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sabato 16 aprile 2011
martedì 5 aprile 2011
Tre nuovi beati per la Chiesa Ambrosiana!
| beato Clemente Vismara |
2 aprile 2011: Stamani Benedetto XV I ha ricevuto il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando il dicastero a promulgare i Decreti riguardanti:
- un miracolo, attribuito all'intercessione del V enerabile Servo di Dio Serafino Morazzone, Sacerdote diocesano; nato a Milano (Italia) il 1° febbraio 1747 e morto a Chiuso di Lecco (Italia) il 13 aprile 1822;
- un miracolo, attribuito all’intercessione del V enerabile Servo di Dio Clemente V ismara, Sacerdote professo del Pontificio Istituto Missioni Estere (P.I.M.E.); nato ad Agrate Brianza (Italia) il 6 settembre 1897 e morto a Mong Ping (Myanmar) il 15 giugno 1988;
- un miracolo, attribuito all'intercessione della V enerabile Serva di Dio Enrica Alfieri (al secolo: Maria Angela), Suora professa della Congregazione delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret; nata a Borgovercelli (Italia) il 23 febbraio 1891 e morta a Milano (Italia) il 23 novembre 1951.
Don Serfino, Padre Clemente e Suor Enrichetta saranno beatificati a Milano, in Duomo, nel mese di Giugno.
| beata Enrichetta Alfieri |
| beato Serafino Morazzone |
Per ogni cristiano, il cammino di santità inizia con il Battesimo. Tutti siamo chiamati a vivere in santità la fede, la speranza, la carità.
Per noi, Pastorelle, non è solo una vocazione alla santità personale; ma siamo anche chiamate a prenderci cura della santità del popolo di Dio nel ministero di cura pastorale. La nostra è una vocazione ad essere madri e sorelle nello Spirito a servizio della santità della Chiesa mediante la configurazione a Cristo Pastore, per risvegliare nell'umanità di oggi il gusto di Dio.
Supplichiamo nella preghiera il dono della santità pastorale.
sabato 2 aprile 2011
Decreti del 2 aprile 2011
La Chiesa avrà 29 nuovi Beati tra cui padre V ismara, 23 martiri della guerra civile spagnola e un sacerdote ghigliottinato durante la rivoluzione francese.
Stamani Benedetto XV I ha ricevuto il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando il dicastero a promulgare i Decreti riguardanti 29 prossimi Beati e sei nuovi venerabili.
Di seguito la lista completa dei Decreti riguardanti:
- un miracolo, attribuito all'intercessione del V enerabile Servo di Dio Serafino Morazzone, Sacerdote diocesano; nato a Milano (Italia) il 1° febbraio 1747 e morto a Chiuso di Lecco (Italia) il 13 aprile 1822;
- un miracolo, attribuito all’intercessione del V enerabile Servo di Dio Clemente V ismara, Sacerdote professo del Pontificio Istituto Missioni Estere (P.I.M.E.); nato ad Agrate Brianza (Italia) il 6 settembre 1897 e morto a Mong Ping (Myanmar) il 15 giugno 1988;
- un miracolo, attribuito all'intercessione della V enerabile Serva di Dio Elena Aiello, Fondatrice della Congregazione delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, nata a Montalto Uffugo (Italia) il 10 aprile 1895 e morta a Roma (Italia) il 19 giugno 1961;
- un miracolo, attribuito all'intercessione della V enerabile Serva di Dio Maria Caterina Irigoyen Echegaray (in religione: Maria dello Sposalizio), Suora professa della Congregazione delle Serve di Maria Ministre degli Infermi; nata a Pamplona (Spagna) il 25 novembre 1848 e morta a Madrid (Spagna) il 10 ottobre 1918;
- un miracolo, attribuito all'intercessione della V enerabile Serva di Dio Enrica Alfieri (al secolo: Maria Angela), Suora professa della Congregazione delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret; nata a Borgovercelli (Italia) il 23 febbraio 1891 e morta a Milano (Italia) il 23 novembre 1951;
