venerdì 24 marzo 2017

Ah la felicità... non ricordo più che sapore ha..





“O Madre consolatrice, consolaci tutti, e fa’ comprendere a tutti che il segreto della felicità sta nella bontà e nel seguire sempre fedelmente il tuo Figlio Gesù”.

Giovanni Paolo II
 
 
 

Santi i fratelli Marto!



 
 

SANTO

- il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Angelo da Acri (al secolo: Luca Antonio Falcone), Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; nato il 19 ottobre 1669 e morto il 30 ottobre 1739;

- il miracolo, attribuito all’intercessione del Beato Francesco Marto, nato l’11 giugno 1908 e morto il 4 aprile 1919, e della Beata Giacinta Marto, nata l’11 marzo 1910 e morta il 20 febbraio 1920, fanciulli di Fátima;

Il Santo Padre, inoltre, ha approvato i voti favorevoli della Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi Membri della Congregazione circa la canonizzazione dei seguenti Beati:

- Andrea de Soveral e Ambrogio Francesco Ferro, Sacerdoti diocesani, e Matteo Moreira, Laico, nonché 27 Compagni, Martiri, uccisi in odio alla Fede in Brasile il 16 luglio 1645 e il 3 ottobre 1645;

- Cristoforo, Antonio e Giovanni, Adolescenti, Martiri, uccisi in odio alla Fede in Messico nel 1529.

BEATO

- il martirio dei Servi di Dio Giuseppe Maria Fernández Sánchez e 32 Compagni, Sacerdoti e Fratelli Coadiutori della Congregazione della Missione, nonché 6 Laici, dell’Associazione della Medaglia Miracolosa della Beata Maria Vergine, uccisi in odio alla Fede nel 1936 durante la guerra civile spagnola;

- il martirio della Serva di Dio Regina Maria Vattalil (al secolo: Maria), Suora professa della Congregazione delle Suore Clarisse Francescane; uccisa in odio alla Fede il 25 febbraio 1995;
 
VENERABILE

 
- le virtù eroiche del Servo di Dio Daniele da Samarate (al secolo: Felice Rossini), Sacerdote professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini; nato il 15 giugno 1876 e morto il 19 maggio 1924;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Macrina Raparelli (al secolo: Elena), Fondatrice della Congregazione delle Suore Basiliane Figlie di Santa Macrina; nata il 2 aprile 1893 e morta il 26 febbraio 1970;

- le virtù eroiche della Serva di Dio Daniela Zanetta, Laica; nata il 15 dicembre 1962 e morta il 14 aprile 1986.
 


giovedì 23 marzo 2017

Il Risveglio Di Un Gigante, film sulla vita di Santa Veronica Giuliani






Arcore (MB)

24-03-2017

Cinema Teatro Nuovo

Via San Gregorio, 25

Ore 20:30.

 Tel. per biglietti: 039-6013531

 Sito: www.cinemanuovoarcore.it

Presenza dei registi e del cast.

 

Il Risveglio di un Gigante

In questo film-documentario si assiste alla straordinaria vita della mistica Santa Veronica Giuliani (1660-1727) è stata accompagnata fin dal suo inizio dà segni soprannaturali, culminati con la stigmatizzazione a 33 anni, così grandi che Papa Leone XIII la considerò “l’anima più adornata di doni soprannaturali dopo la Madre di Dio”.

La sua incredibile esperienza di Dio, considerata da alcuni “unica e irripetibile”, vissuta nel nascondimento all’interno del convento delle clarisse cappuccine a Città di Castello in Umbria, è arrivata fino a noi tramite un vastissimo diario di oltre 22.000 fogli manoscritti, che lei dovette scrivere per obbedienza e che è stato definito “un tesoro nascosto”. Fino ad arrivare ai giorni quando questo tesoro va riscoperto e mostrato al mondo.

domenica 19 marzo 2017

III DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO A)



 

 

Speranza o disperazione.

