mercoledì 22 agosto 2012

Era proprio una santa!




Video sulla Serva di Dio CONCETTA LOMBARDO
martire il 22 agosto.

La vita. Nata a Stalettì, nella diocesi di Catanzaro-Squillace, il 7 luglio 1924, Concetta Lombardo, dopo solo sette mesi, rimane orfana di padre, Gregorio, bracciante agricolo, morto in un incidente di lavoro. La sua fede sincera e semplice le dava la forza di dedicarsi alle fatiche domestiche, ai lavori stagionali dei campi e agli impegni del suo mestiere di sarta per aiutare la madre, Giovanna, a mandare avanti la famiglia, composta oltre che da lei da una sorella più grande, Angelina. Oltre agli impegni familiari Concetta partecipa attivamente alle iniziative pastorali della diocesi: esemplare giovane dell'Azione Cattolica e catechista, aveva professato la Regola del Terzo Ordine Francescano.

Impegnata attivamente in parrocchia, in lei apparivano ben chiari i segni delle sue doti naturali: un carattere dolce, mite, affabile, servizievole ed umile. Caratteristiche che tutti, nel piccolo centro calabrese, ammiravano insieme alla sua singolare avvenenza fisica. Trascorse i suoi anni di adolescente in un tempo anche molto difficile segnato dagli eventi e dalle conseguenze della seconda guerra mondiale. In questo periodo la madre le propone il matrimonio con un giovane del luogo che Concetta vedeva bene: con lui voleva costruire una famiglia. Ma il matrimonio svanisce: il ragazzo parte per la Germania  in cerca di lavoro e ben presto si sposa con una tedesca. Scossa da questa storia non abbandona comunque l'idea di costruire la sua femminilità con un amore benedetto dal Sacramento del matrimonio.

Un desiderio e un sogno che, però, non riesce a realizzare: di lei si innamora un uomo, Vincenzo Messina, sposato con figli, fruttivendolo e gestore di uno spaccio di carne in un comune vicino a Stalettì. Dopo aver conosciuto Concetta, Messina diventa amico della famiglia tanto che battezza la primogenita della sorella di Concetta. Questo fa si che il fruttivendolo visita spesso la casa dei Lombardo innamorandosi perdutamente di Concetta. Questo "amore", non corrisposto, preoccupa la famiglia Lombardo che corre ai ripari respingendo il Messina come indegno di "comparaggio" e della loro fiducia, per l'inammissibile comportamento.

Ma Messina continuava e, sempre più insistentemente, chiedeva alla giovane Concetta di andare a convivere insieme: una proposta che lei considerava peccaminosa e disonorante: pur di non peccare preferiva morire, come è successo la mattina del 22 agosto del 1948 quando, ad un ennesimo rifiuto di Concetta, il Messina la colpisce a morte con due revolverate, togliendosi lui stesso la vita poco dopo con la stessa arma. Un fatto che suscitò molto scalpore e molti considerarono la morte di Concetta, come un vero martirio oltre che modello di fermezza cristiana e di fedeltà evangelica, da additare come esempio luminoso al mondo di oggi.
Hanno detto di lei. "Con assoluta umiltà Concetta Lombardo viene a ricordarci che non si costruisce la storia se non si hanno delle certezze. Ci vogliono chiari punti di riferimento, raggiunti, certo, in piena libertà, ma assolutamente necessari. Sono i valori che danno un senso alla vita e per i quali si deve essere disposti a dare tutto": così mons. Antonio Cantisani, presidente emerito della Conferenza episcopale calabra, parla di Concetta Lombardo, catechista dell'Azione cattolica e terziaria francescana, indicandola come una testimonianza per i giovani d'oggi. Lombardo, infatti, per difendere la sua purezza, è stata uccisa da un uomo sposato che desiderava averla.

La grandezza di Concetta Lombardo sta soprattutto nella sua semplice vita cristiana con al centro la Parola di Dio e la sua volontà che lei cerca avidamente e fedelmente. La sua vita "grida – ha sottolineato mons. Antonio Cantisani che nel 1990 ha voluto fortemente l'apertura della causa di beatificazione – che sull'impegno pastorale di una seria preparazione alla famiglia come comunità d'amore, non si può transigere". Il suo esempio, come quello di tanti, di "creatura coerenti a tutti i costi con la propria dignità e la propria coscienza, ci da il diritto di guardare con piena fiducia al domani dell'umanità".

