domenica 8 dicembre 2013

Dopo il furto sacrilego dell’agosto 2012 ...





Dopo il furto sacrilego dell’agosto 2012, in cui un anonimo ladro, poco furbo, rubò la corona e la catenina con la chiave (tutto in metallo – “tolla” – ma solo luccicante perché pitturato color oro!) al simulacro della Vergine Maria - qui venerata come “Regina delle Famiglie” - in questa giornata






dedicata all’Immacolata Concezione di Maria, nel decimo anno di edificazione di questa edicola mariana, abbiamo riposto sul capo della Vergine una nuova corona, nelle sue mani una chiave, quella dei nostri cuori e delle nostre case, e sul capo per dare lustro a questo decennale una aureola con le dodici stelle, così come la dipinge il libro dell’Apocalisse:

“Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle”. (Ap 12,1).





“Aiuta, o Madre, la nostra fede!
Apri il nostro ascolto alla Parola,
perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata.
Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi,
uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa.
Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore,
perché possiamo toccarlo con la fede.
Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui,
a credere nel suo amore,
soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce,
quando la nostra fede è chiamata a maturare.
Semina nella nostra fede la gioia del Risorto.
Ricordaci che chi crede non è mai solo.
Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù,
affinché Egli sia luce sul nostro cammino.
E che questa luce della fede cresca sempre in noi,
finché arrivi quel giorno senza tramonto,
che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!”
Amen.

(Papa Francesco, Lumen fidei)

2003 – 2013

Immacolata Concezione di Maria




Siamo alla II domenica di Avvento, ma la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha concesso che la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria - siccome quest’anno l’8 dicembre coincide con una domenica di Avvento - possa essere celebrata in tutte le diocesi di rito romano d'Italia nel suo giorno proprio.

L’unica variazione liturgica nella solennità dell’Immacolata è che la seconda lettura è quella della seconda domenica di Avvento.

Detto questo, ci domandiamo:
cosa c’entra l’Immacolata Concezione di Maria, con me, con ciascuno di noi, in questo cammino d’Avvento?

La prima lettura è il capitolo terzo di Genesi.
Questa pagina è fortemente moderna, attuale: oggi c’è sempre la ricerca di un colpevole, accade qualcosa, la colpa sarà di qualcuno. Nulla di nuovo sotto il sole!

Adamo è nudo e si nasconde.
«Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?».

Dovrebbe rispondere, e si l’ho fatto, invece:
«La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato».

Il Signore Dio disse alla donna: «Che hai fatto?». Rispose la donna: «Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato».

Saremo mai capaci di riconoscere i nostri errori, e comprendere che ogni nostra scelta, primo o poi mette a nudo la nostra povertà umana, su cui vogliamo costruire la società?

Questa carrellata di scarica barile porta alla dichiarazione di maledizione sul serpente, e poi all’auto maledizione che piomba sull’uomo.

Ricordati uomo, ogni gesto che fai poi ritorna, uomo ti stai auto maledicendo!
Impara uomo dalla storia, anche dei due progenitori, che messi a nudo nella loro vergogna disobbediente non sanno avvedersi!
Non potevano chiedere perdono?
Ma esiste oggi almeno una vergogna del peccato?

Bisogna prima chiedersi: cosa è il peccato? Esistono ancora i peccati oggi? Esiste un senso del male? Esiste una coscienza del bene, del giusto e del buono?
Oppure esiste una coscienza del piace a me, del posso fare ciò che voglio, del politicamente corretto, del sono libero di fare o del cosa faccio di male?

Tutte domande che in un’omelia non posso essere assolte. Rimangono aperte.

Nel Vangelo, la Vergine di Nazaret, a tal proposito ci viene in aiuto:
«Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?», dice all’angelo, quasi a dirgli: per fare un figlio ci vuole un uomo e una donna, io sono sola! La Vergine aveva ben la misura del bene, del giusto e del buono. Aveva in mente che la vita a delle regole divine e umane, se vuole essere vita! Ma anche qui potremmo fare una chiacchierata …

Solo un’ultima sottolineatura, la dice Papa Francesco:
«Peccatori sì, corrotti no»…«chi pecca e si pente chiede perdono, si sente debole, si sente figlio di Dio, si umilia e chiede la salvezza di Gesù. Ma chi dà scandalo non si pente e continua a peccare e fa finta di essere cristiano». È come se conducesse «una doppia vita» e, «la doppia vita di un cristiano fa tanto male». (11 novembre 2013)

La Vergine Maria è allora “carne” perfetta, non corrotta, non profanata dal male, che nella sua libertà Dio ha creato perché in essa si incarnasse Gesù, l’uomo perfetto, per aprire a noi la strada, o meglio per dare a noi un modello a cui guadare, per vivere il monito del Levitico: Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo; solo così si potrà rendere un mondo più umano, afferma la Lumen Gentium.

