martedì 6 dicembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





6 dicembre
SAN NICOLA, vescovo

Nicola fu vescovo di Mira, l’attuale Dembre sul mare, nella Turchia meridionale (metà sec. IV). E’ particolarmente venerato nella Russia e in tutto l’Oriente. Il suo culto si diffuse anche in Italia nel sec. XI, quando a Bari gli fu dedicata la basilica omonima. Nel suo nome sono fiorite molte tradizioni popolari e iniziative di carità particolarmente legate al Natale. La sua «deposizione» il 6 dicembre è ricordata nei riti bizantino e copto.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 6 dicembre: San Nicola, vescovo di Mira in Licia nell’odierna Turchia, celebre per la sua santità e la sua intercessione presso il trono della grazia divina.

domenica 4 dicembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






4 dicembre
SAN GIOVANNI DAMASCENO
Sacerdote e dottore della Chiesa

Giovanni (Damasco, Siria, c. 675 – San Saba, presso Gerusalemme, 749-753) è fra i maggiori rappresentanti della sapienza teologica orientale. A lui si attribuiscono testi ed inni della liturgia bizantina. Damasceno di cultura greca,  fu magistrato sotto i Califfi arabi; poi (c. 710), abbracciata la vita monastica nella laura di San Saba, fu ordinato sacerdote e con la predicazione e gli scritti diventò ministro instancabile della parola di Dio. Illustrò la fede ortodossa contro gli eretici, la dottrina e la prassi delle immagini come segno del realismo dell’incarnazione. È portavoce della tradizione della «dormitio Virginis» e della sua assunzione. La sua «deposizione» il 4 dicembre è ricordata nel rito bizantino.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 4 dicembre: San Giovanni Damasceno, sacerdote e dottore della Chiesa, che rifulse per santità e dottrina e lottò strenuamente con la parola e con gli scritti contro l’imperatore Leone l’Isaurico in difesa del culto delle sacre immagini. Divenuto monaco nel monastero di Mar Saba vicino a Gerusalemme, si dedicò qui alla composizione di inni sacri fino alla morte. Il suo corpo fu deposto in questo giorno.

sabato 3 dicembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






3 dicembre
SAN FRANCESCO SAVERIO, sacerdote
MEMORIA

Francesco (Javier, Spagna, 1506 – Isola di Sancian, Cina, 3 dicembre 1552), studente a Parigi conobbe sant’Ignazio di Lodola e fece parte del nucleo di fondazione della Compagnia di Gesù. E’ il più grande missionario dell’epoca moderna. Portò il Vangelo a contatto con le grandi culture orientali, adattandolo con sapiente senso apostolico all’indole delle varie popolazioni. Nei suoi viaggi missionari toccò l’India, il Giappone e morì mentre si accingeva a diffondere il messaggio di Cristo nell’immenso continente cinese.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 3 dicembre: Memoria di san Francesco Saverio, sacerdote della Compagnia di Gesù, evangelizzatore delle Indie, che, nato in Navarra, fu tra i primi compagni di sant’Ignazio. Spinto dall’ardente desiderio di diffondere il Vangelo, annunciò con impegno Cristo a innumerevoli popolazioni in India, nelle isole Molucche e in altre ancora, in Giappone convertì poi molti alla fede e morì, infine, in Cina nell’isola di Sancian, stremato dalla malattia e dalle fatiche.

venerdì 2 dicembre 2011

PRIMO VENERDÌ DI DICEMBRE 2011



Comunità Pastorale “Epifania del Signore”
parrocchia San Paolo Apostolo – Brugherio



Primo Venerdì di DICEMBRE 2011
AdorazioNE eucaristica

(Dopo l’esposizione)
ADORAZIONE COMUNITARIA
“Questo è il mio Corpo”

PREGHIERA dell’angelo
 (insieme)

Mio Dio, io credo, adoro, spero e ti amo.
Ti chiedo perdono per coloro che
non credono, non adorano, non sperano
e non Ti amano.
Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo:
io Ti adoro profondamente
e Ti offro
il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità
di Gesù Cristo,
presente in tutti i tabernacoli della terra,
in riparazione degli oltraggi,
dei sacrilegi e delle indifferenze
con cui Egli stesso viene offeso.
E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e per intercessione del Cuore Immacolato di Maria,
io Ti chiedo la conversione dei poveri peccatori.
Amen.