Ci vogliono queste persone che sanno valorizzare la "ferialità" facendo con amore le cose "ordinarie": quel "dovere che è proprio di ciascuno secondo la specifica vocazione. E' più che mai vero che niente è piccolo quando è grande il cuore che dona". Oggi le spoglie mortali di Concetta Lombardo, traslate nella chiesa matrice di Stalettì, sono meta di numerosi pellegrini, provenienti da varie parti della regione mentre la documentazione diocesana del processo canonico sulla vita, le virtù e la fama di martirio della Lombardo sono all'esame della Congregazione per le Cause dei Santi.

BLOG sulla Serva di Dio, con gli ultimi passi fatti per la causa di canonizzazione.
un'OPERA TEATRALE di Gregorio Calabretta.

Pellegrinaggio in Umbria e nelle Marche







Mercoledì 22 agosto, partenza,
CHIUSI DELLA VERNA (AR) - CASCIA

-         santuario de La Verna; San Francesco e il beato Giovanni del La Verna


Giovedì 23 agosto , CASCIA - ROCCAPORENA

-         S. Rita da Cascia, beata Teresa Fasce, beato Simone Fidati, Miracolo Eucaristico - santuario, monastero e basilica della Santa;
-         Roccaporena e chiesa del Battesimo di S. Rita; San Montano


Venerdì 24 agosto, NORCIA

-         San Benedetto, S. Scolastica, S. Benedetto M. - Basilica di S. Benedetto e Concattedrale
-         Santo Spes, Sant'Eutizio e San Fiorenzo, abbazia di S. Eutizio a Piedivalle

-         Santa Anatolia, S. Anatolia di Narco (PG)
-         Santi Mauro il Siro e Felice, Castel San Felice di S. Anatolia di Narco (PG)


Sabato 25 agosto, LORETO - VISSO

-         Prendere direzione Visso, poi direzione Tolentino-Civitanova Marche
-         Madonna del Macereto, Visso (MC)

Oppure
-          Santa Anatolia, S. Anatolia di Narco (PG)
-         Santi Mauro il Siro e Felice, Castel San Felice di S. Anatolia di Narco (PG)


Domenica 26 agosto, SANTA VITTORIA IN MATENANO (FM)

-         Santa Vittoria martire, S. Vittoria in Matenano

Lunedì 27 agosto, PROVINCIA DI ANCONA – diocesi di Senigallia

-         Santa Marina vergine, Castel Colonna (AN)
-         Santa Liberata vergine, Roncitelli di Senigallia (AN)

Martedì 28 agosto, SAN SEVERINO MARCHE

-         Santa Margherita da Cesolo, Cesolo di S. Severino Marche
-         Beata Camilla Gentili Rovellone, Chiesa di S. Domenico
-         Beato Pellegrino da Falerone, Beato Bentivoglio de Bonis, Venerabile Francesca Trigli dal Serrone - Santuario Madonna dei Lumi
-         Beata Marchesina Luzi, Chiesa di S. Agostino

Mercoledì 29 agosto, SAN SEVERINO MARCHE (Frazioni)


Giovedì 30 agosto, FIASTRA (MC)

-         Santuario del Beato Ugolino, Fiastra

Venerdì 31 agosto, Pesaro

-         Beato Pietro Giacomo da Pesaro, San Nicola da Tolentino, Oasi di San Nicola (Valmanente), strada San Nicola

Sabato 1 settembre, CORINALDO

-         Santa Maria Goretti, santuario e casa natale

Oppure

-         Offida, Chiesa di S. Maria della Rocca


Domenica 2 settembre, rientro, A CASA

martedì 21 agosto 2012

Un "folle per Cristo"






Cosa significa stolto o folle per Cristo?
- vedi il link

Un esempio è S. Nicola il Pellegrino, patrono di Trani.



* * *

“Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti”. (1Cor 1,27)

Pensieri mariani ... (II)







Tu, O Maria, sei divenuta il libro nel quale oggi è scritta la nostra regola: Gesù Cristo.
In te si manifesta oggi la fortezza e la libertà dell'uomo.

Santa Caterina da Siena

lunedì 20 agosto 2012

Pensieri mariani ... (I)






Tutti i mesi dell'anno noi spendiamo a parlare di Maria, a meditare Maria, a predicare Maria. E predicando Maria, che la Chiesa invoca "Virgo praedicada", noi predichiamo DIO che dall'eternità la scelse a madre del suo Verbo".

