(da Al mio Paese di
Serena Brancale, con Levante e Delia)
Domenica 12 luglio
Andria
Cattedrale (XII secolo) e la sua cripta o San Pietro in Cattedrale (VII secolo).
All'interno sono custodite le reliquie di San Riccardo, la Sacra Spina di Gesù
e le mogli di Federico II, Isabella di Brienne ed Isabella d'Inghilterra[58].
Il campanile fu eretto su una vecchia torre longobarda del VII-VIII secolo;
Chiesa di
Sant'Agostino (XIII secolo): costruita in origine dai Cavalieri
templari, la chiesa passò successivamente ai Benedettini ed infine agli
Agostiniani, che la ricostruirono dopo gli assedi del 1350. Il pregevole
portale gotico risale al XIV secolo, mentre l'interno è barocco;
Santuario di
Santa Maria dei Miracoli sviluppato su
tre livelli. Il livello inferiore, la chiesa rupestre di Santa Margherita (IX
secolo) è il più antico. La laura basiliana, include un'interessante sala a tre
navate con decorazioni tratte dalla Genesi. In questa grotta è stata rinvenuta
ed è presente tuttora l'icona bizantina della Madonna dei Miracoli. Il livello
medio (Tempietto) (XVI secolo) ha tre arcate in marmi policromi. Di particolare
interesse la cappella della Crocifissione con bellissimi affreschi. Il livello
superiore del XVIII secolo fu progettato da Cosimo Fanzago (1591-1678).
Santuario della
Madonna dell'Altomare (1598) e laura
basiliana di Santa Sofia, all'interno la scultura "La Pietà
dell'Altomare" di Luigi Enzo Mattei dichiarata insieme alle sue altre
opere "Patrimonio per una cultura della pace" dall'UNESCO.
Uscita Andria-Barletta; dall’uscita del casello prendere a destra e
proseguire diritto sino ad arrivare al Palazzo di Città. Svoltare a destra
(Pendio San Lorenzo e poi Via Porta Nuova) e prima di imboccare Via Manthonè
svoltare a destra: il Santuario Madonna dell’Altomare Andria è difronte a voi.
Lunedì 13 luglio/1°
mattina
Alberobello
Santuario dei Santi Cosma e Damiano
MESSE FERIALI
dal 28 ottobre 2020 al 28 marzo 2021: ore 7:00
(momentaneamente soppressa) - 18:30
dal 30 marzo 2021 al 23 ottobre 2021: ore 7:00 - 19:30 tutti
i giovedì dell'anno ore 9:00
CONTATTI
Piazza Curri, Alberobello
080 4321021
ORARIO APERTURA ore 6.30-20.00
MESSA FERIALE 7.00 e 19.30
PARCO - Via degli Scavi, 86-87, 72010 - Savelletri
(BR)
MUSEO - Fasano (BR) – Savelletri- via delle Carceri
s.n.
Telefono: 0804829056
Fasano
Il Museo “Giuseppe Andreassi”
Intitolato all’archeologo Giuseppe Andreassi, che ne
fu direttore dal 1976 al 1985, il Museo è ubicato all’esterno del circuito
murario difensivo del IV sec. a.C. che racchiude l’area dell’antica città di
Gnathia e dialoga con l’area archeologica.
Il percorso di visita si sviluppa in sette aree tematiche che accompagnano il
visitatore a scoprire l’età del Bronzo e l’insediamento iapigio (gli Iapigi
erano gli antichi abitanti della Puglia meridionale), l’epoca romana e
paleocristiana, la presenza longobarda e le ultime tracce di frequentazione
dell’area.
Una ricca collezione
All’interno delle sale è possibile incontrare oltre 3.000 reperti simbolo di ogni epoca in
cui il centro fu abitato. Per la fase messapica vi sono i numerosi esemplari
esposti di trozzella (vasi di
piccole dimensioni con grossa pancia, piccolo piede e collo a tronco, risalenti
al VI-III secolo a.C.), simbolo di questa cultura, caratterizzati da rotelle
decorative sulle anse. Accanto alle pregevoli ceramiche apule a figure rosse, sono presenti
numerosi vasi a vernice nera sovraddipinta nello stile di Gnathia. Alla fase
romana appartengono la splendida testa in marmo di Attis (II
secolo d.C.) con il tipico berretto frigio e il Mosaico delle Tre Grazie, proveniente dalla
Basilica Civile, realizzato tra il III e il IV secolo d.C. Di squisita fattura
è un prezioso anello d’oro con il
castone a forma di tempietto che richiama l’edicola del Santo Sepolcro di
Gerusalemme (fine VI - inizi VII secolo d.C.), testimonianza del transito di
pellegrini durante l’età cristiana.
