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sabato 7 novembre 2020
venerdì 6 novembre 2020
Cuore Nero...
venerdì 30 ottobre 2020
Un martire "marocchino" ...
Anche se questa immagine, Marcello, è con il lineamenti europei, ed è di carnagione bianca, il glorioso martire era un "centurione ordinario di stanza a Tangeri", e quindi almeno di incarnato più scuro.
Secondo la «passio» di san Marcello il 21 luglio del 298 si celebrava la festa «augusti imperatori» e in quella data il santo, centurione ordinario di stanza a Tangeri, gettò le sue armi alla presenza della truppa riunita e proclamò la sua rinuncia al servizio militare per servire nella milizia di Cristo. Il 28 luglio fu interrogato dal preside Fortunato, il quale considerando la gravità del delitto, decise di rimandarlo al suo superiore gerarchico, Aurelio Agricolano di Tangeri. Il 30 ottobre Marcello fu di nuovo interrogato, questa volta a Tangeri, e condannato a morte. La devozione che, in seguito, aveva fatto di Marcello il patrono principale della città spagnola di León, si sviluppò lontano dai suoi resti mortali che si conservavano a Tangeri, per cui, subito dopo la liberazione di questa città, ad opera del re del Portogallo, León richiese le spoglie del suo martire. Il 29 marzo 1493 i resti di Marcello fecero il loro ingresso in città e vennero collocati nella chiesa a lui dedicata.
Martirologio
Romano, 30 ottobre: A Tangeri in
Mauritania, nell’odierno Marocco, passione di san Marcello, centurione, che
nella festa dell’imperatore, mentre tutti sacrificavano agli dei, gettò la
cintura militare, le armi e la vita stessa davanti alle insegne, professando di
essere cristiano e di non poter più obbedire adeguatamente al giuramento
militare, ma solo a Gesù Cristo, subendo per questo il martirio per
decapitazione.
sabato 24 ottobre 2020
Sant'Archileone, prega per noi!
Si tratta di un antico asceta vissuto in Sicilia, definito con altri con l'appellativo di Greco, cioè orientale, designato col popolare appellativo di riverenza di "Calogeri" (buoni vecchi). Personaggio certamente storico legato all'esperienza monastica di Calogero di Sicilia, che con Onofrio e Filippo di Agira si adoperarono per evangelizzare l'isola, liberandola dai demòni.
Archileone con Onofrio fu mandato a Paternò, dove visse i suoi ultimi anni di vita ritirato in una grotta. Archileone, con Calogero, Filippo e Onofrio sono parte del grande movimento monastico italo-greco, che ebbe un ruolo importante nella diffusione del cristianesimo nell’Italia Meridionale.
Detto questo si
comprende che il patrono di Sutera, Onofrio anacoreta, non può essere il socio
di Archileone, ma semmai, si può dire che la latinizzazione dei culti
nell'Italia meridionale ha portato a questa sovrapposizione di persone.
Sant'Archileone è compatrono di Sutera, in provincia di Caltanissetta, assieme a San Paolino di Nola e Sant’Onofrio, e viene ricordato il 12 giugno.
Dal 1498 le sue reliquie si
trovano all’interno del Santuario diocesano di San Paolino.
Due testi:
*P. Alessio jeromonaco, I Santi
italo-greci dell’Italia Meridionale. Epopea spirituale dell'oriente cristiano,
Nicola Calabria Editore, Patti (Me) 2004, pp. 149
*A. Amore, "Calogero"
in Enciclopedia dei Santi, Vol. 3, coll. 696-699, Editrice Città Nuova, 1962
(Ristampa 1990)
Il testo è anche su wikipedia.
venerdì 23 ottobre 2020
Figlio della terra brianzola ... ex cattolica!
Il beato Giovannangelo Porro nacque nel 1451 a Seveso (Milano). Si fece frate dei Servi di Maria nel 1468, dopo la morte del padre. Fu dapprima nel convento di Milano, poi a Firenze dove venne ordinato sacerdote.
Interceda per noi, o Signore, il beato Giovannangelo, che mirabilmente rifulse nell’impegno di un’autentica vita monastica e per l’insegnamento della tua dottrina, affinché, fisso in te il nostro cuore, perseveriamo nella vita evangelica e nel fervore apostolico. Per il nostro Signore.
(Dal proprio dei Servi di Maria)
giovedì 22 ottobre 2020
Per un'Europa unita nel bene!
