venerdì 6 luglio 2012

"In defensum castitatis" (III)







Elena Klimaityte

Elena Klimaityte era del villaggio di Bizierių in Lituania, dove era nata nel 1918. Ragazza pia, laboriosa, crebbe in una famiglia di contadini benestanti insieme ai fratelli. Cantava nel coro parrocchiale ed apparteneva all'Unione della gioventù rurale "Primavera". Il 17 novembre 1944 mentre rincasava fu aggredita da due soldati ubriachi e preferì morire per difendere la sua castità.




Giovane della Diocesi di Košice. Nata il 14 luglio 1928 a Vysoká nad Uhom, Košický kraj (Repubblica Slovacca). Muore il 22 novembre 1944 a Pavlovce nad Uhom, Košický kraj (Repubblica Slovacca). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta della Santa Sede in data 3 luglio 2004.

Serva di Dio Bodi Maria Magdolna

Giovane della diocesi di Veszprém. Nata l’8 agosto 1921 a Szigliget, Veszprém (Ungheria). Muore per difendere la propria purezza il 23 marzo 1945 a Litér, Veszprém (Ungheria). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione.

Serva di Dio Concetta Lombardo

Giovane dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. Nata il 7 luglio 1924 a Stalettì (CZ). Socia dell’Ordine secolare francescano e catechista. Muore per difendere la propria purezza il 22 agosto 1948 a Stalettì (CZ).

Angelina Zampieri

Nata nel 1893. Muore per difendere la propria purezza il 24 luglio 1913. Si racconta di lei che prima di morire disse: “Lo perdono e lo perdoni anche il Signore e lo accolga in Cielo”. Nel 1952, i resti mortali di Angelina furono trasportati nella parrocchia di origine a Limana.

Rosa Del Bene

Nata a Palena (CH) il 16 dicembre 1923, muore il 22 novembre 1943. Scrive di lei don Antonio Chiavarini nel libro “Palena nella corona dei suoi Santi” (Sulmona 1982, p. 55): “Noi non sappiamo, né potremo mai sapere, con precisione esatta, quale sia stata la ragione decisiva che balenò nell’intelligenza, improvvisamente provvida, di Rosa Del Bene, quando si vide davanti il soldato tedesco o il gruppo di soldati, bramosi cani dell’insana voluttà. Ma ebbe l’intuito divino, dono della Sapienza, che il peccato è un male. Forse la illuminò all’istante l’entusiasmo di Maria Goretti, che al tentatore della sua angelica purezza, ripeteva: “È peccato! È peccato!”.

Elide Rosella
Sezze, Latina, 1° dicembre 1919 – Suso, Latina, 2 giugno 1944. La sera del 2 giugno 1944 Elide Rosella si recò a dormire a casa di alcune sue vicine. Nel cuore della notte vennero svegliate da violenti colpi alla porta, che si aprì subito sotto i calci di un gruppo di soldati di nazionalità marocchina. Uno dei soldati di colore si diresse verso Elide Rosella e le intimò di andare con loro, al che Elide con fermezza cristiana si oppose. Di fronte a questa resistenza così forte, dettata dalla fede e dall’amore per la virtù, il soldato, non ci pensò due volte e le sparò un colpo di pistola al petto; morì di lì a poco, dopo qualche secondo. Elide Rosella è sepolta nel cimitero comunale di Sezze.


"In defensum castitatis" (II)






Beata Albertina Berkenbrock

Bambina della Diocesi di  Tubarão e Florianópolis. Nata l’11 Aprile 1919 a Vargem do Cedro, Santa Catarina (Brasile). Muore per difendere la propria purezza il 15 giugno 1931 a Vargem do Cedro, Santa Catarina (Brasile). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta da parte della S. Sede in data 2 ottobre 2001. Beatificata nel 2007

Serva di Dio Maria De La Luz Cirenea Camacho Gonzalez

Giovane della Diocesi di Città del Messico. Nata il 17 maggio 1907 a Tacubaya, Distrito Federál (Messico). Terziaria dell’Ordine Francescano. Morta il 30 dicembre 1934, per difendere la propria purezza, a Tacubaya, Distrito Federál (Messico).
beata Antonia Mesina
Giovane della diocesi di Nuoro. Nata a Orgosolo (NU), il 21 giugno 1919. Morta, per difendere la propria purezza, il 17 maggio 1935 nella campagna di Orgosolo. Beatificata il 4 ottobre 1987. Il suo corpo è custodito nella parrocchia del suo paese natio.

Serva di Dio Maria Viera Da Silva

Bambina della diocesi di Angra. Nata l’11 novembre 1926 a Vila de São Sebastião, Terceira, Azores (Portogallo). Muore, per difendere la purezza, il 4 giugno 1940 a Vila de São Sebastião. È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione.


