venerdì 3 giugno 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano


San Carlo Lwanga martire

3 giugno
SAN CARLO LWANGA e COMPAGNI martiri
MEMORIA

Fra il 1885 e il 1887 un centinaio di cristiani, fra cui alcuni anglicani, furono vittime della persecuzione nell’Uganda. Carlo Lwanga fu d’esempio ai suoi dodici compagni, alcuni dei quali appena battezzati e giovanissimi, tutti lieti di associare il loro sacrificio a quello di Cristo: era il 3 giugno 1886. Altri subirono il martirio in date diverse. Carlo e i ventuno compagni sono i primi martiri dell’Africa centrale.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 3 giugno: Memoria dei santi Carlo Lwanga e dodici compagni, martiri, che, di età compresa tra i quattordici e i trent’anni, appartenenti alla regia corte dei giovani nobili o alla guardia del corpo del re Mwanga, neofiti o fervidi seguaci della fede cattolica, essendosi rifiutati di accondiscendere alle turpi richieste del re, sul colle di Namugongo in Uganda furono alcuni trafitti con la spada, altri arsi vivi nel fuoco.


Dall'«Omelia per la canonizzazione dei martiri dell'Uganda»
del Servo di Dio papa Paolo VI

Questi Martiri Africani aggiungono all'albo dei vittoriosi, qual è il Martirologio, una pagina tragica e magnifica, veramente degna di aggiungersi a quelle meravigliose dell'Africa antica, che noi moderni, uomini di poca fede, pensavamo non potessero avere degno seguito mai più. Chi poteva supporre, ad esempio, che alle commoventissime storie dei Martiri Scillitani, dei Martiri Cartaginesi, dei Martiri della «Massa candida» uticense, di cui sant'Agostino e Prudenzio ci hanno lasciato memoria, dei Martiri dell'Egitto, dei quali conserviamo l'elogio di san Giovanni Crisostomo, dei Martiri della persecuzione vandalica, si sarebbero aggiunte nuove storie non meno eroiche, non meno fulgenti, nei tempi nostri? Chi poteva prevedere che alle grandi figure storiche dei Santi Martiri e Confessori Africani, quali Cipriano, Felicita e Perpetua e il sommo Agostino, avremmo un giorno associati i cari nomi di Carlo Lwanga, e di Mattia Mulumba Kalemba, con i loro venti compagni? E non vogliamo dimenticare altresì gli altri che, appartenendo alla confessione anglicana, hanno affrontato la morte per il nome di Cristo.

Questi Martiri Africani aprono una nuova epoca; oh! non vogliamo pensare di persecuzioni e di contrasti religiosi, ma di rigenerazione cristiana e civile. L'Africa, bagnata dal sangue di questi Martiri, primi dell'èra nuova (oh, Dio voglia che siano gli ultimi, tanto il loro olocausto è grande e prezioso!), risorge libera e redenta. La tragedia, che li ha divorati, è talmente inaudita ed espressiva, da offrire elementi rappresentativi sufficienti per la formazione morale d'un popolo nuovo, per la fondazione d'una nuova tradizione spirituale, per simboleggiare e per promuovere il trapasso da una civiltà primitiva, non priva di ottimi valori umani, ma inquinata ed inferma e quasi schiava di se stessa, ad una civiltà aperta alle espressioni superiori dello spirito e alle forme superiori della socialità.



Santi Martiri d'Uganda
Chiesa "Mater Admirabilis" in Riccione (RN)
foto by Regio18

giovedì 2 giugno 2011

Terranova di Sibari: i Cinque San Francesco







San Francesco di Paola
San Francesco di Sales
San Francesco Saverio
San Francesco d’Assisi
San Francesco Borgia

chiesa San Francesco, Terranova di Sibari - Cosenza

SONO ALLA RICERCA DI NOTIZIE e IMMAGINE DI QUALITA' SUPERIORE PER FARE UN QUADRO.