Ma torniamo alla domanda: cosa c’entra l’Immacolata Concezione di Maria, con me, con ciascuno di noi, in questo cammino d’Avvento?

La soluzione è nella risposta finale di Maria:
«Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola».

L’Avvento è andare incontro a Gesù, accoglierlo, chi più di Maria con la sua disponibilità di servizio! L’Avvento, attendere e adoperarsi per il compimento del Regno di Dio, chi più di Maria, che con il suo sì al Signore ha dato inizio all’avvento del Regno.

Madre di Dio Vergine, gioisci, piena di grazia Maria, il Signore è con te: benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo, perché hai generato il Salvatore delle anime nostre. (tropario tradizione slava)
Amen.

sabato 7 dicembre 2013

Sui Frati Francescani dell’Immacolata ...



Santi di Dicembre


ROMA, 07 Dicembre 2013
Da alcuni mesi circolano articoli che descrivono i Francescani dell’Immacolata come vittime di una persecuzione operata da parte della Santa Sede. Nel suo Blog, "San Pietro e dintorni" (4 dicembre 2013), il vaticanista Marco Tosatti ha pubblicato parti della lettera di un laico vicino ai Francescani dell’Immacolata che lamentava una situazione di notevole durezza e crudeltà da parte di coloro che stanno guidando l’Ordine verso una realtà più aperta e coerente con le indicazioni del Pontefice. 
Per evitare che si continui a speculare su argomenti non conosciuti, con considerazioni confuse e in contrasto con la realtà dei fatti, padre Fidenzo Volpi, Commissario Apostolico dei Frati Francescani dell'Immacolata, ha scritto e inviato una lettera, che riportiamo intrgralmente.
“Allo scopo di ristabilire la verità e la carità all’interno del nostro Istituto religioso, - ha scritto padre Volpi - per il quale sono stato preposto Commissario Apostolico ad nutum Sanctae Sedis, estendo il mio dovere di giustizia e di misericordia anche nei confronti di ignari lettori, vittime da tempo di un’azione disinformativa avente scopo vendicativo e personalizzato verso religiosi degni e rispettabili, “colpevoli” di aver segnalato abusi e irregolarità nel loro Istituto e di aver obbedito alla Chiesa con la conseguente messa in discussione del proprio ex governo della loro famiglia religiosa. 
Il loro esposto, accolto favorevolmente dalle Congregazioni per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica e per la Dottrina della Fede, ha determinato l’invio di un Visitatore Apostolico presso l’Istituto con nomina della CIVCSVA in data 5 luglio 2012, decreto n. 52741/2012.Il risultato dell’indagine, fondato su numerose testimonianze di  vescovi, parroci e chierici, religiosi, ex religiosi/e nonché laici legati o meno all’Istituto, attivava a sua volta il provvedimento di commissariamento con la mia nomina dell’11 luglio 2013, munita di approvazione in forma specifica del Santo Padre Francesco in data 3 luglio 2013. 
Pur essendomi sforzato di agire con spirito fraterno, ricercando la più ampia collaborazione dei religiosi e senza mai ricorrere ad alcun provvedimento disciplinare, il decreto approvato ed emanato dalla più alta Autorità della Chiesa viene ancora dipinto come un’usurpazione, con la conseguente instaurazione di un regime arbitrario.Accanto ad aspetti positivi ed incoraggianti sono emerse nell’Istituto non poche difficoltà inerenti la coesione interna, le attività apostoliche, la formazione iniziale e permanente dei frati, lo stile di governo e l’amministrazione dei beni temporali”. 
In merito alla notizia secondo cui il fondatore ed ex Ministro Generale, Padre Stefano Maria Manelli sia stato esiliato, Padre Volpi ha precisato: “Il fondatore ed ex Ministro Generale, Padre Stefano Maria Manelli, che già nel gennaio del 2012 si era sottratto al dialogo costruttivo con i religiosi che lamentavano una deriva cripto-lefebvriana e sicuramente tradizionalista, al mio recente invito di chiarimento del 16 novembre scorso, in cerca di una ricomposizione, come anche al fine di chiedere conto,  di tutte le opere e di tutti i beni mobili ed immobili dell’Istituto affidati a suoi familiari e figli spirituali durante il commissariamento, rispondeva con un certificato medico emanato da una clinica privata in cui è tuttora ricoverato su sua richiesta. 