Giovane della diocese di Kaunas. Nata il 22 settembre 1924 a Tvirtovės, Kaunas, Kauno rajonas(Lithuania). Muore a Tvirtovės, per difendere la propria purezza, il 3 gennaio 1944. è in corso la causa di beatificazione e canonizzazione con nulla osta della Santa Sede in data 22 ottobre 1999

Beata Teresa Bracco

Giovane della Diocesi di Acqui Terme. Nata il 24 febbraio 1924 a Santa Giulia di Dego (SV). Morta a Santa Giulia il 24 maggio 1944 per difendere la propria purezza. Beatificata il 24 maggio 1998.

Maria Isoardo
Centallo, Cuneo, 12 giugno 1917 – Pietraporzio, Cuneo, 20 aprile 1944. Giovane maestra assegnata a disagiate scuole di montagna. Il 20 aprile 1944, mentre sui monti del cunese infuria la rappresaglia tedesca che semina distruzione e morte, la ventisettenne maestrina resiste con tutte le sue forze alla violenza di un ufficiale tedesco e viene uccisa nella sua scuola. È decorata con la Medaglia d’Oro della Pubblica Istruzione.

Graziella Fanti

Le Piastre, Pistoia: 21 settembre 1944. Uccisa dai nazisti, come la Bracco, perché non cede alle loro lusinghe.


“In defensum castitatis” (I)






“In defensum castitatis”: con questa indicazione propria, l’Index ac Status Causarum indica quelle figure di santità che per fede hanno difeso la loro dignità di donna e la loro bellezza di creatura, fatta ad immagine di Dio, fino al martirio per custodire la verginità. Un gesto che non il bel gesti della fine, ma è la straordinaria conclusione di una vita straordinariamente ordinaria.

Nel 2012 ricorrono i centodieci anni dal martirio di S. Maria Goretti: la testimone per antonomasia di purezza.

Ecco la giusta occasione per aggiornare un passato lavoro di ricerca.

In primis citiamo la tanto amata Marietta (Maria Goretti), e di in seguito in ordine cronologico le altre “in defensum castitatis”.


Santa Maria Goretti

Nata Corinaldo (Ancona) il 16 ottobre 1890, muore a Nettuno (Roma) il 6 luglio 1902. Martirologio Romano in data 6 luglio, scrive: “Santa Maria Goretti, vergine e martire, che trascorse una difficile fanciullezza, aiutando la madre nelle faccende domestiche; assidua nella preghiera, a dodici anni, per difendere la sua castità da un aggressore, fu uccisa a colpi di pugnale vicino a Nettuno nel Lazio”.


beata Carolina Kozka

Nata il 2 agosto 1898 in Wał-Ruda, Małopolskie (Polonia), nella diocesi di Tarnów. Morta per difendere la propria purezza il 18 novembre 1914. Beatificata il 10 giugno 1987. Alla Beata è dedicato un santuario nel suo paese natio.

Beatrice Santinelli (o Fantinelli)

Ragazza trentina di 19 anni, martire per la purezza nel 1917 a Dimaro (TN).

serve di Dio Maria De San José Parra Flores e Coleta Meléndez Torres

Giovani delle diocesi di San Juan de los Lagos.

Maria, nata il 16 May 1892 in El Sabinito, La Piedad, Michocán de Ocampo (Messico). Membro dell’Associazione Bambini di Maria Immacolata.

Coleta, nata il 26 March 1898 in Tierras Blancas, Guanajuato (Messico). Membro dell’Associazione Bambini di Maria Immacolata.

Le due amiche muoiono il 24 dicembre 1917, per difendere la propria purezza, a Degollado, Jalisco (Messico). È in corso la causa di beatificazione e canonizzazione.

Luigina Tavelli

Nipote di Mons. Zattarini; fu uccisa nelle stesse circostanze di S. Maria Goretti: era il 1923 a Comacchio (FE). La “Gazzetta di Ferrara” parlò di lei nel 1973.

Santa Domenica vergine martire (di Tropea)



ruderi di Santa Domenica
San Sostene (CZ)

Qui anticamente era custodita la statua della Santa che ha dato il nome alla località, importante punto della cartografia.



