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giovedì 1 luglio 2021
martedì 15 giugno 2021
San Teofilo a Trebisacce
Buongiorno
una nota tecnica: se cerca su
Google san Teofilo Martire appariranno almeno 5-6 corpi di San Teofilo martire.
Nel mio censimento che dura da decenni ne ho almeno 15.
Quindi la nota su Castelbuono è
errata.
Poi la questione martire libico bruciato vivo e sepolto a Roma. Di chi è questa fantasia agiografica? E’ un antico problema sui martiri delle catacombe, far diventare un corpo santo solo con un nome o nominato alla sua estrazione un altro martire del Martirologio romano. Grave errore. Compressibile nel passato (XVI – XIX), ma non nel XXI secolo, è una grave bugia agiografica. Cordialità
lunedì 31 maggio 2021
Santi Zaccaria ed Elisabetta, pregate per noi.
Nel rituale delle nozze è previsto l’invocazione dei santi “in particolare quelli che vissero in stato coniugale”.
Ecco il testo:
Santa Maria, Madre
di Dio,
Santa Maria, Madre
della Chiesa,
Santa Maria, Regina
della famiglia,
San Giuseppe, Sposo
di Maria,
Santi Angeli di Dio,
Santi Gioacchino e
Anna,
Santi Zaccaria ed Elisabetta,
San Giovanni
Battista,
Santi Pietro e
Paolo,
Santi Apostoli ed
Evangelisti,
Santi Martiri di
Cristo,
Santi Aquila e
Priscilla,
Santi Mario e Marta,
Santa Monica,
San Paolino,
Santa Brigida,
Santa Rita,
Santa Francesca
Romana,
San Tommaso Moro,
Santa Giovanna
Beretta Molla,
Tra costoro ci sono i genitori di San Giovanni Battista.
Il Martirologio Romano
li commemora il 23 settembre: Commemorazione
dei santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di san Giovanni Battista, Precursore
del Signore. Elisabetta, accogliendo in casa sua Maria, sua parente, piena di
Spirito Santo, salutò la Madre del Signore benedetta tra le donne; Zaccaria,
sacerdote, pieno di spirito profetico, alla nascita del figlio, lodò Dio
redentore e predisse il prossimo avvento di Cristo, che verrà dall’alto come
sole che sorge.
Data infausta da quando il 23 settembre è memoria
obbligatorio di San Pio da Pietrelcina.
Il loro culto non è diffusissimo. Una presenza è nella Chiesa delle Grazie in San Severo (FG). Sono ancora venerati?
domenica 30 maggio 2021
Sante "donne" di Timoteo
“Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio e secondo la promessa della vita che è in Cristo Gesù, 2a Timòteo, figlio carissimo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro. 3Rendo grazie a Dio che io servo, come i miei antenati, con coscienza pura, ricordandomi di te nelle mie preghiere sempre, notte e giorno. 4Mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. 5Mi ricordo infatti della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce, e che ora, ne sono certo, è anche in te”. (2 Tm 1,1-5)
I
nomi appaiono nella Bibbia (2 Tm 1,5), dove sono portati dalla madre Eunìce e dalla nonna Lois (nel testo greco: Lois, nella Bibbia CEI tradotto come
Loide) di san Timoteo.
Come
nomi inglesi, l’utilizzo fu in seguito alla Riforma. Eunìce è inoltre presente nella mitologia greca, è una delle
nereidi, alla quale è dedicato l'asteroide 185 Eunike.
L’elogio
che l’Apostolo Paolo fa della loro fede, come è per altri personaggi del N.T.,
fa di loro dei testimoni della fede e quindi dei santi, ma non sono mai entrate
nel Martirologio. Possono essere festeggiate il 1 novembre o azzardando si
potrebbe celebrare nel giorno della festa di San Timoteo il 26 gennaio.
Nella stupenda stampa il piccolo Timoteo è educato alla conoscenza della Scrittura dalla madre e dalla nonna.
sabato 29 maggio 2021
I Santi diaconi di Lemelléfa: Primo e Donato.
Santi Primo e Donato, martiri in Africa nel 361 d. C.
Il
Martirologio
Romano li ricorda il 9 febbraio: A
Lemelléfa in Africa settentrionale, commemorazione dei santi Primo e Donato,
diaconi e martiri, anch’essi uccisi dagli eretici in chiesa, mentre cercavano
di difendere l’altare.
Scrive
il Gordini della Bibliotheca Sanctorum:
Secondo la narrazione di Ottato di
Milevi, nella Mauritania Sitifense al tempo dell'imperatore Giuliano
l'apostata, i Donatisti compirono saccheggi, distruzioni ed uccisioni. Nel
castello Lemellefense, avendo trovato la chiesa cattolica sbarrata, gli eretici
salirono sul tetto dell'edificio e ne cominciarono la distruzione. I due
diaconi Primo, figlio di Gennaro, e Donato, figlio di Miro, tentarono la difesa
dell'altare, ma vennero uccisi a colpi di pietra.