In esso, il medico curante dichiarava che il paziente doveva osservare “riposo fisico assoluto” e che non solo non poteva viaggiare, ma non poteva nemmeno ricevere visite, il che rendeva vano il mio proposito di recarmi da lui. Data l’importanza delle questioni da sottoporgli, gli inviavo quindi una lettera, ricevendo però delle risposte insoddisfacenti.
Il 29 novembre scorso, dalla stessa clinica e dallo stesso medico, ricevevo un identico certificato con l’aggiunta asserzione dell’impossibilità di padre Stefano Manelli di “scrivere o ricevere corrispondenza”. Per quanto riguarda l’accusa secondo cui altri Frati sarebbero stati traferiti, padre Volpi, ha spiegato “Quanto ai frati trasferiti, ricordo che l’itineranza è una caratteristica della tradizione francescana che non conosce la stabilitas loci monastica. Ogni cambio di governo, in tutte le istituzioni civili ed ecclesiastiche, comporta parallelamente una revisione delle funzioni con i relativi trasferimenti. Per quanto mi riguarda, si è sempre trattato di provvedimenti amministrativi e non disciplinari. Dispiace se alcuni religiosi o laici ad essi legati non siano rimasti contenti, superando in resistenze quanto accade per i militari e gli impiegati dello Stato. 
Il Voto di Obbedienza, implementato per l’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata dallo specifico Voto Mariano, richiederebbe sempre un’aderenza alla Volontà di Dio, pronta, gioiosa e amorosa, così come scriveva lo stesso Padre Fondatore. Ricordo che la maggior parte dei religiosi trasferiti erano impegnati nella formazione, settore costituente uno dei nodi che la Santa Sede mi ha chiesto di sciogliere.E’ sempre bene per dei chierici fare esperienza pastorale e missionaria, in virtù della loro vocazione e del loro ministero sacerdotale. E’ da questa ricchezza che potranno più concretamente trasmettere dei valori ai più giovani formandi.Ho sempre agito in perfetta sintonia con la Sede Apostolica e – in qualche caso – il Vescovo Diocesano mi ha persino ringraziato in segno di approvazione”.Chiariti questi punti, entro nell’ultima parte della mia replica a proposito delle mie disposizioni del 27 novembre 2013. 
Un'altra delle accuse sostenute dal laico che ha scritto a Tosatti, è quella della sospensione delle attività dei cenacoli e fraternità MIM e Terz’Ordine (TOFI). Nella lettera, il laico in questione avrebbe parlato “di una guerra senza limiti anche contro i laici”, con l’ “appoggio di padre Alfonso Bruno”, Segretario Generale dell’Istituto. A proposito della persona e dell’operato di padre Alfonso Bruno, padre Volpi afferma: “Per il Segretario Generale dell’Istituto, alla stima di cui gode presso di me e presso la Santa Sede per i sacrifici e i servizi resi alla Chiesa, prima e durante il Commissariamento, si aggiunge l’aumento quotidiano di manifestazioni di solidarietà della gente comune che sa leggere tra le righe e capire chi davvero è paziente, chi davvero è attaccato, chi davvero ama la Chiesa e l’Istituto. E’ questo quello che davvero conta!” 
“Se ho disposto di una mera sospensione delle attività dei laici legati all’Istituto, - precisa il Commissario Apostolico - è per evitare che ogni riunione, come di fatto già accaduto, si trasformi in occasione di dileggio pubblico contro il Papa, contro di me e contro altri frati. Il movimento dei laici appartenenti a un Istituto religioso vive con coerenza la sua scelta se ne riconosce l’autorità legittima e se il suo percorso conduce a Cristo, e non agli uomini. Diversamente ci troveremmo in presenza di una dinamica settaria. La Chiesa, Madre e Maestra dei battezzati, da sempre si è preoccupata di correggere errori e deviazioni sia dottrinali che disciplinari. L’agitazione sui blog e nei Cenacoli MIM palesa e conferma nuovi e più profondi problemi, che confermano la bontà del provvedimento di Commissariamento in corso. 
Se è vero che i Frati Francescani dell’Immacolata hanno realizzato e continuano a realizzare tante cose buone e belle per la gloria di Dio, - ha conclude padre Volpi - è altrettanto vero che alcuni di essi, un tempo al governo o assegnati in posti di responsabilità, “hanno fatto qualcosa di meno buono e di meno bello…”. (P.d.M.). FONTE: Zenit