Un santo greco, patrono di Trani: Nicola il Pellegrino detto "Kyrie eleison"





statuetta sull'urna reliquairio - cattedrale di Trani

La Chiesa Cattolica venera alcuni santi di nome NICOLA (dal greco Nikòlaos: vincitore tra il popolo; con le sue eccezioni di: Niccolò, Nicolò, Nicolao), ecco qui un elenco tratti dal Martirologio Romano e dalla Tradizione:

  • Beato Carlo Nicola Antonio Ancel martire, 29 luglio
  • Beato Giovanni Nicola (Jean-Nicolas) martire, 30 settembre
  • Beato Niccolò (Nicola) Fattore, 23 dicembre
  • Beato Nicola (Mycola) Konrad martire, 26 giugno
  • Beato Nicola (Mykola) Cehelskyj martire, 25 maggio
  • Beato Nicola (Mykolay) Charneckyj martire, 2 aprile
  • Beato Nicola (Niccolò) Stenone, 5 dicembre
  • Beato Nicola (Nicolas) Colin martire, 3 settembre
  • Beato Nicola (Saggio) da Longobardi, 2 febbraio
  • Beato Nicola Alberga, martire 10 luglio
  • Beato Nicola Bunkerd Kitbamrung, martire 12 gennaio
  • Beato Nicola da Forca Palena, 29 settembre
  • Beato Nicola da Gesturi cappuccino, 8 giugno
  • Beato Nicola de la Torre Merino, martire 1 agosto
  • Beato Nicola Gross martire, 15 gennaio
  • Beato Nicola Hermansson, 2 maggio
  • Beato Nicola Horner martire, 4 marzo
  • Beato Nicola Paglia, 16 febbraio
  • Beato Nicola Postgate martire, 7 agosto
  • Beato Nicola Roland, 27 aprile
  • Beato Nicola Tabouillot martire, 23 febbraio
  • Beato Nicola Wheeler martire, 21 gennaio
  • Beato Nicolao Garlick martire, 24 luglio
  • Beato Nicolas Barrè, 31 maggio
  • San Domenico Nicolao Dinh Dat martire, 18 luglio
  • San Nicola (Nicolò) Politi Eremita in Sicilia, 17 agosto
  • San Nicola Anacoreta, 4 giugno
  • San Nicola da Tolentino, 10 settembre
  • San Nicola di Flue, 21 marzo
  • San Nicola di Mira (di Bari), 6 dicembre
  • San Nicola diacono, 28 luglio
  • San Nicola Owen martire, 22 marzo
  • San Nicola Pieck, martire 9 luglio
  • San Nicola Studita, 4 febbraio
  • San Nicola Tavelic martire, 14 novembre
  • San Nicolao Bui Viet The martire, 13 giugno
  • Servo di Dio Nicola d'Onofrio, camilliano
  • Servo di Dio Nicola Mazza, fondatore
  • Servo di Dio Nicola Riezzo Arcivescovo di Otranto

Tra i santi con questo nome c’è il patrono di Trani: Nicola “Kyrie eleison”, a cui la città dedicò nel 1097 una stupenda cattedrale secondo lo stile del romanico pugliese.

Il suo nome è giunto fino a noi attraverso il Martirologio Romano, in data 2 giugno: A Trani in Puglia, san Nicola, che, pellegrino nato in Grecia, percorreva tutta la regione portando in mano una croce e ripetendo senza interruzione ‘Kyrie, eléison’.







La cattedrale di San Nicola a Trani è il luogo per eccellenza del culto del Santo e in essa sono custodite le sue sacre reliquie.

Alla sua intercessione affidiamo il cammino ecumenico delle Chiese e diciamo al Signore: Signore pietà! Kyrie, eléison!


Cattedrale di Trani



PREGHIERA

O amatissimo nostro protettore San Nicola Pellegrino, Tu c'illumini con la tua
testimonianza di autentica fede e ci aiuti a scoprire la nostra vocazione
evangelica per la costruzione del Regno di Dio nella quotidianità della vita.

Banditore della misericordia di Dio, quel tuo ininterrotto invocare
Kjrie-Eleison è per noi messaggio e offerta di salvezza a lasciarci riconciliare
con il Signore, Padre d'immensa bontà.

Ottienici di conservare integra l'immagine e la somiglianza del Padre celeste
nella continua lotta contro le forze del male.

Conquistato dalla Croce di Cristo e rivivendone lo stato di spogliazione e di
abbassamento, ci richiami alla libertà dello spirito per avere Cristo stesso
sulla croce crocifisso tutte le nostre debolezze.

Aiutaci a vivere la creazione nuova quale comunità salvata che annunzia con la
vita il Mistero pasquale.