Il Parco archeologico di Egnazia
Quello di Egnazia è il Parco Archeologico più esteso della Puglia. In
stretto dialogo con il Museo, custodisce reperti architettonici risalenti alla
fase messapica, come le mura di difesa e le necropoli, con le tombe a camera
monumentali. La visita alla città antica si snoda lungo un percorso tra i resti
di edifici romani e paleocristiani. È ben visibile il tratto urbano lastricato
della Via Traiana, che divide lo spazio degli edifici
pubblici dai quartieri residenziali e artigianali. Lungo la via Traiana sono
individuabili la piazza del mercato, l’anfiteatro, l’area sacra dedicata
al culto delle divinità orientali Attis e
Cibele, la basilica civile, le terme e il criptoportico. Di epoca successiva
sono le imponenti strutture delle basiliche paleocristiane:
la Basilica meridionale e la Basilica episcopale, erette sul tessuto urbano
romano.
Una passeggiata sui fondali marini
Grazie ad un allestimento scenografico che sembra
trascinare il visitatore nelle profondità dei fondali marini, la nuova sezione
“Egnazia e il mare" è un'esperienza unica. Sviluppata intorno a reperti
fisici, video multimediali e la proiezione interattiva
di uno specchio d’acqua la nuova ala del Museo -
inaugurata nel 2022 - è dedicata al rapporto della città con il mare e
all’archeologia subacquea quale strumento di conoscenza, in grado di svelare la
storia dei popoli attraverso il recupero di oggetti sopravvissuti ad antichi
naufragi.
ORARIO
Museo (Lun-Ven) ore 8.30-19.30
Parco (Lun-Ven) ore 8.30-13.30
BIGLIETTO (biglietteria ore 8.30-18.30) 10.00 €
pomeriggio
Parco Rupestre
"Lama D'Antico, San Giovanni e San Lorenzo"
Strada
Provinciale Fasano-Savelletri - Contrada Sarzano 72015 Fasano
Il Parco
Rupestre Lama D’Antico ospita uno dei più suggestivi insediamenti rupestri
della Puglia; all’interno di esso è possibile esplorare le diverse strutture
che dovevano far parte del villaggio (X-XVI secolo d.C.): l’imponente chiesa
scavata nella roccia, le grotte abitazioni e quelle legate al lavoro.
Nell’area
del Parco rientrano anche le incantevoli chiesette
rupestri di San Lorenzo e San Giovanni dalle splendide e vivaci decorazioni
pittoriche. L’intero percorso si svolge all’interno di un incantevole paesaggio
naturale animato da uliveti e profondamente immerso nella macchia mediterranea.
Dal 16 MAGGIO al 30 SETTEMBRE il Parco rupestre LAMA D'ANTICO è
visitabile tutti i giorni dalle ore
16.00 alle ore 20.00
La prenotazione è necessaria per visitare al di fuori degli orari di
apertura o per visite guidate al 3283597517
Martedì 14 luglio/2°
mattina/pomeriggio
Taranto
Cattedrale
S. Cataldo
Piazza Duomo
APERTURA 8:30–12:45, 16:30–20
Museo Diocesano
martedì - venerdì ore 9:00 alle
15:00.
Museo archeologico
via Cavour 10
APERTURA dalle ore 8:30 alle ore 19:30
(ultimo ingresso prenotabile alle ore 19:00).
Taranto Vecchia
Chiesa Santi Cosma e
Damiano
Casa di S. Egidio
PRANZO
Martina Franca
Mercoledì 15 luglio/3°
mattina
Fasano
Per chi viene da nord Autostrada A14 (Adriatica), per chi viene da Napoli Autostrada A16, uscire
al casello Bari Nord e percorrere la SS 16 in direzione sud fino a Fasano.
Per chi viene da sud (Lecce-Brindisi), percorrere la SS 379
in direzione nord fino a Fasano.
Per chi viene dalla Calabria o dalla Sicilia, seguire la SS 106 (Jonica) in direzione Taranto procedendo
per Martina Franca, Locorotondo e poi Fasano.
Chiesa Madre
San Giovanni
Battista
ORARIO (CHIESA CHIUSA PER CANTIERE)
CONTATTI
mattina
Santuario Madonna di Pozzo Faceto - Fasano
La storia di questo luogo è intimamente legata a un episodio
miracolistico. Infatti, la primitiva fondazione di una cappella, sorta nel XIV
secolo, è intrisa di leggenda. Sembrerebbe che la Madonna sia apparsa ad alcuni
contadini per indicargli un luogo dove scavare un pozzo (da qui Puteo Faceto).