 

«Il Signore è in mezzo a noi sì o no?».

Risponde Josef Mayr-Nusser:

Dovremmo sempre verificare quali rapporti ci uniscono a Dio. La maggioranza degli uomini dovrà ammettere che il motivo principale per cui ubbedisco ai comandamenti è in fondo la paura del legislatore severo. Umanamente parlando, però, per Dio il desiderio del cuore è rendere felici e beati gli uomini.

 

Cristo ha dato via libera alla nostra speranza. Accettiamo senza paura tutto ciò che viene dalle mani di Dio. Non dobbiamo perdere la speranza e non possiamo perderci d'animo, neanche nelle tribolazioni più dure.

 

Cristo è il corpo e tutti noi siamo membra di quel corpo. Non dobbiamo pensare a Cristo nel passato, perché Cristo vive.

Veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità

Risponde Josef Mayr-Nusser:

A molti succederà di trovarsi in mezzo a un gruppo di amici o colleghi di lavoro che spesso sono indifferenti verso tutte le questioni religiose, oppure le combattono apertamente o di nascosto. Noi, in simili occasioni, abbiamo dato “testimonianza della luce” che splende nelle tenebre? La consapevolezza di essere stati segnati dal sigillo e dall’unzione nella Cresima ci ha resi fieri e gioiosi?

 

Noi giovani cristiani siamo rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo a nuova vita. Portiamo in noi la luce della verità, Cristo. Ma non portiamo questa luce timidamente per noi soli, abbiamo una missione nel mondo.

 

Chi è Josef Mayr-Nusser?

nacque a Bolzano il 27 dicembre 1910. Attivo nella Società di San Vincenzo de Paoli – come Piergirogio Frassati – si prodigò per alleviare le sofferenze dei più poveri e quale responsabile diocesano dei giovani non esitò a testimoniare la sua appartenenza a Cristo.

 

«Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?».

Il senso di appartenenza delinea un’identità che custodisce dei valori che segnano le relazioni e la vita sociale.

 

Josef Mayr-Nusser non volendo tradire la sua coscienza, il 4 ottobre 1944, rifiutò da giovane padre di famiglia di aderire al giuramento di fedeltà al Führer per motivi religiosi. A causa della dura prigionia il 24 febbraio 1945 morì a Erlangen (Germania) in un vagone ferroviario che lo stava trasportando al campo di concentramento di Dachau. Viene beatificato, in quanto martire, testimone di Cristo, a Bolzano il 18 marzo 2017.

 

Se oggi nel mondo la fede traballa non è perché ci sia un Dio in difficoltà, ma piuttosto è il cristiano che non crede più intimamente nella forza della sua missione. Amen.

sabato 18 marzo 2017

Beato Josef Mayr - Nusser






“Noi giovani cristiani siamo rinati dall`acqua
e dallo Spirito Santo a nuova vita.
Portiamo in noi la luce della verità, Cristo.
Ma non portiamo questa luce timidamente
per noi soli, abbiamo una missione nel mondo.
Se nel Battesimo si è accesa in noi la luce,
attraverso la Cresima
siamo diventati portatori di luce,
incaricati di farla risplendere;
dare testimonianza della luce.”
(Beato Josef Mayr - Nusser)

venerdì 17 marzo 2017

Che rumore fa la felicità?





“La felicità non si trova, si fa”.