Apostolo per l'unità dei cristiani, hai fatto tua l'invocazione di Cristo al
Padre per l'unità della Chiesa, fondata su Pietro.

Rendici docili alla voce dello spirito per aprirci alla sua azione e formare un
solo gregge e un solo Pastore.

Sostienici, o nostro gran santo, nel nostro cammino e su di noi impetra dal
Signore le più elette benedizioni.
Amen.

(Mons. Felice Simini)


I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano





Santi Marcellino e Pietro martiri


2 giugno
SANTI MARCELLINO e PIETRO martiri

Marcellino, sacerdote, e Pietro, esorcista, furono martirizzati sotto Diocleziano (c. 303). Papa Damaso, ancora fanciullo, raccolse dallo stesso carnefice il racconto del martirio avvenuto a Roma in località Torpignattara sulla Casilina. La loro decapitazione il 2 giugno è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI). Il loro nome è inserito nel Canone Romano.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 2 giugno: Santi martiri Marcellino, sacerdote, e Pietro, esorcista, che, come riporta il papa san Damaso, furono condannati a morte durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano; condotti tra i rovi sul luogo del supplizio, ebbero l’ordine di scavarsi il sepolcro con le proprie mani, perché i corpi rimanessero nascosti a tutti, ma la pia donna Lucilla diede degna sepoltura alle loro sante membra a Roma sulla via Labicana nel cimitero ad Duas Lauros.

Nel Chiesa di Milano di rito ambrosiano oggi è l’ASCENSIONE DEL SIGNORE.

Martirologio Romano: Solennità dell’Ascensione del Signore nostro Gesù Cristo, in cui egli, a quaranta giorni dalla risurrezione, fu elevato in cielo davanti ai suoi discepoli, per sedere alla destra del Padre, finché verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti.



Ascensione del Signore

mercoledì 1 giugno 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano



San Giustino Martire

1 giugno
SAN GIUSTINO, martire
MEMORIA

Giustino nacque a Sichem (attuale Nablus) in Samaria. Laico, filosofo, appassionato ricercatore della verità, trovò nella fede di Cristo la vera sapienza. Di lui restano preziosi documenti rappresentanti della tradizione sub-apostolica: le due apologie e il Dialogo con Trifone. Nella prima apologia si legge la più antica descrizione della celebrazione eucaristica. Suggellò il suo insegnamento con il martirio, che subì a Roma sotto Marco Aurelio (163-165). La sua memoria è celebrata in questo giorno anche dai bizantini.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 1 giugno: Memoria di san Giustino, martire, che, filosofo, seguì rettamente la vera Sapienza conosciuta nella verità di Cristo: la professò con la sua condotta di vita e quanto professato fece oggetto di insegnamento, lo difese nei suoi scritti e testimoniò con la morte avvenuta a Roma sotto l’imperatore Marco Aurelio Antonino. Infatti, dopo aver presentato all’imperatore la sua Apologia in difesa della religione cristiana, fu consegnato al prefetto Rustico e, dichiaratosi cristiano, fu condannato a morte.

GIUGNO: Mese del Cuore di Cristo




Sacro Cuore di Gesù
venerato a S. Cesarea Terme (Lecce)


O Cuore divino, carne della carne immacolata della Vergine Santissima; Cuore ricco delle Sue virtù e delle potenze del Padre; Cuore, tesoro inesauribile di speranze, il cui fuoco proietta su tutti i cuori del mondo, di questo mondo così pieno di fango e di superbia, guardami: sono un povero peccatore.

Dolce Cuore, ricco di amore e di speranza, concedi carità a chi è freddo, a chi è tiepido, a chi dubita sulla Tua presenza, a chi adora altri dèi all’infuori di Te, unico e vero Dio.

Aiuta le sterili a partorire, le vedove a trovare un nuovo sposo fedele, ai separati e ai divorziati ad osservare la Tua legge affinché i figli siano formati dal proprio Padre e dalla propria Madre.

O Cuore adorabile di Gesù, effondi le fiamme del Tuo amore su quanti ancora non Ti conoscono e su quanti che, pur avendoTi conosciuto, Ti hanno abbandonato, sui passionali, sui vendicativi, sull’omicida e sul suicida. Abbi pietà quando li incontri a giudizio.