Preghiera di S. Bonaventura
(insieme)

Gesù, Pane degli angeli, cibo degli eletti,
nostro pane quotidiano,
più di ogni altro nutriente e fragrante di dolcezza.
Di te, che gli angeli contemplano,
abbia sempre fame e si nutra l'anima mia.
Il mio cuore abbia sempre sete di te,
o mio Dio, sorgente di vita,
fonte di sapienza e di scienza,
origine d'eterna luce,
inesauribile torrente di delizie,
tesoro della casa di Dio.
Te sempre desideri il mio cuore,
te cerchi, te aneli, te trovi,
a te giunga, te mediti,
di te parli, tutto operi a gloria tua,
con umiltà e discrezione, con amore e piacere,
con spontaneità e costanza.
Tu solo sii sempre la mia speranza,
mia unica gioia e mia pace,
tu mio riposo e mia serenità,
tu mio rifugio e aiuto,
tu mia eredità, mio bene e mio tesoro;
in te sempre siano, fissi, sicuri
e fermamente radicati
il mio cuore e la mia mente.
Amen.

PREGHIamo
con il cantico di daniele
(a cori alterni, celebrante e assemblea)

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto il tuo nome glorioso e santo, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu nel tuo tempio santo glorioso, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu sul trono del tuo regno, *
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo
gli abissi e siedi sui cherubini, degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedetto sei tu nel firmamento del cielo,
    degno di lode e di gloria nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *
    lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Venite alla sorgente, voi che avete sete;
cercate il Signore: ora si fa trovare, alleluia.


ADORAZIONE PERSONALE
“Fate questo in memoria di me”

Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme, vescovo

    Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n'è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. La prima, infatti, ebbe il sigillo della sofferenza, l'altra porterà una corona di divina regalità. Si può affermare che quasi sempre nel nostro Signore Gesù Cristo ogni evento è duplice. Duplice è la generazione, una da Dio Padre, prima del tempo, e l'altra, la nascita umana, da una vergine nella pienezza dei tempi.
    Due sono anche le sue discese nella storia. Una prima volta è venuto in modo oscuro e silenzioso, come la pioggia sul vello. Una seconda volta verrà nel futuro in splendore e chiarezza davanti agli occhi di tutti.
    Nella sua prima venuta fu avvolto in fasce e posto in una stalla, nella seconda si vestirà di luce come di un manto. Nella prima accettò la croce senza rifiutare il disonore, nell'altra avanzerà scortato dalle schiere degli angeli e sarà pieno di gloria.
    Perciò non limitiamoci a meditare solo la prima venuta, ma viviamo in attesa della seconda. E poiché nella prima abbiamo acclamato: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (Mt 21, 9), la stessa lode proclameremo nella seconda. Così andando incontro al Signore insieme agli angeli e adorandolo canteremo: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore» (Mt 21, 9).
    Il Salvatore verrà non per essere di nuovo giudicato, ma per farsi giudice di coloro che lo condannarono. Egli, che tacque quando subiva la condanna, ricorderà il loro operato a quei malvagi, che gli fecero subire il tormento della croce, e dirà a ciascuno di essi: «Tu hai agito così, io non ho aperto bocca» (cfr. Sal 38, 10).
    Allora in un disegno di amore misericordioso venne per istruire gli uomini con dolce fermezza, ma alla fine tutti, lo vogliano o no, dovranno sottomettersi per forza al suo dominio regale.
    Il profeta Malachia preannunzia le due venute del Signore: «E subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate» (Ml 3, 1). Ecco la prima venuta. E poi riguardo alla seconda egli dice: «Ecco l'angelo dell'alleanza, che voi sospirate, ecco viene … Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. Siederà per fondere e purificare» (Ml 3, 1-3).
    Anche Paolo parla di queste due venute scrivendo a Tito in questi termini: «È apparsa la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo» (Tt 2, 11-13). Vedi come ha parlato della prima venuta ringraziandone Dio? Della seconda invece fa capire che è quella che aspettiamo.
    Questa è dunque la fede che noi proclamiamo: credere in Cristo che è salito al cielo e siede alla destra del Padre. Egli verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti. E il suo regno non avrà fine.
Verrà dunque, verrà il Signore nostro Gesù Cristo dai cieli; verrà nella gloria alla fine del mondo creato, nell'ultimo giorno. Vi sarà allora la fine di questo mondo, e la nascita di un mondo nuovo.

