret (19 marzo), ma anche madre di S. Maria Cleofa e di S. Maria Salomè (entrambe il 24 aprile), nonna dei Santi apostoli e discepoli di Cristo: Giacomo il Minore, Giuseppe il Giusto, Simone, Giuda Taddeo, Giacomo Maggiore e Giovanni Evangelista
San Giacomo il Maggiore (25 luglio), fratello di San Giovanni Evangelista (27 dicembre), figli di Santa Maria Salome (24 aprile) e nipoti di Sant’Anna (26 luglio)
San Zaccaria sacerdote, marito di Santa Elisabetta (entrambe il 5 novembre), e genitori di San Giovanni Battista (24 giugno e 29 agosto).
San Stolone, sposo di Sant’Emerenzia, genitori di Sant’Ismeria (tutti ricordati il 24 dicembre) e Sant’Anna (la madre di Maria Vergine)
Sant’Ismeria (24 dicembre), madre di Sant’Elisabetta (5 novembre) e nonna di San Giovanni Battista (24 giugno e 29 agosto)
San Giuseppe di Nazareth (19 marzo e 1 maggio), figlio dei Santi Giacobbe e Rachele (24 dicembre)
Santi Boris e Gleb di Russia, fratelli e martiri (24 luglio) figli di San Vladimiro di Kiev (15 luglio), pronipoti di Sant'Olga di Kiev, granduchessa (11 luglio)
Sant'Olga di Kiev, granduchessa (11 luglio), nonna di San Vladimiro di Kiev (15 luglio)
Santa Felicita di Roma, madre dei Santi Gennaro, Felice, Filippo, Silano, Alessandro, Vitale e Marziale, martiri (tutti ricordati il 23 novembre)
San Marcellino di Tomis, sposo di Santa Mannea, e padre di San Giovanni (tutti e tre il 27 agosto)
Beato Ludovico Maki, padre del Beato Giovanni Maki (7 settembre)
San Piala di Cornovaglia (23 febbraio), e i suoi fratelli San Fingar (23 marzo), San Erth (32 ottobre), Santi Euny e Germo (entrambe il 27 ottobre), e le sue sorelle Santa Branca (4 giugno) e Santa Iia o Jies (3 febbraio).
Beato Giovanni Tomachi, padre dei Beati Domenico, Michele e Tommaso (tutti e tre l’8 settembre).
Beata Amata (de Corano) da Assisi (20 febbraio), nipote di Santa Chiara d’Assisi (11 agosto)
Santa Agnese d’Assisi (2 dicembre), sorella di Santa Chiara d’Assisi (11 agosto), e della Beata Beatrice, tutte e tre figlie della Beata Ortolana
Santa Beatrice de Silva Meneses (17 agosto), sorella del Beato Amedeo de Silva (10 agosto)
Santa Rosa (o Rode) di Sardegna, madre di Sant'Antioco sulcitano (13 dicembre), martire, e di San Platano martire in Sardegna
Beato Michele Yamada, padre del Beato Lorenzo (il 3 e l’8 settembre)
Beata Elisabetta Fernández, sposa del Beato Domenico Jorge, e il loro figlio, il Beato Ignazio (tutti e tre il 11 settembre).
Santa Elisabetta Qin Bianzhi, madre di San Simone Qin Chunfu (entrambe il 19 luglio).
Santa Macrina l'Anziana (14 gennaio), madre di San Basilio (30 maggio) e nonna dei Santi Basilio, Macrina, Pietro e Gregorio di Nissa
Santi Basilio e Emmelia (entrambe il 30 maggio), genitori dei Santi Basilio Magno (2 gennaio), Santa Macrina la giovane (19 luglio), San Pietro di Sebaste (9 gennaio) e San Gregorio di Nissa (9 marzo) Fue abuela de los tres Santa Macrina (14 de enero).
San Gregorio di Nissa (9 marzo), sposo di Santa Teosebia (10 gennaio), e figlio dei Santi Basilio e Emmelia (entrambe il 30 maggio)
San Gregorio Nazianzeno I (1 gennaio), sposo di Santa Nonna (5 agosto) e padre di S. Gregorio Nazianzeno II (2 gennaio), San Cesario di Nazianzo (25 febbraio) e di S. Gorgonia (7 dicembre).
San Abramo di Reims (7 ottobre), fratello dei Santi Gibriano, Tressan d’Avenay (7 febbraio), Elan (8 maggio), Germano, Verano, Petronio (7 ottobre), e delle Sante Promptia, Franca e Possenna (tutte e tre il 3 dicembre).
San Massimo di Durostorum, fratello dei Santi Quintiliano e Dadas (13 e 28 aprile)
San Ambrogio di Milano (4 aprile e 7 dicembre), fratello di San Sátiro (17 settembre) e Santa Marcelina vergine (17 luglio).
Santi Frumenzio e Edesio d’Etiopía, fratelli (20 luglio o 30 novembre o 27 ottobre)
Santi Rodrigo e Salomone di Córdova, fratelli martiri (13 marzo)
santa Teódota di Siracusa, madre dei Santi Evódio, Ermógene e Callisto, martiri a Siracusa (2 settembre)
