giovedì 13 ottobre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




13 ottobre
SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE
vergine

Margherita (Verosvres, Autun , Francia, 1647 – Paray-le-Monial 17 ottobre 1690), monaca della Visitazione, fu favorita di speciali grazie e illuminazioni sul mistero dell’amore di Cristo presente nell’Eucaristia. Apostola della devozione al Sacro Cuore, promosse l’istituzione della speciale festa liturgica in suo onore.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 17 ottobre: Santa Margherita Maria Alacoque, vergine, che, entrata tra le monache dell’Ordine della Visitazione della beata Maria, corse in modo mirabile lungo la via della perfezione; dotata di mistici doni e particolarmente devota al Sacratissimo Cuore di Gesù, fece molto per promuoverne il culto nella Chiesa. A Paray-le-Monial nei pressi di Autun in Francia, il 17 ottobre, si addormentò nel Signore.

mercoledì 12 ottobre 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




12 ottobre
SANTA EDVIGE, religiosa

Edvige (Andechs, Baviera, c. 1174 – Trzebnica, Polonia, 15 ottobre 1243), duchessa di Slesia e Polonia e madre di sette figli, visse la sua esperienza familiare nella pratica intensa della fede, della preghiera e della carità. Dopo la morte di sei figli e del marito, lasciò il mondo ed entrò fra le cistercensi di Trzebnica, dove era abbadessa sua figlia.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 16 ottobre: Santa Edvige, religiosa, che, di origine bavarese e duchessa di Polonia, si dedicò assiduamente nell’assistenza ai poveri, fondando per loro degli ospizi, e, dopo la morte del marito, il duca Enrico, trascorse operosamente i restanti anni della sua vita nel monastero delle monache Cistercensi da lei stessa fondato e di cui era badessa sua figlia Gertrude. Morì a Trebnitz in Polonia il 15 ottobre.

martedì 11 ottobre 2011

i cuccioli di Petronilla, crescono!




IPOTESI PER I NOMI

Dal Calendario (2 ottobre)
Antonina J.
Eleuterio
Elia
Emilia
Giorgio
Giovanni J.
Guadalupe
Lucia

Dall’albero genealogico
Petra J.
Panacea J.
Benedetto J.
Ruffillo J.

Secondo nome a tutti i maschi ANGELO
Secondo nome a tutte le femmine ANGELA

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




11 ottobre
BEATO GIOVANNI XXIII, papa

Angelo Roncalli nacque a Sotto il Monte, piccolo borgo del bergamasco, il 25 novembre 1881, figlio di poveri mezzadri. Divenuto prete, rimase per quindici anni a Bergamo, come segretario del vescovo e insegnante al seminario. Allo scoppio della prima guerra mondiale fu chiamato alle armi come cappellano militare. Inviato in Bulgaria e in Turchia come visitatore apostolico, nel 1944 è Nunzio a Parigi, per divenire poi nel 1953 Patriarca di Venezia. Il 28 ottobre 1958 salì al soglio pontificio, come successore di Pio XII, assumendo il nome di Papa Giovanni XXIII. Avviò il Concilio Vaticano II, un evento epocale nella storia della Chiesa. Morì il 3 giugno 1963. Un breve ma intenso pontificato, durato poco meno di cinque anni, in cui egli riuscì a farsi amare dal mondo intero. È stato beatificato il 3 settembre del 2000. Il Martirologium Romanum pone la data di culto al 3 giugno, mentre le diocesi di Bergamo e Milano celebrano la memoria del Beato Giovanni XXIII in data 11 ottobre, anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II avvenuta l'11 ottobre 1962.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 3 giugno: A Roma, beato Giovanni XXIII, papa: uomo dotato di straordinaria umanità, con la sua vita, le sue opere e il suo sommo zelo pastorale cercò di effondere su tutti l’abbondanza della carità cristiana e di promuovere la fraterna unione tra i popoli; particolarmente attento all’efficacia della missione della Chiesa di Cristo in tutto il mondo, convocò il Concilio Ecumenico Vaticano II.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




