lunedì 16 novembre 2015

La "santa" di Sannicandro di Bari





 
 
Isabella Chimienti, giovane della diocesi di Bari-Bitonto, trascorse la sua esistenza nel paese natio, Sannicandro di Bari. Ragazza pia e provata dalla vita, interrompere la scuola per sostenere papà Raffaele e mamma Anna nella gestione della casa e per accudire i fratelli minori. Ebbe da subito il desiderio di entrare nella vita religiosa, iscritta nell’associazione delle Figlie di Maria, magari tra le clarisse cappuccine, ma la ostacolava a questa svolta vocazionale. Mal compresa dai suoi paesani che spesso la schernivano per il suo vestire dimesso e per la sua spiccata sensibilità religiosa. Morì all'improvviso di un male misterioso il 14 marzo 1902, secondo il sogno che quello stesso giorno aveva fatto.
 
 
 
 
Il funerale fu un trionfo e fu sepolta al cimitero di Sannicandro. La causa di canonizzazione è stata aperta il 7 novembre 1942 - secondo un santino dell'epoca il 1 gennaio 1935 - ma ad oggi la causa risulta sospesa in attesa che il Signore dia dal Cielo segni che la sua serva abbia un ruolo profetico in questo XXI secolo tanto da riavviare la causa di canonizzazione.

sabato 14 novembre 2015

Solo un requiem per chi è morto!







Che PALLE tutte ste facce su Facebook con la bandiera della Francia! Dite ai media perché non vi dicono quello che l'Europa, gli USA , la CINA ecc... combinano in AFRICA ... dovreste mettere una bandiera al giorno per gli stati devastati dalla fame e dallo sfruttamento... perché già a scrivere questo post è MORTO un bambino in Eritrea per mal nutrizione. Dobbiamo smetterla di farci pilotare nei sentimenti da tutti i media. Non ho visto nessun telegiornale e nessun programma di approfondimento giornalistico in questi due giorni! So la notizia perchè ne parlano tutti ... Ma basta... Dite all'Inghilterra perché dopo la II guerra mondiale ha creato uno stato d'Israele lì dove c'era altro... ed ora il Medioriente è un bomba di guai per tutti... Ma basta con questi piagnistei collettivi pilotati dalla politica e dall'economia. Solo un requiem per chi è morto, per il resto non mi importa di nulla! BASTA! Ora i francesi sono fratelli, ma se un italiano su due non sopporta i cugini francesi, oggi sono fratelli!!! Sentimenti pilotati!!! Continuate a fare quelli che sono iper informati, ma con informazione spazzatura, alla fine sarete incapaci di vedere la realtà nella sua complessità... oppure vedrete sotto ogni cosa una verità nascosta! BASTA! Se esiste un DIO, non c'entra con queste beghe degli uomini, sono gli uomini che lo mettono in mezzo come facevano gli antichi greci e romani. Ma è paragonabile un Gesù di Nazaret a Marte o a Giove? Certo che l'Islam è una religione inventata, Maometto aveva tutti i suoi interessi per farlo. Maometto non era Gesù di Nazaret. Fonti islamiche parlano di lui non come uno stinco di buon uomo. Ma con questo io rispetto il senso religioso di un islamico come quello di un cattolico, o di un ortodosso o di un protestante o di un ebreo. La libertà individuale è il più grande dono di Dio, forse qualcuno ancora non l'ha capito e parla solo di libertà per il suo tornaconto, quando gli serve!!
 

venerdì 13 novembre 2015

Madre santa, figlio santo?




 
 
Francesco II di Borbone, battezzato Francesco d'Assisi Maria Leopoldo (Napoli, 16 gennaio 1836Arco, 27 dicembre 1894), fu l'ultimo re delle Due Sicilie, salito al trono il 22 maggio 1859 e deposto il 13 febbraio 1861 dopo l'annessione al Regno d'Italia.
 
 
 
Maria Cristina Carlotta Giuseppa Gaetana Efisia di Savoia (Cagliari, 14 novembre 1812 – Napoli, 31 gennaio 1836) fu una principessa del regno di Sardegna per nascita, e regina delle Due Sicilie per matrimonio. Nel 2014 la Chiesa cattolica le ha riconosciuto il titolo di beata.
 
