venerdì 21 ottobre 2011

Noi cresciamo....


i cuccioli di Petronilla


Due maschietti neri:
Eleuterio Angelo
Elia Angelo


Un maschietto crema
Giovanni J. Angelo

La femminuccia crema
Panacea J. Guadalupe Angela

San Gaspare del Bufalo, sacerdote





Con la bolla "Quod hoc ineunte speculo" Papa Leone XII (1823-1829) il 24 maggio 1824 indisse quello che passerà alla storia come l'unico Giubileo del XIX secolo. Il vescovo di Gaeta Mons. Francesco Saverio Buonuomo (1818 - 1827) invitò subito a Gaeta il più noto missionario apostolico del momento, Gaspare del Bufalo.

Gli incontri di evangelizzazione in preparazione del Giubileo cominciarono il 5 giugno 1824 quando San Gaspare e il gruppo di predicatori al suo seguito furono accolti dal vescovo di Gaeta e dalle confraternite laicali nel quartiere Porto Salvo. Le predicazioni si svolsero nelle parrocchie di San Cosma e Damiano, San Giacomo e nella Cattedrale. Da alcuni documenti si evince come taluni interventi dovettero essere realizzati nelle piazze in quanto le chiese erano troppo piccole per contenere tutti i fedeli accorsi per l'occasione.

Il Santo di Roma fondò in Gaeta la Confraternita del Preziosissimo Sangue con sede nella chiesa del Rosario e vi donò il Crocefisso utilizzato per la missione: la scultura è oggi esposta nella chiesa di via Aragonese sull'altare laterale sinistro. La missione evangelizzatrice nella città di Gaeta durò diversi giorni e proseguì poi nel territorio della diocesi: Itri e la Civita, Vallecorsa e Ponza. Nel corso della missione gaetana Gaspare del Bufalo intervenne con successo contro la carboneria: tradizionalmente i carbonari in Gaeta avevano una "vendita" nell'attuale via Annunziata nel retrobottega della farmacia Porcellani e nell'Archivio dell'Arcidiocesi risultano documenti in merito ad alcuni sacerdoti carbonari.

Successivamente anche il vescovo Luigi Maria Parisio (1827-1854) chiamò per alcune missioni in Gaeta Gaspare del Bufalo. Nel giugno 1829 il sacerdote e i suoi compagni fecero ritorno in città dove tennero celebrazioni religiose in diversi quartieri di Gaeta, in particolare dal diario di Giovanni Merlini si ricorda la grandiosa celebrazione officiata nella chiesa della SS. Annunziata e nell'attuale piazza.

Della missione in Gaeta del 1829 resta la testimonianza della croce utilizzata per la missione con l'iscrizione che ricorda l'evento. Alla croce lignea, conservata nella chiesa dell'ulivo o della Natività, venne applicata successivamente, una reliquia del santo: un piccolo brano di tessuto dell'abbigliamento di Gaspare del Bufalo con tanto di descrizione (1855).




Nato a Roma il 6 gennaio 1786 da Antonio ed Annunziata Quartieroni, fin dai primi anni si fece notare per una vita dedita alla preghiera e alla penitenza.

Completati gli studi presso il Collegio Romano, nel 1798 indossò l'abito talare e si diede ad organizzare opere di assistenza spirituale e materiale a favore dei bisognosi.
Si deve a lui la rinascita dell'Opera di S. Galla, della quale fu eletto direttore nel 1806.
Ordinato sacerdote il 31 luglio 1808, intensificò l'apostolato fra le classi popolari fondando il primo oratorio in S. Maria in Pincis e specializzandosi nella evangelizzazione dei "barozzari", carrettieri e contadini della campagna romana, che avevano i loro depositi di fieno nel Foro Romano, chiamato allora Campo Vaccino.

Per la Chiesa, intanto, correvano tempi duri: nella notte dal 5 al 6 luglio 1809 Pio VII fu fatto prigioniero e deportato.
Il 13 giugno 1810 Gaspare rifiutò il giuramento di fedeltà a Napoleone e venne condannato all'esilio e poi al carcere, che sostenne con animo sereno per quattro anni.
Tornato a Roma nei primi mesi del 1814, dopo la caduta di Napoleone, mise le sue forze e la sua vita al servizio del papa.
Pio VII gli diede l'ordine di dedicarsi alle missioni popolari per la restaurazione religiosa e morale.
Quale mezzo efficacissimo per promuovere la conversione dei peccatori, per debellare lo spirito di empietà e di irreligione, scelse la devozione al Sangue Preziosissimo di Gesú e ne divenne ardentissimo apostolo.

