venerdì 5 aprile 2013

Santità in questo giorno ...




* Beati Corrado di Sassonia e Stefano di Ungheria francescani martiri
* Beato Antonio Blasi, arcivescovo di Atene
* Beato Mariano de la Mata Aparicio sacerdote agostiniano
* Beato Raimondo di Monteolivo, mercenario
* San Geraldo Abate di Saint-Sauve
* San Vincenzo Ferrer sacerdote dell’Ordine dei Predicatori (1) (2) (3) quest'ultimo scopiazzato in _ (4)
* Santa Caterina Thomas
* Santa Ferbuta Martire di Ancira
* Santa Irene martire di Salonicco
* Santa Maria Crescentia Hoss, vergine
* Sant'Alberto di Montecorvino
* Santi Martiri di Aquae Regiae
* Santi Martiri di Persia



giovedì 4 aprile 2013

Giovedì fra l'Ottava di Pasqua






La liturgia dell’Ottava di Pasqua è caratterizzata dalla presenza di queste pagine evangeliche della resurrezione – oggi leggiamo il seguito di ieri (i discepoli di Emmaus) – e dal Gloria.
Il canto del Gloria è la preghiera durante la quale nella Veglia pasquale si annuncia la resurrezione e si sciolgono le campane “legate” al Giovedì santo.

È incredibile - come in questa pagina evangelica – Gesù appare tra lo stupore del racconto di Cleopa, ma i discepoli sono “sconvolti e pieni di paura” alla visita del Risorto, e “credevano di vedere un fantasma”. Certo sono così stravolti dalla novità pasquale – la quale esce dai loro schemi – che non riescono ancora a credere.
Se nelle apparizioni precedenti Gesù appare “in persona”, così lo descrive l’evangelista, ora Egli mostra i segni della sua Passione, non spiega solo attraverso le Scritture.
“Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate”.
Gesù propone la concretezza dei segni, li stessi che cercherà Tommaso: il quale allora non è l’unico incredulo, sono tutti increduli!
Ma se pur pieni di gioia non credono ancora, sono sconvolti: allora Gesù mostra la sua carnalità, il suo essere persona, mangiando un porzione di pesce.
Dopo averli calmati e rincuorati: “Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture”
Esortandoli alla testimonianza, annunziare “la conversione e il perdono dei peccati”.

Questo ultimo contenuto è narrato dalla pagina del libro degli Atti. San Luca fa così vedere che i discepoli obbediscono al Crocifisso risorto.

Siamo al seguito di ieri: la guarigione dello storpio “al portico detto di Salomone”:
L’Apostolo Pietro come Gesù lo aveva esortato annuncia la conversione e il perdono dei peccati:
“Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati”.
Solo questo cammino, compiuto in forza della Pasqua di Gesù, sarà preparazione e raggiungimento dei “ tempi della consolazione da parte del Signore”.

La salvezza è stata elargita attraverso la Pasqua, a noi accoglierla in un cammino di conversione per la remissione dei peccati. Quindi le pratiche di pietà non sono sorgente di salvezza, ma esercizi per educare la nostra libertà ad accogliere la salvezza del Crocifisso risorto.

Un esempio per tutti. Non vado in Paradiso se compio i primi venerdì del Sacro Cuore, ma compiendoli e vivendo il loro messaggio apro la porta della mia libertà alla salvezza del Crocifisso risorto che mi salverà in un cammino di conversione e di remissione dei peccati.