Manda la Tua potente benedizione sui capi del governo perché cambino la lotta nella pace. Soccorri, come un fratello amoroso, Figlio di una Madre misericordiosa, tutti quei figli e quelle figlie che si trovano in quelle terre invase dalla guerra e dalla distruzione. Ricevi quei figli ingiustamente colpiti dalla morte nella larghezza del Tuo Cuore con il perdono delle loro colpe.

O Cuore adorabile del mio Gesù, fa che Ti ami ogni giorno sempre di più. Dammi la Tua santa benedizione, e Tu, che tutto vedi e a tutto provvedi, risolvimi quello di cui ora ho tanto bisogno. Amen. FONTE

* * *

La devozione al sacro Cuore ha segnato la spiritualità cristiana nei secoli, facendo fiorire innumerevoli esempi di santità.

Vedi l'articolo su Santità e Cuore di Cristo

martedì 31 maggio 2011

La Santa della lacrima per Gesù: Camilla Battista

santini e santa reliquia ex ossibus di Santa Camilla


Martirologio Romano, 31 maggio: A Camerino nelle Marche, beata Battista (Camilla) Varano, badessa del monastero delle Clarisse fondato da suo padre, che sperimentò grandi sofferenze e mistiche consolazioni.


II MISTERO DELLA GIOIA: La visita di Maria ad Elisabetta

Dal Vangelo secondo Luca (1, 39-42)

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”.

Dalla Novena alla Vergine di Santa Camilla Battista da Varano

Tu, anima devota, pensa al nuovo fervore e all'amore che era in quella fornace del suo cuore, dato che le era stato donato tanto e così divin figlio e, intanto in quei nove mesi che lo portò nel grembo, il suo amore e desiderio crescevano sempre più […] che le pareva di languire per amore e desiderio di dargli il latte e tenerlo dolcemente nelle sue santissime braccia.

* * *

Vedi il sito Web del monastero di Camerino (CLICCA QUI)

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




Altare del Rosario
Davoli (CZ)


31 maggio
VISITAZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA
FESTA

Festa del «Magnificat», la Visitazione prolunga ed espande la gioia messianica della salvezza. Maria, arca della nuova alleanza, è «teofora» e viene salutata da Elisabetta come Madre del Signore. La Visitazione è l’incontro fra la giovane madre, Maria, l’ancella del Signore, e l’anziana Elisabetta simbolo degli aspettanti di Israele. La premura affettuosa di Maria, con il suo cammino frettoloso (Lc 1, 39), esprime insieme al gesto di carità anche l’annunzio che i tempi si sono compiuti. Giovanni che sussulta nel grembo materno inizia già la sua missione di Precursore. Il calendario liturgico tiene conto della narrazione evangelica che colloca la Visitazione entro i tre mesi fra l’Annunciazione e la nascita del Battista (Lc 1, 56).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 31 maggio: Festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, quando venne da Elisabetta sua parente, che nella vecchiaia aveva concepito un figlio, e la salutò. Nel gioioso incontro tra le due future madri, il Redentore che veniva santificò il suo precursore già nel grembo e Maria, rispondendo al saluto di Elisabetta ed esultando nello Spirito, magnificò il Signore con il cantico di lode.

lunedì 30 maggio 2011

Santuario Madonna del Divin Pianto in Cernusco sul Naviglio (MI)






“La Vergine Maria del Gesù Piangente”

E' appena iniziato l'anno 1924.
A Cernusco sul Naviglio, presso Milano, nella casa natale dell'Istituto Marcelline, adibita a casa di riposo per le Suore malate e anziane, una giovane Suora, Sr. Elisabetta, da due anni ammalata, è ridotta quasi in fin di vita: paralizzata, cieca da un anno, minata da un male che non perdona.
6 Gennaio 1924. A sera inoltrata, le Consorelle sentono la Suora parlare ad alta voce. Pensano che sogni. Ma ella non dorme; conversa, invece, come dirà la mattina dopo, con una "bella Signora" andata a visitarla. La "Signora" conforta la Suora a ben soffrire per amore di Dio. Ispira tanta fiducia! Suor Elisabetta si raccomanda alle sue preghiere e dice: - Signora, com'è buona Lei! Preghi Lei che è tanto buona. Sono sicura che, se Ella pregherà, il Signore ascolterà le mie preghiere, perché Lei ha compassione delle malate!…-

La Signora l'incoraggia: - Prega, confida e spera: tornerò dal 22 al 23 -(Sr. Elisabetta capisce dal 2 al 3 del mese seguente...).