Il 15 agosto 1815 fondò la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue, a cui si iscrissero uomini di grande santità, come il ven. servo di Dio d. Giovanni Merlini, Giovanni Mastai Ferretti, il futuro Pio IX.

Nel 1834, inoltre diede inizio all'Istituto delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue, coadiuvato dalla beata Maria De Mattias, che egli stesso aveva chiamato a tale missione.

Sostenne con straordinario coraggio la lotta accanita che gli mossero le società segrete, in particolare la massoneria.
Ma nonostante le loro minacce e gli attentati alla sua stessa vita, non cessò mai di predicare apertamente contro tali sette, fucine di rabbioso laicismo ateo; convertí intere logge massoniche e non si stancò di mettere in guardia il popolo contro la loro propaganda satanica.
Ma un'altra piaga vessava lo Stato Pontificio, come, del resto, anche altre regioni: il brigantaggio.


Nella Chiesa della Congregazione ad Albano Laziale, la prima cappella, a sinistra, entrando, è dedicata a San Gaspare del Bufalo. In questo luogo, tra la balaustra e l'altare fu sepolto il Santo dopo la sua morte, avvenuta a Roma il 28 dicembre 1837. Sotto l'altare, dietro un'artistica grata, è collocata l'Urna che contiene parte del corpo di S. Gaspare.
La cappella fu decorata dal Cisterna in occasione della beatificazione avvenuta nel 1904 ad opera del Papa San Pio X. Sull'altare campeggia luminosa la figura del Santo dipinta da Giovanni Gagliardi. I due angeli in bronzo, ai lati dell'altare, sono opera dello scultore G. Roscioli.



Altra parte delle reliquie del santo sono a Roma nella chiesa di S. Maria in Trivio (zona Fontana di Trevi).

San Gaspare è patrono della città di Sonnino (LT), patria del Brigantaggio, che Gaspare salvò dalla completa distruzione.

Nella bella cittadina di S. Marco D'Alunzio (ME), a causa di un grazie di conversione e di un culto popolarmente diffuso, da pochi anni si celebra la novena e la messa, con processione, il 21 ottobre.

Al Santo sono state dedicate in Italia due parrocchie, una a Roma ed una ad Ancona:

Parrocchia S. Gaspare del Bufalo
Via Brecce Bianche, 60131 Ancona (AN)

Parrocchia S. Gaspare del Bufalo
Via Borgo Velino, 1, 00179 Roma



Una curiosa coincidenza nella vita di San Gaspore: nasce il giorno dell'Epifania e muore il giorno dei Santi Innocenti, due date che a loro volta sono legate nella vicenda evangelica.

«Quando san Gaspare del Bufalo fondò la vostra Congregazione nel 1815, il mio predecessore Pio VII gli chiese di andare laddove nessun altro sarebbe andato... per esempio gli chiese di inviare missionari a evangelizzare i "banditi" che a quel tempo imperversavano così tanto nella zona fra Roma e Napoli. Fiducioso nel fatto che la richiesta del Papa fosse un ordine di Cristo, il vostro Fondatore non esitò ad obbedire, anche se il risultato fu che molti lo accusarono di essere troppo innovatore. Gettando le sue reti nelle acque profonde e pericolose, fece una pesca sorprendente»

mercoledì 19 ottobre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





19 ottobre
SANTI GIOVANNI DE BRÉBEUF
e ISACCO JOGUES sacerdoti,
e COMPAGNI, martiri

I sacerdoti Carlo Daniel, Giovanni De Brèbeuf, Gabriele Lalement, Carlo Garnier, Natale Chabanel, furono martirizzati il primo nel 1648 e gli altri nel 1649, nell’attuale Canada, abitato dagli Uroni; il fratello coadiutore Renato Goupil nel 1642, il sacerdote Isacco Jogues e l’altro fratello  coadiutore Giovanni de La Lande il 18 ottobre del 1647 presso Auriesville, nell’attuale stato di New York, abitato allora dagli Irochesi. Erano tutti della Compagnia di Gesù.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 19 ottobre: Santi Giovanni de Brébeuf, Isacco Jogues, sacerdoti, e compagni, martiri, della Compagnia di Gesù: in questo giorno san Giovanni de la Lande, religioso, fu ucciso da alcuni pagani del luogo nel villaggio di Ossernenon, oggi in Canada, dove, pochi anni prima, anche san Renato Goupil aveva conseguito la palma del martirio. In un’unica commemorazione si celebrano in questo giorno anche i loro confratelli, i santi Gabriele Lalemant, Antonio Daniel, Carlo Garnier e Natale Chabanel, che in territorio canadese, in giorni diversi morirono martiri, dopo molte fatiche compiute nella missione presso gli Uroni per annunciare il Vangelo di Cristo alle popolazioni di questa regione.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