Santa Domenica e i genitori

Santa Domenica nacque nel 287 d.c. a Tropea, in Calabria, figlia di Doroteo ed Arsenia. Fin dall'infanzia visse in un ambiente profondamente cristiano e dove la vita quotidiana stessa era pregna della fede professata. Probabilmente la famiglia aveva una posizione agiata e di rilievo, se sembra che lo stesso imperatore si interessò alla questione che portò Doroteo, Arsenia e Domenica al giudizio. Questo potrebbe essere confermato anche dal fatto che ai genitori di Domenica venne risparmiata la vita, in cambio dell'esilio nella regione dell’Eufrate. Domenica, invece, fu sottoposta a numerose pressioni e angherie per indurla a rinnegare la sua fede cristiana. Non solo i vari tentativi risultarono vani, ma i prodigi operati dalla Santa portarono a conversione alcuni presenti. Condotta in Campania, fu processata e condannata al supplizio "ad leones", ma i leoni rimasero impassibili e divennero addirittura docili davanti alla santa, la pena fu così mutata nella decapitazione, che avvenne secondo lo storico Baronio il 6 luglio 303. Il culto della santa tropeana si diffuse nel sud Italia e in Oriente, perché i vescovi di Tropea, di rito greca, dipesero come giurisdizione ecclesiastica dal patriarcato di Costantinopoli. E' commemorata nel Martirologio Romano il 6 luglio. Probabilmente si tratta della martire greca Ciriaca (v. Ciriaca, Doroteo ed Eusebia) morta a Nicomedia durante la persecuzione di Diocleziano, latinizzata in Domenica. Secondo la passio greca era figlia di Doroteo ed Eusebia. scoppiata la persecuzione fu arrestata e condotta a Nicomedia dove fu sottoposta a tormenti da parte di Massimiano. Giudicata quindi dal preside Ilariano, fu condannata alla decapitazione, ma, condotta fuori città, prima di ricevere il colpo di spada, esalò lo spirito. Secondo le fonti latine, in cui appare per la prima volta nel sec. XVI. invece, nacque in Campania; nella persecuzione di Diocleziano fu inviata a Massimiano che la fece decapitare; il suo corpo fu portato dagli angeli a Tropea, in Calabria. Probabilmente in questa città, c'erano delle reliquie della santa e perciò fu creduta una martire locale.
Oltre che a Tropea, Domenica ha avuto culto in diverse località. Presso Fiumefreddo (Cosenza) esisteva un'antichissima chiesa a lei dedicata, passata ai Florensi nel 1202; nella diocesi di Reggio esisteva un antico monastero greco, detto S. Domenica di Gallico; durante la dominazione bizantina esisteva un villaggio che portava il suo nome presso Tropea e la città vescovile di Gerace aveva assunto il nome di S. Ciriaca, che è il corrispondente vocabolo greco.
La S. Congregazione dei Riti concesse a Tropea l'Ufficio e la Messa propria in onore della martire il 14 maggio 1672 (Archivio Vaticano, Misc. Arm., 5, vol. V, f. 317). Il suo culto è molto popolare a Tropea e nella diocesi: la festa annuale viene celebrata con molta solennità e con manifestazioni popolari caratteristiche. (da: Santa Domenica di Scorrano)




giovedì 5 luglio 2012

AGGIORNAMENTO - Libri e “Quaderni”




San Rocco de la Croix
Premana, chiesa San Rocco


- LIBRO (Fotolibro): Santi Quattordici Ausiliatori, pp. 16, a colori
- LIBRO (Fotolibro): Una casa farò a te, pp. 32, a colori
- LIBRO (Fotolibro) – L’odore di mio figlio… , pp. 32 a colori

