giovedì 5 dicembre 2013

Triduo in onore dell'Immacolata Concezione di Maria (1)




Madre di Dio Vergine, gioisci, piena di grazia Maria, il Signore è con te: benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo, perché hai generato il Salvatore delle anime nostre. (tropario tradizione slava)

mercoledì 4 dicembre 2013

Serie VERONICA e altro





Ecco gli ultimi santini stampati della Serie Veronica .... una passione infinita!

Sono richiedibili per scambio, tranne due (quello mariano con fondo verde e quello a disegno in basso a dx) inviando mail.

Mercoledì della I settimana di Avvento





San Giovanni Damasceno
Santa Barbara V.M.

Anche oggi leggiamo la Parola di Dio dal libro del profeta Isaia. Ci viene presenta una nuova profezia, una nuova speranza: un banchetto per tutti i popoli. Un banchetto in cima al monte Sion, il monte dell’Alleanza.

Un banchetto di alleanza che ben ci fa pensare a Bambino Gesù, un pane posto nel paniere per essere cibo di tutti i popoli: il bue e l’asino. Ma tutto questo lo affermiamo avendo come chiave di lettura la Pasqua. In essa Gesù si è fatto pane ed ha immolato la sua vita come agnello senza peccato e senza macchia per svelarci la nuova strada di comunione con il Padre; così da strappare il velo e svelarci il vero volto di Dio.

Egli “eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato”.

Egli è il misericordioso che libera dall’uomo dà ogni male: “attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì”. La guarigione del male fisico è profezia di liberazione e di salvezza. Egli “eliminerà la morte per sempre”, dice il profeta Isaia.

Egli è compassionevole verso la folla, non solo guarisce, ma provvede al loro cammino preparando per lo loro un frugale banchetto: fatto di pesce crudo e pane.

Egli così, già in questo gesto rende, visibile la profezia del banchetto in cima al monte, il monte Calvario dove la sua compassione per l’umanità si consumerà fino all’ultima gocce di sangue.

Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini».

Egli chiede la nostra partecipazione perché il Signore è salvatore solo attraverso la mediazione dell’umano. In Gesù, prima, e poi ogni fratello e sorella compassionevole per l’umanità, si perpetua il banchetto del Calvario.

Concludo con uno scritto di San Giovanni Damasceno, la cui memoria liturgica è in questo giorno:

Cristo mio Dio, tu hai umiliato te stesso per prendere sulle tue spalle me, pecorella smarrita, e farmi pascolare in pascolo verdeggiante e nutrirmi con le acque della retta dottrina per mezzo dei tuoi pastori, i quali, nutriti da te, han poi potuto pascere il tuo gregge eletto e nobile.
    Ora, o Signore, tu mi hai chiamato per mezzo del tuo sacerdote a servire i tuoi discepoli. Non so con quale disegno tu abbia fatto questo; tu solo lo sai. Tuttavia, Signore, alleggerisci il pesante fardello dei miei peccati, con i quali ho gravemente mancato; monda la mia mente e il mio cuore; guidami per la retta via come una lampada luminosa; dammi una parola franca quando apro la bocca; donami una lingua chiara e spedita per mezzo della lingua di fuoco del tuo Spirito e la tua presenza sempre mi assista.
    Pascimi, o Signore, e pasci tu con me gli altri, perché il mio cuore non mi pieghi né a destra né a sinistra, ma il tuo Spirito buono mi indirizzi sulla retta via perché le mie azioni siano secondo la tua volontà e lo siano veramente fino all'ultimo.
(San Giovanni Damasceno, Dichiarazione di fede)

Amen.



Tu che il peccato ignori ...





Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

martedì 3 dicembre 2013

Dalla cattedra il detto irrevocabile ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

Martedì della I settimana di Avvento


memoria di S. Francesco Saverio




«Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.. ».

Così Gesù esultò nello Spirito Santo.

Lo stesso sussulto immagino lo ebbe San Francesco Saverio quando nel 1545 a Malacca, in Malaysia incontrò alcuni giapponesi che gli diedero l'idea di estendere l'evangelizzazione al Giappone, dove arrivo nell’agosto 1549, ma poi il medesimo sussultò lo ebbe quando penso di evangelizzare la Cina, dove non vi giunse, perché ammalatosi di polmonite durante il viaggio da Malacca all'isola di Sancian - della Cina meridionale - qui morì il 3 dicembre 1552.

Il Vangelo di questo giorno ci ricorda che Gesù è l’atteso, annunciato dai profeti:
«Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Egli è Colui che compie le profezie!

Egli è il “germoglio spunterà dal tronco di Iesse … virgulto germoglierà dalle sue radici”.

Gesù è il nuovo inizio della stirpe umana, il germoglio immacolato che è germinato da un corpo immacolato: la Vergine Maria.

In Gesù c’è la pienezza dello Spirito. Egli “si compiacerà del timore del Signore”, perché in Gesù tutto compiace l’amore del Padre, da cui tutto ha principio perché Egli è l’Altissimo.

In Gesù tutto si rinnova e ritorna alla sua santa origine quando nel giardino del primo uomo tutto era in armonia, senza prede e predatori: “Il leone si ciberà di paglia, come il bue”.

Infatti si legge in Genesi:
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne”.

Gesù è venuto a ricreare questa giustizia e pace universale con tutto il creato. Egli viene come “un vessillo per i popoli” – dice Isaia – cioè come una bandiera sotto cui militare e e dietro cui camminare.
Sant’Ignazio di Loyola, amico e maestro di San Francesco Saverio; definisce Gesù: “Sommo e vero Capitano” sotto il cui vessillo militare.

