lunedì 2 dicembre 2013

O solo bellissimo fiore ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

domenica 1 dicembre 2013

Arca di vita, solitaria vai ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A)


La Madonna di Marzio

L’Avvento è un tempo di preparazione all’incontro: con il Dio fatto uomo e nello stesso tempo con il Dio che porta a compimento ogni bene. È il tempo di attesa del Natale di Gesù, ma anche della pienezza del Regno.

Una certezza: Gesù è già fra noi e il suo Regno è già in compimento.

Cosa serve allora vivere l’Avvento?
Dice l’Apostolo Paolo:

è ormai tempo di svegliarvi dal sonno

Ecco il senso profondo dell’Avvento: svegliarci!

Da cosa?

L’incontro con Gesù deve modificare le abitudini e modificarle profondamente: così sarà visibile il Regno di Dio che già in mezzo a noi.

Suona con questa speranza la parola del profeta Isaia:
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci;
L’incontro con Gesù è un presenza che deve segnare la nostra routine quotidiana:

mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito … due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.

È nella vita di tutti i giorni che il Regno di Dio si realizza e … lo realizziamo.
È nel quotidiano che dobbiamo essere pronti!

Ma come?
gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.

Se cerchiamo nel N. T. ci accorgiamo che le parole luce e tenebre sono spesso accostati al comandamento dell’amore.

Ecco per cui: essere pronti vuol dire dimorare quotidianamente nell’Amore di Dio e per il fratelli.

Scrive Napoleone Bonaparte:
“il più grande miracolo di Cristo è stato fondare il regno della carità:
solo lui si è spinto ad elevare il cuore umano fino alle vette dell’inimmaginabile, all’annullamento del tempo; lui solo creando questa immolazione, ha stabilito un legame tra cielo e terra. Tutti coloro che credono in lui, avvertono questo amore straordinario, superiore, soprannaturale; fenomeno inspiegabile e impossibile alla ragione”.

Questa stato di esperienza spirituale è quello slancio che libera la nostra umanità dalla sua vecchiezza per rivestirla della nuova umanità realizzata in Gesù.

Rivestitevi … del Signore Gesù Cristo. Esorta l’Apostolo Paolo! Ed aggiunge …

“… rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo”. (Col 3, 12 ss)
Amen.

sabato 30 novembre 2013

Chiara dai secoli suona la voce ...





Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

III DOMENICA DI AVVENTO AMBROSIANO (ANNO A)





(Is 35,1-10; Sal 84; Rm 11,25-36; Mt 11,2-15)

La Quaresima di San Martino: così veniva chiamato l’Avvento Ambrosiano, perché similmente alla Quaresima è composto di sei settimane ed inizia la domenica successiva la festa del Santo Martino di Tours: l’11 novembre.

L’Avvento è un tempo di preparazione all’incontro: con il Dio fatto uomo e nello stesso tempo con il Dio che porta a compimento ogni bene. È il tempo di attesa del Natale di Gesù, ma anche della pienezza del Regno.

Una domanda è presente nel Vangelo quest’oggi:

«Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

Gesù realizza il compimento di ogni speranza e di ogni attesa. In Gesù si adempiono le profezie.

“Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.

Giovanni Battista in questa domenica III di Avvento è il nostro apri pista e ci insegna un modo per andare incontro al Signore.

Afferma Gesù:

Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta.

Quello che ci colpisce di questo discorso di Gesù è la parola “lusso”.
Gesù usa questo temine per indicare l’opposto, cioè l’austerità, la frugalità, la modestia e la povertà del Battista. Un bel richiamo anche per noi in preparazione nell’Avvento.

Cos’è l’austerità, la frugalità, la modestia e la povertà?
Rispondere personalmente a questa domanda significa dare concretezza all’incontro con Gesù in questa domenica d’Avvento.

Ritorno alla parola “lusso”.
Questo termine è attribuito a coloro che “stanno nei palazzi dei re”, quindi a coloro che hanno il potere. Però in realtà è il Battista che possiede un potere in riferimento al Regno di Dio: essere profeta.

Cosa significa essere profeta?
Significa prendere coscienza di essere chiamati personalmente da Dio a un compito – parlare in Suo nome, far conoscere al popolo il Suo vero volto – ed essere disposti a stravolgere la propria vita per rispondere a tale chiamata.

Ecco un’altra possibilità di concretizzazione. Qual è il mio compito nel Regno di Dio? Ho risposto a questa chiamata del Signore?