- QUADERNO UNO – Damiano, origine, storia e culto, pp. 40 (V edizione, 10\2008, formato A4)
- QUADERNO DUE – Edward, origine, storia e culto, pp. 20
- QUADERNO 3 – Sancti Innumerabiles, veri o presunti dalla pietà popolare, pp. 50
- QUADERNO 4 – Santità giovanile, pp. 36
- QUADERNO 5 – I martiri del XX secolo, pp. 80
- QUADERNO 6 – Marco, origine, storia e culto, pp. 44
- QUADERNO 7 – Santità Silvestrina, pp. 24
- QUADERNO 8 – san Rocco De la Croix pellegrino di Dio, pp. 36
- QUADERNO 9 – Monselice e i suoi “martiri”, pp. 32
- QUADERNO 10 – Il Santo Chiodo (in preparazione)
- QUADERNO 11 – Angelica – Il mio nome è un grande cielo, pp. 12
- QUADERNO 12 – “Mi sarete testimoni” - Vitale, patrono di Bagnoli del Trigno, pp. 24
- QUADERNO 13 – Santità ed Eucarestia, pp. 50
- QUADERNO 14 – “Come un messaggero”. Il cane nell’iconografia dei Santi, pp. 84
- QUADERNO 15 - "Con tutti i suoi angeli..." (Mt 25,31), Il nome Angelica e Sette Arcangeli, pp. 52
- QUADERNO 16 - Santità sabauda - Beati, Venerabili, servi di Dio e personaggi “in fama di santità” di Casa Savoia, pp. 52
- QUADERNO 17 - Santa Veneranda: una e trina!, pp. 40
- QUADERNO 18 – Le 15 visite: con Bernadette da Maria Immacolata, pp. 20
- QUADERNO 19 – Piccoli Martiri? (Andrea Rin e altri), pp. 48
- QUADERNO 20 – Ite ad Joseph, pp. 36
- QUADERNO 21 – Emmanuele: "Dio con noi" - quando un nome diventa una schiera di volti, pp. 34
- QUADERNO 22 - Tommaso d'Aquino. “E’ necessario conoscere per amare”, pp. 24
- QUADERNO 23 - Santità calabrese, pp. 24
- QUADERNO 24 - "Lui guarda il cuore" (Maria Goretti), pp. 50
- QUADERNO 25 – “FELITIANUS D IN PACE XP” - Un “corpo santo” di nome Feliciano a Giugliano (NA), pp. 16 con 9 immagini in b\n
- QUADERNO 26 – I “corpi santi”. Annotazioni di un fenomeno tra i secoli XVI – XIX, pp. 26 con 17 immagini in b\n
- QUADERNO 27 – “Un segreto…”. Bambini “santi” nel ‘900, pp. 24 con ill. in b\n
- QUADERNO 28 – EVFHEMIA SANCTA – Un “corpo santo” a Dorno (PV), pp. 12 con 4 immagini in b\n
- QUADERNO 29 – “Obbedire a Dio” (Pietro). La beata Teresa Bracco, pp. 36 con immagini in b\n
- QUADERNO 30 – “Giuda, servo di Gesù Cristo…” (Gd 1,1), pp. 40 con immagini in b\n
- QUADERNO 31 – Camminando nelle Marche, pp. 36 con immagini in b\n
- QUADERNO 32 – Il Cammino della Croce con la beata Caterina Cittadini, pp. 32
- QUADERNO 33 – San Domenico Savio, pp. 50
- QUADERNO 34 – Il Cammino della Croce nel Vangelo di Matteo, pp. 12
- QUADERNO 35 – Agli sposi… Giulia ed Enrico, pp. 20
- QUADERNO 36 – Santità e Sacro Cuore, pp. 40
- QUADERNO 37 – Santa Barbara di Nicomedia, pp. 66
- QUADERNO 38 – Santi e Orsi, pp. 40
- QUADERNO 39 – I Corpi santi della Chiesa Ambrosiana, pp. 52, con 63 immagini in b\n
- QUADERNO 40 – Agli sposi… Veronica e Gaetano, pp. 24
- QUADERNO 41 – Santità e preghiera per l’unità dei Cristiani, pp. 80
- QUADERNO 42 – Eliana: la figlia del sole, pp. 20, con 4 immagini in b\n
- QUADERNO 43 – “Come in uno specchio”. Volti santi, ai piedi della Croce; pp. 26
- QUADERNO 44 - “Gli si gettò al collo e lo baciò” (Lc. 15,20) - Perdono ed Eucaristia con S. Leopoldo e S. Antonio, pp. 28
- QUADERNO 45 - Sancti Innumerabiles. Il Libro sui “corpi santi” – pp. 63 con immagini in b\n, formato A4
- QUADERNO 46 – Genoveffa detta Ginevra, pp. 12 con immagini b\n
- QUADERNO 47 – Non solo P. Pio. « Io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo». (Galati 6,17). Il Libro sulle stimmate e Santi – pp. 65 con immagini in b\n (formato A4)
- QUADERNO 48 - Segno di gratuità, pp. 26 con immagini in b\n
- QUADERNO 49 - Apollo un santo dell'epoca apostolica, pp. 20 con immagini b\n
- QUADERNO 50 - Santi e roditori, pp. 26 con immagini b\n
- QUADERNO 51 - Faustæ e Probi - i due corpi santi venerati a Walderbach, pp. 16
- QUADERNO 52 - Come un giglio fra i cardi: Gigliola, pp. 12
- QUADERNO 53 - In defensum castitatis, pp. 12
- QUADERNO 54 - Ludovica: “Colei che è gloriosa in battaglia”, pp. 20
- QUADERNO 55 – I Beati Luigi e Zelia Martin, pp. 52 (formato A4)
- QUADERNO 56 - La Santità è «la pienezza del tuo amore»: Santi a Lissone, pp. 73
- QUADERNO 57 – Lucia: “Io sono serva del Dio eterno”, pp. 60
- QUADERNO 58 - san Donato martire: Roma-Münstereifel-Lissone, pp. 30
- QUADERNO 59 - Santi e santini, pp. 30
- QUADERNO 60 – Natale 2008: omelie e anniversari, pp. 52
- QUADERNO 60bis – Epifania 2009: omelie e anniversari, pp. 32
- QUADERNO 60ter – Battesimo 2009, pp. 16