Proprio nel corso di tali lavori si ritrovarono in una sorta di grotta il cui
sfondo presentava un affresco della Vergine con il Bambino, con ogni
probabilità doveva trattarsi di antica chiesa rupestre.
In conseguenza di questo “miracolo” si decise di erigere una
cappella in un periodo compreso tra il XIV e il XV secolo. Infatti, la navata
di destra di oggi è la più antica, quella di sinistra venne edificata nel 1717.
Da allora di tempo ne è passato e tale Madonna è entrata nei cuori non solo
degli abitanti del posto. Tanto che, nel 1784, la Madonna del Pozzo venne
eletta protettrice e patrona della Città di Fasano, oggi insieme a San Giovanni
Battista.
Devi sapere che la devozione nei confronti della Beata
Vergine del Pozzo si intreccia, in modo importante con l’episodio del 2 giugno
1678, durante il quale i pirati turchi furono respinti dalla coraggiosa
resistenza degli abitanti del luogo. Tale capacità difensiva venne attribuita
alla Madonna, che i cittadini di Fasano elessero, come propria patrona e alla
quale viene reso, ogni anno, omaggio con una rievocazione storica di
quell’assedio.
Il culto è molto vivo nella comunità che tradizionalmente si
reca in processione al Santuario, in occasione della festa del giovedì in
Albis, quando il sindaco dona alla Vergine un cero votivo in segno di
venerazione e ringraziamento. L’icona di tipo bizantina è oggi visibile
sull’altare maggiore. Un’immagine in cui è centrale una Madonna col Bambino,
raffigurata a mezza figura, con un’acconciatura di stampo cortese, che
raccoglie i capelli con nastri sulla nuca. La Vergine indossa una corona
gigliata di chiaro stile occidentale–angioino. Il Bambino, in piedi, poggia la
guancia destra su quella sinistra della Madre, che lo abbraccia dolcemente.
L’atteggiamento di grande tenerezza ascrive l’immagine al tipo dell’Eleousa, in
atteggiamento amoroso, volto a suscitare la pietà popolare.
All’interno del santuario spiccano,
oltre alla citata icona, anche alcune pregevoli statue in pietra. La larga
facciata, che ingloba l’antico ricovero dei pellegrini che doveva ospitare i
numerosi pellegrini che giungevano al Santuario – ti si presenterà con un
ingresso più grande, elegantemente delimitato da un timpano arcuato. A fianco
all’ingresso del Santuario si trova il famoso pozzo. Il sagrato conserva le
ultime due stazioni di una via Crucis settecentesca, forse tra le più antiche
d’Italia, che prosegue tracciando il percorso della Strada delle Croci, la via
che a poca distanza dal Santuario, prosegue in direzione Fasano.
ORARIO 7.30-21.00
MESSE ESTIVA
FERIALE ore 19.30
Chiesa Madonna del Rosario
Antico convento delle monache carmelitane, detto
impropriamente "teresiane", costruito nel 1628, oggi il suo antico
chiostro è luogo centrale della vita cittadina.
In origine la chiesa faceva parte del monastero seicentesco di
San Giuseppe, di proprietà delle monache carmelitane di clausura. La storia del
monastero cominciò nel 1604 quando
Giovanni Calefati dispose per testamento il lascito di duemila ducati da
impiegare nella costruzione di un monastero di “Donne Monache” a Fasano. Pochi
anni dopo iniziarono i lavori per la costruzione della chiesa e dei locali
annessi, la costruzione del fabbricato però si interruppe per mancanza di fondi.
Nel frattempo (1681), le due
germane di origine spagnola Palma e Francesca La Itta y Loio fondarono il
Conservatorio di terziarie teresiane e in un decennio le religiose raggiunsero
le trenta unità, accrescendo con la loro dote il patrimonio del Conservatorio.
Ben presto la casa dei La Itta si rivelò inadeguata ad accoglierle tutte, per
cui il Parlamento dell'Università di Fasano cedette alle suore il convento
ancora incompleto da 85 anni. I lavori di completamento e ristrutturazione sono
documentati fino al 1774.
Il 3 maggio 1694 le
suore s'insediarono con grande solennità nel Monastero, alla presenza una
numerosa folla di cittadini. Dopo l'insediamento, la Priora chiese al Papa di
rendere di clausura il Convento, così nel 1698 Innocenzo XII dispose che il
Conservatorio diventasse Monastero Carmelitano sotto il titolo di San Giuseppe, non secondo lo stile teresiano ma
sotto la protezione della carmelitana fiorentina S. Maria Maddalena de' Pazzi. In esso visse una Venerabile, Madre Rosa
Maria Serio (1674-1726), sua figlia spirituale. Della Madre Rosa Maria è
possibile esista un richiamo in un affresco, molto danneggiato,
nell'antica chiesa di Santa Maria della
Grazia.
