sabato 6 dicembre 2014

Nostrum Parentem maximum!



6 dicembre, solennità di S. Ambrogio patrono della Diocesi e città di Milano.

Io sono stato chiamato all'episcopato dal frastuono delle liti del foro e dal temuto potere della pubblica amministrazione. Perciò temo di essere giudicato un ingrato, se amo di meno, mentre mi è stato rimesso di più... Conserva, Signore, la tua grazia, custodisci il dono che mi hai fatto nonostante le mie ripulse. Io sapevo che non ero degno d'essere chiamato vescovo, perché mi ero dato a questo mondo. Ma per tua grazia sono ciò che sono, e sono senz'altro l'infimo (cfr. 1Cor 15,9) fra tutti i vescovi e il meno meritevole; tuttavia, siccome anch'io ho affrontato qualche fatica per la tua santa Chiesa, proteggine il risultato. Non permettere che si perda, ora che è vescovo, colui che, quand'era perduto, hai chiamato all'episcopato, e concedimi anzitutto di essere capace di condividere con intima partecipazione il dolore dei peccatori. Questa, infatti, è la virtù più alta... Anzi, ogni volta che si tratta di uno che è caduto, concedimi di provarne compassione e di non rimbrottarlo altezzosamente, ma di gemere e piangere, così che, mentre piango su un altro, io pianga su me stesso (Ambrogio, La penitenza, II, 8, 67 e 73: SAEMO 17, pp.265,267,269).
 
 
 
 
 
 
Sant’Ambrogio (Vespri)
Il canto festoso si leva «Nostrum parentem maximum»
 
1. Il canto festoso si leva
al padre e pastore animoso,
che in tempi insicuri apparve
presidio di forte speranza.
2. Ed ecco, una voce di bimbo
nel popolo incerto e discorde:
«Ambrogio sia vescovo!» - grida,
e lieti acclamano tutti.
3. Così un maestro la Chiesa
conobbe gioiosa e invidiata;
così la protervia di Ario
per sempre fu vinta tra noi.
4. Insegna i canti di Dio
che unanime il popolo accoglie;
rigenera, padre amoroso,
al fonte di grazia Agostino.
5. È l’alba del sabato santo:
nutrito del corpo di Cristo,
nel giorno che aveva predetto
si avvia alla Pasqua eterna.
6. Ambrogio, ancora il tuo gregge
minacciano lupi rapaci:
disperdi ogni insidia funesta
e guidaci a tempi di pace.
7. All’unico e trino Signore,
che premia fatiche e speranze
di gioia ineffabile in cielo,
nei secoli gloria e onore. Amen.
 

lunedì 1 dicembre 2014

Io mi abbando a Te!






Padre mio,
io mi abbandono a te,
fa di me ciò che ti piace.

Qualunque cosa tu faccia di me
Ti ringrazio.

Sono pronto a tutto, accetto tutto.
La tua volontà si compia in me,
in tutte le tue creature.
Non desidero altro, mio Dio.

Affido l'anima mia alle tue mani
Te la dono mio Dio,
con tutto l'amore del mio cuore
perché ti amo,
ed è un bisogno del mio amore
di donarmi
di pormi nelle tue mani senza riserve
con infinita fiducia
perché Tu sei mio Padre.

Beato Carlo di Gesù (Charles de Foucauld) Religioso
Strasburgo, Francia, 15 settembre 1858 - Tamanrasset, Algeria, 1 dicembre 1916




«Guardiamo i santi – è l’invito del beato Charles de Foucauld –, ma non attardiamoci nella loro contemplazione, contempliamo con essi Colui la cui contemplazione ha riempito la loro vita, approfittiamo dei loro esempi, ma senza fermarci a lungo nel prendere per modello completo questo o quel santo, e prendendo di ciascuno ciò che ci sembra più conforme alle parole e agli esempi di nostro Signore Gesù, nostro solo e vero modello, servendoci così delle loro lezioni, non per imitare essi, ma per meglio imitare Gesù».

domenica 23 novembre 2014

La regalità di Cristo: la santità dei discepoli!





Oggi vengono proclamati 6 nuovi santi: 4 italiani e 2 indiani!
 


         Glória in excélsis Deo
         et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.
Laudámus te,
benedícimus te,
adorámus te,
glorificámus te,
grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam,
Dómine Deus, Rex cæléstis,
Deus Pater omnípotens.
 