Marcello Candia
 
 
 

Beatificazione di Josef Mayr-Nusser


Josef Mayr-Nusser
eroico obiettore di coscienza
18 marzo 2017

                                                     

Eventi
Venerdì 17 marzo 2017
ore 15.00 - Parco Firmian Bolzano
LA COLLINA DEI SAGGI
Un albero per ogni saggio che ha lasciato tracce indelebili nel territorio di Bolzano. I primi sette saggi sono: Josef Mayr-Nusser, Franz Thaler, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Gianantonio Manci, Ryszard Kapuscinski, Bronislaw Malinowski.
Letture: Mara Da Roit
Musica: Franz Zanardo e Gianni Ghirardini

 Venerdì 17 marzo 2017
ore 18.00 - Sala di rappresentanza del Comune di Bolzano
Vicolo Gumer 7
IL BEATO ANTINAZISTA
In collaborazione con Pax Christi Italia, Pax Christi Austria, Pax Christi Deutschland
Con Leopold Steurer (Storico), Albert Mayr-Nusser (Figlio di Josef Mayr-Nusser), Gina Abbate (Pax Christi Bolzano), Francesco Comina (Centro Pace Bolzano), Erna Putz (Biografa di Jägerstätter) e Gampiero Girardi (Biografo italiano di Jägerstätter).
Saluto di Renzo Caramaschi (Sindaco di Bolzano).


Sabato 18 marzo 2017
ore 10.00 - Duomo di Bolzano
BEATIFICAZIONE DI JOSEF MAYR-NUSSER


LIBRI



Josef Mayr-Nusser 1910-1945.

Discorsi, articoli e lettere di un martire dei nostri tempi.

A cura del postulatore Josef Innerhofer.

Bressanone, Casa Editrice A. Weger, 2010


L'uomo che disse non a Hitler. Josef Mayr-Nusser, un eroe solitario

di Francesco Comina, Edizioni Il Margine, Trento, 2014, pagine 192

venerdì 10 marzo 2017

La felicità è ...






“Il successo è avere ciò che si vuole. La felicità è volere ciò che si ha”.

H. Jackson Brown
 
 
 

lunedì 6 marzo 2017

Chef per una sera: Barbara D'Urso!

 
 
 

  1. figlio di Martina Levato e Alex Boettcher
  2. Dj Fabo
due storie di dolore di quest'oggi.
 
- Il piccolo Achille "Levato - Boettcher" dato in adozione.
Povero bimbo, vittima della miseria umana!

«Confido che la decisione del Tribunale dei minori sia la migliore per il futuro di mio bambino, che nulla ha a che vedere con tutta questa vicenda. Qualsiasi sarà la decisione dei giudici io mi ci atterrò». (il padre Alex in dagospia)

- Dj Fabo, la Curia vende in Tv la questione che non è un funerale (quindi MESSA), ma solo un momento di ricordo (laico??) in Chiesa?
Questa ... una storia di grande dolore! Chi non ha mai pensato: se finisco così, posso vivere così? Ma cosa vuol dire vivere, bisogna dire?
Vivere è fare, oppure è essere? Tu sei perché fai, oppure sei a prescindere del tuo poter fare?
E poi ... La mamma di Fabo non poteva fare una preghiera o una messa di suffragio nel segreto della sua comunità parrocchiale di S. Ildefonso, senza clamori mediatici?
Perché? Ma Fabo che ha voluto scegliere fino in fondo il suo destino: voleva e era cattolico? Pare di no! Aveva una nuova dimensione religiosa, tanto da chiedere che le sue ceneri riposassero in India? Perché doverlo ancora una volta "bloccarlo" nelle scelte altrui se lui aveva già scelto? Fabo is free
Questa è bontà verso sto povero Cristo? Oppure è svendersi nel miglior modo possibile all'opinione pubblica?
Doveva, la Curia Ambrosiana, riparare per il caso Welby?
Ma Welby aveva apertamente detto no, per cui da morto non diventa si! La moglie doveva vivere il suo si, in un modo privato, e non mediatico come una rivincita!

Ma siamo alla solite, si usa la misericordia come ricetta per il minestrone del sentimenti, chef per una sera: Barbara D'Urso!

martedì 28 febbraio 2017

Santa Fausta, prega per noi!




Fausta, martire, secondo il Baronio subì il martirio nel IV secolo, i suoi resti, unitamente a quelli della figlia Anastasia furono posti, in epoca imprecisata, sotto l’altare maggiore della chiesa di S. Anastasia al Palatino.
 
