giovedì 23 giugno 2011

Vigilia di San Giovanni Battista





il bambino Giovanni Battista
St John the Baptist, Lound, Suffolk



O glorioso S. Giovanni Battista,
tu che hai riconosciuto il Messia fin dal grembo materno,
tu che non sei luce, ma rendi testimonianza alla Luce,
tu sei l’Amico dello Sposo,
tu che sei l’Amico del Signore
tu che sei il Precursore del Gesù,
tu che sei colui che indica l’Agnello che toglie il peccato del mondo,
tu che sei entrato nella mia vita fin del giorno del mio Battesimo,
tu che hai accompagnato i passi dei miei genitori come Patrono dei loro paese,
tu che della mia Sesto sei protettore e custode, insieme con Clemente, davanti alla SS. Trinità,
tu il cui nome scelsi insieme a quello dello Sposo della Vergine nel giorno del mio diaconato,
tu sei celebrato nella giorno i cui nacque il mio primo nipote, Edoardo,
tu che sei ricordato nel giorno della nascita della mia seconda nipote, Angelica,
ascolta e accompagna la mia preghiera così come le Sante Icone ti raffigurano insieme alla Madre di Dio nella Deesis.
Amen.

mercoledì 22 giugno 2011

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano




Paolino da Nola



22 giugno
SAN PAOLINO da NOLA, vescovo

Paolino (Bordeaux, Francia, c.355 – Nola, Napoli, 431), già console e governatore della Campania, rinunziò per l’ideale evangelico alla carriera e alle ricchezze e si ritirò con la moglie Therasia a Nola, dove formò un cenacolo spirituale. Eletto vescovo di Nola nel 409, resse quella Chiesa per ventidue anni con grande saggezza e paternità verso il suo popolo. Ci ha lasciato nei carmi un segno della sua vasta erudizione e della sua fede. La sua deposizione il 22 giugno è ricordata dal martirologio geronimiano (sec.VI).

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 22 giugno: San Paolino, vescovo, che, ricevuto il battesimo a Bordeaux e lasciato l’incarico di console, da nobilissimo e ricchissimo che era si fece povero e umile per Cristo e, trasferitosi a Nola in Campania presso il sepolcro di san Felice sacerdote per seguire da vicino il suo esempio di vita, condusse vita ascetica con la moglie e i compagni; divenuto vescovo, insigne per cultura e santità, aiutò i pellegrini e soccorse con amore i poveri.


Tommaso Moro



Giovanni Fisher


 
22 giugno
SANTI GIOVANNI FISHER, vescovo
e TOMMASO MORE, martiri

Giovanni Fisher (Beverley, Inghilterra, 1469 – Londra 22 giugno 1535), vescovo di Rochester (1504), fu insigne apologista e pastore.
Tommaso More (Londra, Inghilterra, 1477 – 6 luglio 1535), cancelliere del re e umanista di acutissimo ingegno, nella famiglia e nella politica espresse una rara sintesi di sensibilità umana e di sapienza cristiana.
Eminenti personalità della Chiesa e della società inglese, al tempo in cui Enrico VIII dopo il divorzio aveva iniziato il processo di separazione dalla Chiesa di Roma, morirono martiri testimoniando insieme l’indissolubilità del matrimonio e l’unità della Chiesa.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 22 giugno: Santi Giovanni Fisher, vescovo, e Tommaso More, martiri, che, essendosi opposti al re Enrico VIII nella controversia sul suo divorzio e sul primato del Romano Pontefice, furono rinchiusi nella Torre di Londra in Inghilterra. Giovanni Fisher, vescovo di Rochester, uomo insigne per cultura e dignità di vita, in questo giorno fu decapitato per ordine del re stesso davanti al carcere; Tommaso More, padre di famiglia di vita integerrima e gran cancelliere, per la sua fedeltà alla Chiesa cattolica il 6 luglio si unì nel martirio al venerabile presule.

martedì 21 giugno 2011

Noi cresciamo...






I cuccioli di Maura e Ubaldo ... e poi (QUI)

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano



Cappella della clinica Zucchi in Monza

21 giugno
SAN LUIGI GONZAGA, religioso
MEMORIA

Luigi (Castiglione delle Siviere, Mantova, 1568 – Roma 21 giugno 1591), rinunziando alla vita di corte in uno degli ambienti più fastosi della sua epoca, scelse la via della vita religiosa nella Compagnia di Gesù. Ebbe come guida spirituale san Roberto Bellarmino. Esemplare per lo spirito di sacrificio e il candore dei costumi, sigillò la sua breve testimonianza con la carità eroica al servizio degli appestati.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 21 giugno: Memoria di san Luigi Gonzaga, religioso, che, nato da stirpe di principi e a tutti noto per la sua purezza, lasciato al fratello il principato avito, si unì a Roma alla Compagnia di Gesù, ma, logorato nel fisico dall’assistenza da lui data agli appestati, andò ancor giovane incontro alla morte.

domenica 19 giugno 2011

Solennità della Santissima Trinità: Padre, Figlio, Spirito Santo






In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui (Gv 3,16-18).
In quel tempo, Paolo scrisse ai cristiani di Corinto: La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi (2Cor 13,11-13).
In quei giorni, il Signore scese nella nube … passò davanti a lui (Mosè) proclamando: “Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà” (Es 34,4b-6.8-9).
Tra le molte domande della nostra fede, una di quelle a cui è più difficile rispondere è questa: “Chi è Dio?”.