Beato Bartolo Longo

domenica 19 agosto 2012

XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)


S. Pietro Giuliano Eymard
sacerdote e fondatore (3 agosto)


“La sapienza si è costruita la sua casa” (Sap)

Chi è la Sapienza che imbandisce la tavola con carne e vino? Chi è la Sapienza che manda i servitori (“Ha mandato le sue ancelle”) a invitare chi è inesperto nell’arte del banchettare perché possa mangiare del suo pane e bere del suo vino?
Chi è la Sapienza che chiede di abbandonare l’inesperienza e di farsi guidare nel mangiare e nel bere. E che ci raccomanda: abbiate intelligenza nel dare soddisfazione alla vostra fame!

Sul discorso, mangiare e bere, prosegue la II lettura dell’Apostolo Paolo: “fate molta attenzione al vostro modo di vivere … non ubriacatevi di vino” (Ef)

La pagina di Efesini è un’esortazione alla comunità cristiana dell’epoca degli Apostoli a vivere bene la cena del Signore: forse l’esortazione dell’Apostolo voleva liberare la Cena da eccessi e da dinamiche che potevano avere il gusto paganeggiante o che richiamavano i riti pagani di cui ancora la società romana era intrisa.

Non siamo a baccanali dove si ubriacavate, ma siamo alla Cena del Signoe: forse pensava S. Paolo!
Per noi invece è esortazione a vivere bene l’Eucaristia, forse chiedendosi ogni volta: cosa vado a vivere questa domenica?
C’è sempre nascosto e non mai scontato un certo che di pagano che rimane latente nei nostri gesti di culto: cosa?
Questa pagina di Efesini può essere anche esortazione a vivere con consapevolezza la gestualità della S. Messa: senza essere meccanico e rituale, senza svuotare la celebrazione eucaristica della sua sacralità e sprecando la Grazia che in essa sgorga.

Ma poi in questa pagina di S. Paolo siamo richiamati ad “essere” quello di cui nutriamo. E di cosa ci nutriamo in ogni celebrazione eucaristica? Del pane di Vita, della bevanda e Parola di Salvezza.

Eccoci allora all’ultimo passo, il Vangelo.

“Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me”. (Gv)

Torniamo alla Sapienza!
Cristo è la Sapienza increata che imbandisce il suo banchetto perché impariamo nuovamente a mangiare per essere ciò che mangiamo e trasformarci in ciò che mangiamo: Lui in me e in io in Lui! Diceva il Vangelo ...

Difatti ogni guaio è nato da un mangiare sbagliato, da una fame mal soddisfatta.

E cosa cercavano in quel cibo in nostri progenitori?
Cercavano la vita, la vita eterna; cercavano la sapienza del vivere.
Cristo è il maestro della vita, egli è colui che ci educa al vero mangiare, perché suo cibo è compiere la volontà del Padre suo e nostro. “Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera”. (Gv 4,34)

Gesù, mio Signore e mio Dio, sfama la nostra fame di vita perché il nostro vivere sia “in eterno”.
Concludo con un pensiero di San Giovanni Eudes, la cui memoria liturgia è (oggi) il 19 agosto (domani):


“O Signore, tu non ti accontenti di aver abitato e parlato con noi durante la tua vita mortale, ma hai trovato una stupenda invenzione per essere sempre con noi e donarti a noi con tutti i tesori e le meraviglie che sono in te - LUI IN ME ED IO IN LUI - , e ciò attraverso la divina Eucarestia che è compendio delle tue meraviglie e l’espressione più grande del tuo amore per noi.
Poiché ti diletti stare con me, fa che ponga tutta la mia contentezza a parlare con te, a pensare a te e ad amarti e glorificarti”. (Opere Complete I, 430)
Amen.

sabato 18 agosto 2012

Un pensiero ...






"Se credessi nell'Eucaristia come dovrei, non farei più fatica a diventar santo".

Giosuè Borsi (1888-1915)

O Vergine Maria, Madre della Chiesa ...



Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa
Sassari

O Vergine Maria, Madre della Chiesa, a te raccomandiamo la Chiesa tutta. Tu, che dallo stesso tuo divin Figlio, sei stata presentata come Madre al discepolo prediletto, ricordati del popolo cristiano che a te si affida. Ricordati di tutti i figli tuoi, conserva salda la loro fede, fortifica la loro speranza, aumenta la carità. Ricordati di coloro che versano nelle necessità, nei pericoli, di coloro soprattutto che soffrono persecuzioni e si trovano in carcere per la fede. A te, o Maria, raccomandiamo l'intero genere umano: portalo alla conoscenza dell'unico vero salvatore Cristo Gesù; dona al mondo intero la pace nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell'amore. E fa' che la Chiesa tutta possa elevare al Dio delle misericordie l'inno maestoso della lode e del ringraziamento, perché grandi cose ha operato il Signore per mezzo tuo, o clemente o pia, o dolce Vergine Maria.

(Inspirata dalla preghiera di Papa Paolo VI)

venerdì 17 agosto 2012

Angela Leonti: beata Angelica da Milazzo





Angela (alcuni la chiamano Angelica, secondo il Perdichizzi in “Melazzo Sagro”) Leonti, sorella di Biagia e Pelagia (m. 1591), terziarie dell’Ordine dei Minimi, nasce a Milazzo nel 1519 da Domenico e Bernarda Maiolino. Il digiuno era il suo alimento, l’orazione la sua ricreazione, l’assistenza ai poveri ammalati la sua più gradita occupazione. Godeva sempre della vista dell’Angelo custode, che ero suo maestro e guida. Morì a Milazzo (ME), secondo il Piazza in “Memorie della città di Milazzo”, il 1 novembre del 1559. “La città saluto l’Angela qual santa; e questa e quell’altra bocca ripetevano che spesso quand’ella era stata veduta per le strade con la sorella, due angeli in forme umane le avevano accompagnato, balenanti in volto di celeste splendore”. Dal giorno della sua santa morte Angela Leonti è chiamata dal popolo di Milazzo “Beata Angelica”.



affresco del Chiostro di Grottaglie


O Dio, che ti compiaci di stabilire la tua dimora in chi ti serve con cuore semplice e puro, fa’ che sull’esempio della Beata Angelica, vergine, viviamo con purità evangelica per essere tempio vivo della tua gloria, e averti sempre ospite in noi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

(Comune dei Santi – Messale Romano)

giovedì 16 agosto 2012

Santi Rocco de la Croix e Sostene di Calcedonia





 
LITANIE DI S. ROCCO
(2012)
 

Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici

Dio, padre del cielo
Abbi pietà di noi
Dio Figlio redentore del mondo
Dio Spirito Santo
Santa Trinità, unico Dio
Santa Maria
Prega per noi
Santa Madre di Dio
Regina di tutti i Santi
San Rocco, generoso difensore del mondo
Prega per noi
San Rocco, discepolo fedele di Gesù Cristo
San Rocco, che portasti sul tuo corpo la croce di Cristo
San Rocco, il cui cuore bruciò del fuoco della carità
San Rocco, che hai sacrificato i tuoi beni per i poveri
San Rocco, che hai sacrificato la tua stessa vita
San Rocco , che hai medicato gli infetti per amore di Gesù
San Rocco, che hai prodigato la tua vita al sollievo
degli ammalati
San Rocco, che hai servito gli appestati con zelo e coraggio
San Rocco, che con il segno della croce hai guarito i malati
San Rocco, che per i malati sei diventato modello di pazienza
San Rocco, colpito anche tu dal flagello della peste
San Rocco, che sei guarito miracolosamente
San Rocco, messo in prigione ingiustamente
San Rocco, che la chiesa implora per essere liberata
da flagelli e malattie contagiose
San Rocco, amico e guida dei giovani
San Rocco, protettore dei viandanti e pellegrini
San Rocco, venerato in tutta Francia, Europa e nel mondo
San Rocco, amico dei carcerati
San Rocco, che Gesù Cristo ha coronato di gloria e di onore
San Rocco, Santo tra i Sant
San Rocco, pellegrino dell'assoluto
San Rocco, che indichi ai defunti la luce di Dio
San Rocco, ispirazione per gli operatori sanitari
San Rocco, amico che ci guidi a Gesù sacramentato
Prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo
perdonaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati dal mondo
ascoltaci, o Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati dal mondo
abbi pietà di noi

Preghiamo
Ti supplichiamo, Signore, fa che l'intercessione del glorioso San Rocco tuo
confessore,allontani da noi i mali che ci affliggono e ci riconcili con te,nostro Padre.
Per Cristo nostro Signore. Amen