Santi Cosma (Cosimo) e Damiano, fratelli di Antimo, Leonzio ed Euprepio, martiri (26 settembre), figli di Santa Teodota o Teodora
San Waldram di Beuren (9 febbraio) e i suoi fratelli San Landfriedo, Santa Geilswinda (entrambe 10 luglio) e San Eliando (14 de agosto), monaci benedettini di Benediktbeuren
Santa Beatrice di Roma, e i suoi fratelli i Santi Simplicio e Faustino (30 luglio)
Sante Onorata, Liberata, Speciosa e Luminosa (11 gennaio), sorelle di Sant’ Epifanio di Pavia (21 gennaio)
Sant’Evenzio o Invenzio di Pavia (8 febbraio), fratello di San Siro di Pavía (9 dicembre)
Santa Eustochio, vergine, figlia di Santa Paola Romana (28 settembre)
san Frutto eremita di Segovia, fratello dei martiri: Santa Engrazia e San Valentino, (25 ottobre)
Beata Aletta (4 aprile), madre di San Bernardo di Chiaravalle (20 agosto) e dei suoi fratelli i Beati Guido, Gerardo, Bernardo, Andrea, Bartolomeo, Nivardo (7 febbraio), e la beata Ombelina (12 febbraio)
San Wilfrido (Walfredo) della Gherardesca (15 febbraio) e i suoi discendenti: San Guido della Gherardesca (20 maggio) e la Beata Gherardesca Vedova (29 maggio)
Beata Berta di Busano (24 febbraio) sorella del beato Arduino, vescovo di Torino e zia del beato Bonifacio di Valperga, vescovo di Aosta (25 aprile)
San Pietro apostolo (29 giugno), fratello di Sant’Andrea apostolo (30 novembre)
Santa Solomonia, madre di San Giuda Maccabeo e dei Santi Fratelli Maccabei (1 agosto)
Sant'Isberga (Gisella) badessa (21 maggio), sorella (leggendaria) di San Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero (28 gennaio)
Beata Berta la Pia o Bertrada (24 marzo), madre del San Carlo Magno (28 gennaio)
San Giacobbe Patriarca (24 dicembre), figlio dei santi Isacco e Rebecca (23 settembre o 24 dicembre), padre di Dodici figli, da cui discendono le 12 tribù di Israele
Sant'Isacco Patriarca (25 marzo) figlio di Sant’Abramo (9 ottobre) e di Santa Sara (19 agosto)
Santa Bertilla (11 maggio), sposa di San Gualberto o Valdeberto e madre delle sante Aldegonda di Maubege (30 gennaio) e Valtrude o Waltrudis di Mons (9 aprile)
San Lorenzo diacono e martire (10 agosto), figlio dei Santi Pazienza e Orenzio di Huesca, martiri
Sant’Adamo, marito di Sant’Eva, padre di San’Abele (tutti e tre il 24 dicembre)
San Lorenzo di Novara vescovo e martire (30 aprile), figlio di Santa Pazienza
Servi di Dio Giuseppe Ulma, sposo di Vittoria e padre di Stanislawa, Barbara, Wladyslaw, Francesco, Antonio e Maria, martiri polacchi (24 marzo)
Venerabile Elisabetta di Borbone (10 maggio) martire, figlia della Venerabile Maria Clotilde di Savoia (25 giugno) e sorella di Venerabile Maria Clotilde Adelaide di Borbone (7 marzo), regina di Sardegna
Beato Alfonso Maria Fusco (6 febbraio), fratello del Beato Tommaso Maria Fusco (24 febbraio)
Sant’Annibale Maria di Francia (1 giugno), fratello del Servo di Dio Francesco Maria di Francia (22 dicembre)
Beato Giovanni Maria Boccardo, parroco e fondatore (30 dicembre), fratello del Beato Luigi Boccardo sacerdote e fondatore (9 giugno)
Beate Maria Teresa Ledóchowska (6 luglio) vergine, sorella di Sant’Orsola Ledóchowska (29 maggio), religiosa
San Paolo della Croce (19 ottobre) sacerdote, fratello del Venerabile Giovanni Battista di S. Michele Arcangelo Danei (30 agosto), sacerdote
Santa Maura sorella di Santa Brigida di Piccardia (13 luglio), martiri
Santa Nunilo o Nunilone sorella di Sant’Alodia di Huesca (22 ottobre), martiri
Santa Rufina di Roma sorella di Santa Seconda (10 luglio) martiri
Santa Sofia martire (30 settembre) madre delle Sante Pistis, Elpis, Agape (Fede, Speranza e Carità) martiri
Santa Odilia sorella di Santa Imma di Colonia, (21 ottobre) martiri
Santa Saturnina sorella di Santa Fortunata di Neuenheerse (20 maggio) martiri
Sante Lucía, Dorotea e Germana di Colonia (21 ottobre) martiri
Sante Nobiliana, Nicoletta ed Europa (21 ottobre) martiri