- il martirio del Servo di Dio Pietro-Adriano Toulorge, Sacerdote professo dei Canonici Regolari Premonstratensi; nato a La Quièze (Francia) il 4 maggio 1757 e ucciso, in odio alla Fede, a Coutances (Francia) il 13 ottobre 1793;
- il martirio dei Servi di Dio Francesco Stefano Lacal, Sacerdote professo, e 21 Compagni della Congregazione dei Missionari Oblati di Maria V ergine Immacolata, nonché di Candido Castán San José, Laico, uccisi in odio alla Fede, in Spagna nel 1936;
- le virtù eroiche del Servo di Dio Tommaso Kurialacherry, primo V escovo di Changanacherry e Fondatore delle Suore dell'Adorazione del Ss.mo Sacramento; nato a Champakulam (India) il 14 gennaio 1873 e morto a Roma (Italia) il 2 giugno 1925;
- le virtù eroiche del Servo di Dio Adolfo Châtillon (in religione: Teofanio Leone), Religioso professo dei Fratelli delle Scuole Cristiane; nato a Nicolet (Canada) il 31 ottobre 1871 e morto a Laval-des-Rapides (Canada) il 28 aprile 1929;
- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Chiara di Santa Teresa di Gesù Bambino (al secolo: V incenza Damato), Monaca professa dell'Ordine di Santa Chiara di Assisi; nata a Barletta (Italia) l'11 novembre 1909 e morta a Bari (Italia) il 9 marzo 1948;
- le virtù eroiche della Serva di Dio Maria Dolores Inglese (al secolo: Libera Italia, Maria), Religiosa professa della Congregazione delle Serve di Maria Riparatrici; nata a Rovigo (Italia) il 16 dicembre 1866 ed ivi morta il 29 dicembre 1928.
- le virtù eroiche della Serva di Dio Irene Stefani (al secolo: Aurelia), Religiosa professa dell'Istituto delle Suore Missionarie della Consolata; nata ad Anfo (Italia) il 22 agosto 1891 e morta a Gikondi (Kenya) il 31 ottobre 1930;
- le virtù eroiche del Servo di Dio Bernardo Lehner, Laico; nato a Herrngiersdorf (Germania) il 4 gennaio 1930 e morto a Ratisbona (Germania) il 24 gennaio 1944.
giovedì 10 marzo 2011
Novena a San Giuseppe, lo sposo di Maria
Nove preghiere e nove Santi
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| San Giuseppe Parrocchia di S. Maria del Monte San Sostene (CZ) |
Ecco il servo saggio e fedele, che il Signore ha posto a capo della sua famiglia. (Lc 12,42)
"Non fui mai portata a certe devozioni che alcuni praticano, specialmente donne, nelle quali entrano non so quali cerimonie che io non ho mai potuto soffrire, e che a loro piacciono tanto. Poi si conobbe che non erano convenienti e sapevano di superstizione. Io invece presi come avvocato S. Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiutò nelle necessità in cui mi trovavo e in molte altre più gravi in cui era in gioco il mio onore e la salute dell'anima mia. Ho visto chiaramente che il suo aiuto fu sempre più grande di quello che avrei potuto sperare.
Non mi ricordo finora di averlo mai pregato di una grazia senza averla subito ottenuta. Ed è cosa che fa meraviglia ricordare i grandi favori che il Signore mi ha fatto e i pericoli di anima e di corpo da cui mi ha liberata per l'intercessione di questo santo benedetto.
Ad altri santi sembra che Dio abbia concesso di soccorrerci in questa o in quell'altra necessità, mentre ho sperimentato che il glorioso S. Giuseppe estende il suo patrocinio su tutte. Con ciò il Signore vuole darci a intendere che, a quel modo che era a lui soggetto in terra, dove egli come padre putativo gli poteva comandare, altrettanto gli sia ora in cielo nel fare ciò che gli chiede. Ciò han riconosciuto per esperienza varie altre persone che dietro mio consiglio gli si sono raccomandate. Molte altre gli si son da poco fatte devote per aver sperimentato questa verità.»