Dómine Fili Unigénite, Jesu Christe,
Dómine Deus, Agnus Dei, Fílius Patris,
qui tollis peccáta mundi, miserére nobis;
qui tollis peccáta mundi, súscipe deprecatiónem nostram.
 
Qui sedes ad déxteram Patris, miserére nobis.
Quóniam tu solus Sanctus, tu solus Dóminus,
tu solus Altíssimus,
Jesu Christe, cum Sancto Spíritu: in glória Dei Patris.
Amen.

venerdì 14 novembre 2014

ITALIA ... paese a sud di Catanzaro




Il nome deriva dal vocabolo Italói, termine con il quale i greci designavano i Vituli (o Viteli), una popolazione che abitava nella punta estrema della nostra penisola, la regione a sud dell’odierna Catanzaro, i quali adoravano il simulacro di un vitello (vitulus, in latino). Il nome significa cioè “abitanti della terra dei vitelli”. Fino all’inizio del V secolo avanti Cristo, con Italia si indicò solo la Calabria, in un secondo tempo il nome fu esteso a tutta la parte meridionale del Paese.
Dalla Calabria alle Alpi. Nel secolo III, dopo le vittorie riportate dai romani contro i Sanniti e contro Pirro, si estese fino al Magra e al Rubicone. Nel 49 avanti Cristo, quando anche alla Gallia Cisalpina furono concessi i diritti di cittadinanza romana, anche le regioni settentrionali della penisola presero il nome di Italia. Tali confini vennero ulteriormente dilatati con la riforma amministrativa di Augusto (27 dopo Cristo) che li portò a ovest al fiume Varo (presso Nizza) e a est al fiume Arsa, in Istria. (da Focus)

giovedì 13 novembre 2014

San Brizio, prega per noi!




 
"A Tours nella Gallia lugdunense, ora in Francia, san Brizio, vescovo, che, discepolo di san Martino, succedette al maestro e per quarantasette anni fece più volte fronte a varie avversità".

domenica 9 novembre 2014

Decreti del 7 novembre 2014



Il Santo Padre ha autorizzato la Congregazione a promulgare i decreti sulle virtù eroiche dei seguenti Serve e Servi di Dio:

- Francesco Massimiano Valdés Subercaseaux, dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Primo Vescovo di Osorno; nato a Santiago del Cile (Cile) il 23 settembre 1908 e morto a Pucón (Cile) il 4 gennaio 1982;

- Ildebrando Gregori (al secolo: Alfredo Antonio), Abate Generale della Congregazione Silvestrina dell'Ordine di San Benedetto, Fondatore della Congregazione delle Suore Benedettine Riparatrici del Sacro Volto del Nostro Signore Gesù Cristo; nato a Poggio Cinolfo (Italia) l'8 maggio 1894 e morto a Roma il 12 novembre 1985;

- Raimondo Calcagno, Presbitero della Congregazione dell'Oratorio di San Filippo Neri; nato a Chioggia (Italia) il 17 aprile 1888 ed ivi morto il 18 luglio 1964;

- Giovanni Sullivan, Sacerdote professo della Compagnia di Gesù; nato a Dublino (Irlanda) l'8 maggio 1861 ed ivi morto il 19 febbraio 1933;

- Pelagio Saúter, Sacerdote professo della Congregazione del Santissimo Redentore; nato a Hausen am Thann (Germania) il 9 settembre 1878 e morto a Goiânia (Brasile) il 23 novembre 1961;

- Giovanna Mance, Laica, Fondatrice dell'Ospedale Hotel-Dieu nella città di Montréal; nata a Langres (Francia) probabilmente l'11 novembre 1606 e morta a Montréal (Canada) il 18 giugno 1673;

- Marta Luigia Robin, Laica, Fondatrice dell'Associazione Foyers de Charité; nata a Châteauneuf-de-Galaure (Francia) il 13 marzo 1902 ed ivi morta il 6 febbraio 1981;

- Silvio Dissegna, Fanciullo; nato a Moncalieri (Italia) il 1° luglio 1967 e morto a Poirino (Italia) il 24 settembre 1979.

martedì 4 novembre 2014

Nel dì di San Carlo ...





Quando evangelizzeremo la pietà popolare?