Le letterine a Gesù Eucaristia
della serva di dio Antonietta meo

Antonietta Meo, detta familiarmente “Nennolina”, viene alla luce a Roma il 15 dicembre 1930, in una famiglia di solidi principi morali e religiosi. È una bambina vivace ed allegra, con una gran voglia di giocare. Un giorno si fa male sbattendo il ginocchio su un sasso, nel giardino dell’asilo. Il dolore non passa, i medici diranno: “osteosarcoma”. Si dovrà amputare la gamba. Una lunga via crucis negli ospedali fino alla morte, fra atroci dolori, nel luglio 1937, a soli sei anni e mezzo. Nennolina ha lasciato un diario e più di cento letterine rivolte a Gesù, Maria e Dio Padre che rivelano una vita di unione mistica davvero straordinaria. Ora si attende che la Santa Sede - al termine del complesso iter introdotto alcuni anni fa presso il Vicariato di Roma - si pronunci favorevolmente sulla santità di questa giovanissima serva di Dio elevandola alla gloria degli altari. Nennolina diventerebbe in questo modo la più giovane santa, non martire, della storia della Chiesa. E’ stata dichiarata "Venerabile" da Papa Benedetto XVI in data 17 dicembre 2007.

Caro Gesù Eucaristia Ti voglio tanto bene!… ma molto!…
Non solo perché sei il Padre di tutto il mondo, ma anche perché sei il Re di tutto il mondo, io voglio essere sempre la lampada tua che arde notte e giorno davanti e vicino a te nel Sacramento dell'altare. Gesù io vorrei queste tre grazie la prima - fammi santa e questa è la cosa più importante la seconda - dammi delle anime la terza- fammi camminare bene, veramente questa non è molto importante.
Non dico che mi ridai la gamba, quella te l'ho donata!…
Gesù Eucaristia la maestra Suor Noemi mi piace molto e quindi le voglio molto bene, aiutala a fare tutte le cose necessarie, che tu gli vuoi far fare. Caro Gesù Eucaristia!…
ti voglio molto bene perciò non vedo l'ora si avvicini il Natale.
Tu fa che il cuore mio ti faccia tanta luce quando tu verrai nel mio povero cuore. Caro Gesù, farò molti sacrifici per te per offrirteli quando farò la prima Santa Comunione.
Caro Gesù Eucaristia!…Voglio molto soffrire per riparare anche i peccati degli uomini specialmente per quelli che sono molto cattivi.
Gesù Eucaristia ti saluto e ti bacio tua Antonietta.
Buona notte Gesù buona notte Madonnina.
(Lettera 33 del 16 ottobre 1936)