19 ottobre
SAN PAOLO DELLA CROCE
sacerdote

Paolo (Ovada, Alessandria, 1694 – Roma 18 ottobre 1775) è uno dei santi suscitati in un periodo di trapasso storico e culturale. Dopo un periodo di vita eremitica, favorito da speciali doni mistici, si dedicò alla predicazione popolare in forma di missione, incentrando il suo messaggio sulla passione di Cristo, rivissuta e predicata. Fondò la Congregazione dei Chierici Scalzi della Santa Croce e Passione di nostro Signore Gesù Cristo (Passionisti) aprendo una via, che unisce la contemplazione dei dolori del Crocifisso all’opera di evangelizzazione. Negli scritti e nelle lettere di direzione spirituale lascia una testimonianza di fiducia e di gioia, attinte dal mistero della croce.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 19 ottobre: San Paolo della Croce, sacerdote, che fin dalla giovinezza rifulse per spirito di penitenza e zelo e, mosso da singolare carità verso Cristo crocifisso contemplato nel volto dei poveri e dei malati, istituì la Congregazione dei Chierici regolari della Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Il suo anniversario di morte, avvenuta a Roma, ricorre il giorno precedente a questo.

martedì 18 ottobre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





18 ottobre
SAN LUCA EVANGELISTA
FESTA

Luca, evangelista e autore degli Atti degli Apostoli, è chiamato «lo scrittore della mansuetudine del Cristo». Paolo lo chiama «caro medico» (Col 4, 14), compagno dei suoi viaggi missionari, confortatore della sua prigionia (Col 4, 14; Fm 24; 2 Tm 4, 11). Il suo vangelo, che pone in luce l’universalità della salvezza e la predilezione di Cristo verso i poveri, offre testimonianze originali come il vangelo dell’infanzia, le parabole della misericordia e annotazioni che ne riflettono la sensibilità verso i malati e i sofferenti. Nel libro degli Atti delinea la figura ideale della Chiesa, perseverante nell’insegnamento degli Apostoli, nella comunione di carità, nella frazione del pane e nelle preghiere (At 2, 42). La sua memoria è celebrata il 18 ottobre sia in Oriente che in Occidente.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 18 ottobre: Festa di san Luca, Evangelista, che, secondo la tradizione, nato ad Antiochia da famiglia pagana e medico di professione, si convertì alla fede in Cristo. Divenuto compagno carissimo di san Paolo Apostolo, sistemò con cura nel Vangelo tutte le opere e gli insegnamenti di Gesù, divenendo scriba della mansuetudine di Cristo, e narrò negli Atti degli Apostoli gli inizi della vita della Chiesa fino al primo soggiorno di Paolo a Roma.

lunedì 17 ottobre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






17 ottobre
SANT’IGNAZIO DI ANTIOCHIA vescovo e martire
MEMORIA

Ignazio, secondo successore di Pietro come vescovo di Antiochia, è espressione del fervore delle comunità subapostoliche. Condannato alle fiere del tempo di Traiano (98-117), nel suo viaggio verso Roma subì le angherie dei soldati e fu confortato dalle rappresentanze delle comunità ecclesiali. Nelle sue sette lettere, documento vivo della sua dottrina e della sua sollecitudine pastorale, vibra la sua anima eroica di appassionato imitatore di Cristo fino al martirio. E’ testimone di una Chiesa incentrata nell’Eucaristia che, intorno al vescovo e al suo presbiterio, forma come una sinfonia di perfetta unità e concordia. La sua memoria è celebrata dai Siri il 17 ottobre, giorno in cui è ricordata in un breviario della fine del sec. IV il suo nome si trova anche nel Canone Romano.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 17 ottobre: Memoria di sant’Ignazio, vescovo e martire, che, discepolo di san Giovanni Apostolo, resse per secondo dopo san Pietro la Chiesa di Antiochia. Condannato alle fiere sotto l’imperatore Traiano, fu portato a Roma e qui coronato da un glorioso martirio: durante il viaggio, mentre sperimentava la ferocia delle guardie, simile a quella dei leopardi, scrisse sette lettere a Chiese diverse, nelle quali esortava i fratelli a servire Dio in comunione con i vescovi e a non impedire che egli fosse immolato come vittima per Cristo.

domenica 16 ottobre 2011

Restituite a Cesare e a Dio ...