Nel 1873, dopo la
proclamazione dell'Unità
d'Italia, le leggi dello Stato sopprimono le Congregazioni
religiose, incamerando nelle proprietà statali il loro patrimonio. Il
monastero, divenuto proprietà del demanio,
viene dato al Comune di Fasano. Alle monache è consentito di rimanervi fino al
4 dicembre 1908 in attesa di nuovi ordini, ma l'età avanzata e le malattie le
costringono a chiedere al Papa nel maggio 1908 il permesso (accordato con
Decreto del 1º giugno successivo) di uscire dal Monastero prima della scadenza.
Nel 1908 le
monache lasciarono il monastero e tre anni dopo venne ceduto dal comune
alla confraternita del
Santissimo Rosario, la stessa che ha in custodia la chiesa di San Nicola. Nel 1919 il chiostro del convento subì modifiche e restauri
divenendo una piazza nella quale fu ospitato il mercato ortofrutticolo (piazza
del Mercato Coperto) e venne dotato di una fontana marmorea in stile littorio
al centro tra due lunghi porticati. Nel 2004 la
struttura è diventata una galleria commerciale chiamata "Portici delle
Teresiane".
La chiesa presenta l'interno ad unica navata e
conserva alcuni elementi claustrali (delle grate e un'apertura nel muro per la
distribuzione della comunione alle monache che assistevano alla messa nel coretto, oggi adibito a sacrestia).
L'altare principale è dedicato alla Madonna del Rosario, la cui immagine,
realizzata nel 1656 dalla
popolazione per voto in seguito al salvataggio da una pestilenza, è situata in
una nicchia in vista.
Santi Cosma e
Damiano
Le nicchie laterali ospitano altre sculture: a
sinistra san
Vincenzo Ferrer, i Santi Medici e Gesù
nell'orto (statua portata in processione durante i riti della Settimana
Santa); a destra Madonna Addolorata, Madonna del Carmine e Gesù
Bambino di Praga, quest'ultimo vestito di un abito opera di sarte e
ricamatrici locali.
Nella chiesa vi sono anche dipinti di scuola
napoletana, tra le quali una tela di San Francesco che riceve le
stimmate e un grande affresco che
raffigura la Pentecoste
ORARIO
CONTATTI
Portici delle Teresiane
Tra i tanti
beni di interesse artistico che caratterizzano il centro storico di Fasano vi è
un vero e proprio cammeo d’arte che dovrai necessariamente ammirare. Quasi
stessi partecipando ad una caccia al tesoro, ti offriamo un primo indizio. Ti
dovrai recare al numero civico 7 dei Portici delle Teresiane, nel centro
urbano delle terre di Fasano, prossimo al centro storico. In questo locale,
l’intera parete a destra è interamente occupata da un affresco secentesco,
mirabilmente restaurato. Nell’ex convento questa stanza – oggi sede della locale
sezione della “Società di Storia Patria delle Puglia – era atrio del portone
principale si trova un affresco che rappresenta una nota scena della Genesi,
ossia la Cacciata dei progenitori dall’Eden. Una
raffigurazione che forse doveva far da avvertimento ai fedeli. L’angelo dalla
spada infuocata, simbolo della giustizia divina, caccia Adamo ed Eva che si
lasciano alle spalle l’albero della vita, intorno a cui è avvolto un serpente
dal volto umano. L’immagine di un Santo, accompagnato da un leone, in modo chiaro
si coglie a sinistra. Di certo si trattava delle raffigurazioni per intero di
sant’Elia. Interessante anche il pavimento della stessa stanza, che reca
un’incisione, mentre la volta è ornata. La ristrutturazione ci permette di
ammirare l’interessante apparato decorativo e strutturale dell’ambiente, con la
presenza di una piccola nicchia in cui era alloggiata la ruota degli esposti,
la bussola girevole in legno attraverso cui venivano abbandonati i neonati
indesiderati e, in tal modo, accolti dalle miserevoli mani delle monache.
Quindi, un ambiente da vedere questo che rappresenta una sorta di fonte
imprescindibile per conoscere e studiare l’ex-Convento di Clausura seicentesco
intitolato a San Giuseppe, un tempo assegnato alla Regola di Santa Maria Maddalena
dei Pazzi.
Oggi
i Portici delle Teresiane sono una galleria
commerciale, in origine la struttura era il chiostro del convento che nel 1919
venne mutato in piazza con al centro una fontana di marmo realizzata in stile
littorio tutta da ammirare.