Ma l'immagine che ammirate, non è la madre di S. Anastasia. Stiamo parlando di omonima martire romana estratta dalle catacombe e conservata già dal 1621 in una località della provincia del capoluogo ligure.
 
 
 
 
Dall'iconografia si deduce che è una martire, e fu sottoposta al supplizio delle frecce e della graticolo come i rispettivi martiri romani Sebastiano e Lorenzo. Per di più la nostra martire è anche un vergine, visto che impugna nella mano un serto di gigli e una foglia di palma.
 
 
 
Altri martiri romane - di nome Fausta - estratte dalle catacombe sono venerate a:
- Salandra (MT)
- Frosinone
 
 

sabato 25 febbraio 2017

San Ciriaco di Roma

 



S. Ciriaco D. M.
compatrono di Filetto (SA)
Tra i santuari dell'Orbe italico uno è dedicato al Santo diacono e martire di Roma, in Irpinia, a Torre Le Nocelle (AV).
 
Qui il culto ebbe inizio con l'arrivo di alcune reliquie nel 1635 (data sospetta, visto che siamo in piena epoca di corpi santi.... ma Dio solo sa di chi sono quelle sacre ossa ... per noi sono di San Ciriaco di Roma!).
 
Per certo sappiamo che le reliquie del Martire sono presenti a Roma e la sacra testa è nella Chiesa di S. Maria in Via Lata, luogo da dove arrivarono nel XVII - per dare vigore al culto - a Torre Le Nocelle (AV).

In questa località irpina è anche conservato il sangue del Martire e il miracolo della liquefazione avviene puntualmente




S. Ciriaco D.M.
patrono di Torre Le Nocelle (SA)
Il culto è presente in varie parti dell'Europa, grazie anche alla traslazione di alcune reliquie a Neuhausen (Germania).


Chi è S. Ciriaco?

S. Ciriaco fu Diacono illustre della Chiesa di Roma con i Papi Marcellino e Marcello (296-309). In quei tempi il Diacono aveva molta parte nella Chiesa: predicazione, amministrazione dei santi sacramenti, aiuto ai poveri e agli ammalati. Perciò Ciriaco come Diacono operò numerose conversioni alla fede cattolica e guarì molti infermi; egli a Roma era conosciuto da tutti per il suo zelo, per la sua carità e per il suo amore al servizio dei bisognosi, tutto facendo per amore di Gesù Cristo.

Noi qui vogliamo ricordare tre fatti della sua vita a Roma. Quando Diocleziano costruì le terme a Roma, Ciriaco era uno dei cristiani che l'imperatore costrinse ai lavori. Ciriaco nei lavori ed in carcere si distinse per la sua carità ed il servizio. Poi, essendo Artemia, figlia di Diocleziano, ammalata e l'imperatore avendo saputo che solo Ciriaco potesse guarirla, lo fece liberare dal carcere e dai lavori e lo pregò di guarirgli la figlia. Ciriaco, commosso, guarì Artemia e ne cacciò il demonio che la affliggeva. In seguito a questo fatto Artemia volle il Santo Battesimo e Diocleziano donò al Diacono Ciriaco una casa a Roma. Anche la famiglia del re persiano Sapore aveva lo stesso male e Diocleziano con la moglie Serena, avendone avuta richiesta da Sapore, inviarono Ciriaco in Persia dove operò la guarigione di Giobbia, liberandola dal demonio. Essa stessa, il padre Sapore e molti persiani si fecero battezzare. Sapore voleva regalare a Ciriaco molte ricchezze ma il Diacono non accettò e fece ritorno a Roma dopo 45 giorni di digiuno. Due anni dopo questo fatto Diocleziano morì e Massimiano, geloso e adirato per la conversione della sorella Artemia, fece togliere la casa a Ciriaco e lo fece incarcerare. Il pretore Carpazio non riuscì a far cedere nell'idolatria Ciriaco e i suoi compagni e dopo averlo legato sul cavalletto torturatore e versato pece bollente sul corpo lo fece decapitate insieme a Largo, Smaragdo ed altri compagni. (FONTE)
 
* * *

È patrono della città di Ciriè (TO), di Torre Le Nocelle (AV), ed compatrono di Felitto (SA).