Santa Bibiana o Viviana o Vibiana sorella di Santa Demetria (2 dicembre), figlie di Santa Dafrosa (4 gennaio) e di San Flaviano (22 dicembre), martiri a Roma
Santi Filemone ed Appia martiri (22 novembre), genitori di Sant’Archippo di Colossi (20 marzo) discepolo di San Paolo, martire
Santi Espero e Zoe martiri, genitori dei Santi Ciriaco e Teodulo
Santi Melasippo e Cassina martiri, genitori dei Santi Antonio ed altri 40 bambini
Santi Eustachio Placido e Teopista martiri, genitori dei Santi Teopisto e Agapio
Santi Anastasio e Teopista martiri, genitori dei Santi Aradio, Evodio (Ebodi), Callisto, Felice, Eufemia e Primitiva
Santi Claudio e Ilaria martiri, genitori dei Santi Giasone e Mauro
Santi Vitale e Valeria martiri, genitori dei Santi Gervasio e Protasio martiri
Santi Fileto e Lidia martiri, genitori dei Santi Macedone e Treopepio
Santi Catervio e Severina martiri, genitori di San Basso, martiri a Tolentino
Santi Paolo e Tatta martiri, genitori dei Santi Sabiniano, Eugenio, Massimo e Rufo
Santi Terenzio e Neonilla martiri, genitori dei Santi Sarbelo, Fozio, Teodulo, Ieraco, Nita, Vele ed Eunice
Santi Senofonte e Maria, genitori dei Santi Arcadio e Giovanni (26 gennaio), eremiti a Gerusalemme
Santi Basilio ed Irene di Kasino genitori di San Macario Kaljazinskij
Santi Cirillo e Maria di Radonezh genitori di San Sergio di Radonezh
Santi Demetrio Zaozerskij e Maria principi russi, genitori di San Gioasaf Kamenskij
Santi Lazzaro e Milica principi serbi, genitori di Santo Stefano di Serbia
San Nicola II Romanov Zar di Tutte le Russie e sposo di Santa Alessandra Fedorovna e martiri, genitori dei Santi Alessio, Olga, Maria, Tatiana ed Anastasia martiri in Russia
Santi Zebulone e Susanna genitori di Santa Nino di Georgia
Santi Simeone Stefano Nemanja ed Anna-Anastasia, genitori dei Santi Saba e Stefano primo coronato
Santi Giorgio Lazarevskie e Giuliana Lazarevskaja, genitori di Santa Teodora Lazarevskie
Santi Giorgio ed Agafia Vsevolodovic, genitori dei Santi Teodora, Vladimiro, Vselodov e Mstislav
Beato Ludovico IV di Turingia sposo di Santa Elisabetta d’Ungheria e padre della Beata Gertrude di Altenberg (13 agosto)
Beati Ludovico e Lucia Yakichi martiri, genitori dei Beati Andrea e Francesco
Beati Giovanni e Maddalena Minami Gorozaemon martiri giapponesi, genitori del Beato Ludovico
Beati Leone e Marta Hayashida Sukeemon martiri giapponesi, genitori di Maddalena e Didaco
Beati Gen’ya Ogasawara Yosabura e Luisa Ogasawara Miya martiri giapponesi, genitori di Genpachi, Mari, Kuri, Sasaemon, Sayuemon, Shiro, Goro, Tsuchi e Gonnosuke
Servi di Dio Giovanni e Maria Monteiro da Fonseca, genitori di Grazia, Isabella e Maria
Servi di Dio Manuele de Carvalhaes e Maria Soares, genitori di Francesca e Maria
Servi di Dio Tommaso e Maria Antunez, genitori di Francesco, Caterina, Maria e Natalia
Servi di Dio Giovanni Barbosa e Caterina de Amorim, genitori di Tommaso, Andresa, Maria e Pasquaela
Servi di Dio Simone Gonzalez e Margarita d’Oliveira, genitori di Manuel e Margherita
Servi di Dio Biagio Barreiros e Beatrice Lopez, genitori di Giuseppe e Lorenza
Servi di Dio Ludovico o Luigi Coelho e Violante da Silva, genitori di Manuel, Giovanni, Domenico, Lucia, Marianna, Lorenza, Geronima ed Anna
Servi di Dio Pietro de Costa e Aleixia Luis, genitori di Nicola e Maria
Servi di Dio Diego Vaz Begrao e Speranza Moutinha, genitori di Nicola e Giovanna
Servi di Dio Domenico Mendez e Maria Alvarez, genitori di Matteo, Pietro e Marianna
Servi di Dio Giovanni Dias e Isabel Mendez, genitori di Pasquela, Manuel e Tommaso
Servi di Dio Ludovico o Luigi Nunez e Maria de Oliveira, genitori di Felice
Servi di Dio Francesco Dias e Elisabetta Dos Santos, genitori di Domenico, martiri
Servi di Dio Placido Armengol Ceranova e Emilia Serra Saura martiri spagnoli, genitori di Giuseppe Maria, Manuel ed Ermengol
Servo di Dio Giuseppe Paolo Frassinetti sacerdote (2 gennaio), fratello di Santa Paola Frassinetti (11 giugno) vergine e fondatrice