Chiesa
di San Nicola
La chiesa di San Nicola è una chiesa edificata fuori dalla
cinta muraria della città di Fasano per
volontà del nobile Donato Antonio Paternò nel 1596.
Il committente lasciò inoltre espresso sul suo testamento la volontà di
dedicare la chiesa al santo di
Myra, e per la causa donò 700 ducati di diverse monete.
Nel 1887 la
chiesa diventò di proprietà del principe Vincenzo Telesio, che la restaurò
dedicandola alla Vergine del Rosario come voto di
ringraziamento per la guarigione della moglie.
Successivamente la chiesa passò in cura alla confraternita di Maria
santissima del Rosario, che la custodisce ancora oggi assieme all'omonima chiesa.
Tra le opere presenti vi sono un altorilievo in pietra
rappresentante San Nicola, un organo ottocentesco e statue in cartapesta di produzione leccese (San
Domenico, Cristo Risorto, Santa Caterina e i Santi Medici Cosma e
Damiano).
Ogni anno presso la chiesa di San Nicola viene inoltre
organizzata dalla confraternita la festa dei Santi
Medici, il cui culto
è particolarmente diffuso nel territorio circostante e comprende il pellegrinaggio
a piedi al santuario di Alberobello.
VENGONO QUI ESPOSTI QUELLI DELLA CHIESA DEL ROSARIO.
ORARIO
CONTATTI
Madonna de La Salette
c/o Congrega S. Francesco da Paola
Chiesa di S. Francesco di Paola
Piazza Aldo Moro, Fasano
ORARIO
Mercoledì 9.00-10.30
pomeriggio
Tempietto di Seppannibale - Fasano
Il Tempietto di Seppannibale, conosciuto
originariamente come chiesa di San Pietro lo Petraro si
trova a Fasano,
sulla strada per Monopoli,
nei pressi di un tratto sostitutivo dell'antica via Appia Traiana.
Si trova all'interno del complesso fortificato della
Masseria Seppannibale Grande ed è una piccola chiesa altomedievale, realizzata
tra la fine del VIII e
gli inizi del IX secolo.
Il tempietto, a pianta quadrangolare, è di appena otto
metri di lato, e presenta tre navate scandite
da archi su pilastri e semipilastri, con una copertura della navata centrale
costituita da due cupole in
asse impostate su mensole e nicchiette angolari. Per le sue caratteristiche
rappresenta un unicum nell'architettura longobarda pugliese.
È particolarmente celebre per i resti di affreschi di scuola beneventana (VIII sec.), che ritraggono scene bibliche ed
episodi dell'Apocalisse di Giovanni, accompagnati
da elementi naturalistici come fiori rossi sullo sfondo, in linea con altri
capolavori dell'arte
longobarda in Puglia.
In due donazioni (1086 e 1099) Goffredo, conte di Conversano,
donò la chiesetta di San Pietro Beterano all'abate Lorenzo di
Monopoli.
Il nome "Seppannibale" deriva probabilmente
dal diminutivo di Giuseppe Annibale, membro della famiglia Indelli,
proprietaria della contrada negli ultimi due secoli. Il complesso, di proprietà
privata, è accessibile al pubblico previa prenotazione e fa parte di un'ampia
area archeologica che testimonia un'occupazione del territorio che si estende
dall'età romana all'età altomedievale.
Negli anni novanta,
Gioia Bertelli, docente di archeologia paleocristiana e
altomedievale presso il dipartimento di studi classici e cristiani dell'Università degli Studi di Bari,
si è occupata delle indagini archeologiche dell'edificio religioso e
dell'insediamento correlato ad esso.
Nella zona antistante alla chiesa sono emerse tracce
di un abitato tardo antico, la cui fase di vita è compresa tra il IV e l'VII secolo.
Le strutture tardoantiche si appoggiavano su muri di età precedenti (molto
probabilmente di età romana, per il ritrovamento di monete degli
imperatori Vespasiano, Antonino Pio e Commodo).
Al di sotto dell'edificio sacro sono state rinvenute
tracce di muratura, forse un recinto sacro, con la presenza di animali (testa
di un cervide, capretta integra, capro intero con nella bocca un chiodo di
bronzo, una moneta e nei pressi una lucerna). La datazione è approssimabile
all'inizio dell'impero.
Le ricerche condotte tra il 2003 e il 2006 hanno
permesso di ricostruire la storia del sito, evidenziando un primo insediamento
di età
repubblicana, seguito da un periodo di espansione altomedievale e
infine da una riqualificazione del sito con la costruzione del tempietto.
**Anche se chiusa è possibile
ammirare l’interno.
