lunedì 16 febbraio 2026

MARIA MARCHETTA, laica, francescana secolare e socia dell'Azione Cattolica


Serva di Dio

MARIA MARCHETTA

Grassano, Matera, 16 febbraio 1939 - 7 aprile 1966

La santità di un’anima passa certamente attraverso la sofferenza sia fisica che spirituale; sembra nel leggere e studiare le biografie di tante belle figure di anime sante o avviate al riconoscimento della loro santità, che essa sia una costante obbligata nella loro vita; questo ci porta a qualche riflessione. Ma se un santo o santa ha certamente sofferto, tutti quelli che soffrono sono santi? Cioè la malattia e la sofferenza sono normalmente causa di santità? Certamente no, perché per ogni anima che ha raggiunta la beatitudine attraverso la sofferenza, ve ne sono tantissime che hanno solo sofferto e basta, ma di loro non vi sono perenni ricordi. Ripetendo un concetto chiarissimo del grande Dottore della Chiesa s. Agostino che dice: “Non è la pena che fa un martire, ma la causa”; è evidente che la pena la subiscono anche delinquenti e malfattori, ma essi non diventano martiri, ma è la ’causa’, cioè la motivazione e lo spirito per cui si soffre a dare il merito del martirio e della santità. Maria Marchetta è una di queste anime, per 14 anni restò sofferente a letto, ma non è questo che la rese eccezionale, ma “il come” ci restò a vivere e soffrire.

Antonio Borrelli (3)

 

LA SPIRITUALITÀ DI MARIA ...

Un primo aspetto della spiritualità di Maria è quello eucaristico-mariano. Il dono più grande che le si potesse fare era quello di portarle l'Eucarestia che riceveva con profondo raccoglimento e impressionante prolungato silenzio. Era il momento in cui Gesù la educava e le dava la forza di portare con serenità e coraggio la propria croce. Due volte ha partecipato a pellegrinaggi di ammalati a Lourdes, dove più che chiedere la guarigione, si abbandona tra le braccia della Madre: "Ho detto alla Madonna come vuoi tu", scrive al suo padre spirituale. Il Rosario era la sua compagnia abituale che spesso recitava con le persone che andavano a visitarla.

 

... UNA SPIRITUALITÀ DELLA SOFFERENZA

Dall'amore all'Eucarestia e alla Madonna, Maria attinge la sua forza di vivere la sua sofferenza quotidiana, anzi cresce nella consapevolezza del valore salvifico della Croce.
"Mio Dio, il mio cuore è colmo di infinita riconoscenza per avermi fatto capire la necessità e la bellezza della sofferenza", scriverà nel suo diario. Altezza spirituale che nasce dalla coscienza di avere, nella sua condizione, un compito ed una missione da compiere: edificare la chiesa con l'offerta quotidiana del suo sacrificio.

"Io sto bene così", rispondeva a chi cercava di consolarla; è lo stato di quiete di chi ha accettato con fede lieta il disegno di Dio nella propria vita.

 

... UNA SPIRITUALITÀ ECCLESIALE-ECUMENICA

Maria, nel cammino spirituale, si è sentita al centro della vita della Chiesa, non spettatrice ma da protagonista. Le lettere scritte al Papa Paolo VI e al Primate anglicano Michael Ramsey sono rivelatrici del suo spirito ecclesiale ed ecumenico. "Le sono grato per sue preghiere durante il mio incontro con San Paolo VI e mi fa piacere della sua intenzione di lavorare e pregare per l'unità cristiana", le scrive cosi Ramsey. Spiritualmente libera dal corpo martoriato, partecipa e fa propri i grandi problemi della Chiesa universale, si occupa anche della vita della sua parrocchia, vuole essere catechista e offrire la sua preghiera per ogni iniziativa in modo da sentirsi anche lei parte attiva della comunità di appartenenza. Muore con questo forte anelito verso l'unità della Chiesa, fulgido esempio di amore per la Chiesa Corpo Mistico di Cristo a cui volentieri ha offerto la sua sofferenza e il sacrificio supremo della sua stessa vita. (2)

 

PREGHIERA

 