“Famiglie di Santi” (II)

Santa Margherita d'Ungheria (18 gennaio) principessa e religiosa, sorella di
Santa Kinga (Cunegonda) regina di Polonia (24 luglio)
Santa Paolina di Roma, figlia dei Santi Artemio e Candida (6 giugno), martiri
San Simplicio, fratelli di San Felicio, figli di San Potentino d’Aquitania (18 giugno), eremiti
San Giorgio martire a Lydda (23 aprile), figlio dei Santi Geronzio martire e Polycronia (4 novembre)
Santi Rolando e Alda, genitori di San Enrico II imperatore (13 luglio)
Beate Chiara, Margherita e Concordia Tornielli, sorelle e monache del Secondo Ordine Francescano
Beati Tecla Hashimoto madre dei Beati Caterina, Tommaso e Francesco, martiri in Giappone
Santa Agape martire, sorelle delle Sante Chiona e Irene (5 aprile) martiri di Salonicco
Beata Caterina Cittadini (5 maggio) sorella della serva di Dio Giuditta Cittadini, vergini
Santa Giuliana Falconieri (19 giugno) nipote di Sant’Alessio Falconieri (17 febbraio)
Sant’Isidora di Lentini madre di Santa Tecla di Lentini (10 maggio) martiri
Santa Liberata vergine sorella di Santa Faustina vergine (19 gennaio), monache a Como
Sante Menodora, Metrodora e Ninfodora sorelle (10 settembre) martiri in Bitinia
Santa Tarsilia o Tarsilla (24 dicembre) sorella di Santa Emiliana (5 gennaio), zie di San Gregorio Magno
Santa Petronilla martire (31 maggio) presunta figlia di San Pietro Apostolo
Santi Dionisia madre di San Maioríco (6 dicembre) martiri
Santi Canzio e Canziano fratelli di Santa Canzianella (31 marzo) martiri
Santi Lupo e Adleida genitori di Santa Grata (1 maggio) di Bergamo
San Saturnino sacerdote, padre dei Santi Saturnino, Felice, Maria e Ilarione (12 febbraio), martiri di Abitene
San Zenobio vescovo, fratello di Santa Zenobia (30 ottobre) martiri
Santi Vincenzo, Sabina e Cristeta fratelli (27 ottobre) martiri ad Avila
Santa Valdetrude (9 aprile) figlia dei Santi Valdeberto e Bertilla, sorella di Santa Aldegonda, moglie di San Vincenzo Maldegario infine madre di San Landerico (17 aprile),, vescovo di Parigi, San Dentellino, Sant’Aldetrude, badessa di Maubeuge, e di Santa Madelberta, badessa del medesimo monastero.
Santi Bernardo (Hamed), Maria (Zaida) e Grazia (Zoraide) di Alzira (21 agosto) cistercensi e martiri
beata Pribyslava sorella di San Venceslao re
Santi Benedetta e Vitale martiri, genitori dei Santi Alfio, Filadelfio e Cirino (10 maggio) martiri
Beata Sancia del Portogallo principessa (11 aprile) monaca cistercense, sorella delle beate Mafalda (2 maggio) e Teresa (17 giugno).
San Giorgio (Jurij) martire nel Lager figlio di Santa Maria Skobcova madre, sposa, monaca e martire nel lager
Santa Materna martire, madre dei Santi Eusebio, Vitaliano e Leto, martiri delle catacombe
Servo di Dio Flavio Corrà (1 aprile) fratello del Servo di Dio Gedeone Corrà (18 marzo) martiri
Sant'Eugenia di Roma (25 dicembre) martire, figlia di Santa Claudia di Roma
Santa Marta madre di San Simeone Stilita il Giovane (24 maggio)
Santi Giusto e Pastore (6 agosto) fratelli e martiri, nipoti di Santa Marta di Astorga, martire
Santa Sabrina (Savina, Sabina) vergine di Troyes (29 gennaio) sorella di San Sabiniano (Savenien, 25 gennaio), martire
Santa Sotere di Roma (11 febbraio) martire, parente di Sant’Ambrogio di Milano
Santa Susanna vergine, sorella di San Lorenzo Illuminatore (8 luglio) abate di Farfa
Santi Verissimo, Massima e Giulia (1 ottobre) fratelli e martiri
San Giovanni Bosco (31 gennaio) figlio delle Venerabile Margherita Occhiena (25 novembre)
San Giulio prete (31 gennaio), fratello di San Giuliano di Gozzano (7 gennaio) diacono
Santa Leonilla martire, nonna dei Santi Speusippo, Elasippo e Melasippo (17 gennaio) martiri in Cappadocia
Serva di Dio Caterina Podestà (24 settembre), sorella della Serva di Dio Chiara Podestà, fondatrici
San Timoteo vescovo (26 gennaio) discepolo di San Paolo, figlio di Eunice e nipote di Liòba