Monopoli
Museo
della Cripta di Romualdo
(Via N. Argento, 3)
Il Museo della
Cripta Romanica è allestito negli ambienti sotterranei della Concattedrale,
dedicata alla Madonna della Madia, protettrice di Monopoli. Il suggestivo
percorso espositivo, sospeso sull’area archeologica, pone in collegamento gli
ambienti sotterranei in corrispondenza dell’abside e del transetto della chiesa
settecentesca nei quali, grazie alle ricerche svolte durante gli interventi di
restauro, sono state riportate in luce testimonianze rilevanti, utili alla
ricostruzione della storia più antica della città. Sono visibili sul piano di
roccia le buche da palo relative all’abitato di capanne sorto nell’età del
bronzo (XV sec. a. C.), mentre si conservano intatti in una piccola area i
livelli di frequentazione dell’età del ferro (XI-VIII sec. a. C.). Ubicate nei
vari ambienti vi sono tombe del V e del III secolo a. C. ed anche resti del
sepolcreto altomedievale, da riferire alla prima chiesa sorta in quest’area. A
tali testimonianze si sovrappose l’edificio romanico realizzato nel XII secolo
per volere del vescovo Romualdo (demolito per fare spazio alla basilica
attuale) di cui si conservano i resti della cripta.
Il particolare allestimento consente di visionare i
reperti nello stesso luogo nel quale sono stati rinvenuti e di ripercorrere a
ritroso la storia della città. Sono esposti i reperti rinvenuti con gli scavi
archeologici condotti sia in questo sito che in altre chiese del centro
storico, la chiesa di S. Maria Amalfitana e la chiesa di S. Pietro. Dal
territorio provengono pure i materiali relativi a due collezioni private donate
al museo, la Collezione Brigida, costituita dai reperti recuperati nella prima
metà del Novecento durante lo svolgimento dell’attività di ispettore onorario
dal cav. V. Brigida e la Collezione Capitanio, costituita con la raccolta dei
reperti affiorati sporadicamente durante le lavorazioni agricole nei terreni di
interesse archeologico di S. Michele in Frangesto, di proprietà della famiglia.
Sono esposti inoltre fonti battesimali, capitelli, archivolti, cenotafi ed
altri elementi architettonici rivenienti dalla demolizione della cattedrale
romanica, tra i quali va segnalato il bellissimo architrave in pietra che narra
la storia della salvazione (la crocifissione, deposizione e resurrezione di Cristo)
risalente all’XI secolo. Completa l’esposizione la raccolta di sculture
barocche in legno, a ripercorrere la storia dell’arredo sacro e della devozione
barocca. Il percorso di visita si conclude nella cripta della Confraternita del
Santissimo Sacramento, luogo deputato alla mummificazione e alla celebrazione
dei rituali della confraternita. Il museo, accessibile dal fianco della
Concattedrale, è a pochi metri dal Museo
Diocesano e dalla Chiesa del
Purgatorio. Va segnalato anche che la monumentale cattedrale barocca nei
cui sotterranei è allestito il museo, è ricca di opere d’arte importanti, tele
del De Mura, sculture del Sammartino (autore del Cristo velato nella cappella
dei Sansepolcro a Napoli), argenti, ex voto.
ORARIO
ESTIVO
Basilica Cattedrale
Tutte le Chiesa
ore: 8:00 – 21:00
CONTATTI
Museo 3342631998
Cattedrale
080
742253
cattedralemonopoli@libero.it
“Madonna della Madia, Stella
del mattino, guida della Chiesa verso la verità, la vita.
Ti chiamerò luce, ti chiamerò
speranza. Ave Maria, Ave Maria.
Madonna della Madia, nostra
sorella e madre, mostra a noi tuo Figlio, segno di grazia e perdono.
Ti chiamerò vita, ti chiamerò certezza.
Madonna della Madia, venuta a noi dal mare, sei madre
premurosa di questa città che a te s’affida.
Ti chiamerò pace, ti chiamerò
fortezza.
Madonna della Madia, Monopoli
ti loda: canta a te il suo grazie, narra le gioie, le sue pene.
Ti chiamerò madre, ti chiamerò
dolcezza.”
(Don
Armando Dorsi
Giovedì 16 luglio/4°
mattina
Museo archeologico nazionale della Sibaritide, Località Casa Bianca
MUSEO
CHIUSO!
Sibari, frazione di Cassano Allo Ionio CS
BIGLIETTO
Intero: 5 euro
Ridotto 18-25 anni: 2 euro
Gratuito: età <18 anni e altre gratuità previste dalla legge
Il biglietto consentirà l’ingresso al Museo archeologico nazionale
della Sibaritide in tutte le sue sezioni espositive e all’Area archeologica
Parco del Cavallo limitatamente al percorso indicato in loco.
