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sabato 27 febbraio 2021
venerdì 26 febbraio 2021
sabato 13 febbraio 2021
"Uomo di mirabile pazienza": Stefano di Rieti
Santo stefano di Rieti
abate (†
sec. VI)
“A Rieti, commemorazione di
santo Stefano, abate, uomo di mirabile pazienza, come attesta di lui il papa
san Gregorio Magno”. Il Martirologio Romano la ricorda il 13 febbraio.
* * *
Le uniche fonti in cui il
santo è citato sono i “Dialoghi” e un’Omelia di San Gregorio Magno.
San Stefano fu abate nel
monastero di San Eleuterio di Rieti che era stato fondato da Sant’Equizio (V-VI
sec.) considerato un grande diffusore del monachesimo.
La tradizione tramanda che
San Stefano fosse un uomo di “rudi maniere” (un pò come P. Pio), di santa vita,
che amava raccogliersi a lungo in preghiera e di grande pazienza.
O Dio, che nel santo abate Stefano
hai offerto alla tua Chiesa un modello di perfezione evangelica, concedi a noi,
nelle mutevoli situazioni della vita, di aderire con tutte le forze al regno
dei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo … Amen.
il santino è della SERIE VERONICA 41
martedì 2 febbraio 2021
E la peste svanì ...
Ostra, nella Marca d’Ancona,
terra pontificia.
A circa due chilometri
dal centro urbano, a metà tragitto tra Ostra e Casine, quasi in aperta campagna,
sorge il Santuario di Santa Maria Apparve.
Esisteva prima del 1500,
una edicola con un affresco mariano. Nell’agosto
del 1527, un pastore si recò a pregare una Madonna affrescata sul muro. La S.
Madre di Dio appare e chiede che in quel luogo fosse edificata una chiesa e la
dedicasse alla Madre di Dio.
L’Italia in
quell’anno era scossa dal morbo della peste. Mentre si svolgeva una processione
nel luogo dell’apparizione, al di sopra dell’edicola si formò una nera nube
(che simboleggiava la peste), che pian piano svanì.
Così anche la peste
miracolosamente cessò e in segno di gratitudine e ringraziamento dalla
liberazione del contagio, l’immagine di Maria venne detta “Santa Maria Apparve”.
Nel 1529 venne costruito il santuario lasciando al suo interno l’antico muro affrescato con la santa figura. Successivamente nel 1860, il popolo si impegnò nella costruzione di un nuovo edificio che fu aperto al culto il 2 luglio dello stesso anno.
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PREGHIERA
Signore Gesù, nostro maestro e fratello,
nostro Salvatore e compagno di viaggio,
tu in ogni situazione
ci annunci e testimoni che Dio è
Padre
e non ci lascia soli nelle
difficoltà,
perché sempre si prende cura di
noi.
Tu che sei sceso agli inferi
per liberarci dalla morte,
guarda ora a noi, nella prova.
Tu di noi, impauriti e fragili,
abbi pietà.
In te riponiamo la nostra speranza.
Ti invochiamo:
manda il tuo Spirito di amore,
di intelligenza e di fortezza
perché uniti possiamo contribuire
a debellare il contagio
che attenta alla vita che tu ci hai
donato
e semina paura, morte, separazione,
precarietà.
Preserva quanti ne sono rimasti
ancora illesi,
guarisci quanti ne sono stati
colpiti.
Dona ai vinti di contemplare il tuo
volto,
consola i loro familiari e amici.
Dona discernimento ai governanti,
costanza e consolazione
a quanti si spendono per la salute
di tutti,
con infaticabile passione e con
amore.
Donaci un cuore aperto,
affinché possiamo accoglierci
teneramente gli uni gli altri
e sentirci vicini a tutti i poveri
del mondo.
Interceda Maria, tua e nostra
Madre,
che accompagna i tuoi passi verso
la Pasqua,
e nostri in questi giorni di
tribolazione,
insieme a San Giuseppe, sposo di
Maria,
custode della S. Famiglia nel tempo
della prova.
Tu che vivi e regni nei secoli dei
secoli. Amen.