Infine invochiamo il Santo Padre Ambrogio in questo giorno in cui la Chiesa di Milano ricorda il suo pio transito – avvenuto il 4 aprile 397, dopo aver ricevuto la Santa Comunione dalle mani del suo amico e vescovo Sant’Onorato di Vercelli – affinché con lui possiamo invocare il Crofisso risorto e dire:

“Se vuoi curare le ferite, Egli è il medico.
Se sei riarso dalla febbre,
Egli è la fontana.
Se sei oppresso dal peccato,
Egli è la santità.
Se hai bisogno di aiuto, Egli è la forza.
Se temi la morte, Egli è la vita.
Se desideri il cielo, Egli è la via.
Se fuggi le tenebre, Egli è la luce.
Se cerchi il cibo, Egli è l’alimento.
Noi ti seguiamo, Signore Gesù,
ma tu chiamaci perché ti seguiamo.
Senza di te nessuno potrà salire.
Tu sei la via, la verità, la vita, il premio.
Accogli i tuoi, sei la via.
Confermali, sei la verità.
Vivificali, sei la vita”.
(De Virginitate 16,99)

Amen.

mercoledì 3 aprile 2013

Nek Filippo Neviani

11esimo album... 16 aprile!



"questo amore
è un segno universale!"




23/03/2013 - Nek ospite a "I migliori anni" canta "Laura Non C'è", e per la prima volta davanti al grande pubblico televisivo il suo nuovo singolo "Congiunzione Astrale". Il singolo fa parte del nuovo album di inediti, intitolato "Filippo Neviani".

Nek ha venduto oltre otto milioni di dischi in tutto il mondo lungo 22 anni di carriera.

TRACKLIST
1. Hey Dio
2. Congiunzione Astrale
3. Dentro L’Anima
4. La Metà Di Niente
5. Soltanto Te
6. Io No Mai
7. Uno Come Me
8. Verrà Il Tempo
9. Dammi Di Più
10. Il Mondo Tra Le Mani

Patrono dei calciatori e dei malati di AIDS

San Luigi Scosopppi, sacerdote




Tre fratelli sacerdoti:
Carlo Filaferro, oratoriano
Giovanni Battista Scrosoppi, diocesano
Luigi Scrosoppi, oratoriano


Dio, Padre di misericordia e Signore della Provvidenza, ti ringraziamo dal profondo del cuore per la glorificazione del tuo servo, San Luigi Scrosoppi. Egli è stato, nella sua vita terrena, segno visibile e tangibile della tua bontà e della tua tenerezza verso gli orfani e le vedove, verso i derelitti della nostra società. In lui abbiamo visto come il tuo amore raggiunge gli ultimi, perché egli si è fatto prossimo di chi aveva più bisogno. Il suo esempio e la sua luminosa testimonianza ci accendono di entusiasmo, perché vogliamo seguire quanto egli ha fatto e rendere così percepibile ed amabile la verità del vangelo predicato ai poveri ed agli umili.
O Padre, fa' che la nostra fede sia manifestazione forte e persuasiva della tua paterna bontà, e si impegni nell'aiuto materiale e spirituale verso tutti, perché trovino la strada della vera vita.
Gesù, Figlio di Dio, immagine visibile e vivente del Dio invisibile e fonte della vita, san Luigi ha seguito più da vicino il tuo esempio e si è fatto, come te, servo di tutti, perché tutti abbiano la vita. Tu sei venuto in questo mondo perché avessimo questa vita in abbondanza, da te abbiamo ricevuto grazia su grazia, perché tu sei il Figlio di Colui che dà la vita a tutti. In san Luigi è apparso a noi un raggio del tuo splendore, perché egli, a tua imitazione e per tua grazia, si è fatto servo di tutti, in umiltà e fervore. In lui abbiamo risentito la tua voce, la forza del tuo Vangelo, che ci rivela un Dio chinato sulle nostre miserie e partecipe delle nostre sofferenze.
Signore Gesù, fa' che ci impegniamo a rendere visibile la nostra fede in te, mediante il dono della nostra vita, perché nel servizio ai fratelli si manifesti il tuo volto, e gli uomini scoprano nel vangelo la novità della vita e il futuro della nostra umanità.
Spirito santo, amore vivente ed inesprimibile di Dio, noi siamo rapiti dai doni di grazia che hai effuso in san Luigi. La forza dell'amore che proviene da te è diventata in lui straordinaria capacità di rinuncia, di ascesi, di umiltà, e nello stesso tempo, meraviglioso progresso nell'amore di Dio e del prossimo. Noi rendiamo grazie per quanto hai operato in san Luigi perché tutto in lui è stato come fiume di acqua viva sgorgato dall'amore divino. Egli è l'uomo nuovo, in Cristo, di cui abbiamo estremo bisogno. Egli è la testimonianza vissuta che è possibile un'umanità rinnovata dall'amore, tuo dono, o Spirito Santo di Dio. Sentiamo anche noi la forza misteriosa del tuo amore e vogliamo seguirla.
Spirito santo, guarisci la nostra incapacità di amare e liberaci dal nostro egoismo. Donaci la salute dell'anima e del corpo, perché trasformiamo la nostra vita in autentico servizio verso tutti. Infondi in noi il desiderio della santità, come risposta gioiosa al dono della tua grazia, del tuo amore.
Amen.