- QUADERNO 61 - «Donna, ecco il tuo figlio!» (Gv 19,26). I Fratelli di Gesù e la Sacra Parentela, pp. 44 (formato A4)
- QUADERNO 62 – L’Amico dello Sposo, pp. 24
- quaderno 63 - Essere volto del Maestro - via della Croce, pp. 24
- quaderno 64 - Giornata di fraternità, pp. 28
- quaderno 65 - Parola e pensieri, pp. 40
- quaderno 66 - Settimana santa e Triduo pasquale, pp. 20
- quaderno 67 - Pellegrini a Venezia, pp. 12
- quaderno 68 - Domandare l'amore, formato 1\2 A5, pp. 28. Nuova edizione 2010 pp. 48
- quaderno 69 - beata Colomba da Rieti, pp. 32 con illustrazioni in b\n
- quaderno 70 - Sulla preghiera, pp. 12
- quaderno 71 - Vocazione è …, formato A4, pp. 60
- QUADERNO 72 - La Santità e il drago, formato A4, pp. 107, con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 73 - santi Martiri cristiani in Russia, pp. 40 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 74 - Santi 14 Ausiliatori, pp. 28 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 75 - Contempliamo il Mistero che santifica. I santi martiri Fermo, Rustico e Procolo … Valerio, pp. 20 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 76 - «Saremo condotti alla vita». Il Martire della catacombe Vincenzo, pp. 32 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 77 - Il Santo di Moncucco: Lucio papa, pp. 12 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 78 - La santità è “l’olio d’amore sugli ingranaggi” della vita, pp. 20 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 79 - Sebastiano ... Nobile atleta di Cristo, pp. 20 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 80 – I Santi Magi, pp. 20 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 81 – Savino&Sabino, pp. 32 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 82 – Gens Fabia, pp. 28 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 83 – Paolo di Tarso. La Novena, pp. 20 con illustrazioni in b\n, f. 1\2 A5
- QUADERNO 84 – Sant’Agata, la “buona”, pp. 28 con illustrazioni in b\n, f. 1\2 A5
- QUADERNO 85 – Santità extracomunitaria, pp. 40 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 86 - Un fiore serafico in terra marchigiana: S. Camilla Battista da Varano, pp. 52 con illustrazioni in b\n
- QUADERNO 87 - Ubi Petrus ibi ecclesia mediolanensis - Proprio dei Santi, pp. 100
- QUADERNO 88 – San Giovanni Battista – LA NOVENA, pp. 16
- quaderno 89 - San'Albino, vescovo - Un quartiere di Monza
- quaderno 90 - Rocco e suoi fratelli
- quaderno 91 - San Francesco d'Assisi – PREGHIERE
- quaderno 92 - I Santi … contemplarli è contemplare il nostro destino
- quaderno 93 - Martino da Monselice e Martino di Tours
- quaderno 94 - I Santi Martiri di Fossa
- quaderno 95 - Santa Marina Vergine
- quaderno 96 - L'Incontro
- QUADERNO 97 -  Luciano, nato nella luce
- QUADERNO 98 - Concittadini dei santi e familiari di Dio
- QUADERNO 99 - I Santi e la Medicina
- QUADERNO 100 - Il Martire Sostene
- QUADERNO 101 -  Santi di famiglia
- QUADERNO 102 - La Moretta, Padre Gus e Bakhita
- QUADERNO 103 - Pellegrinaggio a Loreto 2011
- QUADERNO 104 - Santi e Beati della famiglia Gabrielli
- QUADERNO 105 - I Santi e la Lebbra
- QUADERNO 106 - Novena a San Giuseppe
- QUADERNO 107 - Alla sequela di Cristo con San Carlo
- QUADERNO 108 - agli sposi Nico & Max
- QUADERNO 109 - Longino, la santità sgorgata dal Cuore di Cristo
- QUADERNO 110 - Novena a Santa Marina Vergine
- QUADERNO 111 - Sant'Ambrogio il Centurione
- QUADERNO 112 - agli sposi Simona e Antonino
- QUADERNO 113 - Appunti per un pellegrinaggio - Lourdes 2011
- QUADERNO 114 - A quattro anni, la Madre di Dio a Lourdes
- QUADERNO 115 - L'Immacolata nella storia della Chiesa
- QUADERNO 116 - San Callisto I papa
- QUADERNO 117 - Il santo dei briganti - Gaspare del Bufalo
- QUADERNO 118 - Sant'Ambrogio, una festa di famiglia
- QUADERNO 119 - Era conveniente
- QUADERNO 120 - San Vincenzo Ferrer
- QUADERNO 121 - Jesos Konoronkwa. Santa Caterina Tekakwitha
- QUADERNO 123 - Pellegrinaggio a Loreto 2012
- QUADERNO 124 - Non vi chiamo più servi ma amici
- QUADERNO 125 - Il Santo del Legnoncino
- QUADERNO 126 - Quel nome raro fa pensare a Gesù
- QUADERNO 127 - Affidati alla guida materna di Maria - Mese Mariano 2012
- QUADERNO 128 - Un santo greco, patrono di Trani, Nicola il Pellegrino detto Kyrie eleison
- QUADERNO 129 - agli sposi Tania & Matteo
- QUADERNO 130 - I Martiri di Cordova
- QUADERNO 131 - Il Santo di Tolentino
- QUADERNO 132 - Santa Vittoria V.M