* * *


LITANIE DI S. SOSTENE
(dDMG, 10 settembre 1995)

Signore, pietà
Cristo, pietà
Signore, pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici

Dio, Padre celeste misericordioso
abbi pietà di noi
Dio, Figlio Redentore del mondo
Dio, Spirito Santo Consolatore
Santa Trinità, unico Dio
Santa Maria
prega per noi
Santa Madre di Dio
Santa Vergine delle Vergini
Regina dei Martiri

S. Sostene, discepolo di Cristo
prega per noi
S. Sostene, che hai portato come trofeo la Croce di Cristo
S. Sostene, convertito dall’amore di Cristo
S. Sostene, che hai ammirato la fede dei Martiri
S. Sostene, che hai risposto prontamente alla Grazia divina
S. Sostene, che sei stato ferito dalla Misericordia di Cristo
S. Sostene, che hai proclamato l’Amore di Cristo
S. Sostene, che hai con fierezza la fede in Cristo
S. Sostene, che tutto hai sopportato nel nome di Cristo
S. Sostene, che nessun tormento poté separare dall’Amore di Cristo
S. Sostene, che hai testimoniato la fede nella gioia avendo fiducia in Gesù
S. Sostene, che in carcere sei stato consolato da Cristo
S. Sostene, che hai considerato tutto una nullità davanti all’unico tesoro che è Gesù
S. Sostene, flagellato a causa del Nome di Gesù
S. Sostene, che sottoposto alle fiere sei stato miracolosamente risparmiato
S. Sostene, che hai concluso il tuo martirio tra le fiamme del rogo
S. Sostene, nostro intercessore presso il Signore Gesù
S. Sostene, nostro celeste Patrono
S. Sostene, coronato di gloria e di onore da Gesù Cristo
S. Sostene, Santo tra i Santi
Prega per noi

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
perdonaci Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
esaudiscici Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,
abbi pietà di noi


Preghiamo
O Padre, Tu proteggi e custodisci i tuoi figli con infinita bontà: per i meriti e l’intercessione del santo martire Sostene, nostro celeste Patrono, “aumenta la nostra fede” e liberaci da ogni male nel corpo e nello spirito. Per Cristo nostro Signore. Amen




 


San Rocco de la Croix, il Pellegrino






15 agosto
Dopo la morte
L'apertura del Processo di Canonizzazione di San Rocco è fatta risalire al 1377 ad opera del Papa Gregorio XI, che si trovava ancora ad Avignone. Per la verità, non esistono documenti della formale Canonizzazione di San Rocco: il 14 luglio 1590 l'ambasciatore veneto a Roma, A. Badoer, scriveva al Doge Pasquale Cicogna che Papa Sisto (1585-1590) aveva intenzione di canonizzarlo "ovvero di levarlo dal numero dei Santi": questo forse per non riconoscere una "certa" canonizzazione fatta dall'antipapa Giovanni XXIII (1410-1415). Ma la santità di San Rocco fu sicuramente riconosciuta "De Consensu Ecclesiae": culto immemorabile che Papa Urbano VIII approvò con decreto solenne nel 1625. Ma, secondo il Diedo fu già nel 1414 che a Costanza, in occasione dell'apertura del Concilio, che, scoppiata una pestilenza, i Padri conciliari invocarono la protezione di San Rocco, recandone l'immagine in solenne processione e ottenendone la protezione.

Sul giorno della sua festa liturgica, il 16 agosto, si fa l'ipotesi di un inizio nel 1440 a Montpellier, dove dal 1421 esisteva una cappella in onore del santo. Il Martirologio Romano del 1678 reca il suo nome per la festa di tale giorno.

Martirologio Romano, 16 agosto: In Lombardia, san Rocco, che, originario di Montpellier in Francia, acquistò fama di santità con il suo pio peregrinare per l’Italia curando gli appestati.





PREGHIERA A SAN ROCCO

O San Rocco, che da oltre sei secoli diffondi la luce della tua santità, e che da tempo immemorabile ci proteggi, accetta il doveroso ringraziamento di noi tuoi devoti, ed esaudisci le nostre invocazioni:

O San Rocco, che durante il tuo terreno pellegrinare amasti sommamente Dio e il prossimo, specialmente gli afflitti e gli infermi, e che ora sei glorioso in cielo e taumaturgo sulla terra, continua ad intercedere per noi presso il trono di Dio.

