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sabato 20 agosto 2016
giovedì 18 agosto 2016
mercoledì 17 agosto 2016
Mi viene da ridere!
Il Martire Fortunato venerato a
Casei Gerola il 16 ottobre e la III domenica di ottobre è un martire dei primi
secoli del cristianesimo romano, di cui non si sa nulla. Non è certamente un
martire nella valle di Agaunum, in
quanto sarebbe insensato pensare che la sepoltura sia potuta avvenire a decine
di chilometri di distanza dalla valle svizzera alla catacombe romana della via Appia. È venerato
come soldato, cioè come milite di Cristo, da qui l’idea fantasiosa di farlo un
compagno di San Maurizio e della legione tebea.
Di certo sappiamo che morì
martire a Roma, in un secolo tra la grande persecuzione di Nerone e la pace di
Costantino, per cui sepolto in una catacomba romana. Nelle catacombe romane di
San Callisto, riposò, fino al 1746, quando il cardinale Guadagni, vicario di
Papa Benedetto XIV per la città di Roma, ne ordinò la traslazione e
l’esposizione nella Collegiata romana di Santa Maria in Via Lata. Da Santa
Maria in Via Lata le reliquie di San Fortunato giunsero a Casei nel 1765, come
dono della Santa Sede al Prevosto dell’Insigne Collegiata, ai canonici e alla
comunità casellese, tramite il vescovo di Tortona Mons. Giuseppe Ludovico de
Anduxar. Non deve meravigliare questo gesto, se si considera che la Parrocchia
di Casei, fino al Prevosto don Bianchi agli inizi del 1900, fu di “collazione
papale”, cioè il suo parroco era nominato direttamente da Roma con bolla papale
e per potervi essere designato un sacerdote doveva esibire un titolo accademico
in teologia conseguito presso una facoltà romana, come attesta un documento
dell’archivio parrocchiale, datato 1806. All’epoca della traslazione a Casei di
San Fortunato risale la preziosa urna che custodisce le reliquie e in quell’occasione
le ossa del capo frantumate (indizio del martirio avvenuto a colpi di clava,
come si usava fare presso l’esercito romano in occasione delle decimazioni, o
nelle lotte nel circo o perché mal conservate e mal estratte... non è certo un punto a favore della pia bugia che fosse della legione tebea, che fu sterminata per decimazione!) vennero inserite
nella sagoma in gesso del teschio, poi rivestito con l’elmo.
martedì 16 agosto 2016
lunedì 15 agosto 2016
domenica 14 agosto 2016
800 volte SÌ!
1480 - 14 Agosto - 2016
SS. Martiri di Otranto.
800 volte SÌ!
SS. Martiri di Otranto.
800 volte SÌ!
Fratelli, anche noi, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento. ...
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato. (Eb 12)
Egli, di fronte alla gioia che gli era posta dinanzi, si sottopose alla croce, disprezzando il disonore, e siede alla destra del trono di Dio.
Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d’animo. Non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato. (Eb 12)
sabato 13 agosto 2016
San Papino o Pappiano o Papia, martire (II)
Caro Padre che NON è vero che "Viene commemorato a Milazzo anche il 28 giugno, festività espunta nella nuova edizione del Martirologio Romano (2004)", perché il 28 giugno del nuovo MR non riporta San Papino (sic!), a me che glielo inserito tu a mano :) e poi il 2004 è l'edizione italiana, il nuovo MR nella edizione typica in latino è del 2001 e anche lì non c'è san Papino (sic!), l'ultima edizione del MR che lo riporta è quella latina del 1960, rieditata nel 1998.
