Il nome Omar ha origini
antiche e un significato profondo. Si basa sul termine arabo 'umr (عمر),
che significa "vita", "lunga vita" o
"prosperità". Viene comunemente tradotto come "pieno di vita",
"longevo" o "fiorente".
È
tradizionalmente diffuso nel mondo islamico sunnita grazie a 'Umar ibn
al-Khattab, il secondo califfo dell'Islam e stretto collaboratore del
profeta Maometto.
Nelle
scritture ebraiche e nella Bibbia compare con sfumature simili legate alla
vitalità e alla longevità.
L'entrata di questo nome
nell'onomastica italiana è dovuta a diversi fattori: in parte si tratta di una
moda esotica, ma sono da considerare anche ragioni storiche, letterarie,
teatrali e cinematografiche; vanno ricordati anche il protagonista di un
romanzo cavalleresco inserito ne Le
mille e una notte e personaggi dello spettacolo come l'attore egiziano Omar
Sharif e il calciatore argentino Omar Sívori, che fra gli anni Cinquanta e
Sessanta godette di larga popolarità. Il nome viene comunque considerato raro,
e secondo dati raccolti negli anni Settanta, era diffuso principalmente al
Centro-Nord, specie in Emilia-Romagna.
Il nome è adespota, cioè non è portato da alcun santo. L'onomastico quindi si
festeggia il giorno di Ognissanti, che è il 1º novembre.
Però cercando tra i Santi, potrebbe
essere definito come il diminutivo di Audomaro
di Thérouanne (noto in Francia come saint-Omer;
in italiano anche sant'Omero, nato a Orval (600) e morto a Thérouanne il 1º
novembre 670: vescovo di Thérouanne dal re Dagoberto I e fondò l'abbazia di San
Bertino a Saint-Omer (Passo di Calais). Audomaro morì cieco e il suo corpo fu
inumato nella chiesa di Notre-Dame di Sithiu. Viene celebrato il 9 settembre.
Fonti


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