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Festa della Famiglia 2011



Dalla Costituzione della Repubblica Italiana:

Art. 29.
La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Art. 30.
È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Afferma Ingrid Tapia, avvocato, esperta di Diritto Costituzionale e diritti umani, docente decano di Diritto Romano presso l'Istituto Tecnologico Autonomo del Messico (ITAM): “E' un peccato che nel Paese non esista un riconoscimento che doti di sicurezza giuridica le persone con una preferenza sessuale omo, ma è anche un peccato che si degradi l'istituzione del matrimonio.
Perché permettendo il “matrimonio” omosessuale si fa credere che il matrimonio serva per regolamentare le relazioni di coppia, e questa non è la sua funzione; le coppie di adulti non hanno bisogno di alcuna legge per amarsi o lasciarsi. Il matrimonio è stato fatto per difendere la famiglia, non la coppia, e rendendo il matrimonio una mera regolamentazione della vita di coppia lo si degrada. Il matrimonio è per costituire la famiglia”

Per l’uomo, venire al mondo significa ritrovarsi in una famiglia senza la quale non si troverebbe garantito nel suo diritto a vivere e a crescere. Pensiamo al problema, antico, già nella Sacra Scrittura, delle vedove e degli orfani? Vi ricordate il racconto del miracolo di resurrezione del figlio unico di madre vedova, il miracolo di Nain?
Anche per Gesù, che è nato da una Vergine – la Madre Dio, Panaghià, La Tuttasanta: Maria di Nazareth – è stato essenziale il contesto famigliare per crescere e scoprire il senso della sua vita.
Il fatto che Gesù abbia avuto una famiglia non significa solo che Dio abbia voluto assumere la realtà umana della famiglia, ma ancor più che la famiglia nella sua realtà umana parla di Dio. Con tutto il mistero che comporta.
Il Vangelo di oggi rivela un po’ questo “oltre”: “Non sapete che devo occuparmi delle cose del Padre mio?”
Le “cose”, la volontà del Padre è il mistero che continuamente Gesù rimanda, da dentro gli affetti famigliari, ad una dimensione ancor più profonda: ogni affetto parte dall’amore del Padre.

Questo significa allargare gli orizzonti, in un continuo andare oltre gli eventi, per superare ciò che ovvio o quello che si credeva, meglio che si poteva prevedere.
C’è un progetto di Dio che guida gli affetti famigliari: esso è sia nelle premure dei genitori, ma anche nella libertà dei figli. La consapevolezza di questa unità del progetto divino rende la famiglia: realtà umana che parla di Dio. Vivendo quella “pace” che nessuno potrà togliere! Non dice così Gesù ai suoi discepoli?
Tutto questo presuppone una pazienza. Il non comprende non si significa non accogliere. “Sua madre serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”
Il legame con la volontà di Dio, dà ai legami famigliari una sorgente e un criterio di Verità. Un legame non aperto all’oltre sé, soffoca!
La famiglia è il luogo del respiro della fede: le nuove generazioni respirano l’aria che gli si crea intorno!
Scrivi infatti il Beato Giovanni Paolo II nell’ Esortazione apostolica “Familiaris Consortio” (del 1981):
“Il matrimonio è fonte propria e mezzo originale di mutua santificazione per i coniugi”

La santità degli sposi, è santità dei figli.
Potrei qui spendere molte parole per elencare le numerose famiglie di Santi che hanno vissuto nel matrimonio e nella famiglia “l’utilità” di essere di Cristo. Solo un curioso accenno:
San Gregorio I papa detto Magno (3 settembre), figlio di Santa Silvia (3 novembre)
San Giudicaele (Judicaël) re di Bretagna (17 dicembre), fratello di San Giudoco (Giudioco) di Piccardia, prete ed eremita (13 dicembre)
Santa Clotilde de Francia (3 giugno) e suo nipote San Clodoaldo (7 settembre).
San Eusebio di Gaza, fratello dei Santi Nestabus, Zeno e Nestore (8 settembre).
Santi Benedetto da Norcia (21 marzo e 11 luglio) e sua sorella Santa Scolastica, vergine (10 febbraio)
Santa Sinforosa di Roma (18 luglio), madre dei Santi Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio (tutti il 18 luglio) e sposa di San Getulio (10 giugno), martiri
San Vigilio di Trento (26 giugno), fratello dei Santi Claudiano e Magoriano e figlio di Santa Massenzia o Massenza
Beati Giuseppe degli Atti (25 agosto) e il fratello del Beato Ugo degli Atti (26 luglio, nell’Ordine Silvestrino il 27 luglio), monaci OSBCS
san Domencio di Guzman, figlio della beata Giovanna de Aza e fratello del beato Mannes
San Luigi Gonzaga (21 giugno) zio delle Venerabili Cinzia, Olimpia e Gridonia Gonzaga, vergini
Santa Teresa di Lisieux (1 ottobre), figlia dei beati Luigi e Zelia Martin (29 luglio e 28 agosto)
Proprio quest’ultima, S. Teresina (Teresa Martin), parlava di suo padre e diceva: «Non avevo che da guardarlo per sapere come pregano i santi»
E la la zia Celina Guerin disse a Teresa Martin: “Che cosa ho mai fatto, perché Iddio mi abbia circondata di cuori tanto amorosi! Non ho fatto che rispondere all'ultimo sguardo di una madre che amavo molto. Ho creduto di capirlo quello sguardo, che nulla potrà mai farmi dimenticare. Da quel giorno, ho cercato di sostituire colei che Dio vi aveva rapita, ma ahimè, nulla può sostituire una simile madre!... Ah, il fatto è che i tuoi genitori, mia piccola Teresa, sono di quelli che si possono chiamare santi, e che meritano di generare dei santi".
La famiglia ha bisogno di essere alimentata dalla Grazia per essere sorgente zampillante per la vita, non solo per quella eterna, ma per una vita che ha il gusto del Cielo già qui ora e adesso. E come un piccolo che vive solo se te ne prendi cura, muore se lo lasci a se stesso, dipende da te, si fida di te, ti consente di diventare padre, madre, uomo, donna, nonno, nonna, ti concede spontaneamente la sua disarmante fiducia e ti apre alla dedizione e alla cura. Così è la famiglia se si ricorda il monito di Cristo:
“In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?». Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me».” (Mt 18)
Concludo dicendo che la famiglia mettendosi alla scuola di Gesù, come un bambino, sarà ancora il luogo della fede, l’umano che cresce secondo il gusto di Cristo: “Il bambino (Gesù) cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui”. (Lc 2)