Il
Museo archeologico nazionale della Sibaritide conserva e valorizza i reperti provenienti dall’area archeologica di
Sybaris-Thurii-Copiae e, più in generale, dall’intero territorio della
Sibaritide.
Il
museo espone, infatti, numerosi reperti che raccontano l’evoluzione di questo
territorio nei secoli e attraverso cui è possibile ricostruire molti aspetti
della vita sociale, economica e culturale dei popoli che abitarono questa
regione nell’antichità.
I materiali più antichi appartengono
alle comunità indigene che popolavano la Sibaritide prima dell’arrivo dei
coloni greci, a partire dal II millennio a.C. Con queste comunità i Greci
entrarono in contatto alla fine dell’VIII secolo a.C., quando partirono
dall’Acaia, nel nord del Peloponneso, e approdarono sulle coste ioniche per
fondare Sybaris; in soli due secoli
di vita questa divenne uno dei centri più importanti della Magna Grecia e del
Mediterraneo, famosa per la sua ricchezza e raffinatezza. Dopo la sua
violenta distruzione, sulle rovine nacque una nuova città di fondazione greca
chiamata Thurii. Nel corso del V e
IV secolo a.C., Thurii instaurò intensi rapporti economici e culturali con gli
abitati indigeni che le facevano da corona, popolati dai Brettii. Con l’inizio
del II secolo a.C., l’arrivo di Roma in Magna Grecia segnò una nuova fase
storica: Thurii venne trasformata nella
colonia romana di Copiae, entrando nell’orbita politica, militare ed economica
dell’Urbe e del suo impero. Visitare il museo significa, dunque, fare un
percorso che attraversa la storia della Sibaritide, testimone del continuo
incontro tra civiltà diverse, percorrendo un itinerario che attraversa secoli e
secoli di storia.
ORARIO SCAVI
Da martedì a domenica dalle 9.00 alle 20.00
MUSEO
CHIUSO!
CONTATTI
Centralino: tel. 337 1591152
Segreteria del Direttore: tel. 337 1575558
(dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 17:00)
E-MAIL: pa-kr-sibari@cultura.gov.it
PEC: pa-kr-sibari@pec.cultura.gov.it
pomeriggio
Campo di
Concentramento, Ferramonti di Tarsia, Viale
R. Pacifici, 14, 87040 Ferramonti CS
Il museo è aperto, su appuntamento, tutti i giorni della settimana inclusa
la domenica.
Per prendere appuntamento scrivere all'indirizzo:
museomemoria.ferramonti@virgilio.it
Ben
poco è rimasto delle baracche del campo di concentramento Ferramonti. Gli unici
edifici conservati, anche se in cattive condizioni, sono alcuni magazzini
visibili oltre la strada.
Le collezioni del Museo della
Memoria Ferramonti di Tarsia sono ospitate negli uffici del campo,
appositamente restaurati ed inaugurati il 25 aprile 2004.
All’esterno
del campo è interessante l’albero d’ulivo che fu donato al Museo dal Keren
Kayemeth Leisrael. Proveniente dalla Collina dei Giusti di Gerusalemme, è
dedicato al rabbino Riccardo Pacifici che
tanto si impegnò nel sostegno psicologico e religioso degli internati di
Ferramonti.
La seconda sala espone foto di gruppi d’internati: gli ebrei fermati nei porti italiani, quelli libici, quelli del Pentcho e gli ortodossi di Tripoli. Altre foto ricordano le attività preminenti degli internati: partite di calcio, concerti musicali e immagini di scolaresche con i loro docenti.
La
teca centrale conserva, tra gli altri documenti, i fogli coi tredici obblighi
degli internati, firmati il 10 luglio del 1940 dal commissario di polizia e
primo direttore del campo Paolo Salvatore.
Nella terza sala sono esposte fotografie di gruppo degli internati ebrei, jugoslavi, cinesi e francesi e documenta momenti particolari della vita a Ferramonti dopo la sua liberazione.
http://www.museoferramonti.eu/
Venerdì 17 luglio/5°
Rossano
mattina
Museo
Diocesano e del Codex
via Arcivescovado, 5 87067 Rossano
(Cs)
tel./fax.0983.525263/ cell. 3404759406
info@museocodexrossano.it
5 EURO
BIGLIETTO RIDOTTO (Residenti nel comune di
Corigliano–Rossano; gruppi minimo 20 pax; soci AMEI, FAI e ICOM; membri del
clero e seminaristi; forze dell'ordine e giornalisti non in servizio).