«Procuravo di celebrarne la festa con la maggior possibile solennità... Per la grande esperienza che ho dei favori di S. Giuseppe, vorrei che tutti si persuadessero ad essergli devoti. Non ho conosciuta persona che gli sia veramente devota e gli renda qualche particolare servizio senza far progressi in virtù. Egli aiuta moltissimo chi si raccomanda a lui. È già da vari anni che nel giorno della sua festa gli chiedo qualche grazia, e sempre mi sono vista esaudita. Se la mia domanda non è tanto retta, egli la raddrizza per il mio maggior bene».
«Chiedo solo, per amor di Dio, che chi non mi crede ne faccia la prova, e vedrà per esperienza come sia vantaggioso raccomandarsi a questo glorioso patriarca ed essergli devoti».
«Gli devono essere affezionate specialmente le persone di orazione, perché non so come si possa pensare alla Regina degli angeli e al molto da lei sofferto col Bambino Gesù, senza ringraziare S. Giuseppe che fu loro di tanto aiuto.Chi non avesse maestro da cui imparare a far orazione, prenda per guida questo santo glorioso e non si sbaglierà» (V ita 6, 6-8)
(S. Teresa d'Avila)
A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua santissima sposa. Per, quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all'Immacolata V ergine Maria, Madre di Dio, e per l'amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l'eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; assistiti propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l'eterna beatitudine in cielo. Amen.
(Indulgenza parziale, Leone XIII)
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| San Giuseppe Chiesa di località Spinetto Serra San Bruno (VV) Arcidiocesi di Catanzaro - Squillace |
1 GIORNO
O san Giuseppe, patrono della Chiesa; tu che, accanto a Gesù, lavorasti ogni giorno per guadagnare il pane, traendo da Lui la forza di vivere e di faticare; tu che hai provato l'ansia del domani l'amarezza della povertà, la precarietà del lavoro; guarda all'immensa famiglia che ti è affidata. Benedici la Chiesa, sospingendola sulla via del V angelo; proteggi i lavoratori nella loro dura esistenza quotidiana, difendendoli dallo scoraggiamento, dalla rivolta, dalle tentazioni. Prega per i poveri che continuano in terra la povertà di Cristo, suscitando per loro le continue provvidenze dei loro fratelli più dotati. Custodisci nel mondo quella pace che può garantire lo sviluppo dei popoli e il pieno compimento delle umane speranze: per il bene dell'umanità, per la missione della Chiesa, per la gloria della Trinità Santissima. Amen.
(servo di Dio Paolo V I papa)
2 GIORNO
Glorioso san Giuseppe, modello di tutti i lavoratori, ottenetemi la grazia di lavorare con spirito di penitenza per l'espiazione dei miei numerosi peccati; di lavorare con coscienza, mettendo il culto del dovere al di sopra delle mie inclinazioni; di lavorare con riconoscenza e gioia, considerando come un onore di impiegare e far fruttare, mediante il lavoro, i doni ricevuti da Dio; di lavorare con ordine, pace, moderazione e pazienza, senza mai retrocedere davanti alla stanchezza e alle difficoltà; di lavorare specialmente con purezza di intenzione e distacco da me stesso, avendo sempre davanti agli occhi la morte e il conto che dovrò rendere del tempo perso, dei talenti inutilizzati, del bene omesso, del vano compiacimento nel successo, così funesto all'opera di Dio. Tutto per Gesù, tutto per Maria, tutto a vostra imitazione, o patriarca Giuseppe! Questo sarà il mio motto per tutta la vita e al momento della morte. Così sia
(San Pio X papa)
3 GIORNO
O beato Giuseppe, che Dio ha scelto per portare il nome e svolgere il ruolo di padre agli occhi di Gesù, tu che sei stato dato da Lui come sposo purissimo a Maria sempre V ergine e come capo della Santa Famiglia sulla terra, tu che il V icario di Cristo ha scelto come Patrono ed Avvocato della Chiesa universale, fondata da Cristo Signore stesso, con la fiducia più grande possibile io imploro il tuo aiuto potentissimo per questa stessa Chiesa che lotta sulla terra.
Ti supplico, proteggi, con una sollecitudine particolare e con questo amore veramente paterno di cui ardi, il Pontefice romano, tutti i vescovi ed i preti uniti alla Santa Sede di Pietro.