Signore Gesù,
in questa domenica ci viene incontro con una Parola di Vita, ricca di speranza e gioia.
Suscita in noi desideri di austerità, frugalità, modestia e di povertà, così da essere capaci di accogliere la tua chiamata per compiere con te l’avvento del Regno. Amen.

venerdì 29 novembre 2013

Dal primo albore di vita, o Vergine ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

Beata Maria Maddalena dell'Incarnazione, prega per noi!






lunedì 25 novembre 2013

Santa Matronilla, prega per noi!






Il “corpo santo” di Matronilla – di nome proprio e di anni 30 - fu ritrovato nel 1782 a Roma nella catacomba di Ciriaca.

Nel 1783 il Cardinale Rezzonico donò la reliquia all’amico Ignazio Testori perché la collocasse nell’oratorio della sua villa di Mogliano Veneto.

Qui rimase per vari anni. Nel 1820 il signor Testori oramai giunto alla vecchiaia donò la reliquia alla parrocchia di S. Maria Assunta così che non finisse in mani poco devote. Il culto della Santa Martire era un tempo molto fiorente, e veniva esposta alla venerazione dei fedeli ogni sabato e nelle feste principali.


Ho da poco fatta stampare l’immaginetta.
Se qualcuno vuole il santino più chiederlo e sarà inviato gratis.

domenica 24 novembre 2013

CRISTO RE (anno C)





Nella prima Enciclica che, asceso al Pontificato, … ricordiamo d'aver chiaramente espresso non solo che tanta colluvie di mali imperversava nel mondo perché la maggior parte degli uomini avevano allontanato Gesù Cristo e la sua santa legge dalla pratica della loro vita, dalla famiglia e dalla società, ma altresì che mai poteva esservi speranza di pace duratura fra i popoli, finché gli individui e le nazioni avessero negato e da loro rigettato l'impero di Cristo Salvatore.
Da gran tempo si è usato comunemente di chiamare Cristo con l'appellativo di Re per il sommo grado di eccellenza, che ha in modo sovreminente fra tutte le cose create. In tal modo, infatti, si dice che Egli regna nelle menti degli uomini non solo per l'altezza del suo pensiero e per la vastità della sua scienza, ma anche perché Egli è Verità ed è necessario che gli uomini attingano e ricevano con obbedienza da Lui la verità; similmente nelle volontà degli uomini, sia perché in Lui alla santità della volontà divina risponde la perfetta integrità e sottomissione della volontà umana, sia perché con le sue ispirazioni influisce sulla libera volontà nostra in modo da infiammarci verso le più nobili cose. Infine Cristo è riconosciuto Re dei cuori per quella sua carità che sorpassa ogni comprensione umana e per le attrattive della sua mansuetudine e benignità: nessuno infatti degli uomini fu mai tanto amato e mai lo sarà in avvenire quanto Gesù Cristo.


Così papa Pio XI istituisce la festa di Cristo Re.
Prima di entrare nel tema della regalità di Cristo, chiediamoci in questo giorni, conclusione dell’Anno della Fede: come è andato quest’anno? Come ho vissuto spiritualmente quest’anno? In cosa ha giovato alla mia fede?

“il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele”. (2 Sam 5)

Nella prima lettura Davide diventa re d’Israele. Egli è re del popolo perché conclude – o meglio si fa paladino – dell’alleanza di Dio con il suo popolo. Non Egli è re, ma Dio è re del suo popolo.

La regalità di Cristo è segno della signoria del Dio dell’Alleanza: Cristo è venuto ha ristabilire l’alleanza di Dio fatto con Abramo e con la sua discendenza.

Dice l’Apostolo Paolo nella II lettura:

“avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli” (Col 1)

Nel Vangelo – il segno che è Gesù – non viene riconosciuto: né dal popolo, né dai capi e né dai soldati. Anzi vogliono altre prove del suo potere: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso», cioè scendi dalla croce e mostraci chi sei!
Solo un uomo, Dismas, un ladrone, riconosce questa sua regalità.
Cosa vuole dire che Gesù è re?
Osservando il racconto evangelico, Gesù è re per il ladrone, perché è Salvatore: non è venuto per salvarsi, ma per salvare!
Accogliere la regalità di Cristo allora vuol dire accogliere Gesù come salvatore della mia vita.