Caro Gesù Eucaristia ti voglio tanto tanto ma tanto bene caro Gesù!…
E sono molto contenta che fra sette giorni sarà il S. Natale e potrò riceverti nella S. Comunione.
Caro Gesù libera tante anime dal purgatorio perché vengano a glorificare in Paradiso la SS. Trinità.
Caro Gesù di a Dio Padre che sono contenta che Lui mi ha ispirato di fare la prima Comunione il giorno di Natale perché è proprio il giorno che nacque Gesù in terra per salvarci e per morire sulla Croce. Caro Gesù di a Dio Padre che le voglio tanto bene e che lo ringrazio che presto sarà il S. Natale.
Caro Gesù benedici la Chiesa il Papa e il Clero.
Caro Gesù da tanta forza a quella ammalata perché possa sopportare i suoi dolori e ti raccomando quel Sacerdote e aiuta specialmente quel peccatore.
Caro Gesù benedici i miei genitori a me la mia sorellina i miei zii e la zia i nonni e nonne e tutto il mondo
e specialmente ti raccomando di convertire molti peccatori.
Caro Gesù, io voglio che la Madonnina mi dia Lei con le sue mani il Suo Gesù.
Saluti carezze e baci dalla tua cara Antonietta
(Lettera n. 98 - 17 dicembre 1936)

Caro Gesù Eucaristia ti voglio tanto bene e io sono molto contenta che domani mattina verrò a riceverti nella S. Comunione.
Caro Gesù, domani quando sarai nel mio cuore
fai conto che la mia anima fosse una mela
e come nella mela ci stanno i semi
dentro alla mia anima fa che ci sia un armadietto,
e come sotto alla buccia dei semi ci sta il seme bianco,
così fa che dentro all'armadietto ci sia la tua grazia
che sarebbe come il seme bianco
e fa che questa grazia la lascerai sempre con me.
Caro Gesù io so che Ti fanno tante offese, io voglio riparare tutte queste offese, caro Gesù se Tu fossi un uomo come noi e ti rinchiudessi dentro a una casa non sentiresti le offese che Ti vengono fatte, così potresti fare Te, venire nel mio cuore e restare chiuso con me e io Ti farò tanti sacrifici e Ti dirò qualche parolina per consolarti. Caro Gesù di alla Madonnina che io so che domani è la sua festa e io vorrò fare tanti sacrifici per consolarla . Caro Gesù di a Dio Padre che gli voglio tanto bene Caro Gesù, io Ti adoro e Ti bacio i piedi e Ti manda tanti saluti la Tua cara
Antonietta e Gesù
Caro Gesù Tu che soffristi tanto sulla Croce imparami prima a fare il mio dovere per potere poi fare i sacrifici
(Lettera n.134 - 10 febbraio 1937 firma autografa)

INTENZIONI DI PREGHIERA
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
ANNO 2011 - Dicembre

INTENZIONE GENERALE
"Perché tutti i popoli della terra, attraverso la conoscenza ed il rispetto reciproco, crescano nella concordia e nella pace".

INTENZIONE MISSIONARIA
"Perché i bambini e i giovani siano messaggeri del Vangelo e perché la loro dignità sia sempre rispettata e preservata da ogni violenza e sfruttamento".

INTENZIONE DEI VESCOVI
"Perché lo Spirito Santo susciti nelle nostre comunità una più profonda e autentica comunione tra laici e presbiteri, per rispondere insieme al compito urgente dell'educazione".