11 ottobre
SANT’ALESSANDRO SAULI, vescovo

Sant' Alessandro Sauli, nato a Milano il 15 febbraio 1534 da antica famiglia genovese, si consacrò giovanissimo alla Vergine. Rifiutando una brillante carriera presso Carlo V, entrò nella Congregazione dei Chierici regolari di San Paolo (i Barnabiti). Nel segno dell'obbedienza comparì nella piazza dei mercanti vestito da nobile, ma portando sulle spalle una pesante croce. Nominato teologo del vescovo e decano della Facoltà teologica di Pavia, fu eletto Superiore generale dell'Ordine e si adoperò per mantenerne vivo lo spirito originale. Confessore di San Carlo Borromeo, fu anche il direttore spirituale di personalità illustri del suo tempo, religiosi e laici. Vescovo di Aleria in Corsica, una diocesi in grande decadenza, ne riformò il clero e fu maestro di vita cristiana per tutti i ceti, placando tensioni e odi tra famiglie. La sua carità e la sua dedizione furono talmente grandi da essere chiamato «angelo tutelare», padre dei poveri, apostolo della Corsica. Muore santamente a Calosso d’Asti l’11 ottobre 1592. Nel 1904, San Pio X lo iscrisse fra i santi.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 11 ottobre: A Calosso d’Asti in Piemonte, transito di sant’Alessandro Sauli, vescovo dapprima di Aleria in Corsica e poi di Pavia, che, membro della Congregazione dei Chierici regolari di San Paolo, diede sollievo ai poveri con mirabile carità.

Santi e Beati del 2011


Pinacoteca San Domenico - Fano
Lazzarini – La Vergine e Bambino e Santi


beatificazione il 1 maggio presso Piazza San Pietro presieduta da Papa Benedetto XVI
B. Giovanni Paolo II

beatificazione il 07 maggio a Pianura, Napoli (Italia)
B. Giustino Maria Russolillo

beatificazione il 15 maggio nella Cattedrale di Sann Chiliano, Würzburg (Germania)
B. Giorgio Häfner

beatificazione, il 21 maggio presso lo stadio Restelo, Lisbona (Portogallo)
B. Maria Chiara Meixa Galvão de Moura Telles

beatificazione, il 22 maggio presso il Parque de Exposição, Salvador da Bahia (Brasile)
B. Dulce Lopes Pontes de Souza Brito

beatificazione il 28 maggio presso il Campo Sportivo "Santa Maria di Chiazzano", Faicchio, Benevento (Italia)
B. Maria Serafina Micheli

beatificazione il 05 giugno nella Cattedrale di La Asunción, El Burgo de Osma (Spagna)
B. Giovanni de Palafox Mendoza

beatificazione il 13 giugno nella Cattedrale della Santissima Trinità, Dresda (Germania)
B. Luigi Andritzki

beatificazione il 19 giugno a Les Arènes, Dax, Landes (Francia)
B. Margherita Rutan martire

beatificazione, il 25 giugno presso la Parrocchia di Herz Jesu, Lubecca, nello Schleswig-Holstein (Germania)
Bb. Giovanni Prassek e 2 Compagni

beatificazione il 26 giugno presso la Piazza della Cattedrale di Santa Maria Nascente, Milano (Italia)
B. Serafino Morazzone
B. Enrichetta Alfieri
B. Clemente Vismara


beatificazione il 03 luglio presso la Cattedrale di Înălţarea Domnului, Satu Mare (Romania)
B. János Scheffler

beatificazione il 14 settembre allo Stadio San Vito, Cosenza (Italia)
B. Elena Aiello

beatificazione il 17 settembre presso la Chiesa della Piccola Casa della Provvidenza (Cottolengo), Torino (Italia)
B. Francesco Paleari

beatificazione il 24 settembre presso il Dvorana Olimpijska Zetra, Sarajevo (Bosnia-Erzegovina)
B. Maria Giulia Ivanisevic e 4 compagni

beatificazione il 02 ottobre presso la cattedrale di Maria Assunta a Ivrea, Torino (Italia)
B. Antonia Maria Verna

beatificazione il 08 ottobre presso la Cattedrale di Santa Maria, La Seu d'Urgell, Lleida (Spagna)

canonizzazione il 23 ottobre in piazza San Pietro presieduta da Papa Benedetto XVI
San Guido Maria Conforti
San. Luigi Guanella
Santa Bonifacia Rodríguez Castro

beatificazione il 29 ottobre nella Cattedrale di La Almudena, Madrid (Spagna)
Beato María Catalina Irigoyen Echegaray

beatificazione il 13 novembre presso la Parrocchia di San Martino, Dornbirn, Vorarlberg (Austria)
Beato Carl Lampert

beatificazione il 17 dicembre nella Cattedrale di La Almudena, Madrid (Spagna)
Beati Francesco Lacal e 21 Compagni

lunedì 10 ottobre 2011

Musica...