La Suora, dimentica di sé, prega la Signora di andare a confortare anche le altre ammalate. La Signora sorride e - come dirà poi Suor Elisabetta - "se ne va composta".
La Suora infermiera, il mattino dopo, nella relazione sul decorso della notte riferisce: - Sr. Elisabetta ieri sera parlava a voce alta, in sogno -.
L'ammalata, stupita, interviene: - Ma no, non ho sognato, ho parlato con la Signora che è venuta a trovare noi malate. L'ho vista; mi ha parlato e verrà dal 2 al 3… Suor Elisabetta era cieca da più di un anno: come poteva "avere visto"? Si pensò ad un sogno. Passò la notte dal 2 al 3 Febbraio; invano Sr. Elisabetta aspettò la visita della buona Signora. Ciò convinse ancor più le Suore della Casa che la cara ammalata aveva sognato e non ne parlò più. Sr. Elisabetta, invece disse: - Non è venuta, perché non sono stata abbastanza buona…-
Il male intanto fa passi rapidi. Siamo alla notte dal 22 al 23 Febbraio. Da quindici giorni la paralisi progressiva ha tolto alla Suora anche l'uso della parola, della deglutizione, delle membra, tanto che nessun movimento le è più possibile. Il Medico curante, nella malattia aveva dichiarato: - E' questione di ore; continuino a vegliarla- .
Difatti, la vegliano due consorelle: la suora infermiera ed un'altra che saranno poi le testimoni del fatto prodigioso. Sono appena passate le 23:45. L'ammalata ha un sussulto: le suore balzano in piedi, credendo imminente la fine. Suor Elisabetta emette un grido: - Oh, la Signora, la Signora!-

Ecco il testuale colloquio.
- Ti avevo detto che sarei venuta dal 22 al 23!
- Oh, dal 22 al 23? Io avevo capito dal 2 al 3.

Breve silenzio.
Suor Elisabetta, ad un tratto:

- Ma Lei… ma Lei… ma Lei è la Madonna!… è la Madonna…

La Santa Vergine sorride mesta. Altro silenzio.
- Oh, la Madonna, la Madonna col Bambino… ma il Bambino (Suor Elisabetta si fa triste, quasi piangente) il Bambino piange… piange per me? Piange per i miei peccati?-
Il Bambino è sorretto dalla braccia materne, la sua lunga veste nivea si perde nel manto della Vergine; dagli occhi scendono due lacrimosi a rigare le guance; le labbra chiuse nell'accorato pianto!
Alle trepide parole della Veggente la madonna risponde:

- No, il Bambino piange perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli sono consacrate… tu devi dire questo! -

Suor Elisabetta non afferra la missione che la Vergine vuole affidarle, ed esclama:
- Madonna, Madonna, portatemi in Paradiso!…-
- Dovresti, ma devi rimanere per dire questo -.

La Suora ora comprende, misura la sua miseria, la sua incapacità e ne ha immenso spavento.
- Oh Madonna - insiste - io sono l'ultima di tutte, io non so nulla, sono un peso per la mia Comunità: portatemi in Paradiso!… -
- Devi rimanere per dire questo! -
- Madonna chi mi crederà?… sono un'ignorante… non so nulla… non sono nemmeno più capace di parlare; chi mi crederà?… -

Silenzio da parte della Vergine, che la guarda tenera e mesta.

A questo punto, Sr. Elisabetta confessa che, disperata nell'anima per non sapere conciliare il desiderio della Vergine con la sua incapacità intellettuale e fisica - nel colloquio elle si pensava muta e morente - ebbe, nel colmo del dolore, una luce improvvisa e si sentì ispirata a dire:

- Oh, Madonna, datemi un segno! -

La Vergine sorride benevola, ma sempre mesta.
S'inchina leggermente verso la Suora e dice:

- Ti rendo la salute! - e scompare con il Divino Figlio.

La Veggente confessò di avere sentito un dolore terribile in tutto il corpo, a cui seguì un senso di benessere e di vita che la inondò tutta. Balzò dal letto ed alle Suore di veglia, trepide e commosse, che avevano udito la sua parte di colloquio:

- Sono guarita, sono guarita: la Madonna mi ha guarita!
Erano le 0:15 circa.