LITANIE DELL’EUCARISTIA

Signore, pietà
Cristo, pietà
Cristo, ascoltaci
Cristo, esaudiscici
Padre celeste, Dio abbi pietà' di noi
Figlio Redentore del mondo, Dio abbi pietà di noi
Spirito Santo, Dio abbi pietà di noi
Santa Trinità, unico Dio abbi pietà di noi
Santissima Eucaristia noi Ti adoriamo
Dono ineffabile del Padre noi Ti adoriamo
Segno dell'amore supremo del Figlio noi Ti adoriamo
Prodigio di carità dello Spirito Santo noi Ti adoriamo
Frutto benedetto della vergine Maria noi Ti adoriamo
Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo
noi Ti adoriamo
Sacramento che perpetua il sacrificio della Croce noi Ti adoriamo
Sacramento della nuova ed eterna Alleanza noi
Ti adoriamo
Memoriale della morte e risurrezione del Signore noi Ti adoriamo
Memoriale della nostra salvezza noi Ti adoriamo
Sacrificio di lode e di ringraziamento noi Ti adoriamo
Sacrificio di espiazione e di propiziazione noi Ti adoriamo
Dimora di Dio con gli uomini noi Ti adoriamo
Banchetto delle nozze dell'Agnello noi Ti adoriamo
Pane vivo disceso dal cielo noi Ti adoriamo
Manna nascosta piena di dolcezza noi Ti adoriamo
Vero agnello pasquale noi Ti adoriamo
Diadema dei sacerdoti noi Ti adoriamo
Tesoro dei fedeli noi Ti adoriamo
Viatico della Chiesa pellegrinante noi Ti adoriamo
Rimedio delle nostre quotidiane infermata' noi Ti adoriamo
Farmaco di immortalata' noi Ti adoriamo
Mistero della fede noi Ti adoriamo
Sostegno della speranza noi Ti adoriamo
Vincolo della carata' noi Ti adoriamo
Segno di unità e di pace noi Ti adoriamo
Sorgente di gioia purissima noi Ti adoriamo
Sacramento che germina i vergini noi Ti adoriamo
Sacramento che da forza e vigore noi Ti adoriamo
Pregustazione del convito del cielo noi Ti adoriamo
Pegno della nostra risurrezione noi Ti adoriamo
Pegno della gloria futura noi Ti adoriamo
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo perdonaci, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo esaudiscici, Signore
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo abbi piena' di noi. 
Hai dato loro il Pane disceso dal cielo, che porta in se ogni dolce

PREGHIERA di s. s. pio xi

O Gesù dolcissimo, o Redentore del genere umano, guarda a noi umilmente prostrati dinanzi al tuo altare. Noi siamo tuoi e tuoi vogliamo essere e per poter vivere a Te più strettamente congiunti, ecco che ognuno di noi oggi spontaneamente si consacra al tuo Sacratissimo Cuore.
Molti purtroppo non Ti conobbero mai; molti, disprezzando i tuoi comandamenti, Ti ripudiarono. O benignissimo Gesù, abbi misericordia degli uni e degli altri e attira tutti al tuo Cuore Santissimo. O Signore, sii il Re non solo dei fedeli che non si allontanarono mai da Te, ma anche dei figli prodighi che Ti abbandonarono; fa' che questi quanto prima ritornino alla casa paterna. Sii Re di coloro che vivono nell'inganno dell'errore o per discordia da Te separati; richiamali al porto della verità e all'unità della fede, affinché in breve si faccia un solo ovile sotto un solo Pastore. Largisci, o Signore, incolumità e libertà sicura alla tua Chiesa, largisci a tutti i popoli la tranquillità dell'ordine; fa' che da un capo all'altro della terra risuoni quest'unica voce: sia lode a quel Cuore divino, da cui venne la nostra salvezza; a Lui si canti gloria e onore nei secoli. Amen.

mercoledì 30 novembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




30 novembre
SANT’ANDREA APOSTOLO
FESTA

Andrea, già discepolo di Giovanni Battista, seguì Gesù quando il Precursore lo additò come Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo (Gv 1, 35-40). Fratello di Pietro, gli comunicò la scoperta del Messia (Gv 1, 41-42). Entrambi furono chiamati dal Maestro sulle rive del lago per diventare pescatori di uomini (Mt 4, 18-19). Nel prodigio della moltiplicazione dei pani segnala a Gesù il fanciullo dei cinque pani e dei due pesci (Gv 6, 8-9). Egli stesso insieme a Filippo riferisce che alcuni greci vogliono vedere Gesù (Gv 12, 20-21). Crocifisso a Patrasso secondo la tradizione, è particolarmente venerato nella Chiesa greca. La sua memoria il 30 novembre è ricordata da tutti i calendari sia orientali che occidentali.