The Police - De Do Do Do, De Da Da Da




Gigi d'Agostino - Another Way




Gigi D'Alessio - Spiegame Cherè

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




10 ottobre
SAN CASIMIRO

Casimiro (Cracovia, Polonia, 1458 – Grondo, Lituania, 4 marzo 1484) figlio del re di Polonia e di Lituania, reggente di Polonia, alla gloria del regno temporale preferì l’umiltà e la castità perfetta nel servizio di Dio e nella diaconia dei poveri. Venerato come santo fin dalla sua morte, sulla sua tomba si verificarono moltissimi miracoli ed il re Sigismondo decise di inoltrare al papa Leone X una petizione per richiedere la canonizzazione del principe polacco. Nel 1521 il papa dichiarò San Casimiro patrono della Polonia e della Lituania, ma fu ufficialmente canonizzato solo nel 1602 dal pontefice Clemente VIII e nel 1621 la sua festa venne estesa alla Chiesa universale.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 4 marzo: San Casimiro, figlio del re di Polonia, che, principe, rifulse per lo zelo nella fede, la castità, la penitenza, la generosità verso i poveri e la devozione verso l’Eucaristia e la beata Vergine Maria e ancora giovane, consunto dalla tisi, nella città di Grodno presso Vilnius in Lituania si addormentò nella grazia del Signore.