La Superiora, chiamata da un semplice - Venga, venga - dell'infermiera, si precipita in camera di Suor Elisabetta, credendola in extremis, e se la ritrova davanti, in piedi, luminosa, splendente negli occhi, che le butta le braccia al collo e le dice:
- Superiora, Superiora, la Madonna mi ha guarita e mi ha detto di dire… di dire che Gesù piange, perché non è abbastanza amato, cercato, desiderato anche dalle persone che gli si sono consacrate. - E dopo un breve silenzio - Che lacrimoni, che lacrimoni, povero Gesù! - e fa con le dita da arco l'indicazione della grossezza e del cammino delle lacrime.

La Congregazione delle Marcelline ha raccolto il divino messaggio con impegno ed amore. A Cernusco la cameretta dell'apparizione si è trasformata in Cappella: una statua della Madonna, eseguita appositamente sotto le indicazioni della Veggente, ricorda a tutti il messaggio di cui la Vergine ci ha fatto depositarie.

Innumerevoli ex voto attestano quanto la Madonna gradisca di essere onorata sotto il titolo di Madonna del Divin Pianto.

Nella stessa casa sono sepolti il beato Luigi Biraghi, sacerdote e fondatore delle Marcelline, e la prima beata della Congregazione: Anna Maria Sala.





Consulta anche la pagina web (CLICCA QUI)


Fonte sul sito Web mariadinazareth.it (CLICCA QUI)

domenica 29 maggio 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




Santi Martiri della Val di Non


29 maggio
SANTI VIGILIO, vescovo
e SISINIO, MARTIRIO e ALESSANDRO, martiri

MEMORIA

San Vigilio, nato a Trento, fu vescovo nel V secolo, e dopo aver ricevuto da sant’Ambrogio di Milano le insegne del suo mandato e una istruzione pastorale, si adoperò per consolidare nel territorio trentino l’opera di evangelizzazione per estirpare i residui di idolatria.
I Martiri Sisinio, Martirio e Alessandro erano nati in Cappadocia e, ancora giovinetti nel IV secolo vennero mandati a Milano per essere istruiti nella fede dal vescovo sant'Ambrogio. Attratti dall'ideale missionario furono inviati al vescovo di Trento, san Vigilio che li destinò nel 387 ad evangelizzare l'antica regione dell'Anaunia, l'odierna Valle di Non. Dopo dieci anni a servizio della gente della valle, il 29 maggio del 397, furono trucidati in un rito, detto degli Ambarvali, durante una festa pagana di carattere agreste nella località di Mecla, oggi Sanzeno. Nella località è stata eretta una basilica a loro dedicata. Il vescovo Vigilio racconto l’evento inviando, al vescovo di Milano Simpliciano e al vescovo di Costantinopoli Giovanni Crisostomo, una lettera e alcune reliquie dei tre martiri. A Milano le reliquie furono custodite nella chiesa di San Simpliciano. All'intercessione dei Santi Martiri le genti lombarde attribuiscono la vittoria di Legnano. Si narra infatti che nel giorno dello scontro tra le milizie milanesi e quelle del Barbarossa, tre colombe uscirono dalla chiesa di San Simpliciano, dove erano custodite le loro reliquie, e andarono a posarsi sulla croce del Carroccio rimanendovi fino al termine della battaglia.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)

Martirologio Romano, 26 giugno: A Trento, san Vigilio, vescovo, che, ricevute da sant’Ambrogio di Milano le insegne del suo mandato e una istruzione pastorale, si adoperò per consolidare nel suo territorio l’opera di evangelizzazione ed estirpare a fondo i residui di idolatria; si tramanda poi che abbia subito il martirio per la fede in Cristo, colpito a morte da rozzi pagani.

Martirologio Romano, 29 maggio: In Val di Non nel Trentino, santi martiri Sisinio, diacono, Martirio, lettore, e Alessandro, ostiario: cappadoci di origine, fondarono in questa regione una chiesa e introdussero l’uso dei cantici di lode al Signore, finendo poi uccisi da alcuni pagani che stavano offrendo sacrifici di purificazione.