(Mons. Marino Qualizza, Udine 13 aprile 2001, Venerdì Santo)








Padre Luigi,la tua fIducia nella Provvidenza
mi fa sperare nella bontà
di Dio Padre
per la grazia che ardentemente
desidero.
Aiutami con la tua intercessione
affinché il Signore mi sollevi
dalla mia tribolazione.

     Pater, Ave, Gloria
Padre Luigi,
la grande carità con cui amasti
il povero e il sofferente,
vedendo in esso Gesú,
Figlio di Dio,
mi spinge ad affidarmi
alla tua potente intercessione
per ottenere dal Signore
la grazia che ardentemente desidero.

     Pater, Ave, Gloria
Padre Luigi,
tutta la tua vita,
sotto l'impulso dello Spirito,
è stata diretta alla gloria di Dio,
ottienimi dal Signore,
per la Sua gloria,
sollievo e conforto in questa tribolazione,
intercedendo la grazia
che imploro
o quella che è piú utile per la mia vita.

     Pater, Ave, Gloria

(Imprimatur † mons. Alfredo Battisti, Arcivescovo emerito di Udine)


martedì 2 aprile 2013

Un pensiero ...






San Francesco di Paola, che il mio venerato predecessore Giovanni XXIII ha proclamato patrono della Calabria, dopo che l’altro mio predecessore Pio XII l’aveva preposto come patrono alla gente italiana di mare, protegga sempre questa città che fu sua, le vostre famiglie, i vostri malati, gli anziani, i vostri emigrati sparsi ovunque nel mondo, i lavoratori della terra e del mare, i giovani soprattutto perché rimangano limpidi nella fede e coerenti nella vita cristiana”.

(Beato Giovanni Paolo II, 5 ottobre 1984)

Un pensiero ...




"Il nostro Signore Gesù Cristo, che dà a tutti la giusta ricompensa, vi renda merito delle vostre fatiche. Guardatevi da ogni male, fuggite i pericoli, in qualunque luogo abbiate a recarvi o a dimorare. Noi, con tutti i nostri fratelli, benché siamo indegni, pregheremo sempre l'eterno Dio Padre e il Figlio suo Gesù Cristo e la gloriosa sua madre, la Vergine Maria, che vi aiutino sempre e vi guidino alla salvezza dell'anima e del corpo, e vi facciano progredire di bene in meglio fino alla fine.

D'altra parte, fratelli, vi esorto e vi prego, quanto posso, di esser prudenti e diligenti circa la salvezza dell'anima vostra, pensando che la morte è sicura per tutti, che la vita è breve e altro non è che fumo che presto svanisce.

Ricordatevi della passione del nostro Signore e Salvatore e pensate quanto infinito fu quell'ardore che discese dal cielo in terra per salvarci, che per noi soffrì tanti tormenti e subì la fame, il freddo, la sete, il caldo e ogni umana sofferenza, nulla rifiutando per amor nostro e dando esempio di perfetta pazienza e di perfetto amore. Siamo dunque tutti pazienti nelle nostre avversità e sopportiamole con amore, pensando che Gesù Cristo nostro Signore soffrì tanti affanni e tribolazioni per gli altri.