Potremmo senz’altro rispondere secondo le sane categorie del catechismo tradizionale, che Dio è l’Essere, quello perfetto e sommo, che ha creato cielo e terra.

Oppure dire chi è Dio per noi, che cosa ha voluto dire e cosa continua a voler dire Dio nella nostra vita di ogni giorno
Ma non basta, e nessun’altra spiegazione, per quanto perfetta e precisa possa essere, basterebbe a spiegare Dio; perché Dio è “Altro”, perché Dio è molto di più di quanto si possa spiegare e immaginare. Allora, chi è Dio?

Tra i grandi santi, i più elevati come Agostino, hanno tentato di dirne qualcosa per via di intelligenza (l’episodio della buca sul mare); altri, come Teresa d’Avila, per via di una straordinaria esperienza mistica. Altri ancora, come Teresa di Gesù Bambino, ne hanno parlato in termini più semplici, comuni, comprensibili da chiunque abbia fatto l’esperienza esaltante dell’innamoramento del cuore. Altri infine con il vescovo Nicola di Myra, hanno usano immagine quotidiane (l’episodio del mattone al concilio di Nicea).

La Solennità di oggi ci vuole dare uno spunto in più per la nostra riflessione. La fede cristiana ci dice che Dio è uno solo, è Unico, ma in tre Persone tra loro uguali e distinte: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. È così che ce lo ha rivelato lo stesso Figlio, Gesù Cristo. Eppure, nemmeno così la domanda su Dio trova una risposta completa, soddisfacente.





Che cosa significa il Mistero della Trinità?

Se proviamo anche solo a considerare quante volte nominiamo la Santissima Trinità nell’Eucaristia, nei Sacramenti o anche solo nelle nostre preghiere quotidiane, a partire dal semplicissimo segno di croce del mattino. Ciò significa che la nostra fede e la nostra pietà non possono fare a meno di un riferimento costante e forte alla Santissima Trinità.







Agostino guarda al Mistero della Trinità con un concetto sempre molto attuale, ovvero quello di “comunità”. Le tre Persone della Trinità formano tra di loro una “Comunità d’Amore”, in cui proprio l’amore è alla base delle loro relazioni e della loro essenza. Dio è Amore: e come Amore si è sempre rivelato agli uomini. Ma Dio non potrebbe rivelarsi agli uomini come Amore se lui stesso, nella sua natura, non vivesse profondamente questa realtà. Gesù Cristo ci ha rivelato la sua figliolanza con Dio e ci ha inviato lo Spirito Santo: proprio per questo, Dio non può essere conosciuto dall’uomo se non come Padre, Figlio e Spirito Santo. E siccome in una relazione d’amore c’è sempre uno che ama e uno che è amato, e viceversa, e soprattutto tra i due c’è l’amore stesso che li lega, nella Trinità questo legame si personifica. Il Padre ama il Figlio, e viceversa il Figlio è amato dal Padre: questo amore che li unisce è lo Spirito Santo, da entrambi amato proprio perché è l’Amore, ovvero ciò che li unisce.
In una relazione d’amore comunitaria non esistono differenze né gerarchie: tutti si amano allo stesso modo, e nessuno osa mettersi su un piano superiore rispetto all’altro, altrimenti non ci sarebbe più amore ma dipendenza, addirittura servilismo e schiavitù, mentre l’amore è libertà, liberazione totale. Chi beneficia maggiormente di questo Amore tra i Tre non è nessuno dei Tre, ma l’oggetto privilegiato del loro Amore: l’Uomo. La comunità d’amore che è la Trinità non potrebbe essere compresa e amata dall’uomo se l’uomo stesso non si sentisse da lei amato.



Per questo motivo, celebrare la Solennità della Trinità non è solamente esaltare l’onnipotenza di Dio e la sua essenza, ma l’importanza che questa sua natura d’amore riveste per l’uomo. La Trinità, infatti, diventa per noi il modello di ogni relazione d’amore.