PS. Alcuni “Quaderni” sono pubblicati in modo integrale o parziale su www.cartantica.it e su www.preguntasantoral.es

Le copie in cartaceo sono richiedibili all'autore.

[© Copyright 1999 - Ed. D.M.G.]

sabato 30 giugno 2012

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)






Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.
Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;
le creature del mondo sono portatrici di salvezza,
in esse non c’è veleno di morte,
né il regno dei morti è sulla terra.
La giustizia infatti è immortale.
Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.
(Sapienza)

Fratelli, come siete ricchi in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella conoscenza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così siate larghi anche in quest’opera generosa.
Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Non si tratta di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: «Colui che raccolse molto non abbondò e colui che raccolse poco non ebbe di meno».
(2 Corinzi)



 la guarigione della figlia di Giàiro


Questa domenica la liturgia ci propone due concretizzazioni della nostra fede, due temi importanti che ci coinvolgono nel quotidiano: la felicità e la carità.

L’infelicità insegna la I lettura (Sapienza) non è un dono di Dio. Essa è entrato nella storia dell’umanità con la MORTE. Dio infatti è il Dio della vita ed vuole che ogni creatura viva. La morte e l’infelicità sono entrate nel mondo per l’invidia del diavolo.

La lettura poi ci pone un ammonimento: “ne fanno esperienza coloro che le appartengono”.
Iddio ci liberi da questa esperienza perché apparteniamo al suo popolo e non alla stirpe del demonio.

Ma come è possibile? Imitando la natura alla cui immagine siano stati plasmati.

Al di là della morte fisica, la nostra vita può fare molte esperienze di morte. Certo l’infelicità più grande non è la morte fisica, ma come dice il Poverello di Assisi è “la morte secunda”, cioè la morte eterna.

Scrive il Santo d’Assisi:
“beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male”.
Felici quegli uomini che la morte troverà operanti nella santa volontà di Dio, perché la morte eterna non farà loro male.

Ma come Signore possiamo rimanere nella tua volontà in questa valle di lacrime?
Ecco il secondo tema: la carità.

La carità è in primo luogo spogliarsi del vecchio Adamo per rivestirsi del nuovo Adamo: Gesù Cristo.
Dice infatti l’Apostolo Paolo: Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Diventiamo ricchi di umanità dell’umanità di Cristo.

La carità che afferma San Paolo è una carità che ripristina le giuste misure, che rigenera la “cosa buona” che Dio aveva creato fin dall’origine. Ecco il significato di uguaglianza affermato nella II lettura. Infatti la disuguaglianza è frutto dell’invidia bramosa che il diavolo ha seminato nel mondo… pensate al peccato dei progenitori!

La carità è quindi la misura per rimanere nella volontà di Dio. Carità quindi non è solo dare, ma come afferma l’Apostolo nella II secondo lettura è anche ricevere in giusta misura. La carità è reciprocità, la carità è giustizia, la carità è equità, la carità è … nuova umanità.

La carità è via per la felicità, la felicità trova la sua sorgente nella carità.

Ed eccoci al Vangelo: la felicità di Giàiro, della “donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni” nasce dalla carità.

La carità però non è un’opera buona, la carità è Cristo stesso. Lui è l’opera buona attesa da secoli, Lui l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, Lui colui da accogliere per essere felici e buoni: cioè uomini secondo il suo Cuore.

Ed ecco perché all’inizio della Chiesa il libro degli Atti ci racconta:

Pietro gli disse: «Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina!».

Chi possiede Cristo è felice, dona felicità e crea “uguaglianza”.




‘E' lui ‘u parrinu da far fuori’ - PINO PUGLISI, BEATO!