Martirologio Romano, 15 aprile: Ad Avignone nella Provenza, in Francia, beato Cesare de Bus, sacerdote, che, convertitosi dalla vita mondana, si dedicò alla predicazione e alla catechesi e fondò la Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana, a cui diede la finalità di rendere gloria a Dio attraverso la formazione dei fedeli.


Dagli scritti del Beato Cesare

I messaggeri, dopo aver lodato Gesù per accattivarsene la benevolenza, in atto rispettoso e come in aria di consiglio, gli chiesero quale fosse il suo parere, se fosse lecito o no di pagare il tributo a Cesare, immaginando di coglierlo con questo mezzo in parola… Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: “Ipocriti perché mi tentate?”. Ed in ciò fece vedere che era Dio, perché Egli non risponde alle loro parole ma ai loro pensieri…

Subito dopo, Egli disse agli invitati: “Mostratemi la moneta!”. Ed Egli domandò loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio»… Siccome nella moneta di Cesare era impressa l’immagine ed era scritto il nome di Cesare; così nella moneta di Dio bisogna che vi si trovi scolpito il nome e l’immagine di Dio. La moneta di Cesare era d’oro e d’altro metallo; quella di Dio è l’uomo…

Gesù ci dice di rendere a Cesare quello che è di Cesare. Egli dice a noi “rendete” e non “date” perché si dà quello che è proprio e si rende ciò che è altrui… Noi dobbiamo rendere a Dio, a noi stessi e al nostro prossimo. Dobbiamo rendere a Dio onore, timore e amore, perché è nostro Dio; amore perché è nostro Padre, timore perché è nostro Giudice, onore perché ci ha creati, amore perché ci ha riscattati… A noi dobbiamo tre cose, cioè la purità al cuore, la custodia della lingua e la mortificazione della carne… Dobbiamo al prossimo tre cose:
obbedienza, concordia e liberalità, cioè obbedienza ai superiori…

Oh Signore nostro Gesù Cristo, maestro supremo, da cui dipende l’esistenza di tutte le cose, che nella vostra onnipotenza dite, e tutte le cose sono fatte. Fate che siamo veri discepoli e così fedeli che mai ci allontaniamo dai vostri comandamenti. E poiché siete la via, fate che non ci scostiamo mai da essa, ma che la seguiamo in tutto e per tutto, sia nella stalla della povertà, sia nel deserto della penitenza, sia nella croce delle tribolazioni. Ed essendo voi verità infallibile, non permettete che cadiamo nell’errore, ma esercitando la giustizia e rendendo a ciascuno tutto ciò che gli è dovuto, possiamo presentarci con sicurezza dinanzi al trono della vostra maestà e rendere un ottimo conto della nostra vita. Amen.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




16 ottobre
BEATO CONTARDO FERRINI, laico
MEMORIA

Contardo Ferrini nasce a Milano nel 1859. Ragazzo prodigio, a 17 anni consegue la licenza liceale, a 21 si laurea in giurisprudenza e, dopo un periodo di specializzazione a Berlino, a 24 insegna già diritto romano all'università di Pavia. Insegna poi a Messina e a Modena e nel 1894 torna a Pavia, dove resterà fino alla morte. Studioso, giurista e ricercatore stimato, coltiva anche una forte spiritualità, che gli permetterà di distinguersi in un ambiente fortemente anticlericale. Il suo segreto: l’«apostolato silenzioso» e il suo stile di vita, con cui riuscirà a parlare di Dio anche ai lontani, agli indifferenti, agli atei. Impegnato nella San Vincenzo e in altre attività caritative, per quattro anni è anche consigliere comunale di Milano, dove si batte per conservare l'insegnamento religioso nelle scuole primarie. È anche uno dei primi a sostenere il progetto di un'università cattolica in Italia. Contrae il tifo bevendo a una fontana inquinata e muore a 43 anni, il 17 ottobre 1902, durante un periodo di vacanza a Suna, sul Lago Maggiore. Pio XII lo proclama beato nel 1947.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 17 ottobre: A Suna presso il lago Maggiore, beato Contardo Ferrini, che, nell’educare i giovani, con il suo esempio di fede e di vita cristiana andò ben oltre la scienza umana.