Il Baronio inserì i lori nomi nel Martirologio Romano, precedentemente non erano presenti in altri martirologi.
INNO AI SANTI MARTIRI
Una Luce sul Monte (M. Frisina)
venerdì 9 aprile 2021
SANTA CORONA .... esiste!
In
questo periodo la parola “corona” è molto in auge, visto il problema serio del
corona virus covid-19.
Eppure
città come Otricoli, Feltre,
Castelfidardo, Rivalta di Torino, Castelminio di Resana, Canepina, Monte
Romano, Vallerano, Praga e Annezat, conosco bene questa santa martire,
socia di Vittore, perché in esse è presente il culto o addirittura reliquie
insigni o i corpi.
Secondo
l’«Illustre Certamen», testo redatto da un diacono della Chiesa di Antiochia
nel IV secolo, Vittore era un soldato cristiano proveniente dalla Cilicia.
Durante la persecuzione di Marco Aurelio, fu denunciato al prefetto Sebastiano
e sottoposto a torture. Mentre egli soffriva, pur restando sereno nella fede,
la sposa di un suo compagno d’armi, il cui nome era Corona (equivalente latino
del nome Stefania), che non aveva ancora sedici anni, dichiarò di essere
cristiana anche lei e l’incoraggiò. Fu arrestata e sottoposta a un breve
interrogatorio, dopo il quale fu legata per i piedi alle cime, piegate a terra,
di due alberi di palma, e squartata viva. Vittore, invece, fu decapitato. Le
reliquie sono venerate presso il santuario a loro dedicato a Feltre.
Il
Martirologio Romano, il 14 maggio,
custodisce questa memoria: In Siria,
santi Vittore e Corona, martiri, che subirono insieme il martirio.
giovedì 8 aprile 2021
Martire della giustizia: Giacomo Villa l'Elemosiniere
Nacque a Castel della Pieve nella seconda metà del sec. XIII. Studiò diritto a Siena, ove conobbe i Servi di Maria e collaborò con loro nel servizio presso l’ospedale di Santa Maria della Scala. Tornato in patria e ordinato sacerdote, si fece carico, donando anche tutti i suoi beni, di un ospedale fatiscente fuori porta del Vecciano, ove prese ad assistere con amore i più diseredati. L’ospedale però, sottoposto alla giurisdizione del vescovo di Chiusi che esigeva pesanti censi annui, decadde e il giovane sacerdote rivendicò in tre diversi gradi di giudizio la libertà e l’autonomia dell’istituzione. La vicenda va inquadrata nel contesto delle lotte per l’autonomia tra Chiusi, il dipendente Castel della Pieve e Perugia. Dopo un colloquio chiarificatore con il vescovo di Chiusi, sulla via del ritorno il sacerdote fu assalito da sicari e ucciso: era il 15 gennaio 1304. Il suo corpo, ritrovato casualmente da pastori e conteso tra Chiusi e Castel della Pieve, fu affidato – dice la leggenda – ad un carro di buoi, che si diressero a Castel della Pieve, mostrando così anche l’avallo del “cielo” alla volontà di autonomia della cittadina subalterna. Passando per Castel della Pieve, papa Benedetto XI, che fuggiva da Roma in preda alle fazioni per ritirarsi nella più quieta Perugia, sentendo narrare la triste storia di Giacomo Villa, lo definì il “santo elemosiniere”. Questo appellativo, dato da un papa poi proclamato beato, parve una sorta di beatificazione equipollente, che spinse i pievesi ad onorare ancor più il loro eroe. S’ebbe anche una “elevazione” delle sue spoglie, che nel 1687, essendo fatiscente l’oratorio del Vecciano, furono trasferite in cattedrale, per essere poi, l’11 luglio 1717, riportate nella nuova chiesa e deposte in un’urna sopra l’altar maggiore. Nel 1807 fu riconosciuta la legittimità del culto ab immemorabili e si concesse alla città l’ufficiatura richiesta, che fu estesa successivamente anche ai Servi di Maria e ai Frati Minori, appartenendo Giacomo Villa contemporaneamente ai due Terz’Ordini. Conosciuto e onorato come “martire della giustizia”, per due volte è stato proposto come patrono degli avvocati d’Italia. Il Martirologio Romano lo ricorda con le parole: “A Città della Pieve in Umbria beato Giacomo, detto l’Elemosiniere, che, giurisperito, si fece avvocato dei poveri e degli oppressi”.
mercoledì 7 aprile 2021
San Ciro, prega per noi!