Altro articolo è QUI
Oh! Se tu sapessi cos'è pregare! (G. Goggi)
Nacque
a Pozzolo Formigaro (Alessandria), il 6 Gennaio 1877 da pii e agiati
agricoltori. Fu educato, sin dalla tenera età, alla preghiera, alla purezza,
all'amore di Dio e del prossimo, della Chiesa e del Papa; sentì giovanissimo la
chiamata alla vita di perfezione. In particolare avvertì la spinta interiore ad
unirsi all'allora Chierico Luigi Orione, il quale compiva in Tortona i primi
passi del suo mirabile apostolato. Attuò scrupolosamente il programma
fissatogli da Don Orione: "prima professore, poi sacerdote". Compì
gli studi liceali in Genova e quelli universitari in Torino, professando
coraggiosamente, in quei difficili ambienti, la propria fede, stringendo a sé
una bella schiera di studenti decisi, come lui, a bandire ogni rispetto umano e
imponendosi all'ammirazione anche degli avversari. Si laureò a pieni voti in
lettere e filosofia. In quegli anni si prodigò in un piccolo istituto aperto da
Don Orione in Torino, per avviare al lavoro ragazzi poveri e abbandonati. L'8
dicembre 1901 riceveva in Tortona, a 24 anni, l'abito clericale; il 6 settembre
1903 veniva ordinato sacerdote, emettendo lo stesso giorno, nelle mani di Don
Orione, la prima Professione religiosa nella Piccola Opera della Divina
Provvidenza, approvata da pochi mesi. Fedelissimo a Don Orione, gli furono
affidati incarichi difficili e delicati: a Tortona, Sanremo, Torino. Trasferito
a Roma, nel 1904, fu Rettore della Chiesa di Sant'Anna dei Palafrenieri al
Vaticano; si dimostrò sacerdote pio, colto, di grande tatto, circondato ovunque
di venerazione e affetto. Strinse numerose amicizie sia tra la gente semplice
come con personaggi noti: il Prof. L. Costantini, il poeta G. Salvadori, Card.
Carlo Perosi, Padre Semeria, il beato Luigi Guanella, i servi di Dio Aristide
Leonori e Madre Michel. Nel 1907 fu convisitatore dei seminari della Sicilia,
con il Card. Carlo Perosi. Poco dopo, San Pio X lo preconizzò ad una sede
episcopale. Ma già il Signore lo stimava maturo per il cielo. Un rapido e
progressivo indebolimento psico-fisico fermò il suo apostolato. Fu accompagnato
da Don Orione stesso all'ospedale psichiatrico di Alessandria, dove morì
improvvisamente, dopo 6 giorni, il 4 agosto 1908. Aveva 31 anni. Le sue spoglie
mortali riposano nel Santuario della Madonna della Guardia, a Tortona (AL). Don
Orione disse di lui: "Il nostro Don
Gaspare Goggi, primo Figlio della Divina Provvidenza, era mente eletta, tempra
di santo tanto pio quanto dotto che morì in concetto di santità... morto
consumato da troppe fatiche. Vero servo di Dio, amò molto la Madonna, il
Papa".venerdì 12 agosto 2016
Film e un nuovo libro su Rolando Rivi!
Martedì 23
agosto 2016, al Meeting di Rimini,
verrà proiettato per la prima volta il film documentario “Dio sceglie i
piccoli”, opera del regista milanese Riccardo Denaro, che racconta la vita, la
testimonianza di fede e il martirio del seminarista Rolando Rivi.
L’appuntamento è alle ore 18,00, al Teatro del Villaggio Ragazzi, Padiglione
C3, Nuova Fiera di Rimini (ingresso libero e gratuito). Saranno presenti il
regista e il cugino del Beato Rolando, Sergio Rivi. Insieme al film verrà
presentato il nuovo libro “Dio sceglie i piccoli”, che accompagna il film in
DVD, scritto a quattro mani dal giornalista Emilio Bonicelli e dal Vescovo di
Reggio Emilia, Massimo Camisasca.
Lunedì 22
agosto, alle ore 14, nella saletta incontri della libreria Jaca Book, al
Meeting di Rimini, il regista Riccardo Denaro e Angelo Porro, Casa Memores
Domini di San Valentino, incontreranno i lettori per parlare del libro e del
film.
Comitato
Amici di Rolando Rivi
Sono affascinato dai Martiri del XX secolo, e Rolando Rivi è uno di questi.
Quella sua affermazione, "Io sono di Gesù", è sconvolgente, e mi chiedo se anche ciascuno di noi è capace di affermarla allo stesso modo, non per il martirio, ma per le scelte di vita di tutti i giorni.
La cosa invece che mi sconvolge è vedere come il piccolo Rolando sia oramai un "santo" e membro del Movimento di CL.
Perché?
Perché in quella frase - e nella talare - vedono un fondamentalismo, come spesso sono quelli di CL? Oppure è una questione più politica, Rolando è stato ucciso dai comunisti?
Certo che questi due pensieri sviliscono la figura del Martire Rolando, ma posso spiegare perché CL si sia accaparrato del Beato, tanto che hanno creato una Casa Memores Domini di San Valentino... mah!