sabato 15 ottobre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




15 ottobre
SANTA TERESA DI GESÙ, vergine e dottore della Chiesa
MEMORIA

Teresa (Avila, Spagna, 1515 – Alba de Tormes, 15 ottobre 1582), donna di eccezionali talenti di mente e di cuore, entrò a vent’anni nel Carmelo di Avila, dove concepì e attuò la riforma che prese il suo nome. Unì alla più alta contemplazione un’intensa attività come riformatrice dell’Ordine carmelitano. Dopo il monastero di san Giuseppe in Avila, con l’autorizzazione del Generale dell’Ordine si dedicò appassionatamente ad altre fondazioni e potè estendere la riforma anche al ramo maschile. Fedele alla Chiesa, nello spirito del Concilio di Trento, contribuì al rinnovamento dell’intera comunità ecclesiale. Lasciò nella sua autobiografia e nei suoi scritti di spiritualità un documento di profonda esperienza mistica. Paolo VI la riconobbe Dottore della Chiesa (27 settembre 1970).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 15 ottobre: Memoria di santa Teresa di Gesù, vergine e dottore della Chiesa: entrata ad Ávila in Spagna nell’Ordine Carmelitano e divenuta madre e maestra di una assai stretta osservanza, dispose nel suo cuore un percorso di perfezionamento spirituale sotto l’aspetto di una ascesa per gradi dell’anima a Dio; per la riforma del suo Ordine sostenne molte tribolazioni, che superò sempre con invitto animo; scrisse anche libri pervasi di alta dottrina e carichi della sua profonda esperienza.

venerdì 14 ottobre 2011

Il nome Callisto e la santità cristiana


Statua di San Callisto papa martire
protettore di Ripacorbaria di Manoppello (PE)


In data 14 ottobre la liturgia di rito romano e ambrosiano prevede la memoria (se pur facoltativa) di San Callisto I papa e martire.
La vita di questo pontefice è molto complicata e segnata dalle diatribe ecclesiali dell’epoca, come l’elezione dell’antipapa Ippolito, il primo della storia della Chiesa.

Chi è papa Callisto?

San Callisto, è nato in Trastevere da famiglia cristiana e di condizione servile, suo padre si chiamava Domizio, e la sua incapacità ad amministrare beni terreni lo mise nei guai e fu deportato in Sardegna. Una volta libero, anche qui ci sono varie teorie che noi non consideriamo, visse inizialmente ad Anzio e poi ad opera di papa Zefirino entrò a far parte del clero di Roma, creato  diacono e sovrintendente del cimitero cristiano nella via Appia, oggi conosciuto come "catacombe di San Callisto". Nel 217 egli divenne papa ma, per controversie teologiche si trovò a lottare contro un antipapa, Ippolito, che tuttavia non condannò e da cui fu fortemente calunniato. Ippolito si riconciliò con Ponziano, successore di Callisto, entrambi poi venerati come martiri il 13 agosto.

Callisto morì martire durante un tumulto popolare in Trastevere il 14 ottobre del 222. La sua "deposizione" il 14 ottobre nel cimitero di Calepodio, sulla via Aurelia, è attestata dalla "Depositio Martyrum" (A.D. 354). Probabilmente la sepoltura non avvenne sulla via Appia a San Callisto in quanto la situazione tumultuosa fece preferire una sepoltura veloce e nelle vicinanze del luogo del martirio.

Il pontificato di San Callisto fu molto contrariato a causa di molti cristiani dissidenti di Roma. Fu accusato di lassismo e di eresia (adozionismo e patripassianesimo), ma alla fine della sua vita ogni contrarietà fu cancellata con il glorioso martirio e un culto liturgico che dopo quello agli Apostoli Pietro e Paolo fu il primo nella Roma del secolo III.

Il nome “Callisto” deriva dal nome greco Kallistos, tradotto in latino in Callistus. Il significato è nella parola greca kallistos che significa "bellissimo".

Il nome dopo il papa martire è presente in altri esempi di santità della Chiesa Cattolica:

  • San Callisto Caravario, sacerdote salesiano martire in Cina nel XX secolo
  • San Callisto martire, ucciso con San Carisio a Corinto
  • San Callisto vescovo e martire a Todi
  • San Callisto, martirizzato a Roma, con Bonifacio e Felice
  • San Callisto di Huesca, ufficiale e martire
  • San Callisto turmarca, ufficiale bizantino martire ad Amorio



San Callisto Caravario
Cuorgnè, Torino, 18 giugno 1903 - Cina, 25 febbraio 1930

Martirologio Romano, 25 febbraio: Sulle rive del fiume Beijang vicino alla città di Shaoguan nella provincia del Guandong in Cina, santi martiri Luigi Versiglia, vescovo, e Callisto Caravario, sacerdote della Società Salesiana, che subirono il martirio per aver dato assistenza cristiana alle anime loro affidate.