Giovanni è nato nel 1386 a Capestrano, vicino all'Aquila, da un barone tedesco, ma da madre abruzzese. Studente a Perugia, si laureò e divenne ottimo giurista, tanto che Ladislao di Durazzo lo fece governatore di quella città. Ma caduto prigioniero, decise di farsi francescano, diventando amico di san Bernardino e difendendolo quando, a causa della devozione del Nome di Gesù, venne accusato d'eresia. Anch'egli così prese come emblema il monogramma bernardiniano.
Il Papa lo inviò suo legato in Austria, in Baviera, in Polonia, dove si allargava sempre di più la piaga degli Ussiti. In Terra Santa promosse l'unione degli Armeni con Roma. Aveva settant'anni, nel 1456, quando si trovò alla battaglia di Belgrado investita dai Turchi.
Per undici giorni e undici notti non abbandonò mai il campo. Ma tre mesi dopo, il 23 ottobre, Giovanni muore di peste a Ilok, in Croazia. È stato canonizzato da papa Alessandro VII il 16 ottobre 1690.
Nel 1984 il Papa san Giovanni Paolo II lo ha proclamato patrono dei cappellani militari di tutto il mondo.
È detto Apostolo dell’Europa unita,
ma non come si intendeva, contro i turchi, ma auspichiamo, e invochiamolo, per un’Europa
unita per il bene nel continente europeo, per la vera fraternità e per il
rispetto di ogni diversità.
mercoledì 21 ottobre 2020
San Gaspare, prega per noi!
21 ottobre: San Gaspare del Bufalo, sacerdote, fedele a Gesù e al Papa durante la tirannia napoleonica.
"Il santo nasce nel 1786 in Roma (e senza fare del campanilismo non dispiace il sottolinearlo) in un momento storico particolarmente movimentato, con la Santa Sede alle prese con le conseguenze tumultuose della sanguinosa Rivoluzione francese. Giovanetto, frequenta la Chiesa del Gesù attigua alla sua abitazione di Palazzo Altieri. Lo attrae in modo particolare il santo missionario Francesco Saverio e si sente per un momento portato verso la Compagnia. Ma non era questo il disegno della Provvidenza. La sua vocazione era per il sacerdozio secolare, ma non davvero in una visione statica". (FONTE)
venerdì 16 ottobre 2020
"Guerriero forte", "chi si vanta, si vanti nel Signore": Gerardo Maiella.
18La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. 19Sta scritto infatti:
Distruggerò la sapienza dei sapienti
e annullerò l'intelligenza degli intelligenti.
20Dov'è il sapiente? Dov'è il dotto? Dov'è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? 21Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. 22Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, 23noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; 24ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio. 25Infatti ciò che è stoltezza di
Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.
26Considerate infatti la vostra chiamata, fratelli: non
ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né
molti nobili. 27Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto
per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto
per confondere i forti; 28quello che è ignobile e disprezzato per il mondo,
quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che
sono, 29perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio. 30Grazie a
lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera
di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, 31perché,
come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore. (1 Cor1)
IL NOME
Deriva dal nome germanico
Gerhard, composto dai termini ger (o gaira, "lancia") e hart (o hard,
hardu, "duro", "forte"). Il significato è interpretabile
come "forte con la lancia"[4], "abile con la lancia"[5] o
anche "guerriero forte”.
Latinizzato in forme quali
Gherardus (direttamente dal tedesco Gerhard) Gerardus (dal francese Gérard), il
nome Gerardo è diffuso maggiormente nell'Italia meridionale, soprattutto in
Campania, nelle provincie di Foggia e Potenza e nella Calabria settentrionale.
La variante Gherardo, invece, risulta più comune nel centro-nord Italia, mentre
l'ipocoristico Gaddo è più tipico della Toscana.