San Vigilio di Trento


sabato 28 maggio 2011

La tromba, le ali, la fiamma: l'iconografia di un santo. Vincenzo Ferrer




Valencia (Spagna), 1350 - Vannes (Bretagna, Francia), 1419


Martirologio Romano, 5 aprile: San Vincenzo Ferrer, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, spagnolo di nascita, fu instancabile viaggiatore tra le città e le strade dell’Occidente, sollecito per la pace e l’unità della Chiesa; a innumerevoli popoli predicò il Vangelo della penitenza e l’avvento del Signore, finché a Vannes in Bretagna, in Francia rese lo spirito a Dio.


Iconografia

San Vincenzo Ferrer, Santo Taumaturgo Domenicano, gode di un culto diffusissimo. La sua iconografia è tra le più varie. Infatti essendo molti i luoghi in cui è venerato,  lo ritroviamo spesso con attributi iconografici insoliti.
Tuttavia l'iconografia tradizionale lo vuole rappresentato in abiti domenicani, abbia la tonsura, con un braccio alzato che indica l'alto, una fiammella spicca sul suo capo, un paio d'ali stanno alle sue spalle, un angelo suona una tromba, un cartiglio con il motto " Timete Deum et date illi honorem quia venit hora judicius eius...Temete Dio e dategli gloria, poiché è giunta l'ora del suo giudizio", Ap. 14, 7) ", un libro, un giglio.


Perchè tutto ciò?

  1. l'abito domenicano è segno della sua appartenenza ai figli di San Domenico. Nella biografia del Santo si narra che già dal ventre materno era predestinato a tale vita religiosa tanto che con visioni e miracoli questa profezia si mostrò alla madre ancor prima che nascesse.
  2. la tonsura è segno della consacrazione nello stato clericale.
  3. il braccio alzato ha due significati: A) deriva infatti dal famoso miracolo del muratore. Avendogli il priore proibito di far miracoli, perché ne faceva troppi; Vincenzo cominciò a "contenersi". Un giorno passò da una via e vide un uomo che cadeva da una alta impalcatura, subito intercedette per lui e l'uomo fu fermato per aria, ma Vincenzo sapeva di non poter compiere miracoli così lo lasciò lì sospeso e con profonda umiltà andò a chiedere al Priore di poter intercedere affinché l'uomo fosse completamente salvo. Giunto sul luogo, il Priore incredulo, riconobbe la Santità di Vincenzo e gli consentì di salvare l'uomo.  B) il braccio alzato inoltre indica il Cielo come la vera meta e che tutte le grazie elargite provengano da lassù e non da lui, il santo.
  4. la fiammella, oltre ad indicare lo Spirito Santo che lo illuminava, ricorda il “dono delle lingue”. S. Vincenzo infatti fu un fervente predicatore, ma anche se parlava solo in spagnolo tutti lo comprendevano benissimo (come appunto gli Apostoli nel giorno della Pentecoste).
  5. il paio d'ali ci ricorda le prediche infervorate di S. Vincenzo che lo facevano sembrare l'Angelo dell'Apocalisse, ma anche per la sua immensa bontà, un serafino.
  6. l'Angelo con la tromba amplifica il messaggio del cartiglio-motto del Santo: l’annunzio imminente dell'Apocalisse.
  7. il libro è il Vangelo (alcune volte un Crocifisso), attraverso cui S. Vincenzo invita alla conversione e alla sequela Christi. Alcune volte il libro è aperto e porta inciso in caratteri d'oro qualche passo del Vangelo.
  8. altro attributo (più raro) del Santo è la corona di gigli o di fiori bianchi, simbolo di purezza.
  
Tracce di culto a San Vincenzo Ferrer:

  1. ACI S. ANTONIO (Catania) - Chiesa Madre, reliquia.
  2. ALCARA LI FUSI (Messina) - Museo d'Arte Sacra, reliquiario del XVIII sec.
  3. AVOLA (Siracusa) - Chiesa S. Venera, tela.
  4. CALAMONACI (Agrigento) - Chiesa Madre, statua (altare maggiore). Qui San Vincenzo é il protettore e la festività estiva si celebra la 1° Domenica di Agosto.
  5. CAMMARATA (Agrigento) - Chiesa S. Domenico, statua.
  6. CASTEL DEL PIANO (Grosseto) - Tela.
  7. Castell'Umberto (Messina) – Chiesa Matrice, statua
  8. CASTELTERMINI (Agrigento) - Chiesa Madre dedicata al Santo.
  9. FIRENZE - S. Maria Novella, affresco di Domenico Ghirlandaio.
  10. FIUMEFREDDO SI SICILIA (Catania) - Chiesa San Vincenzo Ferreri, statua.
  11. GESUALDO (Avellino) - Chiesa Madre, statua.
  12. GIOIOSA MAREA (Messina) - Chiesa Madre, tela (navata sinistra). - statua (navata destra)
  13. GRADARA (Pesaro) - Chiesa SS: Sacramento, statua.
  14. LICATA (Agrigento) - Chiesa S. Domenico, statua lignea.
  15. LUCOLI (AQ) – Parrocchia S. Croce, statua
  16. LUGANO (Svizzera) - Cattedrale S. Lorenzo, tela.
  17. MALETTO (Catania) - Chiesa Madre, statua (la festività estiva viene celebrata la 3° domenica di Settembre).
  18. MILAZZO (Messina) - Chiesa S. Domenico, statua attribuita al Quattrocchi.
  19. MILITELLO ROSMARINO (Messina) - Chiesa Mdonna del Rosario, statua ed affresco absidale.
  20. MISTRETTA (Messina) - Chiesa Maria SS. del Rosario, statua.
  21. NAPOLI - Cattedrale, statua argentea
  22. NASO (Messina) - Chiesa Madre, statua marmorea custodita nellla cappella barocca della  navata laterale sinistra. - Chiesa S. Sergio (frazione Cagnanò), statua
  23. NOTO (Siracusa) - Chiesa ex conventuale S. Domenico, tela.
  24. PALAZZO ACREIDE (Siracusa) - Chiesa S. Paolo, tela.
  25. PALERMO - Chiesa S. Domenico (Duomo), tela di Diego Velasquez (navata destra).
  26. PIRAINO (Messina) - Chiesa Madre, statua (navata destra)
  27. PRATO (Firenze) - Monastero delle Domenicane, statua.
  28. ROMA - Chiesa S. Maria Sopra Minerva, tela
  29. SOVERATO (CZ) – Chiesa S. Maria di Portosalvo, statua
  30. STROMBOLI (Messina) - San Vincenzo Ferrer é il titolare della Parrocchia.
  31. VENEZIA - Chiesa SS. Giovanni e Paolo, Polittico del Bellini
  32. SARRO DI ZAFFERANA (Catania) – parrocchia, è patrono

    S. Vincenzo Ferrer - Milazzo (ME)
Bibliografia e Siti
  • AA. VV. - Biblioteca Sanctorum (Enciclopedia dei Santi) – Voll. 1-12 e I-II appendice - Ed. Città Nuova
  • C.E.I. - Martirologio Romano - Libreria Editrice Vaticana – 2007 - pp. 1142
  • Grenci Damiano Marco – Archivio privato iconografico e agiografico: 1977 – 2011
  • Sito web di sanvincenzoferreri.it


San Vincenzo Ferrer - Lucoli (AQ)

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano



beato Luigi Biraghi sacerdote


28 maggio
BEATO LUIGI BIRAGHI
sacerdote

Luigi Biraghi nacque a Vignate (MI) il 2 novembre 1801, quinto degli otto figli di Francesco Biraghi e Maria Fina; poco dopo la sua nascita, la famiglia si trasferì nel vicino paese di Cernusco sul Naviglio, dove Luigi trascorse la sua fanciullezza, finché a 12 anni entrò nel piccolo seminario di Castello sopra Lecco, da dove, dando seguito alla sua vocazione allo stato sacerdotale, proseguì gli studi specifici nei Seminari Maggiori di Monza e poi di Milano. E nel Duomo di Milano, fu ordinato sacerdote il 28 maggio 1825 a 24 anni. Fu un sacerdote di profonda spiritualità e vasta cultura, che profuse nei seminari, quale insegnante e direttore spirituale. Fu consigliere dei suoi arcivescovi. Nominato dottore della Biblioteca Ambrosiana, coltivò studi di storia ecclesiastica, di archeologia cristiana e di teologia. Nel difficile trapasso della Lombardia all’Austria al Regno d’Italia, fomentò il dialogo e la pacificazione. Per l’educazione cristiana delle giovani fondò l'Istituto delle Suore Marcelline. È stato proclamato beato il 30 aprile 2006.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)