Cristo è riconosciuto Re dei cuori per quella sua carità che sorpassa ogni comprensione umana e per le attrattive della sua mansuetudine e benignità: nessuno infatti degli uomini fu mai tanto amato e mai lo sarà in avvenire quanto Gesù Cristo.
(Pio XI, Quas primas, 11 dicembre 1925)

Accogliere Gesù come re della mia vita significa non ostacolare che nel mio cuore Egli regni con il suo amore!

La rivelazione da Santa Margherita Maria Alocoque, si colloca in quest’ottica:
«Ecco questo Cuore che ha tanto amato gli uomini, che non si è mai risparmiato, fino a spossarsi e a consumarsi al fine di testimoniar loro il suo amore…».

Come non ostacolare l’opera regale di Gesù, la salvezza della mia anima?
Mettendo in armonia il mio cuore con il suo Cuore.
Vivere ogni giorno l’oggi della salvezza che Gesù annuncia al ladrone.

La salvezza di Gesù è per tutti gli uomini. Egli morì sul Golgota e scese agli inferi per significare che tutta l’umanità era salvata: da Adamo in poi, sino alla conclusione del tempo!

Accogliere la regalità di Cristo significa partecipare in Cristo all’opera delle redenzione.
Ci ricorda San Paolo:

È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. (Col 1)

Ogni uomo e ogni donna è chiamato – dopo aver accolto la salvezza per sé – a essere strumento di liberazione, di amore, di redenzione e di misericordia per ogni uomo.

Accogliere la regalità di Cristo vuole dire adoperarsi

“perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose” (Col 1)

Cristo regni! È necessario, dunque, che Egli regni nella mente dell'uomo, la quale con perfetta sottomissione, deve prestare fermo e costante assenso alle verità rivelate e alla dottrina di Cristo; che regni nella volontà, la quale deve obbedire alle leggi e ai precetti divini; che regni nel cuore, il quale meno apprezzando gli affetti naturali, deve amare Dio più d'ogni cosa e a Lui solo stare unito; che regni nel corpo e nelle membra, che, come strumenti, o al dire dell’Apostolo Paolo, come "armi di giustizia" offerte a Dio devono servire all'interna santità delle anime. Se codeste cose saranno proposte alla considerazione dei fedeli, essi più facilmente saranno spinti verso la perfezione.
Faccia il Signore, Venerabili Fratelli, che quanti sono fuori del suo regno, bramino ed accolgano il soave giogo di Cristo, e tutti, quanti siamo, per sua misericordia, suoi sudditi e figli, lo portiamo non a malincuore ma con piacere, ma con amore, ma santamente, e che dalla nostra vita conformata alle leggi del Regno divino raccogliamo lieti ed abbondanti frutti, e ritenuti da Cristo quali servi buoni e fedeli diveniamo con Lui partecipi nel Regno celeste della sua eterna felicità e gloria.

(Pio XI, Quas primas, 11 dicembre 1925)
Amen.

sabato 23 novembre 2013

san Clemente I papa, prega per noi!





Oggi è il terzo giorno delle Sante Quarantore.
Se il primo giorno abbiamo avuto la compagnia della Madre di Dio, la donna che compie la volontà di Dio, così da renderla per noi esempio e vera discepola, il secondo giorno l’esempio nuziale di Cecilia martire di Roma, oggi, la Chiesa ci offe l’esempio di Clemente vescovo di Roma, terzo successore dell’Apostolo Pietro.

Clemente fu generoso pastore del gregge di Dio, modello di perseveranza e fede, e ricevette “la corona della gloria che non appassisce” nel martirio.

Le letture proposte per la memoria di papa Clemente I ci portano “nella regione di Cesarèa di Filippo”, dove Gesù pone una domanda esistenziale ai suoi discepoli: «Ma voi, chi dite che io sia?»

Anche a noi Gesù in queste Sante Quarantore ci ha richiesto di pensare a questa domanda: chi sono io per te?

Chi è Gesù per me?

Pietro rispose: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Ed come posso rispondere dopo questi giorni trascorsi alla sua presenza eucaristica?

Pietro aveva risposto svelando la natura divina di Gesù.
A noi non è chiesto di svelare nulla, ci è solo chiesto di comprendere quanto lui sia necessario per la noi, affinché nel campo che è il mondo noi possiamo essere il seme buono del Regno di Dio!