Il Saverio consumò tutta la sua vita per militare sotto questa bandiera e per propagare - con un fuoco d’amore - il Vangelo di Gesù.

Francesco Saverio fu proclamato santo insieme a Ignazio di Loyola, il 12 marzo del 1622. Nel 1748 il Papa Benedetto XIV lo dichiarò patrono d’Oriente e nel 1904 Pio X lo proclamò Patrono delle Missioni insieme a Santa Teresa di Lisieux.

Come il santo missionario Francesco Saverio possa la nostra vita militare sotto il vessillo di Cristo per portare ad ogni uomo il regno di giustizia e di pace che il Signore Nostro Gesù Cristo è venuto ad iniziare con la sua Incarnazione, Morte e Risurrezione. Amen.

lunedì 2 dicembre 2013

O solo bellissimo fiore ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

domenica 1 dicembre 2013

Arca di vita, solitaria vai ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)


La Madonna di Marzio

L’Avvento è un tempo di preparazione all’incontro: con il Dio fatto uomo e nello stesso tempo con il Dio che porta a compimento ogni bene. È il tempo di attesa del Natale di Gesù, ma anche della pienezza del Regno.

Una certezza: Gesù è già fra noi e il suo Regno è già in compimento.

Cosa serve allora vivere l’Avvento?
Dice l’Apostolo Paolo:

è ormai tempo di svegliarvi dal sonno

Ecco il senso profondo dell’Avvento: svegliarci!

Da cosa?

L’incontro con Gesù deve modificare le abitudini e modificarle profondamente: così sarà visibile il Regno di Dio che già in mezzo a noi.

Suona con questa speranza la parola del profeta Isaia:
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci;
L’incontro con Gesù è un presenza che deve segnare la nostra routine quotidiana:

mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito … due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.

È nella vita di tutti i giorni che il Regno di Dio si realizza e … lo realizziamo.
È nel quotidiano che dobbiamo essere pronti!

Ma come?
gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

Se cerchiamo nel N. T. ci accorgiamo che le parole luce e tenebre sono spesso accostati al comandamento dell’amore.

Ecco per cui: essere pronti vuol dire dimorare quotidianamente nell’Amore di Dio e per il fratelli.

Scrive Napoleone Bonaparte:
“il più grande miracolo di Cristo è stato fondare il regno della carità:
solo lui si è spinto ad elevare il cuore umano fino alle vette dell’inimmaginabile, all’annullamento del tempo; lui solo creando questa immolazione, ha stabilito un legame tra cielo e terra. Tutti coloro che credono in lui, avvertono questo amore straordinario, superiore, soprannaturale; fenomeno inspiegabile e impossibile alla ragione”.

Questa stato di esperienza spirituale è quello slancio che libera la nostra umanità dalla sua vecchiezza per rivestirla della nuova umanità realizzata in Gesù.

Rivestitevi … del Signore Gesù Cristo. Esorta l’Apostolo Paolo! Ed aggiunge …

“… rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo”. (Col 3, 12 ss)
Amen.

sabato 30 novembre 2013

Chiara dai secoli suona la voce ...





Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

III DOMENICA DI AVVENTO AMBROSIANO (ANNO A)





(Is 35,1-10; Sal 84; Rm 11,25-36; Mt 11,2-15)

La Quaresima di San Martino: così veniva chiamato l’Avvento Ambrosiano, perché similmente alla Quaresima è composto di sei settimane ed inizia la domenica successiva la festa del Santo Martino di Tours: l’11 novembre.

L’Avvento è un tempo di preparazione all’incontro: con il Dio fatto uomo e nello stesso tempo con il Dio che porta a compimento ogni bene. È il tempo di attesa del Natale di Gesù, ma anche della pienezza del Regno.

Una domanda è presente nel Vangelo quest’oggi:

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

Gesù realizza il compimento di ogni speranza e di ogni attesa. In Gesù si adempiono le profezie.

“Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.

Giovanni Battista in questa domenica III di Avvento è il nostro apri pista e ci insegna un modo per andare incontro al Signore.

Afferma Gesù:

Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta.

Quello che ci colpisce di questo discorso di Gesù è la parola “lusso”.
Gesù usa questo temine per indicare l’opposto, cioè l’austerità, la frugalità, la modestia e la povertà del Battista. Un bel richiamo anche per noi in preparazione nell’Avvento.

Cos’è l’austerità, la frugalità, la modestia e la povertà?
Rispondere personalmente a questa domanda significa dare concretezza all’incontro con Gesù in questa domenica d’Avvento.

Ritorno alla parola “lusso”.
Questo termine è attribuito a coloro che “stanno nei palazzi dei re”, quindi a coloro che hanno il potere. Però in realtà è il Battista che possiede un potere in riferimento al Regno di Dio: essere profeta.

Cosa significa essere profeta?
Significa prendere coscienza di essere chiamati personalmente da Dio a un compito – parlare in Suo nome, far conoscere al popolo il Suo vero volto – ed essere disposti a stravolgere la propria vita per rispondere a tale chiamata.

Ecco un’altra possibilità di concretizzazione. Qual è il mio compito nel Regno di Dio? Ho risposto a questa chiamata del Signore?

Signore Gesù,
in questa domenica ci viene incontro con una Parola di Vita, ricca di speranza e gioia.
Suscita in noi desideri di austerità, frugalità, modestia e di povertà, così da essere capaci di accogliere la tua chiamata per compiere con te l’avvento del Regno. Amen.

venerdì 29 novembre 2013

Dal primo albore di vita, o Vergine ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)