Beatificata Madre Janer, “bussola” che orienta a Dio e ai fratelli




LA SEU D’URGELL, lunedì, 10 ottobre 2011
(ZENIT.org di Patricia Navas)
Il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, il Cardinale Angelo Amato, ha beatificato a nome di Papa Benedetto XVI Ana María Janer Anglarill, fondatrice della Congregazione della Sacra Famiglia di Urgell, questo sabato a La Seu d’Urgell (Spagna).
Circa 4.000 persone hanno gremito il tendone allestito per l'occasione in questa città dei Pirenei in cui Madre Janer fondò, nel 1859, l'Istituto delle Suore della Sacra Famiglia di Urgell e in cui riposano i suoi resti.
Sono attualmente 300 le religiose di questo istituto, presente in undici Paesi di tre continenti e dedito soprattutto all'insegnamento e all'assistenza a malati, anziani e bisognosi.
Molte di loro sono giunte con il proprio abito grigio a La Seu d’Urgell per partecipare alla beatificazione, insieme a 150 familiari della nuova beata e a numerosi amici, allievi, ex allievi e personale delle scuole e dei centri della Congregazione.
Dall'Argentina è giunta l'ex allieva e docente, ormai in pensione, dell'Istituto Ana María Janer di Buenos Aires Sunilda Ginestel.
“Abbiamo atteso molto questo evento, e sapendo che avrebbe avuto luogo siamo accorse qui. Siamo molto felici e invochiamo la Madre per tutte le necessità delle sue ex allieve”, ha spiegato a ZENIT.
Hanno concelebrato l'Eucaristia circa 200 sacerdoti, tra i quali il Nunzio in Spagna, monsignor Renzo Fratini, numerosi Vescovi della Catalogna e alcuni di altre Diocesi in cui è presente la Congregazione.
La grandezza del tendone, l'utilizzo delle lingue castigliana e catalana, i canti conosciuti da molti dei presenti, il lavoro di preparazione spirituale che ha preceduto la beatificazione e il legame dei presenti con la nuova beata hanno favorito una grande partecipazione alla celebrazione.
“La tua lampada ha sempre arso”
Molti dei presenti si sono visibilmente emozionati quando, dopo il rito di beatificazione, il Cardinale Amato ha letto la lettera apostolica con la quale il Papa ha iscritto Madre Janer nell'Albo dei Beati ed è stato scoperto lentamente un grande ritratto della nuova beata accanto all'altare.
Gli applausi e le lacrime si sono allora mescolati con il suono delle campane della vicina Cattedrale e il canto dell'inno della beatificazione.
“Brilli Madre nella Chiesa, cresce la nostra comunione, la tua famiglia celebra la vita che è dono, misericordia e compassione, perché nella tua vita Gesù Cristo è il Signore. Amarti e servirti, sempre e in tutto, con il fuoco dell'amore, la tua lampada ha sempre arso”, cantavano giovani e adulti insieme al coro di voci bianche Petits cantors lliures di Andorra, con l'accompagnamento dell'organo e di una piccola orchestra.
In quel momento, una delle religiose che hanno avviato la causa di beatificazione, Maria Rosa Carrera, e il medico che ha certificato il miracolo servito per approvare la beatificazione, Antoni Vives, hanno portato le reliquie della beata in un reliquiario collocato nel presbiterio.
Carità resa servizio
L'omelia del Cardinale Amato e le parole del Vescovo della Diocesi di Urgell, l'Arcivescovo Joan-Enric Vives, e della superiora generale dell'istituto fondato dalla beata Ana María Janer, Irma Beretta, hanno sottolineato l'importanza del servizio frutto dell'amore.
Il Papa riconosce ora la santità di Ana María Janer, “illustre per le sue virtù e il suo apostolato di carità”, ha dichiarato il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi nella sua omelia.
Il Cardinale si è riferito a Madre Janer come a una donna “umile, forte, piena di misericordia con tutti, soprattutto con i malati e i bisognosi”, una “figlia esemplare della Chiesa” e “modello glorioso da contemplare e imitare”.
“Beatificando Madre Janer, la Chiesa vede nella nuova beata una bussola vivente, orientata verso Dio, che ci invita a vivere la nostra vita cristiana nella piena fiducia della presenza divina in noi, nella nostra famiglia, nella nostra società”, ha affermato.
“La beata Ana María Janer, inoltre, è una bussola che ci orienta verso i bisognosi, che sono tanti ancora oggi, perché anche oggi incontriamo affamati, assetati, malati, esiliati, migranti, prigionieri”.
Il Cardinale ha anche sottolineato “l'instancabile capacità di lavoro, le eccellenti doti organizzative” e la “grande affabilità” di Madre Janer, doni rafforzati dalla sua carità e che le hanno permesso di dirigere ospedali e fondare e guidare comunità.
“Portò nel proprio cuore il peso della miseria e la tristezza dei malati”, nonché “le angosce delle sue consorelle”, ha indicato.
Il suo atteggiamento di “modestia e semplicità”, la carità e l'umiltà, ha proseguito il Cardinale Amato, facevano sì che “tutti si sentissero a proprio agio con lei” e l'hanno portata, alla fine della vita, a chiedere di morire per terra.
“Non si stancava mai di esortare le sue consorelle ad essere umili, pietose, buone, pacifiche, lavoratrici, docili, gentili e attente verso i poveri malati, contente del loro lavoro di Marta”, “a non cercare l'approvazione e la stima degli altri, e a considerare tutti i lavori e le occupazioni un servizio allo stesso Signore Gesù”.
“Con l'esempio e l'intercessione della loro fondatrice”, ha rilevato, “le suore portano avanti questo abbraccio di carità senza frontiere” e “partecipano alla missione evangelizzatrice della Chiesa”.
Questa carità risponde alle “nuove povertà” presenti in Europa, nelle famiglie disgregate, nell'emigrazione crescente, nella mancanza del senso trascendente della vita e nel pessimismo sterile che spegne l'entusiasmo dei giovani verso il loro futuro.
“Non lasciamoci imprigionare dalla tristezza della nostra epoca”, ha esortato il Cardinale. “Seguendo l'esempio di Madre Ana María Janer, vera catalana, non perdiamo la speranza, restiamo saldi nella fede e forti nella speranza”.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]



domenica 9 ottobre 2011

ICONA di Santa Teresa d'Avila






Simboli dell'Icona di S. Teresa d’Avila
scritta da B. Tenore

In questa icona è scritta S. Teresa di Gesù (de Ahumada 1515-1582), carmelitana, dottore della Chiesa, fondatrice delle Carmelitane e dei Carmelitani teresiani o scalzi.
Essa è ispirata al modello dei Santi fondatori.
S. Teresa reca nella mano destra il bastone del pellegrino e nella mano sinistra un edificio o palazzo, poggiato su un tallit, su di uno scialle  o mantello della preghiera ebraico.

