domenica 29 marzo 2020

Devozioni "fai-da-te", tra lecito e l'illecito, degli ortodossi!




A causa della crescente incidenza di pellegrinaggi del clero e dei laici di molte diocesi della nostra Chiesa nella città di Chebarkul per venerare il cosiddetto "giovane Vyacheslav di Chebarkul", con questo rapporto ricordiamo a tutti che la persona non è né canonizzata dalla Chiesa ortodossa russa, né riconosciuta a livello locale. Il culto del "giovane, Vyacheslav" è auto-inventato, contiene elementi di superstizione ordinaria, attacchi blasfemi sull'insegnamento della Chiesa ed è permeato da un gruppo di individui con mentalità anticristiana.

Così esprime il Metropolita Job (Tyvonyuk) di Chelyabinsk e Zlatoust, dopo l’inchiesta per introdurre la canonizzazione.
È un culto popolare alla stessa stregua di Difunte Correa o di Alberto Gonella.

Vyacheslav o Venceslao è un bambino di 10 anni morto di leucemia nel 1993.

Sulla sua tomba fu costruita una piccola cappella coperta di icone, inclusa persino un'icona di Vyacheslav come santo. I pellegrini di tutta la Russia visitano il paese, così come i monaci del Monte Athos. Pregano nella sua cappella e un akathist è stato composto in suo onore.

Le devozioni "fai-da-te", tra lecito e l'illecito, non ci sono tra i cattolici, ma anche nella Chiesa Ortodossa, solo che, nel caso di Vyacheslav Krasheninnikov, la questione è più complicata perché la presenza del monachesimo dell’Athos, dell’inno proprio (come anche per Alberto Gonella, ma però questo è un akathist) e, gulp!, un’icona (“scritta” solo nella canonizzazioni), rende il caso trasbordante, tra Chiesa che censura e Chiesa che approva.

FONTE: vedi

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