Triduo in onore dell'Immacolata Concezione di Maria (3)





Madre di Dio Vergine, gioisci, piena di grazia Maria, il Signore è con te: benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo, perché hai generato il Salvatore delle anime nostre. (tropario tradizione slava)

venerdì 6 dicembre 2013

Triduo in onore dell'Immacolata Concezione di Maria (2)





Madre di Dio Vergine, gioisci, piena di grazia Maria, il Signore è con te: benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo, perché hai generato il Salvatore delle anime nostre. (tropario tradizione slava)

giovedì 5 dicembre 2013

Triduo in onore dell'Immacolata Concezione di Maria (1)




Madre di Dio Vergine, gioisci, piena di grazia Maria, il Signore è con te: benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo, perché hai generato il Salvatore delle anime nostre. (tropario tradizione slava)

mercoledì 4 dicembre 2013

Serie VERONICA e altro





Ecco gli ultimi santini stampati della Serie Veronica .... una passione infinita!

Sono richiedibili per scambio, tranne due (quello mariano con fondo verde e quello a disegno in basso a dx) inviando mail.

Mercoledì della I settimana di Avvento





San Giovanni Damasceno
Santa Barbara V.M.

Anche oggi leggiamo la Parola di Dio dal libro del profeta Isaia. Ci viene presenta una nuova profezia, una nuova speranza: un banchetto per tutti i popoli. Un banchetto in cima al monte Sion, il monte dell’Alleanza.

Un banchetto di alleanza che ben ci fa pensare a Bambino Gesù, un pane posto nel paniere per essere cibo di tutti i popoli: il bue e l’asino. Ma tutto questo lo affermiamo avendo come chiave di lettura la Pasqua. In essa Gesù si è fatto pane ed ha immolato la sua vita come agnello senza peccato e senza macchia per svelarci la nuova strada di comunione con il Padre; così da strappare il velo e svelarci il vero volto di Dio.

Egli “eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato”.

Egli è il misericordioso che libera dall’uomo dà ogni male: “attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì”. La guarigione del male fisico è profezia di liberazione e di salvezza. Egli “eliminerà la morte per sempre”, dice il profeta Isaia.

Egli è compassionevole verso la folla, non solo guarisce, ma provvede al loro cammino preparando per lo loro un frugale banchetto: fatto di pesce crudo e pane.

Egli così, già in questo gesto rende, visibile la profezia del banchetto in cima al monte, il monte Calvario dove la sua compassione per l’umanità si consumerà fino all’ultima gocce di sangue.

Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini».

Egli chiede la nostra partecipazione perché il Signore è salvatore solo attraverso la mediazione dell’umano. In Gesù, prima, e poi ogni fratello e sorella compassionevole per l’umanità, si perpetua il banchetto del Calvario.

Concludo con uno scritto di San Giovanni Damasceno, la cui memoria liturgica è in questo giorno:

Cristo mio Dio, tu hai umiliato te stesso per prendere sulle tue spalle me, pecorella smarrita, e farmi pascolare in pascolo verdeggiante e nutrirmi con le acque della retta dottrina per mezzo dei tuoi pastori, i quali, nutriti da te, han poi potuto pascere il tuo gregge eletto e nobile.
    Ora, o Signore, tu mi hai chiamato per mezzo del tuo sacerdote a servire i tuoi discepoli. Non so con quale disegno tu abbia fatto questo; tu solo lo sai. Tuttavia, Signore, alleggerisci il pesante fardello dei miei peccati, con i quali ho gravemente mancato; monda la mia mente e il mio cuore; guidami per la retta via come una lampada luminosa; dammi una parola franca quando apro la bocca; donami una lingua chiara e spedita per mezzo della lingua di fuoco del tuo Spirito e la tua presenza sempre mi assista.
    Pascimi, o Signore, e pasci tu con me gli altri, perché il mio cuore non mi pieghi né a destra né a sinistra, ma il tuo Spirito buono mi indirizzi sulla retta via perché le mie azioni siano secondo la tua volontà e lo siano veramente fino all'ultimo.
(San Giovanni Damasceno, Dichiarazione di fede)

Amen.