LIBRI e “Quaderni”



- LIBRO: “SOSTENE DI CALCEDONIA. TESTIMONE DI CRISTO”, pp. 140, 30 illustrazioni in b\n
- LIBRO (Fotolibro): Santi Quattordici Ausiliatori, pp. 16, a colori
- LIBRO (Fotolibro): Una casa farò a te, pp. 32, a colori
- LIBRO (Fotolibro) – L’odore di mio figlio… , pp. 32 a colori


- QUADERNO UNO – Damiano, origine, storia e culto, pp. 40 (V edizione, 10\2008, formato A4)
- QUADERNO DUE – Edward, origine, storia e culto, pp. 20
- QUADERNO 3 – Sancti Innumerabiles, veri o presunti dalla pietà popolare, pp. 50
- QUADERNO 4 – Santità giovanile, pp. 36
- QUADERNO 5 – I martiri del XX secolo, pp. 80
- QUADERNO 6 – Marco, origine, storia e culto, pp. 44
- QUADERNO 7 – Santità Silvestrina, pp. 24


- QUADERNO 8 – san Rocco De la Croix pellegrino di Dio, pp. 36
- QUADERNO 9 – Monselice e i suoi “martiri”, pp. 32
- QUADERNO 10 – Il Santo Chiodo (in preparazione)
- QUADERNO 11 – Angelica – Il mio nome è un grande cielo, pp. 12
- QUADERNO 12 – “Mi sarete testimoni” - Vitale, patrono di Bagnoli del Trigno, pp. 24
- QUADERNO 13 – Santità ed Eucarestia, pp. 50
- QUADERNO 14 – “Come un messaggero”. Il cane nell’iconografia dei Santi, pp. 84
- QUADERNO 15 - "Con tutti i suoi angeli..." (Mt 25,31), Il nome Angelica e Sette Arcangeli, pp. 52
- QUADERNO 16 - Santità sabauda - Beati, Venerabili, servi di Dio e personaggi “in fama di santità” di Casa Savoia, pp. 52
- QUADERNO 17 - Santa Veneranda: una e trina!, pp. 40
- QUADERNO 18 – Le 15 visite: con Bernadette da Maria Immacolata, pp. 20
- QUADERNO 19 – Piccoli Martiri? (Andrea Rin e altri), pp. 48
- QUADERNO 20 – Ite ad Joseph, pp. 36
- QUADERNO 21 – Emmanuele: "Dio con noi" - quando un nome diventa una schiera di volti, pp. 34
- QUADERNO 22 - Tommaso d'Aquino. “E’ necessario conoscere per amare”, pp. 24
- QUADERNO 23 - Santità calabrese, pp. 24
- QUADERNO 24 - "Lui guarda il cuore" (Maria Goretti), pp. 50
- QUADERNO 25 – “FELITIANUS D IN PACE XP” - Un “corpo santo” di nome Feliciano a Giugliano (NA), pp. 16 con 9 immagini in b\n
- QUADERNO 26 – I “corpi santi”. Annotazioni di un fenomeno tra i secoli XVI – XIX, pp. 26 con 17 immagini in b\n
- QUADERNO 27 – “Un segreto…”. Bambini “santi” nel ‘900, pp. 24 con ill. in b\n
- QUADERNO 28 – EVFHEMIA SANCTA – Un “corpo santo” a Dorno (PV), pp. 12 con 4 immagini in b\n
- QUADERNO 29 – “Obbedire a Dio” (Pietro). La beata Teresa Bracco, pp. 36 con immagini in b\n
- QUADERNO 30 – “Giuda, servo di Gesù Cristo…” (Gd 1,1), pp. 40 con immagini in b\n
- QUADERNO 31 – Camminando nelle Marche, pp. 36 con immagini in b\n
- QUADERNO 32 – Il Cammino della Croce con la beata Caterina Cittadini, pp. 32
- QUADERNO 33 – San Domenico Savio, pp. 50
- QUADERNO 34 – Il Cammino della Croce nel Vangelo di Matteo, pp. 12
- QUADERNO 35 – Agli sposi… Giulia ed Enrico, pp. 20
- QUADERNO 36 – Santità e Sacro Cuore, pp. 40
- QUADERNO 37 – Santa Barbara di Nicomedia, pp. 66
- QUADERNO 38 – Santi e Orsi, pp. 40
- QUADERNO 39 – I Corpi santi della Chiesa Ambrosiana, pp. 52, con 63 immagini in b\n
- QUADERNO 40 – Agli sposi… Veronica e Gaetano, pp. 24
- QUADERNO 41 – Santità e preghiera per l’unità dei Cristiani, pp. 80
- QUADERNO 42 – Eliana: la figlia del sole, pp. 20, con 4 immagini in b\n
- QUADERNO 43 – “Come in uno specchio”. Volti santi, ai piedi della Croce; pp. 26
- QUADERNO 44 - “Gli si gettò al collo e lo baciò” (Lc. 15,20) - Perdono ed Eucaristia con S. Leopoldo e S. Antonio, pp. 28
- QUADERNO 45 - Sancti Innumerabiles. Il Libro sui “corpi santi” – pp. 63 con immagini in b\n, formato A4
- QUADERNO 46 – Genoveffa detta Ginevra, pp. 12 con immagini b\n
- QUADERNO 47 – Non solo P. Pio. « Io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo». (Galati 6,17). Il Libro sulle stimmate e Santi – pp. 65 con immagini in b\n (formato A4)
- QUADERNO 48 - Segno di gratuità, pp. 26 con immagini in b\n
- QUADERNO 49 - Apollo un santo dell'epoca apostolica, pp. 20 con immagini b\n
- QUADERNO 50 - Santi e roditori, pp. 26 con immagini b\n
- QUADERNO 51 - Faustæ e Probi - i due corpi santi venerati a Walderbach, pp. 16