“Ho ucciso io don Pino Puglisi. Era la sera del 15 settembre di 19 anni fa. Non conoscevo quel sacerdote, mi dissero però che doveva essere ucciso perché dava fastidio a Cosa Nostra. Fu un altro picciotto, Carmine Spatuzza, a indicarmelo. Mi dissero che nel suo oratorio, che già allora si chiamava Centro di Accoglienza Padre Nostro, don Puglisi nascondesse di fatto u fficiali della Dia e agenti della Polizia di Stato che si erano trasferiti a Brancaccio per dare la caccia ai latitanti che si nacondevano abitualmente nel quartiere.
Mi dissero anche che bisognava far presto, ma il giorno della sua esecuzione non era stata programmato. Una sera Spatuzza mi indicò un uomo che stava telefonando in una cabina telefonica e mi disse ‘è lui ‘u parrinu da far fuori’. Corsi allora a prendere una pistola, scelsi una 7.65 con tanto di silenziatore e tornammo là dove avevamo visto don Pino telefonare. Lo avvicinammo, con la scusa di volerlo rapinare del borsello che aveva a tracolla, e lo uccisi con un colpo secco alla nuca. Poi per simulare una rapina gli portammo via il borsello, e ricordo che dentro cercammo una traccia qualunque, dei numeri di telefono, degli appunti, dei pezzi di carta che in qualche modo ci confermassero il suo legame con gli agenti della polizia. E invece nulla. In realtà trovai soltanto un biglietto di auguri e da questo capii che quel giorno il sacerdote compiva il suo cinquantesimo anno di vita”.
19 anni dopo aver compiuto per conto di Cosa Nostra quel delitto, era per lui il quarantaseiesimo della serie, Salvatore Grigoli ricostruisce ancora una volta e nei minimi dettagli la dinamica tragica di quella sera, e questa volta lo fa per uno Speciale Televisivo di Rai Vaticano (direttore Marco Simeon), spiegando anche che “nel caso io avessi avuto una sola titubanza e avessi tentato di salvare la vita del sacerdote di Brancaccio – dice – ri utandomi di ucciderlo, almeno altri 15 picciotti come me lo avrebbero fatto al mio posto. Con le sue prediche in Chiesa quel prete aveva creato grossi problemi e grossi fastidi alla ma a palermitana”.
Lo speciale fortemente voluto da Marco Simeon, direttore di Rai Vaticano, che sarà trasmesso in seconda serata da Rai Uno il prossimo 3 luglio dalle 23.15 in poi, è in realtà il racconto della vita Padre Pino Puglisi: si parte dal giorno della sua esecuzione, il 15 settembre 1993, per ripercorrere all’indietro le tappe fondamentali della sua vita e della sua missione pastorale, tra Godrano, Palermo, Brancaccio e il resto della Sicilia.
Un programma della durata di 56 minuti, fi rmato da Pino Nano (caporedattore dell’Agenzia nazionale della Tgr Rai, dopo aver guidato per tanti anni la redazione della Tgr Calabria) e Filippo Di Giacomo, il montaggio di Pierluigi Lodi, e che, nei fatti, anticipa la proclamazione da parte di Papa Ratzinger del “Beato Padre Pino Puglisi”, come annunciato ieri.
Benedetto XVI ha, infatti, riconosciuto il fatto che l’esecuzione ordinata dai boss, e avvenuta davanti alla parrocchia di San Gaetano, retta dal sacerdote, nel quartiere Brancaccio di Palermo, fu “in odio alla fede”: questo esonera, ora, dalla necessità di provare un miracolo compiuto con l’intercessione del servo di Dio.
Il riconoscimento del martirio, che il Papa ha decretato nell’udienza di qualche giorno fa al prefetto per le cause dei Santi, card. Angelo Amato, indica che la causa di beatificazione si è conclusa positivamente e che presto don Puglisi sarà elevato all’onore degli altari.
Filmati di repertorio, foto di famiglia, immagini girate da semplici parrocchiani, testimonanze inedite, partendo proprio dal ricordo freddo e dettagliato che fa di quella notte il suo killer Salvatore Grigoli. C’è tutto questo nello Speciale di Rai Uno che utilizza come titolo del programma una frase assai cara a Padre Puglisi “…Lascia perdere chi ti porta a mala strada…”, quasi uno slogan di quella che è stata poi nei fatti la sua grande missione pastorale in uno dei quartieri più degradati della Palermo degli anni ‘80.