Teresa, come è noto, era indicata come la “Madre fundadora”, ma la “costruzione” centrale della sua avventura spirituale, non fu costituita dai pur numerosi Carmeli, cui ella diede inizio nella sua vita, a partire da San José di Avila.
Il cuore del suo cammino fu, probabilmente, la scoperta del “Castello interiore”, delle “Dimore”, "Moradas" (cf Gv 14, 2), che il Signore stesso della Vita si è costruito nell’interiorità dell’uomo e della donna, attendendo la sua risposta.
S. Teresa scriveva nelle sue Fondazioni:
«Oh, mio Dio! Come servono a poco gli edifici e gli agi esteriori per l’appagamento dell’anima!
Per amor suo io vi supplico, sorelle e padri miei, di andarci piano in fatto di case grandi e sontuose. Teniamo presenti i nostri veri fondatori, che sono quei santi Padri dai quali discendiamo, e che sappiamo essere pervenuti al godimento di Dio attraverso il cammino della povertà e dell’umiltà.
Ho proprio costatato, del resto, che vi è più spirito e anche maggiore gioia interiore quando sembra che il corpo non si trovi a suo agio che quando si disponga di un’ampia e comoda casa. Per quanto grande essa sia, che vantaggio ci procura, visto che solo una cella è ciò di cui facciamo uso continuamente? Che essa sia spaziosa e ben ornata, che c’importa? Non dobbiamo certo starvi a contemplare le pareti!
Se considereremo che non è la casa in cui abiteremo per sempre, ma il breve tempo com’è quello della nostra vita, per quanto grande essa sia, tutto ci diventerà dolcemente grato, pensando che quanto meno avremo avuto quaggiù, tanto più godremo in quell’eternità dove sono le dimore corrispondenti all’amore con cui avremo imitato la vita del nostro buon Gesù.
Se diciamo che son questi i principi per rinnovare la Regola della Vergine, Madre sua, nostra Signora e patrona, non facciamole l’affronto – a lei come ai nostri antichi santi Padri – di non curarci di adeguare la nostra vita alla loro»  (Fondazioni, 14, 4-5).
S. Teresa è raffigurata in quest’icona in piedi e in cammino, con abito e scapolare marrone completo di cappa bianca, nell’abito tradizionale dei Carmelitani.
Esso, particolarmente nella cappa, richiama a ciascuno di essi, la consacrazione alla Vergine cui si impegnano nella sequela di Cristo e la vocazione originaria alla beatitudine dei «puri di cuore» (Mt 5,8). Come ogni battezzato, così i Carmelitani, dimorando nella Parola che è il Figlio, attraverso la grazia dello Spirito Santo, sono chiamati a contemplare Dio, il Padre del Signore nostro Gesù Cristo.

Ma la donna contemplativa che è stata S. Teresa, non ha timore ad impugnare il bastone dei pellegrini con cui ha percorso, durante la sua vita, le strade di Castiglia e di Andalusia con audacia e determinazione.
S. Teresa è stata una donna coraggiosa, alla sequela di Cristo, ma anche in cammino sulle vie dello Spirito. Si chiedeva un carmelitano: «Perché Teresa non si è accontentata di vivere la sua altissima vita spirituale nel monastero dell’Incarnazione? Poteva farlo tranquillamente! E invece ha sentito il bisogno di rischiare e di sconvolgere la sua pace e la pace di molta gente per prima fondare un altro monastero e poi un ordine anche maschile e altri monasteri ecc. ecc. Perché?». Perché è stata una donna capace di «assecondare il movimento interno dello Spirito» fino a poter sentire la voce dello Sposo (Castello 3,2) che, da sempre, ci attende pure nella nostra stessa interiorità.