(Riadattando la preghiera in questo tempo di prova di
Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo)
giovedì 28 gennaio 2021
Propositi ... di una santa
PROPOSITI.
8
SETTEMBRE 1626:
FESTA
DELLA NATIVITÀ DI MARIA
Accettare
anche i momenti difficili come dono di Dio e come occasione di santità. È utile
osservare che qui Virginia colloca la sua disponibilità a vivere il giorno come
dono di Dio a livello di proposito, cioè a livello di attenzione particolare e
di impegno quotidiano sulla cui verità ed efficacia fa da specchio, a sera, un
puntiglioso esame di coscienza.
Grazia di
Dio e doni dello Spirito Santo: sono questi il suo ambito desiderio, la ragione
della sua preghiera. I doni dello Spirito Santo per cui Virginia pregava e che
sperava di ottenere sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza,
pietà e timor di Dio. Virginia offre i suoi sensi e le sue potenze, tutto di
sé, al Signore per vivere completamente al servizio di Lui. Nel servizio di Dio
infatti è felicità piena e duratura. L'uomo vale l'obiettivo che si pone. Chi
si pone Dio come obiettivo in qualche modo vale Dio.
Con il
divino aiuto rinuncio alla mia volontà, ma farò quanto mi sarà detto dal mio
Padre Spirituale tenendolo in luogo di Dio.
Procurerò
di sopportare ed abbracciare le tribolazioni che mi manderà il Signore; e
pigliar le croci e seguitarlo.
Rinuncio
quanto possiedo in servizio di Dio, e per me non piglierò altro che quello che
mi sarà ordinato dai Superiori.
Procurerò
di acquistare con l'aiuto della Beata Vergine la grazia di Dio e i doni dello
Spirito Santo.
Dono al Signore e alla Beata Vergine la memoria, l'intelletto e la volontà, coi cinque sentimenti del corpo, per non poterli adoperare in altro che in suo servizio.
mercoledì 27 gennaio 2021
Essere un uomo felice ...
Mario Borzaga, nato a Trento il 27 agosto 1932, dopo aver iniziato la sua formazione al sacerdozio nel Seminario diocesano, entrò tra i Missionari Oblati di Maria Immacolata. Nel 1957 partì per il Laos, insieme ad altri confratelli, i primi a sbarcare in quel paese asiatico. Percorse i villaggi visitando gli ammalati e dispensando ovunque il suo sorriso: essere un uomo felice nella conformazione a Cristo Crocifisso era la sua vocazione più intima. Il 25 aprile 1960 s’incamminò, insieme al catechista laico Paolo Thoj Xyooj, per visitare altri villaggi nel nord del Laos, i cui abitanti desideravano conoscere meglio il Vangelo. Da allora non si ebbero più loro notizie, fino a quando non venne scoperto che erano stati uccisi da alcuni guerriglieri Pathet Lao, contrari alla presenza dei missionari stranieri. Padre Mario aveva ventisette anni, mentre Paolo diciannove. Il loro processo sul martirio si è svolto nella diocesi di Trento dal 2006 al 2008. Il 5 maggio 2015 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui la loro morte è stata riconosciuta in odio alla fede. Beatificati l’11 dicembre 2016 a Vientiane, nel Laos.
lunedì 25 gennaio 2021
Sant'Eucarpio martire romano venerato a Villafranca Sicula (AG)
In vecchio post del 2013
avevo parlato di San Eucarpio compatrono di Villafranca Sicula. C'erano allora
alcune domande aperte ed alcune perplessità.
Leggiamo:
Cosa ancora più interessante è la dicitura del santino: "Corpo di
...", nel senso che il simulacro raffigura il corpo giacente
del Martire, o che nel simulacro di sono ossa del corpo del Martire? Da
informazioni "siciliane" è solo un simulacro ligneo di fine
ottocento.
Perché poi quella corona nel simulacro? È stato incoronato in quanto patrono? La corona è dono degli abitanti di Villafranca, proprio a segno del suo patronato, anche se ultimamente poco sentito a causa del culto alla Madre di Dio, detta Madonna del Mirto, festeggiata la prima domenica d’agosto.