Deponete dunque ogni odio e ogni inimicizia, guardatevi diligentemente dalle parole più aspre e, se ne uscissero dalla vostra bocca, non vi rincresca trarne il rimedio dalla stessa bocca da cui vennero inferte quelle ferite. E così perdonatevi a vicenda e poi non pensate più all'ingiuria arrecatavi. Il ricordo della malvagità è infatti ingiuria, colmo di follia, custodia del peccato, odio della giustizia, freccia rugginosa, veleno dell'anima, dispersione della virtù, tarlo della mente, confusione dell'orazione, lacerazione delle preghiere fatte a Dio, abbandono della carità, chiodo infisso nelle nostre anime, peccato che non viene mai meno e morte quotidiana.

Amate la pace, perché è molto meglio di qualsiasi tesoro che i popoli possano avere. Sappiate certo che i nostri peccati muovono Dio all'ira. Per questo correggetevi e pentitevi dei vostri peccati passati, poiché Dio vi aspetta a braccia aperte. Ciò che nascondiamo al mondo, non si può nascondere a Dio: convertitevi sinceramente. Vivete in tal modo da ricevere la benedizione del Signore e la pace del Dio nostro Padre sia sempre con voi."

Dalle « Lettere » di san Francesco da Paola (Lett. del 1486)

domenica 31 marzo 2013

DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)





Voi sapete ciò che è accaduto” – afferma l’Apostolo Pietro – ciò è accaduto “cominciando dalla Galilea” è sorgente di salvezza - infatti quel bimbo nato nella mangiatoia il cui nome significava “Dio salva” – oggi - in forza della sua Pasqua - “chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome”.
Questo è il giorno atteso. “questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo”!
Scrive S. Gregorio di Narek, “monaco, dottore degli Armeni, insigne per la dottrina, gli scritti e la scienza mistica”: “Nicodemo riceve il corpo di Cristo, se ne prende cura e lo depone in un sepolcro, in mezzo a un giardino che ricorda quello della Creazione. Gesù si lascia seppellire come si è lasciato crocifiggere, nello stesso abbandono, interamente «consegnato» nelle mani degli uomini e «perfettamente unito» ad essi «fino al sonno sotto la lastra della tomba»”
Oggi da quel giardino, da quella lastra tombale è risorto: anche noi con lui!
Risorti con Cristo, cerchiamo le cose di lassù, dove è Cristo, perché il Regno sia in Cielo come in terra! Perché la sua volontà di compia in terra come in Cielo! Amen.






CRISTOS ANESTH!
SURREXIT DOMINUS VERE, ALLELUIA!
ХРИСТОС ВОСКРЕСE!
QIMTHA BRIKHTHA - MSIKHA QAM!
 AL MASSIH QAM!   -  !لمسيح قام  - Haqan Qam!
المسيح قام ! حقاً قام !
CHRIST IS RISEN!
LE CHRIST EST RESSUCITÉ!
BUONA PASQUA!
FELIZ E BOA PÁSCOA
BUENA PASQUA DE RESURRECCIÓN!!
CHRISTUS IS VEREZEN!
ХРИСТОС ВОСКРЕС!
CPETAN YCKPC!
HRISTOS A îNVIAT!
KRISTU
S VSTAL ZMŔTVYCH!

venerdì 29 marzo 2013

Venerdì Santo





“Io ti ho dissetato dalla rupe con acqua di salvezza
e tu mi hai dissetato con fiele e aceto.
Io per te ho colpito i re dei Cananei,
e tu hai colpito il mio capo con la canna”

giovedì 28 marzo 2013

Giovedì Santo




«Tutti i sacramenti, come pure tutti i ministeri ecclesiastici e le opere di apostolato, sono strettamente uniti alla sacra Eucaristia e ad essa sono ordinati. Infatti, nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua» (Presbyterorum ordinis, 5)

mercoledì 27 marzo 2013

Nuovi Beati e Venerabili!