San Ciro di Alessandria, medico (Alessandria d'Egitto, III secolo – Canopo, 31 gennaio 303) fu martire in
Egitto nel IV secolo, con il soldato Giovanni.
I corpi dei Santi vennero
riposti nel tempio di San Marco ad Alessandria, dove rimasero fino all'inizio
del V secolo. Successivamente il patriarca alessandrino San Teofilo, con lo
scopo di perpetuare il ricordo dei martiri e sradicare il culto degli dei
pagani, aveva iniziato a far costruire a Canòpo un tempio dedicato agli
Apostoli, dove trasferire i corpi di Ciro e Giovanni. Il testimone principale
della vitalità del culto verso i santi martiri fu lo stesso Sofronio, anch'egli
guarito da un'oftalmia a seguito di un sogno. Con l'invasione araba, verso la
metà del VII secolo, il santuario andò in rovina, ma ancora oggi l'intera
regione dove si svolsero i miracoli e il martirio del Santo viene chiamata
dagli arabi Aboukir, in memoria dell'abate Ciro.
Intorno al X secolo le
spoglie dei martiri furono portate a Roma da due monaci, Grimaldo e Arnolfo.
Qui la colonia alessandrina di via Portuense eresse e dedicò loro una basilica,
tuttora esistente, chiamata Santa Passera. Intorno al XIV secolo, a causa delle
frequenti inondazioni del Tevere, le reliquie dei santi martiri vennero
trasportate nella Chiesa di Sant'Angelo in Pescheria, dove San Ciro, fin dal
secolo VII, era particolarmente venerato.
Successivamente, nel
1600, le reliquie furono traslate a Napoli ad opera del cardinale Francesco
Sforza e collocate nella chiesa del Gesù Nuovo. Ciro e Giovanni erano già
venerati a Napoli, grazie soprattutto alla presenza di colonie di mercanti alessandrini,
da secoli operanti in città, che edificarono anche un tempio in loro onore
presso il vico denominato de Alexandrinis. Verso il 1675 giunse al Gesù Nuovo
San Francesco De Geronimo, gesuita di origine grottagliese, che svolse per
circa 40 anni il suo apostolato missionario a Napoli e in altre regioni del
Regno. Egli contribuì a rinvigorire ed estendere il culto dei santi martiri
Ciro e Giovanni.
Oggi in molte città
italiane sono presenti tracce del culto di San Ciro: Portici, Atena Lucana,
Sulmona, Lucera, Cerignola, Castellammare di Stabia, Sora, Frattamaggiore,
Acquaviva delle Fonti, Cerreto, Bologna, Novara, Foggia, Avellino, Palermo,
Vico Equense, Nocera Superiore, Sala Consilina, Grottaglie, Marineo e molti
altri luoghi.
Glória Patri
et Fílio
et Spirítui Sancto.
Sicut erat in princípio,
et nunc et semper
et in sǽcula sæculórum.
Amen.
domenica 4 aprile 2021
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni…
C’è una affermazione di tempo che caratterizza il Vangelo di questo (questa) giorno (sera): il primo giorno della settimana
La conosciamo tutti,
vero?
Se pensiamo bene la
definiamo in modo cristiano, se no la definiamo in modo diverso.
Cioè il primo giorno della settimana è la
domenica, non il lunedì.
In ogni festa
dell’Epifania noi annunciammo la data della Pasqua con queste parole:
Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni…
La Pasqua è l’origine, il senso, la misura, la gioia di ogni nostro altro giorno.
domenica 21 marzo 2021
Questo è il punto di partenza ... (Gay e Fede)
Questo è il punto di partenza .... però leggete sul web tutto il discorso, così non si parla per nulla!
Secondo passaggio:
“Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo”. (FONTE)
Terzo passaggio:
"poiché le benedizioni sulle persone sono in relazione con i sacramenti, la benedizione delle unioni omosessuali non può essere considerata lecita, in quanto costituirebbe in certo qual modo una imitazione o un rimando di analogia con la benedizione nuziale". (FONTE)
Quindi rispetto, ma il matrimonio gay non è sacramento!
In conclusione: i cattolici sono liberi di riconoscere i diritti dei gay e di riconoscere che il matrimonio gay non è sacramento, so no diversamente c'è un problema di libertà!
venerdì 19 marzo 2021
IN PREGHIERA CON SAN GIUSEPPE
Festa
di San Giuseppe di Nazareth 2021
IN PREGHIERA CON SAN GIUSEPPE
C. Nel nome del Padre…
L.
In questo momento di preghiera con San Giuseppe, patrono dei papà e della
Chiesa, percorreremo la Bibbia alla ricerca di tanti modi in cui Dio si fa riconoscere
come un padre.