Tu che il peccato ignori ...





Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

martedì 3 dicembre 2013

Dalla cattedra il detto irrevocabile ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)

Martedì della I settimana di Avvento


memoria di S. Francesco Saverio




«Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.. ».

Così Gesù esultò nello Spirito Santo.

Lo stesso sussulto immagino lo ebbe San Francesco Saverio quando nel 1545 a Malacca, in Malaysia incontrò alcuni giapponesi che gli diedero l'idea di estendere l'evangelizzazione al Giappone, dove arrivo nell’agosto 1549, ma poi il medesimo sussultò lo ebbe quando penso di evangelizzare la Cina, dove non vi giunse, perché ammalatosi di polmonite durante il viaggio da Malacca all'isola di Sancian - della Cina meridionale - qui morì il 3 dicembre 1552.

Il Vangelo di questo giorno ci ricorda che Gesù è l’atteso, annunciato dai profeti:
«Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

Egli è Colui che compie le profezie!

Egli è il “germoglio spunterà dal tronco di Iesse … virgulto germoglierà dalle sue radici”.

Gesù è il nuovo inizio della stirpe umana, il germoglio immacolato che è germinato da un corpo immacolato: la Vergine Maria.

In Gesù c’è la pienezza dello Spirito. Egli “si compiacerà del timore del Signore”, perché in Gesù tutto compiace l’amore del Padre, da cui tutto ha principio perché Egli è l’Altissimo.

In Gesù tutto si rinnova e ritorna alla sua santa origine quando nel giardino del primo uomo tutto era in armonia, senza prede e predatori: “Il leone si ciberà di paglia, come il bue”.

Infatti si legge in Genesi:
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne”.

Gesù è venuto a ricreare questa giustizia e pace universale con tutto il creato. Egli viene come “un vessillo per i popoli” – dice Isaia – cioè come una bandiera sotto cui militare e e dietro cui camminare.
Sant’Ignazio di Loyola, amico e maestro di San Francesco Saverio; definisce Gesù: “Sommo e vero Capitano” sotto il cui vessillo militare.

Il Saverio consumò tutta la sua vita per militare sotto questa bandiera e per propagare - con un fuoco d’amore - il Vangelo di Gesù.

Francesco Saverio fu proclamato santo insieme a Ignazio di Loyola, il 12 marzo del 1622. Nel 1748 il Papa Benedetto XIV lo dichiarò patrono d’Oriente e nel 1904 Pio X lo proclamò Patrono delle Missioni insieme a Santa Teresa di Lisieux.

Come il santo missionario Francesco Saverio possa la nostra vita militare sotto il vessillo di Cristo per portare ad ogni uomo il regno di giustizia e di pace che il Signore Nostro Gesù Cristo è venuto ad iniziare con la sua Incarnazione, Morte e Risurrezione. Amen.

lunedì 2 dicembre 2013

O solo bellissimo fiore ...




Dal primo albore di vita, o Vergine,
più pura sei del sole:
Pietro ha parlato e la Chiesa
gioiosamente crede.

Chiara dai secoli suona la voce
degli antichi presagi.
Tu sei la Donna preannunziata e vinci
l’insidia del serpente.

Arca di vita, solitaria vai
sull’incubo mortifero dell’onda.
Aridi sono i nostri campi, e scende
su te la rugiada di grazia.

O solo bellissimo fiore,
nato sui nostri rovi!
O sola città che risplendi
sugli inviolati monti!

Dalla cattedra il detto irrevocabile
il voto dei popoli compie:
mite e dolce vittoria
accresce i tuoi tronfi.

Tu che il peccato ignori,
dalla tristezza del peccato scámpaci:
sotto il tuo piede, invano
si dibatta il Nemico.... (Inno Ambrosiano)