Sebbene foneticamente simile, va precisato che il nome Giraldo non consiste in una variante di Gerardo, per quanto spesso i due nomi siano stati confusi l'uno con l'altro. (Wikipedia)
NEL
MARTIROLOGIO E NELLA MEMORIA LOCALE
29 gennaio, beato Gerardo
di Kremsmünster, abate
23 aprile, san Gerardo,
vescovo di Toul
13 maggio, beato Gherardo
di Villamagna, terziario francescano
25 maggio, beato Gerardo
Mecatti, terziario francescano
29 maggio, san Gerardo,
vescovo di Mâcon
6 giugno, san Gerardo dei
Tintori, laico e fondatore dell’Ospedale
13 giugno, beato Gerardo
di Chiaravalle, monaco, fratello di san Bernardo
30 luglio, san Gerardo
Lutzelkolb, religioso francescano e martire
1 agosto, beato Gerarado (Gerhard) Hirschfelder, sacerdote e martire
a Dachau
11 agosto, san Gerardo
pellegrino di Gallinaro, laico
24 settembre, san Gerardo
Sagredo, detto "apostolo d'Ungheria", vescovo di Csanàd e martire
presso Buda
3 ottobre, san Gerardo di
Brogne, abate
13 ottobre, beato Gerardo,
fondatore dell'Ordine di Malta
16 ottobre, san Gerardo
Maiella, religioso redentorista
16 ottobre, beato Gerardo
da Chiaravalle, abate, protomartire cistercense
30 ottobre, san Gerardo
La Porta da Piacenza, vescovo di Potenza
15 novembre, beato
Gerardo, religioso mercedario
5 dicembre, san Geraldo
(Gerardo) di Braga, vescovo
29 dicembre, beato Gerardo Cagnoli, religioso francescano
IL SANTO
Quelli che l’hanno
preceduto hanno resistito in quell’incarico al massimo tre settimane, lui vi
resta per tre anni, cioè fino alla morte del vescovo, ed è forse l’unico a
piangerlo sinceramente, perché è riuscito a scoprire i buoni sentimenti del
padrone anche sotto la scorza di uomo burbero e insopportabile.
Tornato al paese, Muro Lucano, apre bottega, ma neanche come sarto è
un granché: prega più volentieri di quanto non sappia tagliare e cucire, è sempre incollato al tabernacolo o assorto in meditazione, più alla ricerca della volontà di Dio che attento alle esigenze dei clienti. La sua diventa la bottega del “sarto fai da te”, che non riesce a mettere un soldo da parte perché, quando si fa pagare, dopo aver comprato quello che serve alla mamma e alle sorelle, il suo denaro va a finire nelle tasche dei poveri o nella celebrazione di messe per i defunti.
Pensa seriamente di farsi
religioso, ma la cosa è più facile a dirsi che a farsi: i Cappuccini gli dicono
subito di no e anche con i Redentoristi le cose non vanno meglio: venuti in
paese a predicare una missione, sono subito assediati e perseguitati da quel
giovane che vuole diventare come loro e che essi non vogliono, perché oltre
alla gracilità, che si vede ad occhio nudo, tutti lo descrivono come un po’
eccentrico, senza arte né parte, un buono a nulla, insomma. E così consigliano
alla mamma di chiuderlo in camera, perché al momento della partenza non corra
loro dietro. Il consiglio viene eseguito alla lettera, ma al mattino la mamma,
nella stanza da letto, trova soltanto un foglio con poche, semplici parole:
“Vado a farmi santo”. Annodando le lenzuola, infatti, il ragazzo è riuscito a
calarsi dalla finestra: un’evasione in piena regola, un caso degno di “Chi l’ha
visto”, se non fosse che di questa fuga si conoscono il motivo e la
destinazione: raggiunti i missionari dopo dodici miglia, è riuscito, vista
l’insistenza, a farsi accettare.
Lo mandano come “Fratello inutile” in vari conventi redentoristi, dove fa di tutto: il giardiniere, il sacrestano, il portinaio, il cuoco, l’addetto alla pulizia della stalla e in tutte queste umili semplicissime mansioni l’ex ragazzo “inutile” si esercita a cercare la volontà di Dio.
Ubbidientissimo, mortificato, devoto, semina amore e concordia mentre fa la questua. Ai poveri distribuisce tutto, anche i suoi pochi effetti personali. Nei semplici gesti che compie c’è del prodigioso e la gente grida al miracolo, che fiorisce al suo passaggio. Un giorno viene accusato di una relazione per lo meno sospetta con una ragazza: non si discolpa e non si giustifica, preferendo che la verità venga a galla da sola e cercando anche in questa prova dolorosa di fare la volontà di Dio. Sarà infatti discolpato proprio da chi l’aveva calunniato, mentre tutti ammirano il suo eroismo, la sua pazienza e la sua sopportazione. Un bel giorno è colpito dalla tubercolosi e deve mettersi a letto; sulla porta della sua cella ha fatto scrivere; “Qui si fa la volontà di Dio, come vuole Dio e fino a quando vuole Dio”.
Muore nella notte tra il
15 e il 16 ottobre 1755: ha soltanto 29 anni, dei quali appena tre passati in
convento durante i quali ha fatto passi da gigante verso la santità.