Concludo con una preghiera tratta dalla lettera papa Clemente I scrisse alla comunità cristiana di Corinto:

“Apristi gli occhi dei nostri cuori perché conoscessero te solo, Altissimo nel più alto dei cieli, il Santo che riposa in mezzo ai Santi, Tu che abbatti l'insolenza degli orgogliosi, che svii i calcoli dei popoli, che esalti gli umili, che abbassi i grandi; Tu che dai ricchezza e povertà, che uccidi, salvi e risusciti; Unico benefattore delle anime e Dio di ogni uomo, contemplatore degli abissi, scrutatore delle opere dell'uomo, soccorso nei pericoli, Salvatore di chi dispera, Creatore e vescovo delle anime tutte.

Tu che moltiplichi i popoli sulla terra, che hai scelto fra essi quelli che ti amano per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio diletto nel quale ci hai istruiti, santificati e onorati. Sii nostro soccorso e sostegno, te ne preghiamo, o Maestro! Sii salvezza agli oppressi e abbi pietà per gli umili; rialza quelli che sono caduti, rivelati a coloro che sono nel bisogno, guarisci i malati, riconduci gli sbandati del tuo popolo sul buon sentiero, sazia chi ha fame, libera chi è prigioniero, rialza i languenti, da forza ai deboli. Tu solo sei Dio, Gesù è tuo Figlio, noi siamo il tuo popolo, le pecorelle dei tuoi pascoli.

Con le tue opere hai rivelato l'ordine immortale del mondo. Tu, o Signore che creasti la terra, che resti fedele alla tua parola per tutte le generazioni, Tu giusto nei tuoi giudizi, ammirabile nella tua forza e nella tua magnificenza, sapiente nella creazione, prudente nel consolidare le cose create, buono nelle cose visibili, fedele verso coloro che confidano in Te, misericordioso e pieno di compatimento, perdona i nostri peccati, le ingiustizie, le cadute, gli errori.

Non contare i peccati dei tuoi servi e delle tue ancelle, purificaci invece con la tua verità, dirigi i nostri passi, perché possiamo camminare con santità di cuore, facendo ciò che è bene e piace agli occhi tuoi …

Dà concordia e pace a noi e a tutti gli abitanti della terrà, come la desti ai nostri padri, quando ti invocarono santamente nella fede e nella verità. Rendici sottomessi al tuo Nome potente ed eccellentissimo, ai nostri prìncipi e tutti coloro che ci governano in terra.

Tu, o Maestro, hai dato loro il potere della regalità con la tua magnifica e invisibile potenza, perché, conoscendo la gloria e l'onore che loro hai partecipato, noi siamo sottomessi e non ci opponiamo alla tua volontà. Concedi loro, o Signore, salute, pace, concordia, stabilità, affinché possano esercitare la sovranità che loro hai data senza contrasti. Sei infatti Tu, o Maestro, re dei secoli, che concedi ai figli degli uomini gloria, onore e potere sulle cose della terra. Dirigi, Signore, il loro spirito, affinché seguano ciò che è bene, ciò che piace a te e, esercitando il potere che loro hai dato nella pietà, nella pace e nella mansuetudine, ti abbiamo sempre propizio. Tu solo puoi fare queste cose e procurarci beni anche più grandi …  Così sia”.
(San Clemente Romano, Ippolito Hemmer, p. 121, 129, Picard, 1909).

venerdì 22 novembre 2013

Santa Cecilia di Roma, prega per noi!




Oggi è il secondo giorno delle Sante Quarantore.
Se ieri abbiamo avuto la compagnia della Madre di Dio, la donna che compie la volontà di Dio, così da renderla per noi esempio e vera discepola, oggi, la Chiesa ci offe l’esempio di Cecilia di Roma.

La memoria del 22 novembre è molto antica. La celebrazione ha già tracce nel 346 d.C. e la martire è citata tra le sette martiri del Canone Romano.

Ascoltando la Parola di Dio della memoria, Cecilia è la sposa fedele del Signore.
Il suo ricordo ci fa ricordare che la relazione con Gesù è una relazione nuziale, quindi d’amore.

Una relazione fatta di tempi di vicinanza silenziosa e di cuore a cuore, come sono le Sante Quarantore; tempo che al Chiesa ci offre per ravvivare la nostra nuzialità con Gesù.

Inoltre la Parola di Dio, di questa memoria liturgica,  ci richiama ad un fatto: la nostra vita è vivere l’attesa del compimento del Regno di Dio. Come ci racconta la parabola delle vergini sagge.