 
 
 

mercoledì 11 novembre 2015

SAN MARTINO DI TOURS






Si legge nella famosa opera di Jacopo da Varagine (Varazze):

In quello stesso giorno Sant'Ambrogio, vescovo di Milano, mentre celebrava la Messa si addormentò fra la Profezia e l'Epistola. Poiché nessuno osava svegliarlo, il Santo rimase addormentato per due o tre ore. Infine i diaconi lo scossero dicendo: "Il tempo passa e il popolo è stanco di aspettare; signor nostro comanda che il chierico legga l'Epistola". E Ambrogio: "il fratello mio Martino è morto e io ho assistito ai suoi funerali, voi mi avete impedito di recitare le ultime preghiere!".

Lo stesso S. Ambrogio di lui disse: "San Martino distrusse i templi dell'errore, innalzò i vessilli della pietà; resuscitò i morti; scacciò i demoni dai corpi degli ossessi; risanò molti infermi e tanto grande fu la sua perfezione da essere ritenuto degno di vestire Cristo nella persona di un povero...".

Da questi scritti si può capire la grandezza di questo Santo, il primo ad essere venerato come “santo” dopo l’epoca dei Martiri.

La liturgia - dalle letture traspare – è delineato il volto di San Martino: un uomo abitato dalla carità.

Egli scelto da Dio, è in mezzo agli uomini come opera della grazia del Signore.

Un uomo dalla sguardo pieno di Vangelo perché vede Gesù in ogni uomo.

Celebrare il suo ricordo significa chiedere al Signore la grazia di essere sempre rivestiti di carità, come il mantello di Martino rivesti il povero, così la grazia di Dio rivesta in noi le nostre povertà umane perché tutto in noi sia carità.

Infine. L’esperienza mistica di S. Ambrogio, partecipe alle esequie del suo amico, ci riporta al fatto che anche noi oggi qui stiamo ricordando i nostri cari defunti.

Il ricordo che possiamo vivere per dei nostri defunti è pregare per loro.

Noi cristiani abbiamo uno stile nuovo nel rapportarci con la morte e con i defunti.

Non le loro ceneri in casa, non eccesso di fiori alle loro esequie, non schiamazzi e applausi ai loro funerali: ma preghiera!

Essi si sono addormentati ed attendono la resurrezione della carne. Sappiamo che la morte non è la fine per una vita che ha cercato di vivere rivestita di carità.

La nostra preghiera, il celebrare l’Eucaristia è la carità che possiamo fare ai nostri cari defunti in attesa della venuta del Figlio dell’uomo che verrà nella sua gloria. Amen.

lunedì 9 novembre 2015

DEDICAZIONE DELLA BASILICA LATERANENSE




Quando l’imperatore romano Costantino si convertì alla religione cristiana, verso il 312, donò al papa Milziade il palazzo del Laterano, che egli aveva fatto costruire sul Celio per sua moglie Fausta. Verso il 320, vi aggiunse una chiesa, la chiesa del Laterano, la prima, per data e per dignità, di tutte le chiese d’Occidente. Essa è ritenuta madre di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe.

Consacrata dal papa Silvestro il 9 novembre 324, col nome di basilica del Santo Salvatore, essa fu la prima chiesa in assoluto ad essere pubblicamente consacrata. Nel corso del XII secolo, per via del suo battistero, che è il più antico di Roma, fu dedicata a san Giovanni Battista; donde la sua corrente denominazione di basilica di San Giovanni in Laterano.

Scrive San Paolo: voi siete edificio di Dio

Noi siamo l’edificio che il Signore ha posto in mezzo agli uomini: il popolo di Dio, che è raffigurato in questo edificio che oggi celebriamo.

Ciascuno stia attento a come costruisce: l’edificio è edificato secondo l’unico architetto, che è Dio. Nessuno può sostituirsi a Lui. Dio guida gli uomini ad edificare la sua Chiesa nella potenza dello Spirito Santo.

Lo Spirito che custodisce la sua Chiesa e la rende bella nella santità dei suoi figli: in parole, in opere e con una vita secondo lo Spirito di Cristo.

Noi dobbiamo avere la consapevolezza che la Chiesa è di Cristo e che il Signore è vincitore: Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere».

Mi viene in mente il discorso che ha fatto Padre Livio sugli ultimi scandali che hanno sconvolto la Chiesa di Dio. Parole fuori luogo, troppo mondane e non da discepoli di Gesù che credono nella sua vittoria.

Concludo con le parole del Papa dell’Angelus dell’8\11\2015:

Cari fratelli e sorelle,

So che molti di voi sono stati turbati dalle notizie circolate nei giorni scorsi a proposito di documenti riservati della Santa Sede che sono stati sottratti e pubblicati.