Ma non è per caso un "corpo santo"? Non è ... a quanto pare un "martire delle catacombe"
Alcune domande hanno trovato una diversa risposta perché nel frattempo il web ci ha offerto nuove notizie.
Esisto
le reliquie del santo? Si esistono. Dal 1550. Appunto un corpo. Con tanto di
teschio. La presenza delle reliquie (corpo) è attesta anche da un sito.
Da
dove arrivano? Da Roma, dono del Principe Don Francesco Alliata. Giunte a
Villafranca Sicula nel 1550.
Il
santo è venerato? Diciamo che l’attuale parroco da dato nuovo impulso.
Un
plauso al sacerdote.
Ora
c’è un problema spinoso. Visto la provenienza e l’epoca è certamente un martire delle catacombe.
Quindi non è il martire di Nicomedia, ma un omonimo romano.
giovedì 7 gennaio 2021
martedì 5 gennaio 2021
Vorrei essere ...
Charles-Eugène de Foucauld nacque il 15 settembre 1858, a Strasburgo. Visse una giovinezza scapestrata, «senza niente negare e senza niente credere», impegnandosi solo nella ricerca del proprio piacere. Intraprese la carriera militare, ma fu congedato con disonore «per indisciplina aggravata da cattiva condotta». Si dedicò allora a viaggiare, esplorando una zona sconosciuta del Marocco, impresa che gli meritò una medaglia d’oro dalla Società di Geografia di Parigi. Tornò in patria scosso dalla fede totalitaria di alcuni musulmani conosciuti in Africa. Si riavvicinò al cristianesimo e si convertì radicalmente, accettando di accostarsi per la prima volta al sacramento della confessione. Deciso a «vivere solo per Dio», entrò dapprima tra i monaci trappisti, ma ne uscì dopo alcuni anni per recarsi in Terra Santa e abitarvi come Gesù, in povertà e nascondimento. Ordinato sacerdote, con l’intento di poter celebrare e adorare l’Eucaristia nella più sperduta zona del mondo, tornò in Africa, si stabilì vicino a un’oasi del profondo Sahara, indossando una semplice tunica bianca, sulla quale aveva cucito un cuore rosso di stoffa, sormontato da una croce. A cristiani, musulmani, ebrei e idolatri, che passavano per la sua oasi, si presentava come «fratello universale» e offriva a tutti ospitalità. In seguito si addentrò ancora di più nel deserto, raggiungendo il villaggio tuareg di Tamanrasset. Vi trascorse tredici anni occupandosi nella preghiera (a cui dedicava undici ore al giorno) e nel comporre un enorme dizionario di lingua francese-tuareg (usato ancor oggi), utile alla futura evangelizzazione. La sera del primo dicembre 1916, la sua abitazione – sempre aperta a ogni incontro – fu saccheggiata da predoni. Presso il suo cadavere fu ritrovata la lunula del suo ostensorio, quasi per un’ultima adorazione. È stato beatificato nella basilica di San Pietro a Roma il 13 novembre 2005, sotto il pontificato di Benedetto XVI. I suoi resti mortali sono venerati nel cimitero francese di El Golea in Algeria, vicino alla chiesa di San Giuseppe, retta dai Padri Bianchi.
Si attende la canonizzazione nel 2021... il decreto nel miracolo per la canonizzazione è stato emanato il 26 maggio 2020, insieme a quelli per Cesare de Bus e Maria Domenica Mantovani.
lunedì 4 gennaio 2021
Il Bambino Gesù ... a San Sostene (CZ)
Bambino Gesù, Verbo di Dio fatto carne per la nostra salvezza,
eccomi qui a contemplarti nel mistero mirabile del Tuo Natale.
Ti guardo con gli occhi di Maria, occhi colmi di stupore e pieni
di grazia. Fammi dono di una vita pura, abbandonata alla Tua volontà, protesa
nell’ascolto della Tua parola.
Ti guardo con gli occhi di Giuseppe, occhi illuminati dalla
sapienza e dall’umiltà. Fammi dono di una vita raccolta nel silenzio, attenta
ai segni della Tua provvidenza, nascosta alle vanità del mondo.