Rossano
definita capitale bizantina calabrese
La cattedrale è aperta fino alla ore 20.00
Altre
chiese bizantine solo esterno!!!!
ROSSANO vista dall'alto abbarbicata sulla rupe, fondata nel VI secolo d.C. dai Bizantini su un'altura formidabile a controllo dell'entroterra e della costa, in alto a destra si intravede il golfo di Sibari.
UBICAZIONE - La collocazione della città è stato l'elemento principale per la sua sicurezza e crescita, ovvero il suo arroccamento sui rilievi a dominio ed a controllo della costa ionica nord calabrese e del territorio intorno.
Questa
condizione naturale la incoronerà come città fortificata per antonomasia.
Nel suo
bellissimo cento storico sono presenti tra i monumenti più antichi di epoca
bizantina in Calabria, ovvero piccoli edifici di culto, tra questi l'oratorio
di San Marco e la
chiesa della Panaghia "la Santissima" opere
create tra il IX e primi decenni dell'XI secolo d.C. e entrambe configurate a
navata unica, diremo a pianta centrale.
L'oratorio di San Marco IX secolo d.C. è ubicato su uno
sperone roccioso dominante un nucleo di laure monastiche, al giorno d'oggi non più esistenti a
causa di dissesti geologici susseguitisi nell'arco degli ultimi secoli. Il suo
piccolo ambiente era punto di riferimento e di aggregazione per i monaci delle
lauree intorno ma anche per i fedeli, infine l'edificio conserva anche
un'abside tripartito.
La Panaghia XI secolo d.C. possiede un abside
unico e insieme a quello tripartito di San Marco sono rivolti verso est (verso
Bisanzio), come prassi configurativa delle chiese di rito greco-bizantino.
Di importanza storico-artistica è anche la millenaria cattedrale dell’Achiropita, edificata in una prima fase nel VI secolo d.C., per poi assumere una seconda fase di cambiamenti strutturali avvenuti nel IX secolo d.C. e infine ultimi apporti strutturali avvenuti tra XVIII-XIX secolo.
In questo
grande edificio di culto vi è custodita una immagine della Madonna con il
Bambino risalente tra il VII e VIII secolo d.C., detta
appunto Achiropita riferita ad un dipinto creato "non da mani umane".
Probabilmente
il dipinto è opera creata dei monaci basiliani, che occuparono questi luoghi
nell'VIII secolo d.C., in quanto questa parte di territorio assoggettato da Bisanzio
non vigeva l'iconoclastia, ovvero il divieto di creare immagini dipinte
riferite a figure sacre, utili ad accompagnare la loro fede.
Questo modus
operandi dell'iconoclastia fu voluto dall'Imperatore Bizantino Leone
III Isaurico, ma questo è un racconto a parte, ne parlerò. Sul pavimento vi sono frammenti di un mosaico
tardo bizantino.
Sabato 18 luglio/6°
S. Andrea dello Ionio
BEATA MARIA ANTONIA SAMÀ
Domenica 19 luglio/7°
....
Lunedì 20 luglio/8°
....
Martedì 21 luglio/9°
Davoli
FESTA SAN VITTORE MARTIRE
Mercoledì 22 luglio/10°
Bivongi
Dalla statale jonica arrivati al
bivio per Stilo proseguire sulla destra fino ad incontrare il cartello che
indica la direzione del monastero. Non lasciatevi spaventare dalla strada.
È meno peggio di quanto sembri. Sono pochi chilometri con bellissimi scorci.
Arriverete in un posto veramente particolare e ora bellissimo. Questo è l'unico
monastero ortodosso da questa parte d'Europa. Da diversi anni è attiva una
comunità di monaci proveniente dal monte Athos di nazionalità rumena. Hanno
salvato la chiesa e stanno trasformando in un giardino questo luogo
abbandonato. Splendido il lavoro fatto nella chiesa rispettando i canoni
ortodossi. Splendido il lavoro fatto intorno con l'attivazione di bagni
pubblici e la massa a punto di abitazioni in pietra e la creazione di orti. Si
vive in un'atmosfera veramente spirituale.
Maria SS. Mamma
Nostra – Bivongi
La Cattolica
di Stilo
Chiesa San
Giovanni - Stilo
Eremo Madonna
della Stella – Pazzano
SS.
Salvatore - Pazzano
Santuario Ss. Cosma e Damiano – Riace
Giovedì 23 luglio/11°
Soverato
Venerdì 24 luglio/12°
Serra S. Bruno
Sabato 25 luglio/13°
Santuario della Misericordia, Davoli
Domenica 26 luglio/14°
Montauro, S. Pantaleone
Lunedì 27 luglio/15°
Verso casa

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