La Chiesa cattolica si arricchita di ben 63 nuovi Beati. A 62 dei prossimi Beati è stato riconosciuto il martirio. Tra questi, 58 sono sacerdoti e religiosi uccisi in odio alla fede in Spagna, durante la guerra civile del biennio 1936-38.

- il martirio dei Servi di Dio Emanuele Basulto Jiménez, Vescovo di Jaén (Spagna), e 5 Compagni; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1937;

- il martirio dei Servi di Dio Giuseppe Massimo Moro Briz e 4 Compagni, Sacerdoti della Diocesi di Ávila (Spagna); uccisi in odio alla Fede in Spagna nel 1936;

- il martirio del Servo di Dio Vladimiro Ghika, Sacerdote diocesano; nato ad Istanbul (Turchia) il 25 dicembre 1873 e ucciso in odio alla Fede a Bucarest (Romania) il 16 maggio 1954;

- il martirio dei Servi di Dio Gioacchino Jovaní Marín e 14 Compagni, della Società dei Sacerdoti Operai Diocesani; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1938;

- il martirio dei Servi di Dio Andrea da Palazuelo (al secolo: Michele Francesco González Ganzález), Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, e 31 Compagni; uccisi in odio alla Fede in Spagna tra il 1936 e il 1937;

- il martirio del Servo di Dio Giuseppe Girotti, Sacerdote professo dell'Ordine dei Frati Predicatori; nato ad Alba (Italia) il 19 luglio 1905 e ucciso in odio alla Fede a Dachau (Germania) nel 1945;

- il martirio del Servo di Dio Stefano Sándor, Laico professo della Società di San Francesco di Sales; nato a Szolnok (Ungheria) il 26 ottobre 1914 ed ucciso in odio alla Fede a Budapest (Ungheria) l'8 giugno 1953;

- il martirio del Servo di Dio Rolando Rivi, Alunno del Seminario; nato a San Valentino di Castellarano (Italia) il 7 gennaio 1931 e ucciso in odio alla Fede a Piane di Monchio (Italia) il 13 aprile 1945.

- il miracolo della Venerabile Serva di Dio Maria Teresa Bonzel (al secolo: Regina Cristina Guglielmina), Fondatrice delle Povere Suore Francescane dell'Adorazione Perpetua di Olpe; nata ad Olpe (Germania) il 17 settembre 1830 ed ivi morta il 6 febbraio 1905

Riconosciute, inoltre, le virtù eroiche di 7 Servi di Dio che diventano così Venerabili:

- il Servo di Dio Eladio Mozas Santamera, Sacerdote diocesano, Fondatore delle Suore Giuseppine della Ss.ma Trinità; nato a Miedes de Atienza (Spagna) il 18 febbraio 1837 e morto a Plasencia (Spagna) il 18 marzo 1897;

- il Servo di Dio Emanuele Aparici Navarro, Sacerdote diocesano; nato a Madrid (Spagna) l'11 dicembre 1902 ed ivi morto il 28 agosto 1964;

- il Servo di Dio Mosè Lira Serafín, Sacerdote professo dei Missionari dello Spirito Santo, Fondatore della Congregazione dei Missionari della Carità di Maria Immacolata; nato a Tlatempa (Messico) il 16 settembre 1893 e morto a Città del Messico (Messico) il 25 giugno 1950;

- il Servo di Dio Generoso del Ss.mo Crocifisso (al secolo: Angelo Fontanarosa), Sacerdote professo della Congregazione della Passione di Gesù Cristo; nato a Vetralla (Italia) il 6 novembre 1881 e morto a Mascalucia (Italia) il 9 gennaio 1966;

- il Servo di Dio Olinto Marella, Sacerdote diocesano; nato a Pellestrina (Italia) il 14 giugno 1882 e morto a San Lazzaro di Savena (Italia) il 6 settembre 1969;

- il Servo di Dio Antonio Kowalczyk, Fratello Laico della Congregazione dei Missionari Oblati della Beata Vergine Maria Immacolata; nato a Dzierzanów (Polonia) il 4 giugno 1866 e morto a Edmonton (Canada) il 10 luglio 1947;