Per questo vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato. E’ un atto deplorevole che non aiuta. Io stesso avevo chiesto di fare quello studio, e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene, e sono state prese delle misure che hanno incominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili.

Perciò voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi. Sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battezzato.

Quindi vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza.

Amen.

venerdì 23 ottobre 2015

Giovanni da Capestrano, sposo e sacerdote








 “Coloro che sono chiamati alla mensa del Signore devono brillare di purezza con l'esemplare condotta di una vita moralmente lodevole, e rimuovere ogni sozzura o immondezza di vizi.

Vivano per sé e per gli altri in modo dignitoso, come sale della terra. Splendano per un grande spirito di sapienza e con questo illumini il mondo.
Comprendano dall'altissimo maestro Gesù Cristo quello che egli solennemente proclamò non solo agli apostoli e ai discepoli, ma anche a tutti i sacerdoti e chierici loro successori: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini» (Mt 5, 13).

Coloro che fanno parte del clero e danno cattivo esempio per i loro pessimi costumi, per i vizi e i peccati, sono degni di disprezzo e di esser considerati come fango spregevole. Non sono più utili né a sé, né agli altri. Dice infatti san Gregorio: «Se di qualcuno si disprezza la vita, ne segue che non se ne accetta neppure la predicazione».

«I presbiteri che esercitano bene la presidenza siano trattati con doppio onore, soprattutto quelli che si affaticano nella predicazione e nell'insegnamento» (1 Tm 5, 17). I sacerdoti degni, infatti, godono di un duplice onore: uno reale l'altro personale, uno temporale l'altro spirituale, uno transitorio l'altro eterno.
Abitano sulla terra e sono sottoposti con le creature mortali alla inevitabile limitazione umana, ma in realtà sono concittadini degli angeli, perché sono accetti al Re, quali saggi suoi ministri.

Perciò, come il sole sorge sul mondo nei cieli altissimi di Dio, così risplenda la luce del clero davanti agli uomini, perché vedano le sue opere buone e rendano gloria al Padre che è nei cieli (cfr. Mt 5, 16).

«Voi siete la luce del mondo» (Mt 5, 14). Come la luce non è fatta per illuminare se stessa, ma diffonde i suoi raggi tutt'intorno e fa risplendere le cose visibili, così la vita santa degli ecclesiastici giusti e onesti illumina e rasserena coloro che li vedono fedeli al loro ideale di santità. Per questo, chi è innalzato al governo degli altri, deve mostrare in se stesso in che modo gli altri si debbano comportare nella casa del Signore”
 
da: «Lo specchio dei chierici» di san Giovanni da Capestrano, sacerdote

giovedì 22 ottobre 2015

Quanto i Santi parlano di Santi





Oggi sono qui per dirvi: sappiate incarnare in voi le virtù che hanno reso grande san Francesco, in modo che con forza possiate debellare il male sociale, che agli occhi di molti talvolta oscura l’immagine di questa laboriosa regione. Se saprete essere tra voi aperti e sinceri, se avrete il coraggio di cancellare l’omertà, che lega tante persone in una sorta di squallida complicità dettata dalla paura, allora miglioreranno i rapporti tra le famiglie, sarà spezzata la tragica catena di vendette, tornerà a fiorire la convivenza serena, e questa generosa terra apparirà, quale essa è, la terra di san Francesco, la terra in cui fiorisce la carità e il perdono.

San Giovanni Paolo II, Paola (CS), Venerdì 5 Ottobre 1984




La beatificazione di Giovanni Paolo II
definizione della data liturgica della memoria
22 ottobre
 
 


La canonizzazione di Giovanni Paolo II

domenica 18 ottobre 2015

OMELIA XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B) NELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA CATTEDRALE






Afferma il beato Paolo VI,:

«La cattedrale della Diocesi si distingue specialmente per la sua dignità di contenere la cattedra del Vescovo, che è fulcro di unità, di ordine, di potestà e di autentico magistero in unione con Pietro. La cattedrale poi è anche possente simbolo della Chiesa visibile di Cristo, che in questa terra prega, canta e adora; di quel corpo mistico, in cui le membra diventano compagine di carità, alimentata dalla linfa della grazia»

Nella terza domenica di ottobre si celebra tradizionalmente la festa della Dedicazione della Chiesa Cattedrale, il Duomo di Milano, Chiesa Madre di tutti i fedeli della diocesi milanese o ambrosiana.