In questo giorno la Chiesa di Milano commemora anche il battesimo di S. Ambrogio, che gli fu amministrato, unitamente agli altri sacramenti dell’iniziazione cristiana, il 30 novembre del 374.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 30 novembre: Festa di sant’Andrea, Apostolo: nato a Betsaida, fratello di Simon Pietro e pescatore insieme a lui, fu il primo tra i discepoli di Giovanni Battista ad essere chiamato dal Signore Gesù presso il Giordano, lo seguì e condusse da lui anche suo fratello. Dopo la Pentecoste si dice abbia predicato il Vangelo nella regione dell’Acaia in Grecia e subíto la crocifissione a Patrasso. La Chiesa di Costantinopoli lo venera come suo insigne patrono.

lunedì 28 novembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





28 novembre
SAN GIOVANNI di DIO, religioso

Giovanni (Montemor-o-novo, Portogallo, 1495 – Granata, Spagna, 8 marzo 1550), successivamente contadino, militare, commerciante, si sentì alla fine chiamato a servire Cristo nei malati. Fondò ospedali, dove pieno di fiducia nella Provvidenza di Dio e sollecitando la cooperazione dei buoni («Fate bene, fratelli, a voi stessi») curò con straordinaria sollecitudine gli infermi del corpo e dello spirito. Ne continuano l’opera i Fatebenefratelli.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 8 marzo: San Giovanni di Dio, religioso: di origine portoghese, desideroso di maggiori traguardi dopo una vita da soldato trascorsa tra i pericoli, con carità instancabile si impegnò a servizio dei bisognosi e degli infermi in un ospedale da lui stesso fatto costruire e unì a sé dei compagni, che poi costituirono l’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio. In questo giorno a Granada in Spagna passò al riposo eterno.

sabato 26 novembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





26 novembre
BEATA ENRICHETTA ALFIERI, vergine

Maria Angela Domenica Alfieri, detta semplicemente Maria, nasce a Borgo Vercelli, piccolo paese poco distante da Vercelli il 23 febbraio 1891. Cresce buona, dolce, pia e volenterosa, collabora in Parrocchia per annunciare la Parola di Dio. Sente sbocciare in sè la vocazione di servire unicamente e con tutte le sue forze Dio, e perciò, il 20 dicembre 1911, entra tra le Suore della Carità di S. Giovanna Antida Thouret, nel grande Monastero "S. Margherita" di Vercelli, prendendo il nome di Enrichetta. Dopo aver studiato a Novara, insegna in un asilo infantile di Vercelli, fino a quando, nel 1917, si ammala del terribile morbo di Pott. Il viaggio a Lourdes non ottiene la guarigione, ma, il 25 febbraio 1923 nel Monastero di Vercelli, per intercessione di Maria Immacolata, guarisce completamente. Il 24 maggio 1923 è inviata al carcere di S. Vittore a Milano. In quell'ambiente, le Suore della Carità, hanno il compito di assistere, soccorrere e incoraggiare le detenute, oltre che a dare un conforto spirituale. Suor Enrichetta svolge così bene e con immenso amore questo compito, che le detenute la cercano in ogni momento e fanno a gara per stare più tempo possibile con lei. Si merita il titolo di "Mamma e Angelo di S. Vittore". Intanto scoppia la guerra, e con lei, anche la persecuzione contro gli Ebrei. Il carcere di S. Vittore diventa la sede delle SS, i Tedeschi portano lì gli Ebrei in attesa del trasferimento nei campi di sterminio. In questo doloroso frangente, Suor Enrichetta si adopera in modo ancora più straordinario per ridonare la dignità agli Ebrei, così duramente provati. Una detenuta Ebrea che deve consegnare un biglietto ai fratelli dicendo loro di scappare, viene aiutata da Suor Enrichetta, che però viene scovata con il messaggio. Viene arrestata, e passa alcune settimane in una cella buia e senza alcun servizio nei sotterranei della prigione. La cella diventa pellegrinaggio di laici e religiosi che vogliono confortarla, ma ancora una volta è lei che conforta glia altri. Viene liberata per essere fucilata, ma è salva per interessamento del Cardinale di Milano, il beato Mons. Ildefonso Schuster che scrive a Mussolini. Viene allora trasferita nella casa Provinciale di Brescia, dove scrive le "Memorie", il diario di prigionia. E' richiamata a S. Vittore, dove continua il suo apostolato illuminando e riscaldando con l'amore di Dio l'universo di umanità da lei incontrato. La mamma di S. Vittore muore il 23 novembre 1951. Nel 1995, dopo l'inizio del processo di beatificazione aperto dal Card. Martini, la sua salma, viene traslata dal cimitero di Borgo Vercelli, all'Istituto delle Suore della Carità in via Caravaggio 10, a Milano. E' stata beatificata a Milano il 26 giugno 2011.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 23 novembre: (non c’è ancora il testo)