E così come l’Amore Trinitario si è aperto in Gesù Cristo ad ogni uomo, se il nostro amore domestico-quotidiano, per quanto intenso e duraturo possa essere, non si apre ad un amore più grande, che varca le soglie della nostra casa, a poco a poco si chiude su se stesso, soffoca, muore, e certamente non realizza in sé l’immagine dell’Amore di Dio.
Non c’è vero amore, in definitiva, per il cristiano, che non sia ad immagine e somiglianza dell’amore trinitario del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo: un amore senza differenze, senza distinzioni, fatto di profondo rispetto reciproco, ma soprattutto aperto all’amore verso ogni uomo.

La Solennità della Trinità, perciò, ci deve aiutare sì a conoscere meglio Dio, ma in modo particolare a conoscerci meglio tra di noi per mezzo dell’Amore che Dio, in Gesù Cristo, attraverso il dono dello Spirito Santo, ha riversato nei nostri cuori.

Che senso avrebbe, in definitiva, sapere chi è Dio se poi non so amare i miei fratelli?
Dice l’apostolo Giovanni:

“Amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio: chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio”





ELEVAZIONE ALLA SS. TRINITÀ

Mio Dio, Trinità che adoro,
aiutatemi a dimenticarmi interamente,
per fissarmi in voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell'eternità;
che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile Bene,
ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro mistero.
Pacificate la mia anima,
fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del riposo;
che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede,
tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice.

O mio amato Cristo, crocifisso per amore,
vorrei essere una sposa del vostro Cuore;
vorrei coprirvi di gloria e vi chiedo di rivestirmi di Voi stesso,
di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della vostra Anima,
di sommergermi, d'invadermi, di sostituirvi a me,
affinché la mia vita non sia che un'irradiazione della vostra vita.
Venite nella mia anima come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.
O Verbo Eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarvi;
voglio farmi tutta docilità per imparare tutto da voi.
Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze,
voglio fissare sempre Voi e restare sotto la vostra grande luce.
O mio Astro amato,
incantatemi, perché non possa più uscire dallo splendore dei vostri raggi.

O Fuoco consumatore, Spirito d'amore,
scendete sopra di me,
affinché si faccia della mia anima come un'incarnazione del Verbo,
ed io sia per Lui un'aggiunta d'umanità nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero.

E Voi, o Padre,
chinatevi sulla vostra piccola creatura,
copritela con la vostra ombra, e non guardate in lei che il Diletto
nel quale avete riposto tutte le vostre compiacenze.

O miei TRE, mio Tutto,
mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo,
mi consegno a Voi come una preda.
Seppellitevi in me, perché io mi seppellisca in Voi,
in attesa di venite a contemplare, nella vostra luce,
l'abisso delle vostre grandezze.

(Beata Elisabetta della Trinità)

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano

Il ritrovamento dei Sacri Corpi

19 giugno
SANTI PROTASO e GERVASO martiri
FESTA

Le notizie più antiche sui santi Gervasio e Protasio risalgono al 386, anno della invenzione (=ritrovamento) dei loro corpi a Milano ad opera di s. Ambrogio.

Il 7 giugno 386, nella zona cimiteriale di Porta Vercellina (nell'area compresa tra la basilica di S. Ambrogio, l'Università Cattolica e la caserma Garibaldi), nel sottosuolo antistante la basilica cimiteriale dei SS. Nabore e Felice, s. Ambrogio fece operare uno scavo: vi si trovarono i corpi dei due martiri il cui ricordo era andato praticamente perduto nella Chiesa di Milano.

La passio presenta Gervasio e Protasio come figli gemelli dei ss. Vitale e Valeria. Morti per fede i genitori, i due fratelli vendettero i beni di famiglia, ne distribuirono il ricavato ai poveri e si ritirarono in una casetta ove passarono dieci anni in preghiera e meditazione. Denunziati come cristiani ad Astasio, di passaggio per Milano diretto alla guerra contro i Marcomanni, non vollero assolutamente sacrificare e perciò furono condannati a morte. Gervasio morí sotto i colpi dei flagelli, Protasio venne invece decapitato.
La festa dei due martiri viene celebrata il 19 giugno anniversario della loro solenne traslazione del 386 nella basilica di S. Ambrogio. Sono venerati come compatroni della Diocesi di Milano.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 19 giugno: A Milano, commemorazione dei santi Gervasio e Protasio, martiri, i cui corpi furono rinvenuti da sant’Ambrogio e in questo giorno solennemente traslati nella nuova basilica da lui costruita.

sabato 18 giugno 2011

Dopo il latte.. la nanna!





siamo in 9 cuccioli:

2 beige come il papà Ubaldo
2 neri
2 bianco e grigio come la mamma Maura
3 bianco e marrone



I nomi (ipotesi), ancora non si riconosce il sesso.