- QUADERNO 52 - Come un giglio fra i cardi: Gigliola, pp. 12
- QUADERNO 53 - In defensum castitatis, pp. 12
- QUADERNO 54 - Ludovica: “Colei che è gloriosa in battaglia”, pp. 20
- QUADERNO 55 – I Beati Luigi e Zelia Martin, pp. 52 (formato A4)
- QUADERNO 56 - La Santità è «la pienezza del tuo amore»: Santi a Lissone, pp. 73
- QUADERNO 57 – Lucia: “Io sono serva del Dio eterno”, pp. 60
- QUADERNO 58 - san Donato martire: Roma-Münstereifel-Lissone, pp. 30
- QUADERNO 59 - Santi e santini, pp. 30
- QUADERNO 60 – Natale 2008: omelie e anniversari, pp. 52
- QUADERNO 60bis – Epifania 2009: omelie e anniversari, pp. 32
- QUADERNO 60ter – Battesimo 2009, pp. 16
- QUADERNO 61 - «Donna, ecco il tuo figlio!» (Gv 19,26). I Fratelli di Gesù e la Sacra Parentela, pp. 44 (formato A4)
- QUADERNO 62 – L’Amico dello Sposo, pp. 24
- QUADERNO 63 - Essere volto del Maestro - via della Croce, pp. 24
- QUADERNO 64 - Giornata di fraternità, pp. 28
- QUADERNO 65 - Parola e pensieri, pp. 40
- QUADERNO 66 - Settimana santa e Triduo pasquale, pp. 20
- QUADERNO 67 - Pellegrini a Venezia, pp. 12
- QUADERNO 68 - Domandare l'amore, formato 1\2 A5, pp. 28. Nuova edizione 2010 pp. 48
- QUADERNO 69 - beata Colomba da Rieti, pp. 32 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 70 - Sulla preghiera, pp. 12
- QUADERNO 71 - Vocazione è …, formato A4, pp. 60
- QUADERNO 72 - La Santità e il drago, formato A4, pp. 107, con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 73 - santi Martiri cristiani in Russia, pp. 40 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 74 - Santi 14 Ausiliatori, pp. 28 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 75 - Contempliamo il Mistero che santifica. I santi martiri Fermo, Rustico e Procolo … Valerio, pp. 20 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 76 - «Saremo condotti alla vita». Il Martire della catacombe Vincenzo, pp. 32 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 77 - Il Santo di Moncucco: Lucio papa, pp. 12 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 78 - La santità è “l’olio d’amore sugli ingranaggi” della vita, pp. 20 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 79 - Sebastiano ... Nobile atleta di Cristo, pp. 20 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 80 – I Santi Magi, pp. 20 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 81 – Savino&Sabino, pp. 32 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 82 – Gens Fabia, pp. 28 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 83 – Paolo di Tarso. La Novena, pp. 20 con illustrazioni in b\n, f. 1\2 A5
- QUADERNO 84 – Sant’Agata, la “buona”, pp. 28 con illustrazioni in b\n, f. 1\2 A5
- QUADERNO 85 – Santità extracomunitaria, pp. 40 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 86 - Un fiore serafico in terra marchigiana: S. Camilla Battista da Varano, pp. 52 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 87 - Ubi Petrus ibi ecclesia mediolanensis - Proprio dei Santi, pp. 100
- QUADERNO 88 – San Giovanni Battista – LA NOVENA, pp. 16
- QUADERNO 89 - San'Albino, vescovo - Un quartiere di Monza
- QUADERNO 90 - Rocco e suoi fratelli
- QUADERNO 91 - San Francesco d'Assisi – PREGHIERE
- QUADERNO 92 - I Santi … contemplarli è contemplare il nostro destino
- QUADERNO 93 - Martino da Monselice e Martino di Tours
- QUADERNO 94 - I Santi Martiri di Fossa
- QUADERNO 95 - Santa Marina Vergine ---- pubblicato anche su SANTA MARINA DI FILANDARI
- QUADERNO 96 - L'Incontro
- QUADERNO 97 - Luciano, nato nella luce
- QUADERNO 98 - Concittadini dei santi e familiari di Dio
- QUADERNO 99 - I Santi e la Medicina in preparazione
- QUADERNO 100 - Il Martire Sostene
- QUADERNO 101 - Santi di famiglia in preparazione
- QUADERNO 102 - La Moretta, Padre Gus e Bakhita
- QUADERNO 103 - Pellegrinaggio a Loreto 2011
- QUADERNO 104 - Santi e Beati della famiglia Gabrielli
- QUADERNO 105 - I santi e la lebbra (pubblicato sul blog e su cartantica.it)
- QUADERNO 106 - Novena a San Giuseppe
- QUADERNO 107 - Alla sequela di Cristo con San Carlo