venerdì 25 novembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





25 novembre
SANTA CATERINA DI ALESSANDRIA, vergine e martire

Si narra che la vergine Santa Caterina di Alessandria, dotata di acuta intelligenza, sapienza e fortezza d’animo, testimoniò con il martirio la propria fede. Il suo corpo è venerato con pia devozione nel celebre cenobio sul monte Sinai.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 25 novembre: Santa Caterina, secondo la tradizione vergine e martire ad Alessandria, ricolma di acuto ingegno, sapienza e forza d’animo. Il suo corpo è oggetto di pia venerazione nel monastero sul monte Sinai.

giovedì 24 novembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





24 novembre
BEATA MARIA ANNA SALA, vergine

Maria Anna Sala, figlia della Chiesa di Milano e religiosa delle Suore Marcelline.
L'Istituto delle suore «Marcelline» fu fondato a Vimercate (Mi) nel 1838 dal beato Luigi Biraghi (1801-1879). A questo Istituto aderì Maria Anna Sala, nata il 21 aprile 1829 a Brivio (Lecco). Verso gli undici anni venne accolta nel collegio a Vimercate e affidata a madre Videmari. Nel 1846 tornò in famiglia. Quando sentì la chiamata di Dio alla vita consacrata, Maria Anna scelse le Marcelline, rivolgendosi allo stesso fondatore per essere accolta come postulante nel 1848. Nel 1852 pronunciò i voti perpetui. Svolse la sua attività come insegnante di scuola elementare e di musica nel Collegio di Cernusco sul Naviglio e poi nelle Case di Milano e Genova. Nel 1859 prestò assistenza ai feriti della guerra d'Indipendenza, nell'ospedale militare di San Luca. Dopo nove anni d'insegnamento a Genova fu trasferita a Milano come insegnante dei corsi superiori e assistente della Madre Videmari. Colpita da un carcinoma al collo, morì nel 1891. È stata beatificata da Giovanni Paolo II nel 1980.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 24 novembre: A Milano, beata Maria Anna Sala, vergine della Congregazione delle Suore di Santa Marcellina, che, maestra di una scienza fondata sulla fede e sulla pietà, si dedicò con tutte le sue forze all’istruzione della gioventù femminile.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