Sii il difensore di tutti quelli che penano per salvare le anime che sono angosciate ed immerse nelle avversità di questa vita.
Fa' in modo che le persone si sottomettano spontaneamente alla Chiesa che è il mezzo assolutamente necessario per ottenere la salvezza.
Degnati di accettare, santissimo Giuseppe, il dono che ti faccio. Mi voto completamente a te, affinché tu voglia essere, sempre, per me un padre, un protettore ed una guida lungo il cammino della salvezza. Dammi un cuore puro, un amore ardente per la vita interiore. Fa' che io stesso segua le tue tracce e che rivolga tutte le mie azioni alla grande gloria di Dio, unendole agli affetti del Divino Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato della V ergine Madre.
Prega infine per me, affinché io possa partecipare alla pace ed alla gioia di cui tu hai goduto un tempo, morendo così santamente. Amen.
(beato Pio IX papa)
4 GIORNO
O glorioso Patriarca San Giuseppe, umile e giusto artigiano di Nazareth, che hai dato a tutti i cristiani, ma specialmente a noi, l'esempio di una vita perfetta nel lavoro assiduo e nell'ammirabile unione con Maria e con Gesù, assistici nella nostra fatica quotidiana, affinché anche noi, artigiani cattolici, possiamo incontrare in essa il mezzo efficace di glorificare il Signore, di santificarci e di essere utili alla società in cui viviamo, ideale supremo di tutte le nostre azioni.
Ottienici dal Signore, o nostro protettore amatissimo, l'umiltà e la semplicità di cuore; l'amore al lavoro e a coloro che sono in esso nostri compagni; la conformità ai disegni divini nei travagli inevitabili di questa vita e la gioia per sopportarli; la coscienza delle nostre responsabilità; lo spirito di disciplina e di preghiera; la docilità e il rispetto verso i superiori; la fraternità verso i nostri pari; la carità ed l'indulgenza con i dipendenti. Accompagnaci nei momenti prosperi, quando tutto ci invita a gustare onestamente i frutti delle nostre fatiche; ma sostienici nelle ore tristi, quando sembra che il cielo si chiuda sopra di noi e che perfino gli strumenti del lavoro si ribellino nelle nostre mani.
Fa' che, a tua imitazione, teniamo fissi gli occhi nella nostra Madre Maria, tua sposa dolcissima, che in un cantuccio della tua modesta bottega filava silenziosa, abbozzando sulle sue labbra il più soave sorriso, e che non allontaniamo mai lo sguardo da Gesù, che si affannava con Te sul tuo banco di carpentiere, affinché possiamo condurre sulla terra una vita pacifica e santa, preludio di quella eternamente felice che speriamo in cielo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
(venerabile Pio XII, papa)
5 GIORNO
O san Giuseppe, custode di Gesù, sposo castissimo di Maria, che hai trascorso la vita nell'adempimento perfetto del dovere, sostentando col lavoro delle mani la sacra Famiglia di Nazareth, proteggi propizio coloro che, fidenti, a te si rivolgono! Tu conosci le loro aspirazioni, le loro angustie, le loro speranze, ed essi a te ricorrono, perché sanno di trovare in te chi li capisce e protegge. Anche tu hai sperimentato la prova, la fatica, la stanchezza; ma, pure in mezzo alle preoccupazioni della vita materiale, il tuo animo, ricolmo della più profonda pace, esultò di gioia inenarrabile per l'intimità col Figlio di Dio, a te affidato, e con Maria, sua dolcissima madre.
Comprendano i tuoi protetti che essi non sono soli nel loro lavoro, ma sappiano scoprire Gesù accanto a sé, accoglierlo con la grazia e custodirlo fedelmente, come tu hai fatto. E ottieni che in ogni famiglia, in ogni officina, in ogni laboratorio, ovunque un cristiano lavora, tutto sia santificato nella carità, nella pazienza, nella giustizia, nella ricerca del ben fare, affinché abbondanti discendano i doni della celeste predilezione.
(beato Giovanni XXIII papa)
6 GIORNO
Ricordati di noi, beato Giuseppe, ed intercedi con il suffragio della tua preghiera accanto al tuo Figlio putativo e rendici favorevole la Beata V ergine, tua Sposa, che è la Madre di Colui che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen.