 - la Serva di Dio Silvia Cardoso Ferreira da Silva, Laica; nata a Paços de Ferreira (Portogallo) il 26 luglio 1882 e morta a Porto (Portogallo) il 2 novembre 1950.

martedì 26 marzo 2013

Martedì della Settimana Santa





“Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. …
Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte”. (Gv 13)

Ancora Giuda, appare in questo secondo giorno della Settimana Santa.
Egli partecipa con le sue opere, alle opere della notte. Egli, forse inconsapevolmente, voleva dar una luce al popolo di Israele, ma il suo operato è per le tenebre!

Preso il boccone, entrò in lui Satana!
Siamo ancora di fronte al tema del mangiare – del bere – e tutto questo ci fa comprendere che questa immagine è allegoria di libertà: come il Cristo era libero di bere e di mangiare per il compimento del Regno, così il mangiare il boccone di Giuda è libertà donata per la distruzione del Regno.

Una allegoria molto forte, che ci propone la riflessione sulla nostra fame, sulla nostra sete: la nostra libertà può essere a favore o contro il Regno. Per la luce o per le tenebre.




“Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù”. (Gv 13)

Gesù mio,
voglio stare alla tua tavola, al tuo fianco!
voglio avere la tua fame e la tua sete.
“Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera”. (Gv 4)
“Apro anelante la mia bocca, perché ho sete dei tuoi comandi” (Sal 119)

Mio Signore,
l’impeto di Pietro attraversa l’anima mia:
«Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». (Gv 13)

Mio Dio,
non canti ancora il gallo,
non abbia a rinnegarti ancora,
Tu, va’, mio Gesù,
ti contemplerò nella gloria della Croce,
perché abbia poi l’ardore di seguirti!
Amen.




lunedì 25 marzo 2013

Lunedì - Settimana Santa 2013





"e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo". (Gv 12)


« Siano rese grazie
a Dio, il quale ci fa partecipare al suo trionfo
in Cristo e diffonde per mezzo nostro il profumo della sua conoscenza nel mondo intero!
Noi siamo infatti dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si perdono »
(2 Cor. 2, 14-15).





Stabat Mater dolorósa
iuxta crucem lacrimósa,
dum pendébat Fílius.

Cuius ánimam geméntem,
contristátam et doléntem
pertransívit gládius.

O quam tristis et afflícta
fuit illa benedícta
Mater Unigéniti !

Quae moerébat et dolébat,
pia mater, cum vidébat
nati poenas íncliti.

Quis est homo, qui non fleret,
Christi Matrem si vidéret
in tanto supplício?

Quis non posset contristári,
piam Matrem contemplári
doléntem cum Filio ?

Pro peccátis suae gentis
vidit Jesum in torméntis
et flagéllis subditum.

Vidit suum dulcem natum
moriéntem desolátum,
dum emísit spíritum.

Eia, mater, fons amóris,
me sentíre vim dolóris
fac, ut tecum lúgeam.

Fac, ut árdeat cor meum
in amándo Christum Deum,
ut sibi compláceam.





Sancta Mater, istud agas,
crucifíxi fige plagas
cordi meo válide.

Tui Nati vulneráti,
tam dignáti pro me pati,
poenas mecum dívide.

Fac me vere tecum flere,
Crucifíxo condolére
donec ego víxero.

Iuxta crucem tecum stare,
te libenter sociáre
in planctu desídero.

Virgo vírginum praeclára,
mihi iam non sis amára,
fac me tecum plángere.

Fac, ut portem Christi mortem,
passiónis fac me sortem
et plagas recólere.

Fac me plagis vulnerári,
cruce hac inebriári
et cruóre Fílii.

Flammis urar ne succénsus,
per te, Virgo, sim defénsus
in die iudícii.

Fac me cruce custodíri
morte Christi praemuníri,
confovéri grátia.

Quando corpus moriétur,
fac, ut ánimae donétur
paradísi glória. Amen