Ti guardo con gli occhi dei pastori di Betlemme, occhi segnati
dalla fatica e dalla povertà. Fammi dono di una vita ricca di Te, partecipe dei
dolori del prossimo, animata dalla carità.
Ti guardo con gli occhi dei Magi, occhi di pellegrini e di cercatori della verità. Fammi dono di una vita forte nella speranza, testimone della bellezza del Tuo volto, orientata all’eternità beata.
Ti guardo con gli occhi dell’incantato, occhi luminosi per la
gioia e la meraviglia. Fammi dono di una vita contemplativa nell’adorazione,
fedele nella preghiera, stabile alla Tua presenza.
Ti guardo con i miei occhi, occhi di peccatore redento dal Tuo
illimitato amore, occhi bagnati dalle lacrime per la dolcezza della Tua
infinita misericordia.
Amen.
domenica 3 gennaio 2021
Gesù ... santo è il Tuo nome!
Bambino Gesù, Verbo di Dio fatto carne per la nostra salvezza, eccomi qui a contemplarti nel mistero mirabile del Tuo Natale.
Ti guardo con gli occhi di Maria, occhi colmi di stupore e pieni
di grazia. Fammi dono di una vita pura, abbandonata alla Tua volontà, protesa
nell’ascolto della Tua parola.
Ti guardo con gli occhi di Giuseppe, occhi illuminati dalla
sapienza e dall’umiltà. Fammi dono di una vita raccolta nel silenzio, attenta
ai segni della Tua provvidenza, nascosta alle vanità del mondo.
Ti guardo con gli occhi dei pastori di Betlemme, occhi segnati
dalla fatica e dalla povertà. Fammi dono di una vita ricca di Te, partecipe dei
dolori del prossimo, animata dalla carità.
Ti guardo con gli occhi dei Magi, occhi di pellegrini e di
cercatori della verità. Fammi dono di una vita forte nella speranza, testimone
della bellezza del Tuo volto, orientata all’eternità beata.
Ti guardo con gli occhi dell’incantato, occhi luminosi per la
gioia e la meraviglia. Fammi dono di una vita contemplativa nell’adorazione,
fedele nella preghiera, stabile alla Tua presenza.
Ti guardo con i miei occhi, occhi di peccatore redento dal Tuo
illimitato amore, occhi bagnati dalle lacrime per la dolcezza della Tua
infinita misericordia.
Amen.
sabato 2 gennaio 2021
... a Gesù Bambino
Bambino Gesù, Verbo di Dio fatto carne per la nostra salvezza, eccomi qui a contemplarti nel mistero mirabile del Tuo Natale.
Ti guardo con gli occhi di Maria, occhi colmi di stupore e pieni
di grazia. Fammi dono di una vita pura, abbandonata alla Tua volontà, protesa
nell’ascolto della Tua parola.
Ti guardo con gli occhi di Giuseppe, occhi illuminati dalla
sapienza e dall’umiltà. Fammi dono di una vita raccolta nel silenzio, attenta
ai segni della Tua provvidenza, nascosta alle vanità del mondo.
Ti guardo con gli occhi dei pastori di Betlemme, occhi segnati
dalla fatica e dalla povertà. Fammi dono di una vita ricca di Te, partecipe dei
dolori del prossimo, animata dalla carità.
Ti guardo con gli occhi dei Magi, occhi di pellegrini e di
cercatori della verità. Fammi dono di una vita forte nella speranza, testimone
della bellezza del Tuo volto, orientata all’eternità beata.
Ti guardo con gli occhi dell’incantato, occhi luminosi per la
gioia e la meraviglia. Fammi dono di una vita contemplativa nell’adorazione,
fedele nella preghiera, stabile alla Tua presenza.
Ti guardo con i miei occhi, occhi di peccatore redento dal Tuo
illimitato amore, occhi bagnati dalle lacrime per la dolcezza della Tua
infinita misericordia.
Amen.

