(S. Bernardino da Siena)
Buon san Giuseppe, fa' per me ciò che faresti se ti trovassi sulla terra al mio posto, con una famiglia numerosa e un commercio difficile da amministrare. Prega per me come avresti pregato tu. Aiutami come avresti voluto essere aiutato se ti fosti trovato al mio posto, nelle stesse difficoltà. Amen.
(S. Andrea Bessette)
8 GIORNO
Glorioso San Giuseppe, sposo di Maria, estendi anche a noi la tua protezione paterna, tu che sei capace di rendere possibili le più impossibili delle cose. Guarda alle nostre presenti necessità, rivolgi i tuoi occhi di padre su ciò che preme ai tuoi figli. Aiutaci e prendi sotto la tua amorevole protezione le questioni così importanti che ti affidiamo, in modo che il loro esito favorevole sia per la Gloria di Dio e per il bene di noi che affettuosamente ti seguiamo.
Amen.
(San Francesco Salesio)
9 GIORNO
Ti saluto, Giuseppe, immagine di Dio Padre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di Dio Figlio.
Ti saluto, Giuseppe, Santuario dello Spirito Santo.
Ti saluto, Giuseppe, beneamato della Santissima Trinità.
Ti saluto, Giuseppe, fedelissimo coadiutore del grande consiglio.
Ti saluto, Giuseppe, degno sposo della V ergine Madre.
Ti saluto, Giuseppe, padre di tutti i fedeli.
Ti saluto, Giuseppe, custode di tutti quelli che hanno abbracciato la santa verginità.
Ti saluto, Giuseppe, fedele osservatore del sacro silenzio.
Ti saluto, Giuseppe, amante della santa povertà.
Ti saluto, Giuseppe, modello di dolcezza e di pazienza.
Ti saluto, Giuseppe, specchio d'umiltà e di obbedienza.
Tu sei benedetto tra tutti gli uomini.
E benedetti siano i tuoi occhi che hanno visto ciò che hai visto.
E benedette siano le tue orecchie che hanno sentito ciò che hai udito.
E benedette siano le tue mani che hanno toccato il V erbo fatto carne.
E benedette siano le tue braccia che hanno portato Colui che porta tutte le cose.
E benedetto sia il tuo petto sul quale il Figlio di Dio ha fatto un dolce riposo.
E benedetto sia il tuo cuore infiammato per Lui dell'amore più ardente.
E benedetto sia il Padre Eterno che ti ha scelto.
E benedetto sia il Figlio che ti ha amato.
E benedetto sia il Santo Spirito che ti ha santificato.
E benedetta sia Maria, tua Sposa, che ti ha amato teneramente come uno sposo e come un fratello.
E benedetto sia l'Angelo che ti ha servito da custode.
E benedetti siano tutti quelli che ti amano e che ti benedicono.
Amen.
(S. Giovanni Eudes)
CONCLUSIONE
Dio onnipotente,
che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell’opera di salvezza. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
(Colletta, MR)
lunedì 7 marzo 2011
I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano
7 marzo
SANTE PERPETUA e FELICITA martiri
MEMORIA (IN QUARESIMA È COMMEMORAZIONE FACOLTATIVA)
Arrestate ancora catecumene, Perpetua, ventiduenne madre di un bimbo ancora lattante, e la sua giovane schiava Felicita, anche lei madre di una bimba nata in carcere, furono battezzate nell’imminenza del supplizio. Come ricordano gli Atti del martirio (opera di Tertulliano), insieme andarono incontro alla morte come ad una festa (Cartagine, nell’attuale Tunisia, 7 marzo 203). La loro memoria fu ben presto inserita nel Canone Romano.