Quindi ora CL ha due santi: Riccardi Pampuri e Rolandi Rivi. Il primo lasciato in eredità dal fondatore, e il secondo perché... boh!
Si, perché prima oltre San Pampuri (come lo chiamano!), non esisteva nessun altro santo... forse un po' i Santi Martin, Zelia e Luigi, dimenticavo!
Certo Rolando Rivi rimane un esempio sconcertante, se pur una presenza ingombrante, perché segno di quella questione storica romagnola ed emiliana, che dal dopo guerra non si è ancora riconciliata, che ha ancora altri testimoni e martiri.
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| martiri dei Nazisti ... |
Una guerra civile, tra il mondo laico comunista e il mondo credente cattolico. Una della questioni storiche dell'Italia del dopo guerra che ancora scottano.
Chissà cosa pensano i Martiri, come Rolando, di ciò che accade nella nostra Italia, oramai simpatizzante cattolica?
Dove in nome di una dittatura della libertà personale (anche sostenuta da un certo pensiero cattolico, vedi CL!), tutto è giustificato e possibile?
Tutto è buono, se non fa male a nessuno.... ma in realtà corrode il futuro nei valori cattolici, per i quali i Martiri hanno donato la vita.
per approfondire... gliscritti.it
giovedì 11 agosto 2016
“Lo restituì a sua madre”
“Lo restituì a sua madre”. La madre ritrova il figlio. Ricevendolo dalle mani di Gesù essa diventa madre per la seconda volta, ma il figlio che ora le è restituito non è da lei che ha ricevuto la vita. Madre e figlio ricevono così la rispettiva identità grazie alla parola potente di Gesù e al suo gesto amorevole. Così, specialmente nel Giubileo, la madre Chiesa riceve i suoi figli riconoscendo in loro la vita donata dalla grazia di Dio. E’ in forza di tale grazia, la grazia del Battesimo, che la Chiesa diventa madre e che ciascuno di noi diventa suo figlio.
(Papa Francesco)
martedì 9 agosto 2016
Edith e Franz, ascoltatori di Dio
Di noi tutti abbi misericordia:
donaci di aver parte alla vita eterna,insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio,
con gli apostoli e tutti i santi,
che in ogni tempo ti furono graditi:
e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua gloria.
![]() |
| Beato Franz Jägerstätter |
Così la Preghiera Eucaristica II ci fa pregare.
Oggi
9 agosto la Chiesa celebra due suoi figli legati dallo stesso destino: il
martirio.
Un
uomo, sposato, padre e contadino, Franz Jägerstätter; e una vergine carmelitana,
filosofa, Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein.
Lui
appartenete alla stirpe ariana, lei alla stirpe ebraica.
Tutte
e due immolati in Cristo per il trionfo del suo Regno.
Lei
uccisa nella camera a gas a Birkenau, lui decapitato a Berlino.
Lui
sepolto, lei cremata e poi dispersa.
Due
figli della Germania, due credenti con due percorsi diversi (perché Gesù ha
molta fantasia!), due credenti del XX secolo nell’orrore della II Guerra
Mondiale.
Due
figli della Chiesa, graditi a Dio, da
essere per noi stupore e meraviglia: ecco cosa vuol dire credere!
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| Santa Edith Stein (Teresa Benedetta della Croce) chiesa di Santa Caterina d'Alessandria, Padova (Opera Giustina Toni) |
Teresa
Benedetta nel suo percorso di ricerca, un giorno entro in una chiesa cattolica
esclamo: Qui c'è Qualcuno!.
La
presenza eucaristica di Gesù parlava a Edith, così come parlava a Franz.
Non invidiamo forse i tre magi, che
hanno potuto prendere nelle loro braccia Gesù bambino? … molti penseranno
certamente che se potessimo vedere Gesù nell’ostia consacrata come lo hanno
visto i magi a Betlemme sarebbe tutta un’altra cosa. Ma Cristo stesso ha detto:
Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno. Perciò riceviamo senza
dubbio una ben maggior grazia facendo la comunione, pur non vedendo Cristo
nella santa ostia, piuttosto che se lo potessimo vedere. … questo è davvero il
più grande e più bel lascito che ci ha fatto Gesù nell’ultima cena.
Possa
il Signore farci ascoltare il mistero della Sua presenza e darci una vita
obbediente alla sua volontà… per essere a Lui graditi.
Amen
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