Beatificato da Leone XIII nel 1893, Gerardo Majella è stato proclamato santo da Pio X nel 1904. da allora è uno dei santi più venerati del nostro Meridione, si continua a ricorrere alla sua intercessione e, in particolare, è conosciuto come il “santo dei parti felici” per la particolare protezione che molte mamme hanno sperimentato durante la gravidanza e al momento del parto. (Gianpiero Pettiti)
giovedì 15 ottobre 2020
"Nada te Turbe" (Teresa d'Avila)
Cinquant'anni fa veniva proclamata Dottore della Chiesa. I suoi scritti sono sempre un nutrimento per l'anima.
Nata
nel 1515, fu donna di eccezionali talenti di mente e di cuore. Fuggendo da
casa, entrò a vent'anni nel Carmelo di Avila, in Spagna. Faticò prima di
arrivare a quella che lei chiama la sua «conversione», a 39 anni. Ma l'incontro
con alcuni direttori spirituali la lanciò a grandi passi verso la perfezione.
Nel Carmelo concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta
contemplazione un'intensa attività come riformatrice dell'Ordine carmelitano.
Dopo il monastero di San Giuseppe in Avila, con l'autorizzazione del generale
dell'Ordine si dedicò ad altre fondazioni e poté estendere la riforma anche al
ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento,
contribuì al rinnovamento dell'intera comunità ecclesiale. Morì a Alba de
Tormes (Salamanca) nel 1582. Beatificata nel 1614, venne canonizzata nel 1622.
Paolo VI, nel 1970, la proclamò Dottore della Chiesa.
"Muoio figlia
della Chiesa"
Nada te turbe, nada te espante
Nulla ti turbi, nulla ti spaventi
Quien
à Dios tiene nada le falta
A chi è vicino a Dio non manca nulla,
Solo
Dios basta.
Dio solo basta.
Todo
se pasa, Dios non se muda
Tutto passa, Dio non cambia
La
paciencia todo la alcanza.
La pazienza ottiene ogni cosa
mercoledì 14 ottobre 2020
Preghiera a Maria Dormiente
O Vergine Immacolata, Madre di
Dio e Madre degli uomini,
noi crediamo nella tua assunzione in anima
e corpo al cielo,
ove sei acclamata da tutti i cori degli
angeli e da tutte le schiere dei santi.
E noi ad essi ci uniamo per lodare e
benedire il Signore che ti ha esaltata sopra
tutte le creature e per offrirti l'anelito
della nostra devozione e del nostro amore.
Noi confidiamo che i tuoi occhi
misericordiosi si abbassino sulle nostre miserie
e sulle nostre sofferenze; che le tue
labbra sorridano alle nostre gioie
e alle nostre vittorie; che tu senta la
voce di Gesù ripeterti per ciascuno di noi:
Ecco tuo figlio.
E noi ti invochiamo nostra madre e ti
prendiamo, come Giovanni, per guida,
forza e consolazione della nostra vita
mortale.
Noi crediamo che nella gloria, dove regni
vestita di sole e coronata di stelle,
sei la gioia e la letizia degli angeli e
dei santi.
E noi in questa terra, ove passiamo
pellegrini, guardiamo verso di te,
nostra speranza; attiraci con la soavità
della tua voce per mostrarci un giorno,
dopo il nostro esilio, Gesù, frutto
benedetto del tuo seno, o clemente,
o pia, o dolce Vergine Maria.
(Venerabile Pio XII)
martedì 13 ottobre 2020
San Vincenzo, prega per noi!
O glorioso San Vincenzo, giovane forte e generoso, che vivificato dallo Spirito Santo, hai offerto la tua vita, ti supplichiamo con intensa preghiera, di rivolgere a noi il tuo sguardo propizio.
Accoglici sotto la tua protezione, aiutaci a distruggere nel
nostro cuore, il germe dell’odio e a liberarci dal peccato e da ogni male,
perché riconciliati con il Padre e tra noi, viviamo come fratelli nell’amore di
Cristo.
Proteggi e sostieni la fede dei giovani, assisti la trepida
esistenza degli anziani e dei malati, conserva nell’unità e nella pace le
nostre famiglie.
La tua intercessione ci conceda di essere esauditi, e di poterti
un giorno ringraziare in cielo, e con te lodare Dio nei secoli in eterno. Amen.




