MASCHILI: Gerardo**, Marcellino**, Innocenzo**, Guglielmo**, Gilberto**, Eustorgio**

FEMMINILI: Grazia**, Paolina**, Tecla*, Adelaide*, Eufemia*, Carolina*


(*): sono nomi delle antenate
(**): sono nomi dei santi e beati del giorno della nascita (6 giugno)

I Santi del Giorno, secondo il Calendario della Chiesa Ambrosiana di rito romano



San Romualdo abate

18 giugno
SAN ROMUALDO, abate

Romualdo (Ravenna metà del sec. X – 19 giugno 1027), sacerdote e asceta, visse con straordinaria intensità e coerenza l’ideale monastico nei tre gradi: il cenobio (sant’Apollinare in Classe), l’eremo (Camaldoli presso Arezzo) e l’evangelizzazione dei pagani in terre lontane. I suoi discepoli si spinsero fino in Polonia.

(dal PROPRIO DEI SANTI della Chiesa di Milano secondo il rito romano)


Martirologio Romano, 19 giugno: San Romualdo, anacoreta e padre dei monaci Camaldolesi, che, originario di Ravenna, desideroso di abbracciare la vita e la disciplina eremitica, girò l’Italia per molti anni, costruendo piccoli monasteri e promovendo ovunque assiduamente tra i monaci la vita evangelica, finché nel monastero di Val di Castro nelle Marche mise felicemente fine alle sue fatiche.

venerdì 17 giugno 2011

Chi è il San Leonzio venerato a Torre Orsaia?







Secondo la tradizione locale, è il fratello dei gloriosi martiri e medici Cosma e Damiano. Ma credo che in realtà sia un martire delle catacombe, o forse (giocando di fantasia agiografica!) uno dei martiri di nome Leonzio del Martirologio Romano, ma non certo il fratello dei Santi Medici. Infatti i tre "compagni" di martirio di Cosma e Damiano non ebbero culto proprio senza i loro fratelli maggiori.

Certo rimane un problema: da dove provengono le reliquie venerate a Torre?
Da Roma? Dalle catacombe? Oppure dalle coste nord africane? E' forse il martire di Tripoli?
Solo Dio sà!

Di recente ho scoperte che il reliquiario contiene le ss. reliquie di due martiri: Leonzio e Carpoforo.

Tutto ciò apre una nuova prospettiva: sono forse parte delle reliquie dei Ss. Martiri venerati tra Vicenza e Padova Leonzio e Carpoforo?


Chi sono costoro?



SANTI LEONZIO E CARPOFORO
martiri a Vicenza, ritenuti medici


pala d'altare di Magrè di Schio (VI)


Due martiri particolarmente venerati nella diocesi vicentina. Le informazioni storiche su di loro sono assai incerte. Secondo una Passio del XIV secolo, si tratterebbe di due medici anàrgiri cristiani di origini arabe che sarebbero giunti nelle zone venete per esercitare la loro professione e diffondere la loro fede. Scoperti, furono denunciati e condotti davanti al prefetto di Aquileia che li condannò a morte per decapitazione. Subirono il martirio il 20 agosto 307. Dapprima sepolti nella basilica di San Felice in Vicenza, nel X secolo – per ripararle dalle invasioni ungare – le loro reliquie furono portate nella cattedrale cittadina, dove ancora si venerano. Alcune loro reliquie sono anche nella chiesa di San Vincenzo a Metz. I due santi sono compatroni della cattedrale di Vicenza.

Forti dubbi restano sulla storicità di questi due santi, la cui Passio, conservata nell’Archivio capitolare di Vicenza, come ha dimostrato don Domenico Casalin, è un adattamento di quella dei santi medici anàrgiri Cosma e Damiano.

A loro è dedicata la parrocchia di Magrè di Schio (VI) e di Lozzo Atestino (PD).


giovedì 16 giugno 2011

6 - 16 giugno: noi cresciamo!




i cuccioli di Maura

e mamma sorveglia su di noi!




Eccoci come eravamo 10 giorni fa: GUARDACI QUI!

16 giugno: Santi Martiri Giulitta con il figlio Quirico

San Quirico (Chirico) martire
patrono di Serra San Quirico (AN)

Santa Giulitta madre e martire
patrona di Serra San Quirico (AN)


Martirologio Romano, 16 giugno: In Asia Minore, commemorazione dei santi Quirico e Giulitta, martiri.



Inno ai martiri
O beati martiri,
o grappoli umani della vite di Dio,
il vostro vino inebria la Chiesa;
luci gloriose e divine,
che avete accettato con gioia tutti i tormenti
e vinto gli iniqui carnefici;
gloria alla potenza che vi ha assistito
quando combatteste!
Il Dio venuto per la nostra salvezza
abbia pietà di noi.
(Rabbula di Edessa, Inni)

mercoledì 15 giugno 2011

15 giugno: San Vito martire




San Vito Martire
Chiesa Parrocchiale di Telves (BZ)

Martirologio Romano, 15 giugno: In Basilicata, san Vito, martire.