Fu San Carlo Borromeo a fissarne la festa; egli, infatti, volle consacrare di nuovo la cattedrale il 20 ottobre 1577, III domenica del mese, perché in quella data ricorreva l'anniversario della consacrazione dell'antica cattedrale milanese.

Oggi celebrabriamo l’appartenza alla Chiesa in quanto chiesa locale: cioè un gruppo di credenti in Gesù Cristo che si incontra regolarmente in una località geografica.

Come affermava il beato Paolo VI:

“Chiesa visibile di Cristo, che in questa terra prega, canta e adora; di quel corpo mistico, in cui le membra diventano compagine di carità, alimentata dalla linfa della grazia”.

Oggi contemplano la “discendenza” del Servo di Jhwh, così come è definita dal libro del profeta Isaia.

La Chiesa è, come dicevamo domenica scorsa, l’erede del Cristo, perché appartiene a lui. La Chiesa di Milano è come il bambino evangelico: si è fatta accompagnare in questi secoli, da quando il primo vescovo Anatalo, designato dall’apostolo Barnaba, ne divenne il primo pastore. La Chiesa di Milano è che come il povero del Vangelo, cerca in Gesù la sua ricchezza.

Un discendenza che ancorata a Cristo, mediante la sua obbedienza al Padre, vive nella volontà del Signore.

La parola chiesa deriva da due termini. Il primo indica “l’assemblea” salvata e santificata per opera stessa di Dio. Quindi come leggiamo alla lettera agli Ebrei “Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno”. Ecco la forza della Chiesa… una e santa, un manipoli di 12 uomini, poi di circa 500… e così via, ora la sola diocesi di Milano conta 1108 parrocchie distribuite in 73 decanati, in sette zone pastorali. L’Arcidiocesi di Milano è la prima diocesi europea per numero di cattolici battezzati e la prima al mondo per numero di sacerdoti diocesani (2.101), secondo il censimento del 2007 (sic! però sono passati 8 anni, solo le parrocchie sono invariate!)

La seconda parola significa letteralmente “appartenenti al Signore”. Questo seconda definizione trova un eco nella II lettura (Ebrei): Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato.

Egli è parte di noi, e noi gli apparteniamo!

Afferma il Decreto sulla pastorale dei vescovi, del 28 ottobre 1965, Christus Dominus:

"La diocesi è una porzione del popolo di Dio affidata alle cure pastorali del vescovo, coadiuvato dal suo presbiterio, in modo che, aderendo al suo pastore, e da questi radunata nello Spirito Santo per mezzo del Vangelo e della Eucaristia, costituisca una Chiesa particolare nella quale è presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica".

Quindi non celebriamo solo l’anniversario di edificazione di un edificio, ma la sua consacrazione a Dio che è reale in un popolo di collaboratori, un campo fecondo e un edificio santo che ha testimoniato in questa porzione del mondo la presenza di Cristo guidata dal successore degli Apostoli nella persona del Vescovo.

Di questo popolo, la Chiesa, siamo parte: godiamo della sua-nostra gloria, patiamo per i suoi-nostri peccati. Noi siamo la Chiesa, non c’è una Chiesa e poi ci siamo noi i credenti.

Scrive dal carcere il teologo protestante Bonhoeffer:

Chi sono io?

 Oggi sono uno, domani un altro?

 Sono tutt'e due insieme? Davanti agli uomini un simulatore e davanti a me uno spregevole vigliacco?

 Chi sono io? Questo porre domande da soli è derisione.

 Chiunque io sia, tu mi conosci, o Dio, io sono tuo!

Ecco “io sono tuo”, celebrare la festa della Dedicazione ci aiuti a mostrare che in questa terra ambrosiana c’è un popolo che appartiene al Signore.

Che mostra che la salvezza è per tutti; che si pone a servizio di Dio per essere a servizio dell’uomo; che non vuole sedersi al suo posto perché gli spetta, quasi come un privilegio, ma che inviti altri a sedersi al banchetto del Regno; che non si ponga davanti a Dio solo con pretese e richieste ma che sappia obbedire alla sua Parola così che la propria esistenza sia un servire e dare la vita in riscatto per molti. Questo è il fine della Chiesa, questo il senso del mio\tuo\nostro essere Chiesa.