"Sant'Antonio mio beato,
pura gemma di splendore,
del Bambino che Vi è a lato
ottenetemi il favore".

sabato 1 novembre 2014

Tutti i Santi



San Giovanni XXIII e Beato Paolo VI


"I più grandi personaggi della storia non sono i conquistatori ma i Santi".
(Henry Bergson)

San Giovanni Paolo II
e servo di Dio Luigi Giussani
 

“Nella "grande schiera di santi e di martiri" che include "Pontefici ben noti alla storia o umili figure di laici e religiosi, da un continente all'altro del globo la santità è apparsa più che mai la dimensione che meglio esprime il mistero della Chiesa. Messaggio eloquente che non ha bisogno di parole, essa rappresenta al vivo il volto di Cristo"   (San Giovanni Paolo II in Novo Millennio ineunte)

 

San Nicola di Myra o da Bari
 

"Nella vita di quelli che, sebbene partecipi della nostra natura umana, sono tuttavia trasformati nell'immagine di Cristo (Cfr 2 Cor 3, 18), Dio manifesta vividamente agli uomini la sua presenza e il suo volto. In loro è egli stesso che ci parla e ci mostra il segno del suo regno, verso il quale, avendo davanti a noi un tal nugolo di testimoni (Cfr Ebr 12, 1) e una tale affermazione della verità del Vangelo, siamo potentemente attirati" (Lumen Gentium, 50)

domenica 19 ottobre 2014

Paolo VI, beato!





"La santità
è un dramma d'amore
tra Dio e l'anima umana;
un dramma in cui
il vero protagonista è
Dio stesso.
Nessuna storia
è più interessante,
più ricca, più profonda,
più sorprendente
di questo dramma"
 
(Beato Paolo VI)

domenica 12 ottobre 2014

XXVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)





Le partecipazioni sono state spedite.
Gli invitati sono avvisati, lo Sposo è pronto.
La Sposa è pronta?
Ma chi è lo sposo e la sposa?

Le letture di questa domenica parlano di
una festa di nozze
per tutti i popoli, su questo monte
un banchetto di grasse vivande,
un banchetto di vini eccellenti,
di cibi succulenti, di vini raffinati.

È un invito per tutti, nessuno è escluso, buoni e cattivi
un banchetto abbandonante
per come è descritto fa ingrassare solo al pensiero!

Ecco la salvezza operata dal Signore, lo Sposo, è così…
abbondante e per tutti!

Un banchetto in cui traspare la gioia degli invitati,
il tintinnio dei calici di vino,
un banchetto che è svelamento del vero volto di Dio:

Egli strapperà su questo monte
il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
e la coltre distesa su tutte le nazioni.

Un banchetto che quando accadrà
in quel giorno
Eliminerà la morte per sempre

Un banchetto che ci riporta alla mente un’immagine: ecco la gioia che dobbiamo avere nell’accogliere la salvezza portata da Gesù sul Golgota, una salvezza per tutti, abbondante nel senso di eterna, che non viene meno, non si consuma!
Quindi: mai disperare della salvezza di Dio! Mai disperare di fronte al male … in quel giorno tutto sarà vinto anche la morte per sempre.

Anche noi con il Salmista diciamo:

Il Signore è il mio pastore:
Rinfranca l’anima mia. (Sal 22)
Rendimi la gioia della tua salvezza (Sal 51, 14)

Ma dobbiamo aspettare solo in quel giorno?

Non esiste un orizzonte quotidiano per gustare la salvezza, per avere la gioia della salvezza?

Ogni giorno il Signore si svela a noi nella sua Parola e ci dona il gusto di quel giorno.
Lo stesso accade nell’Eucaristia quotidiana,
nel vestire ogni giorno l’abito nuziale.

Ma cos’è l’abito nuziale.

Il Vangelo ci dice che la salvezza può essere rifiutata per gli affanni di ogni giorni, perché abbiamo altro da fare …
non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero …
la salvezza di Gesù può essere venduta per altro, può essere osteggiata, distrutta, uccisa… fino a farci diventare indegni di riceverla, la salvezza è un dono che va indossato, è un dono che va accolto per come è e non va modificata…. Chi è invitato al banchetto nuziale deve avere l’abito nuziale.

Capite la durezza del Vangelo!