24 novembre
SANTI ANDREA DUNG-LAC, sacerdote e COMPAGNI martiri

Nella regione del Tonchino, Annam e Cocincina – ora Vietnam – ad opera di intrepidi missionari, risuonò per la prima volta nel sec. XVI la parola del Vangelo. Il martirio fecondò la semina apostolica in questo lembo dell’Oriente. Dal 1625 al 1886, salvo rari periodi di quiete, infuriò una violenza persecuzione con la quale gli imperatori e i mandarini misero in atto ogni genere di astuzie e di perfidie per stroncare la tenera piantagione della Chiesa. Il totale delle vittime, nel corso di tre secoli, ammonta a circa 130.000. La crudeltà dei carnefici, non piegò l’invitta costanza dei confessori della fede: decapitati, crocifissi, strangolati, segati, squartati, sottoposti a inenarrabili torture nel carcere e nelle miniere fecero rifulgere la gloria del Signore, «che rivela nei deboli la sua potenza e dona agli inermi la forza del martirio» (M.R., prefazio dei martiri). Giovanni Paolo II, la domenica 19 giugno 1988, accomunò nell’aureola dei santi una schiera di 117 martiri di varia nazionalità, condizione sociale ed ecclesiale: sacerdoti, seminaristi, catechisti, semplici laici fra cui una mamma e diversi padri di famiglia, soldati, contadini, artigiani, pescatori. Un nome viene segnalato: Andrea Dung-Lac, presbitero, martirizzato nel 1839 e beatificato nel 1900 anno giubilare della redenzione da Leone XIII. Il 24 novembre è il giorno del martirio di alcuni di questi santi.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 21 dicembre: Ad Hanoi nel Tonchino, ora Viet Nam, passione dei santi Andrea Dung Lac e Pietro Tru?ng Van Thi, sacerdoti e martiri, che conclusero con la decapitazione il loro combattimento rifiutando l’ordine di oltraggiare la croce. La loro memoria si celebra il 24 novembre.

mercoledì 23 novembre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




23 novembre
SAN COLOMBANO, abate

Colombano (Irlanda c. 525-530 – Bobbio, Piacenza, 615) è uno dei rappresentanti del mondo monastico che danno origine a quella «peregrinatio pro Domino», che costituì uno dei fattori dell’evangelizzazione e del rinnovamento culturale dell’Europa. Dall’Irlanda passò (c. 590) in Francia, Svizzera e Italia settentrionale, creando e organizzando comunità ecclesiastiche e fondando vari monasteri, alcuni dei quali, per esempio Luxeuil e Bobbio, celebri per gli omonimi libri liturgici. La regola monastica che codifica la sua spiritualità è improntata a grande rigore e intende associare i monaci al sacrificio di Cristo. La sua prassi monastica ha influito sulla nuova disciplina penitenziale dell’Occidente. La sua «deposizione» il 23 novembre è ricordata dai più antichi manoscritti del martirologio geronimiano (sec. VI).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 23 novembre: San Colombano, abate, che di origine irlandese, fattosi pellegrino per Cristo per istruire nel Vangelo le genti della Francia, fondò insieme a molti altri monasteri quello di Luxeuil, che egli stesso governò in una stretta osservanza della regola; costretto all’esilio, attraversò le Alpi e fondò in Emilia il monastero di Bobbio, celebre per la disciplina e gli studi, dove, benemerito della Chiesa, morì in pace e il suo corpo fu deposto in questo giorno.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





23 novembre
SAN CLEMENTE I, papa e martire

Clemente, quarto vescovo di Roma dopo Pietro, Lino e Anacleto, è ricordato nel Canone Romano. La lettera da lui indirizzata ai Corinzi per ristabilire la concordia degli animi, appare come uno dei più antichi documenti dell’esercizio del primato. Lo scritto testimonia il Canone dei libri ispirati e dà preziose notizie sulla liturgia e sulla gerarchia ecclesiastica. Accenna anche alla gloriosa morte degli apostoli Pietro e Paolo e dei protomartiri romani nella persecuzione di Nerone. La sua «deposizione» il 23 novembre è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI) e da tutti i libri liturgici romani.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 23 novembre: San Clemente I, papa e martire, che resse la Chiesa di Roma per terzo dopo san Pietro Apostolo e scrisse ai Corinzi una celebre Lettera per rinsaldare la pace e la concordia tra loro. In questo giorno si commemora la deposizione del suo corpo a Roma.