Il 18 ottobre (oggi) papa Francesco canonizzerà, cioè proclamerà santi, 4 persone, 2 donne e 2 uomini, 2 consacrati e 2 sposati. Cristo si manifesta in ogni vocazione. Tra costoro un lombardo: don Vincenzo Grossi, parroco.
 
 
Concludo con un suo pensiero sulla Chiesa:
“Ascoltando la Chiesa vi comunicate col Verbo, come facendo la Santa Comunione vi unite al Corpo di Gesù Cristo … Amare la Chiesa con tutto il cuore, comporta tre cose: sposarne gli interessi, essere sensibili a ciò che la riguarda, essere pieni di un amore compassionevole per tutti i suoi dolori.” Amen.

giovedì 15 ottobre 2015

Altri FILM ...





un film su San Pio X
 


 
un film su San Francesco di Paola
 




un film su Lourdes (1943)
 
 
 
 
un film su Bernadette e Lourdes
 
 
 
 
 


Ave Mater Dei!




Parrocchia San Giovanni alla Bicocca
Milano



Preghiera alla Madonna di Oropa
 
O Madre di Dio e Madre nostra Maria,
che hai scelto la Conca di Oropa
per collocarvi la tua prodigiosa immagine,
strumento della Divina Misericordia
per i molti che ti invocano:
continua la tua materna assistenza a favore di noi,
del popolo cristiano e dell’umanità tutta.
Sostienici
perché la nostra testimonianza
dilati il Regno di Dio,
nella Chiesa, nella famiglia,
nella scuola nella società.
Conforta i giusti nel divino servizio,
conduci a penitenza i peccatori,
ottieni consolazione agli afflitti e salute agli infermi.
La tua materna bontà avvalori la nostra preghiera
per coloro che ci hanno preceduto nella via dell’eternità .
E noi continueremo ad amarti, invocarti e benedirti.
O Regina potente e pietosa del Sacro Monte di Oropa.
Ave Maria…

Regina del Monte di Oropa, prega per noi.

"Muoio figlia della Chiesa"




(icona Carmelo di Firenze)


Santa Teresa d'Avila (1515 - 2015)

1 - Speranza mia, Padre mio, mio Creatore, mio vero Signore e Fratello, quando penso a quello che Voi dite, cioè, che le vostre delizie sono nell'abitare con i figliuoli degli uomini, la mia anima s'inonda di gioia. Signore del cielo e della terra, ov'è il peccatore che dopo tali parole possa ancora disperare? Forse, Signore, che non avete altri con cui deliziarvi per venir da un verme così ributtante come son io? Quando vostro Fi...glio fu battezzato, si udì che Voi vi compiacevate in Lui. Gli siamo forse uguali Signore?
Oh, immensa misericordia! Oh, favore infinitamente superiore ai nostri meriti! E noi, mortali, ce ne scorderemo? - Signore, voi che conoscete ogni cosa, pensate alla nostra debolezza e non dimenticatevi della nostra immensa miseria! 

 
2 - Considera, anima mia, con che gioia ed amore il Padre riconosce suo Figlio e il Figlio suo Padre; contempla l'ardore con cui lo Spirito Santo si unisce ad Essi, e come nessuno dei Tre possa separarsi da tanto amore e conoscenza, formando essi una cosa sola: si conoscono, si amano e si compiacciono a vicenda. Ora, che bisogno v'è del mio amore? Perché lo volete, o mio Dio? Che ci guadagnate con esso? - Oh, siate per sempre benedetto, mio Dio! Tutte le creature vi lodino, e con lodi senza fine, come senza fine siete Voi!

3 - Rallégrati, anima mia, per esserci chi ama il tuo Dio come merita; rallegrati per esserci chi conosce la sua bontà e potenza, e ringrazialo per aver Egli inviato sulla terra il suo unico Figliuolo che così bene lo conosce, con la protezione del Quale puoi avvicinarti al tuo Dio e pregarlo. Se Egli trova in te le sue delizie, non permettere che le cose della terra t'impediscano di trovare il Lui le tue e di rallegrarti delle sue grandezze. Giacché tanto merita di essere amato e lodato, pregalo che ti dia di contribuire almeno un poco nel far celebrare il suo nome, onde tu possa dire con verità: La mia anima loda ed esalta il Signore.

[SANTA TERESA D'AVILA,
Opere, Esclamazioni dell'anima a Dio,
Postulazione Generale O. C. D., Roma, 1981]