Tutti sono invitati, tanto che l’immagine che cogliamo è una stanza strapiena – come una treno della metro in estate in orario di punta -, come è abbondante il banchetto decritto nella prima lettura, tutti assiepati, vicini vicini, per riempire ogni spazio, Gesù vuole tutti, cerca buoni e cattivi, ma vuole la nostra conversione, vuole che noi accogliamo il Vangelo così come, ci vuole vestiti solo con il suo abito quello che ci ha donato quanto ci ha chiamato, ricordiamoci cosa dice il sacerdote quando ci consegno la veste bianche:

sei diventato nuova creatura,
e ti sei rivestito di Cristo.
Questa veste bianca
sia segno della tua nuova dignità:
portala senza macchia per la vita eterna.

Portala fino ad entra con essa nella vita eterna!
Fino in quel giorno!
Quindi non dobbiamo aspettare solo la fine dei giorni per gustare la salvezza, ma dobbiamo viverla in ogni circostanza della vita, dice San Paolo:
so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza.

Perché la certezza di essere salvato e la gioia che scaturisce da questa consapevolezza, è la forza per vivere tutto ciò che accade!
Non è sempre facile, ma è la strada da percorrere … l’Apostolo Paolo ci ricorda:
Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù.

* anonimo brasiliano

Questa notte ho fatto un sogno, ho sognato che camminavo sulla sabbia accompagnato dal Signore e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
Mi sono guardato alle spalle ed ho visto che, per ogni giorno della mia vita, come proiettate in un film, apparivano orme sulla sabbia: una mia e una del Signore.
Così sono andato avanti, finché tutti i miei giorni si esaurirono. Allora mi fermai guardando indietro, notando che in certi posti c’era solo un’orma… Questi posti coincidevano con i giorni più difficili della mia vita, i giorni di maggior angustia, di maggior paura e di maggior dolore…
Ho domandato allora: “Signore, Tu avevi detto che saresti stato con me tutti i giorni della mia vita ed io ho accettato di vivere con te. Ma perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti peggiori della mia esistenza?”
Ed il Signore: “Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te tutta la vita e che non ti avrei lasciato solo neppure un attimo, e non ti ho lasciato… I giorni in cui hai visto solo un’orma sulla sabbia sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio.”

Non diceva il Salmo…. Il Signore è il mio pastore:
Rinfranca l’anima mia. (Sal 22)?

Concludo con un pensiero di San Damiano da Molokai, sacerdote missionario divenuto lebbroso per assistere i lebbrosi, canonizzato da papa Benedetto XVI l’11 ottobre 2009, che ci svela la palestra dove allenarci, per essere come dice San Paolo… sono allenato a tutto e per tutto
Afferma padre Damiano:

“Essendo temporaneamente l'unico sacerdote sull'isola di Molokai, ho dovuto prendere come confessore il grande Sacerdote nostro Signore che abita nel tabernacolo. ... mio caro fratello, è ai piedi dell'altare che, nel nostro isolamento, troviamo la forza necessaria per non mollare ed è proprio là che mi incontro con te e con tutti i padri della nostra congregazione. Senza il Santissimo Sacramento, una situazione come la mia non sarebbe sostenibile, ma con il Signore al mio fianco, riesco a essere sempre allegro e contento ..."
Amen.

sabato 11 ottobre 2014

Oggi sono 5 anni!




Oggi sono 5 anni che S.S. Benedetto XVI ha canonizzato padre Damiano da Molokai, il missionario divenuto lebbroso.

Il libro delle edizioni San Paolo è molto interessante: un excursus sull'opera, sulla fede, e sul dramma di Damiano, religioso della Congregazione di Picpus.

Un sacerdote ammirevole, certamente inimitabile per il coraggio e per l'abnegazione, però imitabile nella sua obbedienza e nella fede.

Il libro di De Volder contiene alcune passaggi di scritti e di lettere di San Damiano da Molokai che ben esprimono la sua fede.

Un passaggio interessante è un suo pensiero in cui descrive la sua fede eucaristica.

"Essendo temporaneamente l'unico sacerdote sull'isola di Molokai, ho dovuto prendere come confessore il grande Sacerdote nostro Signore che abita nel tabernacolo. ... mio caro fratello, è ai piedi dell'altare che, nel nostro isolamento, troviamo la forza necessaria per non mollare ed è proprio là che mi incontro con te e con tutti i padri della nostra congregazione. Senza il Santissimo Sacramento, una situazione come la mia non sarebbe sostenibile, ma con il Signore al mio fianco, riesco a essere sempre allegro e contento ..."

Mi domando: ma per me "Gesù nascosto" è veramente vivo che lo era per padre Damiano?