Le Sante Quarantore sono un tempo in cui fare la ricarica “in piccoli vasi”di quell’olio che serve per un’attesa e una sequela saggia e perseverante.

La vergine martire Cecilia interceda per noi perché la nostra vita sia una porta aperta in attesa del compimento del Regno dei cieli. Amen.

giovedì 21 novembre 2013

Presentazione della Beata Vergine Maria - 2013



Madonna della Passione
Parrocchia di S. Bartolomeo
Olera (BG)


«Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12, 49-50).

"Forse che non ha fatto la volontà del Padre la Vergine Maria, la quale credette in virtù della fede, concepì in virtù della fede, fu scelta come colei dalla quale doveva nascere la nostra salvezza tra gli uomini, fu creata da Cristo, prima che Cristo in lei fosse creato? Ha fatto, sì, certamente ha fatto la volontà del Padre, Maria santissima, e perciò conta di più per Maria essere stata discepola di Cristo, che essere stata madre di Cristo. Lo ripetiamo: fu per lei maggiore dignità e maggiore felicità essere stata discepola di Cristo che esser stata madre di Cristo. Perciò Maria era beata, perché, anche prima di dare alla luce il Maestro, lo portò nel suo grembo.

Osserva se non è vero ciò che dico. Mentre il Signore passava, seguito dalle folle, e compiva i suoi divini miracoli, una donna esclamò: «Beato il grembo che ti ha portato!» (Lc 11, 27). Felice il grembo che ti ha portato! E perché la felicità non fosse cercata nella carne, che cosa rispose il Signore? «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!» (Lc 11,28). Anche Maria proprio per questo è beata, perché ha ascoltato la parola di Dio e l’ha osservata. Ha custodito infatti più la verità nella sua mente, che la carne nel suo grembo. Cristo è verità, Cristo è carne; Cristo è verità nella mente di Maria, Cristo è carne nel grembo di Maria. Conta di più ciò che è nella mente di ciò che è portato nel grembo.

Santa è Maria, beata è Maria, ma è migliore la Chiesa che la Vergine Maria. Perché? Perché Maria è una parte della Chiesa: un membro santo, un membro eccellente, un membro che tutti sorpassa in dignità, ma tuttavia è sempre un membro rispetto all’intero corpo. Se è membro di tutto il corpo, allora certo vale più il corpo che un suo membro. Il Signore è capo, e il Cristo totale è capo e corpo. Che dire? Abbiamo un capo divino, abbiamo per capo Dio.

Perché, o carissimi, badate bene: anche voi siete membra di Cristo, anche voi siete corpo di Cristo. Osservate in che modo lo siete, perché egli dice: «Ecco mia madre, ed ecco i miei fratelli» (Mt 12,49). Come potrete essere madre di Cristo? Chiunque ascolta e «chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre» (Mt 12,50).

Quando dico fratelli, quando dico sorelle, è chiaro che intendo parlare di una sola e medesima eredità. Perciò anche nella sua misericordia, Cristo, essendo unico, non volle essere solo, ma fece in modo che fossimo eredi del Padre e suoi coeredi nella medesima sua eredità".

(S. Agostino, Disc. 25, 7-8)

Ecco allora: la Vergine interceda per noi, perché ogni giorno sappiamo compiere la volontà di Dio. Nel sì di Maria in nostro sì! Così da essere eredi, coeredi di Cristo!

Ma come possiamo vivere ogni giorno la volontà di Dio? Come allineare il nostro cuore alla volontà di Dio?

Gesù stesso ci viene in soccorso!

“Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me”. (Gv 6, 57)

L’Eucarestia è la forza vitale per essere figli nel Figlio Gesù. Così da essere eredi, coeredi di Cristo!

Concludo con le parole del Santo Padre:

“Nella memoria liturgica della Presentazione di Maria Santissima al Tempio, celebreremo la Giornata pro Orantibus, dedicata al ricordo delle comunità religiose di clausura. È un’occasione opportuna per ringraziare il Signore del dono di tante persone che, nei monasteri e negli eremi, si dedicano a Dio nella preghiera e nel silenzio operoso. Rendiamo grazie al Signore per le testimonianze di vita claustrale e non facciamo mancare a questi nostri fratelli e sorelle il nostro sostegno spirituale e materiale, affinché possano compiere la loro importante missione”.


Amen