(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)
Martirologio Romano, 7 marzo: Memoria delle sante martiri Perpetua e Felicita, arrestate a Cartagine sotto l’imperatore Settimio Severo insieme ad altre giovani catecumene. Perpetua, matrona di circa ventidue anni, era madre di un bambino ancora lattante, mentre Felicita, sua schiava, risparmiata dalle leggi in quanto incinta affinché potesse partorire, si mostrava serena davanti alle fiere, nonostante i travagli dell’imminente parto. Entrambe avanzarono dal carcere nell’anfiteatro liete in volto, come se andassero in cielo.
domenica 6 marzo 2011
"In caritate sollicitus"
venerdì 4 marzo 2011
I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano
4 marzo
SAN CASIMIRO
(IN QUARESIMA È COMMEMORAZIONE FACOLTATIVA, RIMANDO AL 10 OTTOBRE)
Casimiro (Cracovia, Polonia, 1458 – Grondo, Lituania, 4 marzo 1484) figlio del re di Polonia e di Lituania, reggente di Polonia, alla gloria del regno temporale preferì l’umiltà e la castità perfetta nel servizio di Dio e nella diaconia dei poveri. Venerato come santo fin dalla sua morte, sulla sua tomba si verificarono moltissimi miracoli ed il re Sigismondo decise di inoltrare al papa Leone X una petizione per richiedere la canonizzazione del principe polacco. Nel 1521 il papa dichiarò San Casimiro patrono della Polonia e della Lituania, ma fu ufficialmente canonizzato solo nel 1602 dal pontefice Clemente VIII e nel 1621 la sua festa venne estesa alla Chiesa universale.
(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)
Martirologio Romano, 4 marzo: San Casimiro, figlio del re di Polonia, che, principe, rifulse per lo zelo nella fede, la castità, la penitenza, la generosità verso i poveri e la devozione verso l’Eucaristia e la beata Vergine Maria e ancora giovane, consunto dalla tisi, nella città di Grodno presso Vilnius in Lituania si addormentò nella grazia del Signore.
mercoledì 2 marzo 2011
Il testamento spirituale del ministro cattolico Shahbaz Bhatti
“Io voglio servire Gesù”
| foto da: andreasarubbi.it |
Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa: «No, io voglio servire Gesù da uomo comune».
Questa devozione mi rende felice. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. V oglio solo un posto ai piedi di Gesù. V oglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo e in questa mia battaglia per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. V oglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese.
Molte volte gli estremisti hanno cercato di uccidermi e di imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Gli estremisti, qualche anno fa, hanno persino chiesto ai miei genitori, a mia madre e mio padre, di dissuadermi dal continuare la mia missione in aiuto dei cristiani e dei bisognosi, altrimenti mi avrebbero perso. Ma mio padre mi ha sempre incoraggiato. Io dico che, finché avrò vita, fino all’ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.
Per cui cerco sempre d’essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati.
martedì 1 marzo 2011
La Bakhita di Serra dei Conti: Zeinab Alif
Vedi biografia in:
www.cartantica.it/pages/collaborazionischiave.asp
E' stata dichiarata VENERABILE in data 27 giugno 2011.. TE DEUM LAUDAMUS...
E' stata dichiarata VENERABILE in data 27 giugno 2011.. TE DEUM LAUDAMUS...
mercoledì 23 febbraio 2011
Santi e Beati della famiglia Gabrielli di Gubbio
| beato Forte Gabrielli da Gubbio da gubbio.name |
San Rodolfo Gabrielli (26 giugno) vescovo, fratello del beato Pietro Gabrielli, parente della beata Castora Gabrielli (14 giugno) e del beato Forte Gabrielli (9 maggio).
BEATA CASTORA GABRIELLI
sposa, madre, terziaria francescana
La beata Castora è figlia del conte Pietruccio Gabrielli di Gubbio e di Elena di Pietruccio Del Monte, conte di Corbara, visse nel secolo XIV .
Sposò giovanissima il giurista Santuccio (o Gualtiero) Sansoneri, conti di S. Martino e Bassinario, nel territorio di S. Angelo in V ado (PS).
Un matrimonio difficile in quando il marito la trattava aspramente. Castora fu donna di rara pietà e di profonda carità. Alla morte del marito, con il consenso del figlio Oddone, distribuì i suoi beni ai poveri e vestì l’abito del Terz’Ordine Francescano (TOS), trascorrendo il resto della sua vita in penitenza e preghiera. Morì il 14 giugno 1391 a Macerata, da dove il suo corpo fu poi traslato dal figlio nella chiesa di S. Francesco in S. Angelo in V ado.