Il culto a Ciriè ha una curiosità: perché qui lo si era anche definito appartenente alla legione tebea, ma questa definizione non trova nessun riscontro locale.






San Seriè, in dialetto piemontese, da cui la toponomastica, è venerato con una sagra agostana.

PREGHIERA






O glorioso S. Ciriaco, voi che dal Pontefice
S. Marcellino per il vostro zelo foste elevato
alla dignità di Diacono della Chiesa Romana
e che sopportaste con santa intrepidezza
gli slogamenti delle membra,
i laceramenti della carne,
la pece bollente, e la morte stessa, volgete il
vostro sguardo verso di noi,

ed otteneteci la grazia
di  mantenerci sempre immobili nella nostra fede
malgrado tutte le tentazioni del demonio

e di vivere così conformi
al nostro Divino modello da meritarci
una beata eternità.

Sì, o Martire insigne,
oggi la Chiesa vi glorifica
fate sentire anche a noi la potenza del vostro braccio
anche a noi mostrate la misericordia divina.
Cosi sia.

Gloria.

lunedì 20 febbraio 2017

San Buono Martire






San Buono di San Buono (CH)

 
“Sii buono!”, dice la mamma al figlio, la nonna al nipote, la maestra all’alunno e il sacerdote al chierichetto. Essere buoni è una prerogativa divina: Dio è buono. Essere buono significa somigliare a Dio, essere di Dio. Quando un paese intero si chiama San Buono, è tutto un progetto!

San Buono sorge su una collina dell’appennino frentano, sul versante sinistro del Fiume Treste, affluente del Fiume Trigno.

Anticamente denominato SANCTI BONI, o CASTRUM BONUM successivamente Sancto Bono ed infine San Buono.

Una località che ha le origini tra il VI e X secolo.

A rimarcare la denominazione toponomastica è l’arrivo di un corpo dalle catacombe, di nome Buono (forse così denominato per la sua destinazione!): è la metà del XVIII secolo.

L’autentica delle reliquie è datata 1753, e il sacro deposito arrivò su richiesta di uno dei Principi Caracciolo, feudatario di San Buono.

Chi è il Martire Buono?

Nel Martirologio Romano, al primo di agosto, si legge che nella via Latina vi fu il martirio di Bono prete, Fausto, Mauro, con altri nove che sono scritti negli Atti di papa Stefano: Accadde che tra i suoi chierici si trovavano dodici di cui indichiamo i nomi: Bono, Fausto, Mauro etc. i quali, senza essere interrogati, furono condannati alla decapitazione. Furono decollati nella via Latina presso la forma dell’acquedotto. I loro corpi furono raccolti da Tertullino e furono seppelliti vicino ai corpi dei Santi Giovino e Basileo, nella via Latina, lo stesso giorno primo di agosto 259, sotto l’Imperatore Valeriano”. ( 254-260 d.C.).

Ma questo Martire romano non corrisponde al protettore del comune omonimo, per un solo elemento, essenziale, la catacomba. Difatti il Martire Buono di San Buono è stato estratto dalla cimitero di Priscilla, sulla via Salaria, e non sulla via Latina.

Infine la traslazione dei Santi Bono, Fausto e soci, dalla catacomba sulla Via Latina, avvenne nel IX secolo con Papa Pasquale e furono deposti nella Basilica di Santa Prassede. Reliquie dei Santi Martiri, suddetti, sono nella Basilica dei Santi XII Apostoli e in San Lorenzo in Damaso a Roma.

Quindi direte, chi è questo San Buono? Un altro, che potremmo definire “romano della Via Salaria”.