Tra le testimonianze che lo speciale ripropone ve ne sono alcune particolarmente forti, piene di empatia , come quella del fratello di don Pino, Francesco Puglisi (“anche se lo faranno santo… a me manca da vent’anni il mio dolce fratello…”), o della stessa Suor Carolina Iavazzo che di don Puglisi per tre anni a Brancaccio è stata nei fatti il braccio destro (“…lo aspettavamo quella sera con i ragazzi del centro per fargli spegnere le candeline sulla torta e invece l’ho ritrovato steso all’obitorio con il sorriso stampato sul volto… non avevo mai visto un morto così…”).
Poi quella di un filosofo illuminato come Massimo Cacciari, che spiega il significato della “santità laica”: “Un santo non è necessariamente chi fa i miracoli, ma un santo è soprattutto quell’uomo che è stato un vero testimone del suo tempo, e che ha pagato con la vita questa sua capacità straordinaria di essere figlio e parte del suo tempo”.
Come dire? Non serve che la Chiesa aspetti oltre, o che nel suo caso accerti un miracolo avvenuto: il martirio di don Pino Puglisi potrebbe essere già di per sé un elemento suffi ciente perché la Chiesa faccia di lui un Santo.
Avvenne già in passato con Padre Massimiliano Maria Kolbe, ucciso il 14 agosto 1941 nel campo di concentramento di Auschwitz. Beati cato nel 1971, Padre Kolbe venne poi proclamato Santo da Papa Giovanni Paolo II nel 1982.
Ma si muove sulla stessa lunghezza d’onda del filosofo Massimo Cacciari l’interpretazione che ne fa l’attuale arcivescovo di Catanzaro, mons. Vincenzo Bertolone, che da Postulatore Ufficiale della Causa di Beaticazione, definisce l’impegno pastorale e umano di Padre Puglisi “un vero e proprio Monumento alla dignità e alla libertà: Padre Pino Puglisi diventerà Beato in virtù del suo martirio, del coraggio avuto e usato contro Cosa Nostra, e al prezzo altissimo pagato quella sera del 15 settembre del 1993”, “ma se questo accadesse davvero - dice Salvatore Grigoli in questa intervista esclusiva a Rai Vaticano – sono certo che il mio cammino futuro sarà sempre più diffi cile per avere io ucciso non solo un semplice sacerdote, ma anche un Santo…”.
Forse una coincidenza, o forse ancora meglio, una scelta fortemente voluta dal direttore di Rai Vaticano, Marco Simeon: lo Speciale sarà presentato a Palermo (ore 15) a Palazzo delle Aquile dal sindaco della città, Leoluca Orlando, insieme al Cardinale Paolo Romeo e al Vescovo Ausiliare Carmelo Cuttitta, proprio il 2 luglio, esattamente lo stesso giorno in cui Padre Puglisi, alla presenza in cattedrale del Cardinale Runi, diventava sacerdote. Era il 2 luglio del 1960.
Per la prima volta nella storia della Chiesa, dunque, un uomo che ha sfi dato apertamente la mafi a, e che ha pagato con la vita il prezzo più alto per questo suo impegno in difesa della legalità sarebbe ora pronto a diventare Beato.
“Un riconoscimento importante non solo per questa straordinaria terra di Sicilia – commenta il Direttore di Rai Vaticano Marco Simeon – ma lo sarebbe per l’intera umanità, tanti sono i popoli e le nazioni, oggi più che mai, costretti a fare i conti con il tema spinoso della criminalità organizzata”.
Pino Nano è attualmente componente della Giunta Esecutiva dell’Ucsi, l’Unione Cattolica Stampa Italiana, e del Collegio nazionale dei Probiviri della Federazione Nazionale della Stampa, dopo aver ricoperto per anni l’incarico di consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti.






Il Beato Giovanni Paolo II rimprovera la mafia

Beato Giuseppe Puglisi, sac. m.




Beato Giuseppe Puglisi, sacerdote martire,
prega per la Sicilia che tu tanto hai amato fino al dono della vita nel nome di Cristo.
Prega, don Pino, per l'Italia perchè riscopra Cristo!
Prega, Martire di Brancaccio, per l'Italia perchè purifichi la sua fede, perchè passi da una fede popolare alla fede della Chiesa.
Prega, Martire della mafia, per le famiglie coinvolte nelle cosche perchè abbia a finire questa piega e vergogna per il popolo italiano.
Prega, beato Giuseppe Puglisi!
Signore, unico e buon Pastore, ascolta la nostra voce che ti rivolgiamo accompagnati dal beato martire e sacerdote Giuseppe Puglisi.
AMEN.


Nuovi esempi di vera fede

per L'ANNO DELLA FEDE


Dopo il decreti del 10 maggio e la prossima proclamazione di due nuovi Dottori della Chiesa, il 28 giugno il S. Padre riapre lo scrigno della santità della Chiesa perchè possa essere segno nel mondo.




Il gruppo dei martiri spagnoli verrà beatificato il 27 ottobre p.v.