«Per quanto io ne capisca, la porta per entrare in questo castello è l’orazione e la meditazione» (Cast I, 1, 7) scriveva S. Teresa, però aggiungeva, in un’apparente contraddizione logica, non esistenziale: «Le anime vi entrano in molti modi, e tutte con buona intenzione» (Cast I, 2,12). Diversi secoli più tardi, Edith Stein, commentando il Castello si interrogava intorno al fatto che: «cosa possa muovere l’uomo del tutto “esteriore” ad entrare dalla porta della preghiera quando egli non percepisce ancora questi richiami. La Santa non lo spiega. Io suppongo che ella dia quasi per scontato ciò per gli uomini che, per la loro educazione religiosa, sono abituati a pregare e sono abbastanza istruiti nelle verità di fede per pensare a Dio quando pregano» ed in seguito: «Se vi fosse qualche altra porta oltre a quella della preghiera» (E. Stein, Il Castello dell’anima). Se la porta principale alla propria interiorità può rimanere di certo quella della preghiera per le persone credenti, è possibile che ne esistano molte altre che, attraverso l’autocoscienza, inducano ad accostare il mistero di questo dialogo originario tra Creatore e creatura. Per questo non una è la porta indicata di questo “Castello/Dimore”, bensì varie.

Le fondamenta del “Castello/Dimore” riposano sul tallit. Ormai sono acclarate le origini ebraiche della Santa, come la sua devozione per la festa della Circoncisione del Signore (v. Composizioni poetiche), il Re Davide (cf Vita 16,3; Fondaz 29) e altre poche e carsiche tracce della consapevolezza della sua discendenza da una grande storia di fede. E’ difficile non pensare che il radicamento della sua esperienza spirituale nell’Umanità di Cristo (Vita 12,2.22; Castello VI, 7) fosse estraneo a questa storia che, attraverso questo umile segno di preghiera e di fede, si è voluto ricordare.
La Santa, infine, è incorniciata da un fondo oro, dove esso simboleggia la sua appartenenza alla dimensione divina, in quanto l’oro non ha colore in sé ma è irradiazione di luce, quindi l’aureola non è tanto segno di propria santità come nella mentalità occidentale, quanto riflesso, un irradiamento della santità di Dio rivelata nei suoi figli e figlie.

FONTE: http://maddalenadepazzi.jimdo.com

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano






9 ottobre
SAN GIOVANNI LEONARDI, sacerdote

Giovanni (Diecimo, Lucca, 1541 – Roma 9 ottobre 1609) prese a cuore vivamente la formazione catechetica del popolo, la difesa della fede e l’azione missionaria. Fondò per questo scopo la Congregazione della Dottrina Cristiana, i Chierici della Madre di Dio e, insieme a Giovanni Battista Vives, una scuola per i futuri missionari, precorritrice del collegio Urbano di Propaganda Fide (1627) e di quello delle Missioni Estere di Parigi (1663). Servendo gli appestati contrasse il male che lo portò alla fine dei suoi giorni.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 9 ottobre: San Giovanni Leonardi, sacerdote, che a Lucca abbandonò la professione di farmacista da lui esercitata, per diventare sacerdote. Fondò, quindi, l’Ordine dei Chierici regolari, poi detto della Madre di Dio, per l’insegnamento della dottrina cristiana ai fanciulli, il rinnovamento della vita apostolica del clero e la diffusione della fede cristiana in tutto il mondo, e per esso dovette affrontare molte tribolazioni. Pose a Roma le fondamenta del Collegio di Propaganda Fide e morì in pace in questa città, sfinito dal peso delle sue fatiche.

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





9 ottobre
SAN DIONIGI vescovo, e COMPAGNI martiri

Secondo la tradizione, fu il primo vescovo di Parigi, inviato in Gallia dal papa Fabiano nel 250. Subì il martirio insieme a Rustico ed Eleuterio. Le sue reliquie sono custodite nella Basilica che santa Genoveffa fece erigere nel 495. Accanto ad essa nel secolo VII sorse la celebre abbazia che da lui prese il nome. La sua «deposizione» il 9 ottobre è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 9 ottobre: Santi Dionigi, vescovo, e compagni, martiri: si tramanda che san Dionigi sia giunto in Francia inviato dal Romano Pontefice e, divenuto primo vescovo di Parigi, morì martire nelle vicinanze di questa città insieme al sacerdote Rustico e al diacono Eleuterio.