Ottienici che la devozione verso di te, o San Rocco, non si limiti al culto esteriore ed alla richiesta di grazie nelle tristi circostanze della vita, ma consista soprattutto nell'imitare la tua carità, nell'amare cioè il prossimo e nell'evitare il peccato, vera peste delle anime.

O san Rocco, che il tuo nome risuoni sempre in benedizione e lode sulle labbra di tutti; esso ravvivi in noi la dolce speranza di raggiungerti un giorno nella Patria beata. Amen.








16 agosto: memoria liturgica di San Rocco





“Tu, figlio dell’uomo, fatti un bagaglio da esule e di giorno, davanti ai loro occhi, prepàrati a emigrare; davanti ai loro occhi emigrerai dal luogo dove stai verso un altro luogo”. (Ez)

Questa pagina di Ezechiele è profezia dell’esilio, infatti si dice alla fine della pagina ascoltata:
“Tu dirai: Io sono un simbolo per voi. Quello che ho fatto io, sarà fatto a loro; saranno deportati e andranno in schiavitù”. (Ez)

Ma, in questa giornata, ben si presta come rilettura della vita del pellegrino San Rocco di Montpellier di cui oggi celebriamo la sua nascita al Cielo.




Rocco de la Croix, così detto perché aveva sul petto una voglia a forma di croce, profezia della sua vita, nasce nel XIV secolo a Montpellier, dono di Dio attraverso l’intercessione della Madre di Dio, in quanto i genitori erano anziani.
Egli ad un certo punto, spinto dalla cultura del tempo, si fa esule, pellegrino di Dio, verso i lunghi della fede.
Nel suo camminare verso il sepolcro degli Apostoli e dei Martiri a Roma, diventa segno, non tanto di sciagura, ma di carità e misericordia.
Egli travolto dalla compassione soccorre l’umanità malata e disperata a causa dell’epidemia di peste che ammorba l’Italia e l’Europa in quel secolo.
Rocco è segno della Misericordia di Cristo.
Egli è il servo buono che riconoscente al suo padrone compie quanto a ricevuto con i suo fratelli.

Ma come è raffigurato il Santo pellegrino di Montpellier?
Nella schiera dei Santi e dei Beati, San Rocco spicca per gli attributi inconfondibili che connotano la sua vita di apostolato tra i malati. Nell’iconografia dei santi della tradizione occidentale i simboli iconografici raccontano la vita di un santo e sono segno profetico di vita cristiana.




Il cane fu per il Taumaturgo il segno tangibile della Provvidenza Divina che lo soccorreva nelle condizioni di bisogno estremo. È simbolo della sua fedeltà alla chiamata divina e della fedeltà di Dio verso i suoi figli.

Il pane fu il sostegno nella famosa pausa a Piacenza, dove il Santo si isolò perché malato. Un cane gli portava l’alimento, prelevandolo dalla mensa del suo padrone Gottardo. È il simbolo dell’Eucarestia, sostegno nel cammino della vita.

Il bastone richiama le marce lunghissime del pellegrino, con cui esercitò la carità in maniera insigne ed eroica, lenendo le piaghe fisiche e morali, asciugando lacrime e consolando il dolore degli uomini. È simbolo del pellegrinaggio della vita, un cammino verso l’Eterno.

La zucca (e la borraccia) richiama ancora una volta il pellegrinaggio, custodiva l’acqua per lenire l’arsura nel cammino. È simbolo della sete del divino che c’è in ogni uomo.

Il sanrocchino è sempre un abito legato al pellegrinaggio, mantello corto di tela, che serviva a proteggere dalle intemperie. È simbolo della protezione divina e del senso della vita come pellegrinaggio verso l'Eterno.

La conchiglia ricorda il pellegrinaggio a Santiago. Ogni pellegrino che si recava in Galizia prelevava la conchiglia dalle spiagge, come segno dell’avvenuto pellegrinaggio. È simbolo della perseveranza: la vita di fede è per il discepolo un cammino di fedeltà rinnovabile.

La piaga ricorda il morbo della peste che il Santo contrae nei pressi di Piacenza. La carità non è un donarsi con parsimonia, ma totalmente, fino al dono totale di se. È simbolo della compassione cristiana.




Il Signore ci ricolmi di carità e di speranza perché possiamo essere nel mondo segno della sua presenza amorevole attraverso la pratica dell’amore fraterno, di cui il perdono è la vetta più alta. Amen.