Nella chiesa francescana di S. Angelo la beata è ancora venerata e invoca come patrona per i matrimoni difficili.
* * *
BEATO PIETRO GABRIELLI
monaco
Della nobile famiglia eugubina, nacque dopo il Mille nel castello di Camporeggiano presso Gubbio. Primogenito dei tre fratelli Gabrielli figli da Rodolfo e da Rezia (Rotia), fu di esempio al fratello Rodolfo, per cui dopo aver provveduto al fratelli malato Giovanni e alla madre vedova, entrò nel monastero di Fonte Avellana. Dei santi fratelli parla nei suoi scritti S. Pier Damiani. Infatti in una sua lettera a papa Alessandro II afferma che Pietro e Rodolfo conducevano una vita eremitica esemplare per glia altri monaci. Morì santamente qualche anno dopo il secolo XI e fu sepolto nella cattedrale di Gubbio. Un altare a San Gregorio al Celio in Roma lo raffigura nella pala d’altare dei santi e beati della famiglia Gabrielli. Il martirologio benedettino lo ricorda il 26 luglio e il 19 ottobre con il fratello Rodolfo.
BEATO FORTE GABRIELLI
monaco
Martirologio Romano, 9 maggio: Nel monastero camaldolese di Fonte Avellana, oggi nelle Marche, beato Forte Gabrielli, eremita.
monaco, vescovo di Gubbio
Martirologio Romano, 26 giugno: A Gubbio in Umbria, san Rodolfo, vescovo, che si adoperò nella predicazione e distribuì con prodigalità ai poveri tutto quel che riusciva a sottrarre alle spese legate alla sua persona.
I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano
23 febbraio
SAN POLICARPO, vescovo e martire
MEMORIA
Policarpo, discepolo dell’evangelista Giovanni, fu vescovo di Smirne (attuale Izmir, Turchia), dove accolse sant’Ignazio avviato a Roma per il martirio. Trattò con Papa Aniceto sulla data della Pasqua. All’età di ottantasei anni coronò la sua vita con il martirio (23 febbraio 155). Il racconto che attesta la sua passione è il più antico documento sul culto dei martiri. La sua preghiera sul rogo della immolazione finale è un prolungamento della liturgia eucaristica.
(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)
Martirologio Romano, 23 febbraio: Memoria di san Policarpo, vescovo e martire, che è venerato come discepolo del beato apostolo Giovanni e ultimo testimone dell’epoca apostolica; sotto gli imperatori Marco Antonino e Lucio Aurelio Commodo, a Smirne in Asia, nell’odierna Turchia, nell’anfiteatro al cospetto del proconsole e di tutto il popolo, quasi nonagenario, fu dato al rogo, mentre rendeva grazie a Dio Padre per averlo ritenuto degno di essere annoverato tra i martiri e di prendere parte al calice di Cristo.
martedì 22 febbraio 2011
I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano
22 febbraio
CATTEDRA DI SAN PIETRO APOSTOLO
FESTA
La celebrazione odierna con il simbolo della cattedra pone in rilievo la missione di maestro e di pastore conferita da Cristo a Pietro, da lui costituito, nella sua persona e in quella dei successori, principio e fondamento visibile dell’unità della Chiesa.
In realtà la storia ci ha tramandato l'esistenza di due cattedre dell'Apostolo: prima del suo viaggio e del suo martirio a Roma, la sede del magistero di Pietro fu infatti identificata in Antiochia. E la liturgia celebrava questi due momenti con due date diverse: il 18 gennaio (Roma) e il 22 febbraio (Antiochia). La riforma del calendario le ha unificate nell'unica festa di oggi.
(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)
Martirologio Romano, 22 febbraio: Festa della Cattedra di san Pietro Apostolo, al quale disse il Signore: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa». Nel giorno in cui i Romani erano soliti fare memoria dei loro defunti, si venera la sede della nascita al cielo di quell’Apostolo, che trae gloria dalla sua vittoria sul colle Vaticano ed è chiamata a presiedere alla comunione universale della carità.
La Chiesa di Milano di rito ambrosiano celebra questa festa il 18 gennaio.
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