NB. Alcuni “Quaderni” sono pubblicati in modo integrale o parziale su cartantica.it e ad altri su questo Blog.

venerdì 28 gennaio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





28 gennaio
SAN TOMMASO D’AQUINO
sacerdote e dottore della Chiesa
MEMORIA

Tommaso (Equino, Frosinone, c. 1225 – Fossanova, Latina, 7 marzo 1274), domenicano (1244), formatosi nel monastero di Montecassino e nelle grandi scuole del tempo, e divenuto maestro negli studi di Parigi, Orvieto, Roma, Viterbo e Napoli, impresse al suo insegnamento un orientamento originale e sapientemente innovatore. Affidò a molti scritti impegnati e specialmente alla celebre «Summa» la sistemazione geniale della dottrina filosofica e teologica raccolta dalla tradizione. Ha esercitato un influsso determinante sull’indirizzo del pensiero filosofico e della ricerca teologica nelle scuole dei secoli seguenti. Il 28 gennaio 1369 il suo corpo fu trasferito nel convento dei domenicani di Tolosa (Francia).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 28 gennaio: Memoria di san Tommaso d’Aquino, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori e dottore della Chiesa, che, dotato di grandissimi doni d’intelletto, trasmise agli altri con discorsi e scritti la sua straordinaria sapienza. Invitato dal beato papa Gregorio X a partecipare al secondo Concilio Ecumenico di Lione, morì il 7 marzo lungo il viaggio nel monastero di Fossanova nel Lazio e dopo molti anni il suo corpo fu in questo giorno traslato a Tolosa.

giovedì 27 gennaio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






27 gennaio
BEATO MANFREDO SETTALA
Sacerdote

Apparteneva all'antica famiglia milanese dei Settala. Visse nel XII secolo ed era parroco di Cuasso. Successivamente visse una seconda chiamata alla
alla vita eremiti, presso il Monte S. Giorgio. Morì il 27 gennaio 1217. Il corpo del corpo fu sepolto nella parrocchia di Riva S. Vitale. È venerato come beato dalla Diocesi di Milano e di Lugano.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 27 gennaio: A Riva San Vitale vicino a Como, beato Manfredo Settala, sacerdote ed eremita.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano



Sant'Angela Merici

27 gennaio
SANT’ANGELA MERICI, vergine

Angela (Desenzano sul Garda 1470-1475 – Brescia 27 gennaio 1540) fondò l’istituto delle Orsoline per l’assistenza spirituale e materiale della fanciulle orfane e povere, vedendo in esse la viva presenza di Cristo. Ideò un metodo pedagogico tutto animato da sollecitudine materna. Con la sua esperienza precorre le intuizione che oggi hanno trovato espressione negli istituti secolari e nella partecipazione dei laici alla missione della Chiesa.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 27 gennaio: Sant’Angela Merici, vergine, che dapprima prese l’abito del Terz’Ordine di San Francesco e radunò delle giovani da formare alle opere di carità; quindi, istituì sotto il nome di sant’Orsola un Ordine femminile, cui affidò il compito di cercare la perfezione di vita nel mondo e di educare le adolescenti nelle vie del Signore; infine, a Brescia rese l’anima a Dio.