O beata Trinità

Padre, Figlio, Spirito Santo, fonte della vita, della santità e della beatitudine.
Noi Ti lodiamo e Ti ringraziamo perché nella tua Serva
Maria Marchetta ci hai offerto l'esempio di una creatura totalmente illuminata dalla fede,
guidata e sorretta dalla speranza, infiammata di amore santo perle e per i fratelli.
Dal letto di dolore, sul quale ella trascorse gran parte della
sua vita, apparve sacerdote del proprio sacrificio, annunciatrice del Vangelo delle Beatitudini
amica di quanti avanzano tra le difficoltà, promotrice del bene dei fanciulli e delle famiglie,
figlia devota della Chiesa tutta unita nella fede e nella carità.
O Santa Trinità. per la tua gloria. per la magnificenza
della Chiesa e per un mondo più buono, noi invochiamo la
glorificazione di questa tua figlia per intercessione della quale
osiamo chiederti questa grazia ...
(CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA)

 

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Fonti:
(1) FVS Francesco il volto secolare, p 9, anno 4, n 8-9, 2006
(2) Curia Vescovile di Tricarico

(3) Santi e Beati


 

domenica 15 febbraio 2026

Ascolta, Padre, la nostra preghiera!

 



Nelle ricette c'è l'acronimo "q.b.".

 

Nella prima lettura leggiamo:

Se vuoi osservare

i suoi comandamenti,

essi ti custodiranno.

 

Gesù parla ai discepoli: coloro che vivevano un quotidiano intenso con lui.

Si propone come Maestro (io vi dico), e propone di osservare la legge di Dio perché in essa si è custoditi.

Non è una osservanza formale, ma uno stile che va in profondità.

Propone uno stile che varca le profondità del cuore e della mente: non è un accontentarsi.

 

Se questo non accade, se l’abitudine prevale sull’inquietudine, è perché anche nella Chiesa esiste ed è ormai consolidato il fenomeno del fare il minimo indispensabile.

(Come confessarsi solo per Pasqua!).

 

Ma nella fede della non esiste la modica quantità o il quanto basta (q.b. come nelle ricette!).

La fede è un modo di amare e l’amore, finché resta vivo, è forte come la morte, e cioè senza misura.

Gesù si propone come Maestro con un criterio di verità e di vero bene verso di sé: non può chiedere il minimo indispensabile, ma è senza misura, con tutto se stesso, come sulla Croce.

E la croce è l'apice del suo essere luce delle genti… se ci ricordiamo di domenica scorsa!

Quindi… Lascia che la sua Parola attecchisca in te e il resto viene da sé, con la naturalezza di un seme che germoglia.

Ad esempio: devi saper dire si o no, perché è per la verità e per il bene.

Attenti! La menzogna si costruisce con molte parole, invece la sincerità chiede poche parole: “il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno”.


«Se oggi non riusciamo più in nulla – (affermava Ratzinger nel 1970) –, è solo perché tutti siamo troppo preoccupati di affermare solo noi stessi».

Ecco, questo fa il Vangelo nella vita di un essere umano: lo libera dall’ossessione di sé e lo restituisce a sé stesso.

Ecco il compimento che Gesù dice di voler portare.

Amen.

 



venerdì 13 febbraio 2026

L'Eucarestia è Gesù Vivo!

 



Dopo il Covid19 è iniziato un tempo di follia.
Non è più significativo fare "eucarestia", ma come fare "eucarestia". Al punto tale che il fedele è più concentrato nell'indicare, in modi FOLLI, il modo per riceverla, che essere concentrato su Gesù Vivo che sta per ricevere.
Non dice AMEN dopo le parole IL CORPO DI CRISTO, ma è concentrato nell'indicare con la mano la BOCCA!

Ma poi c'è da purificare quelle modalità che si vedono dopo aver ricevuto Gesù Vivo in altri fedeli. 
Segni di croci, genuflessioni, e tante altro ... sembra che si sono dimenticati che hanno ricevuto Gesù Vivo!



giovedì 12 febbraio 2026

San Damiano martire, prega per me!

 


Antico martire della Chiesa in Africa



Martire della catacomba di Calepodio
patrono di Fara Novarese





giovedì 5 febbraio 2026

Sant'Agata, vergine martire catanese, prega per tutte le donne!

 


Sant'Agata vergine e martire

Catania, 235 c. - 5 febbraio 251

 

Agata rispose: “Ho per Salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale con la sola parola cura ogni cosa e la sola voce tutto ristora: questi se vuole può rendermi sana.” Allora sorridendo il vecchio le disse: “Ed è proprio lui che mi mandò a te: io non sono che il suo Apostolo, e nel nome di lui sappi che devi essere sanata.” Ciò detto disparve dai suoi occhi.

[dagli Atti del Martirio]

 

PREGHIERA

O Padre, che tra i segni della tua onnipotenza concedi alla debolezza umana la vittoria del martirio; nella solennità della beata Agata, vergine e martire, donaci sul suo esempio, di perseverare fedelmente nel nostro cammino verso di te. Amen.