San Callisto martire a Corinto
Probabilmente il nome di questo martire, secondo la Bibliotheca Sanctorum è un errore di trascrizione dei nomi Callide e Cariessa, vergini appartenenti al gruppo di San Leonida.








San Callisto di Todi
Probabilmente il nome di questo martire, secondo la Bibliotheca Sanctorum è un errore di identificazione. Infatti potrebbe essere il papa S. Callisto a cui era dedicata una chiesa insieme a San Cassiano. Però risulta una traslazione di reliquie nell’agosto 1301 nella chiesa francescana di san Fortunato. Altre traslazioni e ricognizioni nel 1596 e nel 1923. Rimane il dubbio se questo sacro deposito sia di un santo vescovo della Chiesa tudertina di nome Callisto. La memoria liturgica è il 14 agosto.

San Callisto martire a Roma
Probabilmente il nome di questo martire, secondo la Bibliotheca Sanctorum è un errore di trascrizione dei nomi di altri omonimi martiri.





San Callisto di Huesca
Ufficiale dell’esercito di Sancio Abarca II, re di Aragona, passato in Francia, morì nel 1003 lottando contro i Saraceni, nei pressi di Caseaux-Frechet (diocesi di Tarbes), dove se ne celebra la festa il 15 ottobre.

San Callisto turmarca
… Siria, marzo 845
Ufficiale bizantino martire ad Amorio ad opera dei mussulmani nel marzo 845.

Martirologio Romano, 6 marzo: In Siria, passione di quarantadue santi martiri, che, arrestati ad Amorio in Frigia e condotti al fiume Eufrate, ottennero con un insigne prova la palma del martirio.


Concludo questa piccola ricerca con l’Inno ai Martiri di Rabbula di Edessa:

O beati martiri,
o grappoli umani della vite di Dio,
il vostro vino inebria la Chiesa;
luci gloriose e divine,
che avete accettato con gioia tutti i tormenti
e vinto gli iniqui carnefici;
gloria alla potenza che vi ha assistito
quando combatteste!
Il Dio venuto per la nostra salvezza
abbia pietà di noi.

Amen!



BIBLIOGRAFIA E SITI


  • AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice – Ed. Città Nuova
  • C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
  • Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2011
  • Sito Web monasterovirtuale.it
  • Sito Web todi.org

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano



14 ottobre
SAN CALLISTO I, papa e martire

Callisto, successore del papa Zefirino (217), di cui era diacono, legò il suo nome alle catacombe romane e al culto dei martiri. Difese la fede trinitaria contro alcune deviazioni e subì il martirio a Roma (222) nel luogo dove sorge l’omonima chiesa. La sua «deposizione» il 14 ottobre nel cimitero di Calepodio, sulla via Aurelia, è attestata dalla «Depositio martyrum» (354).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 14 ottobre: San Callisto I, papa, martire: da diacono, dopo un lungo esilio in Sardegna, si prese cura del cimitero sulla via Appia noto sotto il suo nome, dove raccolse le vestigia dei martiri a futura venerazione dei posteri; eletto poi papa promosse la retta dottrina e riconciliò con benevolenza i lapsi, coronando infine il suo operoso episcopato con un luminoso martirio. In questo giorno si commemora la deposizione del suo corpo nel cimitero di Calepodio a Roma sulla via Aurelia.

giovedì 13 ottobre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




13 ottobre
SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE
vergine

Margherita (Verosvres, Autun , Francia, 1647 – Paray-le-Monial 17 ottobre 1690), monaca della Visitazione, fu favorita di speciali grazie e illuminazioni sul mistero dell’amore di Cristo presente nell’Eucaristia. Apostola della devozione al Sacro Cuore, promosse l’istituzione della speciale festa liturgica in suo onore.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 17 ottobre: Santa Margherita Maria Alacoque, vergine, che, entrata tra le monache dell’Ordine della Visitazione della beata Maria, corse in modo mirabile lungo la via della perfezione; dotata di mistici doni e particolarmente devota al Sacratissimo Cuore di Gesù, fece molto per promuoverne il culto nella Chiesa. A Paray-le-Monial nei pressi di Autun in Francia, il 17 ottobre, si addormentò nel Signore.